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Storie di Frutta

Dal progetto al mercato: il kaki essiccato è realtà

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Dal progetto al mercato: il kaki essiccato è realtà
Seconda edizione del convegno all’ITAA di Marconia

Dopo il grande successo della prima edizione, torna il convegno dedicato al progetto sul kaki disidratato promosso dall’Istituto Tecnico Agrario di Pisticci e dal brand ortofrutticolo Divino-Il kaki italiano. L’appuntamento è fissato per giovedì 23 aprile 2026 alle ore 10:00, presso l’Auditorium ITAA di Marconia, con l’evento dal titolo “Dal progetto al mercato: il kaki essiccato è realtà”.

L’iniziativa rappresenta la naturale evoluzione del percorso avviato lo scorso anno, che ha visto coinvolti studenti, docenti, professionisti e partner aziendali in un’attività di ricerca e sperimentazione sul processo di disidratazione del kaki, in particolare della varietà Rojo Brillante.

Capofila del progetto è ancora una volta Gallicchio Frutta, azienda di Scanzano J., nota per essere diventata un punto di riferimento nella produzione e commercializzazione del kaki e ideatrice del suddetto brand, oggi sempre più presente sui mercati nazionali ed europei.

Il nuovo appuntamento segna il passaggio dai test di laboratorio alla commercializzazione del prodotto, in seguito allo studio del packaging con lo sviluppo di nuove linee di prodotto destinate a diversi canali di vendita, tra cui GDO e vending machine: uno snack ricco di fibre e vitamine ottenuto dalla disidratazione dei frutti, pensato per valorizzare la produzione locale e ridurre lo spreco alimentare attraverso il recupero di frutti non destinati al mercato del fresco.

Il convegno, coordinato dalla Prof.ssa Patrizia Porreca, vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo scolastico e di operatori del settore agroalimentare, offrendo un momento di confronto sui temi dell’innovazione, del marketing, della sostenibilità e della valorizzazione delle produzioni locali. Tra i relatori presenti: la Direttrice Generale USR Basilicata – dott.ssa Anna dell’Aquila, il consulente marketing – dott. Vincenzo Iannuzziello, insieme ai docenti degli istituti agrario e alberghiero, professori Antonio Pietro D’Alessandro e Mario Panettieri.

Al termine del convegno, i partecipanti avranno la possibilità di degustare il prodotto, sperimentando in prima persona il risultato di un progetto che oggi rappresenta un concreto esempio di integrazione tra ricerca, didattica, marketing e sviluppo imprenditoriale.

La cittadinanza è invitata.

Le Città dell’Olio della Basilicata ripartono con nuove progettualità

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L’assemblea dei 27 soci lucani ha eletto all’unanimità i suoi rappresentanti. Pasquale Dimatteo riconfermato Coordinatore regionale. Eletti i Coordinatori Provinciali: per la provincia di Matera Maria Teresa Sileo e per la provincia di Potenza Luca Festino

 

Le Città dell’Olio della Basilicata sempre più protagoniste all’interno dell’Associazione nazionale presieduta da Michele Sonnessa che riunisce oltre 500 città italiane a vocazione olivicola.

Una ripartenza che avviene nel segno di una rinnovata partecipazione e fiducia nel futuro da parte dei 27 Comuni soci con l’elezione del nuovo Coordinamento regionale. Una nuova squadra alla guida della quale c’è Pasquale Dimatteo Vicesindaco Comune di Rotondella riconfermato Coordinatore regionale. Eletti i Coordinatori Provinciali: per la provincia di Matera, Maria Teresa Sileo Vicesindaco Comune di Grassano e per la provincia di Potenza, Luca Festino Sindaco Comune di Palazzo San Gervasio.

L’assemblea di soci ha scelto il proprio Consigliere nazionale nella persona di Pamela Montanarella, Assessore del Comune di Melfi, la cui nomina verrà ufficializzata durante l’Assemblea nazionale delle Città dell’Olio prevista il prossimo 29 marzo.

Oltre all’elezione delle nuove cariche, l’assemblea dei soci lucani si è confrontata sulle iniziative da realizzare entro la fine dell’anno per promuovere la nascita di vere e proprie Comunità dell’Olio: la Camminata tra gli Olivi, La Merenda nell’Oliveta, il Concorso nazionale Turismo dell’Olio e il programma educativo per le scuole Olio in Cattedra. Ma il confronto ha riguardato anche i progetti a lungo termine legati al contrasto dell’abbandono dei terreni olivicoli, alla Carta degli Oli e al Club di prodotto.

 

“Auguri sinceri di buon lavoro a Pasquale Dimatteo e alla sua nuova squadra da parte di tutti noi. Da lucano sono orgoglioso del lavoro svolto fin qui e sicuro che l’azione puntuale del Coordinamento farà crescere il protagonismo delle Città dell’Olio lucane all’interno della nostra grande rete. Oggi più che mai, è necessario unire le forze, progettare in rete per ottenere risultati importanti nella diffusione della cultura dell’olio, nella valorizzazione del paesaggio olivicolo e nella costruzione di un’offerta turistica mirata alla conoscenza del prodotto e del territorio” ha dichiarato Michele Sonnessa Presidente dell’Associazione Città dell’Olio.

 

“Ringrazio il Presidente Sonnessa a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra fiducia. Sono riconoscente ai colleghi per l’entusiasmo mai scontato con cui hanno partecipato all’assemblea. Questa conferma è una grande responsabilità che intendoonorare perseguendo con costanza e determinazione gli obiettivi che ci siamo dati insieme. Al mio fianco ci saranno i neoeletti coordinatori provinciali Sileo e Festino e il Consigliere Montanarella che hanno dimostrato un grande senso di attaccamento alla nostra Associazione e la volontà di mettersi in gioco. Contiamo su di loro perché tante nuove sfide ci attendono per valorizzare l’olio extravergine d’oliva e il paesaggio olivicolo del nostro territorio dando nuovo impulso all’oleoturismo. Insieme, sono certo, faremo un ottimo lavoro al servizio delle Città dell’Olio della Basilicata” ha dichiarato la Coordinatrice regionalePasquale Dimatteo.

Fra i Maestri d’Arte Mestiere delle Arti Agrarie Massimo Cifarelli di Matera

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ALMA celebra il mondo artigiano: ecco tutti i 23 nuovi Maestri d’Arte Mestiere delle Arti Agrarie, del Gusto e dell’Ospitalità
L’evento al Teatro Regio di Parma ha premiato i MAM legati alla enogastronomia e all’ospitalità italiana. Nello splendido scenario del Teatro Regio di Parma, nel cuore della Food Valley, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, aperta nel 2004 a Colorno, ha anche festeggiato i 20 anni di attività, da cui sono usciti oltre 14.000 allievi.

Parma, 11 novembre 2024 – Sono stati celebrati al Teatro Regio di Parma i 23 nuovi Maestri d’Arte e Mestieri delle Arti Agrarie, del Gusto e dell’Ospitalità, in un evento organizzato appositamente da ALMA-La Scuola Internazionale di Cucina Italiana in concomitanza con il ventennale dalla sua fondazione. Sintesi tra italianità ed eccellenza formativa a livello internazionale.
Da una parte quindi c’è stato il MAM, ideato in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, che a cadenza biennale celebra il mondo artigiano dal 2016. La V edizione ha avuto una doppia premiazione: il 29 settembre a Venezia con l’investitura di 40 Maestri per le Arti Decorative, e oggi a Parma con i 23 del mondo della gastronomia, selezionati e premiati proprio da ALMA. I Maestri sono stati suddivisi in tre aree: produzione, trasformazione e ristorazione. La prima ha visto 8 premiati: Filippo Drago (grani e cereali, Sicilia), Alberto e Giuseppe Rosso (frutticoltura, Piemonte); Bruno Sodano (ortaggi e legumi, Campania); Eleonora Noris Cunaccia (botanica ed erbe officinali, Trentino); Francesco Pellegrino (olivicoltura, Sicilia); Mario Pojer (viticoltura, Trentino); la famiglia Paternoster (apicoltura, Trentino) e Pino Spanu (allevamento, Sardegna). Passando alla trasformazione: Dino Ligorio (pastificio, Puglia); Massimo Cifarelli (arte bianca, Basilicata); Luigi Biasetto (pasticceria, Veneto); Enzo Coccia (pizzeria, Campania); Luigi Caccamo (norcineria, Calabria); Sergio Motta (macelleria, Lombardia); Vittorio Beltrami (arte casearia, Marche); Stefano Guizzetti (gelateria, Emilia-Romagna); Cristina Quattrone (cioccolateria, Calabria) e Gianni Capovilla (distilleria, Veneto). Infine la ristorazione: Valeria Piccini (cucina, Toscana); Peppe Guida (ospitalità, Campania); Gabriele Gorelli (sommellier, Toscana); Massimo Raugi (sala, Piemonte) e Luca Gargano (miscelazione, Liguria). Durante la cerimonia, condotta dal noto volto tv Gerry Scotti, sono stati conferiti anche due premi speciali. La giornalista e scrittrice americana Faith Willinger si è aggiudicato quello alla carriera, per la «promozione della cultura enogastronomica italiana»; Ilaria Cappuccini (influencer e sommelier) con l’ex ciclista professionista Nicola Bagioli e Arianna Dell’Agostino (ideatori dell’utilizzo in cucina del Lavéc, la pentola in pietra ollare) hanno invece conquistato il premio Allievo d’Arte e Mestiere dedicato ai giovani talenti che si sono distinti anche per il valore della comunicazione. Un evento d’eccezione, quello andato in scena al Regio, organizzato con il prezioso supporto di Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, l’ente che racchiudere le 6 filiere della Parma Food Valley: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pasta (Barilla), latte (Parmalat), pomodoro (Mutti e Rodolfi) e alici (Delicius, Rizzoli e Zarotti). Oltre allo sponsor tecnico RISO, la media partnership di Eccellenza Italiana e al supporto creativo dello studio Rampello & Partners. Al termine non poteva mancare una degustazione delle eccellenze del territorio, firmata da alcuni dei più prestigiosi Maestri d’Arte e Mestiere delle precedenti edizioni, con il contributo dei Consorzi di Tutela di tre Dop conosciute in tutto il mondo: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Culatello di Zibello.
Ma la cerimonia è stata anche l’occasione per celebrare i 20 anni di ALMA. L’illustratore Gianluca Biscalchin ha realizzato un’opera esclusiva dedicata al ventennale, grazie alla collaborazione con Adecco che ha condiviso i valori fondanti della Scuola tra inclusione, impegno e passione nella creazione di questo progetto. Per l’occasione sono stati ribaditi i numeri della Scuola. Una storia iniziata il 12 gennaio 2004 nella splendida sede della Reggia di Colorno con 17 allievi e arrivata lo scorso anno a totalizzare 889 studenti (di cui 186 internazionali) spalmati su un’offerta didattica di oltre 20 corsi. Più in generale sono stati 14.484 di 80 nazionalità diverse i ragazzi usciti da ALMA in questi vent’anni, sfruttando uno spazio da 5.200 metri quadrati e una biblioteca di oltre 15mila volumi.
Un prestigio che ha poi trovato riscontro nel mondo del lavoro (circa il 95% di occupati entro 6 mesi dal diploma), anche grazie alle 700 strutture partner legate all’ospitalità. E nel periodo post Covid, la caccia al personale è letteralmente esplosa. Se infatti nel 2019 il 30,5% degli allievi era già occupato prima della fine del corso, nel 2023 si è registrato un vero e proprio boom arrivando addirittura all’81%. Più in generale, le richieste arrivano dall’Italia (84%) con una predominanza dell’alta ristorazione (36%), seguita da laboratori di pasticceria (18%) ed hôtellerie (14%).
Alberto Figna, presidente di ALMA: «Il ventesimo anniversario di ALMA celebra una realtà che ha formato migliaia di ambasciatori del Made in Italy gastronomico nel mondo poggiando sui valori della convivialità e dell’ospitalità italiana, globalmente riconosciuta. ALMA è nata per preservare e innovare la nostra tradizione culinaria, grazie a docenti ed esperti che hanno reso questa scuola un centro d’eccellenza non solo formativo ma un vero e proprio hub culturale. Il progetto Maestro d’Arte e Mestiere è una naturale estensione della nostra missione, riconoscendo il talento di chi opera nella filiera enogastronomica e nelle arti agrarie. Con il MAM rendiamo omaggio a questi maestri che, grazie al loro prezioso sapere e al legame con la terra e la cultura gastronomica rappresentano un patrimonio valoriale unico. Essere nella Food Valley, è una vocazione speciale per ALMA, un luogo dove la cultura del cibo diventa educazione e futuro. Celebriamo il passato e guardiamo al futuro, pronti a formare nuove generazioni di professionisti della nostra cucina, affinché ALMA continui a rappresentare il meglio dell’Italia nel mondo.”

ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana è riconosciuta come il più autorevole centro di formazione professionale dedicata all’ospitalità e alla ristorazione Italiana a livello internazionale. ALMA forma cuochi, pasticceri, bakery chef, sommelier, professionisti di sala e manager della ristorazione. ALMA dal 2004 a oggi ha attuato un processo di crescita e innovazione costante. La Reggia di Colorno è passata da essere la casa dei cuochi a diventare, un passo alla volta, anche quella di pasticceri, maestri di sala, sommelier, manager della ristorazione e panificatori. I Corsi e Master promossi da ALMA hanno natura esclusivamente professionalizzante. La qualità della didattica è garantita da un corpo docente composto da grandi cuochi e pasticceri, da maître e maestri sommelier affermati, dai maggiori conoscitori dei prodotti alimentari italiani e da accreditati esperti in nutrizione, igiene degli alimenti, storia della cucina e mondo del vino. A cui si aggiungono, ogni settimana, visiting professor, da chef stellati a pluripremiati maestri pasticceri, passando per F&B manager di grandi realtà dell’hôtellerie e della ristorazione collettiva. Da sottolineare il fatto che ALMA collabori con oltre 700 strutture, tra rinomati ristoranti e laboratori di pasticceria, prestigiose realtà dell’hôtellerie, della ristorazione collettiva e del mondo vinicolo, per organizzare gli stage formativi dei propri studenti in Italia e all’estero
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Extra cuoche 2024: due chef lucane finaliste

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Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine di oliva – IV edizione

Sono 2 le cuoche professioniste che rappresentano la Basilicata in finale. Per le loro ricette in gara hanno usato gli oli e.v.o. finalisti dell’Ercole Olivario 2024 e della Goccia d’Ercole

Martedì 3 dicembre 2024 all’Università dei Sapori di Perugia
la “sfida ai fornelli”
per decretare le vincitrici della quarta edizione del concorso nazionale

Sono due le cuoche professioniste della Basilicata in finale alla IV edizione di “Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine”, il concorso nazionale ideato per valorizzare il talento delle cuoche professioniste promosso dal Comitato di Coordinamento del Premio Ercole Olivario e dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio APS, in partnership con Lady Chef (Dipartimento femminile della FIC – Federazione Italiana Cuochi) e con il programma televisivo Agrisapori.

Ecco i nomi e le ricette delle due finaliste lucane:

Carmela Rinaldi, con il primo piatto “Fagottini Homemade” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola La Valle Don Ciccio di Salvatore Rota; Angela Maria Riccardi, con il primo piatto “Torre del mangia” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Le Tre Colonne di Salvatore Stallone – Dop Coratina e Ogliarola;

Queste le altre cuoche finaliste, provenienti da diverse regioni italiane:

Abruzzo

Antonietta d’Orazio, con l’antipasto “Magatello di vitello in maionese tonnata e pomodorini al basilico” per cui ha utilizzato l’olio e.v.o. dell’Azienda Sandro Di Giacomo – DOP Aprutino Pescarese;
Giglate Chanel Ngoma Loussangui con l’antipasto “Salmone con cetriolo compresso, salsa yogurt e polvere di limone” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Sandro Di Giacomo – DOP Aprutino Pescarese;
Nanda Trabucco con il primo piatto “Trilogia di ceci, bisque e sagne al profumo di mare” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Sandro Di Giacomo – DOP Aprutino Pescarese.

Lazio

Cristina Todaro, con l’antipasto “La mia tartare” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola Cosmo Di Russo – Caieta
Lucia Ciotoli, con l’antipasto “Contrasti a Km 0 (panzanella arrosto con gelato all’olio)” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola Adria Misiti – Le Camminate;
Vittoria Tassoni, con l’antipasto “Baccalà in cbt con crema di asparagi e porro, riduzione di coca cola” per cui ha utilizzato l’olio dell’azienda Cioccolini;
Roberta Granata, con il dolce “Namelaka all’olio verde mare, cioccolato bianco e arancia bionda di Fondi i.g.p.” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Agricola Cosmo Di Russo – Verde Mare;
Rosa Nutolo, con il primo piatto “Tagliolino al pesto verde mare” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Agricola Cosmo Di Russo – Verde Mare;
Eleonora Masella, con il secondo piatto “Olio su tela” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola Adria Misiti – Le Camminate;

Molise

Joayda Herrera Cepeda, con l’antipasto “La campagna a tavola” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Marina Colonna – Molensis;
Andrea Soledad Lopez, con il dolce “Exotic Sunny Oil” per cui ha utilizzato l’olio Evo dell’Azienda Marina Colonna;
Lidia Lutan, con il dolce “Un dolce un po’ salato” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Marina Colonna – Molensis;
Soccorsa Tomasone, con il primo piatto “Come può uno scoglio” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Marina Colonna – Molensis;
Ernesta Vassolo, con il secondo piatto “Baccalà Molensis” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Marina Colonna – Molensis;

Piemonte

Ionela Monteanu, con il dolce “Albero della vita (cheesecake all’olio extravergine d’oliva e pistacchio)” per cui ha utilizzato l’Olio Extra Vergine di oliva dell’Azienda agraria Viola – Colleruita Dop Umbria Colli Assisi – Spoleto;
Rosa Del Gaudo, con il primo piatto “Tagliolini al cacao con tartare di ricciola” per cui ha utilizzato l’olio del Frantoio di Riva del Garda – Uliva Dop Garda Trentino;

Puglia

Eleonora Corvasce, con il primo piatto “Bottoni ai fiori eduli, bouillabaisse e ricciola” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola De Carlo – Terra di Bari Olio Dop;
Margarita Sanchez Castro, con il primo piatto “Gnocchetti di acqua e farina ai gamberi in zuppetta di cozze” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola Di Carlo – Igp Puglia;

Toscana

Francesca Bartoli, con il primo piatto “Il calore dell’autunno” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda agricola Scovaventi;
Cinzia Cuccu, con il secondo piatto “Quando il mare incontra la terra” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Biserno Olio Extra Vergine di oliva;

Valle d’Aosta

Ornella Corsi, con il dolce “Crema al limone con mandorle e polvere di cucunci” per cui ha utilizzato l’olio evo dell’Azienda Armato;
Sandra Lomello, con il secondo piatto “Atmosfere d’autunno” per cui ha utilizzato l’olio evo dell’Azienda Armato;

Umbria

Mariagrazia Di Bello, con il secondo piatto “Calamaro Quinta Luna” per cui ha utilizzato l’olio del Frantoio Gaudenzi – Quinta Luna;

Veneto

Raffaella Volpato, con l’antipasto “Coccodè nell’orto” per cui ha utilizzato l’olio del Frantoio di Riva del Garda – 46° Parallelo biologico;
Gabriella Pizzo, con il secondo piatto “Cappe Sante: brodo di mazzancolle e Crema di peperone giallo e rosso” per cui ha utilizzato l’olio del Frantoio Tini – Tintoretto;
Emanuela Marcon, con il secondo piatto “Filetto di ombrina su gazpacho di barbabietola viola, zucca e olio al prezzemolo” per cui ha utilizzato l’olio del Frantoio di Riva del Garda – 46° Parallelo biologico.

Le professioniste della ristorazione, si sono espresse con le loro ricette per le quattro categorie in gara previste dal regolamento 2024: Antipasti e altre preparazioni (finger food, contorni, torte salate, tramezzini, cocktail), Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci, utilizzando gli oli e.v.o. finalisti al concorso nazionale Ercole Olivario 2024, dedicato alle eccellenze olearie italiane, la cui eccellenza è garantita grazie ai rigidi criteri di selezione regionale prima e nazionale dopo e della III edizione de “La Goccia d’Ercole” sezione del concorso Ercole Olivario introdotta per la valorizzazione delle piccole produzioni olearie.

Le finaliste del concorso “Extra Cuoca” 2024, si “sfideranno ai fornelli” il giorno martedì 3 dicembre 2024, presso l’Università dei Sapori di Perugia, preparando in diretta le ricette proposte, in presenza della giuria nazionale – presieduta da Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e composta da Alessandra Baruzzi Presidente di Ladychef e giudice internazionale di cucina, Antonietta Mazzeo giornalista enogastronomica e altri due giudici internazionali di cucina – che assaggerà gli elaborati per poi proclamare e premiare le 8 vincitrici della seconda edizione del concorso, la prima e la seconda classificata per ognuna delle 4 categorie in gara ed assegnare eventuali menzioni speciali.

L’aceto balsamico di Modena nei ristoranti stellati: un’esperienza da provare

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L’aceto balsamico di Modena è molto più di un semplice condimento; è un vero e proprio tesoro della tradizione gastronomica italiana. Apprezzato per il suo sapore unico e la sua versatilità, questo aceto è diventato un ingrediente fondamentale nelle cucine dei migliori ristoranti stellati del mondo. I grandi chef utilizzano l’aceto balsamico di Modena per creare piatti straordinari che deliziano il palato e stupiscono i sensi. La sua complessità aromatica e il suo equilibrio tra dolcezza e acidità lo rendono ideale per arricchire varie tipologie di preparazioni, dalle insalate ai dessert.

L’aceto balsamico di Modena: un ingrediente prezioso

L’aceto balsamico di Modena è considerato un vero e proprio gioiello della tradizione culinaria italiana. La sua produzione richiede pazienza, dedizione e un profondo rispetto per le tecniche tramandate da generazioni. L’Acetaia Leonardi, situata nel cuore delle colline modenesi, è una delle principali realtà che rispecchiano questa tradizione. Da secoli, la famiglia Leonardi produce aceto balsamico seguendo metodi artigianali che esaltano le qualità delle uve Lambrusco e Trebbiano.

Il processo di produzione dell’aceto balsamico di Modena è lungo e complesso. Dopo la vendemmia, il mosto d’uva viene cotto lentamente e poi lasciato fermentare e invecchiare in botti di legno pregiato. Ogni botte conferisce al prodotto finale caratteristiche uniche di sapore e aroma.

Nei ristoranti stellati, l’aceto balsamico di Modena è utilizzato come ingrediente prezioso per arricchire piatti di alta cucina. La sua versatilità permette agli chef di impiegarlo in molteplici preparazioni, dai primi piatti ai dessert, esaltando i sapori e aggiungendo un tocco di eleganza e raffinatezza.

L’aceto balsamico di Modena nei menu dei ristoranti stellati

Nei ristoranti stellati, l’aceto balsamico di Modena è un ingrediente che viene utilizzato per aggiungere qualità e complessità ai piatti. I grandi chef apprezzano le sue proprietà organolettiche e la sua capacità di armonizzarsi con una vasta gamma di ingredienti, creando combinazioni di sapori uniche e sorprendenti. L’aceto balsamico di Modena si presta a essere utilizzato in molteplici preparazioni, dagli antipasti ai dessert, passando per primi piatti e secondi elaborati.

Un esempio emblematico è l’uso dell’aceto balsamico di Modena nelle riduzioni, che permettono di concentrare i suoi aromi e sapori. Le riduzioni di aceto balsamico sono spesso utilizzate per guarnire piatti a base di carne, pesce o verdure, aggiungendo un tocco di dolcezza e acidità che bilancia perfettamente i sapori del piatto. Inoltre, l’aceto balsamico è un ingrediente chiave in molte salse e marinature, dove le sue note complesse contribuiscono a esaltare il gusto degli altri ingredienti.

Gli chef stellati sanno che la qualità dell’aceto balsamico utilizzato è fondamentale per ottenere risultati eccellenti. L’aceto balsamico tradizionale di Modena DOP di lungo invecchiamento è spesso scelto per le sue caratteristiche organolettiche superiori, che includono una maggiore densità e una complessità di sapori che solo il tempo può conferire.

Esperienze gastronomiche uniche con l’aceto balsamico di Modena

L’aceto balsamico di Modena offre esperienze gastronomiche che vanno oltre il semplice atto del mangiare, trasformandosi in veri e propri viaggi sensoriali. Nei ristoranti stellati, questo ingrediente pregiato viene utilizzato per creare piatti che esaltano e sorprendono i sensi, grazie alla sua capacità di interagire con diverse componenti del gusto. Il contrasto tra dolcezza e acidità dell’aceto balsamico di Modena aggiunge profondità e complessità a ogni boccone, rendendo ogni piatto unico e memorabile.

Un’esperienza particolarmente apprezzata è l’abbinamento dell’aceto balsamico di Modena con i formaggi stagionati. Le note ricche e complesse dell’aceto balsamico si sposano perfettamente con la cremosità e l’intensità dei formaggi, creando un equilibrio di sapori che delizia il palato. Anche i dessert possono beneficiare della presenza dell’aceto balsamico, che può essere utilizzato per esaltare frutta fresca, gelati e dolci al cucchiaio, aggiungendo un tocco di raffinatezza inaspettato.

I ristoranti stellati, talvolta, propongono degustazioni di aceto balsamico di Modena, permettendo ai clienti di scoprire le diverse sfumature di questo prodotto attraverso assaggi guidati. Queste degustazioni offrono l’opportunità di apprezzare le differenze tra aceti balsamici di varie tipologie e di comprendere come il tempo e il metodo di produzione influenzino il sapore finale.

L’aceto balsamico di Modena è anche un ingrediente chiave nelle esperienze culinarie più innovative. Chef creativi utilizzano questo prodotto per sviluppare nuovi piatti che sfidano le convenzioni e spingono i confini della gastronomia. Dalle sperimentazioni molecolari alle presentazioni artistiche, l’aceto balsamico di Modena continua a ispirare e a sorprendere, confermandosi come un elemento imprescindibile nelle cucine più prestigiose del mondo.

Sul Pollino a Rotonda un nuovo progetto culinario per la valorizzazione del territorio

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Sul Pollino, a Rotonda, un nuovo progetto culinario per la valorizzazione del territorio: salsiccia fresca locale, melanzane rosse dop e cruschi protagoniste degli hamburger

 

Si tratta di un nuovo format di ristorazione a firma dello chef Fabio Campoli che vedrà l’impiego di ingredienti principi del territorio lucano,

dalla salsiccia fresca locale alle melanzane rosse DOP, fino agli irrinunciabili peperoni cruschi

Una ventata di novità gastronomiche sta per pervadere le strade di Rotonda (Potenza), nel cuore del Parco Nazionale del Pollino: una pietanza tanto storica quanto di moda come l’hamburger si prepara a diventare protagonista di un nuovo format di ristorazione a firma dello chef Fabio Campoli e del suo gruppo di Azioni Gastronomiche.

Da sabato 11 maggio , “The One – Burger & Chips”, diventerà una realtà aperta agli avventori di ogni età e provenienza, che promette emozioni per tutti i gusti, ampliando gli orizzonti e gli ideali portati avanti dal progetto “Pollino Experience” by Bruno Leisure.

Dopo anni di imprenditorialità applicata con passione ed ambizione al rilancio del territorio del Parco Nazionale del Pollino, il presidente Franco Bruno persevera nel puntare tutto sul rilancio di una ristorazione diversificata e di qualità che sia in grado di esprimere tutto ciò che il territorio lucano ha da offrire ai suoi avventori… e anche di più.

Con l’inaugurazione dell’hamburgeria ”The One”, un nuovo tassello si aggiunge alla vasta offerta di prodotti, servizi ed esperienze garantiti dal circuito turistico “Pollino Experience”, e volge lo sguardo ad una ristorazione cosmopolita, servendo in tavola l’internazionalità con il plus della selezione delle materie prime, tutte italiane.

Tra proposte per hamburger gourmet, alla moda e più tradizionali, non mancherà una sezione del nuovo menu di “The One” dedicata ai panini “Meat Free”, per deliziare prontamente anche il pubblico vegetariano. Inoltre, sarà divertente trovare al suo interno anche ispirazioni originali che vedranno l’impiego di ingredienti principi del territorio lucano, dalla salsiccia fresca locale alle melanzane rosse DOP, fino agli irrinunciabili peperoni cruschi.

Pensando all’hamburger perfetto, non potrebbe inoltre mancare il classico accompagnamento con calde patatine fritte: al “The One” si potranno gustare nelle loro più innovative evoluzioni di forma per rendere ancor più accattivante l’esperienza, senza trascurare naturalmente anche la sezione dedicata ai dessert, tutti freschissimi da provare in vista dell’estate.

“The One – Burger & Chips”, grazie alla professionalità di Fabio Campoli e Azioni Gastronomiche (consulenti per Bruno Leisure dal 2021), si propone come nuovo punto di riferimento del mangiar bene a Rotonda, fondendo insieme l’autenticità delle radici locali alla vivace creatività internazionale e mostrandosi all’avanguardia nel portare novità di gusto al pubblico di Rotonda e oltre. Soddisfazione è stata espressa dall’ideatore di “Pollino Experience”, Franco Bruno, per il quale “si tratta di un’iniziativa unica in tutta l’area del Lagonegrese che punta alla qualità e alla valorizzazione dei prodotti gastronomici del territorio e che si inserisce in un progetto avviato da qualche anno con lo chef Fabio Campoli che ha da subito creduto nello sviluppo di Rotonda e di tutto il Pollino”.

Bernalda. La “Capriata Pitagorica” ottiene il riconoscimento P.A.T.

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Bernalda. La “Capriata Pitagorica”, piatto a base di legumi,  ottiene il riconoscimento P.A.T. Il dossier è stato predisposto dall’associazione OCCSE della Magna Grecia

Con smisurato orgoglio rendiamo noto alla comunità di Metaponto e Bernalda che, con provvedimento ministeriale del 16 marzo 2024, il dossier predisposto dalla nostra associazione ha ottenuto l’ambito risultato del prestigioso riconoscimento P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale)!!
Tale riconoscimento istituzionale, oltre a rappresentare il primo e l’unico per la nostra comunità, così viene riferito, è da ritenersi eccezionale soprattutto perché riguarda un piatto che recupera le tradizioni e l’identità culturale di cui, a nostro avviso, bisogna riappropriarsi al più presto a beneficio nostro e, perché no, delle terre di Magna Grecia.
Il P.A.T. riconosciuto dal Ministero è la “CRAPIATA PITAGORICA”, una pietanza dalle straordinarie qualità culinarie, ma anche di

immenso valore culturale e di sicura rilevanza per tutti i vegetariani del modo che, nella figura di Pitagora, il maestro che a Metaponto insegnò, visse e morì, riconoscono universalmente la primogenitura dell’insegnamento vegetariano.

Nei prossimi giorni, in una apposita conferenza stampa, illustreremo ogni dettaglio che ci ha portato ad ottenere tanto e, in quella occasione, avremo modo di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere l’innegabile brillante risultato.

 

[Comunicato Stampa OCCSE Magna Grecia]

Cinefrutta 2024: concluse le tre tappe previste in Basilicata

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Cinefrutta 2024: concluse le tre tappe previste in Basilicata. Il festival della Sana Alimentazione si chiuderà il 3 Maggio 2024

SCANZANO JONICO. Si è chiusa oggi la tre-giorni lucana di Cinefrutta che ha fatto tappa in tre istituti della Basilicata: il 26 Febbraio 2024 all’Istituto Comprensivo Padre Pio da Pietralcina di Pisticci, poi all’Istituto Comprensivo Quinto Orazio Flacco di Marconia di Pisticci, e il 29 Febbraio all’I.P.A.S.S.A.R. Professionale Agrario di Grassano-Garaguso.
Nel corso delle mattinate gli studenti – accompagnati e seguiti dai dirigenti scolastici e dai professori – hanno avuto modo di fare piccoli esercizi di recitazione e hanno colloquiato con registi e attori intervenuti in collegamento.
Enzo Salvi, Fausto Brizzi, Matteo Branciamore, Giovanni Veronesi, Max Bruno e Federico Moccia hanno condiviso con i ragazzi, nei tre giorni, esperienze, aneddoti e curiosità sul cinema, sulla regia e sul mestiere dell’attore.
Andrea Badursi, presidente di Asso Fruit Italia ha così commentato: “Il valore creativo e educativo di Cinefrutta si abbina con la sana competizione che vedrà gli studenti sfidarsi a Giffoni con i cortometraggi. Il concorso – a cui si iscriveranno scuole da tutta Italia – il prossimo 3 Maggio sancirà i vincitori; la giuria premierà i cortometraggi che, come sanno bene i partecipanti, dovranno trattare il tema dei corretti stili di vita e nello specifico l’alimentazione consapevole che comprende il consumo quotidiano e nei giusti quantitativi di frutta e ortaggi”, ha spiegato Badursi.
Che ha poi aggiunto: “Abbiamo sempre più bisogno di raccontare la bontà e l’unicità delle produzioni italiane e nello specifico di quelle dei nostri produttori associati, da sempre attenti alla qualità e al benessere del consumatore”.
E, infine: “Un ringraziamento speciale va ai professori tutti, ai dirigenti scolastici che hanno collaborato anche quest’anno con impegno e dedizione. Ora non resta che attendere la presentazione dei cortometraggi, entro fine Marzo, e attendere la finalissima”.

Come di consueto, agli studenti è stata offerta la merenda con i pomodorini idroponici coltivati dai soci Asso Fruit Italia.

“Calanchetti”: l’idea del pasticciere Luciano Zambrella per raccontare il territorio

in Storie di Frutta

Il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, testimonial dei “calanchetti”, originale idea del pasticciere Luciano Zambrella per “raccontare il territorio con uno storytelling inedito”.

Coniugare l’arte pasticcera con la valorizzazione del territorio. Questa mission ha ispirato il pasticciere pisticcese Luciano Zambrella che ha ideato i “calanchetti”, dolci lucani simbolo di sostenibilità e valorizzazione territoriale ispirati alla maestosità dei calanchi lucani con l’obiettivo di deliziare i palati e contribuire al potenziamento dell’offerta turistica e dell’identità locale.

I dolci, emblema di lucanità, sono stati presentati nella sede della Provincia di Matera al presidente Piero Marrese in una confezione artigianale raffinata ed elegante e rappresentano, a conti fatti, una dichiarazione d’amore per la nostra terra, la sua cultura e la sua straordinaria bellezza naturale.

I “calanchetti”, che richiamano i calanchi lucani nella loro forma irregolare, nella struttura friabile e nel colore, sono realizzati con frutta da guscio del territorio in ottica di filiera corta e vengono abbinati all’Amaro Lucano, eccellenza territoriale. C’è, però, un’altra innovazione: l’introduzione di un’esperienza gustativa unica e inedita che fonde l’identità lucana da bere e da mangiare in un solo assaggio. L’aspetto distintivo di questo nuovo prodotto è la versatilità e l’attenzione alla sostenibilità: oltre a essere gustato come dolce, infatti, è progettato per funzionare come bicchiere per degustare liquori in modo innovativo e maggiormente sostenibile, evitando l’uso sia della plastica che della carta.

“Sono entusiasta e molto colpito dall’originalità di questi dolci che raccontano il nostro territorio con uno storytelling inedito – ha dichiarato Marrese -. Faccio i complimenti a Zambrella, che contribuisce con questo dolce a far conoscere il nostro territorio, ma anche a tutto il team degli innovatori che lo ha supportato in questo percorso: li ho ospitati nella sede della Provincia nell’ambito di quell’attenzione che rientra nel ruolo propositivo e di accoglienza che l’Ente da me presieduto ha per tutte le attività che vengono sviluppate nel suo territorio”.

Il prodotto, simbolo di enogastronomia e identità lucana, potrebbe essere presentato alla BIT di Milano, in programma dal 4 al 6 febbraio, e rappresentare, così, un’occasione per brindare ad una promozione innovativa della lucanità.

Rese olio: i dati provincia per provincia

in Storie di Frutta

Rese olio: i dati provincia per provincia. Balza subito agli occhi il dato della Liguria 17,6. I valori più bassi a Bergamo 8,3  e 9,5 in provincia di Torino

Come va la resa in sede di molitura delle olive? Un’istantanea – quando ancora la campagna è in corso – è disponibile sul portale “olivonews” che ha pubblicato un report regione per regione. Come riferito dal sito, considerata la scarsità di olive, il Centro Nord si sta avviando alla chiusura della campagna. Al Sud, in generale, si è a metà campagna, in Puglia la “stagione” sarà più lunga perché i frantoi sono andati a pieno regime più tardi.

Le “rese” delle regioni italiane suddivise per province:

 

PIEMONTE: Torino: 9.5, Vercelli 10.5.
LOMBARDIA: Como 13.3, Sondrio 12.5, Bergamo 8.3, Brescia 11.5, Mantova 10, Lecco 10.1.
TRENTINO: Trento 12.1.
VENETO: Verona 12.5, Vicenza 12, Treviso 10.9, Padova 13.6.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Udine 10.2, Trieste 12.7, Pordenone 10.2.
LIGURIA: Imperia 17.6, Savona 15.8, Genova 13.1, La Spezia 12.
EMILIA ROMAGNA: Piacenza 16.6, Modena 15.3, Bologna 13.2, Ravenna 12.9, Forlì-Cesena 14.8, Rimini 13.8.
TOSCANA: Massa-Carrara 12.7, Lucca 12.6, Pistoia 13.2, Firenze 13.3, Livorno 13.2, Pisa 12.5, Siena 13.6, Arezzo 13, Grosseto 13, Prato 12.8.
UMBRIA: Perugia 13.5, Terni 14.1.
MARCHE: Pesaro-Urbino 12.7, Ancona 12.8, Macerata 12.6, Fermo 11.8, Ascoli Piceno 11.6.
LAZIO: Viterbo 12.5, Rieti 13.2, Roma 12.9, Latina 12.8, Frosinone 14.5.
ABRUZZO: L’Aquila 13.6, Teramo 12.3 Pescara 13.9, Chieti 13.
MOLISE: Campobasso 12.7, Isernia 14.2.
CAMPANIA: Caserta 11.7, Benevento 11.4, Napoli 13.4, Avellino 12.9, Salerno 12.9.
PUGLIA: Foggia 13.9, Bari 13.4, Taranto 12.4, Brindisi 12, Barletta-Andria-Trani 13.8.

BASILICATA: Potenza 13.4, Matera 13.2

CALABRIA: Cosenza 13.3. Catanzaro 16.6, Reggio Calabria 15.4, Crotone 16.5, Vibo Valentia 14.3.
SICILIA: Trapani 15.8, Palermo 15.3, Messina 15.5, Agrigento 16.4, Caltanissetta 15.2, Enna 15, Catania 12.5, Ragusa 12.6, Siracusa 12.7
SARDEGNA: Sassari 12.3, Nuoro 13, Oristano 14, Cagliari 13.1, Sud Sardegna 13.4.

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