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Emergenza idrica, Marrese scrive al Consorzio di Bonifica

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Un deciso intervento di sostegno in favore del comparto agricolo per non bloccare un settore in perdurante crisi. È quanto chiede il presidente della Provincia Piero Marrese in una lettera indirizzata al Consorzio di Bonifica di Basilicata, all’Autorità di Bacino e all’assessore regionale alle Politiche Agricole e Forestali Fanelli, nel fare propria la forte preoccupazione che vivono gli operatori del settore alla luce delle difficoltà dovute alla siccità e, in ultimo, all’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Covid 19.
“In questo periodo di emergenza, occorre il massimo sforzo per non paralizzare completamente il comparto agricolo – sostiene il presidente Marrese -. Gli invasi lucani, ad oggi, presentano una riserva idrica di gran lunga inferiore a quella del medesimo periodo dello scorso anno, e ciò rappresenta un pericolo per l’agricoltura dell’intero territorio provinciale ed in particolare del Metapontino. Ho ricevuto numerose segnalazioni in merito a criticità e problematiche dovute sia alla manutenzione che all’insufficienza di alcune tra le più importanti vasche del nostro territorio, comprese quelle di “San Nicola” e di “Bertilaccio”, per le quali occorrerebbe, quanto meno, un aumento rispetto al livello attuale. Ritengo improcrastinabile la definizione di efficaci azioni operative e gestionali, individuando come concreta ipotesi di lavoro la realizzazione di due pozzi artesiani nel fiume in direzione della vasca San Nicola e nel rispetto delle norme di riferimento. Una soluzione che avrebbe l’indubbio vantaggio di consentire ad un territorio più vasto un adeguato approvvigionamento di acqua, venendo in tal modo a soddisfare le esigenze delle aziende dei comuni viciniori”.
Il presidente Marrese, a tal fine, nel ricordare che una mancata programmazione creerebbe un vero e proprio collasso ad un settore già in profonda crisi e provato da eventi calamitosi, chiede la convocazione in tempi ristretti di un incontro, anche in videoconferenza, per esaminare e trovare una soluzione condivisa alle evidenziate criticità e valutare di concerto ogni utile provvedimento. “Oggi più che mai, alla luce anche dell’emergenza Covid 19, sarebbe auspicabile che, accanto alle misure che riguardano gli operai, le attività commerciali e artigianali ed i professionisti, vengano prese urgenti contromisure per sostenere i nostri agricoltori, che rappresentano il cuore dell’economia del metapontino”.

“Riaprire gli ospedali di Tinchi e Stigliano per emergenza Covid-19”, lo chiedono 15 sindaci

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Di seguito la nota integrale trasmessa alla Regione da 15 sindaci appartenenti all’ambito “Metapontino-collina materana”:

“Egregio Sig. Presidente, egregi Assessori,
una situazione come quella che stiamo vivendo impone a chi ha potere decisionale di adottare tutte le misure possibili per salvaguardare la salute dei cittadini.
L’emergenza è innanzitutto sanitaria, perché è nota la carenza di strutture ospedaliere e di presidi attrezzati per fronteggiare il rischio di aumento dei casi di contagio, ad oggi, per fortuna, nella nostra regione ancora pochi. Per questo motivo non comprendiamo la decisione di non prendere in considerazione l’utilizzo delle strutture di Tinchi e Stigliano, dove sono disponibili posti letto che potrebbero rivelarsi preziosi in un momento del genere, a diretto supporto degli ospedali di Matera e Policoro.

A Tinchi si sono appena conclusi i lavori di ammodernamento dell’edificio, adeguato alle norme antisismiche, e ne ostacolano l’utilizzo solo meri adempimenti tecnici, non coerenti con un’emergenza che altrove ha determinato l’implementazione di interi ospedali in pochi giorni. Una struttura su cui la regione ha investito milioni di euro (oltre che per l’ammodernamento del corpo centrale, per la realizzazione della nuova dialisi), che è facilmente raggiungibile attraverso due arterie stradali principali come la SS. 106 Jonica e la SS 407 Basentana, che è dotata di spazi per la degenza e sale operatorie (attive fino a poco tempo fa), ma sulla quale non c’è mai stato un concreto progetto di sviluppo e neppure in un simile frangente se ne colgono le potenzialità.

Così come potrebbe essere una risorsa l’ospedale di Stigliano, dove l’esistenza dell’hospice non sembra affatto un motivo valido per renderla incompatibile con un reparto malattie infettive (così argomentando, infatti, i malati infettivi dovrebbero essere curati in strutture del tutto isolate), aspetto peraltro non centrale nella richiesta di utilizzo. Una struttura inserita nel cuore dell’attività estrattiva di Tempa Rossa meriterebbe di essere valorizzata, anziché continuamente indebolita nei suoi servizi, non avendo ancora l’ASM provveduto alla sostituzione dei medici della lungodegenza. Oggi la struttura è stata persino “spogliata” dei letti per la degenza, segnale che si interpreta come una riduzione di posti letto.
Né si può lamentare l’assenza di operatori sanitari. Se è vero infatti, che esiste, per l’ospedale di Stigliano, una risorsa di circa un milione di euro destinata a sostenere la spesa riferita agli operatori sanitari, assentita dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne, è altrettanto vero che è all’attenzione del Governo centrale un DL contenente misure urgenti per fronteggiare l’emergenza CoronaVirus che prevede, tra l’altro, lo snellimento delle procedure di abilitazione all’esercizio della professione medica e nuove assunzioni nel settore sanitario.
Avvertiamo l’assenza, sia pure in un momento emergenziale, di una chiara strategia per l’area del Metapontino e della Montagna materana. Potenziare queste due strutture, esistenti e sulle quali sono state investite ingenti risorse, e potenziare l’Ospedale di Policoro, come centro cruciale per il triage e la diagnosi dei pazienti, si tradurrebbe in una risposta alla inadeguatezza di scelte antiche, che l’attuale crisi ha mostrato in tutta la sua drammatica evidenza.
E’ per questo che, come amministratori dell’ambito metapontino-collina materana lanciamo un grido di forte protesta affinché la Regione assuma concretamente l’impegno di valorizzare il ruolo strategico che queste strutture possono rivestire anche per fronteggiare l’emergenza CoronaVirus, prima che sia troppo tardi.”

I SINDACI DEI COMUNI DI: Pisticci, Policoro, Montalbano, Nova Siri, Rotondella, Craco, Accettura, Stigliano, Tursi, Colobraro, Aliano, Gorgoglione, San Mauro Forte, Valsinni, Cirigliano.

Amministrative Montalbano, nel centro destra i distinguo:  Avremmo voluto Maffia ma la candidata è Rossella Fortunato

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MONTALBANO JONICO. Se fino a qualche giorno fa a rappresentare il centrodestra cittadino a Montalbano Jonico era la candidata sindaco Rossella Fortunato sostenuta dal “Centrodestra e Altri”, ecco che a stretto giro “altri” ancora riconducibili al centrodestra cittadino storico escono con una nota ufficiale del 25 Febbraio scorso che designa Marcello Maffia come candidato sindaco che viene così presentato: “è considerato come una scelta naturale perché assicura un ricambio generazionale (poco meno che quarantenne) nel centrodestra montalbanese, esperienza perché è stato Commissario del Forum Comunale Giovanile delle Associazioni, Consigliere comunale ed Assessore, possiede un retroterra professionale e politico che gli consentirebbe di ottenere consensi  a 360 gradi e persino a sinistra”. E’ quanto riportato nel comunicato stampa firmato da Leonardo Giordano (Insieme per Montalbano), Enzo Devincenzis (Montalbano Città Futura),Marcello Maffia (Forza Italia), Giuseppe Rotunno  (Montalbano 2020), Alessio Cipriano  (Fratelli d’Italia ex MNS).

Verrebbe da pensare dunque a uno scenario che vedrebbe il centrodestra cittadino diviso, con due candidati sindaci e due liste separate, in realtà le cose non stanno proprio così.

I soliti ben informati infatti tengono a precisare che il “distinguo” del gruppo Giordano – Devincenzis– Rotunno – Maffia – Cipriano in realtà è un progetto futuro che va oltre le prossime elezioni amministrative.

Qualcuno diceva che la politica – quella seria – non guarda alle prossime elezioni ma alle nuove generazioni, quindi la designazione di Maffia sembra andare in questa direzione, tuttavia non mancherebbe anche l’intepretazione meno aulica e forse più folkloristica della vicenda. Sembrerebbe che il nome di Rossella Fortunato sia stato non condiviso unanimemente dalla Lega, anzi viene da chiedersi se la designazione della stessa non sia stato frutto di uno slancio poco gradito ai vertici del partito. Se così fosse chi ne pagherà le conseguenze?

Ma come viene vista la vicenda dal centrosinistra che al momento appare unito e coeso sulla ricandidatura di Piero Marrese? E’ stato interpellato il primo cittadino che si è astenuto da commenti che riguardano gli avversari, tuttavia alla domanda se avesse gioito in caso di spaccatura del centrodestra, ha risposto: “Voglio batterli uniti. Non è presunzione ma il lavoro svolto in questi anni è apprezzato da tutti. Dai concittadini e anche fuori”.

Insomma, nella città di Lomonaco la primavera si annuncia bollente.

 

Ultima modifica ore 16:06 del 29 Febbraio 2020

Emergenza idrica, Fanelli: monitoraggio costante e azioni programmatiche

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In campo diverse soluzioni per assicurare l’erogazione dell’acqua agli agricoltori e fronteggiare il lungo periodo di siccità.

E’ quanto è emerso in un incontro tecnico operativo tra l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, l’amministratore unico del Consorzio di bonifica della Basilicata, Giuseppe Musacchio, i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri insieme). Grande assente al tavolo di monitoraggio permanente sulla crisi idrica, istituito presso il Dipartimento, l’Eipli.

Il livello di attenzione è alto e come concordato unitariamente gli aggiornamenti tecnici saranno costanti, mentre il tavolo sarà riconvocato a metà marzo per aver un quadro maggiormente dettagliato della situazione in base all’evolversi delle condizioni climatiche. Obiettivo del tavolo trovare soluzioni non solo nell’immediato, ma anche programmare nel medio e lungo termine.

“Ci vuole un grande senso di responsabilità da parte di tutti – ha affermato l’assessore Fanelli. La questione è e sarà monitorata costantemente e stiamo mettendo in essere azioni per un piano irriguo rispondente ai fabbisogni delle nostre imprese e per affrontare la prossima stagione in maniera rassicurante”.

Durante l’incontro il commissario del Consorzio di bonifica ha illustrato le iniziative già attuate sul piano infrastrutturale finalizzate al risparmio e all’ottimizzazione dell’acqua, oltre ad elencare una serie di opere già appaltate e altre in attesa di essere affidate che consentiranno di gestire meglio la risorsa. A breve sarà attivo un sistema informatizzato per la segnalazione degli scoppi e delle perdite da parte di consorziati e privati cittadini tramite un’app in modo da intervenire prontamente riducendo i tempi per la chiusura dei tratti di rete interessati dalla rottura e conseguentemente quelli per la manutenzione. La segnalazione agli utenti interessati scatterà tramite telegram e verrà notificato un messaggio con i tempi stimati per il ripristino. Il sistema permetterà di ridurre le perdite stimate che si aggirano nella misura del trenta per cento.

Sono 24 mila, secondo i dati della passata stagione, gli ettari messi a coltura, di cui 15 mila quelli arborei. Allo stato attuale qualche preoccupazione è destata dalla diga del Pertusillo e da quella di Monte Cotugno, ma sono state già attivate iniziative per limitare eventuali disagi.

L’INTERVENTO. Scanzano, Salvatore Pecchia (PD) commenta l’attuale situazione

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“Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.

Come dimostra la celebre citazione di Albert Einstein, mai così attuale per la nostra comunità, farsi prendere dallo sconforto non aiuta a risolvere nessun problema, anzi complica la già difficile situazione che riguarda tutta la comunità di Scanzano Jonico. I partiti hanno il dovere, ora più che mai, di cercare, proporre e attuare soluzioni. Non è questo il momento dello scontro. E’ il momento del confronto pulito e ragionato.

 

Al partito che ho l’onore e l’onere di guidare a livello cittadino ricordo il fondamentale ruolo, anzi dovere civico, di cerniera virtuosa che deve essere capace di esprimere, favorendo la partecipazione, il dialogo con tutti i cittadini,e le associazioni che ne sono vitale testimonianza, le parti sociali e datoriali, i sindacati; tutti, nessuno escluso.  Il retroterra culturale del Partito Democratico è ampio, consolidato e ricco di istanze anche diverse: un patrimonio di idee, una ricchezza straordinaria che deve essere condivisa con tutti. L’immobilismo è il silenzio non hanno cittadinanza nel percorso lungo 18 mesi – e speriamo che siano quelli – che vede tutti impegnati per un comune obiettivo: dare impulso alla città, mettendo al centro la promozione culturale e quindi la valorizzazione del territorio. Sarebbe un errore enorme “risparmiare” le energie e attendere pigramente lo sviluppo degli eventi e limitarsi a subirli.

Allo stesso modo sarebbe un errore lasciarsi sedurre dalla voglia di dar vita a slanci egoistici e solitari, che non prevedano la concertazione che impegni tutti i protagonisti del territorio – associazioni, aziende, sindacati, mondo dello sport – affinché la nostra città dimostri ancora una volta che fare squadra è possibile e porta al raggiungimento di traguardi altrimenti impensabili. Si dice che da soli si corre ma insieme si va lontani. E alla nostra città dobbiamo offrire l’opportunità di riscattarsi e tornare a competere a livelli altissimi con tutti gli altri comuni del comprensorio e non solo.

Il popolo di Scanzano Jonico è generoso, lavoratore, onesto ed è tenace e capace allo stesso tempo. Tutte virtù che messe insieme ci faranno uscire da questa fase.

Come Partito Democratico siamo fiduciosi nel lavoro che svolgono tutte le Istituzioni, incluse le amministrazioni centrali e periferiche e le rappresentanze territoriali degli organi governativi, così come siamo certi dell’anima pulita della nostra città, la cui reputazione non merita giudizi affrettati e generalizzati. Vogliamo, e solleciteremo l’impegno di tutti, che al di fuori dei confini cittadini a prevalere sia l’immagine di quell’ampia parte di comunità che crede nella democrazia, nella legalità e nella partecipazione, la stessa che costituisce l’assoluta, indiscussa e trasversale maggioranza civica.

Come Partito Democratico vogliamo dar vita al tavolo che ci auguriamo porterà tutti coloro che vorranno essere “protagonisti” del futuro civico e sociale di questa comunità all’istituzione del coordinamento civico che darà linfa e vivacità alla nostra città attraverso la programmazione, per i prossimi 18 mesi, di iniziative sociali, educative, culturali e di promozione territoriale.

Il tempo che a breve arriverà sarà “critico” se ci si lascerà abbattere. Non è questa la Scanzano che conosciamo, ben consapevoli e maturi che la sola crisi pericolosa sta nella tragedia di non voler lottare per superarla.

Nei prossimi giorni, dopo aver ascoltato tutti, di là da qualsiasi strumentalizzazione politica ma animati dalla più sincera voglia di partecipare, annunceremo la convocazione un’iniziativa pubblica e siamo fiduciosi nella più ampia partecipazione civica, sociale e culturale: per incontrarci, condividere e procedere.

Psr Basilicata: raggiunto l’obiettivo di spesa per l’annualità 2019

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L’assessore Francesco Fanelli comunica che “il Programma di Sviluppo Rurale della Basilicata 2014-2020 ha conseguito l’obiettivo di spesa previsto al 31 dicembre 2019, superando la regola sul disimpegno automatico, imposta dai Regolamenti europei e che stabilisce che le risorse finanziarie connesse a un impegno sul bilancio comunitario vengano disimpegnate dalla Commissione qualora non siano state inserite in una dichiarazione di spesa dell’Organismo Pagatore all’UE entro il 31 dicembre del terzo anno successivo all’anno dell’impegno di bilancio.

L’Organismo Pagatore Agea ha infatti reso noto che l’obiettivo di spesa al 31 dicembre 2019 per la Regione Basilicata, pari a circa 116 milioni di euro, è stato raggiunto con un totale di spesa sostenuta pari a circa 120 milioni di euro.

I dati sull’avanzamento fisico e finanziario hanno evidenziato una forte accelerazione dell’attuazione del programma nel corso della seconda metà del 2019, grazie ad una serie di interventi intrapresi dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, nonché all’impegno profuso da tutti gli attori del sistema, dalle imprese, dagli organismi di rappresentanza del sistema agricolo, dai tecnici che svolgono attività di assistenza tecnica alle imprese stesse.

Recuperando anche le indicazioni emerse nel corso del Comitato di Sorveglianza tenutosi lo scorso mese di giugno sia dai rappresentanti della Commissione Europea che dal partenariato economico e sociale, sono state messe in atto azioni di velocizzazione per favorire una più efficace ed efficiente attuazione degli interventi previsti dal programma e una conseguente maggiore spesa”.

“Operando nel solco della programmazione in essere – afferma l’Assessore Francesco Fanelli – senza ricorrere a soluzioni emergenziali ma solo a misure di semplificazione adottate d’intesa con l’O.P. Agea, sono state portate a compimento importanti attività di sostegno alle imprese agricole attraverso l’attuazione di misure a favore delle imprese avviate da giovani beneficiari del cosiddetto primo insediamento, delle imprese produttrici e di quelle della trasformazione, secondo le previste modalità ordinaria e di filiera.”.

“E proprio le filiere produttive hanno rappresentato il più importante sforzo organizzativo ed operativo degli Uffici del Dipartimento, con cui, da un lato sono state portate a compimento le attività di valutazione delle proposte progettuali dei vari comparti produttivi, dall’altro si è permesso di intraprendere questi importanti processi di partenariato dell’agroalimentare lucano, favorendo la spesa di importanti risorse per consentire di dare immediato avvio alle attività previste dai progetti di filiera, sin dai primi giorni del 2020”.

“E’ stato dato anche un impulso ai pagamenti delle cosiddette misure a superficie – biologico, semina su sodo, indennità compensativa – grazie ad una maggiore collaborazione con Agea e con i Caa – continua l’Assessore – nonostante i notevoli problemi di carattere organizzativo che hanno rappresentato una forte criticità e rappresentano una delle sfide più importanti per affrontare non solo il 2020 ma anche la nuova fase di programmazione. A tal fine mi preme rivolgere un ringraziamento al Direttore generale, ai Dirigenti, al personale e ai collaboratori degli Uffici del Dipartimento che, con impegno e senso di responsabilità, hanno permesso il conseguimento di un risultato straordinario e, per certi versi, insperato fino a qualche mese fa”.

“L’agricoltura lucana, seppure interessata anch’essa al pari di tutti gli Stati membri, dalla possibile riduzione delle risorse per la PAC della prossima programmazione, a causa della Brexit, può pertanto continuare a contare sulle risorse comunitarie della attuale programmazione. Tutto ciò – sottolinea Fanelli – nella consapevolezza di dover attivare processi di rafforzamento organizzativo della struttura regionale, consolidare i meccanismi di confronto con il partenariato economico e sociale, elevare la qualità delle proposte progettuali, assicurare il corretto svolgimento dei programmi da parte delle imprese, per migliorare l’impatto del PSR, a vantaggio del sistema agroalimentare lucano, volendo ambire a stare al passo delle regioni che registrano i migliori indici.

Nei prossimi giorni, alla luce degli ulteriori e più puntuali calcoli che l’Organismo Pagatore effettuerà sulla spesa sostenuta dalle varie regioni che rientrano nel sistema di pagamento Agea, saranno comunicati i dati di dettaglio riguardanti l’avanzamento fisico e finanziario del PSR Basilicata, delle misure attivate e degli indicatori di prodotto e di risultato”.

Le Sardine Lucane scendono in piazza a Matera il 27 dicembre

in Politica

La manifestazione che si terrà il prossimo 27 dicembre a Matera, in Piazza Vittorio Veneto, dalle ore 18, sarà una manifestazione propositiva, ricca di temi e di contenuti, di musica e di colori. Non sarà una manifestazione contro qualcuno, ma sarà una manifestazione di prospettiva per il futuro della nostra regione. Saranno tanti i temi che verranno affrontati Si partirà dallo spopolamento e dalla migrazione di massa dei giovani lucani, costretti a costruire il proprio futuro lontano dalla propria terra. Si parlerà di lavoro, di scuola, di università, di sanità, di ambiente, di legalità, temi caldi ed attuali per la nostra regione, troppo spesso dimenticati o non considerati prioritari. Grande attenzione, poi, sarà riservata ai temi dell’accoglienza, della solidarietà e dell’integrazione.

Sarà una manifestazione libera, pacifica e aperta a tutti, una manifestazione colorata e ricca di musica e di cultura. Una manifestazione che vorrà mettere al centro la piazza, le persone e quei valori espressi e sanciti dalla Carta Costituzionale. Un’occasione per ritrovarci tutti insieme, a prescindere dalle nostre appartenenze partitiche, per ritornare in piazza dopo anni e fare comunità. Per riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori è un fatto intimo ma rivoluzionario. Se cambio io, non per questo cambierà il mondo, ma qualcosa comincerà a cambiare perché solo quando tutti contribuiranno con la loro legna da ardere sarà possibile creare un grande fuoco. Vi aspettiamo a Matera, in Piazza Vittorio Veneto, venerdi 27 dicembre, alle ore 18.00, senza bandiere di partito, ma con tante sardine disegnate e colorate dai vostri bambini in quanto futuro di questa meravigliosa Regione.

NOTA STAMPA SARDINE LUCANE

Concorso sì, concorso no? A Scanzano monta la polemica

in Politica

Di seguito pubblichiamo le note integrali giunte in redazione. I consiglieri di Scanzano Conta, Claudio Sarnato e Rossana De Pascalis hanno chiesto le dimissioni della maggioranza per non aver al momento bandito concorso pubblico per l’assunzione di dipendenti comunali e aver preferito “lo scorrimento delle graduatorie”. In queste ore, il sindaco Ripoli a nome della maggioranza ha replicato.

Consiglieri comunali Claudio Scarnato e Rossana De Pascalis (Scanzano Conta) chiedono le dimissioni del Sindaco Ripoli e della sua giunta. 

Di recente il comune di Scanzano Jonico ha assunto due nuove unità attingendo dalle graduatori di altri comuni. Una pratica del tutto legale e a norma di legge, sulla cui legittimità non c’è nulla da dire. Tuttavia, esprimiamo un forte dissenso nei confronti di questo procedimento. Perché attingere dalle graduatorie di altri comuni? Perché piuttosto non bandire un concorso che avrebbe dato la possibilità ai nostri concittadini di mettersi alla prova e di ambire a un posto di lavoro nel proprio paese? Certamente non ci permettiamo di mettere in discussione il valore e la professionalità dei neo assunti, né un concorso, per la sua natura pubblica, può essere destinato o può automaticamente vedere vincitori i cittadini del comune che l’ha bandito, ma perché non dare anche una minima speranza agli scanzanesi? C’è stata una volontà politica ben precisa e tuttavia indecifrabile di non dare tale possibilità ai nostri concittadini! Né la giustificazione dell’emergenza delle assunzioni e dei tempi lunghi di un concorso sarebbe credibile, perché l’attuale situazione del personale del nostro comune, rappresentato da numero di unità ridotto all’osso, è sotto gli occhi di tutti ed era facilmente prevedibile già da diverso tempo. Ma l’amministrazione Ripoli non’è certo famosa per la sua lungimiranza! Farebbe meglio a dimettersi, dato che sembra non avere alcun riguardo nei confronti della cittadinanza. Ma in campagna elettorale non si parlava di long list? Gli incarichi non dovevano essere affidati a quelle personalità prese a rotazione dalle liste comunali proprio al fine di far lavorare tutti in nome della trasparenza? Anche in questo caso, gli incarichi vengono affidati a personalità esterne al nostro paese, mentre i professionisti di Scanzano preferiscono emigrare, avendo ben poche possibilità di crescere nella propria comunità. È evidente ormai che ogni decisione presa o non presa o ritardata da parte di questa amministrazione è puntualmente a discapito di cittadini. Alla fine della legislatura non manca molto, ma il sindaco Ripoli e la sua giunta farebbe più bella figura a dimettersi prima!

REPLICA AL GRUPPO DI MINORANZA “SCANZANO CONTA” SUI CONCORSI AL COMUNE DI SCANZANO JONICO

I consiglieri del gruppo Scanzano Conta, Scarnato e De Pascalis, chiedono addirittura le dimissioni della maggioranza “rea”, a loro dire, di non voler indire concorsi per assumere personale, negando agli scanzanesi (affermazione gravissima, seppur goffamente malcelata e condita da una giustificazione legata alla sola possibilità od opportunità) di trovare lavoro nel proprio paese e di aver, al contempo, assunto due unità scorrendo graduatorie di altri comuni. Mettendo furbescamente le mani avanti, sostengono altresì che, pur riconoscendo uno stato di emergenza assoluto legato alla cronica carenza di personale, ciò non possa costituire una giustificazione all’adozione del metodo più veloce per (almeno) tamponare l’emergenza, consistente per l’appunto nello scorrimento delle graduatorie di altri comuni, senza però indicare una soluzione alternativa (troppo facile)! Mi dicano i consiglieri come avrebbe potuto fare il Dirigente Responsabile del Personale a preparare e bandire i concorsi se, proprio a causa della carenza cronica di personale, si è dovuta occupare, personalmente e sino a pochi giorni fa, di migliaia di problematiche delle quali oggi, fortunatamente, si occupano i neo assunti, così da consentire alla Dirigente di preparare i concorsi. Ricordiamo ai consiglieri di opposizione che la pianificazione del fabbisogno del personale, fatta mesi fa e che prevede l’assunzione di 12 unità, è stata legata all’emergenza, imprevista ed imprevedibile al contrario di quanto loro sostengono, creatasi per la concomitanza della recente approvazione del decreto legge denominato “quota cento” che ha causato tanti pensionamenti anticipati (e non è un problema che riguarda solo il comune di Scanzano ma tutti gli enti pubblici, colti impreparati) ed a problematiche personali che hanno attinto altri dipendenti, aggravando la carenza di personale già di per sé grave. Nonostante ciò, grazie all’impegno ed alla professionalità del poco personale che abbiamo, al quale va il nostro ringraziamento, riusciamo ad espletare il lavoro ordinario e straordinario. Quindi, stiano sereni i consiglieri comunali giacché, dopo aver avviato (purtroppo invano) le procedure previste per legge di mobilità obbligatoria e volontaria, che portano via del tempo, e dopo lo scorrimento delle graduatorie (metodo celere e veloce per tamponare l’emergenza), smentendo quanto dagli stessi mendacemente sostenuto, i concorsi saranno banditi eccome ed anche a breve ed è, pertanto, inutile che con astuta malizia cerchino di attribuirsi la paternità di una decisione già assunta mesi fa in sede di programmazione, come agli stessi arcinoto. Altrettanto specioso è da ritenersi il tentativo di utilizzare un argomento così serio e delicato per affermare che questa amministrazione prende decisioni a discapito dei cittadini scanzanesi, e tanto poiché i concorsi non possono che essere banditi nei modi e nelle forme di legge, nella massima trasparenza pubblica, escludendo sin d’ora la loro visione miope e frutto di un becero populismo di basso profilo, potendovi partecipare sia scanzanesi che cittadini di altri comuni, come d’altronde anche gli scanzanesi possono partecipare, così come effettivamente è accaduto ed accade, in concorsi banditi da altri comuni. Non sfuggirà ai consiglieri che, magari in passato, sarà anche accaduto che qualche amministrazione pubblica abbia creato posti di lavoro superflui per sistemare amici, nonostante fosse possibile svolgere gli stessi servizi con personale interno, ma noi non apparteniamo a tale categoria e lo abbiamo già dimostrato. Quanto alle “long list”, per restare in tema di becero populismo, si rappresenta che gli uffici provvedono autonomamente ad affidare gli incarichi secondo legge, essendo loro esclusiva competenza, facendo in ogni caso rilevare che le stesse long list, ove istituite, non possono essere riservate a professionisti locali, come strumentalmente i consiglieri Scarnato e De Pascalis vogliono far credere. Nella speranza di aver sufficientemente chiarito e dissipato ogni dubbio ai consiglieri Scarnato e De Pascalis, auguriamo loro un buon natale ed un felice anno nuovo.

Partiamo da Matera per slegare la Basilicata.

in Politica

Ci stiamo organizzando per una grande manifestazione che si terrà nella Città dei Sassi. Un’idea comune di Italia e di Basilicata: un paese più equo, più sostenibile, più giusto, più libero, più solidale. Per dire che siamo tutti contro l’odio, le divisioni e le discriminazioni che una certa destra vuole instillare nella testa delle persone. Siamo tutti convinti che, al di là delle appartenenze partitiche, un’Italia diversa non solo è possibile ma è necessaria. Crediamo che la forza di questo fenomeno sia la capacità di smuovere le masse, di mobilitare le persone, di far alzare i giovani dai divani di casa e farli uscire in piazza. Far capire alle persone, ed in particolare ai giovani, che la Politica è bella se fatta nel modo giusto, che è necessaria per la sopravvivenza della democrazia stessa. Le Sardine, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale, nascono per dire sostanzialmente due cose: la prima è “ Caro Salvini, noi non siamo come te e non stiamo con te”. La seconda, invece, è un chiaro segnale a tutto il centrosinistra. Quelle persone nelle piazze italiane, noi tutti anche in Basilicata, con questa adesione alle Sardine, malgrado le nostre diverse appartenenze partitiche, stiamo dicendo: “Noi ci siamo, Noi ci siamo sempre stati. Voi, invece, dove siete stati? Dove siete andati? Cosa siete diventati?”. Perchè, probabilmente, dovremmo comprendere, tutti, che dietro questo fenomeno che parte dal basso, che non ha bandiere, c’è tanta voglia di partecipazione. Partecipazione che non si manifesta in altri luoghi, partiti o movimenti, semplicemente perché quei luoghi molto spesso sono luoghi chiusi. Il movimento delle Sardine nasce in Emilia Romagna, a Bologna, per poi propagarsi in maniera esponenziale in tutta Italia. La situazione in Emilia Romagna, però, è differente da quella Lucana. Lì, a gennaio, ci saranno le regionali e il movimento nasce come reazione spontanea di un gruppo di giovani per dire chiaramente che l’Emilia Romagna non cederà dinanzi alle false promesse, alla retorica e al populismo della Lega Nord e del CentroDestra e per dire, contestualmente, che il Governo regionale di CentroSinistra è stato un buon governo e che si intende continuare con quel buon governo. In Basilicata, la situazione è differente. La nostra regione, purtroppo, gode di un triste primato: è la prima e unica regione del Sud ad essere governata dalla Lega Nord. Potenza è il primo e unico capoluogo del Sud ad avere un sindaco leghista. La Basilicata si è già legata e tocca a noi slegarla, cercando di essere tutti uniti, facendo fronte comune, un nuovo fronte popolare contro l’avanzare delle Destre. Nell’immediatezza, dobbiamo evitare che Matera, capitale della cultura europea 2019, cada l’anno prossimo nelle mani della Lega Nord. A tal fine, stiamo lavorando per l’organizzazione di una grande manifestazione a Matera durante le festività natalizie per garantire la presenza dei tanti studenti fuori sede (ogni informazione utile sarà pubblicata sulla nostra Pagina Facebook ufficiale “Sardine Lucane). Stiamo lavorando per ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie, lavoro non semplice vista la concomitanza dei numerosi eventi che si svolgeranno in occasione della chiusura dell’anno di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” e l’innalzamento dei criteri di sicurezza per lo svolgimento di simili manifestazioni. Noi non molliamo e lavoreremo affinché Matera possa essere il teatro in cui migliaia di lucani possano lanciare un chiaro segnale “Matera non si lega e la Basilicata è pronta a slegarsi”. In Basilicata sarà necessario, poi, affrontare temi di primaria importanza quali l’ambiente, la salute, il lavoro, la piaga della disoccupazione giovanile e della fuga di massa dei giovani lucani. Temi che ci toccano quotidianamente e che solo noi giovani, senza alcuna presunzione, possiamo e dobbiamo affrontare frontalmente per le sorti del nostro futuro e della nostra regione. Se la nave affonda, infatti, affonda per tutti, non solo per qualcuno. E allora, forse, è il caso di darsi da fare per tenerla a galla. Il tempo di stare a guardare è finito. E’ ora che tutti facciamo una scelta di campo: fronte comune contro l’avanzare delle Destre. Ci riusciremo, non ci riusciremo, questo non lo sappiamo. Sarà il tempo a dirlo. Ma un giorno, senza il rimpianto di non aver fatto nulla, forse, potremo guardare i nostri figli negli
occhi e dire, non è stato sufficiente lo sappiamo, ma ci abbiamo provato a regalarvi una terra migliore di quella che abbiamo ereditato dai nostri genitori.

Coordinamento “Sardine Lucane”

Work in Progress, il PD di Pisticci dà inizio ai lavori e apre alla condivisione.

in Politica

Badursi e Giasi: “Lo spazio politico cittadino diventi incubatore di idee e progetti”

PISTICCI. “Lavoriamo insieme ad un nuovo progetto” è il titolo dell’iniziativa che si terrà a Pisticci il prossimo 30 Novembre alle 18:30 nella sala consiliare intitolata all’avvocato Nicola Cataldo. I rappresentanti del Partito Democratico cittadino, Antonella Giasi, segretario del circolo PD Marconia e Pisticci, e Andrea Badursi, capogruppo PD in consiglio comunale, alla presenza del segretario provinciale del Partito Democratico, Claudio Scarnato, apriranno il dibattito programmatico. Nella loro dichiarazione congiunta, Badursi e Giasi hanno spiegato: “Si apre una stagione nuova per la vita politica cittadina, fatta di consapevolezza e voglia di progettualità. Vogliamo aprire il dibattito e coinvolgere forze politiche e civiche della comunità per offrire una visione alla città di Pisticci che vada  ben oltre i perimetri ristretti in cui per troppo tempo la vita politica è stata relegata”.

E, infine: “Crediamo nella condivisione, la nostra città ha bisogno di idee e azioni condivise, indipendentemente dai personalismi che negli anni hanno generato rallentamenti e privato la città di quella progettualità necessaria per costruire il futuro”.

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