Archivio categoria

Storie di Frutta

“Calanchetti”: l’idea del pasticciere Luciano Zambrella per raccontare il territorio

in Storie di Frutta

Il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, testimonial dei “calanchetti”, originale idea del pasticciere Luciano Zambrella per “raccontare il territorio con uno storytelling inedito”.

Coniugare l’arte pasticcera con la valorizzazione del territorio. Questa mission ha ispirato il pasticciere pisticcese Luciano Zambrella che ha ideato i “calanchetti”, dolci lucani simbolo di sostenibilità e valorizzazione territoriale ispirati alla maestosità dei calanchi lucani con l’obiettivo di deliziare i palati e contribuire al potenziamento dell’offerta turistica e dell’identità locale.

I dolci, emblema di lucanità, sono stati presentati nella sede della Provincia di Matera al presidente Piero Marrese in una confezione artigianale raffinata ed elegante e rappresentano, a conti fatti, una dichiarazione d’amore per la nostra terra, la sua cultura e la sua straordinaria bellezza naturale.

I “calanchetti”, che richiamano i calanchi lucani nella loro forma irregolare, nella struttura friabile e nel colore, sono realizzati con frutta da guscio del territorio in ottica di filiera corta e vengono abbinati all’Amaro Lucano, eccellenza territoriale. C’è, però, un’altra innovazione: l’introduzione di un’esperienza gustativa unica e inedita che fonde l’identità lucana da bere e da mangiare in un solo assaggio. L’aspetto distintivo di questo nuovo prodotto è la versatilità e l’attenzione alla sostenibilità: oltre a essere gustato come dolce, infatti, è progettato per funzionare come bicchiere per degustare liquori in modo innovativo e maggiormente sostenibile, evitando l’uso sia della plastica che della carta.

“Sono entusiasta e molto colpito dall’originalità di questi dolci che raccontano il nostro territorio con uno storytelling inedito – ha dichiarato Marrese -. Faccio i complimenti a Zambrella, che contribuisce con questo dolce a far conoscere il nostro territorio, ma anche a tutto il team degli innovatori che lo ha supportato in questo percorso: li ho ospitati nella sede della Provincia nell’ambito di quell’attenzione che rientra nel ruolo propositivo e di accoglienza che l’Ente da me presieduto ha per tutte le attività che vengono sviluppate nel suo territorio”.

Il prodotto, simbolo di enogastronomia e identità lucana, potrebbe essere presentato alla BIT di Milano, in programma dal 4 al 6 febbraio, e rappresentare, così, un’occasione per brindare ad una promozione innovativa della lucanità.

Rese olio: i dati provincia per provincia

in Storie di Frutta

Rese olio: i dati provincia per provincia. Balza subito agli occhi il dato della Liguria 17,6. I valori più bassi a Bergamo 8,3  e 9,5 in provincia di Torino

Come va la resa in sede di molitura delle olive? Un’istantanea – quando ancora la campagna è in corso – è disponibile sul portale “olivonews” che ha pubblicato un report regione per regione. Come riferito dal sito, considerata la scarsità di olive, il Centro Nord si sta avviando alla chiusura della campagna. Al Sud, in generale, si è a metà campagna, in Puglia la “stagione” sarà più lunga perché i frantoi sono andati a pieno regime più tardi.

Le “rese” delle regioni italiane suddivise per province:

 

PIEMONTE: Torino: 9.5, Vercelli 10.5.
LOMBARDIA: Como 13.3, Sondrio 12.5, Bergamo 8.3, Brescia 11.5, Mantova 10, Lecco 10.1.
TRENTINO: Trento 12.1.
VENETO: Verona 12.5, Vicenza 12, Treviso 10.9, Padova 13.6.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Udine 10.2, Trieste 12.7, Pordenone 10.2.
LIGURIA: Imperia 17.6, Savona 15.8, Genova 13.1, La Spezia 12.
EMILIA ROMAGNA: Piacenza 16.6, Modena 15.3, Bologna 13.2, Ravenna 12.9, Forlì-Cesena 14.8, Rimini 13.8.
TOSCANA: Massa-Carrara 12.7, Lucca 12.6, Pistoia 13.2, Firenze 13.3, Livorno 13.2, Pisa 12.5, Siena 13.6, Arezzo 13, Grosseto 13, Prato 12.8.
UMBRIA: Perugia 13.5, Terni 14.1.
MARCHE: Pesaro-Urbino 12.7, Ancona 12.8, Macerata 12.6, Fermo 11.8, Ascoli Piceno 11.6.
LAZIO: Viterbo 12.5, Rieti 13.2, Roma 12.9, Latina 12.8, Frosinone 14.5.
ABRUZZO: L’Aquila 13.6, Teramo 12.3 Pescara 13.9, Chieti 13.
MOLISE: Campobasso 12.7, Isernia 14.2.
CAMPANIA: Caserta 11.7, Benevento 11.4, Napoli 13.4, Avellino 12.9, Salerno 12.9.
PUGLIA: Foggia 13.9, Bari 13.4, Taranto 12.4, Brindisi 12, Barletta-Andria-Trani 13.8.

BASILICATA: Potenza 13.4, Matera 13.2

CALABRIA: Cosenza 13.3. Catanzaro 16.6, Reggio Calabria 15.4, Crotone 16.5, Vibo Valentia 14.3.
SICILIA: Trapani 15.8, Palermo 15.3, Messina 15.5, Agrigento 16.4, Caltanissetta 15.2, Enna 15, Catania 12.5, Ragusa 12.6, Siracusa 12.7
SARDEGNA: Sassari 12.3, Nuoro 13, Oristano 14, Cagliari 13.1, Sud Sardegna 13.4.

Ristoranti d’Italia 2o24 “Gambero Rosso”: per la Basilicata 30 insegne

in Storie di Frutta

Ristoranti d’Italia 2024 Gambero Rosso: le nuove sfide della ristorazione d’autore. In Basilicata sono 30 le insegne del mangiare bene. Fra le trattorie Nonnandò di Tursi (MT), dove la passione per la gastronomia tradizionale lucana si allarga anche alla cura dell’orto e della vigna

 

Roma, 16 ottobre 2023 – Arriva puntale come sempre la fotografia più autorevole ed aggiornata della ristorazione italiana: è Ristoranti d’Italia 2024, la nuova Guida del Gambero Rosso giunta alla sua 34°edizione. Sono 2.485 le insegne recensite, con 324 novità. Migliori chef della ristorazione italiana sono Massimo Bottura e Niko Romito entrambi con un punteggio di 96 centesimi, raggiunti appena sotto da Heinz Beck e Enrico Crippa, mentre perde una forchetta, scivolando dall’empireo, Gianfranco Vissani.

Le Tre Forchette, con il partner TrentoDOC, sono 47 contro le 44 del 2023, di cui sette nuove. Tutte al nord come Guido di Serralunga d’Alba, l’Antica Corona Reale di Cervere, Del Cambio di Torino (che fanno salire il palmares piemontese ai più alti livelli), l’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico, l’Harry’s Piccolo di Trieste con le due eccezioni del Kresios di Telese Terme in Campania e il Pashà di Conversano in Puglia.

Presidiatissimi i grandi centri urbani, con offerte molto differenti dal grande ristorante alla trattoria, dal bistrò al wine bar, così come le mete più raccolte e isolate, sempre più spesso illuminate – per turisti veri o clienti in cerca di nuovi esercizi da scoprire – da una ristorazione di alto profilo. La Guida è un caleidoscopio di proposte per tutte le tasche e per tutti i gusti, con diverse chiavi di lettura e un piccolo cruscotto in grado di evidenziare anche il rapporto qualità prezzo di ogni cucina. Primeggia la Lombardia per numero e qualità di insegna, mentre in Piemonte aumentano felici le Tre Forchette, così come in Puglia e si assottigliano le differenze tra Nord e Sud.

“All’indomani della candidatura della cucina italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e dopo un’estate rovente tra scontrini fuori taglia e dibattiti sulla crisi del settore, nonostante i sold out” racconta Laura Mantovano, Direttore editoriale della Guida, “il compito della guida è quello di tirare le somme, cogliere tendenze, senza dimenticare di valorizzare solide realtà. Le difficoltà, a partire dalla sostenibilità economica, esistono, vanno studiati nuovi modelli, non è più tempo di formalismi ma certo è che la ristorazione d’autore dalla forte identità, in Italia, ha ancora molto da dire”.

La regione Basilicata si distingue con 30 insegne. Matera primeggia con ben 5 insegne delle 9 insignite delle Due Forchette per aver raggiunto il punteggio più elevato, come Don Alfonso 1890 – San Barbato di Lavello (PZ); Vitantonio Lombardo di Matera; Osteria San Francesco di Matera; Bramea di Palazzo San Gervasio (PZ); Dimora Ulmo di Matera; Antica Osteria Marconi di Potenza che si aggiudica anche il premio “Qualità/Prezzo”, promosso da Ferzo Wines; Baccanti di Matera; Le Bubbole a Palazzo Gattini di Matera e L’Incanto Ristorante di Venosa (PZ). Due sono i nuovi nomi che fanno il loro ingresso ufficiale nella Guida:

Lanterna Rossa – Dario Amaro di Maratea (PZ), il ristorantino con terrazza panoramica che si affaccia sull’incantevole porticciolo e che rende omaggio alla storica insegna omonima. Una cucina dove sapori internazionali e pescato locale si sposano con gli odori e i prodotti degli orti del Sud e dove i piatti creativi si alternano ai grandi classici della tradizione. Il bistrot Cibò di Potenza che, con ben due cocotte all’attivo, propone pizze, cucina tradizionale e qualche proposta rivisitata in un moderno locale che si fa vetrina dei produttori locali e del Sud. L’idea nasce da tre amici e soci: Luisa, dello storico Forno Sorelle Palese; la cuoca Ippolita Lorusso; e “Peppone”, noto volto Rai di Linea Verde. A tavola piatti della memoria come i cutturiedd, i gnummeriedd e la ciavedda. Con la carne di Podolica della premiata macelleria Abate costate, filetti anche dry aged e vari hamburger. Tra le trattorie, i Due Gamberi premiano l’Antica Cantina Forentum di Potenza, antico ristorante, ricavato da una grotta del 1500 nel caratteristico quartiere Pescarello; Stano di Matera, la trattoria famigliare nei pressi dell’affascinante complesso monastico di Sant’Antonio; Luna Rossa di Terranova di Pollino (PZ) con il suo appassionato cuoco custode delle tradizioni gastronomiche lucane e del Pollino; e

Nonnandò di Tursi (MT), dove la passione per la gastronomia tradizionale lucana si allarga anche alla cura dell’orto e della vigna.

 

GAMBERO ROSSO

Gambero Rosso è la piattaforma leader per contenuti, formazione, promozione e consulenza nel settore del Wine Travel Food italiani. Offre una completa gamma di servizi integrati per il settore agricolo, agroalimentare, della ristorazione e della hospitality italiana che costituiscono il comparto di maggior successo, a livello internazionale, per la crescita dell’economia. Unico nel suo format di operatore multimediale e multicanale del settore, Gambero Rosso possiede un’offerta di periodici, libri, guide, broadcasting (Sky 415 e 133) e web OTT con cui raggiunge professionisti, canali commerciali distributivi e appassionati in Italia e nel mondo. Gambero Rosso Academy è la più ampia piattaforma formativa professionale e manageriale per la filiera agroalimentare, della ristorazione, della ospitalità e del turismo. Gambero Rosso offre al sistema produttivo italiano un programma esclusivo di eventi di promozione B2B per favorirne il costante sviluppo nazionale e internazionale.

Pane & Nutella®incontra il pane casereccio della Basilicata

in Storie di Frutta

Pane e Nutella® incontra il pane casereccio della Basilicata. Progetto in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Nutella®, nel 2020, ha iniziato un viaggio per la promozione del turismo in Italia lavorando fianco a fianco con ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, e creando due Special Edition dal nome evocativo quanto significativo: “Ti amo Italia”, ricordando a tutti che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, ma basta guardarsi attorno, proprio dove si vive. Nutella® ha così sostituito la sua iconica etichetta con alcune foto degli scorci più belli d’Italia, andando a coprire tutte le regioni: dai borghi alle montagne, dalle isole alle città,
dalle acque cristalline ai paesaggi colorati. Dopo aver incentivato un turismo di “casa” e consapevole, la crema spalmabile più famosa al mondo ha deciso di mettere in luce una delle altre eccellenze che contraddistinguono il Bel Paese: il turismo “gastronomico”, grazie a un progetto che questa volta ha visto la collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Pane & Nutella®, questo è il suo nome, è stato pensato per offrire a tutti un viaggio nel gusto e nella tradizione regionale italiana, una vera e propria lente di ingrandimento sui pani d’Italia per riscoprire le origini, la storia e le caratteristiche non solo di un prodotto che consumiamo quotidianamente (e che troppo spesso diamo per scontato), ma anche di un vero e proprio mestiere: un’arte che porta alla luce una maestria antica, tante differenze sia tra le diverse tipologie e varietà regionali, ma anche tra i diversi forni e le differenti manualità, perché il pane è un elemento vivo, che viene personalizzato da chi lo prepara. Valorizzare la ricchezza e la varietà regionale dei pani italiani che con Nutella® hanno in comune la semplicità, la cura e la passione, è l’anima del progetto Pane e Nutella®: un racconto che vede dietro ad un semplice gesto come una fetta di pane e Nutella® a colazione, il mestiere di un panettiere, una professione sì impegnativa, ma anche un atto d’amore nei confronti del pane e di chi lo mangia ogni giorno. La scelta di Ferrero di proseguire la partnership con l’Università di Scienze Gastronomiche è dettata dalla condivisione di valori come la ricerca costante, la spinta all’innovazione e l’esaltazione della diversità, per una visione inclusiva del cibo e della gastronomia in cui ogni tipo di cucina, dalla più semplice e domestica alla più sperimentale, ha la propria importanza e autorevolezza.
Pane e Nutella® è un vero e proprio percorso di scoperta in grado di raccontare le tradizioni di tutte le 20 regioni italiane, attraverso i loro pani tipici dai più noti ai meno conosciuti, come il Ficcilatidd e il Pane Casereccio della Basilicata. Il Ficcilatidd è una soffice ciambella la cui storia si lega tradizionalmente al giorno dell’Immacolata (da qui anche conosciuto infatti come “Tarallo dell’Immacolata”) in quanto veniva consumato per placare la fame del digiuno della vigilia dell’8 dicembre. È un pane bianco dalla forma di ciambella il cui impasto è composto da farina di grano tenero, olio extravergine d’oliva, semi di finocchio, lievito e acqua. La sua crosta è sottile e dal colore chiaro e accompagna senza contrasti la mollica al suo interno. Il nome Ficcilatidd, chiamato in alcune zone anche “tortanello” ovvero “pane a ciambella”, deriva però dal latino “fiscus” ossia “canestro” che stava ad indicare proprio il recipiente in cui veniva lasciato lievitare l’impasto e che gli ha conferito la tradizionale e insolita forma.

Il Pane Casereccio della Basilicata è un pane che celebra la socialità, la sua unicità infatti deriva proprio dal ruolo che la panificazione aveva un tempo, ovvero quella di elemento di socialità prima che di mera alimentazione.

La preparazione di questo pane era infatti molto lunga e richiedeva vari giorni di lavorazione e riposo. Questo ha permesso al tempo di donare al pane le sue principali caratteristiche che ancora oggi sono rimaste inalterate: un impasto di semola di grano duro, acqua di sorgente, lievito madre e sale; una forma tondeggiante; una crosta mediamente scura, ruvida e croccante; una mollica spugnosa, morbida e dal caratteristico colore giallo paglierino.
Per conoscere tutti i pani selezionati dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è sufficiente collegarsi all’hub dedicato sul sito  dove si trovano le schede dettagliate, suddivise regione per regione, di ciascun prodotto. La nuova interfaccia mostra una cartina d’Italia cliccabile in cui sono raffigurati i pani tipici in corrispondenza della regione di appartenenza, offrendo l’opportunità ad ogni utente di navigare in modo facile e interattivo. Una volta scelta la tipologia di pane che più incuriosisce, basta selezionarlo per aprire una sezione dedicata con l’immagine della colazione in primo piano in cui sono
evidenziati dei pop-up per scoprirne curiosità, ingredienti, aspetti sensoriali, suggerimenti per il taglio e la “spalmata” perfetta, oltre ai migliori abbinamenti a colazione che non dimentichino il legame con il territorio di origine. La riscoperta delle tradizioni regionali italiane di Pane e Nutella® non si ferma solo alle tantissime varietà di pani presenti nel nostro Paese, ma si spinge oltre, raccontando anche l’antica arte dei panificatori. La loro maestria, unita alle varie tradizioni regionali, verrà raccontata in uno spot TV dove il pane è il risultato di un lavoro quotidiano realizzato dalle mani di questi artigiani del gusto, da nord a sud dell’Italia, che con la loro cura quotidiana permettono il sodalizio perfetto tra il pane – in tutte le sue forme – e la crema spalmabile più famosa al mondo, Nutella®. L’ambizione di Pane e Nutella®, però, non si ferma qui.
Nei prossimi anni, infatti, il progetto ha l’obiettivo di crescere e arricchirsi attraverso i pani d’Italia per continuare a trasmettere le tradizioni e la storia di un territorio, come quello italiano, ricco di diversità. Questo trasformerà l’hub Pane e Nutella® in un luogo di scoperta e arricchimento dove gli stessi panettieri – grandi o piccoli che siano – potranno candidare i pani tipici da loro prodotti, portando alla luce i tesori gastronomici del nostro Paese.

Segui ilMet su Instagram

Da Londra per tornare in Basilicata con Ostevia: l’osteria sulla via

in Storie di Frutta

Da Londra per tornare in Basilicata con Ostevia: l’osteria sulla via. L’idea di Lucia e Domenico

Un trasportino per cavalli trasformato in cucina itinerante. Il progetto di Lucia D’Adamo e Domenico Salomone per lasciare Londra e tornare in Basilicata

Una lucana dinamica e operosa, uno chef pugliese con esperienza trentennale, un trasportino per cavalli recuperato in una campagna londinese e tanta voglia di vivere a contatto con la natura, i ritmi lenti e la pace nel cuore.

E’ con queste premesse che nasce il progetto Ostevia – osteria sulla via – un ristorante itinerante che prepara piatti gourmet e interi catering, dall’antipasto al dolce, per allietare comunioni, compleanni, feste private e di paese. Il tutto servito in piatti di bambù per non impattare sull’ambiente.

Il progetto, finanziato nell’ambito del bando Io resto al sud, è frutto dell’ingegno e dell’esperienza di Lucia D’Adamo di Melfi e del suo compagno Domenico Salomone.

Dopo una lunga esperienza all’estero, tra cui Inghilterra, Stati Uniti e Australia, Lucia e Domenico hanno deciso di tornare in Basilicata e hanno avviato la loro impresa itinerante.

 

Per saperne di più ascolta il podcast

 

L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”

in Storie di Frutta

L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”. La sesta puntata del programma condotto da Tinto e Monica Caradonna scopre le bellezze della Basilicata. Sabato 13 maggio dalle 11.10 alle 12.00 su Rai 2 e in diretta streaming su RaiPlay

Su Instagram la gallery fotografica

Sarà dedicata alla Basilicata e in particolare alla Città dell’Olio di Ferrandina, la sesta puntata di “Pizza Doc”, il programma condotto da Tinto e Monica Caradonna che andrà in onda sabato 13 maggio alle 11.10 su Rai2 e in diretta streaming su RaiPlay. Per realizzare la puntata, la troupe della trasmissione ha incontrato l’archeologo Antonio Pecci che ha raccontato la storia della città che sorge in collina su una delle sponde del fiume Basento, nella provincia di Matera. Qui, da sempre la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio extravergine di oliva sono una particolarità di questo territorio; testimonianza “vivente” di una storia millenaria è il cosiddetto “Patriarca”, un albero di circa duemila anni. Considerato l’ulivo più vecchio della Basilicata, con i suoi 8 metri di circonferenza, giganteggia nel cuore di un antichissimo uliveto, a poca distanza dal luogo dove sono stati rinvenuti i resti di un frantoio oleario del IV secolo a.C.
L’approfondimento è proseguito con Pietro Bitonti, presidente di Assoprol Basilicata, che ha parlato dell’oliva “Majatica” figlia del clima e prodotto storico. Diffusa solo nel Comune di Ferrandina e nelle zone limitrofe, dà un olio extravergine di colore giallo-oro con riflessi verdi dal sapore particolarmente delicato e debolmente fruttato. Bitonti ha anche spiegato come, oltre alla produzione dell’olio, Ferrandina abbia raggiunto notorietà internazionale per la produzione delle famose olive infornate. Le prime testimonianze scritte sulle olive
infornate risalgono al 1700, ma tuttora la lavorazione avviene secondo il metodo tradizionale che prevede una prima scottatura in acqua per pochi minuti e una successiva salagione a secco per un breve periodo. Le olive, parzialmente disidratate, sono sistemate su graticci e avviate “all’infornata” negli essiccatoi. La tecnica di lavorazione delle olive infornate di Ferrandina accentua la naturale sapidità dei frutti, ma mantiene al tempo stesso la dolcezza caratteristica della majatica. Con l’olio EVO di Ferrandina gli chef pizzaioli Luca Fusacchia di “Bordo Pizzeria” e Gianluca Graci di “Fauzzeria” dovranno ideare e creare un antipasto e una pizza con a disposizione tre ingredienti base svelati all’ultimo secondo. Durante la preparazione Monica Caradonna, racconterà gli ingredienti scelti, facendoci scoprire i territori di origine attraverso aneddoti e curiosità, approfondendone gli aspetti organolettici,
nutrizionali e storico-geografici. La trasmissione si concluderà con l’assaggio dei piatti preparati dai maestri dell’arte bianca e il brindisi finale dedicato alle eccellenze italiane.
Queste le ricette della puntata: come antipasti sono previsti un bagel con l’impasto del culluriello preparato da Luca Fusacchia e una rivisitazione del Culluriello di Gianluca Graci; come pizze invece “Dalla terra al mare” di Luca Fusacchia e la “Zuppa di speranza” di Gianluca Graci. “Con questa iniziativa, abbiamo l’opportunità di far conoscere al grande pubblico le eccellenze olivicole italiane e le oltre 500 cultivar italiane, uno straordinario patrimonio di sapori e valori da salvaguardare e riscoprire che caratterizza la nostra identità culturale e ci rende unici al mondo" ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio: “Vogliamo far capire ai consumatori quanto è importante saper scegliere l’olio Evo da mettere in tavola e quanto è necessario proteggere il territorio dal rischio abbandono, dando nuovo slancio all’oleoturismo”. “La nostra città – ha dichiarato il sindaco di Ferrandina Carmine Lisanti- è orgogliosa di essere protagonista di “Pizza Doc”. Cogliamo sempre con entusiasmo, tutte le occasioni che ci permettono di mostrare e far conoscere le bellezze della Basilicata e del nostro territorio. La nostra terra è piena di sorprese e l’oleoturismo può essere un’opportunità ulteriore di conoscenza dello straordinario patrimonio storico e gastronomico di Ferrandina.” La prima tappa della puntata è in provincia di Siena con il prosciutto toscano, per conoscerne la storia
secolare. Si prosegue poi con il culluriello, uno dei simboli della Calabria, per vedere quanto questo prodotto, semplice e veloce da preparare, è radicato nelle tradizioni popolari. Ci si sposta in Abruzzo, dove l’impegno degli agricoltori permette la produzione di un prodotto delicato come il fagiolo tondino del tavo. E infine si arriva a Ferrandina, in Basilicata, dove le sue olive oltre a fornire un olio caratteristico della regione vengono servite anche infornate. La puntata si conclude nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, dove il lavoro dei viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario davvero unico, come il vino che vi viene realizzato.

Segui ilMet su Instagram

Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”

in Storie di Frutta

Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”. A Ferrandina (MT), Grassano (MT), Missanello (PZ), Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ), Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

 

L’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale Città dell’Olio prevede: corsi di assaggio, laboratori didattici, incontri con olivicoltori, reading di poesie a tema olio, musica dal vivo all’ombra degli ulivi al tramonto. E per la prima volta sono gli olivi attraverso i loro olivicoltori a raccontarci la loro storia millenaria

 

Basilicata protagonista della terza edizione de “La Merenda nell’Oliveta” l’attesissimo evento organizzato dall’Associazione nazionale Città dell’Olio con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con LILT che si terrà in 100 Città dell’Olio italiane fino al 18 giugno.

Una iniziativa nata per promuovere il turismo dell’olio attraverso un’esperienza unica ed emozionale di convivialità da vivere immersi nel paesaggio olivicolo, seduti all’ombra degli olivi, avvolti dai colori caldi del tramonto.

Quest’anno per la prima volta oltre alle degustazioni di olio EVO e alla tradizionale bruschetta, ai mini-corsi di assaggio e ai laboratori didattici per bambini, ai reading di poesie a tema olio e alla musica dal vivo, allo yoga sotto gli ulivi, tra le originali attività previste ci sarà anche uno storytelling molto speciale in cui saranno gli olivi a parlare attraverso la voce degli olivicoltori per raccontarci la loro storia millenaria.

Sono 9 le Città dell’Olio lucane nelle quali si svolgerà la Merenda: Ferrandina (MT) il 27 maggio, Grassano (MT) il 27 maggio, Missanello (PZ) l’8 maggio, Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ) il 17 giugno, Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

“La Merenda nell’Oliveta è un evento sempre molto atteso. Il trend è in crescita: quest’anno le Città dell’Olio che hanno organizzato la Merenda sono sempre più consapevoli della necessità di investire sull’oleoturismo – ha dichiarato Michele Sonnessa Presidente delle Città dell’Olio – i nostri borghi sono meta di un turismo di comunità. I visitatori sono in cerca di esperienze uniche legate al mondo dell’olio per questo abbiamo deciso di far parlare gli olivi secolari e millenari che sono il fiore all’occhiello del nostro patrimonio olivicolo, attraverso la voce delle persone che se ne prendono cura: gli olivicoltori. Così pensiamo di avvicinare le persone a questa straordinaria coltura che a causa dell’abbandono in alcune zone del Paese rischia di scomparire. Ci vuole tanto amore e tanta cura per conservare l’immenso patrimonio di cui disponiamo e noi abbiamo il dovere di valorizzare l’impegno dei nostri olivicoltori”.

“La Merenda è una bella occasione per visitare i nostri borghi e prendersi del tempo per se stessi all’ombra dei nostri oliveti ma è anche un modo per imparare a riconoscere le caratteristiche del nostro olio e degustarlo in compagnia” ha dichiarato il consigliere nazionale Carmine Lisanti.

“Le Città dell’Olio lucane hanno risposto con entusiasmo alla nostra chiamata. Eventi come questi sono un’opportunità preziosa per far conoscere ai cittadini e ai turisti gli oli EVO del territorio e per fare cultura dell’olio mostrare le bellezze del paesaggio olivicolo” ha concluso Pasquale Dimatteo Coordinatore regionale delle Città dell’Olio lucane.

 

Segui ilMet su Instagram

Sagra della Fragola a Scanzano Jonico: “l’obiettivo è farne la fiera più importante d’Italia”

in Storie di Frutta

Sagra della Fragola a Scanzano Jonico: “l’obiettivo è farne la fiera più importante d’Italia”. Su Instagram la gallery fotografica dell’iniziativa

Per capire che la prima Sagra della Fragola di Scanzano Jonico sarebbe stato un successo sono due gli aspetti da considerare: dopo mezz’ora dall’inizio dell’evento Corso De Gasperi era pieno. Poi, il giorno dopo, cioè il 30 Aprile 2023, nemmeno la pioggia – a tratti insistente – ha bloccato il viavai dai tanti stand presenti. L’appuntamento, che “confina” con la festa patronale cittadina, ha riscosso un grande successo e ha seminato entusiasmo in città, un’energia che si spera darà vita dopo gli anni della pandemia e delle difficoltà ad essa connesse, ad un rilancio della città.

Il Comitato Feste, la Parrocchia, le aziende produttrici, “donne e uomini che si sono messi a disposizione”, come ha precisato Don Antonio Polidoro (nella foto d’apertura con Valchirio Piraccini), parroco di Scanzano Jonico che con la parrocchia e l’aiuto di Valchirio Piraccini hanno dato vita e reso possibile l’appuntamento.

“La sagra della Fragola e la festa patronale sono la testimonianza che la Chiesa sta per la strada e non è affatto chiusa in se stessa”, ha commentato Don Antonio.

E, ancora: “Già a dicembre scorso avevamo maturato l’idea, abbiamo voluto mettere insieme le cose per dare entusiasmo al territorio e valorizzare la sua vocazione agricola”.

“La comunità ha gradito e ha partecipato oltre ogni aspettativa e c’è già fermento per la prossima edizione. Ci sono state due cose che mi hanno fatto molto riflettere: alle 16.30 di ieri (29 Aprile, primo giorno di fiera, ndr) c’era già gente, Corso De Gasperi era già pieno. E oggi (30 Aprile, ndr) nonostante la pioggerellina insistente c’è ancora gente in giro a riempire gli stand”, così Don Antonio quando erano le 21.30 del 30 Aprile.

“La sagra è riuscita nei migliori dei modi, si è dimostrata un valido canale per lanciare valori come il bene comune, la solidarietà, la promozione del territorio e anche quello della giustizia. Desidero con tutto il cuore che ci sia la seconda edizione, non può restare un’opera incompiuta. Sono sicuro che ci sarà e avremo la partecipazione di tanti, anche di coloro i quali questa volta erano un po’ titubanti. Ma anche a loro va il nostro ringraziamento. Spero di avere, ancora una volta, aiuto reale dalle istituzioni”.

“La prima sagra della fragola di Scanzano Jonico è ‘figlia’ della torta più lunga del mondo entrata nel guinness dei primati. La pandemia si è messa di mezzo, ma quando quest’anno ci siamo visti a Dicembre ci siam detti che questo sarebbe stato l’anno buono”, così Valchirio Piraccini.

“Sono un ex attore delle fragole in questa zona, da quattro anni sono in pensione e ho cessato l’attività. Abbiamo scelto questo periodo perché è noto che proprio in questa fase si avverte la ‘crisi’, quindi si è pensato di sfruttare questa fase di flessione per dar vita a un evento capace di dare pubblicità, anche al nord, nella vendita della fragola coltivata in Basilicata”.

“La collaborazione con il parroco, che è un vulcano, persona precisa, squisita e intelligente, ha fatto sì che partisse la fase organizzativa. L’obiettivo è apportare i necessari correttivi, migliorare, coinvolgere quelli che non hanno potuto partecipare e nei prossimi 3 – 5 anni diventare la fiera più importante d’Italia della fragola in Basilicata. Coinvolgere tutto il territorio e far sì che Scanzano Jonico accolga in tutte le strade un evento epocale”.

“Essere qui, a Scanzano Jonico, è un piacere. Sono cittadino benemerito di Scanzano Jonico e mi sento uno scanzanese”, ha concluso Piraccini.

Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva

in Storie di Frutta

Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva: le ricette vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Le cuoche professioniste della Basilicata possono mettersi alla prova partecipando all’appassionante sfida ai fornelli. Le ricette che valorizzano gli oli extravergine di oliva finalisti dell’Ercole Olivario 2023 vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Anche le cuoche professioniste della Basilicata hanno tempo fino al 10 maggio per iscriversi alla terza edizione di “Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine di oliva”, il concorso nazionale che valorizza la creatività delle chef professioniste promuovendo l’impiego in cucina dell’olio extra vergine d’oliva di alta qualità. La partecipazione al concorso, organizzato dal Comitato di Coordinamento del Premio Ercole Olivario e dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio, in partnership con Lady Chef (Dipartimento femminile della FIC – Federazione Italiana Cuochi) e la collaborazione tecnica dell’Università dei Sapori di Perugia, della Fondazione EVOO SCHOOL, del programma televisivo Agrisapori e di Italia a Tavola, consentirà anche alle cuoche professioniste della Basilicata di mettere alla prova il proprio talento e la propria capacità creativa, elaborando ricette che non solo esaltino le qualità organolettiche di uno degli oli finalisti alla XXXI edizione del Premio Nazionale Ercole Olivario e della II edizione de La Goccia d’Ercole, ma che siano anche in grado di valorizzare l’impiego di prodotti tipici della Basilicata, coniugando al meglio la tradizione gastronomica lucana con un utilizzo innovativo e originale degli ingredienti necessari alla ricetta proposte.

Iscriversi al concorso Extra Cuoca significherà, quindi, per le cuoche partecipanti affrontare una sfida appassionante e ricca di emozioni che persegue un duplice obiettivo: attribuire il meritato valore alla professionalità delle cuoche iscritte che, nelle loro creazioni, dovranno trovare il giusto equilibrio tra fedeltà alla tradizione e slancio creativo, evidenziando il ruolo dell’olio e.v.o. in cucina non come semplice condimento, bensì come vero e proprio ingrediente dei piatti proposti, da abbinare correttamente agli altri prodotti utilizzati; far conoscere alla platea dei consumatori le potenzialità legate all’uso consapevole dell’olio e.v.o. italiano di qualità, rafforzando l’incontro e l’interscambio tra il mondo della produzione e il settore della ristorazione, comunicando la capacità dell’olio di farsi strumento di promozione anche turistica della bellezza dei territori delle Regioni italiane da cui proviene.

Le cuoche professioniste potranno iscriversi gratuitamente entro mercoledì 10 maggio 2023, compilando il modulo on line di iscrizione (disponibile, insieme al regolamento, al sito extracuoca).

Per info contattare la Segreteria Organizzativa del Concorso “EXTRACUOCA” c/o Promocamera – Azienda Speciale Camera di Commercio dell’Umbria Tel. 075.9660.589 – 639 extracuoca@umbria.camcom.it.
Le partecipanti avranno la possibilità di inviare un massimo di quattro ricette, una per ciascuna delle quattro categorie in gara: Antipasti e altre preparazioni (finger food, contorni, torte salate, tramezzini, cocktail), Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci. Gli elaborati, completi di foto del piatto finito, verranno poi sottoposti al vaglio di una Giuria di esperti multidisciplinare – presieduta da Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e composta da Alessandra Baruzzi, Cuoca e Coordinatrice Nazionale Lady Chef; Giuseppe Capano, Chef dell’olio e scrittore-divulgatore; Gianna Fanfano, cuoca e segretaria generale di Lady Chef; Antonietta Mazzeo, Assaggiatrice esperta di olio e giornalista; Martina Rusconi Clerici, Imprenditrice e membro del direttivo Associazione Nazionale Donne dell’Olio; e Fabrizio Salce, Giornalista enogastronomico; – che attribuirà loro un punteggio attenendosi a sette parametri: l’attenzione prestata al profilo sensoriale dell’olio prescelto, la cura nella scelta degli ingredienti utilizzati, la valorizzazione dei prodotti locali, la gradevolezza desumibile dalla descrizione della ricetta, l’aspetto estetico valutabile dalla foto del piatto, la salubrità e il profilo nutrizionale del piatto proposto e infine l’originalità, creatività e innovazione come valori aggiunti.

Una volta formata la graduatoria, si procederà alla fase successiva di proclamazione delle finaliste, che parteciperanno alla “Sfida ai fornelli” finale, dove eseguiranno, in presenza presso l’Università dei Sapori a Perugia, le loro preparazioni davanti a un commissario di cucina.
La Giuria delle finali, composta da un tecnologo alimentare, con funzioni di Presidente, tre giudici internazionali di cucina, un assaggiatore d’olio oliva e un commissario di cucina, assaggerà i piatti ed esprimerà il proprio giudizio assegnando un punteggio sulla base di specifici criteri di valutazione: la Mise en place e pulizia, la valorizzazione dell’olio extravergine utilizzato, la preparazione professionale, la gestione degli scarti alimentari e sostenibilità, l’aspetto estetico e servizio, e il gusto (sapore gradevole in armonia con il tipo di alimento impiegato e uso corretto dei condimenti). A seguire la proclamazione le 8 cuoche vincitrici, la prima e la seconda classificata per ogni categoria di gara.
Extra Cuoca, primo concorso in Italia a premiare cuoche professioniste di eccezionale talento, punta anche ad affinare la conoscenza degli oli e.v.o. di qualità, promuovendo uno specifico percorso di formazione dedicato alle partecipanti, destinato a svolgersi secondo diverse modalità di fruizione parallelamente alle fasi del concorso, con focus sulle caratteristiche sensoriali degli oli extravergine, aspetti nutrizionali, usi dell’olio in cucina ed abbinamenti in sala, biodiversità legata al territorio di produzione e tecniche di conservazione del prodotto. Un’attenzione particolare sarà poi riservata alla promozione delle singole cuoche partecipanti, attraverso interviste e contenuti diffusi sui canali social e sui media.

Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

in Storie di Frutta

Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

L’edizione 2023 della Guida agli Extravergini offre uno spaccato dell’olio lungo la penisola, preciso, completo e ricco di particolari di un comparto centrale della nostra cultura, agricoltura e gastronomia. Pubblicata con il sostegno di Ricrea e Biodea, la guida recensisce 766 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (126 novità a testimonianza di un settore vivace) e 1227 oli tra gli oltre 1600 assaggiati. Cresce il numero delle aziende (indicate con la foglia) che certificano in biologico l’intera filiera (ben 531 gli oli segnalati) e aumentano gli oli (175) del Presidio degli Olivi secolari (riconoscibili dalla chiocciola di Slow Food). Non mancano i riconoscimenti classici: la Chiocciola grande grigia indica le aziende (40) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio (81), indicato con il disegno dell’Oliva, è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il Grande Olio Slow (124), riconoscibile dalla scritta slow in campo verde, premia l’attività delle aziende che adottano pratiche agronomiche sostenibili per l’ambiente e per il lavoratore.
Le regioni del Sud Italia

Siccità prolungata, piogge torrenziali e attacchi della mosca olearia: sono molteplici i fattori che hanno influenzato la campagna olearia 2022 del Sud Italia. In Campania, la perdurante siccità ha creato condizioni difficili in fioritura e allegagione, tuttavia, la quantità di frutti è stata soddisfacente in tutta la regione. Le piogge torrenziali di inizio agosto, con frequenti episodi di grandine, in alcuni territori hanno creato gravi danni anche agli olivi. La campagna olivicola della Puglia è iniziata sotto i migliori auspici, con abbondanti fioriture in tutta la regione, ma non sono mancate la flessione produttiva e le difficoltà dovute a stress idrico, elevata umidità e moliture precoci, che hanno risparmiato cultivar organoletticamente più performanti, come Coratina e Peranzana.

In Basilicata si è assistito a un netto calo rispetto all’annata precedente, complici i ripetuti attacchi della mosca, che hanno spinto molti produttori a lasciare sugli alberi le drupe compromesse.

L’andamento negativo è stato più o meno lo stesso in tutti i distretti olivicoli, senza differenze sostanziali tra le zone pianeggianti e l’alta collina. Dopo l’eccellente campagna olearia dello scorso anno, in Calabria si è ripresentata l’ennesima annata nefasta, causata da temperature elevate, prolungata siccità e massivi attacchi di mosca. Problematiche che tuttavia non hanno scalfito lo spirito di sacrificio, la passione e le capacità imprenditoriali degli olivicoltori calabresi, attenti al valore delle produzioni di qualità e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. In Sicilia l’olio continua a godere di una fama qualitativa meritata, ma la produzione regionale continua a calare. Il quadro è peggiorato dall’aggravarsi delle difficoltà economiche che, nell’ultimo anno, hanno determinato un aumento generale dei costi. Conferma infine un leggero calo la produzione olivicola della Sardegna, dove da diversi anni il cambiamento climatico sta normalizzando eventi sfavorevoli: lunghi periodi di siccità, accompagnati da venti di scirocco sempre più frequenti nel periodo di fioritura e allegagione e periodi piovosi alla raccolta.

 

I riconoscimenti

La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Sud Italia, ne sono state assegnate 13.

Basilicata
Evo Alampresse di Frantoio Oleario Alamprese, Venosa (Pz)
Fontana dei Santi di Luciano Pepe, Albano di Lucania (Pz)
Cenzino – Coratina e Cenzino – Ogliarola del Bradano di Vincenzo Marvulli, Materia (Mt)

1 2 3 8
Torna su