“All’estero vive quasi un terzo dell’attuale popolazione lucana”

in Cronaca

“Il nostro auspicio è che dopo la diffusione dei dati della XIV edizione del “Rapporto Italiani nel Mondo” da parte della Fondazione Migrantes, in Regione – con la consapevolezza che all’estero vive quasi un terzo dell’attuale popolazione lucana – si passi dalla retorica ad azioni, misure, provvedimenti a favore delle comunità dei nostri corregionali emigrati”. A sostenerlo è Giovanni Baldantoni, presidente Palazzo Italia Bucarest e Associazione Lucani nei Balcani per il quale “per ora registriamo dalla Regione, ad opera di chi ha responsabilità istituzionali in organismi voluti per affrontare le tematiche dei lucani all’estero, i soliti atteggiamenti di studio e di retorica. C’è poco ancora da studiare. Bisogna rendersi conto che le generazioni di lucani all’estero sono profondamente cambiate e che la prima cosa che chiedono è un rapporto con la massima istituzione regionale improntato sulla piena dignità. Basta con le visite istituzionali alle nostre comunità che si risolvono in gite turistiche per poi tornare a Potenza dimenticando ogni impegno”. Per Baldantoni tra le tante esigenze che avvertono le differenti comunità di lucani in Europa e nel resto del Mondo due su tutte: servizi di assistenza specie per gli over 65 anni dei Paesi dell’America Latina (e non solo) che risentono delle pesanti crisi dei Paesi di residenza; servizi di consulenza per l’attività di lavoro dei giovani che hanno voglia di avviare imprese per la promozione e la commercializzazione di prodotti in Basilicata o comunque di import ed export che hanno ricadute e benefici diretti sull’economia dei nostri piccoli paesi.

Le attività dei lucani (italiani) all’estero – dice ancora Baldantoni – vanno ricondotte a “sistema” con la regia istituzionale della Giunta Bardi e della Camera di Commercio della Basilicata per valorizzare le eccellenze del territorio e favorire i processi di internazionalizzazione del “made in Basilicata” (made in Italy)”. “Non si può affrontare il tema dell’internazionalizzazione delle nostre imprese senza chi già da tempo all’estero sostiene il Paese, supporta i risultati, ne accresce gli obiettivi.

I dati pubblicati dall’AIRE nel 2018 presentano un quadro preciso del Paese in cui oltre 5 milioni 300 mila di italiani risiedono oltre i confini nazionali. Con essi una vasta presenza di concittadini di seconda e terza generazione: perfettamente integrati eppure legati a radici e tradizioni. Sono indispensabili ed eccellenti ambasciatori e consumatori made in Italy: trend maker nella comunità italiana ma, indiscutibilmente, in quella straniera. Da queste necessità è nata a Palazzo Italia-Bucarest la piattaforma alimentare “Marketing Italian Food” che, non a caso, ha scelto nel logo la dizione “top quality”.

“Palazzo Italia – continua Baldantoni – dopo l’apertura di “desk” dedicati a Comuni e settori di attività, intensificherà la propria attività per promuovere la cooperazione e lo scambio tra il mercato lucano-italiano e quello romeno-balcanico. Si aprono adesso i mercati dell’Est Europa e dei Balcani non solo per favorire l’arrivo di visitatori in Basilicata e nel Sud d’Italia ma anche per nuove opportunità per le attività produttive, specialmente del settore alimentare e della piccola e media impresa. Offriamo un’assistenza globale all’internazionalizzazione, servizi commerciali e logistici – aggiunge – come  supporto delle attività imprenditoriali sociali, culturali, ricreative a servizio delle aziende italiane in Europa, a partire dai Balcani a sostegno del Made in Italy e nello specifico di tutto ciò che è prodotto in Basilicata. Abbiamo creduto e continuiamo a credere nella promozione culturale, storica, economica, turistica dei nostri borghi. Dinamismo, passione sono la risposta: sostengono il Paese, supportano i risultati, ne accrescono gli obiettivi e agevolano il benessere di tutti. Entusiasmo, messaggi proattivi, piccoli investimenti: chiavi di volta per un incredibile ritorno economico per l’Italia e gli italiani”.

(Nella foto Baldantoni con Briasoli all’ambasciata italiana a Bucarest)