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Cultura - page 8

TUTTE PAZZE PER IL PINK HAIR: DAL ROSA GOLD AL METALLIC PINK

in Cultura/La Grande Bellezza

Credevate che quest’ autunno sarebbe stato cupo e spento?

Care  fashion victim, il colore dell’anno sarà nuovamente pink ma con nuove sfumature.

Nonostante gli esperti abbiano dichiarato che il colore del momento  sia un castano caldo e rassicurante come le sfumature del cioccolato che ben presto prenderanno posto nella nostra fredda quotidianità, ad accompagnare il tutto sarà ancora una volta un colore pastello.

Il pink hair si è timidamente fatto strada tra le chiome delle star di Hollywood, antesignane di uno stile tutt’altro che sobrio, inizialmente comparendo solo sulle punte o su qualche ciuffo. Dopo aver ricevuto il gradimento dei più, la moda dei capelli rosa ha iniziato a mostrare le sue varianti: dal rosa gold al rosa champagne. Quest’anno, invece, il must sarà un rosa metallico che  gioca sulle sfumature iridate e sulle tonalità metalliche.

Se decidete anche voi di convertirvi al pink, qualsiasi esso sia, ricordate che è necessaria una decolorazione. Se avete una base scura per ottenere il metallic pink sarà necessaria una decolorazione più impegnativa rispetto a basi bionde. E’ importante ricordare che la tipicità del pink hair è un effetto shining, ovvero, luminoso. Portare un colore così aumenterà la luminosità del vostro incarnato. Se si ha una pelle abbronzata e olivastra si consigliano toni più accesi, mentre per i coloriti pallidi i toni pastello saranno perfetti.

Curiosità dalla storia:

Fin dalla notte dei tempi la moda di cambiare colore ai propri capelli ha ossessionato le donne di ogni ceto sociale; dall’antica Roma all’antico Egitto ma una delle più bizzarre tecniche di decolorazione e pigmentazione del capello risale al 1600 e la troviamo  proprio in Italia.

Sono tantissimi i manuali di bellezza risalenti a questo periodo storico, ricchissimi di consigli e ricette per essere più belle con chiome tinte di vari colori.

Ad esempio, le signore veneziane del tempo, per ottenere capelli biondi dai riflessi dorati erano solite raccogliere i capelli per poi ricoprirli con un unguento fatto di aceto e urina. Grazie all’ammoniaca contenuta nella pipì, si ottenevano sfumature dorate o, a seconda del colore di base, sfumature ‘’ rosso Tiziano’’.

 

SALUTE E BELLEZZA: I BENEFICI DEGLI OLI ESSENZIALI

in Cultura/La Grande Bellezza

Beno Fignon, giornalista e poeta italiano, una volta disse:

Siamo stati Dèi? Molto di più. Avevamo dodici anni. 

Parole sagge, sì, perché quando si è giovani si è un po’ come essere immortali e  invulnerabili alle cose del mondo. Poi, un bel giorno ci si ritrova – e non c’è omaggio che tenga – con un bel conto da pagare e i segni di tale scotto li portiamo inevitabilmente sulla nostra pelle. La pelle: una tela segnata dai ricordi. Ad esempio, pensiamo solo ai danni che in gioventù possiamo arrecarci con il sole durante le spensierate vacanze e durante i nostri aperitivi in spiaggia. I traumi all’epidermide sono una piaga a lungo termine. Siamo sempre alla ricerca del prodotto miracoloso che possa riequilibrare la situazione: creme e cremine, maschere di bellezza o pomate costose. Ma sono davvero pochi i prodotti davvero efficaci. Tra questi troviamo gli oli dai mille benefici. Avete sicuramente sentito parlare degli oli essenziali ma quanti di voi ne hanno fatto uso? Questi oli, essenziali di nome e di fatto, sono dei preziosi alleati sia per la salute che per il benessere. Non sottovalutiamo questi preziosi aiuti che provengono da Madre Natura perché l’olio essenziale è l’estratto più puro e concentrato della pianta, capace di portare beneficio a corpo e mente.

Ecco di seguito un elenco degli oli essenziali più utilizzati e conosciuti.

Eucalipto: è consigliato per i disturbi delle vie aeree. Grazie alle proprietà balsamiche libera i canali respiratori abbassando anche la temperatura corporea in caso di febbre.

Zenzero: è perfetto in caso di nausea, dolori muscolari e articolazioni. Da utilizzare imbevuto in un fazzoletto e respirandone l’aroma.

Arancio dolce: consigliato per chi ha bisogno di rilassarsi. Distende il sistema nervoso, calma le tensioni e crea un clima morbido e accogliente in casa.

Tea tree oil: È un olio essenziale che deriva dalla pianta della Melaleuca alternifolia, nota anche come pianta del Tè o tea tree. Se utilizzato puro al 100% è un ottimo antisettico, antimicotico, antivirale, possiede un potere balsamico, cicatrizzante, espettorante, fungicida e immunostimolante. Utile come antibatterico può contrastare la formazione di acne, brufoli e pelle grassa, ma anche per il cuoio capelluto per contrastare la forfora e la cute grassa ( si consiglia di versare poche gocce nello shampoo).

Olio di mandorle dolci: Ricco di vitamina E e B, proteine e sali minerali che combattono l’invecchiamento della pelle e ne agevolano il rinnovamento cellulare, è tra i più conosciuti e utilizzati. È perfetto per la pelle secca ma anche per chi vuole combattere smagliature o i capelli sfibrati. È adatto anche per la pelle dei bambini in quanto allevia e previene le irritazioni cutanee.

Olio di Argan: Conosciuto anche come Oro del deserto (per la lunghissima lavorazione con cui viene estratto), questo è tra i più preziosi oli essenziali essendo l’elisir dell’eterna giovinezza. Ricco di tocofenoli (Vitamina E) e squalene, aiuta a combattere i radicali liberi aiutando a prevenire la comparsa di rughe.

Olio di Jojoba: Nell’elenco degli oli più famosi quello di Jojoba è al secondo posto, facile da reperire e ricchissimo di proprietà. Noto per essere privo di grassi e privo di glicerina al contrario dell’olio di mandorle. È perfetto per le rughe del viso ma è anche un’ottima protezione dai raggi solari: può essere utilizzato prima e dopo l’esposizione.

 

Curiosità dalla storia: 

L’utilizzo degli oli essenziali è molto antico. Se ne faceva uso già 5000 anni fa.

Molteplici furono le civiltà che iniziarono ad utilizzare le piante per scopi religiosi, medicinali ma anche cosmetici. L’utilizzo di tali oli fu una pratica che i Greci appresero dagli Egizi, con particolare attenzione per l’arte della profumeria. Infatti tramite la combustione delle piante nacque la prima forma di aromaterapia: la parola profumo deriva dal latino “per fumum” (attraverso il fumo) originariamente riferito alla pratica di bruciare l’incenso. Ricette di profumi con funzione medicamentosa furono trascritte su tavolette di marmo ritrovate nei templi di Esculapio e Afrodite. 

 

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https://sorgentenatura.it/speciali/aromaterapia

UNA TENDENZA TUTTA MEDIORIENTALE: LA CAVIGLIERA, REGINA INDISCUSSA DELL’ESTATE

in Cultura/La Grande Bellezza

Nelle numerose sfilate di moda che ogni anno si preparano a sorprendere e folgorare noi fashion victim, ci sono loro, quei piccoli e apparentemente insignificanti gingilli che rendono i nostri outfit originali e unici: gli accessori. Quest’estate, è stato impossibile non notarne uno in particolare.

Molti di noi saranno stati catturati prima dal suono del tintinnio e, come tra i più fervidi richiami, abbiamo dal primo istante desiderato indossarne una.  Di cosa stiamo parlando? Della cavigliera ovviamente. Era sparita dalle scene da un po’ di tempo e ora è ritornata in maniera prorompente.

Quest’estate la cavigliera è l’accessorio più trendy.

Il suo scopo principale? Adornare le caviglie come un qualsiasi altro gioiello e, se ancora non lo sapete, ha come scopo anche il lancio di messaggi subliminali.

Come si può immaginare i messaggi sono tutti per il sesso maschile. Alcune esperte ammaliatrici spiegano che se indossata a sinistra la cavigliera denota impegno e fedeltà, se a destra, invece, beh… l’avventura è dietro l’angolo.

Già dall’anno scorso le grandi case di moda come Luis Vitton e Lilly Pulitzer hanno proposto le loro collezioni giocando ognuno su uno stile differente. Ad esempio, Lilly Pulitzer ha puntato ad un modello che quest’estate sta avendo un enorme successo. Sono le ankle toe bracelets, si tratta di quelle cavigliere che partono dalle dita con un anellino e si arrampicano sul collo del piede con un effetto sandalo gioiello.

Perfette per un aperitivo sulla spiaggia. Attenzione però a non indossarle in modo casuale. È necessario abbinare sempre la giusta scarpa e una pedicure accurata. Si badi bene a non indossare cavigliere con diamanti a delle comuni infradito o viceversa, delle scarpe eleganti con una cavigliera super sportiva.

Nonostante sia svanita per un po’ di anni, la cavigliera è rimasta l’accessorio preferito di alcune star di Hollywood come Jennifer Lopez che non si separa mai dalle sue costosissime cavigliere di diamanti veri.

Curiosità dalla storia:

La cavigliera è un antichissimo accessorio. Sembrerebbe nascere in Medio Oriente dove le ballerine del luogo indossavano questo gioiello per produrre un suono caratteristico durante la danza del ventre. Tale suono era prodotto dai ciondoli che col movimento del ballo creava un incantevole tintinnio. Nell’antichità tutti i gioielli avevano lo scopo di affermare un significato culturale, religioso e simbolico.
Essa nasce proprio come simbolo di seduzione.

L’utilità dell’inutile : Quando il packaging è persuasione

in Cultura/La Grande Bellezza

Non è vero , neanche in tempo di crisi, che è utile solo ciò che produce profitto.  Ci siamo mai chiesti perche certi prodotti sono più venduti di altri? Quanto ne influisce la qualità sull’acquisto? Spesso , quando si acquistano prodotti di bellezza, si è più propensi ad acquistare oggetti con un packaging invitante.

Questo perche le confezioni hanno un forte potere persuasivo. La vista è il primo dei 5 sensi che si attiva. Siamo attratti dai colori e dalle forme in una maniera in cui inconsciamente non sappiamo. Le case cosmetiche più in voga del momento , giocano tantissimo sull’imballaggio dei loro prodotti .

Nel vasto mondo del makeup , spiccano  marchi originali  ed innovativi  . Tra questi c’è  Benefit Cosmetics , una catena di bellezza  , dalla storia antica e originale. Ciò che rende unico questo brand è lo stile inconfondibilmente vintage e sexy .Brand unico anche per un’altra caratteristica : i prezzi stellari. Cosi come Too Faced, altra famosissima casa cosmetica, che da qualche anno sforna prodotti super invitanti : palette di una quantità sterminata di generi a forma di tavolette di cioccolato ( le famosissime chocolate bar e semi-sweet) , non solo belle da vedere ma anche accompagnate da un invitante  profumo , dovuto al contenuto di polvere di cacao antiossidante all’interno dell’inci ((International Nomenclature of Cosmetic Ingredients ).

Alcune volte i packaging sono talmente iconici , da superare la fama del cosmetico stesso. Quindi , l’imballaggio del prodotto diventa il prodotto !

Una recente analisi di mercato condotta da un’emittente televisiva italiana in Svizzera (Patti chiari), ha portato alla luce, un dato sconvolgente. Analizzati  in laboratorio alcuni cosmetici  hight-cost e low-cost ,  è venuto fuori che , i prodotti con i prezzi stellari , contenessero addirittura elementi nocivi ( come mercurio ) e di peggior qualità rispetto i prodotti a basso costo. Questo perché quando acquistiamo , paghiamo il marchio … e l’imballaggio.

Certamente , è sempre bene non generalizzare.

Bisogna tener conto anche del fattore emozionale : indossare un rossetto dal packaging lussuoso che ricorda più l’utensile di una dama settecentesca  della corte di Versailles , potrebbe provocare sensazioni diverse dall’indossare un rossetto in una scatola di plastica.

Nuccio Ordine , letterato italiano , nel suo libro ‘’ l’utilità dell’inutile’’ dice:“ eliminando la gratuità e l’inutile , uccidendo i lussi ritenuti superflui, difficilmente l’homo sapiens potrà rendere più umana l’umanità”.

Le nuove Barbie minute , alte e formose : la Venere di plastica si evolve ma la società no

in Cultura/La Grande Bellezza

Il 9 marzo del 1959 nasceva Barbie , la bambola più venduta al mondo e prodotto di punta della sua casa di produzione: la Mattel.

Simbolo di bellezza, ricchezza e perfezione per quasi 60 anni , oggi la fashion doll più famosa al mondo è in cammino sul sentiero del cambiamento. 

Negli ultimi giorni incalza sul web la sensazionale notizia: la nostra Venere di plastica abbandona la perfezione delle sue forme avvicinandosi alla realtà .

Niente più curve mozzafiato alla Pamela Anderson.

Dopo decenni di successo , la Mattel lancia tre nuove versioni di Barbie : petite ( minuta) tall (alta) e curvy (formosa).  Un vero e proprio cambio di rotta a favore di un corpo più morbido e più somigliante alle forme di una donna reale. Durante il corso del 2016 vedremo uscire i nuovi modelli che prevedono : 4 body shape diverse, 7 tonalità di pelle diverse ( dalla versione afro a quella asiatica) 22 colori di occhi , 24 acconciature e innumerevoli outfit. Ad ogni bambina la sua Barbie. 

Da sempre al centro di polemiche riguardanti il suo corpo statuario, oggi il Time le dedica una copertina : ‘’ Now can we stop talking about my body’’?. Ella ha ora deciso di metter su qualche chilo per incarnare un ideale più ampio di bellezza seppur sempre ben accompagnata dal suo bambolotto lampadato dall’addominale scolpito. Un nuovo passo avanti per la battaglia contro l’anoressia portata avanti da molte case di moda.

 

Ma tutto ciò cela solamente un messaggio positivo o una pura strategia di marketing?

Sembra che questo cambiamento sia scaturito dalla richiesta dei clienti sempre più bisognosi di bambole somiglianti a loro e dalla necessità di far apprendere ai bambini che il corpo di Barbie come lo conosciamo, non deve rappresentare lo standard di bellezza. 

Ma in una società in cui l’hobby del selfie dilaga, tra il botox e innumerevoli interventi di chirurgia plastica su donne sempre meno mature, i cambiamenti che può apportare una Barbie Curvy o petite sono davvero pochi. Ed ecco il paradosso : la bambola di plastica si evolve ma la nostra società no.

Quale sarà il prossimo passo della Mattel se non quello di fabbricare mini palestre e dar vita a nuovi personaggi ‘’personal trainer’’?

Dopo aver frequentato la Willows High School nel Wisconsin, ed aver annunciato la sua campagna elettorale il  12 agosto 2004 per diventare Presidente degli Stati Uniti d’America rappresentando il Partito delle Ragazze, dopo aver avuto ben trentotto animali tra cui un orso , un cucciolo di leone e un’orca, innumerevoli decappottabili e camper rigorosamente pink ,  oggi Barbie original- perfezione fa spazio a quella con qualche chiletto in più. Non rischieranno le nuove generazioni di passar troppo tempo sui tapis-roulant delle loro bambole dai fianchi larghi?  Non rischieranno di subire discriminazioni durante i giochi perché costrette a maneggiare la bambola curvy più simile a loro? 

Michela Marzano , filosofa e saggista italiana dice:

Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, indipendentemente dal mestiere e dall’età. Barbie era sempre impeccabile e sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e vincente. La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, bisognava solo imparare a «controllarsi»: controllare il corpo, controllare le emozioni, controllare i bisogni.

Dalle fiabe alla realtà, la bellezza che perdura: il make-up si fa semipermanente

in La Grande Bellezza

Finalmente è arrivato il tanto agognato giorno del vostro primo appuntamento. Ore di preparazione per essere impeccabili , la serata è iniziata da poche ore, il ghiaccio è ormai sciolto e con esso anche il vostro trucco, cosi, alla velocità della luce vi dirigete verso l’uscita . Come Cenerentola temete di perdere quel meraviglioso aspetto che avevate non appena varcata la soglia di casa? Niente paura. Tutte noi possediamo

una fata madrina e la sua bacchetta magica ha poteri che vanno ben oltre la mezzanotte . Bidibi bodibi bù : ecco a voi il make-up semipermante.

La dermopigmentazione , nota anche come trucco semipermante , è una tecnica di pigmentazione che si esegue con l’introduzione di micropigmenti minerali nello strato dell’epidermide. Costituisce una soluzione per chi desidera apparire al meglio in ogni occasione , per chi , per esigenze di lavoro o semplicemente per se stessa , vuole sempre un trucco impeccabile. Destarsi la mattina e riscoprirsi già perfette, è il sogno di ogni donna.

Disegnare con pigmenti il proprio corpo , però , è una tecnica antichissima diffusasi nel corso dei secoli in moltissime culture , come in quella Egizia , diffondendosi successivamente alle culture orientali , giungendo , infine, in Europa nella nostra epoca attuale.

Considerata ,in principio, come un segno di appartenenza a classi sociali agiate, oggi è una tecnica diffusissima strettamente legata ad un fenomeno sociale di bellezza e tendenza.

È un vero aiuto per chi pratica sport , va al mare o in piscina e vuole avere un aspetto sempre curato e fresco.

Fondamentale per chi, a causa del tempo, ha visto il contorno degli occhi o delle labbra sempre meno definito. Per questa ragione, attira sia giovani ragazze , sia donne più in là con gli anni.

E’ un’esigenza estetica mista a praticità .

Viene praticata per correggere o nascondere una serie di inestetismi , come sopracciglia rade, labbra sottili , irregolarità, cicatrici, smagliature o diradamento dei capelli. L’obiettivo è rendere armonioso e naturale il volto o il corpo iniziando con un’attenta valutazione della pelle. E’ una tecnica estetica che, se eseguita da un professionista preparato , permette di ottenere degli ottimi risultati correttivi.

Uno dei più rinomati centri del metapontino è il centro estetico MARISPA, di Maria Rosa Spaltro situato a Policoro (MT) , con la possibilità di realizzare tramite una tecnica di micropigmentazione vegetale anallergica , un makeup semipermanente di altissima qualità e professionalità.

La durata nel tempo , varia dai tre ai cinque anni. Ne influiscono fattori ambientali e soggettivi : una tipologia di pelle troppo grassa , ad esempio, tende a trattenere meno il pigmento.

L’ effetto, però, è talmente perfetto che solo toccando con mano ci si accorge del ‘’trucco’’.

 

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A Siena  arriva il “Corso di trucco permanente”

Dal bon ton al burlesque: le calze, accessorio glamour dell’anno nascente

in Cultura/La Grande Bellezza

‘’Con l’arrivo dell’Epifania tutte le feste vanno via.’’ Così recita un antico detto popolare, spesso ripetuto nei giorni appena passati che hanno visto concludersi queste festività con l’immancabile calza ricca di doni e dolciumi. Ma, ahimé, tra poche ore anche la famigerata calza della befana sarà solo un ‘’dolce’’ ricordo, ma per nostra fortuna ne rimarrà il trend. Collant, parigine, di pizzo, a rete, leggins, le calze sono l’accessorio indispensabile per questo inverno 2016.

Generalmente si tende a pensare che le origini delle calze siano piuttosto recenti. In realtà, sono stati ritrovati frammenti di calze lavorate a maglia nelle tombe dei faraoni, mentre, gli antichi romani avvolgevano le gambe con fasce di tela o lana. Ad indossarle ,però,nei secoli precedenti, erano esclusivamente gli uomini. Ma nel momento in cui alle donne fu concesso di scoprire le gambe, divennero simbolo di lusso.

Poiché realizzate in seta, in principio erano un lusso concesso a poche , fino a quando negli anni trenta con l’invenzione del nylon, la cosiddetta seta artificiale, divennero accessibili ad una più larga fascia di popolazione.  Oggi giorno , molteplici case di moda le ripropongono di diverso genere.

Tra le calze di tendenza , le parigine sono tra le più amate. Regalano a chiunque le indossi un’aria sbarazzina ma allo stesso tempo molto sexy. Richiedono una grande attenzione nell’indossarle. E’ importante abbinarle correttamente ,con minigonne e pantaloncini molto corti e le gambe devono essere naturalmente in forma perfetta.

Realizzate anche in lana o in cashmere per i periodi dell’anno più freddi,esse sono simbolo di un look collegiale fresco e sexy. Sono un modello adatto per le più giovani e gli esperti consigliano di evitare tacchi troppo alti per non scivolare nel volgare. Già da qualche mese abbiamo visto il grande ritorno delle calze a rete.

Rese famose dalle ballerine di can can del celebre Moulin Rouge di Parigi e simbolo di una femminilità troppo ostentata, tornano oggi di moda pronte per essere il capo più in voga del 2016. Complice il ritorno del burlesque , le fishnet tights saranno l’accessorio di innovazione-retrò del nostro guardaroba. Con le giuste accortezze può dare alla nostra mise , un tocco di eleganza e bon ton. Il segreto è indossarle con gonne più lunghe e stivali sopra le ginocchia per non rischiare di apparire come Madonna in perfetto stile ‘’Like a Virgin’’.

In molte trascurano l’importanza della calza, in grado ,invece,di rivoluzionare un intero outfit. Ne sono un chiaro esempio le ragazze inglesi, famose ormai in tutte Europa per non indossare nulla persino nei periodi più freddi. Altre, invece, ne fanno addirittura una questione di buongusto.

Il bon ton vuole che una signora elegante debba indossare sempre i collant, anche in estate e nelle occasioni formali. Ne esistono oggi talmente sottili da essere quasi invisibili. Sicuramente nella bella stagione si potrà benissimo farne a meno, di giorno o di sera. Ma ad un ricevimento o ad un matrimonio è certamente più raffinato indossarle. Lezioni di bon-ton che consigliamo vivamente  alle british girls, convinte che ‘’ Chi bella vuol apparire , qualche pena deve soffrire’’.

Il problema è che la bellezza è discutibile, mentre il raffreddore è certo.

Il mito della giarrettiera rossa: l’accessorio portafortuna da indossare l’ultima notte dell’anno

in Cultura/La Grande Bellezza

Anche questo 2015 sta per terminare e, come di consueto, stiamo già facendo il conto alla rovescia per dare il benvenuto al nuovo anno. Il momento di passaggio è solitamente accompagnato da tradizioni ed usanze che si tramandano da generazioni.

Nessun San Silvestro può dirsi completo senza parlare delle superstizioni e delle leggende che lo circondano. Siamo italiani e di superstizioni siamo maestri, ma anche nel resto del mondo, nell’ultima notte dell’anno non si scherza affatto. In Spagna, ad esempio, è tradizione mangiare dodici chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte per propiziarsi abbondanza di cibo per l’anno nuovo.
In Brasile ci si veste tutti di giallo, il colore dell’oro, del sole e della luce.
In Inghilterra , la notte di San Silvestro, i sudditi della Regina si divertono partecipando a diversi giochi, come pescare con le mani della frutta secca che galleggia su di un liquore infiammato , o mangiare una mela sospesa ad un filo. Insomma, una rivisitazione british del film cult ‘’ Il tempo delle mele’’.
Ma una tradizione diffusasi in tutto il mondo è sicuramente quella del bacio sotto il vischio. La leggenda risale addirittura al tempo dei Celti. Baciarsi sotto un ramoscello di vischio porta fortuna perché era la pianta sacra a Friggia , un’antica Déa della mitologia nordica e sposa di Odino.
Potremmo iniziare con l’appendere del vischio aspettando che la nostra preda ci capiti sotto prima di iniziare a rendere onore a tutte le nostre restanti tradizione del 31 dicembre.
Tra una portata di lenticchie e cotechino e antipastini di baccalà fritto, non dimentichiamo di indossare qualcosa di nuovo e di rosso.
È un modo tradizionale per dare addio al vecchio anno e il benvenuto con tutti gli auspici a quello nuovo.  Ma qual è l’origine di questa usanza? A quanto pare la tradizione nasce in Cina. Nel simbolismo orientale il rosso è il colore dell’augurio, della buona sorte, un vero e proprio portafortuna.
Un altro filone di pensiero farebbe risalire questa tradizione al 31 a.C. al tempo di Ottaviano Augusto. Infatti , in occasione del Capodanno romano,  le donne e gli uomini che indossavano qualcosa di rosso,  rappresentavano il potere, il cuore, la salute e la fertilità. E qual è il miglior modo possibile per rendere onore a questa  tradizione se non indossando un accessorio  glamor come la giarrettiera rossa?
Di pizzo , di seta, di raso , la giarrettiera è l’accessorio più indossato a cavallo del nuovo anno dal gentil sesso. Storicamente l’episodio che definisce la nascita ufficiale della giarrettiera risale al 1400 quando ad un ballo di corte  alla contessa di Salisbury scivolò via la giarrettiera ed Edoardo III d’Inghilterra riposizionandola pronunciò la celebre frase ‘’se ne vergogni chi ne pensa male’’.
Comunque la si guardi, il comune denominatore è il colore rosso, una sorgente di energia, forza e fortuna. Tutte caratteristiche che ci auguriamo di trovare nell’anno che viene.

Look luminescente per un Natale eminente: consigli cool per la festività più attesa dell’anno

in La Grande Bellezza

We Wish You a Merry Christmas , We Wish You a Merry Christmas…

Con questo tradizionale canto natalizio inglese antico di ben cinquecento anni, con Rudolph , la renna dal naso rosso, le ghirlande di agrifoglio , gli alberi decorati , le caldarroste mangiate all’aperto, e ovviamente Babbo Natale, la festività più bella dell’anno è ormai alle porte.

Tra un regalo e l’altro , non avete avuto il tempo di pensare ad elegante look natalizio da sfoggiare?
Ecco qui alcuni consigli .
C’è una ragione per la quale amiamo cosi tanto gli alberi di natale e le stringhe di luci intorno alle nostre case: fanno sembrare tutto cosi bello ed iridescente. Perché non rendere tale anche il nostro viso?
Partiamo da un make-up dall’effetto glow.
Quante volte si resta affascinati osservando le foto di celebrities e modelle, dai loro visi cosi radiosi , dalla loro pelle che irradia luminosità e freschezza da tutti i pori?
Non preoccupatevi, è solo un effetto wet, un effetto bagnato defaticante facilmente ottenibile con un comunissimo illuminante.
Tra i più famosi illuminanti ci sono sicuramente -Mary-lou Manizer di The balm, in polvere (prezzo 16,90 da Gardenia e Limoni), -Albatros di Nars, in polvere ( prezzo 30,50 da Sephora) , il Soft and Gentle di MAC ( prezzo 29,50) o altri low cost come lo Stay Gold di Pupa (prezzo 14,50) . Da applicare sull’arco di cupido , arcata sopraccigliare , sul dorso e sulla punta del naso e appena sopra gli zigomi.
L’effetto glowy, però, iper luminoso e scintillante, può non essere adatto a  tutte. Se si ha una pelle misto/grassa e pori dilatati, la luminosità naturale del viso metterebbe già in risalto le zone del volto colpite dalla luce, cosi che potrebbe essere un errore aggiungere un’ulteriore luminosità.
Per gli occhi il trend consiglia ombretti iridescenti, luminosi con glitter dorato, nero o color pavone: perfetto per una serata glamour.
Per le meno audaci si può sempre rimaner nel porto sicuro della sobrietà sfoggiando un classico ed intramontabile eye-liner abbinato ad un rossetto rosso.
Inoltre , quale miglior cenno alle vacanze di un manicure francese rivisitata con versioni luminescenti di colori oro, argento o copper? Un extra scintillio che accompagna ogni gesto.
E i capelli? La coda di cavallo potrebbe essere la vostra pettinatura giornaliera ,ma sarete stupiti di come si può tranquillamente giocare con il look.
Roy Teeluck, proprietario di un salone ed esperto stilista di New York raccomanda : Un bel tocco finale è quello di tirare una ciocca di capelli dalla coda di cavallo e portarlo in giro per l’elastico. Il look di natale non è davvero natalizio se non si ha qualcosa che luccichi.
Dallo smalto ai capelli . Gemme rosse come il fuoco o trasparenti come gelidi ghiacciai vi daranno quel tocco chic che state cercando, una spilla sul petto o su di un foulard, darà al look un’aria indiscutibilmente aristocratica.
Ma quali sono i colori perfetti da indossare per le feste?
Con il Natale, il colore che viene subito alla mente è il rosso e, qualunque cosa abbiate scelto di indossare, un tocco di rosso non deve mai mancare. Che sia un rossetto o lo smalto sulle nostre unghie, il 25 dicembre il rosso comanda.
Se il rosso brillante è troppo audace con alcuni abbinamenti, si può sempre optare per una tonalità più scura che tende al bordeaux, colore protagonista di questo inverno.
Il verde scuro  dello stesso colore delle foglie dei nostri alberelli, donerà moltissimo a chi ha una chioma rosso fuoco.
Infine , le more osino con il trend white , come se foste anche voi dei soffici fiocchi di neve.

Assolutamente vietato durante le feste rifugiarsi nel look total black : almeno a Natale cedete alla tentazione del colore e del luccichio.

La Venere in pelliccia( rigorosamente ecologica)

in Cultura/La Grande Bellezza

All’incirca nella metà del 1500 ,  un noto pittore italiano, Tiziano Vecellio , artista innovatore e poliedrico, dipingeva la Venere allo specchio.

Nel quadro, la dea dell’amore e della bellezza, viene raffigurata in un ambiente lussuoso evidenziato da un tendaggio rosso, semivestita,con una opulenta pelliccia del color della passione a cingerla. L’immagine, è quella di una nobildonna veneziana del ‘500, il cui status sociale è certamente rappresentato da una pelliccia.
Cinquecento anni più tardi, lo status simbol rimane pressoché lo stesso. La pelliccia, entrata nell’armadio delle donne intorno alla metà del 1800, diventa un cult attraverso le dive hollywoodiane come Jean Harlow , sex simbol per eccellenza del cinema americano degli anni trenta o star come Marilyn Monroe ,le cui numerose foto la ritraggono avvolta in stole di pelliccia o in preziosi fur coat.
Agli inizi degli anni ottanta, la pelliccia era un capo ambito, un must have per la medio borghesia che finalmente assaporava il benessere. Le donne la ostentavano con tanta fierezza quanta superficialità. Non ci si soffermava a riflettere sui cadaveri che si stavano indossando.
Un vezzo probabilmente ancestrale che vede i suoi albori nelle abitudine delle donne di Neanderthal,antesignane della pelliccia, che facevano del look di certo una questione di conservazione piuttosto che di tendenza. Fortunatamente oggi , qualcosa è cambiato.
Già da qualche stagione è in voga il trend delle pellicce ecologiche : calde , morbide , maxi , sono perfette per ogni stile. Sono pellicce più disinvolte di quelle di ieri e indubbiamente meno costose.
Per il pubblico più giovane, sono state create piccole pellicce nei colori pastello, ispirandosi ai cartoni di My little pony.  Negli ultimi anni , un numero crescente di ragazze hanno iniziato ad indossarle nelle versioni più corte , rigorosamente finte e più contemporanee, diventando cosi un capo per le più giovani a differenza dei decenni passati.
Le eco-pellicce sono la soluzione ideale per un capospalla peloso , caldo e cruelty-free. Si sono diffuse sempre più e non hanno nulla da invidiare alle pellicce animali. Ne esistono di ogni tipo, diverse per colore, modello e per tutte le tasche, dai modelli dei grandi marchi di moda ( Fendi, Pinko,Chanel) a quelli più accessibili (Zara, H&M,Stradivarius). Come un virus virale incalzano ovunque finendo per diventar dettaglio persino di svariati accessori come colli , imbottiture, cinture, cappelli , rifiniture di giacche e borse, cappotti e scarpe.
La pelliccia ‘’ libera da crudeltà’’ è uno dei pezzi chiave della stagione invernale, specialmente se corta e abbinata a pantaloni di pelle o skinny jeans. Attenzione però : è uno dei capi più pericolosi di un guardaroba. Se non si ha un fisico longilineo ed un’altezza alla Serena Van Der Woodsen, il rischio di sembrare uno yeti è estremamente alto.
Non ci resta che prendere esempio dalla Venere di Tiziano abbandonandoci al giudizio del sempre crudele specchio e al buongusto.
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