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Cultura - page 5

Gertrud di Herman Hesse. Come un passerotto al primo volo sulle note del destino

in Cultura/Storie d'Inchiostro
Il Violinista (Marc Chagall, 1912-1913). Olio su tela; 188 cm x 158 cm. Stedelijk Museum, Amsterdam.

Il giovane Kuhn, figlio unico incompreso di genitori benestanti, apre al lettore le porte del suo animo di esordiente compositore. In punta di piedi, nel suo raccontarsi, entriamo nel suo io e lo scopriamo un posto oscuro, tetro, isolato. In esso prendono vita, infatti, come spettri i tentativi d’iniziazione del giovane di far emergere la sua natura creativa devota alla musica. Kuhn non nasconde le sue paure, indecisioni e difficoltà nel donarsi all’arte; in questo momento di evoluzione  un incidente gli stravolge la vita, e lo trasforma per sempre in uno storpio. Il mondo intangibile dell’arte si scontra con la cruda realtà. Come un uccellino inesperto al suo primo volo che preso dall’ impeto cade e si spezza un’ala, così il giovane vede precipitare il suo futuro e spalancarsi per lui la gabbia dell’ isolamento sociale. La musica resta il suo solo rifugio, e grazie alle sue doti sarà avvicinato dal cantante Mouth. Tra i due nasce un’amicizia particolare, come tra il sole e la luna. Mouth, rappresenta, infatti, la faccia oscura dell’artista, irrequieto, autolesionista, crudele seduttore. Kuhn cerca invece il suo posto nel mondo e le sue verità sul destino degli uomini, sulla vita, su Dio. Il giovane  vive in modo drammatico, a causa della sua menomazione, il rapporto con le donne e si lascerà rubare sotto gli occhi da Mouth l’amata Gertrud, senza opporsi. L’amore tra uomo e donna appare come forza capace di lenire ogni male e di avvicinare l’artista alla creatività, ma anche di distruggere involontariamente i soggetti coinvolti, come quando presi dall’euforia del momento ci si lascia andare in un balletto e maldestramente si fa cadere il vaso di cristallo al quale tenevamo tanto ( magari ricordo della nonna).

Anche in questo romanzo breve, Hesse ha dato prova di voler fornire gli strumenti per elevare il lettore a un livello superiore, etereo, di crescita personale e spirituale. Amore, arte, il destino dell’umanità, Dio, la morte, sono i veri protagonisti di questo romanzo e si avvicendano rubandosi la scena in un turbinio di parole musicate poeticamente. Per chi è in cerca di trovare risposte sulla propria esistenza, Gertrud è una fonte feconda di risposte e riflessioni,che sono, da sole,quasi inafferrabili. Buona lettura!

Hermann Hesse nacque nel 1877 a Calw, nel Württemberg. Dopo studi in seminario, presto abbandonati, si dedicò alle più svariate attività. A rivelarlo al grosso pubblico fu, nel 1904, il romanzo Peter Camenzind. Viaggiò in India e si stabilì in Svizzera, dove scrisse negli anni ’20 le sue opere più importanti come Siddharta e Il lupo della steppa. Vinse il premio Nobel nel 1946 e morì a Montagnola (Svizzera) nel 1962.

 

A Marconia di Pisticci la seconda edizione della festa del Cinema Ragazz*

in Cultura

A Marconia di Pisticci la seconda edizione della festa del Cinema Ragazz*, 12 febbraio 2022.  Riservata ai giovani dai 13 ai 19 anni

Ente organizzatore Allelammie / Lucania Film Festival – Matera Film School in media partnership con Rai Cultura e Rai Scuola. Dopo la bellissima festa di dicembre, siamo già carichi per un altro esilarante appuntamento, previsto per il 12 febbraio 2022. Abbiamo preparato un programma incentrato sulle attività “pratiche” della produzione cinematografica per un viaggio dentro il set cinematografico e scoprirne trucchi e mestieri. Mostreremo e utilizzeremo il parco attrezzature per la direzione della Fotografia e, quindi, affronteremo:
● le varie situazioni di illuminazione, Esterno; Interno; Giorno; Notte; Luce naturale; Luce artificiale;
● l’uso e la gestione della luce;
● il linguaggio degli obiettivi e della macchina da presa;
● scenografia e messa in scena
h 17:30 / Apertura
h 18:00 / Focus Cine-Letteratura
Clip + Quiz + Game
h 18:30 / Cine Work
Workshop pratico: il Set.
Luci, Ottiche, Camera e la messa in scena
h 20:00 / Cine Proiezioni
Guest + Best Shortfilm of Lucania Film festival h 21:00 / Cine Food
– * Carbonara Movie
– * Hamburger & Chips, Salad h 21:30 / Cine Music
h 22:00 / Chiusura

Finalmente, la Festa del Cinema / Ragazz* , straordinaria opportunità per conoscere il Cinema, da vicino.
Grazie ad un percorso di attività ludiche e laboratoriali sarà possibile apprendere le competenze della settima arte e viverne la sua magia.
Abbiamo pensato ad un programma interessante coinvolgendo un team di professionisti di artisti e ospiti di eccezione in presenza e on line (es. Carlo Verdone, Paola Cortellesi, ecc..) che ti consentirà di fare un’esperienza aggregativa e acquisire nuove skills in un contesto accogliente e informale tipico del CineParco TILT.
Ogni mese, le feste affronteranno uno specifico step della filiera del Cinema, con laboratori di scrittura, di regia, di fotografia, di animazione cinematografica, di montaggio e di Virtual Reality.
Una Festa dove potrai fare nuove conoscenze, condividere passioni e scoprire i tuoi talenti in un ambiente stimolante e confortevole. Abbiamo preparato anche un menù a tema con Spaghetti Western e un music contest.
Che ne pensi? Ti aspettiamo?
Ne vedremo delle belle!

Fonte: Nota stampa organizzatori

Fame di Knut Hamsun. Vivere di pane & scrittura

in Cultura/Storie d'Inchiostro
“Il pittore per la strada di Tarascona” 1888 Vincent Van Gogh

 La storia di questo scrittore anonimo in cerca di fortuna, protagonista di Fame, vista in superficie, può sembrare priva di consistenza, povera e noiosa: tutto è incentrato sulla sua vita di stenti. E’ in realtà una gradita indagine nella vita di un artista preso a caso e delle difficoltà pratiche nelle quali s’imbatte un animo sensibile, come quello di un uomo che si vota all’arte: Baudelaire o Van Gogh o Beethoven possono esser immaginati senza difficoltà nei suoi panni. In modo schietto e nudo Hamsun ci mostra il lato più misero e triste del suo essere creativo, il lato scomodo di cui nessuno parla nei libri scolastici: il poter patire la fame, l’umiliazione, l’alienazione e il disagio sociale. Quasi come esser consacrati all’arte, significhi essere incompatibili con la vita, esser gli ultimi tra gli ultimi (e non i famosi uomini patrimonio culturale per i posteri),  ” gli aborti dell’umanità”, perché non produttivi, non utili per la società attiva. L’arte sembra esser anche incompatibile con l’amore: il protagonista frequenta una donna ma la relazione è inevitabilmente ostacolata dalle condizioni precarie di vita di lui. Come se la vita, che l’artista non riesce a vivere con dignità, si rifiuti anche di continuarsi attraverso lui, per mezzo dell’amore. Scrivere, quindi, come morire  di fame e nutrirsi solo del proprio momento artistico di creazione. Alimentarsi masticando il frutto tanto ricercato dell’ispirazione. Chiunque ami leggere deve immergersi in questo libro, perché rappresenta la vetta dalla quale possiamo ammirare l’intera valle. E’ il punto più alto per godere di un panorama a trecentosessanta gradi della vita di uno scrittore, delle sofferenze patite nel cercare un posto nel mondo semplicemente accettando di essere se stesso: un uomo alla continua ricerca della creazione di un’altra vita. Buona lettura!

Knut Hamsun, pseudonimo di Knut Pedersen, nasce nel 1859 in una famiglia di contadini. Cresce in una fattoria nel nord della Norvegia. Nel 1882 emigra negli Stati Uniti dove svolge svariati lavori. Torna definitivamente in Norvegia nel 1888. L’anno successivo la sua visione molto critica del sistema di vita che aveva sperimentato oltreoceano viene esposta nel saggio La vita culturale dell’America moderna. Nel 1890 pubblica il romanzo, in parte autobiografico, Fame, che diventa subito un importante successo letterario. Tra i numerosi libri successivi segnaliamo Pan (1894) e Germogli della terra (1917). Nel 1920 gli viene assegnato il premio Nobel. Durante la seconda guerra mondiale sostiene il governo filonazista di Vidkun Quisling. Per questo, dopo la fine del conflitto, viene processato per collaborazionismo e internato in un ospedale psichiatrico fino al 1948. Nel 1949 scrive un memoriale, Per i sentieri dove cresce l’erba, dando la sua versione dei fatti. Muore ultranovantenne nel 1952.

Il Fermi di Policoro in finale al Comix Games di Torino

in Cultura

Il Fermi di Policoro in finale al Comix Games di Torino: il tautogramma di Dario Comparato scelto tra i primi cinque d’Italia. Sarà a Torino per la finalissima

L’alunno Dario Comparato (classe IB Liceo Scientifico), con il supporto di tutti i suoi compagni di classe, sarà presto a Torino, presso il Salone Internazionale del libro, per disputare la finalissima dei COMIX GAMES!

Lo straordinario risultato è stato ottenuto grazie all’ideazione di un tautogramma creativo, che gli ha permesso di posizionarsi tra i cinque migliori studenti in Italia. 

Il tautogramma è un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale, come nella famosa espressione di Giulio Cesare “Veni, vidi, vici”. 

Gli studenti del Fermi, per l’occasione, avranno anche l’opportunità di visitare il grande Museo Egizio del capoluogo piemontese assieme all’insegnante che ha curato il percorso, la professoressa Paola Nifosi. 

Comix Games, come è noto, è l’evento di gare ludo-linguistiche studentesche, promosso dal quotidiano Repubblica e Comix in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino e con la partecipazione di Mondadori, Museo Egizio e BPER Banca.

I complimenti agli studenti del Liceo Scientifico e alla prof.ssa Nifosi, referente dell’iniziativa, sono subito giunti dal Dirigente Scolastico Giovanna Tarantino. “Questo straordinario successo di livello nazionale – ha dichiarato – è la conferma della nostra attenzione formativa a iniziative di creatività espressiva e linguistica. Puntiamo con forza l’obiettivo sull’indirizzo scientifico che ci caratterizza, ma l’offerta formativa si amplia con creatività e qualità all’ambito umanistico. Oggi, di fatto, anche il nostro liceo scientifico sale sul tetto d’Italia per una produzione legata alla creatività nell’uso della parola”.

 

L’uomo che guardava passare i treni di Georges Simenon. L’uomo che oltrepassò la linea gialla

in Cultura/Storie d'Inchiostro
La stazione di Saint Lazare di Claude Monet -1877

Se siete degli amanti del gioco degli scacchi non potete perdervi la partita virtuale  tra il protagonista di questo libro, un quarantenne mite olandese di nome Kees Popinga e il commissario parigino Lucas. Ma procediamo per ordine: Popinga è un uomo abitudinario, padre di due bambini,benestante che scopre dal suo  titolare  la futura bancarotta fraudolenta dell’azienda. E’ il masso sulla ferrovia che fa deragliare il treno della sua vita : l’aver scoperto le attività illecite dell’azienda getta l’uomo  in piena crisi interiore e lo induce a smettere di comportarsi secondo le aspettative degli altri. Popinga si straccia di dosso l’abito di  buon padre , onesto lavoratore, uomo pacifico. La sua  natura istintiva,  fino ad ora assopita, viene fuori con irruenza spingendolo ad agire secondo i propri impulsi e a condurre una vita sregolata e da assassino . Il  crollo dei valori in cui ha sempre creduto lo investe con una tale violenza da farlo scendere sempre più in basso, da farlo sprofondare nelle sabbie mobili degli emarginati. Per lo psichiatra Kees Popinga non è che un paranoico, per la moglie  è affetto da amnesia, per i più un pazzo. La verità è che  il professionista Popinga non sa più chi è in una società contraddittoria che professa onestà e inganna se stessa. Popinga non è che un coraggioso, l’emblema dell’ uomo che rifiuta le convenzioni sociali e si macchia di reati  senza realmente volerlo, sotto la spinta dell’alta marea del riscatto morale . Resterete piacevolmente incollati a queste pagine e vivrete insieme al protagonista l’avventura da clandestino e latitante nella Parigi Underground  fino all’ epilogo: chi sarà la finalista? La giustizia umana o quella morale?

L’uomo che vedeva passare i treni è la storia di un uomo perbene, che vedeva passare la vita degli altri e che, una volta orfano dei suoi valori, si prende la rivincita sulla società che l’ha tradito  salendo sul treno che lo porterà alla scoperta del suo ” vero essere”. 

In ultima analisi, un  libro scheggiato dalle crepe della società moderna, dalla crisi interiore dell’individuo e dell’alienato criminale, figlio di un’umanità  incoerente con se stessa, in primo luogo.  Buona lettura a voi,  ribelli del sistema!

Georges Simenon  è nato a Liegi nel 1903. Figlio di un contabile e di una casalinga borghese. Dopo la morte del padre, nel 1922 si trasferì a Parigi dove iniziò a scrivere: è stato uno scrittore incredibilmente prolifico.Nel lustro 1925-1930 pubblicò oltre 170 romanzi!Nel 1929, sulla rivista Détective, appare per la prima volta il commissario Maigret.

Assieme alla prima moglie Régine Renchon, viaggiò molto. Nel 1939 nacque il primo figlio, Marc.Durante la guerra si occupò dell’assistenza ai rifugiati belgi. Alla fine della guerra lui e suo fratello furono accusati di collaborazionismo. Nel caso di Georges le accuse erano infondate, ma si trasferì ugualmente in America. Christian Simenon invece, condannato a morte, si unì alla Legione Straniera francese. Morì in combattimento. La madre accusò Georges, che aveva suggerito al fratello la soluzione della Legione Straniera, della morte di Christian, inasprendo i rapporti, che erano sempre stati complicati, tra madre e figlio.

Negli Stati Uniti Denyse Ouimet diventerà la seconda moglie di Simenon, e la madre di tre figli (John, che Marilda ha intervistato per noi, Marie-Jo, che morì suicida nel 1978 e Pierre).

Morì nel 1989, a 86 anni a causa di un tumore al cervello, che sembrava aver sconfitto qualche anno prima.

Chirurgia refrattiva: ecco le tecniche con cui correggere oggi i difetti visivi

in La Grande Bellezza

Al giorno d’oggi sempre più persone scelgono di sottoporsi a un intervento di chirurgia refrattiva, per correggere una serie di difetti che colpiscono e compromettono la vista.

Grazie all’innovazione tecnologica, infatti, è possibile usufruire di tecniche avanzate per il trattamento di numerosi problemi visivi, metodi in grado di migliorare la qualità della vita correggendo vizi come la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia.

Ovviamente, è essenziale rivolgersi a dei professionisti altamente qualificati e specializzati nella correzione di vizi refrattivi, per garantire un risultato ottimale e un approccio corretto al trattamento di tali problematiche.

Per prima cosa, bisogna stabilire l’idoneità all’intervento di chirurgia refrattiva, sottoponendosi a una visita completa con un medico chirurgo refrattivo per valutare la possibilità di procedere e la tecnica più efficace da utilizzare.

Le tecniche di chirurgia refrattiva più avanzate utilizzate oggi

Come spiegato sul sito del chirurgo refrattivo Angelo Appiotti, uno dei maggiori esperti italiani nel campo del trattamento laser dei vizi refrattivi, una delle tecniche più innovative disponibili oggi è la ReLEx SMILE. Si tratta di una tecnica di terza generazione adatta solo alla correzione di miopia o astigmatismo miopico, la quale prevede l’uso di un unico laser per minimizzare i disagi e massimizzare l’efficacia del trattamento.

Questa tecnologia garantisce importanti vantaggi, infatti è una tecnica veloce e confortevole per il paziente.

Prevede tempi di guarigione rapidi e risultati refrattivi qualitativamente elevati. Un’altra tecnica all’avanguardia è la FemtoLASIK, un trattamento con il quale si possono correggere disturbi visivi come la miopia fino a 7-8 diottrie e l’astigmatismo fino a 5 diottrie, un intervento eseguibile senza dolore per il paziente, e capace di assicurare un risultato stabile nel tempo.

Una soluzione affidabile e sicura per la correzione dei difetti visivi è anche la PRK, una tecnica ormai consolidata indicata quando non è possibile intervenire con i procedimenti laser più innovativi. É una tecnica semplice nella sua esecuzione ma fastidiosa nel post-operatorio per il paziente per un periodo di 3-4 giorni. Il recupero visivo ed una autonomia di vita si ottengono in una settimana circa.

 

Laddove non è possibile intervenire con il laser, in presenza di difetti elevatissimi è possibile ricorrere alla tecnica Facorefrattiva, mediante la quale viene realizzata la sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale.

Per migliorare la presbiopia, un disturbo che dopo i 40 anni d’età porta all’utilizzo degli occhiali per via della progressiva perdita di elasticità del cristallino, una soluzione ottimale è la monovisione, un trattamento che consente di equilibrare la capacità visiva dei due occhi e portare lentamente all’abbandono dell’uso degli occhiali.

Difetti visivi: l’importanza di affidarsi a uno specialista

Il successo dell’intervento di correzione di un vizio refrattivo è legato a una serie di fattori: dalla scelta più adatta per il paziente alle capacità del medico chirurgo refrattivo. Metodi avanzati come la ReLEx SMILE, infatti, consentono di ridurre in modo considerevole l’invasività del trattamento, tuttavia richiedono il supporto di professionisti altamente qualificati e con grande esperienza in questo tipo di intervento.

Allo stesso tempo, l’abilità del chirurgo si manifesta nella selezione del trattamento più indicato, una decisione delicata dalla quale dipende il risultato dell’intervento refrattivo. Ad esempio, il candidato ideale per la ReLEx SMILE è una persona dai 22 anni in su, con una miopia da 1 a -10.00D o un astigmatismo non oltre -5.00D e la prescrizione degli occhiali da almeno 12 mesi. Ad ogni modo, è il medico chirurgo refrattivo che deve stabilire se si tratta effettivamente dell’opzione migliore, oppure se è preferibile procedere con altre tecniche.

L’intervento di chirurgia refrattiva, infatti, deve offrire un recupero ottimale della vista, minimizzando eventuali complicazioni e disagi per il paziente, allo scopo di ottenere il risultato migliore possibile.

Per questo motivo, è fondamentale rivolgersi a un professionista specializzato, per sottoporsi innanzitutto a una visita completa e comprendere insieme al medico chirurgo refrattivo quali sono le soluzioni più indicate a disposizione, per essere in grado di prendere una decisione consapevole e sostenere un intervento risolutivo ed efficace per migliorare la qualità della vista.

 

Capitale italiana della Cultura 2024: Aliano non ce la fa

in Cultura

Capitale italiana della Cultura 2024: Aliano non ce la fa. Bardi incontra il sindaco, Luigi De Lorenzo: “Impegno va avanti”

“Ho voluto incontrare oggi il Sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo, per testimoniare la vicinanza della Regione Basilicata alla comunità di Aliano, che ha sempre avuto il massimo sostegno da questa Giunta. Il responso di ieri è solo una tappa di un percorso e la grande operazione di valorizzazione territoriale compiuta in questi mesi dal Sindaco De Lorenzo non andrà certamente dispersa. La Regione Basilicata sosterrà tutte le iniziative per Aliano 2024. Parliamo di un borgo che ha specificità storiche, culturali e naturali che lo rendono un luogo unico su cui investire, anche con la nuova programmazione. Nel nostro piano strategico recentemente approvato c’è una visione chiara per le aree interne, dopo decenni di totale abbandono, che hanno causato impoverimento e spopolamento, il vero dramma della nostra regione, figlio di decenni di cattiva politica. Il recupero dei borghi e delle aree interne è un pezzo fondamentale per recuperare il disastro che abbiamo ereditato. Come Regione Basilicata, ho chiesto un dossier dettagliato al Sindaco del Comune di Aliano, così da poter valorizzare e sostenere il lavoro già realizzato e proiettarlo nei prossimi anni. Ringrazio Luigi per il suo entusiasmo eccezionale”. Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che oggi ha incontrato il Sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo.

“Rilanciamo l’impegno per Aliano 2024, con un cronoprogramma già stabilito. Oggi ho chiesto e ottenuto il sostegno del Presidente Bardi, perché la sfida della nostra comunità non si ferma e anzi va avanti. Aliano vuole essere un simbolo di ripartenza per la montagna materana e per tutta la Basilicata, volendo puntare su sinergie territoriali ed istituzionali. In questi mesi abbiamo lavorato tantissimo sulla programmazione e sono sicuro che il nostro grande lavoro avrà un futuro”, ha aggiunto il Sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo.

Da Colobraro “Poesie belle e maledette”. Il bene e il male in versi

in Cultura

 

Da Colobraro “Poesie belle e maledette”. Il bene e il male in versi. Opera di Giuseppe Iannarelli, edita da Aletti, per la collana “I Diamanti”

 

Si riceve e si ospita il contributo di Federica Grisolia

E’ un flusso di pensieri che vagano nel tempo, tra l’incertezza e le parole, sui fogli di carta che diventano amori, addii e stati d’animo, l’opera “Poesie belle e maledette”, di Giuseppe Iannarelli, edita da Aletti, per la collana “I Diamanti”. Quarantacinque liriche e tre prose in cui si alternano stili e contenuti senza rinunciare al fine ultimo dei versi: la ricerca di libertà e creatività. Lo scrittore, nato il giorno di Natale del 1973 a Colobraro (Matera), da padre italiano e madre tedesca, ma residente a Rocca Imperiale (Cosenza), dopo la maturità è costretto ad intraprendere un’attività lavorativa, ma ciò non frena il suo interesse per la letteratura e la scrittura.

«Non ho mai patito la fame – racconta l’autore – ma ho avvertito in maniera disumana gli stessi dolori causati da un errato nutrimento del sapere. Posseggo una formazione di tipo tecnico, ho conseguito la maturità in un Istituto professionale e ho sempre lavorato come tecnico di industria anche se per un lungo periodo della mia vita ho svolto questo lavoro nella filiera di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli quindi a stretto contatto con la dura realtà agricola della nostra terra. Ho visto e vissuto in maniera parallela episodi di vita amara, oltre i limiti delle più tenaci sopportazioni. Ho capito che non avevo alcun mezzo per combattere le ingiustizie e le disuguaglianze ma avevo una possibilità, ed era quella di raccontarle attraverso le prose o “dipingerle” attraverso le poesie». Una raccolta che spazia dalla natura agli stati d’animo e che percorre le stagioni della vita con i suoi aspetti più caratteristici, impetuosi e naturali. «Versi in frammenti – si legge nella Prefazione scritta dal regista e sceneggiatore pugliese, attivo soprattutto nel mondo del teatro, Cosimo Damiano Damiato – svogliati di titolo, sospesi in bozze aspettando che la vita cambi per trovare altre parole ed andare a capo. Poesia come anfetamina, versi mesciuti a limone filtrati da un ago alla ricerca dell’ultima vena di sangue».

Ma perchè queste poesie sono “belle e maledette”? «Nei miei versi – spiega l’autore Iannarelli – sono presenti il bene e il male nei loro molteplici volti e nelle loro diverse misure. I vizi e le virtù che ne derivano, le bellezze e le mostruosità che caratterizzano o modificano l’ambiente che ci circonda e gli stessi equilibri del pianeta che ci ospita, le azioni nobili e i delitti commessi dal genere umano, sono la sostanza delle mie poesie. In esse è racchiusa tutta la bellezza che può scaturire dal bene e la maledizione che si abbatte su tutto ciò che scaturisce dal male, in un’alternanza di cause ed effetti, con angolazioni diverse dei punti di vista. Nel libro – aggiunge – ho voluto riportare l’uomo sul piano umano e materiale, con i suoi vizi e le sue virtù, le sue debolezze e le sue imperfezioni».

L’autore parla, poi, del Sud e di quanta amarezza ci sia in questa terra che troppo spesso fatica a splendere. «Il Sud è una donna bellissima – afferma Iannarelli -. Con seni prosperosi e pieni di latte, ma questo latte non è nutrimento per i suoi figli, perché di notte quando essa giace addormentata, vengono al suo seno per nutrirsi, striscianti e silenziosi serpenti. Il Sud è un contadino ricurvo sul terreno, sulla sua fronte bagnata di sudore riflette la luce di un sole rovente, ai suoi piedi la zolla di terra si frantuma, arsa dal calore, al suo fianco un cesto pieno di frutti maturi e profumati dei quali non si potrà nutrire, perchè qualcun altro glieli porterà via. Il Sud ha figli meravigliosi, istruiti, intelligenti e con tanta voglia di fare».

E allora, solo la poesia, con la sua funzione catartica, libera da questa prigione di pena e insofferenza. «Non devo far altro che uscire di casa – conclude l’autore – e osservare ciò che mi circonda. Una passeggiata a piedi, intrattenendomi in conversazione con la mia ombra mentre intorno a me le persone sono assorte nei loro affanni quotidiani. Chiudo gli occhi, immagino. Ed é già poesia».

 di Federica Grisolia

Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj. Il veleno della gelosia colpisce ancora

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Chi di noi non ha provato nella propria vita il piacere di confidare le proprie pene o le proprie colpe a un estraneo  appena conosciuto? A qualcuno che senza pregiudizi (perché non ci conosce)

Tarquinio e Lucrezia- Tiziano Vecellio, olio su tela, 1571

possa ascoltarci senza filtri?  Questo è quanto accade al proprietario terriero Pozdnysev , che, durante un viaggio notturno in treno, racconta la grande macchia che ha sporcato per sempre la sua esistenza: l’ assassinio della moglie. Più che un dialogo tra due persone, è più corretto parlare di un monologo: con una lucidità delirante il reo confesso analizza la sua storia, il suo rapporto con le donne alla luce dei costumi e delle conoscenze mediche dell’epoca. E’il suo un viaggiare a ritroso; come  Pollicino, l’io narrante raccoglie all’indietro le briciole dei “perché” per spiegare a se stesso l’epilogo della sua storia. Questa scrupolosa analisi fa di lui un accusatore della società in cui vive, dell’istituzione del matrimonio, della sessualità mal vissuta sia dagli uomini quanto dalle donne. Pozdnysev  cerca complici morali, aggravanti e attenuanti, concause sociali, tutti  convergenti nel punto nevralgico dal quale poi è scaturito il grande dolore: la gelosia. Sua moglie, infatti, spinta dall’ amore per la musica, stringe un’amicizia particolare con l’ aitante violinista Truchacevskij. La nascita di questo triangolo e le reazioni sia consce sia inconsce dei protagonisti sono messe, anche queste, al microscopio: al lettore sembrerà di aver ricevuto lui stesso il velenoso morso della gelosia che spinge la mente del malcapitato in un ballo convulso di dubbi, negazioni, ammissioni, ricerca di prove. La tortura insonne psicologica di Pozdnysev, generata del presunto torto subito, lo condurrà a privare della vita la donna che ha amato. Di questi momenti concitati tutto è descritto nei minimi particolari. I pensieri, le azioni ora dell’omicida sono condivisi con l’esterno. La colpa è esposta al sole insieme al pentimento, come un lenzuolo bianco insieme alla macchia di sporco che non andrà mai più via. Questa macchia è ciò che resta,  e altro non  è  che  l’animo di un uomo distrutto dal rimorso e dal  ricordo del sé omicida. Pagine che sono i passi pesanti  di un bel viaggio nella notte della psiche umana. Un viaggio  illuminato dalla lucida razionalità del “dopo ciò che è stato”, e che ci concede per mezzo della penna introspettiva di Tolstoj di leggere nel cuore di tanti uomini dei giorni nostri, i cui atti omicidi riempiono purtroppo le pagine della cronaca nera. Buona lettura!

Lev Nikolàevič Tolstoj (Jasnaja Poljana 1828 – Astapovo, Rjazan’, 1910) è considerato, insieme con Fëdor M. Dostoevskij, il più grande scrittore dell’era moderna. Già orfano a nove anni di entrambi i genitori, trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Mosca, la tenuta di Jasnaja Poliana e Kazan’, dove compie gli studi orientali e poi quelli di giurisprudenza. Trasferitosi a Pietroburgo nel 1849, entra in contatto con gli ambienti musicali e letterari.Prende parte alla guerra russo-turca di Crimea come ufficiale sul fronte del Caucaso e da quella esperienza nascono I racconti di Sebastopoli. Dopo un soggiorno all’estero e il matrimonio con Sifija Andeevna Bers, l’interesse di Tolstoj si volge alle riforme sociali e pedagogiche, ma non trascura la produzione letteraria. Le cure per la famiglia che lo tengono sempre occupato (è padre di ben 13 figli) non gli evitano di sprofondare in ricorrenti crisi religiose e morali, spesso anche acute, dalle quali emerge a poco a poco con la convinzione della necessità di una netta separazione della religione dai poteri ecclesiastici (che gli costa una scomunica) e della superiorità del lavoro materiale su quello intellettuale. In seguito ai contrasti con la moglie e i figli, Tolstoj è costretto a lasciare l’amata Jasnaja Poliana, dove da tempo si era ritirato per dedicarsi all’attività pedagogica. Mentre è in viaggio per Rostov, si ammala e muore alla stazione di Astàpovo  nel 1910.La sua opera è una delle espressioni più alte del realismo ottocentesco. È autore, tra l’altro, di Guerra e paceAnna KareninaResurrezioneLa morte di Ivan Il’ic?La sonata a KreutzerI racconti di Sebastopoli, gli autobiografici Infanzia, Adolescenza e Giovinezza.

Open day in presenza al Manlio Capitolo di Tursi

in Cultura

Open day in presenza all’ITSET “Manlio Capitolo” di Tursi. Appuntamento domenica 23 Gennaio 2022.

Domenica 23 gennaio, in attesa delle iscrizioni all’anno scolastico 2022/2023, l’Istituto Tecnico Statale Economico e Tecnologico “Manlio Capitolo” di Tursi organizza il suo ultimo appuntamento di open day per farsi conoscere dagli alunni delle terze classi delle  scuole medie del circondario. 

La dirigente scolastica, i docenti e studenti dei vari indirizzi sono lieti di accogliere i genitori e gli alunni delle terze classi delle scuole medie per far conoscere gli spazi dell’istituto, nella completa osservanza delle norme anti Covid-19 vigenti. 

 “Vogliamo offrire alle famiglie e agli allievi ogni informazione utile perché questi compiano la scelta giusta, la Scuola superiore di secondo grado più vicina ai loro interessi ed  esigenze” dichiara Rosaria Torchio, docente referente dell’orientamento.

L’Istituto “Manlio Capitolo”, che conta quattro indirizzi, opera con successo nell’area del Basso Materano ormai dal 1973; nel corso degli anni esso ha preparato figure professionali con curricula aggiornati in linea con le esigenze dell’odierno mercato del lavoro: nel settore economico forma “Periti in Amministrazione Finanza e Marketing”(ex corso per ragionieri) e “Periti in Turismo”; nel settore tecnologico  “Tecnici esperti in Costruzioni, Ambiente e Territorio” (meglio conosciuto come corso per geometri) e  “Periti Informatici”.

Ad essi va aggiunto il corso serale per il settore economico e delle costruzioni che offre un’opportunità di miglioramento culturale e professionale a coloro che interrotto l’iter   scolastico sono intenzionati ad affinare le proprie conoscenze e competenze in età adulta.

E’ da decenni che l’Istituto tursitano svolge la sua attività di formazione di tecnici qualificati che si sono sempre distinti per le proprie competenze tecniche nel settore pubblico e privato.

Per l’occasione sarà assicurata una dettagliata informazione sugli indirizzi di studi, presentato il piano delle attività didattiche che illustra la vasta gamma di iniziative culturali e servizi formativi che l’Istituto è in grado di offrire.

I percorsi di studi proposti sono fondati su discipline professionali di grande attualità e forniscono agli allievi l’opportunità di divenire parte attiva delle politiche di sviluppo messe in atto dal governo nazionale, coniugando gli studi teorici con i saperi operativi.

Conclude la Dirigente Rosa Schettini – Al giorno d’oggi gli scenari occupazionali complessi e dinamici, richiedono operatori sempre più specializzati, depositari di conoscenze declinabili con le nuove tecnologie informatiche. Da qui l’obiettivo primario di fornire ai nostri iscritti un diploma che attesti il possesso di strumenti culturali e professionali al passo con i tempi che ne facilitino l’inserimento nel mondo del lavoro-.

La segreteria è aperta fino al 28 gennaio, tutti i giorni, dalle ore 8:00 alle ore 14:00 e dal lunedì al venerdì anche in orario pomeridiano dalle 16:00 alle 19:00. Il personale degli uffici è a disposizione per qualsiasi chiarimento e per supporto alle operazioni di iscrizioni.

A partire da dicembre 2021 è stata inaugurata l’iniziativa “Voce in Capitolo”, un podcast settimanale che nasce con lo scopo di raccontare la vita al ‘Manlio Capitolo’ dando voce ai suoi protagonisti: docenti, personale Ata ma soprattutto studenti. E’ possibile seguire le dirette ogni venerdì alle 19:00 tramite il canale Telegram dedicato t.me/voceincapitolo. 

Per maggiori informazioni, è possibile seguire il “Capitolo” presso i suoi profili social e visitare il sito web.  

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