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Al “Manlio Capitolo” di Tursi si parla di usura

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Al “Manlio Capitolo” di Tursi si parla di usura. Presentato il libro La mano nera di cui è coautore Luigi Ciatti che assieme agli altri ospiti ha evidenziato l’importanza per gli usurati di rompere il muro dell’isolamento

 

A seguito della pausa pasquale, all’ITSET “Capitolo” di Tursi riprendono non solo l’ordinaria attività didattica ma anche una serie di eventi che vedono  gli studenti confrontarsi con problematiche di attualità. Difatti il 20 aprile alle ore 11:00 nell’auditorium dell’Istituto gli alunni delle classi prime e seconde hanno incontrato esponenti dei vari ranghi della società civile impegnati nella lotta contro l’usura conseguenza incresciosa della presente crisi economica ma anche di un’inadeguata capacità di pianificazione finanziaria che produce un indebitamento incontrollabile.

A fare gli onori di casa e introdurre i partecipanti, Angelo Festa, Michele Cusato, Luigi Ciatti e Danilo Lentino, è stata la Dirigente Rosa Schettini la quale ha tenuto a sottolineare la necessità che i giovani imparino a padroneggiare ogni situazione nelle loro vite da adulti per non divenire vittime di dipendenze perché l’usura in ultima analisi è la conclusione deprecabile di una non appropriata valutazione dei rischi della gestione delle proprie risorse finanziarie.

L’incontro è nato dalla presentazione del libro La mano nera di cui è coautore Luigi Ciatti che assieme agli altri ospiti ha evidenziato l’importanza per gli usurati di rompere il muro dell’isolamento, vincere il senso di vergogna, comunicare la propria condizione di difficoltà  facendo capo alle tante associazioni che offrono aiuto a coloro i quali talvolta non trovano altra soluzione ai loro problemi se non porre fine alla propria esistenza. Nel corso del dibattito vi è stata anche una toccante testimonianza da parte di una vittima di usura che in maniera sofferta ha narrato la sua vicenda personale.

Da parte dei relatori è stata condivisa l’idea che la scuola è uno dei luoghi privilegiati nel quale far germogliare il seme della legalità, del rispetto delle regole, della consapevolezza di essere membri tutelati di uno stato democratico provvisto di una legislazione appropriata che mette in atto ogni sorta di misura a sostenere cittadini vittime di criminali senza scrupoli.

Commenta la Dirigente Schettini ”La lotta all’usura rientra in tutte quelle forme di tutela della dignità umana  la cui integrità è continuamente compromessa;  la scuola in primis  deve educare al discernimento, alla ponderazione, alla cauta valutazione di  opportunità che possono rivelarsi rischi irreversibili per l’individuo. Niente e nessuno devono negare a questi di poter vivere una vita appagante libera da ogni sorta di assoggettamento”.

L’uditorio ha preso parte all’evento in maniera interessata e partecipata, gli allievi sono intervenuti con quesiti pertinenti , scaturiti dalle discussioni tenutesi in classe in seguito alla lettura del libro con i docenti Teresa Crispino, Carmelinda Bonavita, Maria Ranaldo, Grazia Vitelli, Lina Pizzolla che hanno stimolato approfondimenti, sollecitato riflessioni, risolto dubbi sull’argomento.

 

 

 

Valsinni: prosegue progetto “Scopri Lagaria”

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Valsinni: prosegue progetto “Scopri Lagaria”. Localizzato il poercorso alla scoperta del Monte Coppolo e dell’antica città

Da oggi raggiungere il sentiero 990 del Monte Coppolo in territorio di Valsinni (MT) è più semplice grazie al lavoro dei volontari del progetto “Scopri Lagaria”. “Abbiamo localizzato il percorso “Alla scoperta del Monte Coppolo e dell’antica città di Lagaria” per poi posizionarlo su Google Maps. Grazie a un QR code presente sul sito, sulla pagina social e divulgato con una cartoline virtuale è ancora più semplice raggiungere il sentiero per risalire sino alla cima, alla scoperta dell’Antica Città di Lagaria edificata, secondo il mito, da Epeo Costruttore del Cavallo di Troia al rientro dalla guerra – dichiara il Rudy Marranchelli di Orto Sociale – Nei prossimi giorni in collaborazione con Confartigianato Matera, l’Associazione Lucana Produttori di Piante Officinali e Zafferano, le Donne In Campo della CIA, le Pro Loco di Valsinni e Rotondella, Basilicata Adventure, Crescere Insieme, Slow Food Magna Grecia, Ambiente e/è Vita Basilicata, WWF Policoro e con il Patrocinio gratuito dei comuni di Valsinni e Rotondella saranno avviate una serie di iniziative finalizzate a continuare l’attività di valorizzazione e promozione del sito di Monte Coppolo, legato al mito di Lagaria”.

 

Il Monte Coppolo è una sommità montuosa che si trova all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Il nome sembra derivare dalla sua forma particolare che ricorda un cappello. Uno dei motivi di maggiore interesse in relazione a questo territorio riguarda il fatto che sulla cima si trovano i resti archeologici di un’antica città del IV secolo A. C. . La città è stata abitata con tutta probabilità fino al medioevo ed è costituita da possenti blocchi squadrati. Alcuni studiosi la identificano con Lagaria città-fortezza greca. La leggenda ritiene che la fondazione sia da attribuire ad Epeo, l’inventore del famoso cavallo di Troia, di ritorno dalla mitica battaglia. Non può certo mancare una visita a questi luoghi suggestivi attraverso un meraviglioso percorso tra la natura e la bellezza del paesaggio. Per scoprire nel modo migliore le bellezze il modo più efficace è quello di percorrere il sentiero 990 che consente di raggiungere la cima. La partenza avviene nei pressi del serbatoio dell’acquedotto. Questo è un reperto risalente ai primi del ‘900 di archeologia industriale. La sua realizzazione aveva come scopo quello di portare l’acqua dalle sorgenti del Monte Pollino alla Piana di Metaponto. L’intero pianoro è caratterizzato da una cinta muraria che presenta alcune porte di accesso all’antica città di Lagaria. Dopo aver percorso un breve tratto di strada sterrata si imbocca il sentiero che si snoda lungo il crinale della montagna fino alla cima.

Un cronista qualsiasi e un cantautore qualsiasi per un’intervista qualsiasi

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Un cronista qualsiasi e un cantautore qualsiasi per un’intervista qualsiasi: Giuliano Petrigliano ci racconta la sua “Non parlo quasi mai

Giuliano Petrigliano, lui dice “uno stronzo qualsiasi”, ma è un portatore sano di creatività, è dura da ammettere ma è la verità. La sua ultima “fatica” , nata fra un soundcheck e un “cazzeggio” durante i live, si intitola “Non parlo quasi mai”.

Gli ho chiesto un po’ di cose…

 

Iniziamo con un argomento a piacere… vai…

L’Italia è una penisola. Ci stanno il mare, le montagne, i fiumi, la dieta mediterranea e la mafia. Se vuoi andare al mare c’è il mare, se vuoi andare in montagna c’è la montagna, se vuoi nascondere un cadavere gli metti i piedi nel cemento e lo butti nel fiume, se vuoi mangiare bene c’è la dieta mediterranea e se non sei riuscito a mettere i piedi del cadavere nel cemento ti rivolgi alla mafia, che in cose simili ha una certa dimestichezza.

Per un attimo mi hai rievocato Silvestri, poi mi sono mandato a cagare da solo. Ho fatto bene?

Sul mandarti a cagare da solo, sì. Sempre. Per quanto riguarda l’accostamento a Silvestri non può che farmi onore e imbarazzo allo stesso tempo, perché è uno dei pilastri della canzone d’autore italiana che più invecchia e più diventa un mostro sacro. Già da anni per me uno come lui è accostabile ai grandi cantautori (oggi santificati) del passato. Sai, i vari De André, De Gregori, ecc… Probabilmente quando sarà morto verrà santificato anche lui.

“Non parlo quasi mai”, com’è nata?

In realtà una bozza di questa canzone esisteva già da anni. Era un pezzo che non avevo mai portato a compimento e che utilizzavo, in forma diversa, per cazzeggiare nei live. Spesso in concerto ne facevo una versione rock’n’roll alla Johnny B. Goode, per farti capire… Poi di recente ho collaborato con la RKH, che mi ha prodotto il brano, e ha preso questa forma definitiva.

 L’ultima volta che abbiamo chiacchierato risale al 2020, era il mese di Maggio, e stava uscendo “fino a quel momento soffrirai come un cane”, la raccolta di poesie. Ora questo brano, spiega anche a quelli come me che rapporto c’è fra “Non parlo quasi mai” e “Uno stronzo qualsiasi”?

Il discorso è talmente semplice da risultare piuttosto banale… E cioè che siamo abbastanza circondati da stronzi, e magari lo siamo anche noi che istintivamente e intellettualmente siamo portati, forse in maniera un po’ snob, a tirarcene fuori. Quindi definirmi io stesso uno stronzo qualsiasi è allo stesso tempo un’ammissione di colpa, un vanto da vecchio anarco-comunista e un tentativo di farmi specchio per gli altri, nel senso “guardatemi, io sono uno stronzo, e preoccupatevi del fatto che voi siete come me”. Tutto sommato, però, resto snob, direbbe qualcuno, che però per me significa solo cercare con tutte le mie forze di non essere come gli stronzi reali e realmente pericolosi, quelli cioè che dal basso della loro arrogante ignoranza ingrassata a forza di fake news e analfabetismo funzionale parlano, parlano e parlano, senza sapere di che cazzo stanno parlando.

 

Presentato a Matera il progetto “Vie di Bellezza”

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Presentato a Matera il progetto “Vie di Bellezza: il museo diffuso della tradizione e della pietà popolare”

“È il tempo di lavorare insieme per il bene di tutto il territorio” ha esordito così Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Vescovo della Diocesi di Matera-Irsina, durante la presentazione questa mattina, insieme al Sindaco di Matera e al Presidente della Provincia di Matera, del progetto culturale “Vie di Bellezza: il museo diffuso della tradizione e della pietà popolare”.

Proposta dall’Associazione ecclesiale Terre di Luce l’iniziativa è stata condivisa dal Comune e dalla Provincia di Matera e si propone di far conoscere il ricco patrimonio di beni materiali e immateriali che caratterizzano il territorio della provincia materana, dando voce alle comunità locali.

Il progetto coinvolgerà dapprima i 13 comuni della Diocesi di Matera-Irsina per poi allargarsi a tutti i 31 centri della provincia.

“La cultura e l’arte possono diventare un volano di promozione del nostro territorio” così il Presidente della Provincia di Matera Avv. Piero Marrese.

Per Domenico Bennardi, Sindaco della città dei Sassi, “I beni immateriali sono attrattori non meno importanti di quelli architettonici”.

Per Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo “Promuovendo la cultura si opera anche a servizio della carità mettendo in campo iniziative che in modo diverso aiutano a combattere la povertà”.

Numerose le iniziative che saranno messe in campo nei prossimi mesi, anche in vista del Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà a Matera dal 22 al 25 settembre prossimi, secondo quanto previsto nel Protocollo d’intesa sottoscritto al termine della conferenza stampa.

Riflessioni sul dialogo interculturale: se ne è discusso all’IIS Pitagora

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Riflessioni sul dialogo interculturale: se ne è discusso all’IIS Pitagora con Don Pino Marino vicario episcopale per l’educazione cattolica e la pastorale scolastica

“Per una società più solidale e fraterna: riflessioni sul dialogo interculturale”.
Se ne è discusso all’I.I.S. Pitagora di Policoro alla presenza di Don Pino Marino, vicario episcopale per l’educazione cattolica e la pastorale scolastica che insieme al Dirigente scolastico Maria Carmela Stigliano e il professor Pietro Silletti, docente di religione, hanno approfondito la tematica con tutta la comunità scolastica degli alunni e dei Docenti che da remoto hanno preso parte alla manifestazione. Il convegno ha voluto riflettere proprio sulla necessità di un dialogo costruttivo, interculturale e aperto alla conoscenza vera dell’altro, per abbattere i muri di separazione che nascono da forme di chiusura pregiudizievole che non permettono la realizzazione di un clima sereno e favorevole a realizzare una società solidale, pacifica e fraterna. Diverse sono state le considerazioni dei ragazzi che a turno hanno esposto a Don Pino, a cominciare dalla scuola e dalla Chiesa, tutti sono attori e protagonisti in modo diverso, chiamati a creare una società civile e umanizzata, a favorire la crescita sana e autentica delle nuove generazioni. Ne è emerso un interessante dibattito e Don Pino Marino ha ribadito quanto oggi la scuola si trovi oggi ad affrontare una sfida molto complessa, che riguarda la sua stessa identità e gli obiettivi che da sempre si prefigge, essa ha uno dei compiti più importanti del nuovo millennio, quello di trasmettere il patrimonio culturale del passato, affinché con esso si possa leggere il presente per acquisire le competenze per costruire un futuro migliore, mediante lo studio, la formazione di una coscienza critica e una nuova sensibilità. Un convegno che ha fatto emergere in maniera inequivocabile che la scuola è un’istituzione nella società e per la società, luogo d’incontro e di formazione culturale, etica e umana di intere generazioni, per questo diventa il luogo privilegiato dove si trasmette l’arte del saper vivere. È stato importante considerare il concetto di solidarietà e di fratellanza, all’IIS”Pitagora”, menzionati sia negli articoli della costituzione che nei documenti della Chiesa, che indicano un atteggiamento responsabile e solidale verso la società e soprattutto verso chi è particolarmente vulnerabile. “Solo cambiando l’educazione si può cambiare il mondo”, con questa importante riflessione di Papa Francesco si è conclusa la giornata del Pitagora di Policoro che sicuramente verrà riproposta, quanto prima, alla presenza del Vescovo, Don Vincenzo Orofino al quale sono andati i ringraziamenti di tutti i presenti.

Turismo e ferrovie dismesse: premiata la tesi di Lucia Varasano

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Turismo e ferrovie dismesse: premiata la tesi di Lucia Varasano. Premio Speciale “Riuso Ambientale” Premio“Laura Conti 2021” e un docufilm con Rocco Papaleo

Sviluppo e turismo dalle ferrovie dismesse: un progetto per la Lagonegro-Spezzano Albanese e la Matera-Montalbano Jonico.
Alla tesi di Laurea di Lucia Grazia Varasano il Premio Speciale “Riuso Ambientale” – Premio“Laura Conti 2021” e un docufilm con Rocco Papaleo

“La valorizzazione ai fini turistici e culturali dei tracciati ferroviari dismessi. Un’ipotesi di sviluppo locale per alcune aree interne del Mezzogiorno d’Italia” è il titolo della tesi della dottoressa Lucia Grazia Varasano, laureata in Scienze del Turismo e dei Patrimoni Culturali nell’Università degli studi della Basilicata, e incentrata sulla comparazione tra il modello realizzato in Spagna per la valorizzazione, gestione e fruizione turistica, del patrimonio ferroviario dismesso, e quello adottato in Italia, ancora debole e poco strutturato, proponendo un’ipotesi di valorizzazione turistica di due tracciati ferroviari dismessi: la Lagonegro-Spezzano Albanese e la Matera-Montalbano Jonico. La tesi ha ricevuto il Premio Speciale “Riuso Ambientale” – Premio “Laura Conti 2021” (promosso dall’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer” e dalla Fondazione ICU sui lavori che trattano tematiche ecologiche)

foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

Giornate FAI 2022 in Basilicata

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Giornate FAI 2022 in Basilicata. Nel Metapontino, fra gli altri luoghi, appuntamento a Tursi, Valsinni e Bernalda

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città saranno visitabili a contributo libero, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, grazie ai volontari di 350 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione consultabili su www.giornatefai.it; per molti luoghi, soprattutto nelle grandi città, è consigliata la prenotazione online perché garantisce l’accesso alla visita).
Le Giornate FAI quest’anno compiono “trenta primavere”: dal 1993 a oggi, 14.090 luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”. Un traguardo esaltante, che tuttavia non potrà essere solo una festa. Nel pieno di una guerra che segna tragicamente la storia europea, non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile. In cos’altro si incarna, del resto, l’identità di un popolo se non nella sua storia, nella cultura e nella tradizione? I monumenti, il paesaggio, le opere d’arte raccontano chi siamo a chi non ci conosce e alle generazioni presenti e future: il patrimonio culturale è come il patrimonio genetico di un popolo, che conserva a perenne memoria un codice di esperienze e valori condivisi su cui si fonda la nostra umanità.
Mai come quest’anno, allora, le Giornate FAI mostrano il loro più autentico spirito civico ed educativo, che è nella missione del FAI: visitare gli oltre 700 luoghi eccezionalmente aperti dai volontari del FAI sarà l’occasione per conoscere la nostra storia e riflettere su quanto può insegnarci per affrontare il presente e il futuro, perché ciò che siamo e che abbiamo non sia dato per scontato, ma sia compreso e apprezzato come esito di lunghi e talvolta drammatici trascorsi che ci accomunano come italiani, europei, e con l’umanità tutta. Proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, aprendolo al pubblico e invitando tutti gli italiani a conoscerlo e frequentarlo: questa è la missione del FAI, che proprio in questi tempi bui, in queste Giornate FAI, trova un senso ancor più profondo e una funzione ancor più necessaria e urgente.
Il FAI, come istituzione della Repubblica, ha scelto di esprimere in maniera esplicita la vicinanza e la solidarietà con il popolo ucraino esponendo i colori della sua bandiera in tutta la comunicazione e nei Beni, ma la Fondazione vuole dare un contributo concreto e perciò si impegna oggi formalmente a finanziare il recupero di un’opera d’arte del patrimonio culturale ucraino che sarà individuato non appena cesserà la guerra e sarà avviata la ricostruzione del Paese.
Chi deciderà di prendere parte alle Giornate FAI potrà offrire un contributo per sostenere la Fondazione. Ai partecipanti verrà suggerito un contributo non obbligatorio a partire da 3 euro e la donazione online su www.giornatefai.it consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita; per molti luoghi, soprattutto nelle grandi città, la prenotazione online è consigliata per garantirsi l’accesso alla visita. Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento (box in fondo per dettagli).
Un weekend per riconnetterci alla storia e alla cultura dell’Italia, che permetterà ai visitatori di sentirsi parte dei territori in cui vivono e di cui spesso non conoscono appieno la bellezza e il valore. Verranno aperti ville e palazzi storici, aree archeologiche, chiese di grande valore architettonico o storico-artistico, esempi di archeologia industriale, castelli, biblioteche, collezioni d’arte e musei. Non mancheranno itinerari nei borghi alla scoperta di angoli meno noti del paesaggio italiano, dove si conservano tesori nascosti e si tramandano antiche tradizioni, e visite didattiche in parchi urbani, orti botanici, giardini storici e cortili, che nascono dall’impegno messo in campo dalla Fondazione per la diffusione di una più ampia “cultura della natura”.

Tra le aperture più interessanti in BASILICATA (elenco completo al link riportato più in basso):

MATERA
Il Villaggio neolitico di Murgia Timone
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18
I Palazzi storici del Conservatorio di Musica “E.R. Duni”
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18
Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani – Palazzo Lanfranchi
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15 alle 18.00
BERNALDA 
Tempio di Hera, già “Cattedra” di Pitagora, in Megale Hellas
Apertura sabato 26, dalle ore 15.30 alle 18.30, e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30
Il Tempio di Hera, oggi gestito dalla Direzione Regionale Musei Basilicata,  fu edificato nel VI secolo a.C. accanto al fiume Bradano, su ciò che rimaneva di un villaggio neolitico, a circa 3 km dall’antica città di Metaponto; i suoi resti mostrano il piano di calpestio della cella (naos) dove solitamente era custodita la statua della divinità, dotata di uno spazio precluso ai fedeli destinato agli officianti del culto per funzioni religiose (adyton) e di un vestibolo anteriore (pronao). Le imponenti colonne superstiti sono ben 15, in calcare locale come il resto dell’edificio, ciascuna con 20 scanalature e capitelli di ordine dorico. Restaurato nel 1961, era stato inizialmente attribuito al culto della dea Atena; successivamente, sul frammento di un vaso, venne rinvenuta una dedica votiva alla dea Hera. Il tempio era anche chiamato “Scuola di Pitagora”, in memoria del grande filosofo che lì fondò la sua scuola.
Al bene, classificatosi in 27esima posizione nella decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” (anno 2020) con 10.545 voti, è stato di recente assegnato da FAI e Intesa Sanpaolo un contributo per la realizzazione di un progetto di valorizzazione dell’area, proposto dalla Direzione Regionale Musei Basilicata in partnership con il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo DiCEM dell’Università degli Studi della Basilicata.

TURSI (MT)
Santuario di Santa Maria d’Anglona
Apertura sabato 26, dalle ore 9.30 alle 12.30, e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30
Il santuario di Santa Maria Regina di Anglona sorge su un colle che domina la vallata sottostante tra i fiumi Agri e Sinni, nel territorio di Tursi, a circa undici chilometri dal centro abitato. La chiesa, che prende il nome dell’antica città romana di Anglona sorta in quest’area tra il VII e VIII secolo d.C., è a croce latina con il portale di ingresso sormontato da un arco in tufo decorato con bassorilievi raffiguranti l’Agnello e i quattro simboli degli Evangelisti. Ricca di affreschi al suo interno la cattedrale è uno dei maggiori esempi di stile romanico in Basilicata.MOLITERNO (PZ)
Bosco Faggeto
BRINDISI MONTAGNA (PZ)
Parco storico della Grancia
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
CASTRONUOVO DI SANT’ANDREA (PZ)
Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller”
Apertura sabato 26, dalle ore 18 alle 23, e domenica 27 marzo, dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 18 alle 23
MONTEMURRO (PZ)
I frantoi: percorso tra storia, natura, tradizione
Apertura sabato 26, dalle ore 10.30 alle 13, e domenica 27 marzo, dalle ore 15.30 alle 18
RIVELLO (PZ)
Complesso Monumentale di Sant’Antonio
Apertura sabato 26, dalle ore 16 alle 17.30, e domenica 27 marzo, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30
FILIANO (PZ)
Riparo Ranaldi, Riserva Antropologica Statale “I Pisconi”. Apertura domenica 27 marzo, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Al San Carlo craniotomie a paziente sveglio per la cura dei tumori cerebrali

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Aor San Carlo, Spera: “Importanti risultati per la Neurochirurgia nella cura di tumori cerebrali”

“Il traguardo raggiunto a fine dicembre 2021 dalla Neurochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza, è un risultato di fondamentale importanza e di grande rilievo strategico per la sanità regionale”. Sono queste le parole pronunciate dal direttore generale Giuseppe Spera in merito ai dati emersi sul numero di craniotomie “awake surgery” effettuate presso il nosocomio potentino. Il direttore Spera ha poi continuato: “Il raggiungimento delle

300 craniotomie a paziente sveglio, sono sinonimo delle eccellenze sanitarie di cui vanta la nostra azienda e della grande fiducia che i pazienti ripongono in essa.

Dati rilevanti guardando al numero di casistiche nazionali, attestate generalmente su un numero estremamente esiguo di casi. La Neurochirurgia di Potenza presenta un gran numero di casi, in virtù dell’esperienza consolidata in tanti anni dal personale sanitario e dell’elevato numero di richieste di cura di tumori cerebrali che giungono da tutto il centro-sud Italia. L’importanza della procedura di craniotomia da sveglio – ha concluso il direttore Spera- è testimoniata anche dalla sua consolidata presenza all’interno della routine della sala operatoria della Neurochirurgia di Potenza, rappresentando, in media, poco più di un caso a settimana”.

Ha commentato il risultato raggiunto anche il direttore della Neurochirurgia, dottor Giovanni Vitale, che ha così riferito: “La costante fiducia riposta dai pazienti presso il nostro presidio è sinonimo del rapporto di fiducia creatosi tra la nostra equipe e tutto il personale sanitario con coloro che chiedono l’erogazione di determinati servizi. L’asportazione dei tumori cerebrali -ha continuato il dottor Vitale-  viene effettuata secondo il moderno criterio onco-funzionale. Il tessuto del malato viene asportato considerando la posizione delle aree cerebrali eloquenti, la quale viene definita sia monitorando il paziente sveglio durante l’intervento sia identificando le connessioni cerebrali principali, attraverso l’elaborazione della trattografia. Inoltre -ha concluso il dottor Vitale- la craniotomia presenta indubbi vantaggi in termini di resezione del tessuto tumorale e anestesiologici con l’eliminazione dell’intubazione: il paziente resta sveglio durante tutto l’arco dell’intervento senza percepire dolore e dialogando liberamente con chirurghi, anestetisti, infermieri e tecnici di sala operatoria”.

(foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo)

Accolto il primo bambino ucraino all’IC2 di Policoro

in Cultura

Accolto il primo bambino ucraino all’IC2 di Policoro: Anche questa volta saremo pronti ad aprire le braccia agli altri, donare il nostro cuore a questo popolo sfortunato

Con emozione e con gioia è stato accolto dalla dirigente scolastica, Maria Carmela Stigliano, un bambino, accompagnato dalla madre, proveniente dall’Ovest dell’Ucraina, vicino Leopoli, la città in cui la tempesta della guerra impervia ai danni di tanti piccoli e tante famiglie avvolte da sofferenza e dolore. Il nostro nuovo alunno, Y. M., frequenterà la prima sezione della scuola dell’infanzia Winnicott , qui , le maestre e i bambini italiani lo attendono lunedì mattina per intrattenersi con lui e per compensare con giochi divertenti i momenti difficili trascorsi nel suo paese ucraino e strappargli un bel sorriso. Il nostro istituto da sempre ha dato priorità all’accoglienza perché ritiene che è una dimostrazione d’affetto fondamentale verso la persona umana, che la mette a proprio agio in un ambiente estraneo.
Anche questa volta saremo pronti ad aprire le braccia agli altri, donare il nostro cuore a questo popolo sfortunato che sta penando per colpe di altri.

Fonte: Ufficio Stampa IC2  Giovanni Paolo II – Policoro

Valsinni mostra i tesori nascosti: il 26 Marzo visite con i volontari

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Valsinni mostra i tesori nascosti: il 26 Marzo visite con i volontari. Iniziativa che rientra nell’ambito delle Giornate Fai

Tornano le giornate FAI e anche quest’anno Valsinni vi invita a scoprire i suoi tesori nascosti.

Sabato 26 marzo, dalle ore 09.00, sarà possibile scoprire il patrimonio pittorico di Valsinni.

Dai dipinti agli affreschi è un percorso a ritroso nel tempo, uno scambio di vedute tra presente e passato, alla scoperta del patrimonio pittorico di Valsinni. Punto di partenza è la pinacoteca morriana che custodisce la mostra permanente “Omaggio a Isabella Morra” e altre opere di autori contemporanei donate al Comune di Valsinni. Una passeggiata di pochi minuti tra i vicoli del centro storico ci permetterà di raggiungere la Cappella dell’Annunziata e i suoi affreschi.

Il percorso nella Giornata FAI prevede il ritrovo nel parcheggio di via De Gasperi. Da qui, con una passeggiata di 200m, si raggiungerà la Pinacoteca Morriana. La visita alla Pinacoteca permetterà di conoscere la vita e la poetica di Isabella Morra, poetessa del ‘500 vissuta a Favale, l’odierna Valsinni. Per rendere più accattivante la visita ai luoghi, la spiegazione sarà accompagnata da musiche e da reading di poesia.

Anche il percorso per spostarsi tra la Pinacoteca e la Cappella dell’Annunziata sarà parte della visita, un percorso breve e semplice di trekking urbano, con momenti di animazione. Giunti alla Cappella, attraverso musica, affreschi ed immagini, ci immergeremo nella spiritualità dell’antica Favale, mentre le guide ci racconteranno di miracoli e di monaci. Sarà possibile visitare linterno della piccola chiesa, normalmente non accessibile.

Le visite saranno a cura dei volontari del Servizio Civile Comune di Valsinni e dei volontari e dei volontari della Delegazione FAI Costa Jonica. Chi deciderà di prendere parte alle Giornate FAI potrà offrire un contributo per sostenere la Fondazione.Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento.

Prenotazioni e maggiori informazioni sulla pagina web dedicata.

E tu che FAI? Non vieni?

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