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Storie di Frutta

Sul Pollino a Rotonda un nuovo progetto culinario per la valorizzazione del territorio

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Sul Pollino, a Rotonda, un nuovo progetto culinario per la valorizzazione del territorio: salsiccia fresca locale, melanzane rosse dop e cruschi protagoniste degli hamburger

 

Si tratta di un nuovo format di ristorazione a firma dello chef Fabio Campoli che vedrà l’impiego di ingredienti principi del territorio lucano,

dalla salsiccia fresca locale alle melanzane rosse DOP, fino agli irrinunciabili peperoni cruschi

Una ventata di novità gastronomiche sta per pervadere le strade di Rotonda (Potenza), nel cuore del Parco Nazionale del Pollino: una pietanza tanto storica quanto di moda come l’hamburger si prepara a diventare protagonista di un nuovo format di ristorazione a firma dello chef Fabio Campoli e del suo gruppo di Azioni Gastronomiche.

Da sabato 11 maggio , “The One – Burger & Chips”, diventerà una realtà aperta agli avventori di ogni età e provenienza, che promette emozioni per tutti i gusti, ampliando gli orizzonti e gli ideali portati avanti dal progetto “Pollino Experience” by Bruno Leisure.

Dopo anni di imprenditorialità applicata con passione ed ambizione al rilancio del territorio del Parco Nazionale del Pollino, il presidente Franco Bruno persevera nel puntare tutto sul rilancio di una ristorazione diversificata e di qualità che sia in grado di esprimere tutto ciò che il territorio lucano ha da offrire ai suoi avventori… e anche di più.

Con l’inaugurazione dell’hamburgeria ”The One”, un nuovo tassello si aggiunge alla vasta offerta di prodotti, servizi ed esperienze garantiti dal circuito turistico “Pollino Experience”, e volge lo sguardo ad una ristorazione cosmopolita, servendo in tavola l’internazionalità con il plus della selezione delle materie prime, tutte italiane.

Tra proposte per hamburger gourmet, alla moda e più tradizionali, non mancherà una sezione del nuovo menu di “The One” dedicata ai panini “Meat Free”, per deliziare prontamente anche il pubblico vegetariano. Inoltre, sarà divertente trovare al suo interno anche ispirazioni originali che vedranno l’impiego di ingredienti principi del territorio lucano, dalla salsiccia fresca locale alle melanzane rosse DOP, fino agli irrinunciabili peperoni cruschi.

Pensando all’hamburger perfetto, non potrebbe inoltre mancare il classico accompagnamento con calde patatine fritte: al “The One” si potranno gustare nelle loro più innovative evoluzioni di forma per rendere ancor più accattivante l’esperienza, senza trascurare naturalmente anche la sezione dedicata ai dessert, tutti freschissimi da provare in vista dell’estate.

“The One – Burger & Chips”, grazie alla professionalità di Fabio Campoli e Azioni Gastronomiche (consulenti per Bruno Leisure dal 2021), si propone come nuovo punto di riferimento del mangiar bene a Rotonda, fondendo insieme l’autenticità delle radici locali alla vivace creatività internazionale e mostrandosi all’avanguardia nel portare novità di gusto al pubblico di Rotonda e oltre. Soddisfazione è stata espressa dall’ideatore di “Pollino Experience”, Franco Bruno, per il quale “si tratta di un’iniziativa unica in tutta l’area del Lagonegrese che punta alla qualità e alla valorizzazione dei prodotti gastronomici del territorio e che si inserisce in un progetto avviato da qualche anno con lo chef Fabio Campoli che ha da subito creduto nello sviluppo di Rotonda e di tutto il Pollino”.

Bernalda. La “Capriata Pitagorica” ottiene il riconoscimento P.A.T.

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Bernalda. La “Capriata Pitagorica”, piatto a base di legumi,  ottiene il riconoscimento P.A.T. Il dossier è stato predisposto dall’associazione OCCSE della Magna Grecia

Con smisurato orgoglio rendiamo noto alla comunità di Metaponto e Bernalda che, con provvedimento ministeriale del 16 marzo 2024, il dossier predisposto dalla nostra associazione ha ottenuto l’ambito risultato del prestigioso riconoscimento P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale)!!
Tale riconoscimento istituzionale, oltre a rappresentare il primo e l’unico per la nostra comunità, così viene riferito, è da ritenersi eccezionale soprattutto perché riguarda un piatto che recupera le tradizioni e l’identità culturale di cui, a nostro avviso, bisogna riappropriarsi al più presto a beneficio nostro e, perché no, delle terre di Magna Grecia.
Il P.A.T. riconosciuto dal Ministero è la “CRAPIATA PITAGORICA”, una pietanza dalle straordinarie qualità culinarie, ma anche di

immenso valore culturale e di sicura rilevanza per tutti i vegetariani del modo che, nella figura di Pitagora, il maestro che a Metaponto insegnò, visse e morì, riconoscono universalmente la primogenitura dell’insegnamento vegetariano.

Nei prossimi giorni, in una apposita conferenza stampa, illustreremo ogni dettaglio che ci ha portato ad ottenere tanto e, in quella occasione, avremo modo di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere l’innegabile brillante risultato.

 

[Comunicato Stampa OCCSE Magna Grecia]

Cinefrutta 2024: concluse le tre tappe previste in Basilicata

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Cinefrutta 2024: concluse le tre tappe previste in Basilicata. Il festival della Sana Alimentazione si chiuderà il 3 Maggio 2024

SCANZANO JONICO. Si è chiusa oggi la tre-giorni lucana di Cinefrutta che ha fatto tappa in tre istituti della Basilicata: il 26 Febbraio 2024 all’Istituto Comprensivo Padre Pio da Pietralcina di Pisticci, poi all’Istituto Comprensivo Quinto Orazio Flacco di Marconia di Pisticci, e il 29 Febbraio all’I.P.A.S.S.A.R. Professionale Agrario di Grassano-Garaguso.
Nel corso delle mattinate gli studenti – accompagnati e seguiti dai dirigenti scolastici e dai professori – hanno avuto modo di fare piccoli esercizi di recitazione e hanno colloquiato con registi e attori intervenuti in collegamento.
Enzo Salvi, Fausto Brizzi, Matteo Branciamore, Giovanni Veronesi, Max Bruno e Federico Moccia hanno condiviso con i ragazzi, nei tre giorni, esperienze, aneddoti e curiosità sul cinema, sulla regia e sul mestiere dell’attore.
Andrea Badursi, presidente di Asso Fruit Italia ha così commentato: “Il valore creativo e educativo di Cinefrutta si abbina con la sana competizione che vedrà gli studenti sfidarsi a Giffoni con i cortometraggi. Il concorso – a cui si iscriveranno scuole da tutta Italia – il prossimo 3 Maggio sancirà i vincitori; la giuria premierà i cortometraggi che, come sanno bene i partecipanti, dovranno trattare il tema dei corretti stili di vita e nello specifico l’alimentazione consapevole che comprende il consumo quotidiano e nei giusti quantitativi di frutta e ortaggi”, ha spiegato Badursi.
Che ha poi aggiunto: “Abbiamo sempre più bisogno di raccontare la bontà e l’unicità delle produzioni italiane e nello specifico di quelle dei nostri produttori associati, da sempre attenti alla qualità e al benessere del consumatore”.
E, infine: “Un ringraziamento speciale va ai professori tutti, ai dirigenti scolastici che hanno collaborato anche quest’anno con impegno e dedizione. Ora non resta che attendere la presentazione dei cortometraggi, entro fine Marzo, e attendere la finalissima”.

Come di consueto, agli studenti è stata offerta la merenda con i pomodorini idroponici coltivati dai soci Asso Fruit Italia.

“Calanchetti”: l’idea del pasticciere Luciano Zambrella per raccontare il territorio

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Il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, testimonial dei “calanchetti”, originale idea del pasticciere Luciano Zambrella per “raccontare il territorio con uno storytelling inedito”.

Coniugare l’arte pasticcera con la valorizzazione del territorio. Questa mission ha ispirato il pasticciere pisticcese Luciano Zambrella che ha ideato i “calanchetti”, dolci lucani simbolo di sostenibilità e valorizzazione territoriale ispirati alla maestosità dei calanchi lucani con l’obiettivo di deliziare i palati e contribuire al potenziamento dell’offerta turistica e dell’identità locale.

I dolci, emblema di lucanità, sono stati presentati nella sede della Provincia di Matera al presidente Piero Marrese in una confezione artigianale raffinata ed elegante e rappresentano, a conti fatti, una dichiarazione d’amore per la nostra terra, la sua cultura e la sua straordinaria bellezza naturale.

I “calanchetti”, che richiamano i calanchi lucani nella loro forma irregolare, nella struttura friabile e nel colore, sono realizzati con frutta da guscio del territorio in ottica di filiera corta e vengono abbinati all’Amaro Lucano, eccellenza territoriale. C’è, però, un’altra innovazione: l’introduzione di un’esperienza gustativa unica e inedita che fonde l’identità lucana da bere e da mangiare in un solo assaggio. L’aspetto distintivo di questo nuovo prodotto è la versatilità e l’attenzione alla sostenibilità: oltre a essere gustato come dolce, infatti, è progettato per funzionare come bicchiere per degustare liquori in modo innovativo e maggiormente sostenibile, evitando l’uso sia della plastica che della carta.

“Sono entusiasta e molto colpito dall’originalità di questi dolci che raccontano il nostro territorio con uno storytelling inedito – ha dichiarato Marrese -. Faccio i complimenti a Zambrella, che contribuisce con questo dolce a far conoscere il nostro territorio, ma anche a tutto il team degli innovatori che lo ha supportato in questo percorso: li ho ospitati nella sede della Provincia nell’ambito di quell’attenzione che rientra nel ruolo propositivo e di accoglienza che l’Ente da me presieduto ha per tutte le attività che vengono sviluppate nel suo territorio”.

Il prodotto, simbolo di enogastronomia e identità lucana, potrebbe essere presentato alla BIT di Milano, in programma dal 4 al 6 febbraio, e rappresentare, così, un’occasione per brindare ad una promozione innovativa della lucanità.

Rese olio: i dati provincia per provincia

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Rese olio: i dati provincia per provincia. Balza subito agli occhi il dato della Liguria 17,6. I valori più bassi a Bergamo 8,3  e 9,5 in provincia di Torino

Come va la resa in sede di molitura delle olive? Un’istantanea – quando ancora la campagna è in corso – è disponibile sul portale “olivonews” che ha pubblicato un report regione per regione. Come riferito dal sito, considerata la scarsità di olive, il Centro Nord si sta avviando alla chiusura della campagna. Al Sud, in generale, si è a metà campagna, in Puglia la “stagione” sarà più lunga perché i frantoi sono andati a pieno regime più tardi.

Le “rese” delle regioni italiane suddivise per province:

 

PIEMONTE: Torino: 9.5, Vercelli 10.5.
LOMBARDIA: Como 13.3, Sondrio 12.5, Bergamo 8.3, Brescia 11.5, Mantova 10, Lecco 10.1.
TRENTINO: Trento 12.1.
VENETO: Verona 12.5, Vicenza 12, Treviso 10.9, Padova 13.6.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Udine 10.2, Trieste 12.7, Pordenone 10.2.
LIGURIA: Imperia 17.6, Savona 15.8, Genova 13.1, La Spezia 12.
EMILIA ROMAGNA: Piacenza 16.6, Modena 15.3, Bologna 13.2, Ravenna 12.9, Forlì-Cesena 14.8, Rimini 13.8.
TOSCANA: Massa-Carrara 12.7, Lucca 12.6, Pistoia 13.2, Firenze 13.3, Livorno 13.2, Pisa 12.5, Siena 13.6, Arezzo 13, Grosseto 13, Prato 12.8.
UMBRIA: Perugia 13.5, Terni 14.1.
MARCHE: Pesaro-Urbino 12.7, Ancona 12.8, Macerata 12.6, Fermo 11.8, Ascoli Piceno 11.6.
LAZIO: Viterbo 12.5, Rieti 13.2, Roma 12.9, Latina 12.8, Frosinone 14.5.
ABRUZZO: L’Aquila 13.6, Teramo 12.3 Pescara 13.9, Chieti 13.
MOLISE: Campobasso 12.7, Isernia 14.2.
CAMPANIA: Caserta 11.7, Benevento 11.4, Napoli 13.4, Avellino 12.9, Salerno 12.9.
PUGLIA: Foggia 13.9, Bari 13.4, Taranto 12.4, Brindisi 12, Barletta-Andria-Trani 13.8.

BASILICATA: Potenza 13.4, Matera 13.2

CALABRIA: Cosenza 13.3. Catanzaro 16.6, Reggio Calabria 15.4, Crotone 16.5, Vibo Valentia 14.3.
SICILIA: Trapani 15.8, Palermo 15.3, Messina 15.5, Agrigento 16.4, Caltanissetta 15.2, Enna 15, Catania 12.5, Ragusa 12.6, Siracusa 12.7
SARDEGNA: Sassari 12.3, Nuoro 13, Oristano 14, Cagliari 13.1, Sud Sardegna 13.4.

Ristoranti d’Italia 2o24 “Gambero Rosso”: per la Basilicata 30 insegne

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Ristoranti d’Italia 2024 Gambero Rosso: le nuove sfide della ristorazione d’autore. In Basilicata sono 30 le insegne del mangiare bene. Fra le trattorie Nonnandò di Tursi (MT), dove la passione per la gastronomia tradizionale lucana si allarga anche alla cura dell’orto e della vigna

 

Roma, 16 ottobre 2023 – Arriva puntale come sempre la fotografia più autorevole ed aggiornata della ristorazione italiana: è Ristoranti d’Italia 2024, la nuova Guida del Gambero Rosso giunta alla sua 34°edizione. Sono 2.485 le insegne recensite, con 324 novità. Migliori chef della ristorazione italiana sono Massimo Bottura e Niko Romito entrambi con un punteggio di 96 centesimi, raggiunti appena sotto da Heinz Beck e Enrico Crippa, mentre perde una forchetta, scivolando dall’empireo, Gianfranco Vissani.

Le Tre Forchette, con il partner TrentoDOC, sono 47 contro le 44 del 2023, di cui sette nuove. Tutte al nord come Guido di Serralunga d’Alba, l’Antica Corona Reale di Cervere, Del Cambio di Torino (che fanno salire il palmares piemontese ai più alti livelli), l’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico, l’Harry’s Piccolo di Trieste con le due eccezioni del Kresios di Telese Terme in Campania e il Pashà di Conversano in Puglia.

Presidiatissimi i grandi centri urbani, con offerte molto differenti dal grande ristorante alla trattoria, dal bistrò al wine bar, così come le mete più raccolte e isolate, sempre più spesso illuminate – per turisti veri o clienti in cerca di nuovi esercizi da scoprire – da una ristorazione di alto profilo. La Guida è un caleidoscopio di proposte per tutte le tasche e per tutti i gusti, con diverse chiavi di lettura e un piccolo cruscotto in grado di evidenziare anche il rapporto qualità prezzo di ogni cucina. Primeggia la Lombardia per numero e qualità di insegna, mentre in Piemonte aumentano felici le Tre Forchette, così come in Puglia e si assottigliano le differenze tra Nord e Sud.

“All’indomani della candidatura della cucina italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e dopo un’estate rovente tra scontrini fuori taglia e dibattiti sulla crisi del settore, nonostante i sold out” racconta Laura Mantovano, Direttore editoriale della Guida, “il compito della guida è quello di tirare le somme, cogliere tendenze, senza dimenticare di valorizzare solide realtà. Le difficoltà, a partire dalla sostenibilità economica, esistono, vanno studiati nuovi modelli, non è più tempo di formalismi ma certo è che la ristorazione d’autore dalla forte identità, in Italia, ha ancora molto da dire”.

La regione Basilicata si distingue con 30 insegne. Matera primeggia con ben 5 insegne delle 9 insignite delle Due Forchette per aver raggiunto il punteggio più elevato, come Don Alfonso 1890 – San Barbato di Lavello (PZ); Vitantonio Lombardo di Matera; Osteria San Francesco di Matera; Bramea di Palazzo San Gervasio (PZ); Dimora Ulmo di Matera; Antica Osteria Marconi di Potenza che si aggiudica anche il premio “Qualità/Prezzo”, promosso da Ferzo Wines; Baccanti di Matera; Le Bubbole a Palazzo Gattini di Matera e L’Incanto Ristorante di Venosa (PZ). Due sono i nuovi nomi che fanno il loro ingresso ufficiale nella Guida:

Lanterna Rossa – Dario Amaro di Maratea (PZ), il ristorantino con terrazza panoramica che si affaccia sull’incantevole porticciolo e che rende omaggio alla storica insegna omonima. Una cucina dove sapori internazionali e pescato locale si sposano con gli odori e i prodotti degli orti del Sud e dove i piatti creativi si alternano ai grandi classici della tradizione. Il bistrot Cibò di Potenza che, con ben due cocotte all’attivo, propone pizze, cucina tradizionale e qualche proposta rivisitata in un moderno locale che si fa vetrina dei produttori locali e del Sud. L’idea nasce da tre amici e soci: Luisa, dello storico Forno Sorelle Palese; la cuoca Ippolita Lorusso; e “Peppone”, noto volto Rai di Linea Verde. A tavola piatti della memoria come i cutturiedd, i gnummeriedd e la ciavedda. Con la carne di Podolica della premiata macelleria Abate costate, filetti anche dry aged e vari hamburger. Tra le trattorie, i Due Gamberi premiano l’Antica Cantina Forentum di Potenza, antico ristorante, ricavato da una grotta del 1500 nel caratteristico quartiere Pescarello; Stano di Matera, la trattoria famigliare nei pressi dell’affascinante complesso monastico di Sant’Antonio; Luna Rossa di Terranova di Pollino (PZ) con il suo appassionato cuoco custode delle tradizioni gastronomiche lucane e del Pollino; e

Nonnandò di Tursi (MT), dove la passione per la gastronomia tradizionale lucana si allarga anche alla cura dell’orto e della vigna.

 

GAMBERO ROSSO

Gambero Rosso è la piattaforma leader per contenuti, formazione, promozione e consulenza nel settore del Wine Travel Food italiani. Offre una completa gamma di servizi integrati per il settore agricolo, agroalimentare, della ristorazione e della hospitality italiana che costituiscono il comparto di maggior successo, a livello internazionale, per la crescita dell’economia. Unico nel suo format di operatore multimediale e multicanale del settore, Gambero Rosso possiede un’offerta di periodici, libri, guide, broadcasting (Sky 415 e 133) e web OTT con cui raggiunge professionisti, canali commerciali distributivi e appassionati in Italia e nel mondo. Gambero Rosso Academy è la più ampia piattaforma formativa professionale e manageriale per la filiera agroalimentare, della ristorazione, della ospitalità e del turismo. Gambero Rosso offre al sistema produttivo italiano un programma esclusivo di eventi di promozione B2B per favorirne il costante sviluppo nazionale e internazionale.

Pane & Nutella®incontra il pane casereccio della Basilicata

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Pane e Nutella® incontra il pane casereccio della Basilicata. Progetto in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Nutella®, nel 2020, ha iniziato un viaggio per la promozione del turismo in Italia lavorando fianco a fianco con ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, e creando due Special Edition dal nome evocativo quanto significativo: “Ti amo Italia”, ricordando a tutti che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, ma basta guardarsi attorno, proprio dove si vive. Nutella® ha così sostituito la sua iconica etichetta con alcune foto degli scorci più belli d’Italia, andando a coprire tutte le regioni: dai borghi alle montagne, dalle isole alle città,
dalle acque cristalline ai paesaggi colorati. Dopo aver incentivato un turismo di “casa” e consapevole, la crema spalmabile più famosa al mondo ha deciso di mettere in luce una delle altre eccellenze che contraddistinguono il Bel Paese: il turismo “gastronomico”, grazie a un progetto che questa volta ha visto la collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Pane & Nutella®, questo è il suo nome, è stato pensato per offrire a tutti un viaggio nel gusto e nella tradizione regionale italiana, una vera e propria lente di ingrandimento sui pani d’Italia per riscoprire le origini, la storia e le caratteristiche non solo di un prodotto che consumiamo quotidianamente (e che troppo spesso diamo per scontato), ma anche di un vero e proprio mestiere: un’arte che porta alla luce una maestria antica, tante differenze sia tra le diverse tipologie e varietà regionali, ma anche tra i diversi forni e le differenti manualità, perché il pane è un elemento vivo, che viene personalizzato da chi lo prepara. Valorizzare la ricchezza e la varietà regionale dei pani italiani che con Nutella® hanno in comune la semplicità, la cura e la passione, è l’anima del progetto Pane e Nutella®: un racconto che vede dietro ad un semplice gesto come una fetta di pane e Nutella® a colazione, il mestiere di un panettiere, una professione sì impegnativa, ma anche un atto d’amore nei confronti del pane e di chi lo mangia ogni giorno. La scelta di Ferrero di proseguire la partnership con l’Università di Scienze Gastronomiche è dettata dalla condivisione di valori come la ricerca costante, la spinta all’innovazione e l’esaltazione della diversità, per una visione inclusiva del cibo e della gastronomia in cui ogni tipo di cucina, dalla più semplice e domestica alla più sperimentale, ha la propria importanza e autorevolezza.
Pane e Nutella® è un vero e proprio percorso di scoperta in grado di raccontare le tradizioni di tutte le 20 regioni italiane, attraverso i loro pani tipici dai più noti ai meno conosciuti, come il Ficcilatidd e il Pane Casereccio della Basilicata. Il Ficcilatidd è una soffice ciambella la cui storia si lega tradizionalmente al giorno dell’Immacolata (da qui anche conosciuto infatti come “Tarallo dell’Immacolata”) in quanto veniva consumato per placare la fame del digiuno della vigilia dell’8 dicembre. È un pane bianco dalla forma di ciambella il cui impasto è composto da farina di grano tenero, olio extravergine d’oliva, semi di finocchio, lievito e acqua. La sua crosta è sottile e dal colore chiaro e accompagna senza contrasti la mollica al suo interno. Il nome Ficcilatidd, chiamato in alcune zone anche “tortanello” ovvero “pane a ciambella”, deriva però dal latino “fiscus” ossia “canestro” che stava ad indicare proprio il recipiente in cui veniva lasciato lievitare l’impasto e che gli ha conferito la tradizionale e insolita forma.

Il Pane Casereccio della Basilicata è un pane che celebra la socialità, la sua unicità infatti deriva proprio dal ruolo che la panificazione aveva un tempo, ovvero quella di elemento di socialità prima che di mera alimentazione.

La preparazione di questo pane era infatti molto lunga e richiedeva vari giorni di lavorazione e riposo. Questo ha permesso al tempo di donare al pane le sue principali caratteristiche che ancora oggi sono rimaste inalterate: un impasto di semola di grano duro, acqua di sorgente, lievito madre e sale; una forma tondeggiante; una crosta mediamente scura, ruvida e croccante; una mollica spugnosa, morbida e dal caratteristico colore giallo paglierino.
Per conoscere tutti i pani selezionati dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è sufficiente collegarsi all’hub dedicato sul sito  dove si trovano le schede dettagliate, suddivise regione per regione, di ciascun prodotto. La nuova interfaccia mostra una cartina d’Italia cliccabile in cui sono raffigurati i pani tipici in corrispondenza della regione di appartenenza, offrendo l’opportunità ad ogni utente di navigare in modo facile e interattivo. Una volta scelta la tipologia di pane che più incuriosisce, basta selezionarlo per aprire una sezione dedicata con l’immagine della colazione in primo piano in cui sono
evidenziati dei pop-up per scoprirne curiosità, ingredienti, aspetti sensoriali, suggerimenti per il taglio e la “spalmata” perfetta, oltre ai migliori abbinamenti a colazione che non dimentichino il legame con il territorio di origine. La riscoperta delle tradizioni regionali italiane di Pane e Nutella® non si ferma solo alle tantissime varietà di pani presenti nel nostro Paese, ma si spinge oltre, raccontando anche l’antica arte dei panificatori. La loro maestria, unita alle varie tradizioni regionali, verrà raccontata in uno spot TV dove il pane è il risultato di un lavoro quotidiano realizzato dalle mani di questi artigiani del gusto, da nord a sud dell’Italia, che con la loro cura quotidiana permettono il sodalizio perfetto tra il pane – in tutte le sue forme – e la crema spalmabile più famosa al mondo, Nutella®. L’ambizione di Pane e Nutella®, però, non si ferma qui.
Nei prossimi anni, infatti, il progetto ha l’obiettivo di crescere e arricchirsi attraverso i pani d’Italia per continuare a trasmettere le tradizioni e la storia di un territorio, come quello italiano, ricco di diversità. Questo trasformerà l’hub Pane e Nutella® in un luogo di scoperta e arricchimento dove gli stessi panettieri – grandi o piccoli che siano – potranno candidare i pani tipici da loro prodotti, portando alla luce i tesori gastronomici del nostro Paese.

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Da Londra per tornare in Basilicata con Ostevia: l’osteria sulla via

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Da Londra per tornare in Basilicata con Ostevia: l’osteria sulla via. L’idea di Lucia e Domenico

Un trasportino per cavalli trasformato in cucina itinerante. Il progetto di Lucia D’Adamo e Domenico Salomone per lasciare Londra e tornare in Basilicata

Una lucana dinamica e operosa, uno chef pugliese con esperienza trentennale, un trasportino per cavalli recuperato in una campagna londinese e tanta voglia di vivere a contatto con la natura, i ritmi lenti e la pace nel cuore.

E’ con queste premesse che nasce il progetto Ostevia – osteria sulla via – un ristorante itinerante che prepara piatti gourmet e interi catering, dall’antipasto al dolce, per allietare comunioni, compleanni, feste private e di paese. Il tutto servito in piatti di bambù per non impattare sull’ambiente.

Il progetto, finanziato nell’ambito del bando Io resto al sud, è frutto dell’ingegno e dell’esperienza di Lucia D’Adamo di Melfi e del suo compagno Domenico Salomone.

Dopo una lunga esperienza all’estero, tra cui Inghilterra, Stati Uniti e Australia, Lucia e Domenico hanno deciso di tornare in Basilicata e hanno avviato la loro impresa itinerante.

 

Per saperne di più ascolta il podcast

 

L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”

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L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”. La sesta puntata del programma condotto da Tinto e Monica Caradonna scopre le bellezze della Basilicata. Sabato 13 maggio dalle 11.10 alle 12.00 su Rai 2 e in diretta streaming su RaiPlay

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Sarà dedicata alla Basilicata e in particolare alla Città dell’Olio di Ferrandina, la sesta puntata di “Pizza Doc”, il programma condotto da Tinto e Monica Caradonna che andrà in onda sabato 13 maggio alle 11.10 su Rai2 e in diretta streaming su RaiPlay. Per realizzare la puntata, la troupe della trasmissione ha incontrato l’archeologo Antonio Pecci che ha raccontato la storia della città che sorge in collina su una delle sponde del fiume Basento, nella provincia di Matera. Qui, da sempre la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio extravergine di oliva sono una particolarità di questo territorio; testimonianza “vivente” di una storia millenaria è il cosiddetto “Patriarca”, un albero di circa duemila anni. Considerato l’ulivo più vecchio della Basilicata, con i suoi 8 metri di circonferenza, giganteggia nel cuore di un antichissimo uliveto, a poca distanza dal luogo dove sono stati rinvenuti i resti di un frantoio oleario del IV secolo a.C.
L’approfondimento è proseguito con Pietro Bitonti, presidente di Assoprol Basilicata, che ha parlato dell’oliva “Majatica” figlia del clima e prodotto storico. Diffusa solo nel Comune di Ferrandina e nelle zone limitrofe, dà un olio extravergine di colore giallo-oro con riflessi verdi dal sapore particolarmente delicato e debolmente fruttato. Bitonti ha anche spiegato come, oltre alla produzione dell’olio, Ferrandina abbia raggiunto notorietà internazionale per la produzione delle famose olive infornate. Le prime testimonianze scritte sulle olive
infornate risalgono al 1700, ma tuttora la lavorazione avviene secondo il metodo tradizionale che prevede una prima scottatura in acqua per pochi minuti e una successiva salagione a secco per un breve periodo. Le olive, parzialmente disidratate, sono sistemate su graticci e avviate “all’infornata” negli essiccatoi. La tecnica di lavorazione delle olive infornate di Ferrandina accentua la naturale sapidità dei frutti, ma mantiene al tempo stesso la dolcezza caratteristica della majatica. Con l’olio EVO di Ferrandina gli chef pizzaioli Luca Fusacchia di “Bordo Pizzeria” e Gianluca Graci di “Fauzzeria” dovranno ideare e creare un antipasto e una pizza con a disposizione tre ingredienti base svelati all’ultimo secondo. Durante la preparazione Monica Caradonna, racconterà gli ingredienti scelti, facendoci scoprire i territori di origine attraverso aneddoti e curiosità, approfondendone gli aspetti organolettici,
nutrizionali e storico-geografici. La trasmissione si concluderà con l’assaggio dei piatti preparati dai maestri dell’arte bianca e il brindisi finale dedicato alle eccellenze italiane.
Queste le ricette della puntata: come antipasti sono previsti un bagel con l’impasto del culluriello preparato da Luca Fusacchia e una rivisitazione del Culluriello di Gianluca Graci; come pizze invece “Dalla terra al mare” di Luca Fusacchia e la “Zuppa di speranza” di Gianluca Graci. “Con questa iniziativa, abbiamo l’opportunità di far conoscere al grande pubblico le eccellenze olivicole italiane e le oltre 500 cultivar italiane, uno straordinario patrimonio di sapori e valori da salvaguardare e riscoprire che caratterizza la nostra identità culturale e ci rende unici al mondo" ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio: “Vogliamo far capire ai consumatori quanto è importante saper scegliere l’olio Evo da mettere in tavola e quanto è necessario proteggere il territorio dal rischio abbandono, dando nuovo slancio all’oleoturismo”. “La nostra città – ha dichiarato il sindaco di Ferrandina Carmine Lisanti- è orgogliosa di essere protagonista di “Pizza Doc”. Cogliamo sempre con entusiasmo, tutte le occasioni che ci permettono di mostrare e far conoscere le bellezze della Basilicata e del nostro territorio. La nostra terra è piena di sorprese e l’oleoturismo può essere un’opportunità ulteriore di conoscenza dello straordinario patrimonio storico e gastronomico di Ferrandina.” La prima tappa della puntata è in provincia di Siena con il prosciutto toscano, per conoscerne la storia
secolare. Si prosegue poi con il culluriello, uno dei simboli della Calabria, per vedere quanto questo prodotto, semplice e veloce da preparare, è radicato nelle tradizioni popolari. Ci si sposta in Abruzzo, dove l’impegno degli agricoltori permette la produzione di un prodotto delicato come il fagiolo tondino del tavo. E infine si arriva a Ferrandina, in Basilicata, dove le sue olive oltre a fornire un olio caratteristico della regione vengono servite anche infornate. La puntata si conclude nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, dove il lavoro dei viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario davvero unico, come il vino che vi viene realizzato.

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Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”

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Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”. A Ferrandina (MT), Grassano (MT), Missanello (PZ), Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ), Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

 

L’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale Città dell’Olio prevede: corsi di assaggio, laboratori didattici, incontri con olivicoltori, reading di poesie a tema olio, musica dal vivo all’ombra degli ulivi al tramonto. E per la prima volta sono gli olivi attraverso i loro olivicoltori a raccontarci la loro storia millenaria

 

Basilicata protagonista della terza edizione de “La Merenda nell’Oliveta” l’attesissimo evento organizzato dall’Associazione nazionale Città dell’Olio con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con LILT che si terrà in 100 Città dell’Olio italiane fino al 18 giugno.

Una iniziativa nata per promuovere il turismo dell’olio attraverso un’esperienza unica ed emozionale di convivialità da vivere immersi nel paesaggio olivicolo, seduti all’ombra degli olivi, avvolti dai colori caldi del tramonto.

Quest’anno per la prima volta oltre alle degustazioni di olio EVO e alla tradizionale bruschetta, ai mini-corsi di assaggio e ai laboratori didattici per bambini, ai reading di poesie a tema olio e alla musica dal vivo, allo yoga sotto gli ulivi, tra le originali attività previste ci sarà anche uno storytelling molto speciale in cui saranno gli olivi a parlare attraverso la voce degli olivicoltori per raccontarci la loro storia millenaria.

Sono 9 le Città dell’Olio lucane nelle quali si svolgerà la Merenda: Ferrandina (MT) il 27 maggio, Grassano (MT) il 27 maggio, Missanello (PZ) l’8 maggio, Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ) il 17 giugno, Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

“La Merenda nell’Oliveta è un evento sempre molto atteso. Il trend è in crescita: quest’anno le Città dell’Olio che hanno organizzato la Merenda sono sempre più consapevoli della necessità di investire sull’oleoturismo – ha dichiarato Michele Sonnessa Presidente delle Città dell’Olio – i nostri borghi sono meta di un turismo di comunità. I visitatori sono in cerca di esperienze uniche legate al mondo dell’olio per questo abbiamo deciso di far parlare gli olivi secolari e millenari che sono il fiore all’occhiello del nostro patrimonio olivicolo, attraverso la voce delle persone che se ne prendono cura: gli olivicoltori. Così pensiamo di avvicinare le persone a questa straordinaria coltura che a causa dell’abbandono in alcune zone del Paese rischia di scomparire. Ci vuole tanto amore e tanta cura per conservare l’immenso patrimonio di cui disponiamo e noi abbiamo il dovere di valorizzare l’impegno dei nostri olivicoltori”.

“La Merenda è una bella occasione per visitare i nostri borghi e prendersi del tempo per se stessi all’ombra dei nostri oliveti ma è anche un modo per imparare a riconoscere le caratteristiche del nostro olio e degustarlo in compagnia” ha dichiarato il consigliere nazionale Carmine Lisanti.

“Le Città dell’Olio lucane hanno risposto con entusiasmo alla nostra chiamata. Eventi come questi sono un’opportunità preziosa per far conoscere ai cittadini e ai turisti gli oli EVO del territorio e per fare cultura dell’olio mostrare le bellezze del paesaggio olivicolo” ha concluso Pasquale Dimatteo Coordinatore regionale delle Città dell’Olio lucane.

 

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