Attività artigianali “sconosciute al Fisco”: operazione nel Metapontino

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Attività artigianali “sconosciute al Fisco”: operazione nel Metapontino. Indagini da parte della Guardia di Finanza di Policoro.

Nell’ambito delle attività di tutela della salute pubblica e di contrasto ai fenomeni di abusivismo, la Compagnia di Policoro ha proceduto “all’individuazione ed al controllo di ben otto attività artigianali completamente sconosciute al fisco, illecitamente svolte presso domicili e strutture private, senza le prescritte autorizzazioni”, si legge nel comunicato stampa inviato dalla Guardia di Finanza.

E, ancora: “I controlli in parola sono stati originati da un intervento “massivo”

presso le abitazioni adibite a saloni e centri estetici, presso i locali adibiti ad officine meccaniche e laboratori di falegnameria, previo nulla osta della competente Autorità Giudiziaria,

intervento eseguito dopo accurata attività info-investigativa da venti militari delle fiamme gialle unitamente a personale specializzato dell’Azienda Sanitaria di Matera, ambito Policoro, qualificato per gli aspetti igienico sanitari”.
Nella nota stampa, gli investigatori hanno inoltre spiegato:

“Dagli accertamenti svolti si è potuto stabilire come le attività di parrucchiera, trattamenti per il corpo, manicure, pedicure ed altro, fossero svolte in spregio della normativa regolante il settore:

attraverso l’utilizzo di apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico in locali non idonei, privi della conformità ai requisiti igienico sanitari ed edilizi-urbanistici. Sono state rinvenute rilevanti quantità di prodotti cosmetici, smalti, creme, lozioni, fanghi ed i classici lettini ad uso della clientela e sono stati sequestrati i locali utilizzati per le attività abusive. Per quanto riguarda i meccanici abusivi, riscontrata la mancata iscrizione alla Camera di Commercio e la carenza di atti autorizzativi necessari all’avvio ed all’esercizio dell’attività imprenditoriale, sono state confiscate tutte le attrezzature utilizzate (ponti sollevatori, pistole pneumatiche, idropulitrici, compressori, saldatrici, banchi da lavoro, cric, utensili vari)”.

I finanzieri di Policoro, pertanto, “dopo aver constatato che le prestazioni rese dagli artigiani controllati, tutti privi di partita IVA, sono state realizzate completamente “in nero”, in violazione della normativa fiscale tributaria, hanno avviato e concluso tutte le procedure per ricostruire il reale volume d’affari realizzato negli anni d’imposta 2018 e 2019. In particolare, sono risultati sottratti a tassazione introiti per Euro 112.000, con conseguente IRPEF evasa per Euro 25.000”, è scritto nella nota.
E, infine: “Da ultimo, sono state altresì applicate le previste sanzioni amministrative per l’omessa iscrizione all’albo delle Imprese artigiane e l’omessa presentazione della SCIA per l’inizio attività, per un totale di Euro 20.000”, è infine riportato nel comunicato.

 

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