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Economia - page 4

Asso Fruit Italia, l’emergenza sanitaria fa calare prezzi e ordini di fragole italiane

in Economia

“Altre criticità sono la naturalizzazione del prodotto e l’italian sounding, il rischio infatti è quello di trovare nei supermercati fragole prodotte in altri Paesi e presentate al consumatore come prodotto italiano.

“Flessione per quanto riguarda gli ordini e conseguente calo di prezzo: il comparto fragola avverte i forti contraccolpi dell’emergenza sanitaria in atto nel Paese”, così Andrea Badursi ha commentato le notizie non confortanti giunte da produttori associati Asso Fruit Italia, operatori e addetti alla commercializzazione, sembrerebbe che la grande distribuzione italiana prediliga il prodotto proveniente dall’estero. In un momento di forte identità nazionale penso che si debba dare priorità al prodotto ed ai produttori italiani considerato soprattutto che la maggior parte dei mercati rionali risultano chiusi”.
“Altre criticità sono la naturalizzazione del prodotto e l’italian sounding, il rischio infatti è quello di trovare nei supermercati fragole prodotte in altri Paesi e presentate al consumatore come prodotto italiano. Purtroppo il fenomeno come è tristemente noto è latente ma in questa fase può amplificarsi e produrre danni enormi”, avverte Badursi.
Che ha aggiunto: “Confidiamo nel lavoro incessante delle autorità preposte e le invitiamo a infittire la sorveglianza soprattutto nei porti di arrivo, in primis Brindisi e Bari. Allo stesso modo ci rendiamo fin da subito disponibili a interlocuzioni con l’assessore regionale all’Agricoltura della Basilicata, Francesco Fanelli, affinché si faccia portavoce della situazione della fragolicoltura della Basilicata presso il Governo nazionale, La Basilicata vuole continuare a mantenere il primato come primo produttore in Italia per consentire ciò bisogna far sì che l’intero indotto economico non subisca danni irreparabili con tutte le conseguenze deleterie sui livelli occupazioni e la tenuta sociale delle aree interessate”.

Commercialisti: “marginalizzazione delle centinaia di migliaia di lavoratori ordinistici”

in Economia

Massimo Miani, Presidente Nazionale della categoria:“Dalla relazione tecnica del decreto emerge la marginalizzazione delle centinaia di migliaia di lavoratori ordinistici”

Roma, 18 marzo 2020 – Dalla lettura della Relazione Tecnica che accompagna i 127 articoli del Decreto “Cura Italia” emerge che i 25 miliardi aggiuntivi di titoli di Stato, di cui viene autorizzata l’emissione, andranno a finanziare interventi che impattano sull’indebitamento 2020 per 3,2 miliardi euro, a fronte di misure di potenziamento del Servizio sanitario Nazionale;10,3 miliardi di euro, a fronte di misure di sostegno al lavoro; 5,1 miliardi, a fronte di misure di sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario; 2,3 miliardi, a fronte di misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese.
La parte restante è dedicata ad altre misure, tra cui i tanto discussi 500 milioni per il settore aereo, ma sostanzialmente riconducibili alla partita Alitalia. Dei 10,3 miliardi di misure a sostegno del lavoro: circa 7 sono relativi a misure fruibili solo da lavoratori dipendenti; circa 3 anche da lavoratori autonomi.
Sono i numeri mesi in fila dal Consiglio nazionale dei commercialisti, dai quali emerge, secondo il presidente nazionale della categoria, Massimo Miani “una significativa emarginazione delle centinaia di migliaia di liberi professionisti iscritti agli ordini professionali con proprie casse previdenziali, posto che per questi ultimi viene consentito soltanto di provare ad accedere, in concorrenza però con tutti gli altri lavoratori dipendenti e autonomi, al cosiddetto “reddito di ultima istanza” per il quale il decreto stanzia 300 milioni appena degli oltre 10 miliardi dedicati a questo comparto di misure”.
Dei 5,1 miliardi di misure di sostegno della liquidità 1,6 miliardi sono riconducibili al rifinanziamento del fondo centrale di garanzia per le PMI; 1,7 miliardi sono riconducibili alle misure per la moratoria fino al 30 settembre della restituzione dei prestiti delle PMI; 400 milioni riconducibili alle misure per la sospensione dei mutui prima casa.
Con specifico riguardo alla moratoria del rientro dei prestiti a favore delle PMI , la relazione tecnica stima in 219 miliardi l’importo complessivo dei prestiti che ne beneficerebbero: 97 miliardi di linee di credito in conto corrente (di cui 66 miliardi utilizzati); 60 miliardi di finanziamenti accordati per anticipi su fatture e altri titoli di credito (di cui 35 miliardi utilizzati); 29 miliardi per altri prestiti a breve termine; 33 miliardi di sospensione rate relative a mutui, leasing e altri prestiti a medio-lungo termine.
Dei 2,3 miliardi di misure fiscali: 982 milioni sono riconducibili al blocco della riscossione dei ruoli; 880 milioni sono riconducibili al bonus di 100 euro per i dipendenti con redditi fino a 40.000 euro che a marzo vanno regolarmente al lavoro; 356 milioni sono riconducibili al credito di imposta pari al 60% dell’affitto di marzo di negozi e botteghe per gli esercenti “chiusi” per decreto.
“Sul punto – commenta Miani – va sottolineato che la Relazione Tecnica conferma come nessun costo per lo Stato, in termini di indebitamento, hanno invece le sospensioni dei versamenti di IVA, ritenute e contributi in scadenza a marzo e aprile, disposte per i “piccoli” e per le attività economiche delle filiere “più esposte”. Ciò dipende dalla brevità della sospensione (tutti gli importi sospesi devono infatti essere versati entro l’anno, a partire già dal mese di maggio). L’adeguatezza delle misure di sostegno al lavoro – commenta il numero uno dei commercialisti – è ovviamente fuori discussione, specie per tutte quelle attività che sono state costrette a chiudere per decreto. Così come significative sono alcune delle misure di sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario”.
“Quello che non funziona – conclude Miani – è l’evidente marginalizzazione di centinaia di migliaia di liberi professionisti ordinistici, tra i quali sono numerosissimi i giovani con redditi già bassi nei periodi di normalità economica che rischiano davvero di ritrovarsi ultimi tra gli ultimi e peggio che dimenticati, in quanto qui non c’è alcuna dimenticanza, ma scelte precise.Così come salta all’occhio l’assoluta assenza di misure straordinarie di effettiva riduzione del cuneo fiscale a carico del datore di lavoro: una scelta che, messa a fianco di quella opposta compiuta sul versante del potenziamento delle misure di cassa integrazione, rischia di trasformare il Decreto Cura Italia in un enorme spinta psicologica a ricorrere il prima possibile e il più possibile alla cassa integrazione anche per quei datori di lavoro che, con un mix di misure più accorto e bilanciato, potrebbero fare nelle prossime nove settimane scelte diverse”.

Mauro Parracino
Capo Ufficio stampa
Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili

Carburante agricolo: attivazione modalità di gestione delle richieste a mezzo pec

in Economia

Il Dipartimento Politiche Agricole comunica che a seguito dell’emergenza sanitaria che si è venuta a creare per la diffusione del virus Covid-19, al fine di contenere gli accessi agli uffici per le attività riguardanti l’assegnazione del gasolio agricolo e comunque garantire agli utenti il servizio, la richiesta e il rilascio delle autorizzazioni al prelievo del carburante agricolo agevolato 2020 avverrà in modalità semplificata attraverso l’utilizzo del seguente indirizzo pec: umabasilicata@pec.regione.basilicata.it. Le richieste inviate a mezzo pec, con l’apposita modulistica e complete della documentazione necessaria , saranno istruite dall’Ufficio competente che, a seguito delle verifiche, invierà i libretti autorizzativi ai richiedenti sempre a mezzo pec.

Per eventuali chiarimenti è possibile contattare i seguenti numeri 3890004400 e 3394679689.

Servizi postali: operatività ridotta per emergenza Covid-19

in Economia

Alcuni uffici postali hanno ridotto l’operatività e stiamo attendendo un’ulteriore riduzione del servizio postale, e su questo tema abbiamo già fortemente sollecitato l’azienda insieme alle nostre segreterie nazionali ad una rapida azione

 

Le Organizzazioni Sindacali SLP-CISL, UILPOSTE-UIL ed SLC CGIL della Basilicata che seguono il settore produttivo legato ai Servizi Postali, sono state da subito impegnate nella gestione sul territorio lucano dell’emergenza COVID-19. Abbiamo cercato, ove possibile, di ridurre al minimo l’eventualità del contagio. Sono stati razionalizzati i servizi relativi agli invii raccomandati, agli invii assicurati, alla distribuzione dei pacchi.
Alcuni uffici postali hanno ridotto l’operatività e stiamo attendendo un’ulteriore riduzione del servizio postale, e su questo tema abbiamo già fortemente sollecitato l’azienda insieme alle nostre segreterie nazionali ad una rapida azione.
In aggiunta, considerando inoltre che il DL “Cura Italia” sospende i versamenti fiscali, previdenziali e contributivi nonché i termini per i procedimenti giudiziari e che non vi sono pagamenti di pensioni fino al prossimo mese, riteniamo necessario un drastico intervento delle forze di polizia teso a verificare il rispetto di tutte le ordinanze circa il motivo di spostamento e stazionamento in prossimità degli uffici postali dell’utenza fino al momento in cui l’attuale emergenza sanitaria sarà superata.
Quanto sopra per tutelare tutti lavoratori, Azienda, cittadini/clienti.
Riteniamo che, in questa drammatica situazione, pagare un bollettino o spedire una raccomandata non fosse una questione di importanza vitale per i cittadini (che peraltro se avessero necessità di una “data certa” hanno a disposizione anche il canale digitale dei servizi).

Nel Rapporto SUD del Sole 24 Ore: i fronti su cui puntare per ripartire dopo l’emergenza Coronavirus

in Economia

I due anni di bilancio di Resto al Sud: 4.642 nuove imprese, più della metà in Campania. In Lucania attraverso l’azionariato diffuso nasce “Destinazione Basilicata”

L’emergenza Coronavirus è arrivata anche nel Sud Italia, dove inizia a sentirsi il timore per l’impatto sulla sanità pubblica e i danni per i settori economici a partire dalla crisi del settore del turismo, il primo ad essere colpito. Per non restare fermi e prepararsi a ripartire in modo immediato una volta che l’allarme sarà superato, è importante fare tesoro delle iniziative che hanno funzionato in Meridione. Una di queste è Resto al Sud, di cui il Rapporto Sud del Sole 24 Ore, che sarà in edicola con il quotidiano in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, traccia il bilancio dei primi due anni con focus sui progetti delle singole regioni.

Invitalia scatta la fotografia dell’incentivo che punta a frenare l’emigrazione giovanile con l’opportunità di avviare nel Centro Sud iniziative imprenditoriali. Dalla sua partenza a gennaio 2018 fino a febbraio 2019 sono 4.642 le imprese promosse dagli aspiranti imprenditori under 46. Che potrebbero mettere in moto investimenti per 772 milioni. I progetti approvati prevedono in totale investimenti per 311 milioni di cui 147 coperti con agevolazioni statali. Tra i progetti in rampa di lancio, fanno la parte del leone le imprese turistiche e culturali: sono 2.455, pari al 53% del totale. La ristorazione vince su tutto. Seguono le attività manifatturiere e artigianali (20%). Mentre tra le regioni (Resto al Sud opera anche nel Centro) è la Campania quella che primeggia con il 54,05% (2.509) delle imprese finanziate.

Per il post COVID-19 Il rilancio dei centri storici e Gli investimenti del Qatar in Sardegna
Il Rapporto Sud del Sole 24 Ore dedica anche un approfondimento al rilancio dei centri storici nel Mezzogiorno. Il bando del comune per la vendita case a un euro nella città vecchia di Taranto che sta richiamando l’interesse dei paesi esteri dal Regno Unito alla Russia e il Contratto istituzionale di sviluppo per la riqualificazione del centro storico di Cosenza con Fondi per 90 milioni di euro stanziati dal Cipe nel 2018. Due opportunità da cavalcare nel momento in cui inizierà la ripresa post COVID-19.
Tra le inchieste del Rapporto Sud del 13 marzo il futuro dell’universo imprenditoriale qatariota della famiglia Al Thani in Gallura tra turismo e sanità di eccellenza.

 

LA PIATTAFORMA DIGITALE LUCANYA.COM GESTITA DAL TERRITORIO
«Destinazione Basilicata», privati in rete per il turismo

L’hanno chiamata «la carica dei 101», tanti quanti sono gli imprenditori che vorranno investire su «Destinazione Basilicata», una start-up innovativa che intende promuovere lepotenzialità turistiche e attrattive della regione. Una grande scommessa, maancheun’idea coraggiosa e innovativa per dotare la piccola Basilicata di una piattaforma digitale gestita dallo stesso territorio. È una forma di azionariato diffuso e in continua crescita, che coinvolge operatori di ogni settore economico e delle diverse aree della regione, con l’obiettivo comune di dotarsi
di strumenti d’innovazione per losviluppo delleattività economiche e dei territori. Non un sito internet, ma una porta di ingresso alla Basilicata che, attraverso una piattaforma digitale (www.lucanya.com) propone un’esperienza di navigazione del tutto diversa in cui è possibile acquistare beni e servizi, in una logica di integrazione orizzontale e verticale [Estratto dal supplemento de ilSole24Ore in edicola oggi 13 Marzo 2020]

Regione Basilicata, misure economiche per imprese per crisi “coronavirus”

in Economia

Sarà reso operativo a partire da metà aprile il fondo piccoli prestiti per le PMI di tutti i settori produttivi (turismo, commercio, artigianato, industria, servizi) e per i liberi professionisti, gestito da Sviluppo Basilicata SPA, che con una dotazione iniziale di 9,7 Meuro per consentire alle imprese di avere prestiti a tasso zero fino a un importo massimo di 30 mila euro

 

 

L’assessore Cupparo annuncia i primi provvedimenti regionali urgenti di sostegno alle attività produttive per l’emergenza epidemiologica da COVID-19

“In attesa di conoscere nel dettaglio i provvedimenti urgenti a livello nazionale decisi dal Governo in materia di sostegno per le famiglie, lavoratori, imprese e turismo a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 che ha colpito il ‘sistema Paese’, che saranno oggetto di confronto con le Regioni, il Dipartimento Attività Produttive ha predisposto i primi provvedimenti regionali, complementari a quelli nazionali che si intende adottare nella prossima seduta di Giunta”.

 

Lo riferisce l’assessore regionale alle Attività produttive Francesco Cupparo che, considerate le restrizioni che non consentono la convocazione di riunioni, rivolge alle associazioni datoriali e sindacali l’invito a far pervenire entro venerdì prossimo eventuali osservazioni nonché ulteriori proposte urgenti.

 

Questi i primi provvedimenti del Dipartimento Attività Produttive di sostegno alle imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19:

 

Si intende adottare una misura di sostegno a favore delle imprese che hanno attivato o attiveranno un piano aziendale di smart working, in attuazione della L. 81/2017, a far data dal primo marzo 2020 e fino al 30 giugno 2020. La dotazione iniziale assegnata è pari ad 1 Meuro. Con la pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del DPCM 1° marzo 2020 sono state identificate, dal Governo, le misure per la gestione dell’emergenza da coronavirus. Tra queste alcune riguardano i rapporti di lavoro e, in particolare, le modalità di effettuare la prestazione lavorativa in sicurezza. Quella di maggior impatto è relativa al ricorso allo smart-working. Si prevede, infatti, la possibilità di attivare il lavoro agile (c.d. smart- working) con modalità semplificate, al fine di limitare il rischio di contagio, secondo le prescrizioni indicate dall’articolo 4 del D.P.C.M. 1° marzo 2020. Detta modalità comporta la possibilità unilaterale, da parte delle aziende, di attivare lo smart working, verso tutti i lavoratori.

 

Per far fronte alle difficoltà del settore turistico è in fase di predisposizione una norma

regionale che preveda per le strutture ricettive e per i ristornati l’azzeramento dell’acconto 2020 dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP), ai sensi dall’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario),

 

Per far fonte alle difficoltà delle imprese lucane, nel rispettare le scadenze dei termini previsti per il completamento dei programmi di investimento agevolati a valere su avvisi pubblici di emanazione regionale, sarà rinviato di 6 mesi il termine ultimo con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020, per il completamento dei programmi di investimento cofinanziati dai seguenti Avvisi Pubblici, nonché di ulteriori 6 mesi il termine per gli adempimenti successivi alla conclusione degli investimenti con particolare riferimento agli obblighi occupazionali in termini di ULA: Avviso Pubblico “Strutture ricettive di qualità”; Avviso Pubblico “Imprese Artigiana Innovativa”; Avviso Pubblico “La piccola distribuzione in marcia verso l’innovazione”; Avviso Pubblico “Sostegno alla competitività delle PMI”;

– Avviso Pubblico “Impresa-Industria 4.0”;  Avviso Pubblico “Piani di Sviluppo Industriale PIA”; Avvisi Pubblici “Sostegno alla competitività delle PMI”.

 

Sugli Avvisi cofinanziati dal PO FESR 2014-2020 – riferisce ancora Cupparo – si sta facendo un approfondimento con riferimento ai termini fissati dalla Commissione Europea per la chiusura delle operazioni sul ciclo di programmazione 2014-2020.

 

Per far fronte alle difficoltà alle micro imprese lucane in fase start up nel rispettare le scadenze previste dai piani di restituzione dei finanziamenti agevolati concessi da Sviluppo Basilicata Spa a valere sullo strumento finanziario del Micro Credito si intende concedere la sospensione di sei mesi del pagamento delle rate con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020 e un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento.

E’ prevista l’adesione della Regione Basilicata all’Addendum dell’Accordo per il credito 2019, sottoscritto il 6/03/2020 tra ABI e AGCl Confcooperative Legacoop, riunite in Alleanza Cooperative Italiane, e tutte le Associazioni di Categoria, che prevede la sospensione, tra l’altro, delle rate di mutuo attivati dalle imprese per la realizzazione di programmi di investimento agevolati a valere su strumenti di incentivazione regionale.

Saranno rese ammissibili sull’Avviso Pubblico “Sostegno alla ripresa delle PMI e delle professioni” di prossima uscita” le spese per investimenti e spese correnti sostenute retroattivamente a partire dalla data del 1° marzo 2020.

Sarà reso operativo a partire da metà aprile il fondo piccoli prestiti per le PMI di tutti i settori produttivi (turismo, commercio, artigianato, industria, servizi) e per i liberi professionisti, gestito da Sviluppo Basilicata SPA, che con una dotazione iniziale di 9,7 Meuro per consentire alle imprese di avere prestiti a tasso zero fino a un importo massimo di 30 mila euro non solo per investimenti ma anche per far fronte a esigenze di liquidità per pagamenti di spesa corrente.

 

“Si tratta di primi provvedimenti – sottolinea l’assessore – che testimoniano la nostra

vicinanza concreta al mondo delle imprese e ai lavoratori e che necessitano di

un monitoraggio continuo sulla loro attuazione attraverso una costante interlocuzione sociale”.

 

 

 

Richieste di rimborso per allarme coronavirus, Codacons offre assistenza anche in Basilicata

in Economia

moduli per chiedere eventuali rimborsi per spese viaggio, biglietti per manifestazioni sportive, asili privati e comunali

 

 Numerosi cittadini della Basilicata si sono rivolti nelle ultime ore al Codacons per ottenere aiuto e assistenza in merito alle richieste di rimborso per biglietti di treni e aerei, soggiorni presso strutture turistiche, pacchetti vacanza, partite di calcio ed eventi annullati e rette per asili e mense.

L’esplosione dell’emergenza CoronaVirus e i limiti agli spostamenti imposti dal Governo hanno provocato anche in Basilicata il caos per quanto riguarda viaggi, eventi e manifestazioni di ogni tipo, concorsi pubblici e attività professionali. Le conseguenze sono enormi: la chiusura delle scuole, tanto per fare un esempio, ha imposto costi elevatissimi alle famiglie della regione, ma diversi istituti rifiutano i rimborsi delle quote già versate; i tifosi si sono trovati in mano biglietti per eventi a porte chiuse, o abbonamenti ormai quasi senza valore; i viaggiatori con ticket per viaggi divenuti di fatto impossibili hanno ottenuto scarso orecchio dalle compagnie, particolarmente sorde nei confronti delle domande di cancellazione e rimborso.

In tutte queste situazioni i diritti degli utenti rimangono validi e non vengono certo cancellati dall’emergenza in corso – spiega il Codacons – La sopravvenuta impossibilità di ricevere la prestazione per la quale è stato già corrisposto il prezzo o parte del prezzo realizza la conseguente risoluzione del contratto, ai sensi dell’art. 1463 del codice civile, e il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quanto pagato. Per tale motivo l’associazione ha deciso di scendere in campo a tutela dei cittadini della Basilicata, pubblicando in loro aiuto alla pagina https://codacons.it/coronavirus-diritti/ i moduli attraverso i quali far valere i lodo diritti in ogni possibile ambito, e nello specifico:

–      modulo per chiedere il rimborso delle spese sostenute per viaggi (treni, aerei, hotel, ecc.) e relative a soggiorni di piacere, concorsi pubblici, manifestazioni, feste ed eventi vari;

–      modulo per chiedere il rimborso delle spese sostenute per biglietti e abbonamenti calcistici;

–      modulo per chiedere il rimborso delle spese sostenute per le rette per gli asili privati e comunali e quelle per il servizio di refezione scolastica;

–      Un vademecum sull’emergenza CoronaVirus.

 

Invitiamo tutti i cittadini della Basilicata ad attivarsi per tutelare i loro diritti che in nessun caso vengono cancellati o ridotti dall’emergenza coronavirus, e per recuperare i soldi spesi in caso di mancata prestazione di servizi – spiega il Codacons – Ci rendiamo conto delle difficoltà delle imprese, ma a loro deve pensare lo Stato attraverso specifiche misure di sostengo economico, e mai possono essere sottratti ai cittadini soldi per prestazioni non rese perché si configurerebbe il reato di appropriazione indebita.

Noleggio aerei privati: le soluzioni di Fast Private Jet

in Economia

A livello aziendale c’è una risorsa dal valore inestimabile che deve essere salvaguardata nel modo più assoluto: il tempo. Riuscire a ottimizzare al meglio gli spostamenti, potendo contare sulla sicurezza di un servizio esclusivo e dedicato, diviene dunque una priorità in tutti i sensi. Il noleggio di un aereo privato risponde proprio a queste richieste. Scopriamo da vicino le soluzioni possibili.

Ogni azienda è ben cosciente che gli spostamenti di lavoro, oggigiorno sono fondamentali:per perseguire i propri obiettivi economici, per stringere accordi commerciali, per intervenire con efficacia nelle situazioni di emergenza o semplicemente per monitorare le diverse zone di competenza. I motivi del viaggio possono essere i più diversi, quel che li accomuna è la necessità di impiegare al meglio il proprio tempo.

Pianificare uno spostamento optando per la soluzione che permetta di risparmiare il più possibile tempo può fare la differenza, sia a livello economico che organizzativo-logistico, dal momento che può influire al contempo sui risultati e sulle performance dell’azienda. Proprio la volontà di venire incontro alle esigenzedi aziende e imprenditori ha spinto fastprivatejet alla creazione di soluzioni incentrate sul noleggiodiaerei privati.

Poter contare su un jet, un group charter o un cargo sempre pronti all’uso può, infatti, rivelarsi un vantaggio competitivo da non sottovalutare. A seconda delle necessità e del contesto, si avrà la certezza di poter usufruire di un servizio di alto livello che ottimizzerà il tempo e le risorse da dedicare alla risoluzione delle eventuali problematiche.

Una flotta esclusiva e molteplici possibilità

Le possibilità proposte dai servizi di noleggio di aerei privati sono estremamente variegate e capaci di rispondere pienamente alle specifiche richieste di un’azienda. Un jet privato, oppure un group charterse si è un team numeroso, permette di definire e creare un proprio programma personalizzato.

In aggiunta, è possibile usufruire della professionalità unica di una squadra dedicata ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette.

Grazie alle soluzioni proposte da Fast Private Jetsi avrà, dunque, la possibilità di ridurreil tempo effettivo speso per raggiungere la destinazione finale. Ore guadagnate che permetteranno di portarsi avanti con le attività da effettuare sul posto. Una possibilità che non solo farà risparmiare tempo, ma che darà modo di ottimizzare al meglio la propria operatività e l’intero processo logistico-decisionale.

Fast Private Jet per un alto livello di servizio

A ben vedere, poi,si otterrà sicuramente la tranquillitàdi avere a disposizione un servizio di altissima qualità e di godersi l’esperienzadi un viaggio di lavoro privato. Un’opzione che, per caratteristiche, costi e variabili, supera di gran lunga in tutti i casi i benefici che derivano dalla scelta di un classico volo in prima classe.

A questo proposito, le differenze tra il noleggio di un jet privato e la prima classe in un aereo di linea sono evidenti. Il doversi recare in un aeroporto affollato, l’affrontare lunghe attese e code per procedere con i consueti e pubblici controlli di routine sono solo alcuni dei fattori disincentivanti verso questa opzione.

L’ennesima prova che se si desidera la massima privacy e avere massimo potere decisionale su alcuni aspetti fondamentali come orari e giorni di partenza allora ci si dovrà orientare su un altro tipo di percorso.

Se poi, da un’attenta analisi delle esigenze, dovessero emergere altre necessità, sarà possibile constatare comeFastPrivate Jet propongasoluzioni interessanti che coprono diversi ambiti. In tal senso, la compagnia garantisce il servizio elicottero per brevi distanze, i voli privati con aero ambulanzanell’eventualità di un rimpatrio sanitario, nonché i pacchetti vip transfer e yacht charter.

 

 

A Palazzo Italia Bucarest “Alimentazione lucana e Mediterranea”

in Economia

A Palazzo Italia Bucarest, insieme alla Camera di Commercio di Prahova (Romania),con il sostegno del Comune di Dobroesti , ha preso il via il più importante progetto socioculturale per le nuove generazioni dei Paesi dell’Est Europa, ad opera della Global School che promuove professionalità nel settore della ristorazione e la campagna di Educazione all’Alimentazione Lucana  e Mediterranea . Il presidente della Camera di Commercio Aurelian Gogulescu , il sindaco Valentin Condu hanno riconosciuto a Palazzo Italia, presieduto da Giovanni Baldantoni, il grande merito di aver da 27 anni sviluppato e favorito l’integrazione e la formazione. La dottoressa Angela La Sala responsabile commerciale dell’Ambasciata d’Italia ha potuto apprezzare la qualità delle attività a sostegno del Made in Italy, mentre la dottoressa Lodroman di Confindustria ha ribadito interesse per i progetti proposti dal presidente Baldantoni. Il presidente dell’ ACIIR, dott. Gaetano Vernarelli  ha presentato il progetto formativo e lo scambio di esperienze. Presenti inoltre rappresentanti dell’Ambasciata dell’Albania , esponenti della CECCAR, della BRD,Università di Ploiesti, aziende della regione Prahova, operatori dell’informazione locali e della televisione nazionale TVR 1 e TVR1 International. Dunque un importante evento sull’alimentazione, promozione della cucina mediterranea, valorizzazione di usi e costumi della Regione Prahova a confronto con quelli Italiani,con la consegna di attestati, degustazioni di prodotti offerti dall’importatore Marketing Italian Food, preparazione di piatti con i formatori della Global School Palazzo Italia, della presidente Enza Barbaro Fic delegazione Romania, dello chef Giuseppe Sciaraffa,e dei cuochi dell’associazione cuochi Italiani. I somelier coordinati da Maruan Timofti della Global school presenteranno vini Lucani e Rumeni. Un evento per ‘la cultura del gusto Italiano’.

Nella graduatoria dei Paesi fornitori, l’Italia risulta essere il quinto Paese fornitore di prodotti agricoli ed alimentari  della Romania, con un valore di prodotti esportati di 248,5 milioni di euro e una quota di mercato pari al 6,7%. I principali prodotti italiani importati in Romania sono tradizionalmente quelli di più largo consumo, come i prodotti ortofrutticoli, le carni e la pasta, ai quali si sono aggiunti, più di recente, altri importanti prodotti a più alto valore aggiunto come i prodotti dolciari, il caffè, l’olio, i prodotti ittici, i succhi concentrati di agrumi, i vini. Il Made in Italy gode di un’immagine di altissima qualità. Esiste dunque un potenziale enorme per le nostre aziende alimentari.

Castellaneta è la regina del turismo in Provincia di Taranto

in Economia

Non solo mare, raddoppiano le presenze del turismo lento e culturale

Gugliotti: “Iniziamo a raccogliere i primi frutti del brand Terra delle Gravine”
Tanzarella: “La rinnovata offerta turistica del territorio sta rispondendo bene ai cambiamenti del nuovo modo di viaggiare”

I dati pubblicati dall’Osservatorio turistico regionale certificano il ruolo di reginetta del turismo ionico a Castellaneta anche nel 2019, forte di 348.500 presenze (aumento del 2,5% rispetto al 2018), che consentono alla città di Valentino di scalare la classifica dei comuni pugliesi con più flussi turistici, posizionandosi in 14esima posizione, a ridosso di Ostuni.

Bilancio positivo dunque, nonostante il maltempo dei primi mesi estivi abbia danneggiato pesantemente Castellaneta Marina, una delle località pugliesi balneari più gettonate. E infatti, il balzo in avanti è stato fatto grazie agli ottimi dati in bassa stagione, che ha visto raddoppiare le presenze rispetto al 2018. Numeri che vanno oltre il mero dato statistico e che offrono un’interessante prospettiva per il territorio che, per la prima volta in maniera significativa, inizia a intercettare flussi turistici anche nell’entroterra, con un’offerta legata al paesaggio e alla cultura, con soggiorni più brevi ma che si interessano tutte le stagioni dell’anno, a vantaggio delle piccole strutture ricettive come b&b, affittacamere, agriturismi e case vacanze.

Basti pensare che nei mesi non propriamente balneari (da gennaio a maggio e da ottobre a dicembre), in cui tra l’altro le grandi strutture della costa sono chiuse, si passa dalle 20.000 presenze nel 2018 alle 43.000 nel 2019. Numeri ampiamente raddoppiati, che confermano la vocazione dell’intero territorio comunale al turismo legato ai borghi, al paesaggio e all’enogastronomia, grazie a un appeal sempre forte delle gravine e sfruttando anche la naturale posizione a cavallo tra Matera, Taranto e la Valle d’Itria. Una tipologia di turismo che porta in dote maggiori ricadute economiche sul territorio: infatti la spesa media per presenza del viaggio culturale è di € 133 contro gli € 89 del turismo balneare, secondo le analisi della Banca d’Italia sulla distribuzione della spesa nelle località turistiche italiane.

«Finalmente iniziamo a raccogliere i frutti di un lavoro partito da lontano sul brand Terra delle Gravine – commenta Giovanni Gugliotti, Sindaco di Castellaneta – per costruire una destinazione turistica d’appeal, al pari di altri territori a noi vicini e più blasonati. Con le amministrazioni comunali limitrofe abbiamo messo da parte il campanile e favorito il gioco di squadra, con l’obiettivo di portare avanti una proposta unica non solo sul turismo, ma anche sulla cultura, sulle infrastrutture e sullo sviluppo economico in generale. Stiamo costruendo insieme quel senso di comunità fra le nostre cittadine, l’orgoglio di appartenere ad unico territorio e di presentarci come cittadini della Terra delle Gravine. Un sentimento che prima mancava e che probabilmente è l’unico elemento che possiamo invidiare ad altri territori a noi vicini, penso al Salento e alla Valle d’Itria, che pur non avendo tanto più di noi, hanno saputo fare squadra da più tempo, portando a casa dei risultati importanti. La strada è ancora lunga, abbiamo tanto da lavorare, ma questi risultati confermano che siamo sulla strada giusta e ci motivano a fare ancora di più e meglio».

«Rispetto agli scorsi anni, non solo abbiamo avuto un incremento – aggiunge Roberto Tanzarella, Consigliere delegato al turismo del Comune di Castellaneta – ma rileviamo più arrivi con meno giorni di permanenza. Un segno inequivocabile di come il “turista” oggi sia cambiato: soggiorna 2/3 giorni, invece di una settimana come in passato, è alla ricerca di un turismo più itinerante. Un cambiamento a cui il territorio si sta facendo trovare pronto, grazie alla diversificazione dell’offerta turistica, non più legata solo ai villaggi e grandi alberghi, ma anche ai b&b, agriturismi e piccole strutture. D’altronde lo vediamo quotidianamente, sono sempre di più i turisti che incontriamo nel nostro centro storico o lungo i sentieri delle gravine. Nuovi posti letto, un’articolata offerta culturale, paesaggistica ed enogastronomica, con escursioni, percorsi, visite guidate anche grazie al lavoro delle associazioni locali, la promozione turistica che mettiamo in campo da tempo partecipando a tutte le fiere di settore, il lavoro quotidiano dei nostri infopoint in città e nella Marina per promuovere Castellaneta e il brand Terra delle Gravine, sono il segreto del successo di questo nuovo sviluppo turistico che sta interessando il nostro comune».

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