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PD Scanzano Jonico, pronta la segreteria cittadina

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Il neoeletto segretario del Partito Democratico di Scanzano Jonico Rocco Durante (nella foto d’apertura) ha nominato, in queste ore,  la sua segreteria così composta:
Rimoli Pasquale – Vice Segretario
Mattia Sabato – Segretario GD
Marica Stigliano – delega Diritti scolastici e universitari
Margherita Sigismondi – delega Economia e Tributi
Salvatore Pecchia – delega Agricoltura, Ambiente e Made in Italy
Romano Tommaso – delega Sanità e Politiche per la disabilità
Gigi Di Maggio – delega Turismo e Terzo settore
Elisa Dolce – delega Lavoro e Welfare
Alessandro Gallicchio – responsabile organizzazione

Partito Democratico, a Scanzano il nuovo segretario è Rocco Durante

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Sarà, inoltre, compito del nuovo segretario guidare il partito verso le prossime elezioni amministrative, momento cruciale e di svolta per il futuro del paese

Nella giornata di lunedì, sono stati convocati il direttivo e il resto degli iscritti della sezione PD di Scanzano Jonico. Il segretario cittadino, Salvatore Pecchia, ha dato le dimissioni dalla carica di segretario per ragioni personali e lavorative che non gli permettono di adempiere al suo mandato. Il dibattito che ha fatto seguito, presieduto dal segretario provinciale Claudio Scarnato, ha portato all’elezione del nuovo segretario, individuato nella persona di Rocco Durante, votato all’unanimità. Sarà, dunque, quest’ultimo a fare propria l’eredità di Salvatore Pecchia, che ringraziamo per quanto ha dato in questi due anni e mezzo da segretario e continuerà a dare al PD di Scanzano Jonico. Sarà, inoltre, compito del nuovo segretario guidare il partito verso le prossime elezioni amministrative, momento cruciale e di svolta per il futuro del paese. A lui e alla squadra che formerà va l’augurio di un buon lavoro per il partito e per la nostra cittadina.

Provincia di Matera: il “no” al deposito di scorie nucleari

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Un ordine del giorno contro l’ubicazione del deposito di scorie nucleari sul territorio lucano è stato portato nel Consiglio Provinciale tenutosi ieri pomeriggio, con il risultato di “dichiarare la denuclearizzazione del territorio regionale ed affermare la totale contrarietà all’individuazione della Provincia di Matera e della Regione Basilicata come sede di Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico considerato”.

I consiglieri provinciali inoltre hanno dato mandato al presidente Piero Marrese di “produrre nelle sedi preposte tutte le osservazioni utili a comprovare l’inidoneità dei territori della provincia materana come sede del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico

, in quanto in contrasto con i criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività pubblicati da Ispra nella Guida n. 29”. Al Presidente Marrese è inoltre stato dato mandato “di supportare i governi regionali di Puglia e Basilicata nella messa in campo delle conseguenti azioni procedimentali e di interlocuzione col Governo nazionale, nel rispetto dei territori e dei diritti fondamentali dei cittadini, nonché di intraprendere tutte le azioni utili a rappresentare gli interessi dell’amministrazione provinciale”. Due gli elementi di rilievo a sostegno della presa di posizione; il primo riguarda la presenza di numerose aree protette all’interno del territorio lucano, “In Basilicata le aree naturali protette occupano circa il 30% dell’intera superficie regionale, collocandola al secondo posto in Italia per percentuale di superficie protetta, con due Parchi Nazionali (Pollino e Val d’Agri), due parchi regionali e sei riserve naturali regionali. I siti di interesse comunitario della Basilicata, individuati e appartenenti alla rete Natura 2000, sono 41, ed a questi si aggiungono 15 aree che sono sia SIC ovvero Sito di Interesse Comunitario che ZSC ossia Zone Speciali di Conservazione e ZPS Zona di Protezione Speciale individuate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” di cui circa la metà insiste nel territorio della Provincia di Matera”. Il secondo elemento riguarda invece il rischio idrogeologico e di inondazioni di una gran parte del territorio che rende altrettanto incomprensibile la presenza di un sito di scorie nucleare, per la pericolosità che ne rappresenterebbe. “La particolare conformazione idrografica e geomorfologica della nostra Regione fa sì che si inneschino fenomeni di crisi, frane e smottamenti, appena si superano i 50 mm di pioggia nelle 24ore, nelle zone di Pisticci, Grassano, Senise, Bernalda e Montalbano Jonico, e le inondazioni interessano migliaia di ettari nel Metapontino quando la pioggia supera i 100mm/giorno”, si legge ancora nell’ordine del giorno, che ricorda l’approvazione nel 2003 dal Consiglio regionale della Basilicata come territorio denuclerizzato e la ribadisce e la rivendica ancora oggi. Elementi che sono stati condivisi con tutti i sindaci del materano nella successiva assemblea dei sindaci della Provincia di Matera, ai quali verrà inoltrato l’ordine del giorno discusso per l’approvazione nei rispettivi consigli comunali. “Ribadiamo il nostro NO senza discussioni all’ipotesi che il sito prescelto tra quelli individuati come idonei possa essere sul territorio lucano e della provincia di Matera. E contrasteremo con ogni mezzo a nostra disposizione – ha precisato il presidente Marrese – per tutelare l’economia, il turismo, l’agricoltura e lo sviluppo in generale del nostro territorio, messo a repentaglio da questa improvvida e incomprensibile decisione. La Provincia di Matera parteciperà attivamente al lavoro di coordinamento organizzato dal presidente della Regione Bardi al fine di definire una posizione unitaria di tutto il territorio per contrastare qualsiasi ipotesi di localizzazione in Basilicata e nei territori confinanti con la Puglia di un deposito di rifiuti radioattivi”.

Basilicata, deposito scorie nucleari: il 7 Gennaio riunione in Regione. Dal Governo, Speranza: “Basilicata non idonea”

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Un incontro urgente per fare il punto sulla procedura di consultazione pubblica, avviata oggi, attraverso la quale, entro i prossimi 60 giorni, i soggetti portatori di interessi qualificati potranno esprimersi in merito alla “localizzazione, costruzione ed esercizio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco tecnologico”. L’ha convocato, d’intesa con il presidente della Regione Bardi, l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa.

La riunione avrà luogo in modalità telematica giovedì 7 gennaio 2021 alle ore 10,30.

Sono stati invitati a partecipare i presidenti delle Province di Potenza e Matera, il direttore generale dell’Arpab, il presidente dell’Anci ed i sindaci dei Comuni lucani i cui territori ricadono fra le aree indicate dalla Sogin nella “Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”: Acerenza, Genzano, Irsina, Oppido Lucano, Matera, Montescaglioso, Bernalda, Montalbano Jonico. Sarà presente all’incontro anche il dirigente generale del Dipartimento Ambiente Giuseppe Galante.
L’incontro, già annunciato da Bardi e Rosa in una nota in cui hanno espresso la loro ferma contrarietà “ad ogni ipotesi di ubicazione in Basilicata del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”, servirà “per condividere le attività preparatorie alla formulazione delle osservazioni nei tempi previsti”.
Al termine della riunione è previsto un punto stampa, che si svolgerà orientativamente intorno alle 12,00 presso la sede del Dipartimento Ambiente della Regione.

Speranza: aree Basilicata non idonee a sito unico scorie

“In merito alle indicazioni di carattere generale della carta dei siti potenziali per il deposito delle scorie radioattive, resa pubblica da Sogin, appare del tutto evidente che le aree della Basilicata siano a più bassa idoneità e quindi da escludersi in vista della valutazione definitiva. La ragione principale di tale considerazione è che le aree della Basilicata sono in zona sismica 2. Va altresì valutato che la gran parte dei rifiuti nucleari è già collocato in aree del Paese distanti dalla Basilicata.”
Lo dichiara il Ministro Roberto Speranza

Deposito scorie radioattive: “La Basilicata dice no”

“La Regione Basilicata si opporrà con tutte le sue forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. Lo hanno dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi e l’assessore all’Ambiente Gianni Rosa a seguito delle notizie diffuse nella tarda serata di ieri sulla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede anche alcune zone della Basilicata fra le aree indicate dalla Sogin.
“Non eravamo stati informati – hanno aggiunto Bardi e Rosa – e ribadiamo la nostra contrarietà a questa scelta, certi di interpretare il comune sentire del popolo lucano che come è noto a tutti ha già manifestato questo orientamento, in maniera composta ma decisa, 17 anni fa quando fu indicato il sito di Scanzano Jonico. Ora come allora il nostro territorio, che contribuisce in maniera rilevante al bilancio energetico del Paese con le proprie risorse naturali, non può essere ulteriormente gravato da una attività che rischierebbe di mettere in discussione e di pregiudicare la prospettiva di sviluppo sostenibile che con tanta fatica, in questa difficile congiuntura dovuta all’emergenza sanitaria in atto, le istituzioni e le forze economiche e sociali stanno cercando di concretizzare”.
“Nella consultazione pubblica che è stata prevista – concludono Bardi e Rosa – la Regione produrrà una serie di osservazioni negative che in queste ore sono in corso di elaborazione. A questo scopo giovedì mattina alle 10,30 si terrà una riunione via web con tutti gli organismi regionali coinvolti, Arpab, sindaci interessati e presidenti delle Province per discutere e approfondire ogni aspetto della vicenda”. L’intera giunta regionale guidata dal presidente, Vito Bardi, esprime netta contrarietà alla localizzazione, in Basilicata, di un sito per lo smaltimento dei rifiuti nucleari. “Siamo fortemente contrari a questa scelta sia per oggettive ragioni tecniche in quanto non si possono allocare rifiuti nucleari in zone altamente sismiche, sia per ragioni di opportunità. La Basilicata ha già dato al Paese con i suoi giacimenti petroliferi e non possono aprirsi altre ferite che possano mettere in serio pericolo il destino di questa regione. Non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai lucani. Per questa ragione ci opporremo con ogni mezzo a questa ipotesi, già proposta qualche anno fa e poi fallita grazie a una grande mobilitazione dei lucani. Una ipotesi, fra l’altro, emersa senza alcun coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni interessate. Per scelte del genere non esistono colori politici. Aspettiamo fiduciosi anche la voce contraria del Movimento 5 Stelle, a partire dal sindaco, Domenico Bennardi, considerato che questa volta la città, già capitale europea della cultura per il 2019, sarebbe fortemente penalizzata”.

Il Segretario Provinciale PD Matera, Claudio Scarnato: Un chiaro NO al Deposito di Scorie Nucleari in Basilicata.

E’ stata pubblicata la mappa delle aree che potranno ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, la cosiddetta Carta delle aree potenzialmente idonee. SI ripropone a distanza di anni il tema della Basilicata dove, secondo quando riportato dalla CNAPI, vi sono alcuni territori che potrebbero ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi.
L’Iter per la definizione prevede che dopo 60 giorni dalla pubblicazione della CNAPI, le Regioni, gli enti e i soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni e proposte tecniche alla Sogin con un tempo di quattro mesi.
Questo tempo non va sciupato e va tenuto conto che la Regine Basilicata, territorio già martoriato da dissesti idrogeologici, frane e zone altamente sismiche non si presta ad essere individuata come terra potenzialmente adatta ad ospitare un deposito di scorie nucleari, come già è stato fatto da diversi studiosi durante dibattiti che hanno ricordato il 2003 di Scanzano Jonico, ribadendo la non idoneità della nostra regione a poter ospitare un deposito di tale natura.
Pertanto, chiedo ai nostri rappresentanti di tenere alta l’attenzione e di far emergere nelle sedi opportune quanto le istituzioni, il mondo produttivo e il mondo sociale siano contrari a questa scelta facendo rilevare le giuste motivazioni come è già stato fatto in passato.
Tuttavia, qual’ora non si tenga considerazione dei tanti punti contrastanti a questa scelta, il popolo Lucano, che già nel 2003 si espresse con un chiaro NO, è pronto a scendere nuovamente in campo per contrastare tale decisione e il Partito Democratico della Provincia di Matera è pronto a fare il suo.

ROTONDELLA, IL NO DELL’AMMINISTRAZIONE CITTADINA AL DEPOSITO
L’amministrazione comunale di Rotondella esprime piena e ferma contrarietà all’individuazione dei potenziali siti in Basilicata di cui alla CNAPI. Infatti, la Basilicata presenta un territorio già di per sé fragile– da una parte – ed una connotazione territoriale votata all’agricoltura ed al turismo – dall’altra parte – che per le sue intrinseche caratteristiche e ridotta espansione territoriale mal si conciliano con la realizzazione del sito unico.
Per dette ragioni, nel ribadire la contrarietà ad ogni potenziale scelta della Basilicata per la realizzazione del sito unico nazionale, anticipiamo sin d’ora la formale richiesta alla Regione Basilicata ed alla Provincia di Matera e di Potenza di coordinare le azioni per scongiurare una simile possibilità, ferma ogni azione amministrativa e politica del Comune di Rotondella.

Il no di Gabriele Propati, coordinatore Regionale Lega Giovani Basilicata
La notizia apparsa sugli organi di stampa ci preoccupa non poco. Se il governo Conte pensa di trasformare la Basilicata in un cimitero radioattivo si sbaglia di grosso. Così come fu nel 2003 faremo le barricate in ogni dove. Ovviamente desta sconcerto l’individuazione della mia città,Montalbano Jonico, fra i siti idonei al deposito unico. Pensare di mettere le scorie nucleari in un territorio dove insiste la riserva regionale del parco dei calanchi è davvero grottesco. Come sempre saremo in prima fila a scongiurare questa possibile ipotesi che rischia di mettere ancora di più in ginocchio la nostra economia fondata principalmente sull’agricoltura e sul turismo. Nella mia città darò vita ad un comitato anti scorie insieme ai cittadini ed a tutti coloro che intendono lottare per la propria terra.

In una seconda nota, Propoati ha poi annunciato la nascita di un comitato spontaneo: “Si è costituito un comitato spontaneo di cittadini nella città di Francesco Lomonaco. A seguito delle notizie riportate dagli organi di informazione che vedono Montalbano Jonico fra i 67 siti idonei ad ospitare scorie di carattere radioattivo, alcuni cittadini montalbanesi hanno deciso di formare un comitato civico apartitico denominato “ COMITATO NO SCORIE A MONTALBANO JONICO”. Fanno parte del gruppo promotore:
Gabriele Propati, Antonio Perciante, Rocco Pontevolpe, Donatella Mastropierro, Francesco Tarulli, Antonio Gallicchio, Nicola Giordano, Maurizio Tancredi, Graziano De Biase.
Il comitato comunica che a partire dalle ore 18:00 di oggi ci sarà una raccolta firme in via Armando Miele per dire no ad ogni forma di nucleare nel nostro territorio”.

L’onorevole Caiata (Fratelli d’Italia su deposito scorie: Governo approfitta della pandemia per decidere delle scorie

“Come i ladri di notte, questo Governo nazionale, in piena emergenza sanitaria, in piena crisi economica e sociale, in piene vacanze natalizie, pubblica la Proposta di Carta Nazionale delle Aree
Potenzialmente Idonee (CNAPI), Progetto preliminare del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (DNPT) e dei documenti correlati, e avvia la consultazione pubblica. E come se non bastasse, propone quale sito idoneo la Basilicata. Una Terra che da già moltissimo all’Italia con lo sfruttamento
del suo territorio in quanto maggiore produttore di petrolio.” ad affermarlo l’On.le Salvatore Caiata,
coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. “Oggi, come ieri, è no. Ci opponemmo al Governo Berlusconi, che comprese l’errore e l’orrore di scegliere la nostra piccola Regione come sito nazionale per le scorie nucleari, lo ribadiamo con maggiore forza oggi. Non faremo le barricate. Li faremo barricare in casa. Abusi e soprusi non saranno tollerati da un Governo che si regge in piedi su inciuci di poltrone e che ha carpito la buona fede dei cittadini presentandosi come il difensore del popolo ma che, invece, difende solo i propri interessi di bottega. Dov’è l’avvocato del popolo, Conte? Dove sono i lucani ‘parcheggiati’ nel governo? Margiotta, Liuzzi, Lamorgese, Speranza per una volta, dimostrate di non essere al governo solo per mantenere in piedi una maggioranza precaria e schieratevi. Finora siete stati solo i servitori delle vostre poltrone, sarebbe il caso, adesso, di dimostrare che non siete solo affascinati dal palazzo ma che avete a cuore la terra che vi ha permesso di sedere dove sedete. Noi non staremo a guardare mentre tentano di violentare ancora la nostra terra” conclude l’On.le Caiata.

ITALIA VIVA BASILICATA: NO AL DEPOSITO SCORIE, PRONTI A GENERARE UNA NUOVA SCANZANO

Diamo già troppo al Paese, si guardi verso altri territori per le scorie. Il parlamentare Vito De Filippo, i consiglieri regionali Luca Braia e Mario Polese, i coordinatori provinciali, i dirigenti e gli iscritti di Italia Viva Basilicata esprimono la totale e ferma contrarietà.
La nostra regione non può e non deve essere tra le sedi candidate ad ospitare, nelle aree ricadenti nei Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Matera, Bernalda, Montalbano e Montescaglioso, il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, cosiddetto CNAPI.
La Basilicata, ha già il suo importante e delicato, in termini di impatto ambientale, ruolo sul piano energetico nazionale con le estrazioni petrolifere e deve oggi più che mai posizionarsi sul tema della transazione energetica come regione che punta alla sostenibilità. Pertanto, la pubblicazione della mappa fino a ieri chiusa nei cassetti di Sogin e la consultazione pubblica che seguirà nei prossimi mesi, siamo certi troverà la stessa Basilicata di 17 anni fa ad opporsi in tutti i modi. Si prevenga una nuova mobilitazione popolare, si guardi già altrove. Ora come allora siamo pronti a generare una nuova Scanzano.

Deposito scorie radioattive, Cifarelli e Pittella (Pd): “La Basilicata non é disponibile”

“La Basilicata si è già opposta 17 anni fa al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e sarà pronta a rifarlo con forza, come allora.” Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Roberto Cifarelli e Marcello Pittella.
“E’ evidente che in termini di “sostenibilità” la Basilicata contribuisce già in maniera rilevante al fabbisogno energetico nazionale e non é affatto pensabile che si vada oltre. No, grazie!
Siamo certi – dicono Cifarelli e Pittella – che si farà fronte comune e riteniamo quanto mai utile che nella consultazione pubblica che è stata prevista siano coinvolti i gruppi di minoranza in Consiglio regionale. Siamo pronti ad una risoluzione unitaria in Consiglio regionale che dia forza ad ogni iniziativa si ritenga utile intraprendere, anche contro la sola ipotesi della individuazione di pochi comuni tra le aree idonee.
Abbiamo già scelto cosa vogliamo essere – concludono – e non c’è alternativa al nostro No!”

Il Presidente della Provincia Piero Marrese dice NO alle SCORIE RADIOATTIVE nel territorio della provincia di Matera.

Piero Marrese presidente della provincia di Matera esprime il suo dissenso sulla CNAPI, la Carta delle aree potenzialmente idonee, che, tra le 67 aree individuate come deposito di scorie radioattive, ha inserito anche alcuni comuni del materano. “Una decisione inaccettabile – dice Marrese – che penalizzerebbe i territori lucani in termini turistici, di sviluppo economico, agricolo e agroalimentare. Il materano è ormai un territorio riconosciuto a livello nazionale per la sua vocazione turistica, per gli aspetti produttivi e legati all’agricoltura, per le sue bellezze paesaggistiche e per il suo mare pulito. E immaginare un deposito di scorie radioattive in queste aree, oltre a lasciare sorpresi, rappresenterebbe un “duro colpo” per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio, già fortemente messo in crisi dall’emergenza Covid-19”.
La Provincia, nella fase di “consultazione pubblica” in cui sarà possibile formulare osservazioni tecniche e proposte alla Sogin, la società che gestisce gli impianti nucleari e che ha elaborato la CNAPI, farà sentire la sua voce e ribadirà la sua netta contrarietà, attraverso ogni azione ed iniziativa volta a scongiurare questo scempio nei confronti delle nostre comunità. “Occorre rivedere questa decisione – conclude il presidente Marrese -, sia dal punto di vista scientifico che sotto l’aspetto turistico, agricolo e paesaggistico. In un momento in cui a livello nazionale ci si orienta verso un basso impatto ambientale e verso energie alternative, sarebbe una contraddizione inserire un deposito di rifiuti nucleari, che non può oggettivamente coesistere con le peculiarità e le vocazioni dei nostri territori. Non si tratta di fare campanilismi, né di voler mettere in discussione i criteri adottati nello stilare la mappa, ma siamo pronti a dare la nostra collaborazione per fornire alla Sogin tutti gli elementi necessari, e supportati da studi scientifici, a rivedere la sua posizione”.
Come presidente della Provincia, ma anche come cittadino e padre di famiglia ribadisco il mio forte NO alle scorie in Basilicata!!”

SCORIE NUCLEARI, DE BONIS: “FERMO NO AL DEPOSITO IN BASILICATA. LA NOSTRA REGIONE HA GIÀ DATO

“Sono fermamente contrario alla dislocazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in Basilicata. Il nostro territorio ha già dato abbondantemente al paese con le trivellazioni petrolifere; che adesso debba anche farsi carico dello smaltimento del nucleare è inaccettabile. Non si tratta del cosiddetto Nymby, bensì di giustizia territoriale. L’economia lucana confida moltissimo nell’agricoltura sostenibile e nel turismo, cosicché è inconcepibile pensare di imporre alla nostra regione un ulteriore prezzo da pagare in termini di gestione del settore energetico. Per questo è mia intenzione presentare una interrogazione parlamentare sul tema, per capire come mai non si sia valutato opportunamente l’impatto che ciò avrà sulla Basilicata e non si siano individuati altri territori. Come diciotto anni fa a Scanzano Jonico, anche oggi faremo tutto quanto in nostro potere per supportare il popolo lucano contro questa assurda decisione”.
Lo ha dichiarato il senatore Saverio De Bonis, commentando la pubblicazione da parte di Sogin della Carta delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, dopo il via libera dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

Il consigliere regionale Carlo Trerotola (Prospettive Lucane): “Ipotesi scellerata”
E’ davvero stupefacente, dopo che nel 2003 la ferma e corale mobilitazione delle istituzioni e del popolo lucano sventò l’inopinata ubicazione a Scanzano Jonico del cimitero delle scorie nucleari, soltanto ipotizzare che nella nostra regione possa essere allocato il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
Con il nulla osta governativo alla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), predisposta dalla Sogin, è stato svelato l’ insensato inserimento tra gli eventuali siti di diversi Comuni lucani, ubicati nel Bradano o nell’area murgiana, tra cui addirittura la città di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.
E’ un’ipotesi scellerata, che bisogna assolutamente scongiurare, recuperando il medesimo spirito unitario di 18 anni fa, che vide lottare insieme, al di là degli steccati politici, cittadini, forze sociali e rappresentanti istituzionali di qualsiasi livello. La Basilicata già paga un prezzo elevato alla sostenibilità ambientale del territorio con la presenza di diversi pozzi petroliferi, che contribuiscono in maniera determinante al fabbisogno energetico dell’intera nazione.
Riproporre ora l’indigesta “ciliegina sui pozzi” dello stoccaggio nazionale delle scorie radioattive significa condannare alla desertificazione la nostra meravigliosa terra, da sempre vocata ad azioni di sviluppo incentrate sulla valorizzazione dell’agricoltura, del turismo e della cultura.
L’intera comunità lucana deve reagire, con la medesima fermezza e passione di 18 anni fa, a quest’ulteriore tentativo d’inquinare la salubrità della nostra aria e la bellezza del nostro habitat naturale.
Le istituzioni elevino forte la voce della netta contrarietà a questa sciagurata ipotesi. Bene ha fatto il Presidente Bardi a convocare una riunione con gli organismi regionali e gli Enti Locali interessati alla consultazione pubblica.
Contemporaneamente si convochi subito un’apposita seduta straordinaria del Consiglio Regionale e si attivino anche i parlamentari lucani.

M5S BASILICATA SU DEPOSITO UNICO SCORIE: FORTE, DECISA E RIGOROSA CONTRARIETÀ A QUESTA SCIAGURATA IPOTESI.

SOGIN S.p.a. ha reso pubblica la nota tecnica relativa ai siti idonei per lo stoccaggio delle scorie nucleari di bassa e media intensità. Un elenco di 67 potenziali siti con determinate caratteristiche diffusi su tutto il territorio nazionale, e che ora vedranno un momento di aperto dibattito pubblico.
Purtroppo constatiamo che tra i siti individuati, ce n’è una moltitudine in Basilicata.
Tutto questo non è assolutamente accettabile, poiché la nostra regione e il nostro territorio hanno già dato e continuano a dare tanto, essendo coinvolti da decenni sia nello stoccaggio di scorie nucleari anche ad altissima attività (con ulteriori problemi di inquinamento delle falde da cromo esavalente, trielina ed idrocarburi nel sito di Rotondella) sia nelle estrazioni petrolifere e ospitando ben due siti di pre-raffinazione, uno in Val D’Agri (con serie conseguenze di inquinamento ambientale a causa di sversamenti legati allo stoccaggio di greggio e presunto traffico di rifiuti pericolosi) e uno nella Valle del Sauro, che già sta mostrando i propri effetti negativi sulla qualità dell’aria nei territori interessati.
Ricordiamo, inoltre, di avere già subito in passato un vero e proprio scempio ambientale con la prima industrializzazione degli anni 60, che ha lasciato abbandonati una serie di siti industriali i quali aspettano ancora di essere recuperati e bonificati (Valbasento e Tito).
Pertanto, saremo con convinzione al fianco di tutte le Istituzioni lucane, a prescindere dal colore politico che le contraddistingue, al fine di far pervenire la nostra forte, decisa e rigorosa contrarietà a questa sciagurata ipotesi.
Così come già avvenuto nel 2003 con la marcia dei centomila, che fece fallire il tentativo di creare il sito unico nazionale delle scorie nucleari nel Comune di Scanzano Jonico, tutta la Comunità Lucana saprà fare di nuovo fronte unico e si presenterà forte e compatta, in tutte le sedi, per scongiurare ogni eventuale coinvolgimento del proprio territorio.

 

 

VIDEO. Basilicata, conferenza stampa di fine anno. Bardi: lavoriamo come una squadra”

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“Non farei riferimento a ‘mal di pancia’, è normale in politica che si manifestino questi episodi. Lo vediamo anche a livello nazionale, eppure il Governo è sempre lì. Vorrei trasferire questo messaggio ai lucani: tutti dobbiamo lavorare come una squadra coesa che tende al bene della comunità. Se nel 2021 ci saranno dei correttivi ben vengano, è un aspetto che valuterò con gli altri, ma il lavoro che facciamo non lascia presagire modifiche politiche”.

Così il presidente della Regione Vito Bardi, nella conferenza stampa di fine anno, ha risposto alla domanda di una giornalista che gli chiedeva un commento sulle voci di presunti “mal di pancia” nella maggioranza che sostiene il governo regionale. E a chi, riportando altre voci, gli ha chiesto se davvero intende lasciare la scena politica, Bardi ha risposto in maniera altrettanto chiara:

“Nella mia vita – ha detto – non ho mai creduto ai chiacchiericci, ma ai fatti concreti: ed anzi approfitto per dire che ora stiamo mettendo le basi per un secondo mandato che vedrà meglio concretizzarsi i nostri obiettivi”.

Non c’è stata solo la vicenda politica regionale al centro della conferenza stampa di oggi. Nell’anno segnato dall’emergenza Covid – 19 il presidente della Regione ha voluto aprire l’incontro con i giornalisti ricordando “tutte le persone scomparse in questo anno difficile” e rivolgendosi ai loro familiari, “ai quali vanno le nostre condoglianze”. Ed ha aggiunto il ringraziamento del governo regionale “al personale, ai medici, agli infermieri, agli operatori socio – sanitari, ai volontari che con la loro abnegazione hanno mitigato le sofferenze di tantissime famiglie che altrimenti non avrebbero potuto far fronte a tante esigenze”. Un ringraziamento esteso anche “ai laboratori privati, anche grazie al loro aiuto siamo riusciti a superare difficoltà che altrimenti sarebbero state molto più grandi”.

Poi, dopo aver elencato le attività svolte dal governo regionale nel 2020 (vedi altro comunicato) Bardi ha risposto alle domande dei giornalisti. “Come ho già detto in altre occasioni – ha detto ricostruendo la vicenda degli ospedali da campo donati dal Quatar – abbiamo avuto in dono queste tende, nelle quali il Quatar si era impegnato a realizzare un ospedale. Siamo stati in trepida attesa che potessero arrivare le relative dotazioni, alla fine di agosto ci hanno detto che non erano più disponibili e allora ci siamo messi all’opera, ho parlato con il ministro Speranza che è stato disponibile e abbiamo reperito i fondi e realizzato quattro strutture. A Potenza in una struttura stanno montando il pavimento e le serpentine per il riscaldamento, abbiamo una struttura completa mentre l’altra, per la quale sono stati ordinati dopo una gara 40 box pressurizzati per le degenze, per ora sarà utilizzata per il ‘drive in’ per i tamponi e le vaccinazioni e solo in caso di necessità sarà allestito il reparto covid per i paucisintomatici”.

Quanto ai vaccini, “abbiamo predisposto – ha detto ancora Bardi – una piattaforma per monitorare le operazioni e seguire quelli che dovranno fare il richiamo. Abbiamo interlocuzioni continue per verificare che i vaccini arrivino e la somministrazione venga fatta alle categorie a rischio secondo una tempistica ben precisa:

prima il personale sanitario e le RSA, poi successivamente si procederà con gli over 80, con la fascia da 75 a 79 anni e poi con le altre fasce d’età a seguire. E naturalmente si terrà conto delle fasce deboli. Seguiremo una procedura attenta con dei controlli perché con la vita e la salute non si può scherzare”.

Quanto alla “patente vaccinale” di cui si discute in queste ore, Bardi ha chiarito che se ne sta discutendo con i presidenti delle altre Regioni e probabilmente “ci sarà la possibilità di avere una certificazione per viaggiare”.

In tema di controlli ambientali sulle estrazioni petrolifere il presidente della Regione ha detto di aver avuto diversi incontri con le compagnie, chiarendo inoltre “che i controlli che facciamo sono estremamente capillari. C’è bisogno di una corretta informazione, perché molte volte le informazioni trasferite ai cittadini non rispondono alla realtà. Ribadisco comunque che la tutela della salute è al primo posto. Quest’anno avremo meno royalties e di conseguenza meno introiti per la Regione – ha detto ancora Bardi – Ho avuto interlocuzioni con gli amministratori delegati di Eni e Total, stiamo lavorando per rendere meno gravose queste azioni nella nostra regione, anche attraverso anticipazioni. Non è facile, interloquiamo con dei colossi che sono sulla platea internazionale. La nostra zione deve essere propulsiva in un mondo in cui potremmo essere anche non considerati”.

A chi gli ha chiesto su quali questioni si sia speso con maggior vigore, oltre che sull’emergenza Vovid, Bardi ha risposto che al centro della sua attenzione c’è stata l’Università. “Di facoltà di medicina si parlava tanto e da tanti anni, oggi anche per una serie di congiunture favorevoli, la conoscenza con i ministri Speranza e Manfredi, abbiamo raggiunto un risultato importante”. Riguardo alla scuola, infine, Bardi ha ricordato che “sono stati stanziati 6 milioni di euro per permettere ai Comuni di acquistare quello che può servire alle scuole: termoscanner, nuovi spazi, ed altro. È stato dato mandato ai prefetti di fare tavoli per differenziare i servizi, l’orario differenziato era impossibile, ora stiamo per varare un piano per affrontare le questioni”.

UPI: “Riprendere con gradualità la didattica delle scuole superiori”

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“Riprendere la didattica in presenza delle scuole superiori al 50% alla riapertura del 7 gennaio, per poter passare al 75% in tempi rapidi e in modo graduale, dopo aver verificato i processi legati alla sicurezza”. È questa la principale e più importante di una serie di richieste che, l’Unione Province Italiane ha avanzato al Governo con una lettera del 19 dicembre scorso. La richiesta nasce dalle difficoltà a rendere questi due dati compatibili, avvertita all’interno delle riunioni in Prefettura che sono state avviate in queste ultime settimane. La posizione dell’UPI è condivisa e sostenuta anche dai presidenti delle Province di Matera e Potenza Piero Marrese e Rocco Guarino. “Sarebbe utile, pur riconoscendo la necessità di una ripresa della didattica in presenza, in sicurezza, che questo avvenisse attraverso un percorso graduale come anche l’UPI ha verificato in più realtà provinciali d’Italia – sostiene il presidente Marrese -. Le Province sono pronte a fare la loro parte ma rendendo questo percorso meno impervio, attraverso una serie di azioni necessarie da parte del Governo, come quella sulla riduzione degli alunni in presenza dal 7 di gennaio”. Tra le altre richieste avanzate dalle Province al Governo inoltre, vi è quella di uno scaglionamento degli ingressi e delle uscite dalle scuole in maniera differenziata, unitamente alla necessità di mettere a disposizione di Comuni e Province mezzi di trasporto aggiuntivi, magari mezzi utilizzati per il trasporto turistico da destinare l trasporto scolastico; e ancora, vi è la necessità di assicurare per le scuole percorsi dedicati di contact tracing per garantire un monitoraggio dell’eventuale diffusione dell’epidemia all’interno dei plessi scolastici. Servono infine risorse aggiuntive per il personale ATA delle scuole, da reclutare a tempo determinato, e per i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico, con specifiche risorse da destinare alle regioni sulla base di quanto verificato e discusso nei tavoli in prefettura. Tutte posizioni che sono state già portate all’interno delle riunioni che si sono avute fino ad ora nelle Prefetture di Matera e Potenza.

Sulla questione l’Upi di Basilicata ha approntato, con la Regione Basilicata e l’Anci Basilicata, un documento che sarà inviato al Presidente del Consiglio Conte e ai miniastri Azzolina, De Micheli, Boccia, Speranza e Lamorgese, nel quale si chiede, alla luce dell’esperienza acquisita, l’adozione di misure graduali finalizzate ad assicurare garanzie e sicurezza a tutti i soggetti del mondo della scuola.

Avviso pubblico per concessione in comodato d’uso gratuito “struttura giallo blu”, il comune di Ginosa: “utilizzo ottimale degli immobili”

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E’ stato pubblicato l’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse finalizzata all’individuazione di un soggetto per la concessione in comodato d’uso gratuito di un immobile di proprietà comunale sito in Madonna d’Attoli, soprannominato “struttura giallo blu”.

Il Comune di Ginosa con Delibera di Giunta n.70 del 15/05/2020 ha adottato il presente avviso in attuazione del principio di pubblicità preventiva , finalizzata all’individuazione di operatori economici da consultare nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza contemplati dal D.Lgs. n. 50/2016, al fine di effettuare un’indagine conoscitiva di mercato finalizzata all’individuazione di soggetti in possesso dei requisiti richiesti, da consultare per un’eventuale e successiva procedura di affidamento in comodato d’uso gratuito dell’immobile in oggetto sito in località Madonna d’Attoli, censito nel Catasto Fabbricati del Comune di Ginosa al foglio 77, particella 918, subalterno 1, piano T-1-2.

Le candidature devono pervenire, a pena di esclusione, all’Amministrazione aggiudicatrice all’indirizzo Comune di Ginosa –74013, P.zza Marconi n.1, entro il giorno 12/01/2020 alle ore 12.00. L’immobile, della superficie complessiva di tutti i piani pari a 825,68 mq e un’ampia area a verde circostante, è in  stato di abbandono da anni e, per essere adibita a finalità di utilità sociale e sanitaria, deve essere oggetto di interventi di ristrutturazione.

L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è adibire la cosiddetta “struttura giallo-blu’’ a centro sociosanitario, socio-assistenziale o socio-educativo. Ciò, nell’ottica di valorizzazione e di utilizzo ottimale dei beni immobili di proprietà dell’Ente, adibendo gli stessi a strutture/centri che offrano servizi di sostegno sociale.

Grazie, inoltre, alla presenza in quella zona di Casa Famiglia Montfort e Anffas, sarà possibile creare un autentico polo socio-assistenziale.

<<Non posso che esprimere grande soddisfazione per l’approvazione sia della Delibera, sia per la pubblicazione dell’avviso pubblico, capace di dare il via a un progetto ampio che sarà in grado di garantire molteplici servizi alla comunità e impiego – ha spiegato l’Assessore Romana Lippolis – questo passo rappresenta un grande orgoglio per questa Amministrazione che sta rifunzionalizzando strutture costruite e mai avviate, nonostante il forte potenziale che avevano da offrire in termini di servizi ai cittadini e occupazione. Un doveroso ringraziamento va alla Responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali Maria Carmela Curci per il suo impegno e la sua dedizione>>.

Condizione delle comunità italiane all’estero, se n’è discusso nella conferenza permanente

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Riflessioni e proposte sulla condizione delle comunità italiane all’estero sono state al centro della conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cige, tenutasi ieri pomeriggio in modalità videoconferenza. A partecipare all’incontro, in qualità di delegato dell’Upi nazionale, il presidente della Provincia di Matera Piero Marrese, che ha condiviso le principali tematiche in materia con i rappresentanti del Governo nazionale, tra cui il ministro per gli affari regionali e le autonomie Boccia e il sottosegretario con delega per gli italiani all’estero Merlo. In un particolare momento storico che si sta vivendo a livello mondiale, è stato evidenziato l’impegno a tutto tondo da parte di tutte le istituzioni che deve riguardare rispetto alle nuove forme di emigrazione le diverse realtà istituzionali, compresa quella delle Province. “Le comunità italiane all’estero devono continuare a mantenere sempre più forte e intatto il legame con il territorio nazionale, e le Province conservano al loro interno una serie di realtà territoriali che hanno avuto storicamente forti legami soprattutto al Sud Italia con alcuni paesi esteri, dove la presenza italiana è più importante”, ha sostenuto il presidente Marrese, che ha rimarcato il ruolo fondamentale delle Province nella soluzione delle problematiche degli italiani all’estero. “Oggi sempre più giovani si trasferiscono all’estero per studiare e spesso non fanno rientro in patria in quanto colgono opportunità lavorative in altri paesi. È necessario definire azioni e strategie mirate a garantire le migliori proposte per questi nostri studenti, che lasciano con coraggio le proprie case e famiglie, per migliorare la loro formazione e trovare sbocchi professionali. Occorre un maggiore coinvolgimento dei territori, ed in tal senso le Province saranno in prima linea al fianco di tutte le istituzioni e non faranno mancare il loro vivo supporto per creare opportunità ai giovani italiani di rientro in Italia”, ha concluso Marrese, che ha auspicato nuove forme di intervento e di collaborazione che vengano legate in maniera diversa alle nuove esigenze.

 

Somme urgenze, Merra: “280 mila euro per interventi in 5 Comuni” 

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Su iniziativa dell’assessore regionale alle Infrastrutture la giunta lucana ha approvato alcuni provvedimenti per interventi di messa in sicurezza nei comuni di San Paolo Albanese, Maratea, Pignola, Rapolla e Nova Siri 

 Su proposta dell’assessore alle Infrastrutture, Donatella Merra sono stati approvati dalla Giunta regionale interventi di somma urgenza per cinque centri lucani (quattro nella provincia di Potenza ed uno in quella di Matera) per un importo totale di 279.100 euro: le risorse – con cinque distinte delibere – sono state destinate ai comuni di San Paolo Albanese (100 mila euro), Maratea (67.100), Pignola (55 mila), Rapolla (22 mila) e per il materano a Nova Siri (35 mila).

In dettaglio: con i contributi messi a disposizione, pari a 100 mila euro, il Comune di San Paolo Albanese potrà realizzare i lavori urgenti di messa in sicurezza del muro di contenimento a protezione dell’area Paip lungo la sponda idraulica del fiume Sarmento. Con circa 67 mila euro, si provvederà a ripristinare e restaurare invece la barriera paramassi a monte della frazione di Marina di Maratea, in località Serra di Castrocucco. Una cifra pari a 22 mila euro è stata destinata al Comune di Rapolla per i lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa a monte della statale 93 al chilometro 7+700, in un tratto interno all’abitato in via Estramurale, mentre con 55 mila euro, a Pignola, si ripareranno i danni alla strada comunale Gabelle in contrada Tora, in seguito ad uno smottamento del terreno in diversi tratti. Per quanto riguarda la provincia di Matera, il Comune di Nova Siri beneficerà di un contributo pari a 35 mila euro per lavori urgenti di messa in sicurezza degli argini e degli attraversamenti del torrente San Nicola nel tratto in località Piedarmi.

“Si tratta – ha evidenziato l’assessore Merra – di interventi importanti e molto attesi dalle comunità interessate. Le situazioni da risolvere con l’esiguo fondo a disposizione del Dipartimento alle Infrastrutture per le somme urgenze sono tante. Ma con gli uffici facciamo il possibile per andare incontro alle esigenze del territorio e per intervenire su quelle che riteniamo essere le maggiori criticità. A valere su questo fondo – ha proseguito – sono stati finanziati nel corso del 2020 già diversi interventi. Ed oggi abbiamo dato una importante risposta ai Comuni di Pignola, Rapolla, San Paolo Albanese, Maratea e Nova Siri”.

Il saluto a Sabatino Casulli: tantissime le attestazioni di stima e affetto

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La notizia della morte di Sabatino Casulli (66), ricoverato nel reparto di terapia intensiva al Madonna delle Grazie di Matera, dove ha lottato contro i sintomi dell’infezione da Covid-19, ha scosso il mondo civile e politico lucano. Tantissimi le attestazioni di stima e i ricordi affettuosi manifestati anche sui social. Casulli, nel corso del suo impegno politico,  è stato amministratore cittadino a Scanzano Jonico e consigliere provinciale a Matera, eletto con il centrodestra nel 2009 con largo consenso. Di seguito riportiamo in ordine di arrivo a redazione@ilmetapontino.it le note di esponenti e partiti politici che hanno voluto scrivere un pensiero per Sabatino. I funerali si svolgeranno in forma privata oggi, 3 Dicembre.

 

Scompare, per la dannata malattia del momento, un esponente di primo piano della destra metapontina, Sabatino Casulli.
Già vice sindaco di Scanzano Jonico, da sempre uomo politico sensibile e disponibile per la causa dei cittadini, soprattutto quelli più ultimi e indifesi. Con coraggio e lealtà ha affrontato anche momenti molto tristi ed ingiusti per lui.
Fratelli d’Italia piange un proprio valido e coerente militante e dirigente.
Ma il suo esempio di attaccamento ai valori più autenticamente cristiani e sociali saranno di conforto ai propri cari, e a quanti continueranno a battersi, come lui ha fatto per una vita intera, per una società più giusta attraverso l’azione politica più autenticamente disinteressata e nobile.
La destra lucana abbruna le proprie bandiere, e abbraccia fortemente la sua famiglia.

Leonardo Rocco Tauro
Componente Assemblea Nazionale
Fratelli d’ Italia

Le distanze di posizioni e di principi con Sabatino Casulli non ci sono mai sembrate così ininfluenti come in questo momento, al sopraggiungere della notizia della sua morte. Sabatino non ce l’ha fatta, nella battaglia più grande e più dura, ha dovuto soccombere di fronte a un male che continua a sorprenderci e sconvolgerci ogni giorno. Eppure lo ricordiamo energico, impetuoso, appassionato alle sue idee per amore del suo paese, che ha avuto l’onore di amministrare. Caro Sabatino, avremmo tanto voluto continuare a confrontarci, a batterci e scontrarci per la nostra Scanzano.
Un caloroso abbraccio alla moglie, ai figli, alla famiglia tutta.

Partito Democratico Scanzano Jonico

 

La prematura scomparsa di Sabatino causata dalla lotta contro questo maledetto virus mi lascia assai sgomento e profondamente rammaricato così come è per l’intera comunità. Sabatino lo conoscevano tutti per l’impegno profuso attraverso ruoli amministrativi e politici ricoperti in questi anni. Ma non solo, apparteneva a quella categoria di persone che facilmente incontri per strada, nel paese, a passeggiare…
Nonostante le divergenze politiche c’era il rispetto della persona che nei nostri incontri prevaleva sempre.
Un caloroso abbraccio alla famiglia intera. Lacio Droom Sabatino

Claudio Scarnato, segretario provinciale Partito Democratico

Partecipo con grande rammarico alla perdita di un politico forte e leale.
Sabatino Casulli, pur perfettamente integrato nella città che l’ha ospitato da adulto, non ha mai reciso le radici con la sua Montalbano, vivendo in prima persona le sorti e le vicende che questa realtà ha vissuto umanamente e politicamente.
Un uomo legato ai valori della destra, ma che con la sua simpatia innata e la profonda umanità che possedeva, riusciva a colloquiare ed instaurare ottimi rapporti con tutti.
Come amico sento il dolore della perdita di una persona con la quale ho vissuto momenti umanamente difficili e altri molto gioviali.
Come consigliere Comunale di Montalbano ne voglio ricordare il valore politico, la passione, la tenacia e la disponibilità che sono stati esempi educativi e formativi per molti giovani militanti dei partiti di destra montalbanese.
“Sabatino Casulli sarai ricordato come un combattente fiero e coraggioso dall’animo buono”.

Montalbano Jonico lì 2 Dicembre 2020, il consigliere comunale Donato Pierro

 

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