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Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva

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Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva: le ricette vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Le cuoche professioniste della Basilicata possono mettersi alla prova partecipando all’appassionante sfida ai fornelli. Le ricette che valorizzano gli oli extravergine di oliva finalisti dell’Ercole Olivario 2023 vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Anche le cuoche professioniste della Basilicata hanno tempo fino al 10 maggio per iscriversi alla terza edizione di “Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine di oliva”, il concorso nazionale che valorizza la creatività delle chef professioniste promuovendo l’impiego in cucina dell’olio extra vergine d’oliva di alta qualità. La partecipazione al concorso, organizzato dal Comitato di Coordinamento del Premio Ercole Olivario e dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio, in partnership con Lady Chef (Dipartimento femminile della FIC – Federazione Italiana Cuochi) e la collaborazione tecnica dell’Università dei Sapori di Perugia, della Fondazione EVOO SCHOOL, del programma televisivo Agrisapori e di Italia a Tavola, consentirà anche alle cuoche professioniste della Basilicata di mettere alla prova il proprio talento e la propria capacità creativa, elaborando ricette che non solo esaltino le qualità organolettiche di uno degli oli finalisti alla XXXI edizione del Premio Nazionale Ercole Olivario e della II edizione de La Goccia d’Ercole, ma che siano anche in grado di valorizzare l’impiego di prodotti tipici della Basilicata, coniugando al meglio la tradizione gastronomica lucana con un utilizzo innovativo e originale degli ingredienti necessari alla ricetta proposte.

Iscriversi al concorso Extra Cuoca significherà, quindi, per le cuoche partecipanti affrontare una sfida appassionante e ricca di emozioni che persegue un duplice obiettivo: attribuire il meritato valore alla professionalità delle cuoche iscritte che, nelle loro creazioni, dovranno trovare il giusto equilibrio tra fedeltà alla tradizione e slancio creativo, evidenziando il ruolo dell’olio e.v.o. in cucina non come semplice condimento, bensì come vero e proprio ingrediente dei piatti proposti, da abbinare correttamente agli altri prodotti utilizzati; far conoscere alla platea dei consumatori le potenzialità legate all’uso consapevole dell’olio e.v.o. italiano di qualità, rafforzando l’incontro e l’interscambio tra il mondo della produzione e il settore della ristorazione, comunicando la capacità dell’olio di farsi strumento di promozione anche turistica della bellezza dei territori delle Regioni italiane da cui proviene.

Le cuoche professioniste potranno iscriversi gratuitamente entro mercoledì 10 maggio 2023, compilando il modulo on line di iscrizione (disponibile, insieme al regolamento, al sito extracuoca).

Per info contattare la Segreteria Organizzativa del Concorso “EXTRACUOCA” c/o Promocamera – Azienda Speciale Camera di Commercio dell’Umbria Tel. 075.9660.589 – 639 extracuoca@umbria.camcom.it.
Le partecipanti avranno la possibilità di inviare un massimo di quattro ricette, una per ciascuna delle quattro categorie in gara: Antipasti e altre preparazioni (finger food, contorni, torte salate, tramezzini, cocktail), Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci. Gli elaborati, completi di foto del piatto finito, verranno poi sottoposti al vaglio di una Giuria di esperti multidisciplinare – presieduta da Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e composta da Alessandra Baruzzi, Cuoca e Coordinatrice Nazionale Lady Chef; Giuseppe Capano, Chef dell’olio e scrittore-divulgatore; Gianna Fanfano, cuoca e segretaria generale di Lady Chef; Antonietta Mazzeo, Assaggiatrice esperta di olio e giornalista; Martina Rusconi Clerici, Imprenditrice e membro del direttivo Associazione Nazionale Donne dell’Olio; e Fabrizio Salce, Giornalista enogastronomico; – che attribuirà loro un punteggio attenendosi a sette parametri: l’attenzione prestata al profilo sensoriale dell’olio prescelto, la cura nella scelta degli ingredienti utilizzati, la valorizzazione dei prodotti locali, la gradevolezza desumibile dalla descrizione della ricetta, l’aspetto estetico valutabile dalla foto del piatto, la salubrità e il profilo nutrizionale del piatto proposto e infine l’originalità, creatività e innovazione come valori aggiunti.

Una volta formata la graduatoria, si procederà alla fase successiva di proclamazione delle finaliste, che parteciperanno alla “Sfida ai fornelli” finale, dove eseguiranno, in presenza presso l’Università dei Sapori a Perugia, le loro preparazioni davanti a un commissario di cucina.
La Giuria delle finali, composta da un tecnologo alimentare, con funzioni di Presidente, tre giudici internazionali di cucina, un assaggiatore d’olio oliva e un commissario di cucina, assaggerà i piatti ed esprimerà il proprio giudizio assegnando un punteggio sulla base di specifici criteri di valutazione: la Mise en place e pulizia, la valorizzazione dell’olio extravergine utilizzato, la preparazione professionale, la gestione degli scarti alimentari e sostenibilità, l’aspetto estetico e servizio, e il gusto (sapore gradevole in armonia con il tipo di alimento impiegato e uso corretto dei condimenti). A seguire la proclamazione le 8 cuoche vincitrici, la prima e la seconda classificata per ogni categoria di gara.
Extra Cuoca, primo concorso in Italia a premiare cuoche professioniste di eccezionale talento, punta anche ad affinare la conoscenza degli oli e.v.o. di qualità, promuovendo uno specifico percorso di formazione dedicato alle partecipanti, destinato a svolgersi secondo diverse modalità di fruizione parallelamente alle fasi del concorso, con focus sulle caratteristiche sensoriali degli oli extravergine, aspetti nutrizionali, usi dell’olio in cucina ed abbinamenti in sala, biodiversità legata al territorio di produzione e tecniche di conservazione del prodotto. Un’attenzione particolare sarà poi riservata alla promozione delle singole cuoche partecipanti, attraverso interviste e contenuti diffusi sui canali social e sui media.

Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

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Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

L’edizione 2023 della Guida agli Extravergini offre uno spaccato dell’olio lungo la penisola, preciso, completo e ricco di particolari di un comparto centrale della nostra cultura, agricoltura e gastronomia. Pubblicata con il sostegno di Ricrea e Biodea, la guida recensisce 766 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (126 novità a testimonianza di un settore vivace) e 1227 oli tra gli oltre 1600 assaggiati. Cresce il numero delle aziende (indicate con la foglia) che certificano in biologico l’intera filiera (ben 531 gli oli segnalati) e aumentano gli oli (175) del Presidio degli Olivi secolari (riconoscibili dalla chiocciola di Slow Food). Non mancano i riconoscimenti classici: la Chiocciola grande grigia indica le aziende (40) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio (81), indicato con il disegno dell’Oliva, è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il Grande Olio Slow (124), riconoscibile dalla scritta slow in campo verde, premia l’attività delle aziende che adottano pratiche agronomiche sostenibili per l’ambiente e per il lavoratore.
Le regioni del Sud Italia

Siccità prolungata, piogge torrenziali e attacchi della mosca olearia: sono molteplici i fattori che hanno influenzato la campagna olearia 2022 del Sud Italia. In Campania, la perdurante siccità ha creato condizioni difficili in fioritura e allegagione, tuttavia, la quantità di frutti è stata soddisfacente in tutta la regione. Le piogge torrenziali di inizio agosto, con frequenti episodi di grandine, in alcuni territori hanno creato gravi danni anche agli olivi. La campagna olivicola della Puglia è iniziata sotto i migliori auspici, con abbondanti fioriture in tutta la regione, ma non sono mancate la flessione produttiva e le difficoltà dovute a stress idrico, elevata umidità e moliture precoci, che hanno risparmiato cultivar organoletticamente più performanti, come Coratina e Peranzana.

In Basilicata si è assistito a un netto calo rispetto all’annata precedente, complici i ripetuti attacchi della mosca, che hanno spinto molti produttori a lasciare sugli alberi le drupe compromesse.

L’andamento negativo è stato più o meno lo stesso in tutti i distretti olivicoli, senza differenze sostanziali tra le zone pianeggianti e l’alta collina. Dopo l’eccellente campagna olearia dello scorso anno, in Calabria si è ripresentata l’ennesima annata nefasta, causata da temperature elevate, prolungata siccità e massivi attacchi di mosca. Problematiche che tuttavia non hanno scalfito lo spirito di sacrificio, la passione e le capacità imprenditoriali degli olivicoltori calabresi, attenti al valore delle produzioni di qualità e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. In Sicilia l’olio continua a godere di una fama qualitativa meritata, ma la produzione regionale continua a calare. Il quadro è peggiorato dall’aggravarsi delle difficoltà economiche che, nell’ultimo anno, hanno determinato un aumento generale dei costi. Conferma infine un leggero calo la produzione olivicola della Sardegna, dove da diversi anni il cambiamento climatico sta normalizzando eventi sfavorevoli: lunghi periodi di siccità, accompagnati da venti di scirocco sempre più frequenti nel periodo di fioritura e allegagione e periodi piovosi alla raccolta.

 

I riconoscimenti

La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Sud Italia, ne sono state assegnate 13.

Basilicata
Evo Alampresse di Frantoio Oleario Alamprese, Venosa (Pz)
Fontana dei Santi di Luciano Pepe, Albano di Lucania (Pz)
Cenzino – Coratina e Cenzino – Ogliarola del Bradano di Vincenzo Marvulli, Materia (Mt)

Gli oli del Premio Olivarum a “Olio Capitale” a Trieste

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Gli oli del Premio Olivarum a “Olio Capitale” a Trieste. In programma anche un talk di approfondimento e un corso di degustazione

Basilicata protagonista ad Olio Capitale 2023. Quest’anno al Salone degli Oli tipici e di qualità, l’evento più prestigioso dedicato agli oli EVO, ci saranno i tre oli lucani vincitori del Premio Olivarum e le cinque menzioni speciali. Si tratta di Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera, primo classificato; Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella, secondo classificato, Frantoio Oleario Alamprese Sas di Venosa, terzo classificato. Tra i menzionati, sono arrivati al primo posto nelle rispettive categorie, Antico frantoio Di Perna di Campomaggiore per Prodotto di Montagna; Azienda agricola Marvulli Vincenzo di Matera per Biologico, Azienda Agricola Carriero Filomena di Montescaglioso per Monovarietale; Frantoio Oleario F.lli Pace Srl di Pietragalla per IGP Olio Lucano e Frantoiani del Vulture di Venosa per la menzione Vulture DOP.

Tra i benefici offerti dal Premio alle imprese vincitrici, in un’ottica di rafforzamento della visibilità e delle relazioni commerciali, c’è era infatti la partecipazione gratuita dal 10 al 13 marzo ad Olio Capitale a Trieste.
Il Premio Olivarum che si è svolto lo scorso 4 marzo nella Sala Consiliare di Garaguso è stato un grande successo. Trentatré oli partecipanti, tre primi classificati, cinque menzioni speciali ed altri otto oli EVO per un totale di 16 oli lucani di eccellenza. Sono i numeri della XIX edizione di questo appuntamento importante che rafforza la cultura della qualità degli oli extravergini lucani e consente di promuovere e valorizzare i migliori prodotti lucani del comparto sui mercati nazionali con l’intento di accrescere la visibilità e la competitività.

Per conoscerli meglio e apprezzarne le virtù, in programma, venerdì 10 marzo, dalle 17.00 alle 18.00 un talk di approfondimento dedicato all’evoluzione dell’olio lucano e alla storia del Premio Regionale Olivarum, moderato dal giornalista Simone Marcucci, al quale prenderanno parte Michele Sonnessa, Presidente nazionale Associazione Città dell’Olio, Stefania D’Alessandro, capo panel della Regione Basilicata ed Emilia Piemontese, dirigente generale Politiche agricole della Regione Basilicata, con la testimonianza delle prime tre imprese vincitrici. Sabato, 11 marzo alle 13.00, seguirà un laboratorio di assaggio condotto da Stefania D’Alessandro con gli oli vincitori della XIX edizione del Premio Regionale Olivarum.

 

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino

 

La Yogurteria & Joy Bubble Tea arrivano a Policoro

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La Yogurteria & Joy Bubble Tea arrivano in Basilicata! Nuovo store a Policoro

La Yogurteria & Joy Bubble Tea arriva in Basilicata con un nuovo store a Policoro! Il brand approda nella regione lucana scommettendo su questa località turistica tra le più celebri del sud Italia. All’inaugurazione in Via Resia 20, l’accoglienza è stata tanto festosa: nonostante la pioggia in moltissimi hanno affollato la strada per mettersi in fila per assaggiare le delizie del marchio.

Il team di Policoro è capitanato da Antonella, imprenditrice di origini lucane che ha vissuto molti anni in Germania per poi tornare e investire nella sua città natale. “Da tempo cercavo un progetto da sposare per avviare una mia attività imprenditoriale- racconta Antonella, la titolare- avevo già avuto esperienze nel settore e La Yogurteria mi ha convinta fin da subito. Il team di Alberto è professionalmente capace di affiancarti in tutte le fasi di pre e post apertura. Ti formano per avviare in pochi giorni il punto vendita. I prodotti e le materie prime sono di altissima qualità e la loro assistenza è 7 giorni su 7.
Dopo tanti anni di sacrifici finalmente ho realizzato il mio sogno e vedere tante persone in fila per provare i nostri prodotti, che per il territorio sono innovati come il Frozen Yogurt e il Bubble tea, mi riempie di gioia”. Il punto vendita si trova sulla costa ionica e a pochi km dal mare: è un centro turistico tra i più famosi della regione e d’estate quadruplica il numero di abitanti grazie alle tante presenze turistiche. “La prima volta che ho conosciuto Antonella- afferma Alberto Langella, titolare della Penta srl, proprietaria del marchio- ho capito fin da subito la tenacia e la determinazione che mostrava il suo sorriso dolce. La città di Policoro ci ha accolto con entusiasmo e curiosità e sono sicuro che il nostro store diventerà un nuovo punto di riferimento per tutti i ragazzi della zona”.

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino

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XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino: Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella. Il gradino più alto del podio è stato occupato da Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera. Fra le menzioni speciali l’azienda agricola Petrocelli Gianluca di Montalbano Ionico (Mt)

 

Trentatre oli partecipanti, tre primi classificati, cinque menzioni speciali ed altri otto oli EVO per un totale di 16 oli lucani di eccellenza. Sono i numeri della XIX edizione del Concorso Regionale Olivarum per i migliori oli extravergine di oliva i cui vincitori sono stati proclamati questa mattina nel corso della cerimonia di premiazione nella Sala Consiliare di Garaguso.

Sul podio della XIX edizione del Premio Olivarum il 1° classificato è l’Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera; il 2° classificato, Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella, 3° classificato, Frantoio Oleario Alamprese Sas di Venosa.

Le menzioni speciali sono state assegnate a: Antico frantoio Di Perna di Campomaggiore per Olio Prodotto di Montagna; Azienda agricola Marvulli Vincenzo di Matera per Olio Biologico, Azienda Agricola Carriero Filomena di Montescaglioso per Olio monovarietale; Frantoio Oleario F.lli Pace Srl di Pietragalla per IGP Olio Lucano. Per la Vulture DOP, menzione per Frantoiani del Vulture di Venosa.
Premiati, inoltre otto oli lucani di eccellenza selezionati dal panel del premio regionale, tra cui: Azienda Agricola Zonno Maria di Cirigliano; Pepe Luciano di Albano Di Lucania; Montanaro Savino di Palazzo San Gervasio; La Maiatica Di Angelo Valluzzi di San Mauro Forte; Candida Olearia Snc di Ripacandida; Oliveti Ritrovati Soc. Coop.di Matera; Azienda Agricola Perretta Donato Antonio di Ripacandida; Azienda Agricola Petrocelli Gianluca di Montalbano Ionico (Mt).

Ad assegnare i premi, il vicepresidente della Giunta regionale, Francesco Fanelli. “Siamo molto soddisfatti per aver celebrato e premiato le produzioni di qualità e di eccellenza del comparto olivicolo lucano – ha dichiarato Fanelli, già assessore al ramo dal 2018 al 2022. Il premio Olivarum si conferma un appuntamento importante perché rafforza la cultura della qualità degli oli extravergini lucani e ci consente di promuovere e valorizzare i nostri migliori prodotti del comparto sui mercati nazionali con l’intento di accrescere la visibilità e la competitività. Tra i benefici offerti dal Premio alle imprese vincitrici, in un’ottica di rafforzamento della visibilità e delle relazioni commerciali, la partecipazione gratuita alle fiere dedicate, tra cui: dal 10 al 13 marzo, Olio Capitale a Trieste, dall’11 al 13 marzo, Cultural a Matera, dal 2 al 5 aprile 2023, Sol&Agrifood, a Verona.

Durante la mattinata, è stato illustrato da Michele Sonnessa il Protocollo di Intesa siglato con l’associazione nazionale Città dell’Olio ed è stata proclamata Città dell’Olio anche Garaguso.

Sono interventi il sindaco Francesco Auletta e Michele Sonnessa, presidente dell’associazione Città dell’Olio, Emilia Piemontese, Dirigente Generale Politiche agricole, sulle attività promozionali per il rilancio del comparto olivicolo, seguiti dal focus di Aniello Crescenzi, direttore di Alsia, sui servizi di sviluppo per il per il settore olivicolo, e l’approfondimento sul bando PNRR dedicato all’ammodernamento dei frantoi, a cura dell’Autorità di Gestione del PSR Basilicata 2014-2020, Rocco Vittorio Restaino. Giovanni Pipolo, Capo Panel del Comitato di Assaggio di Salerno ha illustrato i risultati ottenuti attraverso l’analisi degli oli partecipanti al concorso. “Con l’avvio della nuova programmazione tra le diverse azioni previste nella nuova PAC 2023-2027, a sostegno del comparto – ha dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi – adotteremo gli interventi a salvaguardia degli olivi di particolare valore paesaggistico; nell’ambito del 2° Pilastro, per la politica legata all’OCM, solleciteremo il rafforzamento dell’importanza e del ruolo delle organizzazioni di produttori ai fini della concentrazione dell’offerta e del miglioramento della commercializzazione, per consentire il mantenimento del riconoscimento di OP. In coerenza con quanto previsto dal Complemento di Programmazione sullo Sviluppo Rurale, programmeremo azioni corrispondenti alle esigenze specifiche del comparto. Tra le attività più imminenti, la pubblicazione del bando PNRR dedicato all’ammodernamento dei frantoi, la redazione di un Piano Olivicolo Regionale capace di dare un nuovo impulso al comparto con gli indirizzi di carattere produttivo, organizzativo, commerciale per l’olivicoltura lucana del prossimo quinquennio. Attività da realizzare insieme a Città dell’Olio, con cui abbiamo siglato il Protocollo di Intesa e con cui lavoreremo sul Turismo dell’Olio, l’agricoltura sociale e le attività di valorizzazione della filiera, in linea con i valori della cultura della Dieta Mediterranea”.

Sapori al Borgo: un successo la partenza con i “lampascioni”

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Sapori al Borgo: un successo la partenza con i “lampascioni” il primo di una serie di eventi dedicati alla cucina lucana

È stato un successo il primo appuntamento della rassegna “Sapori a Borgo”, nella suggestiva cornice di Borgo San Gaetano Dimore di Charme, a Bernalda (Mt), che lo scorso venerdì 24 febbraio ha aperto le sue porte agli ospiti in occasione dell’evento “Lampascioni e dintorni”, dedicato a uno dei prodotti simbolo della tradizione gastronomica lucana. Una degustazione narrata che è stata anche un viaggio di conoscenza e consapevolezza dell’autenticità della cucina della Basilicata, grazie alla guida dell’antropologo Vincenzo Rinaldi che ne ha illustrato le qualità e la storia e piacevolmente accompagnata dalla fisarmonica di Mario Rosano. Nel corso di una serata dall’atmosfera accogliente e conviviale, in quello che un tempo era un antico frantoio ed è stato restituito al presente a seguito di lavori di ristrutturazione di pregio che ne hanno preservato l’identità, gli ospiti hanno potuto degustare le ricette della tradizione rivisitate dalla creatività degli chef di Borgo San Gaetano accompagnati da vini prodotti da cantine del territorio.

«Siamo molto soddisfatti del successo che questo evento ha avuto – commenta l’ideatore, Attilio Scocuzza -. Eventi come questo solitamente vengono realizzati in occasioni pubbliche, come le fiere, e hanno come target una platea di settore. In questo nostro appuntamento invece il format è stato accolto con entusiasmo e grande interesse dagli ospiti – continua – , che hanno potuto accrescere la loro conoscenza di un prodotto spesso familiare ai più solo in apparenza, ma che ha in realtà una storia importante che si intreccia con quella del nostro territorio».
Tra tradizione e divertimento, la serata ha saputo coniugare diversi elementi, dal gusto al racconto, passando dalla musica.

«Questa commistione ci ha consentito di ottenere dei feedback decisamente positivi da parte degli ospiti. Non possiamo che esserne contenti. Il nostro scopo – prosegue Scocuzza -, che era quello di condividere e promuovere la conoscenza della gastronomia locale, è stato raggiunto in pieno. L’idea si è rivelata vincente, anche per gli invitati, e questo ci dà l’entusiasmo per proseguire in questa direzione e guardare già ai prossimi eventi».
Quello dedicato al lampascione è infatti solo il primo di una serie di appuntamenti previsti a Borgo San Gaetano e dedicati alle eccellenze della cucina autentica lucana, pensati per valorizzare il territorio mediante serate dal format originale che valorizza aspetti diversi e tra loro complementari della cultura della Basilicata.

“Sapori a Borgo”: a Bernalda la degustazione narrata dedicata al lampascione

‘Donne del vino’: Carolin Martino nel Consiglio Nazionale

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‘Donne del vino’: Carolin Martino di Rionero in Vulture nel Consiglio Nazionale. La giovane vignaiola ha proseguito con l’attività di famiglia

‘Per la prima volta la Basilicata avrà una rappresentante nel Consiglio nazionale dell’associazione “Le donne del vino”. E’ Carolin Martino di Rionero in Vulture
Donne e vino, un binomio sempre più vincente. Per la prima volta dalla nascita dell’associazione nazionale “Le Donne del vino”, fondata nel 1988, una lucana entra a far parte del Consiglio nazionale che sarà guidato per il triennio 2023-205 dalla campana Daniela Mastroberardino. È Carolin Martino, produttrice dell’omonima cantina di Rionero in Vulture, a rappresentare la Basilicata nell’associazione che da 35 anni promuove la cultura del vino attraverso il contributo di esperienze e conoscenze di donne impegnate in questa mission.
Cresciuta tra botti e profumi di travasi, Carolin Martino ‘Donne del vino’: Carolin Martino nel Consiglio Nazionaleo. La giovane vignaiola nel podcast racconta del suo ingresso nel cda dell’associazione e dei progetti futuri.

Orto e cucina da Giò: cibo della Basilicata da filiera cortissima

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Basilicata in Podcast, la cucina colorata e salutare di Giò: frutta e ortaggi da filiere cortissime regionali

Utilizzate materie prime provenienti da una filiera cortissima di piccoli produttori lucani. Sapori e colori esaltati dalla cottura a bassa temperatura

 Ristorante, gastronomia o take away? “Orto e cucina da Giò” è tutto questo e anche di più. Nel particolare locale di Potenza, infatti, è possibile degustare i piatti in loco, portarli via o farseli consegnare a domicilio. Ma una cosa non è possibile fare: accontentarsi di cibi di bassa qualità.

Perché la parola d’ordine per Carmela e Giovanna Cavallo, titolari del locale, è la qualità delle materie prime.

Orto e cucina da Giò nasce dal sogno di due sorelle che nella vita si occupavano di altro e altrove. Ma proprio l’esperienza di Carmela lontano dalla Basilicata l’ha convinta della bontà dei prodotti ortofrutticoli lucani. La passione per la cucina e la voglia di stare insieme hanno fatto il resto e così le sorelle hanno dato vita alla loro attività in un locale accogliente e innovativo e con uno staff tutto al femminile.

In ogni piatto, coloratissimo e salutare, vengono utilizzati frutta e verdura provenienti da una filiera cortissima di piccoli produttori lucani e la qualità dei cibi viene preservata dalle particolari tipologie utilizzate per la preparazione come la cucina molecolare e la vasocottura. Tecniche di cottura a bassa temperatura che preservano le caratteristiche organolettiche delle materie prime. La lenta cottura sottovuoto consente ai cibi di mantenere intatta la qualità, i sapori ed i colori. Una volta a casa sarà sufficiente immergere in acqua calda i cibi contenuti in speciali sacchetti di plastica per assaporare tutto il gusto del ricco e variegato menù.

Carmela Cavallo ci racconta come nasce l’idea di questo locale e quali sono le sue particolarità.

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Ginestro: il gin lucano alla ginestra

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Ginestro, il gin lucano alla ginestra. L’idea è di tre giovani lucani tornati in Basilicata e che hanno scommesso su un prodotto che ricorda la loro terra

iL’essenza della ginestra in un drink che sprigiona l’essenza di questa pianta protetta e caratterizzata dai numerosi e profumatissimi fiori gialli. Ginestro è il nome del gin ideato e prodotto da tre giovani lucani che hanno deciso di tornare in Basilicata e scommettere nella propria terra: Vittoria Cappiello, Gugliemo Spera e Cristiano Tullipani. Un prodotto innovativo e identitario come il gin, legato alla presenza di ginestre nel paesaggio lucano, utilizzate fin dall’antichità nelle comunità arbresche, San Costantino e San Paolo albanese, per tessere coperte e arazzi in quanto fibra molto resistente e duratura. All’olfatto, non solo note di ginestra, ma un distillato di erbe raccolte nei campi lucani. Vittoria Cappiello nel podcast racconta di come è nata l’idea.

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Il panettone salato che ricorda ‘Lu muzzc’: l’idea dello chef Vincenzo Romano

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Il panettone salato che ricorda ‘Lu muzzc’: l’idea dello chef Vincenzo Romano. Il Pan rustico lucano è realizzato con olio evo del Vulture salame stagionato, caciocavallo, pomodoro secco di Tolve e zafferano

L’idea innovativa è del pastry chef Vincenzo Romano che ha trasformato il pasto dei contadini in un prodotto da forno con ingredienti del territorio

Un panettone salato nel ricordo delle tradizioni contadine. I sapori de lu muzzc, il momento del ristoro dopo una giornata di lavoro nei campi, racchiusi in un prodotto da forno da portare a tavola nelle festività natalizie. A idearlo il pluripremiato pastry chef Vincenzo Romano, componente della Nazionale italiana cuochi. Nella sua gioielleria del gusto alle porte di Potenza, rigorosamente artigianale, ha sperimentato un panettone innovativo, che unisce storia, sapori, profumi e tradizioni della Basilicata gastronomica, fondendoli in un gusto autentico. Il Pan rustico lucano è realizzato con olio evo del Vulture fruttato e dolce, salame stagionato, caciocavallo, pomodoro secco di Tolve e zafferano.

 

Per saperne di più ascolta il podcast: Un panettone salato nel ricordo delle tradizioni contadine – Basilicata in Podcast | Podcast su Spotify

 

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