Archivio categoria

Emergenza Covid-19 - page 23

Sale a 200 il numero dei positivi, ieri altri 32 tamponi positivi.

in Emergenza Covid-19

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 200 ai quali vanno aggiunti 4 deceduti, un guarito ed 8 positivi diagnosticati in altre regioni ma residenti in Basilicata e in isolamento in Basilicata.

 

Emergenza Covid-19: aggiornamento del 28 marzo

La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 28 marzo, sono stati processati 164 tamponi per l’infezione da Covid-19. Di questi 132 sono risultati negativi e 32 positivi.

 

I nuovi positivi sono così distribuiti:

 

Tricarico            6

Salandra.            1

Policoro.             2

Pisticci.              3

Nova Siri.           2

Montescaglioso 1

Matera.               3

Grassano.           1

Ferrandina.         2

Teana.                 1

  1. Paolo Albanese 1
  2. Chirico Nuovo. 2.

Rionero.                 2

Potenza                  1

Moliterno.               1

Melfi.                       1

Corleto Perticara.   1

Atella.                       1

 

 

 

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 200 ai quali vanno aggiunti 4 deceduti, un guarito ed 8 positivi diagnosticati in altre regioni ma residenti in Basilicata e in isolamento in Basilicata.

In Basilicata ci sono 150 persone in isolamento domiciliare e 50 ricoveri di cui 18 in terapia intensiva.

Ultima modifica ore 20:54 del 29 Marzo 2020

Covid-19, la sintesi nazionale dell’emergenza sanitaria

in Emergenza Covid-19

“Siamo ancora nel pieno dell’epidemia. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia proprio ora”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Si finirebbe  per vanificare quanto fatto fino ad oggi. I sacrifici di queste settimane sono seri”. “Gli epidemiologici affermano che si vedono i primi effetti del contenimento. Non siamo però ancora al cambio di fase. Servirà tempo e gradualità”.

Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha ribadito: “Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate.

I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei Ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica.

Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta”.

BUONI  PER QUELLI CHE “NON POSSONO FARE LA SPESA”

“Ho appena firmato un dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando delle misure per fare fronte all’emergenza Coronavirus.
“Con ordinanza della protezione civile aggiungiamo a questo fondo

400 milioni, un ulteriore anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per non fare la spesa.

Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari”

 

SCUOLA
Il ministro Lucia Azzolina ha annunciato che

la sospensione delle attività didattiche proseguirà ragionevolmente: non c’è una prospettiva di tornare dopo il 3 aprile alle attività didattiche ordinarie.

“Sono orgogliosa di come tutto il mondo della scuola italiana, i suoi docenti, i suoi alunni e tutto il personale, abbia reagito ad un evento di questa portata. Sono orgogliosa di tutti voi e vi ringrazio per aver accompagnato ogni decisione, ogni cambiamento, per quanto repentino, con professionalità e umanità”.

 

AZIENDE, BONUS PROFESSIONISTI

Quanto alla sospensione delle attività produttive non essenziali non sappiamo ancora, è ancora troppo presto. Dall’inizio della settimana inizieremo a lavorarci: il governo ha adottato questa misura col massimo senso della responsabilità”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Stiamo lavorando per rendere fruibile il prima possibile” gli indennizzi e

dal 1 aprile con un click si potrà fare domanda e saranno erogati i 600 euro

 

RALLENTA LA CURVA EPIDEMICA, MA L’INVITO E’ ALLA CAUTELA.
“Un rallentamento nella velocità di crescita della curva epidemica. Questo è un dato positivo da prendere però – avverte – con estrema cautela”. La ragione, chiarisce, è che “gran parte dei dati è riferita al grande focolaio lombardo e se dovesse aprirsi un altro focolaio nella Regione, così come altrove, il quadro cambierebbe nel giro di pochi giorni”. Insomma, i numeri ci dicono che il virus “circola ancora attivamente e dobbiamo aspettare per vedere se il trend di rallentamento si stabilizza e risulta confermato in tutta Italia”. In realtà, prosegue l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, “il Paese sarà effettivamente al sicuro solo quando l’indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando un soggetto positivo avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà”.
il primo è quello dei guariti; sono arrivati a 12.384, ben 1.434 in più di ieri che rappresenta il numero più alto dall’inizio dell’emergenza. Il secondo riguarda invece la Lombardia, la regione più colpita: nelle ultime 24 ore si sono registrati soltanto 15 nuovi ricoveri in ospedale e 27 nuovi ingressi in terapia intensiva. Cosa significa tutto ciò? Che i numeri assoluti restano quelli di una catastrofe enorme – come testimoniano gli 889 morti in più che portano il totale a 10.023 – ma che le misure adottate cominciano a dare i risultati sperati. “Se non le avessimo adottate in forma così drastica – sottolinea anzi Borrelli – avremmo ben altri numeri e ci troveremmo in una situazione insostenibile”. E’ dunque il momento di non mollare di un centimetro, per far sì che la curva dopo aver rallentato cominci davvero a calare. Proprio per questo il 3 aprile l’Italia non riaprirà.

Dichiarazioni riprese da Agenzie di stampa nazionale

Romania, l’unità di crisi a lavoro per il rientro di studenti e lavoratori italiani

in Emergenza Covid-19

Il compito più difficile del Comitato unita’ di crisi -comunita’ italiana in Romania, attivo da tre settimane, negli ultimi giorni, è consentire il rientro degli italiani in Romania per motivo di studio e di lavoro. A raccontare cosa accade a Palazzo Italia Bucarest, quartier generale di ogni intervento di solidarietà e di collegamento con le autorità italiane, è Giovanni Baldantoni (nella foto), impreditore lucano. Abbiamo messo insieme le richieste di rimpatrio da parte di studenti, per l’esattezza  16, con elenco fornitoci dal nostro delegato  Pietro Benedetto dal centro operativo istituito presso il ristorante la Piazzetta di Bucarest,  con indicazione della loro preferita destinazione a prescindere dalla destinazione che il vettore Alitalia effettuerà.  Inoltre il nostro delegato Flavio Roccazzella da Iasi ci ha  comunicato di avere ancora 12 richieste. A queste 27 persone certe, si aggiungeranno quanti ne faranno ancora richiesta in queste ore. Purtroppo è tutto complicate e ci sono giovani arrivati qui per l’Erasmus che vogliono tornare a casa. Un riconoscimento al segretario generale del Cgie dr Michele Schiavone che ci manifesta la sua vicinanza e ci sostiene.

Presso il nostro incubatore di imprese, insieme con le associazioni ACIIR circolo imprenditori  presieduto dal dr Gaetano Vernarelli, ACI associazione Cuochi Italiani, FIC federazione Italiana cuochi Delegazione Romania presieduta dalla chef Enza Barbaro, ALB associazione Lucani nei Balcani – ha scritto Baldantoni al Ministro degli Esteri Di Maio per sollecitare maggiore cooperazione – ci siamo attivati per creare un comitato per ‘’ l’Unita’ di crisi’’ necessaria in un Paese come la Romania vista l’enorme presenza di Italiani. Stiamo operando da giorni, intervenendo direttamente per sostenere persone in quarantena, operiamo per informazioni sul territorio. Una rete di solidarietà per tutti quelli che ne hannio bisogno, con la consegna di provviste medicine e quanto necessario o segnalato. Ci chiamano studenti, famiglie che intendono rientrare, operai ovvero imprenditori che rivoltisi al Consolato affermano di aver ricevuto la risposta ‘’ ne sappiamo quanto voi…”.

Alitalia è impegnata a facilitare il ritorno in Italia di migliaia di connazionali che si trovano all’estero e, in coordinamento con l’Unità di Crisi della Farnesina, sta predisponendo una serie di voli speciali con Paesi sui quali non è più possibile operare normali voli di linea, a causa delle restrizioni imposte al traffico aereo da e per l’Italia.

In risposta all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19, le autorità locali rumene  hanno decretato lo stato di emergenza. Il Ministro dell’Interno ha disposto il divieto di ingresso nel Paese per i cittadini stranieri, a partire dalle 22.00 ora locale del 22 marzo, con limitate eccezioni: cittadini dell’UE o dei Paesi appartenenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) o svizzeri e familiari di cittadini romeni o di cittadini UE/Spazio Economico Europeo/Svizzera residenti in Romania; persone in transito attraverso corridoi (terrestri) concordati con i Paesi confinanti; passeggeri in transito aeroportuale; residenti in possesso di permesso di lungo soggiorno; persone che viaggiano per motivi professionali (comprovati da visto, permesso di soggiorno o altro documento) o esigenze imperative (sanitarie o famigliari); personale diplomatico o consolare, di organizzazioni internazionali, militare o che assicura aiuti umanitari; persone titolari di protezione internazionale o viaggi per motivi umanitari. Sono sospese le attività dei centri commerciali, ad eccezione della vendita di prodotti alimentari, farmaceutici o veterinari. Dal 9 marzo, alle ore 12:00 i voli da e per l’Italia, così come quelli da/per la Spagna, sono sospesi.

 

 

(VIDEO) Tampone e isolamento preventivi per il sindaco di Bernalda Tataranno

in Emergenza Covid-19

Ha eseguito il tampone a scopo precauzionale ed è in isolamento il sindaco di Bernalda, Domenico Raffaele Tataranno. Ad annunciarlo oggi 28 Marzo 2020 sul social network è lo stesso primo cittadino che ha raccontato di essere stato contattato dall’Asm e invitato a eseguire il trattamento perché a quanto pare uno dei positivi di Bernalda ha indicato anche lo stesso Tataranno nella filiera delle persone con le quali ha avuto contatti.

Il sindaco fa sapere di stare bene e “di non avere nessun sintomo”. Quanto ai “contatti” ha precisato: “In questi giorni ho sempre indossato guanti e mascherina e osservato la distanza di sicurezza”

*EMERGENZA CORONAVIRUS* AGGIORNAMENTO AL 28 MARZO 2020.Casi di contagio accertati in Basilicata: 170.Casi di contagio accertati a Bernalda e Metaponto: 3.Tamponi in corso: 12.Il videomessaggio del Sindaco Domenico Tataranno.

Posted by Comune Di Bernalda on Saturday, March 28, 2020

Agricoltura, emergenza Covid19. Scarnato (PD): “Tutelare il Made in Italy”

in Emergenza Covid-19

È giunta l’ora che le istituzioni adottino misure di contenimento delle importazioni estere per consentire al tanto declamato made in Italy di poter trovare maggiore spazio sul mercato nazionale, specie nella grande distribuzione.

E’ forte e chiaro il messaggio che il segretario provinciale di Matera Claudio Scarnato lancia a sostegno dei produttori agricoli già duramente colpiti dalle ristrettezze dei provvedimenti anti contagio del Covid-19 a cui si aggiungono i disagi causati dal maltempo di questi giorni.
“Viviamo una situazione di stasi e di crisi profonda con una distribuzione rallentata e soggetta alle misure contingenti il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus nel nostro Paese a cui, nelle ultime ore, si è aggiunto l’aggravante del maltempo con gelate, vento forte e piogge abbondanti che di fatto hanno messo in ginocchio le produzioni fruttifere e di ortaggi del nostro metapontino.
Nonostante le calamità da alluvione e vento, il prodotto fragola come altri, c’è ed è anche in abbondanza ma la GDO, che assorbe la maggior parte della nostra offerta, preferisce ritirare prodotto dall’estero e non quello italiano. Così facendo, si affossano gli agricoltori che hanno visto una riduzione quasi totale degli ordini, con conseguente calo dei prezzi e con l’aggravio dei costi di trasporto dei braccianti agricoli, nel rispetto delle distanze di sicurezza idonee durante il viaggio per raggiungere il posto di lavoro con i dovuti dispositivi di sicurezza.
È giunta l’ora – prosegue Scarnato – che le istituzioni adottino misure di contenimento delle importazioni estere per consentire al tanto declamato made in Italy di poter trovare maggiore spazio sul mercato nazionale, specie nella grande distribuzione.
Alla Regione Basilicata, per il tramite del vicepresidente ed assessore alle politiche agricole Fanelli, chiediamo che si adottino provvedimenti immediati ed urgenti da parte del Governo nazionale.
In caso contrario si opti per una scelta coraggiosa come può essere il blocco della produzione e della distribuzione con misure di sostegno alle imprese agricole per il mancato introito dovuto alla crisi più dura dal secondo dopoguerra.”

Sono 170 i positivi totali in Basilicata, fra le 11 persone positive del “Don Gnocchi” 4 sono del Metapontino

in Emergenza Covid-19

Sabato 28 marzo 2020 ore 12.00 – La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 27 marzo, sono stati processati 167 tamponi per l’infezione da Covid-19. Di questi 138 sono risultati negativi e 29 positivi.

I casi #positivi sono così distribuiti:

1 Salandra
1 Policoro

1 Pisticci
1 Montescaglioso
4 Potenza
8 Irsina
2 Ferrandina
1 Bernalda
4 Matera
1 Aliano
1 Tolve
1 S. Arcangelo

Si precisa che tra i nuovi positivi sopra riportati sono comprese le 11 persone della struttura di riabilitazione Don Gnocchi e residenti rispettivamente nelle seguenti città:

1 Salandra
2 Policoro
1 Pisticci
1 Potenza
2 Ferrandina
1 Bernalda
1 Aliano
2 Matera

Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 170 su un totale di 1421 tamponi analizzati. Guariti 1.

In Basilicata ci sono 125 persone in isolamento domiciliare e 45 ricoveri di cui 19 in terapia intensiva.

Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.

Il prossimo aggiornamento domani, 29 marzo, alle ore 12,00.

Irsina, Tricarico, Grassano: istituita la zona rossa. Più del 15% dei pazienti lucani Covid-19 è concentrato in quell’area

in Emergenza Covid-19

La nuova zona rossa va da Irsina a Tricarico e coinvolge in parte la città di Grassano, in quel perimetro virtuale si concentrano 21 casi di positività all’infezione da Covid-19. Del totale, undici pazienti risultati positivi erano dell’Istituto Don Gnocchi di Tricarico ora chiuso.

Al 27 Marzo i pazienti positivi al Covid in tutta la Regione Basilicata sono 144, vale a dire che poco più del 15% totale dei pazienti lucani è localizzato in quell’area.

La situazione di assoluta emergenza ha indotto il governatore della Basilicata, Vito Bardi a emettere ordinanza creando così delle zone rosse da cui è categoricamente vietato entrare e uscire.

L’ordinanza prevede che con decorrenza immediata e fino al 26 aprile 2020, fatte salve le misure statali, regionali e commissariali di contenimento del rischio sanitario di diffusione del COVID-19, con riferimento al territorio del Comune di Tricarico – esclusa l’isola amministrativa interclusa tra i Comuni di Vaglio Basilicata, Brindisi Montagna e Albano di Lucania – e del Comune di Irsina, nonché il territorio del Comune di Grassano intercluso tra i Comuni di Tricarico e Irsina, delimitato a sud dalla strada vicinale in prossimità della masseria Vignola sono adottate le seguenti ulteriori misure urgenti: divieto di allontanamento dall’area intercomunale che interessa in tutto o in parte i Comuni di Tricarico, Irsina e Grassano, da parte di tutti gli individui ivi presenti; divieto di ingresso nel medesimo territorio di cui alla lettera a), fatta eccezione per il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza di coloro i quali, all’entrata in vigore dell’ordinanza, fossero fuori dal comune per i motivi previsti dall’articolo 1, comma 1, lett. b) del DPCM 22 marzo 2020 e dell’articolo 1, comma 1, lett a) del DPCM 8 marzo 2020.

E’ fatta salva la possibilità di transito, in ingresso e in uscita dall’area intercomunale da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari, compresi farmacisti e veterinari, del personale militare, del personale impegnato nei controlli e nell’assistenza nelle attività relative all’emergenza da COVID-19, nonché degli esercenti delle attività consentite sul territorio comunale e quelle strettamente funzionali  ad assicurare la continuità  delle filiere delle attività consentite, ivi compreso il trasporto finalizzato al rifornimento e alla continuità delle predette attività, nonché le attività necessarie a garantire l’allevamento di animali e le attività non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante e animali, con obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento dell’ordinanza è punito ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19.

 

 

Covid19, all’ospedale San Carlo test rapidi per operatori sanitari

in Emergenza Covid-19

Se il risultato del test rapido fosse positivo, si cercherà un immediato riscontro attraverso il tampone tradizionale

(ANSA) – POTENZA, 27 MAR – Da domani, “tutto il personale dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza sarà sottoposto al test rapido per il rilevamento degli antigeni del covid-19“.
Lo ha annunciato la stessa azienda ospedaliera precisando che si tratta di un test “di ultima generazione”: cerca gli antigeni e non gli anticorpi e il risultato sarà noto in un tempo compreso tra dieci e 15 minuti. Se il risultato fosse positivo, si cercherà un “immediato riscontro attraverso il tampone tradizionale”.

Bonus lavoratori autonomi emergenza Covid-19

in Emergenza Covid-19

IL “MESSAGGIO 1381” DELL’INPS PER L’ACCESSO AI SERVIZI INPS ONLINE E ATTRIBUZIONE DEL PIN:  Messaggio numero 1381 del 26-03-2020

L’articolo 27 D.L. n. 18 del 17/03/2020 prevede un bonus per i lavoratori autonomi – Partite Iva – vista l’emergenza Covid-19.
Nella disposizione è riportato che: “i liberi professionisti titolari di partita iva, nonché ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa in attività alla data del 23 febbraio 2020 e, iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a € 600”.
L’indennità, inoltre, non concorre alla formazione del reddito e sarà erogata dall’Inps previa domanda.
Sono esclusi i pensionati e coloro che risultano iscritti a enti di previdenza privata. Per quanto riguarda gli agenti di commercio l’esclusione è motivata dal fatto che rientrano fra i beneficiari del reddito di ultima istanza, motivo che farebbe supporre un trattamento separato del caso con eventuali altre disposizioni normative che vadano a regolare la questione.

E’ inoltre previsto il sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro
L’istituzione del fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus Covid-19 è prevista dall’Art. 44 D.L. n. 18 del 17/03/2020.

Pensioni, sindacati bancari: “chi ha il conto prelevi allo sportello”

in Emergenza Covid-19
Rivolgiamo un appello ai pensionati e alle pensionate lucani che hanno l’accredito della loro pensione su un conto corrente presso un istituto bancario affinché, a partire dall’1 di aprile, prelevino la loro pensione dagli sportelli bancomat senza accedere in filiale.
Per coloro che fossero sprovvisti di carta bancomat ricordiamo che, in questo periodo di assoluta emergenza sanitaria nazionale, l’accesso alle filiali può avvenire solo previo appuntamento telefonico.
Queste misure sono necessarie per evitare inutili assembramenti, pericolosi in quanto potenziali diffusori del contagio da Covid19.
Facciamo appello al senso di responsabilità di ognuno necessario per la salvaguardia della vostra salute e di quella dei dipendenti bancari che sono obbligati a lavorare per assicurare un “servizio pubblico essenziale”.
Siamo lavoratrici e lavoratori che non possono rispondere all’appello “io resto a casa” perché obbligati a uscire per recarsi al proprio posto di lavoro mettendo a repentaglio la propria salute e quella dei propri familiari. Lavoro che stiamo svolgendo con senso di responsabilità, abnegazione e sacrificio per non abbandonare clientela, famiglie e imprese.
Fabi – FIrst Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin
Torna su