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Storie di Frutta

Pane & Nutella®incontra il pane casereccio della Basilicata

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Pane e Nutella® incontra il pane casereccio della Basilicata. Progetto in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Nutella®, nel 2020, ha iniziato un viaggio per la promozione del turismo in Italia lavorando fianco a fianco con ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, e creando due Special Edition dal nome evocativo quanto significativo: “Ti amo Italia”, ricordando a tutti che per cogliere il buono della vita non serve cercare lontano, ma basta guardarsi attorno, proprio dove si vive. Nutella® ha così sostituito la sua iconica etichetta con alcune foto degli scorci più belli d’Italia, andando a coprire tutte le regioni: dai borghi alle montagne, dalle isole alle città,
dalle acque cristalline ai paesaggi colorati. Dopo aver incentivato un turismo di “casa” e consapevole, la crema spalmabile più famosa al mondo ha deciso di mettere in luce una delle altre eccellenze che contraddistinguono il Bel Paese: il turismo “gastronomico”, grazie a un progetto che questa volta ha visto la collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Pane & Nutella®, questo è il suo nome, è stato pensato per offrire a tutti un viaggio nel gusto e nella tradizione regionale italiana, una vera e propria lente di ingrandimento sui pani d’Italia per riscoprire le origini, la storia e le caratteristiche non solo di un prodotto che consumiamo quotidianamente (e che troppo spesso diamo per scontato), ma anche di un vero e proprio mestiere: un’arte che porta alla luce una maestria antica, tante differenze sia tra le diverse tipologie e varietà regionali, ma anche tra i diversi forni e le differenti manualità, perché il pane è un elemento vivo, che viene personalizzato da chi lo prepara. Valorizzare la ricchezza e la varietà regionale dei pani italiani che con Nutella® hanno in comune la semplicità, la cura e la passione, è l’anima del progetto Pane e Nutella®: un racconto che vede dietro ad un semplice gesto come una fetta di pane e Nutella® a colazione, il mestiere di un panettiere, una professione sì impegnativa, ma anche un atto d’amore nei confronti del pane e di chi lo mangia ogni giorno. La scelta di Ferrero di proseguire la partnership con l’Università di Scienze Gastronomiche è dettata dalla condivisione di valori come la ricerca costante, la spinta all’innovazione e l’esaltazione della diversità, per una visione inclusiva del cibo e della gastronomia in cui ogni tipo di cucina, dalla più semplice e domestica alla più sperimentale, ha la propria importanza e autorevolezza.
Pane e Nutella® è un vero e proprio percorso di scoperta in grado di raccontare le tradizioni di tutte le 20 regioni italiane, attraverso i loro pani tipici dai più noti ai meno conosciuti, come il Ficcilatidd e il Pane Casereccio della Basilicata. Il Ficcilatidd è una soffice ciambella la cui storia si lega tradizionalmente al giorno dell’Immacolata (da qui anche conosciuto infatti come “Tarallo dell’Immacolata”) in quanto veniva consumato per placare la fame del digiuno della vigilia dell’8 dicembre. È un pane bianco dalla forma di ciambella il cui impasto è composto da farina di grano tenero, olio extravergine d’oliva, semi di finocchio, lievito e acqua. La sua crosta è sottile e dal colore chiaro e accompagna senza contrasti la mollica al suo interno. Il nome Ficcilatidd, chiamato in alcune zone anche “tortanello” ovvero “pane a ciambella”, deriva però dal latino “fiscus” ossia “canestro” che stava ad indicare proprio il recipiente in cui veniva lasciato lievitare l’impasto e che gli ha conferito la tradizionale e insolita forma.

Il Pane Casereccio della Basilicata è un pane che celebra la socialità, la sua unicità infatti deriva proprio dal ruolo che la panificazione aveva un tempo, ovvero quella di elemento di socialità prima che di mera alimentazione.

La preparazione di questo pane era infatti molto lunga e richiedeva vari giorni di lavorazione e riposo. Questo ha permesso al tempo di donare al pane le sue principali caratteristiche che ancora oggi sono rimaste inalterate: un impasto di semola di grano duro, acqua di sorgente, lievito madre e sale; una forma tondeggiante; una crosta mediamente scura, ruvida e croccante; una mollica spugnosa, morbida e dal caratteristico colore giallo paglierino.
Per conoscere tutti i pani selezionati dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è sufficiente collegarsi all’hub dedicato sul sito  dove si trovano le schede dettagliate, suddivise regione per regione, di ciascun prodotto. La nuova interfaccia mostra una cartina d’Italia cliccabile in cui sono raffigurati i pani tipici in corrispondenza della regione di appartenenza, offrendo l’opportunità ad ogni utente di navigare in modo facile e interattivo. Una volta scelta la tipologia di pane che più incuriosisce, basta selezionarlo per aprire una sezione dedicata con l’immagine della colazione in primo piano in cui sono
evidenziati dei pop-up per scoprirne curiosità, ingredienti, aspetti sensoriali, suggerimenti per il taglio e la “spalmata” perfetta, oltre ai migliori abbinamenti a colazione che non dimentichino il legame con il territorio di origine. La riscoperta delle tradizioni regionali italiane di Pane e Nutella® non si ferma solo alle tantissime varietà di pani presenti nel nostro Paese, ma si spinge oltre, raccontando anche l’antica arte dei panificatori. La loro maestria, unita alle varie tradizioni regionali, verrà raccontata in uno spot TV dove il pane è il risultato di un lavoro quotidiano realizzato dalle mani di questi artigiani del gusto, da nord a sud dell’Italia, che con la loro cura quotidiana permettono il sodalizio perfetto tra il pane – in tutte le sue forme – e la crema spalmabile più famosa al mondo, Nutella®. L’ambizione di Pane e Nutella®, però, non si ferma qui.
Nei prossimi anni, infatti, il progetto ha l’obiettivo di crescere e arricchirsi attraverso i pani d’Italia per continuare a trasmettere le tradizioni e la storia di un territorio, come quello italiano, ricco di diversità. Questo trasformerà l’hub Pane e Nutella® in un luogo di scoperta e arricchimento dove gli stessi panettieri – grandi o piccoli che siano – potranno candidare i pani tipici da loro prodotti, portando alla luce i tesori gastronomici del nostro Paese.

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Da Londra per tornare in Basilicata con Ostevia: l’osteria sulla via

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Da Londra per tornare in Basilicata con Ostevia: l’osteria sulla via. L’idea di Lucia e Domenico

Un trasportino per cavalli trasformato in cucina itinerante. Il progetto di Lucia D’Adamo e Domenico Salomone per lasciare Londra e tornare in Basilicata

Una lucana dinamica e operosa, uno chef pugliese con esperienza trentennale, un trasportino per cavalli recuperato in una campagna londinese e tanta voglia di vivere a contatto con la natura, i ritmi lenti e la pace nel cuore.

E’ con queste premesse che nasce il progetto Ostevia – osteria sulla via – un ristorante itinerante che prepara piatti gourmet e interi catering, dall’antipasto al dolce, per allietare comunioni, compleanni, feste private e di paese. Il tutto servito in piatti di bambù per non impattare sull’ambiente.

Il progetto, finanziato nell’ambito del bando Io resto al sud, è frutto dell’ingegno e dell’esperienza di Lucia D’Adamo di Melfi e del suo compagno Domenico Salomone.

Dopo una lunga esperienza all’estero, tra cui Inghilterra, Stati Uniti e Australia, Lucia e Domenico hanno deciso di tornare in Basilicata e hanno avviato la loro impresa itinerante.

 

Per saperne di più ascolta il podcast

 

L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”

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L’Olio EVO di Ferrandina protagonista a “Pizza Doc”. La sesta puntata del programma condotto da Tinto e Monica Caradonna scopre le bellezze della Basilicata. Sabato 13 maggio dalle 11.10 alle 12.00 su Rai 2 e in diretta streaming su RaiPlay

Su Instagram la gallery fotografica

Sarà dedicata alla Basilicata e in particolare alla Città dell’Olio di Ferrandina, la sesta puntata di “Pizza Doc”, il programma condotto da Tinto e Monica Caradonna che andrà in onda sabato 13 maggio alle 11.10 su Rai2 e in diretta streaming su RaiPlay. Per realizzare la puntata, la troupe della trasmissione ha incontrato l’archeologo Antonio Pecci che ha raccontato la storia della città che sorge in collina su una delle sponde del fiume Basento, nella provincia di Matera. Qui, da sempre la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio extravergine di oliva sono una particolarità di questo territorio; testimonianza “vivente” di una storia millenaria è il cosiddetto “Patriarca”, un albero di circa duemila anni. Considerato l’ulivo più vecchio della Basilicata, con i suoi 8 metri di circonferenza, giganteggia nel cuore di un antichissimo uliveto, a poca distanza dal luogo dove sono stati rinvenuti i resti di un frantoio oleario del IV secolo a.C.
L’approfondimento è proseguito con Pietro Bitonti, presidente di Assoprol Basilicata, che ha parlato dell’oliva “Majatica” figlia del clima e prodotto storico. Diffusa solo nel Comune di Ferrandina e nelle zone limitrofe, dà un olio extravergine di colore giallo-oro con riflessi verdi dal sapore particolarmente delicato e debolmente fruttato. Bitonti ha anche spiegato come, oltre alla produzione dell’olio, Ferrandina abbia raggiunto notorietà internazionale per la produzione delle famose olive infornate. Le prime testimonianze scritte sulle olive
infornate risalgono al 1700, ma tuttora la lavorazione avviene secondo il metodo tradizionale che prevede una prima scottatura in acqua per pochi minuti e una successiva salagione a secco per un breve periodo. Le olive, parzialmente disidratate, sono sistemate su graticci e avviate “all’infornata” negli essiccatoi. La tecnica di lavorazione delle olive infornate di Ferrandina accentua la naturale sapidità dei frutti, ma mantiene al tempo stesso la dolcezza caratteristica della majatica. Con l’olio EVO di Ferrandina gli chef pizzaioli Luca Fusacchia di “Bordo Pizzeria” e Gianluca Graci di “Fauzzeria” dovranno ideare e creare un antipasto e una pizza con a disposizione tre ingredienti base svelati all’ultimo secondo. Durante la preparazione Monica Caradonna, racconterà gli ingredienti scelti, facendoci scoprire i territori di origine attraverso aneddoti e curiosità, approfondendone gli aspetti organolettici,
nutrizionali e storico-geografici. La trasmissione si concluderà con l’assaggio dei piatti preparati dai maestri dell’arte bianca e il brindisi finale dedicato alle eccellenze italiane.
Queste le ricette della puntata: come antipasti sono previsti un bagel con l’impasto del culluriello preparato da Luca Fusacchia e una rivisitazione del Culluriello di Gianluca Graci; come pizze invece “Dalla terra al mare” di Luca Fusacchia e la “Zuppa di speranza” di Gianluca Graci. “Con questa iniziativa, abbiamo l’opportunità di far conoscere al grande pubblico le eccellenze olivicole italiane e le oltre 500 cultivar italiane, uno straordinario patrimonio di sapori e valori da salvaguardare e riscoprire che caratterizza la nostra identità culturale e ci rende unici al mondo" ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio: “Vogliamo far capire ai consumatori quanto è importante saper scegliere l’olio Evo da mettere in tavola e quanto è necessario proteggere il territorio dal rischio abbandono, dando nuovo slancio all’oleoturismo”. “La nostra città – ha dichiarato il sindaco di Ferrandina Carmine Lisanti- è orgogliosa di essere protagonista di “Pizza Doc”. Cogliamo sempre con entusiasmo, tutte le occasioni che ci permettono di mostrare e far conoscere le bellezze della Basilicata e del nostro territorio. La nostra terra è piena di sorprese e l’oleoturismo può essere un’opportunità ulteriore di conoscenza dello straordinario patrimonio storico e gastronomico di Ferrandina.” La prima tappa della puntata è in provincia di Siena con il prosciutto toscano, per conoscerne la storia
secolare. Si prosegue poi con il culluriello, uno dei simboli della Calabria, per vedere quanto questo prodotto, semplice e veloce da preparare, è radicato nelle tradizioni popolari. Ci si sposta in Abruzzo, dove l’impegno degli agricoltori permette la produzione di un prodotto delicato come il fagiolo tondino del tavo. E infine si arriva a Ferrandina, in Basilicata, dove le sue olive oltre a fornire un olio caratteristico della regione vengono servite anche infornate. La puntata si conclude nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, dove il lavoro dei viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario davvero unico, come il vino che vi viene realizzato.

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Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”

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Merenda nell’oliveta: la Basilicata protagonista con le nove “Città dell’Olio”. A Ferrandina (MT), Grassano (MT), Missanello (PZ), Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ), Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

 

L’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale Città dell’Olio prevede: corsi di assaggio, laboratori didattici, incontri con olivicoltori, reading di poesie a tema olio, musica dal vivo all’ombra degli ulivi al tramonto. E per la prima volta sono gli olivi attraverso i loro olivicoltori a raccontarci la loro storia millenaria

 

Basilicata protagonista della terza edizione de “La Merenda nell’Oliveta” l’attesissimo evento organizzato dall’Associazione nazionale Città dell’Olio con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare e in collaborazione con LILT che si terrà in 100 Città dell’Olio italiane fino al 18 giugno.

Una iniziativa nata per promuovere il turismo dell’olio attraverso un’esperienza unica ed emozionale di convivialità da vivere immersi nel paesaggio olivicolo, seduti all’ombra degli olivi, avvolti dai colori caldi del tramonto.

Quest’anno per la prima volta oltre alle degustazioni di olio EVO e alla tradizionale bruschetta, ai mini-corsi di assaggio e ai laboratori didattici per bambini, ai reading di poesie a tema olio e alla musica dal vivo, allo yoga sotto gli ulivi, tra le originali attività previste ci sarà anche uno storytelling molto speciale in cui saranno gli olivi a parlare attraverso la voce degli olivicoltori per raccontarci la loro storia millenaria.

Sono 9 le Città dell’Olio lucane nelle quali si svolgerà la Merenda: Ferrandina (MT) il 27 maggio, Grassano (MT) il 27 maggio, Missanello (PZ) l’8 maggio, Montalbano Jonico (MT), Montemilone (PZ), Rapolla (PZ), Ripacandida (PZ) il 17 giugno, Rotondella (MT) e San Mauro Forte (MT)

“La Merenda nell’Oliveta è un evento sempre molto atteso. Il trend è in crescita: quest’anno le Città dell’Olio che hanno organizzato la Merenda sono sempre più consapevoli della necessità di investire sull’oleoturismo – ha dichiarato Michele Sonnessa Presidente delle Città dell’Olio – i nostri borghi sono meta di un turismo di comunità. I visitatori sono in cerca di esperienze uniche legate al mondo dell’olio per questo abbiamo deciso di far parlare gli olivi secolari e millenari che sono il fiore all’occhiello del nostro patrimonio olivicolo, attraverso la voce delle persone che se ne prendono cura: gli olivicoltori. Così pensiamo di avvicinare le persone a questa straordinaria coltura che a causa dell’abbandono in alcune zone del Paese rischia di scomparire. Ci vuole tanto amore e tanta cura per conservare l’immenso patrimonio di cui disponiamo e noi abbiamo il dovere di valorizzare l’impegno dei nostri olivicoltori”.

“La Merenda è una bella occasione per visitare i nostri borghi e prendersi del tempo per se stessi all’ombra dei nostri oliveti ma è anche un modo per imparare a riconoscere le caratteristiche del nostro olio e degustarlo in compagnia” ha dichiarato il consigliere nazionale Carmine Lisanti.

“Le Città dell’Olio lucane hanno risposto con entusiasmo alla nostra chiamata. Eventi come questi sono un’opportunità preziosa per far conoscere ai cittadini e ai turisti gli oli EVO del territorio e per fare cultura dell’olio mostrare le bellezze del paesaggio olivicolo” ha concluso Pasquale Dimatteo Coordinatore regionale delle Città dell’Olio lucane.

 

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Sagra della Fragola a Scanzano Jonico: “l’obiettivo è farne la fiera più importante d’Italia”

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Sagra della Fragola a Scanzano Jonico: “l’obiettivo è farne la fiera più importante d’Italia”. Su Instagram la gallery fotografica dell’iniziativa

Per capire che la prima Sagra della Fragola di Scanzano Jonico sarebbe stato un successo sono due gli aspetti da considerare: dopo mezz’ora dall’inizio dell’evento Corso De Gasperi era pieno. Poi, il giorno dopo, cioè il 30 Aprile 2023, nemmeno la pioggia – a tratti insistente – ha bloccato il viavai dai tanti stand presenti. L’appuntamento, che “confina” con la festa patronale cittadina, ha riscosso un grande successo e ha seminato entusiasmo in città, un’energia che si spera darà vita dopo gli anni della pandemia e delle difficoltà ad essa connesse, ad un rilancio della città.

Il Comitato Feste, la Parrocchia, le aziende produttrici, “donne e uomini che si sono messi a disposizione”, come ha precisato Don Antonio Polidoro (nella foto d’apertura con Valchirio Piraccini), parroco di Scanzano Jonico che con la parrocchia e l’aiuto di Valchirio Piraccini hanno dato vita e reso possibile l’appuntamento.

“La sagra della Fragola e la festa patronale sono la testimonianza che la Chiesa sta per la strada e non è affatto chiusa in se stessa”, ha commentato Don Antonio.

E, ancora: “Già a dicembre scorso avevamo maturato l’idea, abbiamo voluto mettere insieme le cose per dare entusiasmo al territorio e valorizzare la sua vocazione agricola”.

“La comunità ha gradito e ha partecipato oltre ogni aspettativa e c’è già fermento per la prossima edizione. Ci sono state due cose che mi hanno fatto molto riflettere: alle 16.30 di ieri (29 Aprile, primo giorno di fiera, ndr) c’era già gente, Corso De Gasperi era già pieno. E oggi (30 Aprile, ndr) nonostante la pioggerellina insistente c’è ancora gente in giro a riempire gli stand”, così Don Antonio quando erano le 21.30 del 30 Aprile.

“La sagra è riuscita nei migliori dei modi, si è dimostrata un valido canale per lanciare valori come il bene comune, la solidarietà, la promozione del territorio e anche quello della giustizia. Desidero con tutto il cuore che ci sia la seconda edizione, non può restare un’opera incompiuta. Sono sicuro che ci sarà e avremo la partecipazione di tanti, anche di coloro i quali questa volta erano un po’ titubanti. Ma anche a loro va il nostro ringraziamento. Spero di avere, ancora una volta, aiuto reale dalle istituzioni”.

“La prima sagra della fragola di Scanzano Jonico è ‘figlia’ della torta più lunga del mondo entrata nel guinness dei primati. La pandemia si è messa di mezzo, ma quando quest’anno ci siamo visti a Dicembre ci siam detti che questo sarebbe stato l’anno buono”, così Valchirio Piraccini.

“Sono un ex attore delle fragole in questa zona, da quattro anni sono in pensione e ho cessato l’attività. Abbiamo scelto questo periodo perché è noto che proprio in questa fase si avverte la ‘crisi’, quindi si è pensato di sfruttare questa fase di flessione per dar vita a un evento capace di dare pubblicità, anche al nord, nella vendita della fragola coltivata in Basilicata”.

“La collaborazione con il parroco, che è un vulcano, persona precisa, squisita e intelligente, ha fatto sì che partisse la fase organizzativa. L’obiettivo è apportare i necessari correttivi, migliorare, coinvolgere quelli che non hanno potuto partecipare e nei prossimi 3 – 5 anni diventare la fiera più importante d’Italia della fragola in Basilicata. Coinvolgere tutto il territorio e far sì che Scanzano Jonico accolga in tutte le strade un evento epocale”.

“Essere qui, a Scanzano Jonico, è un piacere. Sono cittadino benemerito di Scanzano Jonico e mi sento uno scanzanese”, ha concluso Piraccini.

Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva

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Concorso nazionale “Extra Cuoca” per valorizzare gli oli extravergine di oliva: le ricette vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Le cuoche professioniste della Basilicata possono mettersi alla prova partecipando all’appassionante sfida ai fornelli. Le ricette che valorizzano gli oli extravergine di oliva finalisti dell’Ercole Olivario 2023 vanno presentate entro il 10 maggio 2023

 

Anche le cuoche professioniste della Basilicata hanno tempo fino al 10 maggio per iscriversi alla terza edizione di “Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine di oliva”, il concorso nazionale che valorizza la creatività delle chef professioniste promuovendo l’impiego in cucina dell’olio extra vergine d’oliva di alta qualità. La partecipazione al concorso, organizzato dal Comitato di Coordinamento del Premio Ercole Olivario e dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio, in partnership con Lady Chef (Dipartimento femminile della FIC – Federazione Italiana Cuochi) e la collaborazione tecnica dell’Università dei Sapori di Perugia, della Fondazione EVOO SCHOOL, del programma televisivo Agrisapori e di Italia a Tavola, consentirà anche alle cuoche professioniste della Basilicata di mettere alla prova il proprio talento e la propria capacità creativa, elaborando ricette che non solo esaltino le qualità organolettiche di uno degli oli finalisti alla XXXI edizione del Premio Nazionale Ercole Olivario e della II edizione de La Goccia d’Ercole, ma che siano anche in grado di valorizzare l’impiego di prodotti tipici della Basilicata, coniugando al meglio la tradizione gastronomica lucana con un utilizzo innovativo e originale degli ingredienti necessari alla ricetta proposte.

Iscriversi al concorso Extra Cuoca significherà, quindi, per le cuoche partecipanti affrontare una sfida appassionante e ricca di emozioni che persegue un duplice obiettivo: attribuire il meritato valore alla professionalità delle cuoche iscritte che, nelle loro creazioni, dovranno trovare il giusto equilibrio tra fedeltà alla tradizione e slancio creativo, evidenziando il ruolo dell’olio e.v.o. in cucina non come semplice condimento, bensì come vero e proprio ingrediente dei piatti proposti, da abbinare correttamente agli altri prodotti utilizzati; far conoscere alla platea dei consumatori le potenzialità legate all’uso consapevole dell’olio e.v.o. italiano di qualità, rafforzando l’incontro e l’interscambio tra il mondo della produzione e il settore della ristorazione, comunicando la capacità dell’olio di farsi strumento di promozione anche turistica della bellezza dei territori delle Regioni italiane da cui proviene.

Le cuoche professioniste potranno iscriversi gratuitamente entro mercoledì 10 maggio 2023, compilando il modulo on line di iscrizione (disponibile, insieme al regolamento, al sito extracuoca).

Per info contattare la Segreteria Organizzativa del Concorso “EXTRACUOCA” c/o Promocamera – Azienda Speciale Camera di Commercio dell’Umbria Tel. 075.9660.589 – 639 extracuoca@umbria.camcom.it.
Le partecipanti avranno la possibilità di inviare un massimo di quattro ricette, una per ciascuna delle quattro categorie in gara: Antipasti e altre preparazioni (finger food, contorni, torte salate, tramezzini, cocktail), Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci. Gli elaborati, completi di foto del piatto finito, verranno poi sottoposti al vaglio di una Giuria di esperti multidisciplinare – presieduta da Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e composta da Alessandra Baruzzi, Cuoca e Coordinatrice Nazionale Lady Chef; Giuseppe Capano, Chef dell’olio e scrittore-divulgatore; Gianna Fanfano, cuoca e segretaria generale di Lady Chef; Antonietta Mazzeo, Assaggiatrice esperta di olio e giornalista; Martina Rusconi Clerici, Imprenditrice e membro del direttivo Associazione Nazionale Donne dell’Olio; e Fabrizio Salce, Giornalista enogastronomico; – che attribuirà loro un punteggio attenendosi a sette parametri: l’attenzione prestata al profilo sensoriale dell’olio prescelto, la cura nella scelta degli ingredienti utilizzati, la valorizzazione dei prodotti locali, la gradevolezza desumibile dalla descrizione della ricetta, l’aspetto estetico valutabile dalla foto del piatto, la salubrità e il profilo nutrizionale del piatto proposto e infine l’originalità, creatività e innovazione come valori aggiunti.

Una volta formata la graduatoria, si procederà alla fase successiva di proclamazione delle finaliste, che parteciperanno alla “Sfida ai fornelli” finale, dove eseguiranno, in presenza presso l’Università dei Sapori a Perugia, le loro preparazioni davanti a un commissario di cucina.
La Giuria delle finali, composta da un tecnologo alimentare, con funzioni di Presidente, tre giudici internazionali di cucina, un assaggiatore d’olio oliva e un commissario di cucina, assaggerà i piatti ed esprimerà il proprio giudizio assegnando un punteggio sulla base di specifici criteri di valutazione: la Mise en place e pulizia, la valorizzazione dell’olio extravergine utilizzato, la preparazione professionale, la gestione degli scarti alimentari e sostenibilità, l’aspetto estetico e servizio, e il gusto (sapore gradevole in armonia con il tipo di alimento impiegato e uso corretto dei condimenti). A seguire la proclamazione le 8 cuoche vincitrici, la prima e la seconda classificata per ogni categoria di gara.
Extra Cuoca, primo concorso in Italia a premiare cuoche professioniste di eccezionale talento, punta anche ad affinare la conoscenza degli oli e.v.o. di qualità, promuovendo uno specifico percorso di formazione dedicato alle partecipanti, destinato a svolgersi secondo diverse modalità di fruizione parallelamente alle fasi del concorso, con focus sulle caratteristiche sensoriali degli oli extravergine, aspetti nutrizionali, usi dell’olio in cucina ed abbinamenti in sala, biodiversità legata al territorio di produzione e tecniche di conservazione del prodotto. Un’attenzione particolare sarà poi riservata alla promozione delle singole cuoche partecipanti, attraverso interviste e contenuti diffusi sui canali social e sui media.

Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

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Olio extravergine: la guida Slow Food assegna tre riconoscimenti alla Basilicata

L’edizione 2023 della Guida agli Extravergini offre uno spaccato dell’olio lungo la penisola, preciso, completo e ricco di particolari di un comparto centrale della nostra cultura, agricoltura e gastronomia. Pubblicata con il sostegno di Ricrea e Biodea, la guida recensisce 766 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (126 novità a testimonianza di un settore vivace) e 1227 oli tra gli oltre 1600 assaggiati. Cresce il numero delle aziende (indicate con la foglia) che certificano in biologico l’intera filiera (ben 531 gli oli segnalati) e aumentano gli oli (175) del Presidio degli Olivi secolari (riconoscibili dalla chiocciola di Slow Food). Non mancano i riconoscimenti classici: la Chiocciola grande grigia indica le aziende (40) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio (81), indicato con il disegno dell’Oliva, è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il Grande Olio Slow (124), riconoscibile dalla scritta slow in campo verde, premia l’attività delle aziende che adottano pratiche agronomiche sostenibili per l’ambiente e per il lavoratore.
Le regioni del Sud Italia

Siccità prolungata, piogge torrenziali e attacchi della mosca olearia: sono molteplici i fattori che hanno influenzato la campagna olearia 2022 del Sud Italia. In Campania, la perdurante siccità ha creato condizioni difficili in fioritura e allegagione, tuttavia, la quantità di frutti è stata soddisfacente in tutta la regione. Le piogge torrenziali di inizio agosto, con frequenti episodi di grandine, in alcuni territori hanno creato gravi danni anche agli olivi. La campagna olivicola della Puglia è iniziata sotto i migliori auspici, con abbondanti fioriture in tutta la regione, ma non sono mancate la flessione produttiva e le difficoltà dovute a stress idrico, elevata umidità e moliture precoci, che hanno risparmiato cultivar organoletticamente più performanti, come Coratina e Peranzana.

In Basilicata si è assistito a un netto calo rispetto all’annata precedente, complici i ripetuti attacchi della mosca, che hanno spinto molti produttori a lasciare sugli alberi le drupe compromesse.

L’andamento negativo è stato più o meno lo stesso in tutti i distretti olivicoli, senza differenze sostanziali tra le zone pianeggianti e l’alta collina. Dopo l’eccellente campagna olearia dello scorso anno, in Calabria si è ripresentata l’ennesima annata nefasta, causata da temperature elevate, prolungata siccità e massivi attacchi di mosca. Problematiche che tuttavia non hanno scalfito lo spirito di sacrificio, la passione e le capacità imprenditoriali degli olivicoltori calabresi, attenti al valore delle produzioni di qualità e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. In Sicilia l’olio continua a godere di una fama qualitativa meritata, ma la produzione regionale continua a calare. Il quadro è peggiorato dall’aggravarsi delle difficoltà economiche che, nell’ultimo anno, hanno determinato un aumento generale dei costi. Conferma infine un leggero calo la produzione olivicola della Sardegna, dove da diversi anni il cambiamento climatico sta normalizzando eventi sfavorevoli: lunghi periodi di siccità, accompagnati da venti di scirocco sempre più frequenti nel periodo di fioritura e allegagione e periodi piovosi alla raccolta.

 

I riconoscimenti

La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Sud Italia, ne sono state assegnate 13.

Basilicata
Evo Alampresse di Frantoio Oleario Alamprese, Venosa (Pz)
Fontana dei Santi di Luciano Pepe, Albano di Lucania (Pz)
Cenzino – Coratina e Cenzino – Ogliarola del Bradano di Vincenzo Marvulli, Materia (Mt)

Gli oli del Premio Olivarum a “Olio Capitale” a Trieste

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Gli oli del Premio Olivarum a “Olio Capitale” a Trieste. In programma anche un talk di approfondimento e un corso di degustazione

Basilicata protagonista ad Olio Capitale 2023. Quest’anno al Salone degli Oli tipici e di qualità, l’evento più prestigioso dedicato agli oli EVO, ci saranno i tre oli lucani vincitori del Premio Olivarum e le cinque menzioni speciali. Si tratta di Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera, primo classificato; Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella, secondo classificato, Frantoio Oleario Alamprese Sas di Venosa, terzo classificato. Tra i menzionati, sono arrivati al primo posto nelle rispettive categorie, Antico frantoio Di Perna di Campomaggiore per Prodotto di Montagna; Azienda agricola Marvulli Vincenzo di Matera per Biologico, Azienda Agricola Carriero Filomena di Montescaglioso per Monovarietale; Frantoio Oleario F.lli Pace Srl di Pietragalla per IGP Olio Lucano e Frantoiani del Vulture di Venosa per la menzione Vulture DOP.

Tra i benefici offerti dal Premio alle imprese vincitrici, in un’ottica di rafforzamento della visibilità e delle relazioni commerciali, c’è era infatti la partecipazione gratuita dal 10 al 13 marzo ad Olio Capitale a Trieste.
Il Premio Olivarum che si è svolto lo scorso 4 marzo nella Sala Consiliare di Garaguso è stato un grande successo. Trentatré oli partecipanti, tre primi classificati, cinque menzioni speciali ed altri otto oli EVO per un totale di 16 oli lucani di eccellenza. Sono i numeri della XIX edizione di questo appuntamento importante che rafforza la cultura della qualità degli oli extravergini lucani e consente di promuovere e valorizzare i migliori prodotti lucani del comparto sui mercati nazionali con l’intento di accrescere la visibilità e la competitività.

Per conoscerli meglio e apprezzarne le virtù, in programma, venerdì 10 marzo, dalle 17.00 alle 18.00 un talk di approfondimento dedicato all’evoluzione dell’olio lucano e alla storia del Premio Regionale Olivarum, moderato dal giornalista Simone Marcucci, al quale prenderanno parte Michele Sonnessa, Presidente nazionale Associazione Città dell’Olio, Stefania D’Alessandro, capo panel della Regione Basilicata ed Emilia Piemontese, dirigente generale Politiche agricole della Regione Basilicata, con la testimonianza delle prime tre imprese vincitrici. Sabato, 11 marzo alle 13.00, seguirà un laboratorio di assaggio condotto da Stefania D’Alessandro con gli oli vincitori della XIX edizione del Premio Regionale Olivarum.

 

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino

 

La Yogurteria & Joy Bubble Tea arrivano a Policoro

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La Yogurteria & Joy Bubble Tea arrivano in Basilicata! Nuovo store a Policoro

La Yogurteria & Joy Bubble Tea arriva in Basilicata con un nuovo store a Policoro! Il brand approda nella regione lucana scommettendo su questa località turistica tra le più celebri del sud Italia. All’inaugurazione in Via Resia 20, l’accoglienza è stata tanto festosa: nonostante la pioggia in moltissimi hanno affollato la strada per mettersi in fila per assaggiare le delizie del marchio.

Il team di Policoro è capitanato da Antonella, imprenditrice di origini lucane che ha vissuto molti anni in Germania per poi tornare e investire nella sua città natale. “Da tempo cercavo un progetto da sposare per avviare una mia attività imprenditoriale- racconta Antonella, la titolare- avevo già avuto esperienze nel settore e La Yogurteria mi ha convinta fin da subito. Il team di Alberto è professionalmente capace di affiancarti in tutte le fasi di pre e post apertura. Ti formano per avviare in pochi giorni il punto vendita. I prodotti e le materie prime sono di altissima qualità e la loro assistenza è 7 giorni su 7.
Dopo tanti anni di sacrifici finalmente ho realizzato il mio sogno e vedere tante persone in fila per provare i nostri prodotti, che per il territorio sono innovati come il Frozen Yogurt e il Bubble tea, mi riempie di gioia”. Il punto vendita si trova sulla costa ionica e a pochi km dal mare: è un centro turistico tra i più famosi della regione e d’estate quadruplica il numero di abitanti grazie alle tante presenze turistiche. “La prima volta che ho conosciuto Antonella- afferma Alberto Langella, titolare della Penta srl, proprietaria del marchio- ho capito fin da subito la tenacia e la determinazione che mostrava il suo sorriso dolce. La città di Policoro ci ha accolto con entusiasmo e curiosità e sono sicuro che il nostro store diventerà un nuovo punto di riferimento per tutti i ragazzi della zona”.

XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino

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XIX Edizione Oivarum: sul podio anche un’azienda del Metapontino: Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella. Il gradino più alto del podio è stato occupato da Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera. Fra le menzioni speciali l’azienda agricola Petrocelli Gianluca di Montalbano Ionico (Mt)

 

Trentatre oli partecipanti, tre primi classificati, cinque menzioni speciali ed altri otto oli EVO per un totale di 16 oli lucani di eccellenza. Sono i numeri della XIX edizione del Concorso Regionale Olivarum per i migliori oli extravergine di oliva i cui vincitori sono stati proclamati questa mattina nel corso della cerimonia di premiazione nella Sala Consiliare di Garaguso.

Sul podio della XIX edizione del Premio Olivarum il 1° classificato è l’Agricola Ciciddo di Villa Angela di Matera; il 2° classificato, Oleificio Trisaia di Laguardia Giuliana Maria di Rotondella, 3° classificato, Frantoio Oleario Alamprese Sas di Venosa.

Le menzioni speciali sono state assegnate a: Antico frantoio Di Perna di Campomaggiore per Olio Prodotto di Montagna; Azienda agricola Marvulli Vincenzo di Matera per Olio Biologico, Azienda Agricola Carriero Filomena di Montescaglioso per Olio monovarietale; Frantoio Oleario F.lli Pace Srl di Pietragalla per IGP Olio Lucano. Per la Vulture DOP, menzione per Frantoiani del Vulture di Venosa.
Premiati, inoltre otto oli lucani di eccellenza selezionati dal panel del premio regionale, tra cui: Azienda Agricola Zonno Maria di Cirigliano; Pepe Luciano di Albano Di Lucania; Montanaro Savino di Palazzo San Gervasio; La Maiatica Di Angelo Valluzzi di San Mauro Forte; Candida Olearia Snc di Ripacandida; Oliveti Ritrovati Soc. Coop.di Matera; Azienda Agricola Perretta Donato Antonio di Ripacandida; Azienda Agricola Petrocelli Gianluca di Montalbano Ionico (Mt).

Ad assegnare i premi, il vicepresidente della Giunta regionale, Francesco Fanelli. “Siamo molto soddisfatti per aver celebrato e premiato le produzioni di qualità e di eccellenza del comparto olivicolo lucano – ha dichiarato Fanelli, già assessore al ramo dal 2018 al 2022. Il premio Olivarum si conferma un appuntamento importante perché rafforza la cultura della qualità degli oli extravergini lucani e ci consente di promuovere e valorizzare i nostri migliori prodotti del comparto sui mercati nazionali con l’intento di accrescere la visibilità e la competitività. Tra i benefici offerti dal Premio alle imprese vincitrici, in un’ottica di rafforzamento della visibilità e delle relazioni commerciali, la partecipazione gratuita alle fiere dedicate, tra cui: dal 10 al 13 marzo, Olio Capitale a Trieste, dall’11 al 13 marzo, Cultural a Matera, dal 2 al 5 aprile 2023, Sol&Agrifood, a Verona.

Durante la mattinata, è stato illustrato da Michele Sonnessa il Protocollo di Intesa siglato con l’associazione nazionale Città dell’Olio ed è stata proclamata Città dell’Olio anche Garaguso.

Sono interventi il sindaco Francesco Auletta e Michele Sonnessa, presidente dell’associazione Città dell’Olio, Emilia Piemontese, Dirigente Generale Politiche agricole, sulle attività promozionali per il rilancio del comparto olivicolo, seguiti dal focus di Aniello Crescenzi, direttore di Alsia, sui servizi di sviluppo per il per il settore olivicolo, e l’approfondimento sul bando PNRR dedicato all’ammodernamento dei frantoi, a cura dell’Autorità di Gestione del PSR Basilicata 2014-2020, Rocco Vittorio Restaino. Giovanni Pipolo, Capo Panel del Comitato di Assaggio di Salerno ha illustrato i risultati ottenuti attraverso l’analisi degli oli partecipanti al concorso. “Con l’avvio della nuova programmazione tra le diverse azioni previste nella nuova PAC 2023-2027, a sostegno del comparto – ha dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi – adotteremo gli interventi a salvaguardia degli olivi di particolare valore paesaggistico; nell’ambito del 2° Pilastro, per la politica legata all’OCM, solleciteremo il rafforzamento dell’importanza e del ruolo delle organizzazioni di produttori ai fini della concentrazione dell’offerta e del miglioramento della commercializzazione, per consentire il mantenimento del riconoscimento di OP. In coerenza con quanto previsto dal Complemento di Programmazione sullo Sviluppo Rurale, programmeremo azioni corrispondenti alle esigenze specifiche del comparto. Tra le attività più imminenti, la pubblicazione del bando PNRR dedicato all’ammodernamento dei frantoi, la redazione di un Piano Olivicolo Regionale capace di dare un nuovo impulso al comparto con gli indirizzi di carattere produttivo, organizzativo, commerciale per l’olivicoltura lucana del prossimo quinquennio. Attività da realizzare insieme a Città dell’Olio, con cui abbiamo siglato il Protocollo di Intesa e con cui lavoreremo sul Turismo dell’Olio, l’agricoltura sociale e le attività di valorizzazione della filiera, in linea con i valori della cultura della Dieta Mediterranea”.

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