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Cultura - page 4

Le nuove Barbie minute , alte e formose : la Venere di plastica si evolve ma la società no

in Cultura/La Grande Bellezza

Il 9 marzo del 1959 nasceva Barbie , la bambola più venduta al mondo e prodotto di punta della sua casa di produzione: la Mattel.

Simbolo di bellezza, ricchezza e perfezione per quasi 60 anni , oggi la fashion doll più famosa al mondo è in cammino sul sentiero del cambiamento. 

Negli ultimi giorni incalza sul web la sensazionale notizia: la nostra Venere di plastica abbandona la perfezione delle sue forme avvicinandosi alla realtà .

Niente più curve mozzafiato alla Pamela Anderson.

Dopo decenni di successo , la Mattel lancia tre nuove versioni di Barbie : petite ( minuta) tall (alta) e curvy (formosa).  Un vero e proprio cambio di rotta a favore di un corpo più morbido e più somigliante alle forme di una donna reale. Durante il corso del 2016 vedremo uscire i nuovi modelli che prevedono : 4 body shape diverse, 7 tonalità di pelle diverse ( dalla versione afro a quella asiatica) 22 colori di occhi , 24 acconciature e innumerevoli outfit. Ad ogni bambina la sua Barbie. 

Da sempre al centro di polemiche riguardanti il suo corpo statuario, oggi il Time le dedica una copertina : ‘’ Now can we stop talking about my body’’?. Ella ha ora deciso di metter su qualche chilo per incarnare un ideale più ampio di bellezza seppur sempre ben accompagnata dal suo bambolotto lampadato dall’addominale scolpito. Un nuovo passo avanti per la battaglia contro l’anoressia portata avanti da molte case di moda.

 

Ma tutto ciò cela solamente un messaggio positivo o una pura strategia di marketing?

Sembra che questo cambiamento sia scaturito dalla richiesta dei clienti sempre più bisognosi di bambole somiglianti a loro e dalla necessità di far apprendere ai bambini che il corpo di Barbie come lo conosciamo, non deve rappresentare lo standard di bellezza. 

Ma in una società in cui l’hobby del selfie dilaga, tra il botox e innumerevoli interventi di chirurgia plastica su donne sempre meno mature, i cambiamenti che può apportare una Barbie Curvy o petite sono davvero pochi. Ed ecco il paradosso : la bambola di plastica si evolve ma la nostra società no.

Quale sarà il prossimo passo della Mattel se non quello di fabbricare mini palestre e dar vita a nuovi personaggi ‘’personal trainer’’?

Dopo aver frequentato la Willows High School nel Wisconsin, ed aver annunciato la sua campagna elettorale il  12 agosto 2004 per diventare Presidente degli Stati Uniti d’America rappresentando il Partito delle Ragazze, dopo aver avuto ben trentotto animali tra cui un orso , un cucciolo di leone e un’orca, innumerevoli decappottabili e camper rigorosamente pink ,  oggi Barbie original- perfezione fa spazio a quella con qualche chiletto in più. Non rischieranno le nuove generazioni di passar troppo tempo sui tapis-roulant delle loro bambole dai fianchi larghi?  Non rischieranno di subire discriminazioni durante i giochi perché costrette a maneggiare la bambola curvy più simile a loro? 

Michela Marzano , filosofa e saggista italiana dice:

Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, indipendentemente dal mestiere e dall’età. Barbie era sempre impeccabile e sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e vincente. La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, bisognava solo imparare a «controllarsi»: controllare il corpo, controllare le emozioni, controllare i bisogni.

Dalle fiabe alla realtà, la bellezza che perdura: il make-up si fa semipermanente

in La Grande Bellezza

Finalmente è arrivato il tanto agognato giorno del vostro primo appuntamento. Ore di preparazione per essere impeccabili , la serata è iniziata da poche ore, il ghiaccio è ormai sciolto e con esso anche il vostro trucco, cosi, alla velocità della luce vi dirigete verso l’uscita . Come Cenerentola temete di perdere quel meraviglioso aspetto che avevate non appena varcata la soglia di casa? Niente paura. Tutte noi possediamo

una fata madrina e la sua bacchetta magica ha poteri che vanno ben oltre la mezzanotte . Bidibi bodibi bù : ecco a voi il make-up semipermante.

La dermopigmentazione , nota anche come trucco semipermante , è una tecnica di pigmentazione che si esegue con l’introduzione di micropigmenti minerali nello strato dell’epidermide. Costituisce una soluzione per chi desidera apparire al meglio in ogni occasione , per chi , per esigenze di lavoro o semplicemente per se stessa , vuole sempre un trucco impeccabile. Destarsi la mattina e riscoprirsi già perfette, è il sogno di ogni donna.

Disegnare con pigmenti il proprio corpo , però , è una tecnica antichissima diffusasi nel corso dei secoli in moltissime culture , come in quella Egizia , diffondendosi successivamente alle culture orientali , giungendo , infine, in Europa nella nostra epoca attuale.

Considerata ,in principio, come un segno di appartenenza a classi sociali agiate, oggi è una tecnica diffusissima strettamente legata ad un fenomeno sociale di bellezza e tendenza.

È un vero aiuto per chi pratica sport , va al mare o in piscina e vuole avere un aspetto sempre curato e fresco.

Fondamentale per chi, a causa del tempo, ha visto il contorno degli occhi o delle labbra sempre meno definito. Per questa ragione, attira sia giovani ragazze , sia donne più in là con gli anni.

E’ un’esigenza estetica mista a praticità .

Viene praticata per correggere o nascondere una serie di inestetismi , come sopracciglia rade, labbra sottili , irregolarità, cicatrici, smagliature o diradamento dei capelli. L’obiettivo è rendere armonioso e naturale il volto o il corpo iniziando con un’attenta valutazione della pelle. E’ una tecnica estetica che, se eseguita da un professionista preparato , permette di ottenere degli ottimi risultati correttivi.

Uno dei più rinomati centri del metapontino è il centro estetico MARISPA, di Maria Rosa Spaltro situato a Policoro (MT) , con la possibilità di realizzare tramite una tecnica di micropigmentazione vegetale anallergica , un makeup semipermanente di altissima qualità e professionalità.

La durata nel tempo , varia dai tre ai cinque anni. Ne influiscono fattori ambientali e soggettivi : una tipologia di pelle troppo grassa , ad esempio, tende a trattenere meno il pigmento.

L’ effetto, però, è talmente perfetto che solo toccando con mano ci si accorge del ‘’trucco’’.

 

copyright foto:

A Siena  arriva il “Corso di trucco permanente”

Dal bon ton al burlesque: le calze, accessorio glamour dell’anno nascente

in Cultura/La Grande Bellezza

‘’Con l’arrivo dell’Epifania tutte le feste vanno via.’’ Così recita un antico detto popolare, spesso ripetuto nei giorni appena passati che hanno visto concludersi queste festività con l’immancabile calza ricca di doni e dolciumi. Ma, ahimé, tra poche ore anche la famigerata calza della befana sarà solo un ‘’dolce’’ ricordo, ma per nostra fortuna ne rimarrà il trend. Collant, parigine, di pizzo, a rete, leggins, le calze sono l’accessorio indispensabile per questo inverno 2016.

Generalmente si tende a pensare che le origini delle calze siano piuttosto recenti. In realtà, sono stati ritrovati frammenti di calze lavorate a maglia nelle tombe dei faraoni, mentre, gli antichi romani avvolgevano le gambe con fasce di tela o lana. Ad indossarle ,però,nei secoli precedenti, erano esclusivamente gli uomini. Ma nel momento in cui alle donne fu concesso di scoprire le gambe, divennero simbolo di lusso.

Poiché realizzate in seta, in principio erano un lusso concesso a poche , fino a quando negli anni trenta con l’invenzione del nylon, la cosiddetta seta artificiale, divennero accessibili ad una più larga fascia di popolazione.  Oggi giorno , molteplici case di moda le ripropongono di diverso genere.

Tra le calze di tendenza , le parigine sono tra le più amate. Regalano a chiunque le indossi un’aria sbarazzina ma allo stesso tempo molto sexy. Richiedono una grande attenzione nell’indossarle. E’ importante abbinarle correttamente ,con minigonne e pantaloncini molto corti e le gambe devono essere naturalmente in forma perfetta.

Realizzate anche in lana o in cashmere per i periodi dell’anno più freddi,esse sono simbolo di un look collegiale fresco e sexy. Sono un modello adatto per le più giovani e gli esperti consigliano di evitare tacchi troppo alti per non scivolare nel volgare. Già da qualche mese abbiamo visto il grande ritorno delle calze a rete.

Rese famose dalle ballerine di can can del celebre Moulin Rouge di Parigi e simbolo di una femminilità troppo ostentata, tornano oggi di moda pronte per essere il capo più in voga del 2016. Complice il ritorno del burlesque , le fishnet tights saranno l’accessorio di innovazione-retrò del nostro guardaroba. Con le giuste accortezze può dare alla nostra mise , un tocco di eleganza e bon ton. Il segreto è indossarle con gonne più lunghe e stivali sopra le ginocchia per non rischiare di apparire come Madonna in perfetto stile ‘’Like a Virgin’’.

In molte trascurano l’importanza della calza, in grado ,invece,di rivoluzionare un intero outfit. Ne sono un chiaro esempio le ragazze inglesi, famose ormai in tutte Europa per non indossare nulla persino nei periodi più freddi. Altre, invece, ne fanno addirittura una questione di buongusto.

Il bon ton vuole che una signora elegante debba indossare sempre i collant, anche in estate e nelle occasioni formali. Ne esistono oggi talmente sottili da essere quasi invisibili. Sicuramente nella bella stagione si potrà benissimo farne a meno, di giorno o di sera. Ma ad un ricevimento o ad un matrimonio è certamente più raffinato indossarle. Lezioni di bon-ton che consigliamo vivamente  alle british girls, convinte che ‘’ Chi bella vuol apparire , qualche pena deve soffrire’’.

Il problema è che la bellezza è discutibile, mentre il raffreddore è certo.

Il mito della giarrettiera rossa: l’accessorio portafortuna da indossare l’ultima notte dell’anno

in Cultura/La Grande Bellezza

Anche questo 2015 sta per terminare e, come di consueto, stiamo già facendo il conto alla rovescia per dare il benvenuto al nuovo anno. Il momento di passaggio è solitamente accompagnato da tradizioni ed usanze che si tramandano da generazioni.

Nessun San Silvestro può dirsi completo senza parlare delle superstizioni e delle leggende che lo circondano. Siamo italiani e di superstizioni siamo maestri, ma anche nel resto del mondo, nell’ultima notte dell’anno non si scherza affatto. In Spagna, ad esempio, è tradizione mangiare dodici chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte per propiziarsi abbondanza di cibo per l’anno nuovo.
In Brasile ci si veste tutti di giallo, il colore dell’oro, del sole e della luce.
In Inghilterra , la notte di San Silvestro, i sudditi della Regina si divertono partecipando a diversi giochi, come pescare con le mani della frutta secca che galleggia su di un liquore infiammato , o mangiare una mela sospesa ad un filo. Insomma, una rivisitazione british del film cult ‘’ Il tempo delle mele’’.
Ma una tradizione diffusasi in tutto il mondo è sicuramente quella del bacio sotto il vischio. La leggenda risale addirittura al tempo dei Celti. Baciarsi sotto un ramoscello di vischio porta fortuna perché era la pianta sacra a Friggia , un’antica Déa della mitologia nordica e sposa di Odino.
Potremmo iniziare con l’appendere del vischio aspettando che la nostra preda ci capiti sotto prima di iniziare a rendere onore a tutte le nostre restanti tradizione del 31 dicembre.
Tra una portata di lenticchie e cotechino e antipastini di baccalà fritto, non dimentichiamo di indossare qualcosa di nuovo e di rosso.
È un modo tradizionale per dare addio al vecchio anno e il benvenuto con tutti gli auspici a quello nuovo.  Ma qual è l’origine di questa usanza? A quanto pare la tradizione nasce in Cina. Nel simbolismo orientale il rosso è il colore dell’augurio, della buona sorte, un vero e proprio portafortuna.
Un altro filone di pensiero farebbe risalire questa tradizione al 31 a.C. al tempo di Ottaviano Augusto. Infatti , in occasione del Capodanno romano,  le donne e gli uomini che indossavano qualcosa di rosso,  rappresentavano il potere, il cuore, la salute e la fertilità. E qual è il miglior modo possibile per rendere onore a questa  tradizione se non indossando un accessorio  glamor come la giarrettiera rossa?
Di pizzo , di seta, di raso , la giarrettiera è l’accessorio più indossato a cavallo del nuovo anno dal gentil sesso. Storicamente l’episodio che definisce la nascita ufficiale della giarrettiera risale al 1400 quando ad un ballo di corte  alla contessa di Salisbury scivolò via la giarrettiera ed Edoardo III d’Inghilterra riposizionandola pronunciò la celebre frase ‘’se ne vergogni chi ne pensa male’’.
Comunque la si guardi, il comune denominatore è il colore rosso, una sorgente di energia, forza e fortuna. Tutte caratteristiche che ci auguriamo di trovare nell’anno che viene.

Look luminescente per un Natale eminente: consigli cool per la festività più attesa dell’anno

in La Grande Bellezza

We Wish You a Merry Christmas , We Wish You a Merry Christmas…

Con questo tradizionale canto natalizio inglese antico di ben cinquecento anni, con Rudolph , la renna dal naso rosso, le ghirlande di agrifoglio , gli alberi decorati , le caldarroste mangiate all’aperto, e ovviamente Babbo Natale, la festività più bella dell’anno è ormai alle porte.

Tra un regalo e l’altro , non avete avuto il tempo di pensare ad elegante look natalizio da sfoggiare?
Ecco qui alcuni consigli .
C’è una ragione per la quale amiamo cosi tanto gli alberi di natale e le stringhe di luci intorno alle nostre case: fanno sembrare tutto cosi bello ed iridescente. Perché non rendere tale anche il nostro viso?
Partiamo da un make-up dall’effetto glow.
Quante volte si resta affascinati osservando le foto di celebrities e modelle, dai loro visi cosi radiosi , dalla loro pelle che irradia luminosità e freschezza da tutti i pori?
Non preoccupatevi, è solo un effetto wet, un effetto bagnato defaticante facilmente ottenibile con un comunissimo illuminante.
Tra i più famosi illuminanti ci sono sicuramente -Mary-lou Manizer di The balm, in polvere (prezzo 16,90 da Gardenia e Limoni), -Albatros di Nars, in polvere ( prezzo 30,50 da Sephora) , il Soft and Gentle di MAC ( prezzo 29,50) o altri low cost come lo Stay Gold di Pupa (prezzo 14,50) . Da applicare sull’arco di cupido , arcata sopraccigliare , sul dorso e sulla punta del naso e appena sopra gli zigomi.
L’effetto glowy, però, iper luminoso e scintillante, può non essere adatto a  tutte. Se si ha una pelle misto/grassa e pori dilatati, la luminosità naturale del viso metterebbe già in risalto le zone del volto colpite dalla luce, cosi che potrebbe essere un errore aggiungere un’ulteriore luminosità.
Per gli occhi il trend consiglia ombretti iridescenti, luminosi con glitter dorato, nero o color pavone: perfetto per una serata glamour.
Per le meno audaci si può sempre rimaner nel porto sicuro della sobrietà sfoggiando un classico ed intramontabile eye-liner abbinato ad un rossetto rosso.
Inoltre , quale miglior cenno alle vacanze di un manicure francese rivisitata con versioni luminescenti di colori oro, argento o copper? Un extra scintillio che accompagna ogni gesto.
E i capelli? La coda di cavallo potrebbe essere la vostra pettinatura giornaliera ,ma sarete stupiti di come si può tranquillamente giocare con il look.
Roy Teeluck, proprietario di un salone ed esperto stilista di New York raccomanda : Un bel tocco finale è quello di tirare una ciocca di capelli dalla coda di cavallo e portarlo in giro per l’elastico. Il look di natale non è davvero natalizio se non si ha qualcosa che luccichi.
Dallo smalto ai capelli . Gemme rosse come il fuoco o trasparenti come gelidi ghiacciai vi daranno quel tocco chic che state cercando, una spilla sul petto o su di un foulard, darà al look un’aria indiscutibilmente aristocratica.
Ma quali sono i colori perfetti da indossare per le feste?
Con il Natale, il colore che viene subito alla mente è il rosso e, qualunque cosa abbiate scelto di indossare, un tocco di rosso non deve mai mancare. Che sia un rossetto o lo smalto sulle nostre unghie, il 25 dicembre il rosso comanda.
Se il rosso brillante è troppo audace con alcuni abbinamenti, si può sempre optare per una tonalità più scura che tende al bordeaux, colore protagonista di questo inverno.
Il verde scuro  dello stesso colore delle foglie dei nostri alberelli, donerà moltissimo a chi ha una chioma rosso fuoco.
Infine , le more osino con il trend white , come se foste anche voi dei soffici fiocchi di neve.

Assolutamente vietato durante le feste rifugiarsi nel look total black : almeno a Natale cedete alla tentazione del colore e del luccichio.

La Venere in pelliccia( rigorosamente ecologica)

in Cultura/La Grande Bellezza

All’incirca nella metà del 1500 ,  un noto pittore italiano, Tiziano Vecellio , artista innovatore e poliedrico, dipingeva la Venere allo specchio.

Nel quadro, la dea dell’amore e della bellezza, viene raffigurata in un ambiente lussuoso evidenziato da un tendaggio rosso, semivestita,con una opulenta pelliccia del color della passione a cingerla. L’immagine, è quella di una nobildonna veneziana del ‘500, il cui status sociale è certamente rappresentato da una pelliccia.
Cinquecento anni più tardi, lo status simbol rimane pressoché lo stesso. La pelliccia, entrata nell’armadio delle donne intorno alla metà del 1800, diventa un cult attraverso le dive hollywoodiane come Jean Harlow , sex simbol per eccellenza del cinema americano degli anni trenta o star come Marilyn Monroe ,le cui numerose foto la ritraggono avvolta in stole di pelliccia o in preziosi fur coat.
Agli inizi degli anni ottanta, la pelliccia era un capo ambito, un must have per la medio borghesia che finalmente assaporava il benessere. Le donne la ostentavano con tanta fierezza quanta superficialità. Non ci si soffermava a riflettere sui cadaveri che si stavano indossando.
Un vezzo probabilmente ancestrale che vede i suoi albori nelle abitudine delle donne di Neanderthal,antesignane della pelliccia, che facevano del look di certo una questione di conservazione piuttosto che di tendenza. Fortunatamente oggi , qualcosa è cambiato.
Già da qualche stagione è in voga il trend delle pellicce ecologiche : calde , morbide , maxi , sono perfette per ogni stile. Sono pellicce più disinvolte di quelle di ieri e indubbiamente meno costose.
Per il pubblico più giovane, sono state create piccole pellicce nei colori pastello, ispirandosi ai cartoni di My little pony.  Negli ultimi anni , un numero crescente di ragazze hanno iniziato ad indossarle nelle versioni più corte , rigorosamente finte e più contemporanee, diventando cosi un capo per le più giovani a differenza dei decenni passati.
Le eco-pellicce sono la soluzione ideale per un capospalla peloso , caldo e cruelty-free. Si sono diffuse sempre più e non hanno nulla da invidiare alle pellicce animali. Ne esistono di ogni tipo, diverse per colore, modello e per tutte le tasche, dai modelli dei grandi marchi di moda ( Fendi, Pinko,Chanel) a quelli più accessibili (Zara, H&M,Stradivarius). Come un virus virale incalzano ovunque finendo per diventar dettaglio persino di svariati accessori come colli , imbottiture, cinture, cappelli , rifiniture di giacche e borse, cappotti e scarpe.
La pelliccia ‘’ libera da crudeltà’’ è uno dei pezzi chiave della stagione invernale, specialmente se corta e abbinata a pantaloni di pelle o skinny jeans. Attenzione però : è uno dei capi più pericolosi di un guardaroba. Se non si ha un fisico longilineo ed un’altezza alla Serena Van Der Woodsen, il rischio di sembrare uno yeti è estremamente alto.
Non ci resta che prendere esempio dalla Venere di Tiziano abbandonandoci al giudizio del sempre crudele specchio e al buongusto.

Da Carlo VIII alla Giuditta di Lucas Cranach: l’intramontabile eleganza del cappello

in Cultura/La Grande Bellezza

Negli ultimi mesi , passeggiando per la città , ci siamo imbattuti più e più volte ad osservare le vetrine dei negozi e tra una seduta di bellezza ed una inevitabile e lunga attesa, abbiamo sfogliato alcune riviste.

Ebbene, è stato quasi impossibile non notarlo: l’accessorio più discusso della fredda stagione è stato sicuramente il cappello .

Di questo accessorio, vezzoso ed eclettico, tutti ne rimangono affascinati e almeno una volta c’è chi desidera  provarlo.

A tesa larga, bicolore, retrò, questo intramontabile accessorio dà un twist in più al nostro look.  Le leggende sulla nascita del cappello si perdono nella notte dei tempi. Anch’esso, come molte invenzioni dell’uomo, nasce da una necessità di tipo pratico come ripararsi dal freddo, dalla pioggia, dal sole, fino a diventare un accessorio glamour che fa tendenza.

Diffusosi verso la prima metà del Quattrocento, pare che il primo a sfoggiarne uno fu il re di Francia Carlo VIII in occasione di una visita all’allora Vicarius Cristii, papa Alessandro VI. Poco più tardi, nientemeno, ritroviamo un presunto ritratto del figlio del papa, Cesare Borgia, dipinto da Altobello Melone, raffigurato con un cappello con un pendente da tendaggi. Capo seducente che non passa inosservato, manufatto dai diversi significati, il cappello ha acquistato un valore estetico ma anche socio-storico.

Dal rinascimento ai nostri giorni , è stato soggetto-oggetto di fantasiosa creazione nel campo dell’arte grafica , pittorica, plastica.

Nelle opere classiche alludeva al rango di appartenenza, ma dal Seicento in poi diviene protagonista dell’arte pittorica.

Basti osservare la Giuditta con la testa di Oloferne di Cranach, gli autoritratti di Van Gogh o le dame raffigurate da Renoir e Manet.

Oggi questo accessorio si esprime in una moltitudine di modelli .

Per chi ama uno stile retrò ci sono i berretti alla francese , per i più sportivi cappellini di lana con pompon o brimmed, il modello maschile, fino ai poco sobri cappelli di pelliccia tipici delle guardie inglesi.

A seconda dei modelli è possibile creare degli outfit cool. Proprio per la sua caratteristica eccentrica, gli esperti consigliano abbinamenti sobri come cappotti di lana , skinny jeans o per i più rock, leggins in ecopelle.

Per chi, invece, preferisce uno stile più elegante e chic , non potrà far a meno di indossare un bowler hat , il cappello a bombetta ispirato alla moda del XIX secolo .

Non ci resta che dar sfogo a quel pizzico di egocentrismo che insito in tutti  noi e ‘’tanto di cappello’’ a  questo accessorio  must have .

 

Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 2)

in La Grande Bellezza

Se si apre il motore di ricerca Google, cade immediatamente all’occhio come tra le più gettonate ricerche ci sia proprio ‘’ come-applicare-le-ciglia-finte’’. Chi non vorrebbe quel seducente e languido sguardo da cerbiatto? Iniziamo innanzitutto con elencare quali sono le ciglia finte più facili da applicare.

La prima caratteristica che devono avere è quella dell’attaccatura sottile e molto flessibile.  Anche se si acquistano false lashes di marche costose o modelli dall’effetto strong, se l’attaccatura è spessa o troppo rigida , potrebbe irritare gli occhi sensibili oltre ad essere di difficile applicazione e dare un effetto pesante che tende a chiudere l’occhio e a rimpicciolirlo. Sul mercato ce ne sono di svariate tipologie : di pelo di visone , di capelli veri , sintetiche , a ciuffetti , intere , effetto naturale o effetto drag queen con piume ,brillanti o strass.Step 1: incurvare le ciglia naturali con un piegaciglia e pettinarle con uno strato di mascara cosi da creare una solida base sul quale saranno posizionate le ciglia finte.

Step 2: Non tutti abbiamo occhi da manga giapponesi, per questa ragione ci armeremo di forbici e dopo un’accurata misurazione sul nostro occhio , elimineremo l’eccesso di ciglia .

Step 3: passare una sottilissima linea di colla professionale per il make-up sul bordo delle false lashes tenendo in maggior considerazione i bordi e attendere all’incirca 30 secondi per far asciugare l’adesivo.

Step 4: se le ciglia finte che avete scelto sono intere, iniziate ad applicarle dal centro dell’occhio aiutandovi con una pinzetta. Se ,invece, avete scelto quelle individuali ( a ciuffetti) applicatele una per una solo nella parte finale dell’occhio se desiderate un effetto allungato.

Forse, ancor più importante delle ciglia finte che compriamo, è la scelta della colla stessa. La più famosa ed utilizzata dai make-up artist e dalle youtubers è la colla Duo, acquistabile da Sephora, MAC oppure online per un costo che varia dai 7 ai 12 euro per14 grammi di prodotto.  Un’altra validissima colla , probabilmente il dupe economico della Duo , è la Frame for Frame della Essence ( marchio low cost tedesco) al costo di 2,99 per 5 ml di prodotto.

La nittitazione, ossia l’atto involontario ( o volontario?) dell’ammiccare è sicuramente un dono innato, ma non temete,  come la migliore delle arti la si perfeziona con la pratica. Armiamoci di colla , ciuffetti individuali o no che siano e avanti tutta con lo charme .

 

Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 1)

in La Grande Bellezza

Quanti di noi credono ancora oggi all’amore a prima vista, a quel primo, puro e magico istante di ammiccamento fatale? Amore a prima vista è il titolo di un film del 1999 del noto regista napoletano Vincenzo Salemme, che narra la storia di un simpatico boss della ‘’Bella Napoli’’ di professione playboy che un bel giorno, mentre corre in un parco con le sue fidatissime guardie del corpo, si innamora a primissima vista di un uomo, per giunta  un maggiore dei carabinieri, Fortunato Cipolletta.

Una storia esilarante che marca fin dal primo istante il potere di uno sguardo. E noi questo lo sappiamo molto bene. Sarà questa la ragione di cotanta fatica a volere esaltare fino all’esasperazione i nostri sguardi ?

Le donne, poi, ne sono avvantaggiate avendo a loro disposizione molteplici strumenti. Tra questi magici strumenti di seduzione, probabilmente , le più notevoli sono le ciglia. Lunghe, colorate, nerissime, a ventaglio ma soprattutto finte, da sempre le ciglia sono un elemento di bellezza e seduzione.

Nel corso dei secoli, l’attenzione per questa determinata parte del viso è stata mantenuta ed reinterpretata in modo sempre diverso.  In Egitto, gli uomini mettevano in risalto le ciglia con Kohl e unguenti che servivano a scurirle e fungevano anche da scudo protettivo dai forti raggi solari. Le donne egizie,invece, utilizzavano la malachite sulle ciglia perché credevano che avesse anche una funzione afrodisiaca. Nell’antica Roma le ciglia andavano di moda lunghe e incurvate. Le ricche matrone utilizzavano il kohl e il sughero bruciato per scurirle. Si racconta che il filosofo Plinio il Vecchio avesse sostenuto in alcuni suoi scritti che un’eccessiva attività sessuale , portasse alla caduta delle ciglia, cosi che, da quel momento , le donne avessero iniziato ossessivamente a prendersene cura cosi da dimostrare la loro castità. Che dire, un’ossessione antica giunta fino ai nostri giorni, fino alla nascita dell’extesion per occhi.

Nel 1916 , un regista americano, D.W. Griffith, decise di utilizzare sull’attrice protagonista del suo film ‘’Intolerance’’ le prime extension fatte con ciglia umane. Create grazie all’aiuto di un produttore di parrucche, ebbero un grande successo. Purtroppo Griffith non pensò a brevettare la sua idea e molti altri se ne arrogarono la paternità. Infatti, nel 1927, Maksymilian Fedorowicz, un polacco molto conosciuto in Italia con il nome di Max Factor, realizzò delle extension per Phyllis Haver, protagonista del musical ‘’Chicago’’.

Agli inizi del ‘900 i film erano muti e si necessitava esaltare maggiormente  l’aspetto esteriore degli attori. Inizialmente venivano realizzate soltanto con un filo e una sorta di frangia, ma non avendo molta resistenza nel tempo, apparivano adatte solo al mondo dello spettacolo.  Solo all’inizio degli anni ’50 furono immesse sul mercato le prime extension in striscia e immediatamente divennero un elemento immancabile per il trucco quotidiano di ogni donna.

Oggi il trattamento ha maggiore diffusione in Asia , dove le donne hanno ciglia molto corte di natura. Shu Uemura, un importantissimo make-up artist giapponese e fondatore della Shu Uemura International Cosmetics, nel 2003 creò le extension con la tecnica 1 ad 1 usando il pelo naturale del visone. La prima donna che ebbe l’onore di indossarle fu Madonna.

All’inizio il trattamento dell’extension alle ciglia era molto costoso , ma con il tempo il metodo e i materiali hanno subito cambiamenti e miglioramenti cosi da diventare in breve un trattamento alla portata di tutte. Venne sostituito il pelo di visone con ciglia artificiali create in poliestere abbassando così il costo di produzione.

 

 

Pelle di serpente o pelle alla Cleopatra ? Il latte d’asina come rimedio

in Cultura/La Grande Bellezza

Sapore di sale , sapore di mare, che hai sulla pelle… l’estate è ormai finita e della bella stagione non ci resta che un bel conto salato. La nostra pelle è più simile a quella di un alieno o di un rettile che a quella di un essere umano?

Molte sono le aggressioni che la nostra epidermide subisce durante l’estate: sole, vento, salsedine, temperature roventi, ecc.  Il risultato sarà una pelle secca, spenta, opaca e segnata.

Per quanti volessero rimediare ai danni dell’estate e per tutti quelli che vogliono prepararsi alla nuova stagione invernale, ecco piccoli trucchi per donare nuova salute alla pelle.

Primo consiglio, trattare ogni parte del corpo in modo specifico. Il sole e gli altri agenti atmosferici colpiscono la nostra pelle in modo diverso a seconda delle zone esposte e della resistenza dell’epidermide. Ogni parte del corpo dovrà esser trattata con specifici prodotti.

Il viso, per esempio, è quello più esposto agli agenti esterni, sia d’inverno che d’estate. Dovrà esser trattata con creme che assicurino elasticità ,idratazione e che non siano troppo aggressivi. Anche per i capelli gli agenti atmosferici influiscono sulla vitalità.

L’esposizione ai raggi del sole schiarisce i capelli creando quell’effetto sun-kissed così apprezzato da esser imitato anche dai prodotti di bellezza e dai trattamenti professionali. Oltre a ridurre il livello di melanina scolorendo la chioma , il sole desquama il fusto del capello esponendolo a rottura e opacità. Fondamentale dopo la bella stagione, è la reidratazione delle zone danneggiate. Si necessita di impacchi di oli naturali quali semi di lino o di karité , balsami, maschere ma anche una giusta dieta equilibrata. Attenzione agli shampoo : quando si crea molta schiuma potrebbero essere aggressivi. Se i capelli sono  sfibrati , limitare tinte, permanenti e stirature.

Fin dall’antichità era considerato un elisir di bellezza, un momento di piacevole cura del corpo , fare il bagno nel pregiatissimo latte d’asina, destinato esclusivamente ai ceti più alti della società, che permetteva di avere una pelle vellutata e morbida. Fu Cleopatra , la regina più nota dell’antico Egitto, a lanciarne la moda. Si narra, che per assicurarsi un immersione in questo prezioso liquido, Cleopatra avesse allestito delle scuderie con oltre settecento asine.

Un’altra nota utilizzatrice del latte d’asina fu Poppea, moglie di Nerone  e poi ancora Paolina, sorella di Napoleone. Per fortuna oggi giorno troviamo questo pregiatissimo ingrediente in molte delle nostre creme per il corpo e per il viso , prodotte soprattutto dalle case cosmetiche biologiche. Se avessimo dovuto anche noi allestire un esercito per far risplendere la nostra pelle , avremmo dovuto comprare delle stalle prima di ogni cosa.

La pelle è una parte fondamentale del nostro corpo. Dal suo stato misuriamo la nostra forma fisica ed estetica. E’ il termometro delle nostre trasformazioni, specchio dei nostri cambiamenti, è la spia d’allarme dei nostri trasalimenti. È nostro dovere prendercene cura!

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