Archivio categoria

Storie di Frutta

LA VIDEO-INTERVISTA. “Ginuino”, è nato il primo gin della Basilicata

in Storie di Frutta

POLICORO. La Basilicata ha il suo gin: parola di Ginuino. Ben dodici essenze, di cui 6 rese note e una bottiglia dal design originale e caratterizzante, appena introdotta. “Ha il sapore della Basilicata, dai monti al mare. L’idea è nata passeggiando per le vie e i sentieri della nostra amata regione”, hanno spiegato Leonardo Lufrano, Rocco Rizzello, Alessando Renò , Giovanni Manolio.

“Quando abbiamo assaggiato per la prima volta il nostro gin ci siamo detti: strano come una terra che ha mai prodotto gin, abbia tutte le erbe per crearne uno così buono”.

Un progetto genuino come l’amicizia che lega i quattro ragazzi di Policoro uniti dalla passione per il “bere di qualità” e “la voglia di sperimentare”.

“Abbiamo iniziato ad accostare vari ingredienti, raccogliendoli di persona. Abbiamo passeggiato, esplorato lungo le costa jonica e quella tirrenica, staccando bacche di ginepro dondolate dalla brezza del mare o quelle sulle creste del Pollino, inebriati dal profumo dei fiori e delle erbe selvatiche, con un cestino sotto il braccio”, hanno raccontato i quattro.

Che hanno poi spiegato il progetto imprenditoriale nella sua globalità: “GinUino è la costola distillata di un progetto più grande: Genuino. “Genuino” porta sulle tavole di tutta Italia prodotti tipici lucani preparati così come vuole la tradizione, con lo stesso spirito nasce GinUino, ricetta classica, come riportato sugli antichi ricettari inglesi, materie prime selvatiche non trattate e produzione artigianale”.

Ma quali sono le essenze “note”?

Camomilla, peperone crusco, ginepro, origano, foglie di ulivo e liquirizia”.

“Le altre sono  segrete o meglio: bisogna assaporare e cercare di scoprirle”.

Fragole e solidarietà: le fragole del Metapontino contro la violenza

in Storie di Frutta

Attraverso la vendita delle fragole del Metapontino in questi giorni si punta a sostenere un centro anti-violenza: il nostro ruolo è stato quello di mettere in contatto un giovane imprenditore agricolo di Scanzano Jonico,  Michele Di Tursi con l’associazione fiorentina, condividendo lo spirito benefico dell’iniziativa

 

MATERA – L’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli della Basilicata e Party Society associazione che riunisce giovani imprenditori, manager e professionisti, famosa per l’organizzazione delle feste più esclusive di Firenze, uniscono il Metapontino e il Capoluogo Toscano con il progetto benefico “Strawberry Fields Forever” che attraverso la vendita delle fragole del Metapontino in questi giorni punta a sostenere un centro antiviolenza. “Creare relazioni è una delle priorità di AGIA-CIA – commenta Rudy Marranchelli Presidente Regionale – il nostro ruolo è stato quello di mettere in contatto un giovane imprenditore agricolo di Scanzano Jonico,  Michele Di Tursi con l’associazione fiorentina, condividendo lo spirito benefico dell’iniziativa. La fragola rappresenta un’eccellenza della nostra regione grazie all’impegno e alla dedizione degli agricoltori e tutti gli operatori impegnati nella filiera. Tante le donne impegnate nel settore e con il progetto si punta a celebrare soprattutto loro, senza nessuna discriminazione sociale”.

” Celebriamo tutte le donne di ogni età, nazione e religione. Destineremo i proventi per finanziare Artemisia, un’associazione di Promozione Sociale – Onlus che ha sede a Firenze e garantisce assistenza a donne, bambine e bambine che subiscono violenza e ad adulti che hanno subito violenza nell’infanzia – comunicano i soci di Party Society sottolineando – che l’associazione celebra tutti i giorni le cose davvero importanti come il diritto a una Vita priva di violenze. Solidarietà a chi ne ha davvero bisogno.”  Party Society è un’associazioni senza scopo di lucro che raduna 50 amici, imprenditori, con la voglia di organizzare feste diverse dal normale per i propri amici, ogni volta con un tema diverso. “In un momento come questo – prosegue Gullo –, durante il quale non si possono organizzare eventi di nessun genere, abbiamo deciso di reinventarci e proprio nella solidarietà abbiamo trovato un nuovo spirito associazionistico”. Così gli imprenditori di Party Society hanno deciso di ritrovarsi tutti insieme, distanti ma uniti nell’obiettivo di “fare solidarietà”, trovando nell’AGIA di Basilicata un partner affidabile, attendo alle politiche e iniziative di sostenibilità ambientali, economiche e sociali.

Le Nonne chef diventano social con “Le Ricette della tradizione”

in Storie di Frutta

“Chiediamo a tutte le nonne d’Italia e non solo di inviarci le ricette tipiche del luogo di origine per dar vita alla più grande community social di nonne che hanno voglia di raccontare e raccontarsi”

“Uniamoci per emozionare ed emozionarci” è l’appello rivolto alle nonne d’Italia      per  condividere su Facebook i piatti tipici, la più grande ricchezza dei nostri borghi

Le Nonne Chef non si lasciano fermare dal Covid19. “Uniamoci per emozionare ed emozionarci con gli oltre ottomila piatti tipici che sono la più grande ricchezza dei nostri borghi “ è l’appello che le Nonne chef lanciano a tutte le nonne d’Italia. La “fase 2”, dettata dal Governo, diventa occasione per rilanciare l’impegno preso con la CIA Agricoltori Italiani, alla presenza delle istituzioni regionali, di valorizzare e tutelare i piccoli comuni e l’agroalimentare tradizionale italiano. Nel rispetto dei protocolli di sicurezza, lo strumento diventa la “rete”. Luogo d’incontro e scambio tra comunità, con il cibo a fare da ponte tra generazioni e territori.

Le Ricette della tradizione – scambio tra comunità” è il progetto social che l’associazione Nonne chef lancia, nello spirito della diffusione della buona pratica di valorizzare i luoghi attraverso il cibo e la buona tavola. Partecipare è semplicissimo. Se sei una nonna scegli una ricetta tipica, che ha un significato o un legame particolare con il tuo territorio o per la tua famiglia; racconta la storia del piatto o quello che rappresenta per te; indica gli ingredienti e le dosi; descrivi la ricetta con tutti i passaggi, le temperature e i tempi di cottura; fatti scattare una foto tra i fornelli; invia tutto all’indirizzo mail nonnechef@gmail.com  o su Messenger indicando nell’oggetto: “Le Ricette della tradizione”e nel testo “La sottoscritta (nome, cognome,data di nascita, e comune di residenza) autorizza l’associazione Nonne Chef all’utilizzo delle immagini e della ricetta per la pubblicazione sui social, sito internet e stampati”.

Tutte le ricette saranno pubblicate sulla pagina facebook @lenonnechef e, chissà, successivamente anche su un ricettario.

“Partendo dalla Basilicata – spiega la presidente dell’associazione Tiziana Fedele – chiediamo a tutte le nonne d’Italia e non solo di inviarci le ricette tipiche del luogo di origine per dar vita alla più grande community social di nonne che hanno voglia di raccontare e raccontarsi. Mai come in questo periodo, tutti ci siamo cimentati nel preparare piatti tipici legati alla nostra tradizione culinaria. Abbiamo scelto di creare con le nostre mani, di riprendere le antiche ricette della cucina “antispreco” e le abbiamo condivise sui canali social. Allora, è l’idea condivisa con Rudy Marranchelli,  perché non coinvolgere anche le nostre nonne in questa piazza virtuale e condividere con loro, con spirito di resilienza, esperienze e storie, in attesa di tornare riunirci quanto prima tutti insieme intorno a un buon piatto fatto con amore”.

“La riscoperta delle ricette culinarie di un tempo e la valorizzazione degli antichi mestieri- ha sottolineato il presidente nazionale della CIA Agricoltori Italiani Dino Scanavino – sono elementi di forza su cui scommettere e investire. Del resto la capacità di mettere a sistema relazioni tra le risorse territoriali e di innescare percorsi progettuali sostenibili a esse riconducibili, è oggi la via obbligata di sviluppo delle aree rurali. In tale ambito, le nonne sono i primi custodi di quei saperi e di quelle tradizioni senza le quali nessun processo di sviluppo sostenibile è prefigurabile”.

 

I “rascatelli” della Basilicata nel paniere d’Italia”

in Storie di Frutta

 

I tipici “Rascatielli” lucani entrano di diritto nel “Paniere d’Italia”, uno strumento – promosso da Italive.it e sostenuto da Autostrade per l’Italia, in collaborazione con Consumerlab – che seleziona e raccoglie le eccellenze alimentari più apprezzate dai consumatori e dalla critica, e che porterà in giro per il mondo la conoscenza di cibi e bevande tipici delle regioni italiane.

73.488 consumatori, critici, esperti ed amanti del cibo di tutta Italia hanno infatti votato online e individuato 40 prodotti locali che, su un totale di 1.025 beni enogastronomici in gara, vanno ora a comporre il “Paniere d’Italia”.

Tra i prodotti vincitori inseriti nel paniere anche una eccellenza della Basilicata: la Pasta Rascatielli prodotta a Chiaromonte (Pz) dalla ditta Lucanella Srl

Ora il prodotto e il comune dove viene realizzato saranno al centro di una campagna promozionale che porterà la conoscenza del territorio in giro per il mondo, e verranno valorizzati con apposite attività sul fronte turistico ed enogastronomico.

I sindaci dei comuni vincitori saranno inoltre premiati a Roma, insieme ai produttori, nell’ambito di un evento nazionale che si terrà nei prossimi mesi allo Stadio di Domiziano, piazza Navona, in concomitanza al Premio Italive patrocinato dal Ministero dell’Ambiente.

Il progetto denominato “EATALIVE” è promosso da Italive.it, iniziativa sostenuta da Autostrade per l’Italia, in collaborazione con Consumerlab, che da otto anni promuove gli eventi che animano il territorio. Per info e dettagli www.paniereditalia.it

La FruitHydroSinni a Pordenone al Novelfarm il prossimo 19 Febbraio

in Storie di Frutta

POLICORO. La FruitHydroSinni il prossimo 19 Febbraio sarà a Pordenone al Novelfarm, la mostra-convegno internazionale dedicata alle “nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming”. La partecipazione di Anna Cirigliano e Ivan Santarcangelo, rispettivamente CEO e responsabile della produzione dell’azienda, è in programma nell’ambito della sessione intitolata “Soilless market” nel corso della quale saranno affrontati argomenti che vanno dai “consumi in Italia della IV Gamma”, “economia circolare”, “le analisi del DNA per una filiera sicura e di qualità”, “il sistema di coltivazione indoor a cm 0”.

La FruitHydroSinni è una realtà aziendale che opera nel Metapontino e si occupa di coltivazione con il supporto di studi specializzati che, come hanno spiegato Anna e Ivan sulle pagine del sito web aziendale: “ hanno permesso di trovare una soluzione efficace non solo per eliminare il nichel e l’istamina ma tutti gli altri metalli pesanti”.

Anna Cirigliano e Ivan Santarcangelo hanno così commentato la partecipazione in quella che è una vetrina autorevole del settore: “Sollecitare la curiosità dei consumatori, fornire tutte le spiegazioni necessarie e condividere in quella sede l’innovazione rappresentata dalla FruitHydroSinni sia nel modo di coltivare, sia in quello di commercializzare”, ha detto Ivan Santarcangelo. Che poi ha aggiunto: “Le analisi sui nostri prodotti sono eccellenti, sia per quanto riguarda il nichel, infatti sono “stop nichel®”, cioè alimenti testati in cui il loro rapporto risulta non rilevato: “assenza” di nichel; sia in particolare per l’istamina (stop istamina®) che non è né contenuta, né deliberata nei semi. Come è noto, per natura qualsiasi pomodoro dovrebbe contenere istamina, i nostri invece no. Le analisi – fatte in laboratori specializzati – dimostrano inoltre l’assenza di altri metalli nei nostri prodotti”, ha detto Ivan.

Per quanto riguarda la commercializzazione, Anna Cirigliano ha aggiunto: “Abbiamo un e-commerce, quindi vendiamo i nostri prodotti attraverso il sito web aziendale. Abbiamo iniziato da una semplice pagina sul social network  che è tuttora attiva e utilissima per rispondere alle tante domande e curiosità che giungono dai nostri clienti affezionati e che quotidianamente lasciano commenti e feedback molto positivi sul nostro lavoro. Inoltre, diamo molta attenzione al packaging, verifichiamo con precisione l’intero procedimento di vendita per accertarci che le consegne avvengano nei tempi e nei modi giusti”.

Anna Cirigliano ha infine spiegato: “La filiera corta che abbiamo creato sta praticamente azzerando il ‘fermo deposito’ perché il prodotto viene raccolto la mattina e spedito per raggiungere i destinatari in tutta Italia nel giro di 24, 48 ore. Seguiamo il pacco e se riscontriamo anomalie interveniamo. Attualmente spediamo pomodori, fragole, sedano, prezzemolo, basilico, piselli, broccoli, rape, melanzane, cipolle, carote, conserve e confetture stop nichel® e stop istamina®”. Il prossimo 19 Febbraio, sulla pagina Facebook aziendale sarà possibile seguire in diretta l’intervento dalle 11:30.

Il Club Candonga progetta il futuro: nel marchio Candonga Fragola Top Quality nuove varietà selezionate di fragole oltre ai lamponi e alle more

in Storie di Frutta

L’annuncio nel corso dell’incontro a Policoro “Fragole & Berries: produzione, mercato e prospettive future”

Si apre un ciclo nuovo per il consorzio di valorizzazione Club Candonga, ad annunciarlo è l’attuale presidente, l’imprenditore Rocco Zuccarella:

“La storia del Club Candonga ha portato grandi risultati, ha consolidato un marchio che è riuscito a posizionarsi facendo così uscire dall’anonimato la pregiata Candonga Fragola Top Quality®, che si è consolidata come prodotto di fascia premium price.  Ora è importante ampliare gli orizzonti del Consorzio, anche sulla scorta della vivacità che viene dal comparto varietale che si occupa di berries e che rende concreta e attuale la possibilità di estendere il calendario produttivo.  Puntare alla precocità – avendo a disposizione anche altre varietà di fragole, lamponi e more – offrirà senza dubbio maggiori opportunità di lavoro e occupazione  alle risorse che a vario titolo sono occupate nell’indotto che ha già numeri straordinari e che potrebbero continuare a crescere.

Rocco Zuccarella ha poi precisato: “A breve sarà quindi istituito un comitato tecnico scientifico che provvederà alla selezione di quelle varietà di berries (fragole, lamponi e more)  che sapranno affermarsi per le qualità organolettiche, il gusto, la rusticità della pianta capace di adattarsi alle caratteristiche climatiche degli areali del Metapontino e più in generale dei territori del Mediterraneo”.

Rocco Zuccarella ha infine aggiunto: “Questa nuova fase avrà come punti di forza la ricerca qualitativa continua, la sostenibilità, l’eticità della produzione. Come sta già accadendo con Candonga Fragola Top Quality, il concetto di qualità sarà declinato in tutte le forme possibili e più avanzate”.

Arriva sul mercato Rossetta, la nuova fragola di Nova Siri Genetics

in Storie di Frutta

Il 2020 di Nova Siri Genetics, società di ricerca e sperimentazione di nuove varietà vegetali, con sede a Nova Siri (Matera), in Basilicata, si apre con la diffusione sul mercato di una nuova varietà di fragola (NSG 120), nome commerciale Rossetta®. Precocità, produttività e lunga vita commerciale sono i punti di forza di questa new entry nel  panorama varietale della fragolicoltura mediterranea.

«Ottenute da incroci naturali nel centro ricerca di Nova Siri Genetics  – spiega Nicola Tufaro, genetista e fondatore della società – le piantine di Rossetta® sono state moltiplicate in vivai di altura in Spagna e Polonia, estirpate a metà ottobre, inviate nelle varie aree produttive del mediterraneo (Sud Italia e Huelva in Spagna) ed entrate in produzione dopo circa 60 giorni dalla piantagione, nella terza decade di dicembre».

I frutti di Rossetta® sono di straordinaria bellezza:  forma conica allungata, media grandezza, colore rosso brillante, superficie vellutata e resistente alle manipolazioni e alla conservazione. Una fragola che si distingue rispetto alle altre cultivar in produzione nei mesi invernali per le eccellenti caratteristiche organolettiche, come la polpa rossa, consistente e  con un giusto equilibrio acidi-zuccheri. Una varietà innovativa che consente  ai produttori dell’area mediterranea di utilizzare piante fresche, allargare il periodo di produzione, a partire dai mesi invernali e fino a primavera inoltrata, garantendo al mercato una fragola di altissima qualità. Rossetta®, come tutte le altre varietà di Nova Siri Genetics, sono commercializzate in esclusiva sul territorio nazionale italiano dalla Primi Frutti Srl.

Il 2020 è un anno importante per Nova Siri Genetics. Infatti per far conoscere la sua attività e le sue varietà, parteciperà in qualità di gold sponsor alla IX edizione del Simposio internazionale sulla fragola, organizzato dall’Università Politecnica delle Marche e dal Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria (CREA), in collaborazione con la Società Internazionale per la Scienza dell’Orticoltura (ISHS), che si terrà a Rimini dal 2 al 6 maggio 2020.

I barman della Basilicata campioni d’Italia, trionfo al CIB PRO in Sardegna

in Storie di Frutta

È lucano il cocktail a km zero più buono d’Italia premiato a Cagliari, nel 2020 la competizione – CIB PRO –  sarà ospitata a Matera, città capitale europea della Cultura 2019

 

La Basilicata trionfa e diventa campione d’Italia 2019 al Campionato Nazionale Barman che si è svolto in Sardegna, a comporre la squadra lucana, tre affermati professionisti del settore: Paolo D’Amore (presidente FIB Basilicata), Antonio Camardo e Giulio Bonafede che hanno proposto un cocktail a base di infuso di castagne e altri prodotti tipici della Basilicata (Cordial Caffè Amaro Lucano, Soluzione Citrica, Ficotto Terravecchia di Pisticci, Imperial Stout So Biologa Birrificio del Vulture).

Un richiamo aromatico alla tradizione ancestrale Lucana della figura del Masciaro, lo stregone che con i suoi infusi trovava cura ai mali fisici e dell’anima del tempo. La tecnica di preparazione del drink “U Masciar – il masciaro” racconta un momento importante per la miscelazione di totale incrocio con la cucina,

con una cottura criogenica a bassa temperatura tramite Dry Ice, ispirandosi alla più antica tecnica di preparazione di un miscelato, datata 1632, di origine indiana, il punch. Per accompagnarlo la Basilicata ha preparato come appetizer Lecca Lecca di Pecorino di Moliterno, Tuille di Lenticchie con Maionese di Crusco, Zabaione Freddo Salato al Tartufo nero di Serrapota di Carbone Azienda Bruno Tartufi,su Ficotto, Chutney piccante di mango con Peperone Crusco Genuino.

Dal 2017 la Basilicata è sempre presente sul podio, dopo la vittoria nel 2017, il secondo posto nel 2018, è arrivato il meritato successo nel 2019 in Sardegna (Regione di provenienza dei campioni del 2018)  il 23 e il 24 Novembre all’Hotel Regina Margherita di Cagliari.

“Al di là della gara e dei punteggi quello che conta è la condivisione di competenze ed esperienze – commenta il segretario nazionale della Federazione Italiana Barman Federico Salvetti – anche quest’anno a vincere è stata la nostra filosofia FIB improntata alla formazione e alla promozione del bere consapevole e di qualità, attraverso la valorizzazione dei territori e dei loro prodotti. Di questi valori e della loro centralità dobbiamo ringraziare soprattutto il presidente Roberto Giannelli che con professionalità e passione li porta avanti da vent’anni all’interno della Federazione Italiana Barman”.

Nella due giorni di Cagliari spazio anche alla finale nazionale dello Sparkling Tour, miscelazione delle bollicine, dove si è imposto Nicola Ansaldi (Academy FIB Sardegna). Il suo cocktail “La Macchia Marina” (1cl chervu, 2cl gin Macchia Mediterranea, 1cl mirto bresca dorada, 0,5cl sciroppo al cetriolo, Polvere di alghe nibiri Marentia estratto purissimo di mare, 6cl Su’ Entu brut) ha conquistato la giuria, al secondo posto si classifica la Basilicata con Giulio Bonafede, ed al terzo posto Jacopo Righetti del programma Berlino eseguito dal docente Paolo D’amore a Berlino in Aprile 2019.

La manifestazione ha visto come protagonisti anche i migliori prodotti delle aziende partner FIB, come la linea di vermouth e aperitivi Gamondi, gli sciroppi Mixer, la nuova tonica Premium Mixer Schweppes, l’acqua Antica Fonte della Salute San Benedetto, la grappa e i distillati Deta, gli articoli professionali per barman Piazza.

A scegliere il cocktail a km zero più buono d’Italia una giuria d’eccezione: Andrea Balleri, uno dei più affermati sommelier italiani (Miglior Barman dell’anno Aibes 2009, semifinalista al concorso Miglior Sommelier del Mondo WSA 2013, Miglior Sommelier d’Italia 2013), Emilio Rocchino, barman professionista nonché produttore di Macchia Mediterranea, Giovanni Fancello, giornalista, enogastronomo, ispettore per la guida “Espresso Ristoranti“ e protagonista della rubrica “Appunti di Cucina” per la radio nazionale Fizzshow.

 

 

Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione

in Storie di Frutta

Ridurre la perdita e lo spreco di cibo ha il potenziale per contribuire ad altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, incluso quello di Fame Zero

 

Il 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la FAO invita ad agire a ogni livello per far sì che una dieta sana e sostenibile sia accessibile a tutti. Inoltre, qualche ora fa è stato reso pubblico il rapporto SOFA 2019 (State of Food and Agriculture). In esso si mette in evidenza che “ridurre la perdita e lo spreco di cibo ha il potenziale per contribuire ad altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, incluso quello di Fame Zero. Nei paesi a basso reddito, dove l’insicurezza alimentare è spesso grave, aumentare l’accesso al cibo è fondamentale; e l’accesso stesso è strettamente legato alla disponibilità. Prevenire le perdite di cibo a livello locale nella produzione di piccola scala può sia alleviare la carenza di cibo che aumentare il reddito degli agricoltori, migliorando così l’accesso al cibo. D’altra parte, nei paesi ad alto reddito, la priorità è una dieta sana e con il giusto apporto di nutrienti”.
«Il rapporto SOFA evidenzia come il problema dello spreco alimentare sia un problema globale con interconnessioni estremamente complesse. Una sfida che Slow Food ha raccolto nel corso degli anni e che ci ha portato a lavorare con le comunità rurali dei paesi a basso reddito per migliorare la loro sicurezza alimentare, aiutando i piccoli agricoltori a mantenere viva la cultura dei loro cibi tradizionali e a migliorare la catena di distribuzione locale, attraverso orti e mercati contadini», afferma Edie Mukiibi, membro del Comitato Esecutivo Internazionale di Slow Food. «Allo stesso tempo, è essenziale continuare a sensibilizzare i consumatori con un buon reddito, affinché, con le loro scelte, possano contribuire al cambiamento verso un sistema più sostenibile e migliorare le possibilità di accesso a un cibo sano per tutti».
In un mondo in cui il sistema di produzione alimentare si dimostra ingiusto e insostenibile, l’importanza dei due pilastri dell’impegno di Slow Food, l’educazione e la tutela della biodiversità, è sempre più attuale. Una varietà di colture diverse è fondamentale per garantire una dieta sana e la salvaguardia dell’ambiente; la ricchezza della biodiversità agroalimentare, su cui la rete mondiale di Slow Food possiede conoscenze e competenze straordinarie, può quindi aiutarci a migliorare la qualità nutrizionale del cibo.
Un esempio viene dal raduno Indigenous Terra Madre Asia & Pan-Pacific che si è concluso proprio oggi in Ainu Mosir (Hokkaido). «I sistemi alimentari delle popolazioni indigene si basano su diete e pratiche differenziate, che contribuiscono a mantenerci in buona salute: cibi diversi e sani, attività fisica, contatto con la natura, condivisione, comunità e identità culturale”, dice Remi Ie, Consigliere Internazionale Slow Food per il Giappone e indigena Ryukyu. «Affinché questi sistemi alimentari indigeni si conservino vivi e vitali dobbiamo essere consapevoli delle lezioni dei nostri anziani che hanno praticato uno stile di vita lento e sostenibile per generazioni, e coinvolgere in questo i nostri giovani, credendo in loro e delegando a loro le iniziative per riaffermare l’eredità delle antiche tradizioni. Il trasferimento del sapere tradizionale è la chiave per un futuro appagante, nutriente e sostenibile non solo per le comunità indigene, ma per l’intera umanità».
È stato inoltre da tempo accertato che i prodotti dei Presìdi Slow Food, grazie al modo di produzione – che evita l’usi di prodotti chimici, conservanti e additivi chimici – alla fertilità dei terreni di coltivazione e alla salubrità dell’alimentazione per gli animali allevati, sono più ricchi di valori nutrizionali rispetto ad analoghe produzioni convenzionali.
Lo sanno bene gli chef dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, chiamati a una missione educativa e impegnati a diffondere il giusto messaggio. In Uganda e Kenya, ad esempio, lavorano per promuovere alternative alla margarina vegetale e ai dadi da brodo, facendo riscoprire l’uso delle foglie secche di Moringa oleifera, molto ricche di vitamina C, o della pasta di arachidi tostate, chiamata binyebwa, ricca di sostanze nutritive. A proposito delle proprietà mediche dei prodotti tradizionali, la clinica fitoterapica Wamiti di Nairobi (Kenya) utilizza il Presidio del miele Ogiek per la preparazione di medicine naturali, mentre ad Arusha (Tanzania), il TRMEGA (Training, Research, Monitoring and Evaluation on Gender and AIDS) in collaborazione con i gruppi locali di Slow Food si occupa di educazione alimentare per i malati di AIDS attraverso la creazione di orti. Un altro esempio viene dal Messico, dove Slow Food è impegnata in un progetto per trattare la malnutrizione infantile con i prodotti del Presidio del miele d’api Xunankab nella penisola dello Yucatán. Anche Slow Food USA si unisce alla FAO per celebrare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Negli Stati Uniti, in cui il reddito medio pro-capite è alto, aumentano in modo esponenziale i livelli di sovrappeso e obesità, soprattutto nelle fasce povere della popolazione. Quest’anno Slow Food USA ha risposto all’appello della FAO ad agire concretamente per far sì che un cibo sano e sostenibile sia disponibile e accessibile a tutti, chiedendo a politici, imprese private, società civile di impegnarsi per l’obiettivo #ZeroHunger. I membri dell’Alleanza Slow Food dei cuochi negli Stati Uniti hanno risposto impegnandosi a fornire ricette sane per bambini, poi Slow Food USA le ha raccolte in un semplice libretto da distribuire attraverso la rete degli orti scolastici e dei membri di Slow Food.

Perché gli estrattori di succo piacciono a tutti?

in Storie di Frutta

Gli estrattori di succo appassionano sempre più persone. Chi lo acquista, infatti, non riesce a non passare parola ad amici e persone care e la moda si diffonde a macchia d’olio. Perché gli estrattori di succo piacciono a tutti? Lo vediamo in questo articolo.

I migliori estrattori di succo tra cui scegliere

Gli estrattori, come immagini, non sono tutti uguali. Ce ne sono alcuni misti, che fungono più da elettrodomestico per la cucina. Essi frullano, estraggono, centrifugano e riescono addirittura a preparare gelati e sorbetti. I modelli così versatili fanno un po’ di tutto ma non sono “eccellenti” in nessuna specifica funzione. Per scegliere un buon estrattore dovrai escludere dalla scelta tutti i modelli che fingono di esserlo. Te ne accordi analizzando il pezzo che distingue un estrattore da una comune centrifuga: la coclea. Si tratta di una spirale molto robusta che ruotando è in grado di estrarre il succo separandolo dalla polpa del frutto. Se non c’è coclea quello che hai davanti è una centrifuga o un frullatore. Il discorso si complica per i modelli a freddo, ovvero gli estrattori di succo a freddo 40 giri. Essi lavorano con un motore costruito per girare con decisione ma a basso numero di giri. In questo modo non si surriscalda e non altera le vitamine e le proteine vegetali sensibili al calore.

A cosa serve la coclea e perché è così importante per gli estrattori di succo?

Essa estrae il succo dal frutto senza frullare la polpa. In questo modo preserva tutti i nutrienti vegetali senza alterarne la qualità ed il sapore. Il vantaggio del succo estratto risiede quindi nel suo eccezionale valore nutrizionale e nel sapore che, a differenza di un succo di frutta commerciale è qualitativamente migliore. Un estrattore di succo è utile per realizzare spuntini e colazioni salutari senza rinunciare al gusto e ai pasti sfiziosi. In un estratto potrai inserire la tua frutta o verdura preferita e berla all’istante, fresca di spremitura. Se scegli un modello a freddo otterrai una bevanda sana e ricca di vitamine e proteine che sono la base fondamentale per la costruzione di una sana alimentazione. Quanto alla coclea essa deve sempre essere di buona qualità ed essere in grado di estrarre succhi senza intoppi e complicazioni. È risaputo, infatti, che un buon estrattore è in grado di lavorare inserendo frutta e verdura in pezzi interi, senza togliere semi o buccia. Se si intoppa di continuo l’estrattore non lo si può considerare di qualità.

Prezzi e opinioni: quali scegliere?

Il prezzo degli estrattori non è impegnativo, anche di quelli a freddo. Un buon modello parte da venticinque euro a salire. I marchi sul mercato sono tanti e per sceglierli ti consigliamo prima di capire quanto vuoi spendere. Difatti esistono aziende specializzate nella produzione di estrattori i cui modelli arrivano a costare diverse centinaia di euro e offrono solo le migliori performance. I modelli medi sono generalmente prodotti dalle maggiori aziende di elettronica di consumo e non superano gli ottanta euro. Al di sotto dei trenta euro, infime, trovi un po’ di tutto e, soprattutto, sarà complicato trovare veri estrattori che lavorano a meno di quaranta giri. Ecco perché troverai tantissime recensioni online ma dovrai sempre fare affidamento a quelle dettagliate e specifiche, meglio se corredate di foto dimostrative.

 

Torna su