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A Nova Siri torna Cinemadamare: è la diciottesima edizione

in Cultura

Il lungo cartellone del 2020, delle attività del Campus Itinerante,Cinemadamare, torna finalmente nel luogo che gli ha dato i natali, nel 2003: e torna da maggiorenne, essendo arrivato alla 18.esima edizione. La Carovana di Cineasti italiani e stranieri, che intanto ha conquistato 16 regioni italiane, sarà nuovamente nella Marina di Nova Siri, dal 10 fino al 16 agosto 2020.

Il cuore del programma delle attività della Kermesse, è tutto centrato sulla produzione di films short, in modo da trasformare Nova Siri in un immenso set a “cielo aperto”.

Ma non mancheranno eventi speciali: omaggio  a Morricone, la serata del Cinema lucano, la serata ambientalista con uno spazio dedicato alla promozione della campagna contro le cicche delle sigarette. E poi grandi film dei più grandi autori della cinematografia mondiale. Molte sceneggiature dalle quali saranno tratti i cortometraggi sono già pronte: la conoscenza di Nova Siri da parte di Cinemadamare, infatti, dopo tanti anni, consente agli autori di elaborare le proprie storie anche prima dell’arrivo in città. Oltre all’attività di filmmaking che riempirà no stop l’intera settimana di permanenza della Kermesse nella città, pertutti i sette giorni di permanenza della Carovana del cinema a Nova Siri, si svolgeranno masterclass e lezioni di cinema, a favore dei giovani artisti presenti, tra cui molti lucani. Nella serata del 13 agosto Cinemadamare renderà omaggio a Ennio Morricone, il più celebre compositore italiano per il cinema, scomparso poco più di un mese fa. Inoltre, nella stessa occasione,attraverso la proiezione di film di artisti e cineasti lucani, si onorerà la Regione Basilicata che da sempre accoglie il Campus e che, quest’anno, lo ospita per ben cinque settimane. Ma il giorno più atteso, come avviene da 18 anni, è quello della WeeklyCompetition, che arriverà il 16 agosto, quando, presso la Piazzetta Troisi, a partire dalle ore 21.30, ci sarà la proiezione dei filmati che tutti i cineasti di Cinemadamare, avranno girato tra i vicoli del Borgo antico e il mare ai suoi piedi, con la partecipazione attiva della comunità locale.

“Siamo entusiasti di ospitare anche quest’anno Cinemadamare –commenta il Sindaco Eugenio Lucio Stigliano– La kermesse oltre a rafforzare il legame della nostra Comunità con il mondo del cinema e dell’audiovisivo, porta sinergie nuove tra brillanti menti lucane e persone provenienti da tutto il mondo. Non potremmo mai rinunciare a Cinemadamare, per tutta la nostra città è un appuntamento fisso da molto tempo, che aspettiamo con ansia durante tutto l’anno. Grazie a Cinemadamare,abbiamo l’occasione di vedere il nostro territorio con occhi diversi, ponendoci di fronte auna prospettiva sempre nuova sul nostro paese». La pensa allo stesso modo anche il direttore della Manifestazione, il novasirese Franco Rina, che ha portato Cinemadamare, a collaborare con 34 Università e Scuole di Cinema di tutto il mondo. “Ciò su cui vogliamo maggiormente insistere è il nostro Format unico –aggiunge Rina- fatto di formazione e produzione che si intrecciano e si sorreggono a vicenda. La Basilicata ha “fame” di luoghi in cui non solo si coltiva il talento, spesso confinato nel proprio perimetro da autodidatta, ma soprattutto contraddisti da programmi di formazione di alta qualità e con un respiro internazionale”.

Il libro di Domenico Parrella: “La Basilicata sui giornali. Cronache di guerra, di politica e di vita quotidiana”

in Cultura

Sarà presentato a Savoia di Lucania domenica 9 agosto alle 19.00 in piazza Plebiscito (simbolicamente davanti al Monumento ai Caduti) il libro del giornalista Mimmo Parrella “La Basilicata sui giornali. Cronache di guerra, di politica e di vita quotidiana (1911-1915)”. L’iniziativa è stata organizzata da Unitre di Savoia e dalla locale Pro loco con la collaborazione dell’Amministrazione comunale. Alla serata, moderata dalla giornalista Mariolina Notargiacomo, interverranno il sindaco, Rosina Ricciardi, il presidente della locale Pro loco, Domenico Petrullo, il presidente dell’Unitre, Michele Parrella, il professore dell’Unibas ed editore del volume, Lucio Attorre,  il presidente regionale dell’Unpli, Rocco Franciosa, il presidente dell’associazione nazionale Reduci e Combattenti, Rocco Galasso, il capo redattore del Tg3 Basilicata, Oreste Lo Pomo,  e l’autore Mimmo Parrella.

 

Di seguito la PREFAZIONE DEL LIBRO:

Il lavoro in corso di elaborazione comprende dieci anni di storia della Basilicata: dall’avventura libica (novembre 1911) alla Prima Guerra Mondiale (maggio 1915), fino all’avvento del fascismo (ottobre 1922), riassunti attraverso i giornali dell’epoca. Periodo tra i più drammatici e cruenti, non solo per l’Italia, che porta in sé i germi del Ventennio, del secondo conflitto mondiale e della stessa Costituzione repubblicana.  La Basilicata, riflessa sui numerosi settimanali, quotidiani e periodici che si pubblicavano tra Potenza, Melfi, Matera, Lauria e Viggiano, era tra le regioni più povere e degradate del Paese, eppure leggendo i suoi fogli non appariva per nulla tagliata fuori dai movimenti ideali e culturali che infiammavano la Penisola. La legge speciale del 1904, scaturita dalla visita fatta a dorso di mulo appena due anni prima in regione dall’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Zanardelli, stentava a dare i risultati sperati. Per buona parte inapplicata per questioni burocratiche e per mancanza dei relativi fondi rappresentava, pur tra luci e ombre, l’ennesimo banco di prova di una classe dirigente post unitaria che con il varo del suffragio universale maschile vedeva erodersi credibilità e consensi.  L’emigrazione svuotava i Comuni delle energie più dinamiche, nel mentre la guerra rappresentava l’ultimo macigno sulla stretta via dell’emancipazione.  La prima Guerra Mondiale non produsse solo un’ecatombe di giovani militari o il sacrificio di interi popoli per quattro lunghi anni, ma fu anche un periodo segnato da significative lotte politiche ed ideali, scontri amministrativi e personali per il predominio nelle civiche assisi. Nei paesi lontani dal fronte non mancarono episodi cruenti di cronaca nera e sprazzi culturali mischiati a propaganda patriottica e beneficenza per i soldati in trincea e le famiglie rimaste a soffrire nei campi in attesa del rientro del coniuge o del figlio. Dal periodo giolittiano all’avvento del fascismo, passando per l’ascesa ai vertici del governo nazionale del melfitano Francesco Saverio Nitti (eletto per la prima volta alla Camera nel 1904, nel collegio di Muro Lucano, e nominato presidente del Consiglio dei ministri nel 1919), anche la Provincia di Potenza si caratterizzava attraverso la veicolazione delle ideologie prevalenti a livello europeo o per la netta contrapposizione tra le forze politiche liberali, nazionaliste, cattoliche, radicali e socialiste (massimalisti e riformisti).  Sui fogli lucani non si era ancora spenta l’eco dell’impresa libica, che alimentava le speranze e le relative illusioni di aver scoperto un’America più vicina e fertile, pronta ad accogliere gli italiani in esubero, garantendo loro terra coltivabile e commerci da intraprendere, che l’attentato di Sarajevo all’arciduca Ferdinando

Il presente volume costituisce il primo resoconto di questa ampia ricostruzione, che, progressivamente sarà data alle stampe.

D’Austria faceva piombare di nuovo la popolazione lucana e il mondo nel terrore di una conflagrazione generale.  Fare una guerra al fianco degli alleati della Triplice Alleanza (Germania e Austria) oppure rovesciare il tavolo apparecchiato da oltre trent’anni – ma senza pietanze per il nostro Paese – e schierarsi con le più “democratiche” e “affini” Inghilterra e Francia? Il dibattito, sulla possibilità di continuare in un neutralismo assoluto o vigile e armato, si delineava in modo palese anche in Basilicata. I giornali, quasi tutti riconducibili alle scuole di pensiero e partiti politico-amministrativi locali, rafforzati e cresciuti anche in termini di tiratura dopo le cronache dalla  Tripolitania e dalla Cirenaica, continuavano a seguire i dibattiti nazionali, pur con qualche specificità. Le diverse testate, sostanzialmente favorevoli all’intervento espansionistico in Nord Africa (eccetto quelle edite dai socialisti), si ritrovarono a discutere – inizialmente – contro il possibile intervento “irredentista” di pochi anni dopo. Già nell’estate del 1914, infatti, i fogli lucani riportano nei dettagli il dibattito nazionale e locale sull’entrata in guerra dell’Italia, senza, però, trascurare le vicende ben più profane e terrene delle elezioni amministrative, le denunce al veleno tra i candidati bocciati e quelli eletti, le querele tra giornali, giornalisti e parlamentari.  I cittadini, secondo i rapporti prefettizi inoltrati al Governo, sarebbero stati indifferenti alla partecipazione alla guerra perché il loro spirito “è passivo e sordo” alle aspirazioni nazionali, pur non omettendo di riferire delle tante “donne raccolte in preghiera nelle chiese ad invocare il mantenimento della pace”.  Si poteva stare tranquilli – aggiungevano i funzionari governativi – che (tanto) nessuno si sarebbe opposto alle scelte ministeriali: “La grandissima parte dei cittadini di questa Provincia è devota alle istituzioni e fieramente attaccata alla persona di S.M il Re”.  Il quadro era un po’ più complesso delle informative tranquillizzanti che il prefetto Cotta inviava al ministero dell’Interno, pur se, nell’immediata vigilia dell’entrata in guerra del Paese, in Basilicata non si registrarono tumulti o veementi contestazioni. Le “radiose giornate di maggio”, se svuotarono oltremodo di giovani richiamati al fronte la piccola provincia, contribuirono, ad ogni modo, a creare un clima di maggiore concordia generale.  I giornali locali invitavano tutti alla moderazione e a spegnere immediatamente le polemiche politico-amministrative locali per creare un clima favorevole e ottimistico intorno alla patria.  Si crearono comitati di assistenza per le famiglie dei militari deceduti, feriti o in difficoltà economiche. In quasi tutti i Comuni era pressoché impossibile, però, eliminare del tutto le piccole frizioni, gelosie personali ed amministrative. I socialisti, ma anche settori moderati, evidenziarono a più riprese l’assenza di impegno dell’amministrazione comunale liberale potentina nell’assistenza alle famiglie indigenti con coniugi al fronte, mentre anche nelle manifestazioni per la raccolta di fondi andarono in scena piccoli dispetti e ostracismi.

Intanto, erano tanti, troppi, i giovani che non facevano più ritorno a casa. I paesi si stringevano intorno alle famiglie dei defunti e dai giornali era possibile conoscere i loro nomi, la storia, il curriculum e le aspettative di neo laureati e giovani professionisti. Prime pagine tutte dedicate agli “eroi lucani” con tanto di foto e necrologio.  Per la maggior parte si trattava di ufficiali e figli di buona famiglia, ma anche di fanti e persone umili. Tra i più poveri e analfabeti, i militari lucani furono arruolati soprattutto nella fanteria. La guerra, per alcuni, rappresentò il primo vero momento dell’unificazione del Paese.  Alla fine del conflitto oltre settemila lucani non fecero più ritorno a casa. Tre anni di guerra che devastarono l’economia e la società. Anche i giornali ne subirono le conseguenze. A mitigare i contraccolpi negativi, intervenne uno smisurato spirito solidaristico. Ci si organizzò per garantire i generi di prima necessità, così come per sostituire le braccia dei contadini sotto le armi nei periodi di semina e raccolta del grano. Si assistevano i feriti trasportati nei locali ospedali, evitando rappresaglie verso i nemici austriaci prigionieri a Potenza e Melfi. Qualcuno – con poco spirito di moderazione – pensò di organizzare una “gita di piacere” per gli ospiti stranieri a Muro Lucano, proprio nello stesso giorno in cui si celebravano i funerali di un eroe murese ucciso dai nemici sull’Altopiano di Asiago. La polemica politico-giornalistica fu furibonda. Nel frattempo, su accorato suggerimento dello stesso presidente del Consiglio Antonio Salandra, anche i parlamentari lucani, con pubbliche conferenze, si impegnarono a convincere i lucani a resistere alle atrocità del conflitto e partecipare senza parsimonia ai prestiti di guerra.  Dopo un primo momento in cui le vendite volavano e i giornali si rafforzavano editorialmente e finanziariamente, successivamente molti fogli ridussero le pubblicazioni, si trasformarono in periodici o, peggio, furono costretti a chiudere. I prezzi della carta salirono alle stelle. Tanti finanziatori, pur benestanti, smisero di pagare gli abbonamenti, cosi che sulla prima pagina molti giornali decisero di pubblicare i nomi dei morosi. A differenza di quanto accadeva al Nord, in assenza di grandi imprese e di istituti bancari a supporto, per le testate locali la guerra rappresentò una vera e propria ecatombe editoriale che finì per quasi desertificare il panorama editoriale locale. Il ritorno dal fronte dopo tre anni di guerra e le speranze per una vita migliore con lavoro e terra promessi ai soldati dai superiori durante i sacrifici nelle trincee, innescarono la miccia per un dopoguerra burrascoso e foriero di nuove divisioni, ma nello stesso tempo alimentò anche la rinascita di diverse testate rimaste “congelate” dai costi e dai sacrifici degli ultimi anni. Eppure, le prime elezioni politiche post guerra consacrarono a primo Ministro il lucano Francesco Saverio Nitti. Si formarono nuove alleanze e lo stesso sistema elettorale contribuì alla modifica di uno status quo che già la guerra aveva contribuito a far implodere. Dal 1919 al 1921, furono anni di aspre battaglie che portarono all’ascesa, anche in Basilicata, di un nazionalismo sempre più determinato e aggressivo, primo apripista all’avvento del fascismo.

Questo lavoro, non intende ripercorrere la storia dei giornali lucani, bensì solo di riportare la loro interpretazione sulla Basilicata durante il periodo bellico e della non meno tormentata fase che anticipa il fascismo, è diviso in più volumi. Il primo, che ora si accinge a vedere la luce, va dal 1911 alla fine del 1915, protraendosi dall’avventura libica fino alla fine del primo anno di guerra. I successivi raccoglieranno i contributi dei giornali sulla fine della guerra, da Nitti alla guida del governo e fino alla marcia su Roma.

 

 

 

 

X edizione di Sogno di una notte a quel paese

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Posti limitati e prenotazione obbligatoria per divertirsi in sicurezza a Colobraro: il Sogno di una notte a quel paese non si ferma. Al via venerdì la X edizione del viaggio tra Magico e Fantastico

 

A “quel paese” si continua a sognare. Colobraro è più forte della jella e anche del Covid. La X edizione del meraviglioso viaggio tra “Magico e Fantastico” è pronta a regalare un nuovo “sogno”.

Il “Paese della Magia”, tutti i venerdì del mese di agosto (7-14-21-28), è pronto ad accogliere turisti e visitatori i per vivere insieme un nuovo “Sogno di una notte a quel paese”.

“Anche per l’anno 2020 – assicura il sindaco di Colobraro Andrea Bernardo- ironizzeremo su superstizione, masciare, fattucchiere, pettegole, buontemponi e monachicchi . Vi racconteremo storie d’armi e d’amore attualizzate ai tempi del Covid. Ovviamente, ancor di più in quest’anno bisestile e funesto – prosegue- non potrete mancare anche per ritirare il tipico amuleto antimalocchio e portafortuna di Colobraro: l’abitino o congjok!”

Lo spettacolo, per garantire la massima sicurezza di pubblico e attori, avrà una formula diversa rispetto alle precedenti edizioni. “In ottemperanza alle norme anti COVID – spiega il regista del Sogno, Giuseppe Ranoia- abbiamo riadattato lo spettacolo teatrale in una forma statica, rinunciando alla storica formula del teatro itinerante. Ma quel che conta è che , malgrado le difficoltà di questo periodo storico, Sogno di una notte a Quel Paese, torna con la sua decima edizione ad allietare le serate dell’estate lucana. E lo fa anche in supporto al settore dello spettacolo, duramente colpito dalla pandemia”.

La nuova formula nulla toglie al divertimento e alla magia di quel paese. Storia, attualità e narrazione fantastica, come sempre, si intrecciano con tocco leggero e coinvolgente. E al termine dello spettacolo, come sempre, le attività locali saranno liete di farvi degustare i prodotti tipici del territorio.

Tre gli spettacoli previsti per ogni serata: alle ore 18, alle 20 e alle 22. La prenotazione è obbligatoria, così come la mascherina! È possibile prenotare direttamente selezionando data e orario dello spettacolo sulla piattaforma on line, collegandosi a questo link: bit.ly/sogno2020, oppure telefonando al numero 340 3234014. Solo i più veloci potranno vivere questo nuovo sogno, i posti sono limitati.

“Venite a trovarci – è l’invito del sindaco Bernardo- Vi aspettiamo per trascorrere una serena e fantastica serata nella splendida cornice-scenografia del centro storico e per divertirci insieme con le storie del nostro Sogno di una notte a quel paese”.

Educazione alimentare, torna dal 4 Agosto Fruit&Salad on the Beach in Basilicata

in Cultura

Fra le OP promotrici a livello nazionale la lucana Asso Fruit Italia

SCANZANO JONICO. “Arriva in Basilicata, come di consueto, l’atteso appuntamento con l’educazione alimentare e i corretti stili di vita”, ha detto Andrea Badursi, presidente dell’organizzazione di produttori Asso Fruit Italia. Che ha poi aggiunto: “L’iniziativa ‘Fruit&Salad on the Beach rappresenta per Asso Fruit Italia Group un impegno reale sul fronte della nutrizione consapevole e salutare e della valorizzazione delle frutta e degli ortaggi di stagione prodotti nei territori di riferimento. Come è noto i primi destinatari dell’evento educativo sono i bambini che frequentano le spiagge. L’interazione con i più piccoli – e non solo – è sollecitata dai nutrizionisti e organizzatori dell’evento che propongono quiz ai ragazzi, li invogliano al movimento fisico in totale sicurezza, e offrono simpatici gadget per ricordare la giornata e gli insegnamenti acquisiti”, ha spiegato Badursi.
Le tappe previste in Basilicata sono così suddivise:

4|Agosto 2020. Club Nova Siri Village – Via Luce del Varietà, 75020 Nova Siri (MT)

5|Agosto 2020. Lido Sabbia D’Oro Beach Club – Via Lido Torre, 27 Scanzano Jonico (MT)

6|Agosto 2020. Villaggio Torre del Faro e Hotel Portogreco – Viale E. Bernasconi, Scanzano Jonico (MT)

7|Agosto 2020. Lido San Basilio, Via Lungomare Venere, Pisticci (MT). L’inizio delle attività è previsto alle 10:00.

Oltre all’organizzazione di produttori Asso Fruit Italia, a sostenere l’iniziativa ci sono le seguenti OP: Alma Seges, AOA, Agritalia e Terra Orti.

“Idoneo e non vincitore”, in uscita il primo libro del manager lucano Giuseppe Ferrara

in Cultura

Idoneo e non vincitore”, edito dalla casa editrice “Albatros” è il titolo del primo libro di Giuseppe Ferrara, giovane manager lucano del “Sabbia d’Oro Beach Club” di Scanzano jonico (Mt) e membro sia del direttivo Confindustria Giovani Basilicata che del direttivo Confindustria Sezione Turismo. Un testo che racconta il suo iter per prepararsi a un concorso per entrare nella Guardia di Finanza, il sogno di una vita, una strada fatta di studio e sacrifici, di attese e speranze da parte di tutta la sua famiglia.  L’occasione per l’autore di riflettere non solo su questa esperienza, comune a molti giovani delle nuove generazioni, ma sulla vita in generale. Otto lunghissimi mesi di speranze, sacrifici e tanto impegno, che purtroppo non si concluderanno come auspicato.

«Ho scritto questo libro – spiega Ferrara – prendendo spunto da una domanda fatta da mia madre, che speranzosa come tutte le madri e forse incosciente di quello che potesse celarsi dietro la stessa, mi chiese: “Cosa significa essere idonei non vincitori?”. Una domanda non semplice a cui rispondere perché una persona normale pensa in maniera logica e semplice che arrivati alla fine ed essendo stati giudicati idonei, la festa è fatta».

La vita, però, toglie e regala. Questo l’insegnamento che l’autore vuole inviare attraverso le sue parole. Un messaggio rivolto anche alle giovani generazioni di non abbattersi di fronte alle difficoltà, ma di continuare a sognare e impegnarsi perché la vita regala non solo delusioni, ma anche grandi soddisfazioni. Ferrara, infatti, infranto il sogno di entrare nella Guardia di Finanza, si è impegnato con tutto se stesso nell’attività di famiglia puntando sull’innovazione e una nuova idea di turismo 4.0. È stato insignito del prestigioso premio internazionale “Global Youth Leadership Award 2019” per “l’importante contributo dato nel proprio paese allo sviluppo, alla formazione e alla crescita dei giovani e il suo stabilimento balneare è stato premiato al Salone internazionale del turismo come best beach club 2018 e 2019. Inoltre è fondatore di Next generation Leaders, è stato premiato dal Rotary club di Manila nelle Filippine come giovane emergente ed è owner del brand di ristorazione e franchising Basilicata fork to fork.

Il volume è disponibile presso tutti gli store Feltrinelli, Mondadori e su Amazon. Parte del ricavato della vendita di questo libro sarà destinato ad Amnesty International e a Dynamo Camp.

Un anno nel Bosco di Policoro: “l’ultima foresta incantata”

in Cultura

un anno nel bosco Pantano di Policoro tra ricerca e belle scoperte

“L’ultima foresta incantata” ha radunato i nove partner del progetto. finanziato da Fondazione  Con il Sud, all’Oasi WWF  di Policoro per presentare  il racconto del suo primo anno di attività.

Per salvare l’ultimo lembo di bosco planiziale dell’Italia meridionale e probabilmente uno dei pochissimi rimasti nel sud Europa,  il progetto ha avviato un’intensa attività di studio, censimento e monitoraggio sui quali poi verranno effettuati piccoli interventi idraulico forestali per cercare di ripristinare le condizioni originarie ideali allo sviluppo del bosco igrofilo ed in particolare della Farnia (Quercus robur), la specie più minacciata ed a rischio di estinzione.

All’incontro sono intervenuti anche i sindaci di Policoro Enrico Mascia e di Rotondella Gianluca Palazzo, l’assessore regionale Rocco Leone e il direttore dell’Apt Antonio Nicoletti.  L’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa ha consegnato a un videomessaggio il suo pieno sostegno all’iniziativa di recupero e riqualificazione dell’area. Sostegno confermato dall’assessore Leone, convinto della necessità di dover consegnare  integro alle giovani generazioni un habitat così raro e prezioso. Un impegno condiviso dal direttore dell’Apt che del turismo en plein air ha fatto il motore della ripartenza.

I diversi aspetti del progetto sono stati illustrati da Maurizio Rosito (Legambiente Montalbano), Antonio Colucci (Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana), Francesco Ripullone (docente Università degli Studi della Basilicata), Andrea Piotti (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e Biorisorse), Gianluca Cirelli (Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana), Remo Bartolomei (Centro Studi Appennino Lucano), Fabio Quinto(Legambiente Montalbano).

Tante le belle scoperte che questa prima fase del progetto ha regalato. Circa 50 gli esemplari di  Farnia censiti  e mappati nel bosco Pantano,  poco meno di  500 i semi raccolti, piantumati in vaso e conservati in serra presso un vivaio locale.  Saranno queste piantine giovani il bosco del futuro.

Altrettante sorprese ha regalato il monitoraggio faunistico di mammiferi, rettili e anfibi nelle aree interessate dal progetto. Tra gli abitanti de “L’ultima foresta incantata”  una lontra con i suoi tre piccoli e una coppia di lupi.

A conclusione dell’attività di studio il progetto, della durata complessiva di 36 mesi, prevede piccoli interventi idraulico-forestali per cercare di migliorare le condizioni idriche ideali allo sviluppo del bosco igrofilo e la creazione di un orto botanico che consentirà di ricreare le fisionomie vegetali principali da utilizzare a scopo didattico e turistico.

Nove i partner del progetto: Legambiente Montalbano, Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana, Università degli Studi della Basilicata, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e Biorisorse – Bari, Amministrazione Provinciale di Matera, Associazione culturale “I Colori dell’Anima”, Associazione Protezione Civile Gruppo Lucano – Viggiano, Centro servizi impresa soc. coop e Centro Studi Appennino Lucano.

A completare una giornata immersi nella natura  un intero pomeriggio “sul campo” con le escursioni gratuite nel bosco in bike e nel retroduna in trekking.

“Mezzogiorno nei Sassi”, una visione anti-crisi per la valorizzazione internazionale

in Cultura

Con la consapevolezza che senza il Mezzogiorno non c’è Italia e senza l’Italia non c’è Europa

Tra l’emergenza sanitaria internazionale e l’incertezza della prossima crisi economica, nel silenzio di questi giorni ed in un tempo che scorre lento, è stato pubblicato il libro “Mezzogiorno nei sassi”da Peppino De Rose, economista esperto in politiche di coesione e programmi dell’Unione europea e professore universitario di Impresa turistica e mercati internazionali presso l’Università della Calabria e dalla sua giovane allieva Alessia De Marco, dottoressa in Scienze Turistiche e studiosa di marketing e comunicazione. La pubblicazione edita dalla casa editrice Aloe editore, è uno sguardo da una finestra sul futuro del patrimonio culturale e naturale del Mezzogiorno d’Italia, culla di luoghi dalla indiscutibile bellezza e dotati di un potere attrattivo anticrisi. Mezzogiorno nei Sassi ha una duplice essenza. Da una parte quella di descrivere l’esempio vincente di Matera, che grazie ad un percorso di programmazione strategica condivisa con la comunità e l’utilizzo dei finanziamenti comunitari, è riuscita a diventare una destinazione turistica internazionale capace di promuovere lo sviluppo economico di un intero territorio, dall’altra parte quella di raffrontare la situazione economica e sociale del Mezzogiorno che, utilizzando una espressione figurata, continua invece a camminare scalzo sui sassi irti e taglienti di un mondo globalizzato ed altamente competitivo, le cui ferite più profonde continuano ad essere rappresentate dall’alta disoccupazione e dall’emigrazione giovanile. L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere la debolezza, la fragilità e la scarsa reattività dell’attuale sistema politico europeo e nazionale ed il tempo dimostrerà come solo gli strumenti finanziari messi a disposizione non potranno essere sufficienti per limitare i danni e garantire la ripartenza del Mezzogiorno e delle sue piccole imprese, se non accompagnati da politiche pubbliche e riforme fiscali e del lavoro rapportate al tasso di crescita delle singole regioni. L’Unione europea e l’Italia hanno la possibilità di riscrivere le regole, per creare meno dipendenza e più mercato, merito e concorrenza, il Mezzogiorno da parte sua, ha l’occasione di riappropriarsi dei suoi antichi valori e soprattutto di riscoprirsi ancora comunità vincente capace di governare i processi della globalizzazione. Con la consapevolezza che senza il Mezzogiorno non c’è Italia e senza l’Italia non c’è Europa.

L’INTERVISTA. “Una canzone per sempre”, l’idea raccontata da Valter Sacripanti

in Cultura

Un progetto originale che ha a che fare con la musica e non soltanto. Ne abbiamo parlato con Valter Sacripanti che ha raccontato, nel corso della chiacchierata, l’idea della “canzone su misura”, come riportato nel sito web.

Valter ha poi spiegato: “Una canzone per sempre è un sogno…

è una canzone scritta appositamente e in maniera esclusiva per una nuova vita in arrivo, per il proprio figlio o per una persona cara a cui vogliamo lasciare un dono senza tempo…”

 “Una canzone per sempre”, il nome dell’iniziativa suggerisce tanto: ma di preciso il progetto in cosa consiste?

Una  canzone per sempre  è  un sogno che si realizza,  un’ iniziativa che crea musica originale,  unica in ogni suo fattore, melodia  testo, arrangiamento, e sarà per sempre  dedicata a una persona sola… E’ una canzone scritta appositamente e in maniera esclusiva per una nuova vita in arrivo, per il proprio figlio o per una persona cara a cui vogliamo lasciare un dono senza tempo…

 Parlaci un po’ di te…

Ho dedicato la mia vita alla musica con passione e professionalità e continuo a farlo. Ho iniziato da ragazzino a suonare la batteria e con il tempo le soddisfazioni sono arrivate. Ho calcato i palchi più importanti di Italia, Nord Europa, e Sud America con Nek (dal 1995 al 2002 ho suonato in tutti i successi mondiali sia in studio che live). Ho suonato con il mitico Ivan GrazianiLoredana Bertè, Frankie HNR, Simone Cristicchi, Giulio Wilson, Giuseppe Anastasi, Maurizio Fabrizio, Massimo Varini, Sergio Rubini. Con il tempo mi sono dedicato anche alla didattica pubblicando due metodi di batteria che hanno riscontrato un buon successo. Da 2001, inoltre, mi dedico alla produzione artistica.

 “Pensare e scrivere una canzone”: ecco, cosa significa esattamente? Come avviene la produzione della musica e del testo? Mi spiego meglio: intervistate la persona interessata, gli fate compilare un questionario per comprendere il suo profilo emotivo, quelle che sono le caratteristiche della stessa che poi andrete a tradurre in musica e parole?

Esattamente, per poter arrivare a comporre con profonda ispirazione la musica e il testo- qualora fosse richiesto- dobbiamo avere più informazioni possibili, le più disparate, anche personali, confidenziali direi, per conoscere più dettagli possibili che ci aiutino a scrivere veramente su misura…

Avete delle pagine social e un sito web, quali sono stati i primi feedeback? Qualcuno vi ha già contattati?

Certo abbiamo il nostro sito ufficiale, la pagina facebook ed il nostro profilo instagram, insomma cerchiamo di essere vicini alle persone in ogni modo, anche se credo che la forza del nostro rapporto sia proprio il dialogo diretto, lo scambio umano.

Vogliamo presentare – fammi passare il termine – i ghostwriters? Da quello che vedo si tratta di autori di tutto rispetto…

Tanto Ghostwiters direi di no, ho coinvolto tantissimi colleghi molto bravi, autori importanti ed affermati ma anche alcuni bravissimi emergenti, che hanno una grande sensibilità, molta esperienza ed un cuore veramente capace.

Una canzone “su misura”. Ma c’è qualcosa che vi ha ispirato nel realizzare il progetto? Per esempio come tradurreste in musica il vostro progetto, avete una sigla, una canzone, che caratterizzano la vostra idea?

Si sono collegati davanti ai miei occhi tanti fattori simultaneamente,  dalle usanze tribali africane, alla teoria dell’ethos propria della Grecia antica in cui già si sperimentava in maniera per così dire anche “pratica” il potere della musica, l’influenza  sul carattere , sullo stato emotivo delle persone e ancor più dei bambini; da questi input mi è balenato in mente il progetto di una canzone per sempre. Una sigla non precisamente, abbiamo alcune composizioni create appositamente e che fungono da esempi ascoltabili sul nostro sito.

432 hz, ci spieghi in maniera semplicissima cosa significa in modo che possa capirlo anche chi di musica non sa nulla dal punto di vista tecnico?

Quello degli hz è un concetto proprio del campo di studi della fisica, ed in particolar modo della fisica acustica; sono il modo che abbiamo per misurare le oscillazioni dell’onda sonora al secondo. Queste vibrazioni, queste onde sonore che attraversano l’aria, raggiungono il nostro corpo e con esso tutti i nostri “recettori”, che non sono solo le orecchie ma molte altre componenti con le quali riusciamo a percepire enormi quantità di suoni, spesso anche inudibili alle orecchie… ad esempio alcune frequenze sono notoriamente utilizzate per produrre allontanamento da un determinato luogo (si pensi a frequenze particolarmente gravi che disturbano fisicamente a tal punto le persone o gli animali da rendere insostenibile la permanenza in un posto).

Bene, i 432 hz sono stati in alcuni casi definiti come la frequenza della natura, c’è da dire che era un’accordatura abitualmente utilizzata in epoca antica e poi fino al periodo barocco

ed anche successivamente (con alcune variazioni in base all’epoca e agli aspetti fisici degli strumenti utilizzati), poi si è arrivati- per esigenze di temperamento dei suoni- ad individuare come riferimento il LA centrale a 440hz e questa è anche la nostra accordatura attuale da occidentali. I 432 hz sembrano essere, da alcune ricerche anche di natura puramente empirica, suoni più vicini alla nostra frequenza naturale come esseri umani, è per così dire più affine alle onde che emette il nostro corpo (che pure possono essere ovviamente, entro certi limiti, variabili in base al singolo individuo). Questo è il motivo per cui si dice sia la frequenza del cuore, essenzialmente perché ci può mettere in uno stato di maggiore rilassatezza.

Un regalo ancor più particolare quindi. Dai riferimenti delle vostre pagine social, dal sito ecc sembra chiaro che il vostro intento sia quello di dedicare una canzone ai bambini, di creare un regalo speciale che le famiglie possano fare ai bambini, o un regalo particolare di amici e parenti per una nascita o un battesimo… quindi è solo per piccoli?

Bella domanda, grazie! In realtà nel senso che ovviamente

non è solo ed unicamente per bambini ma per chiunque voglia dedicare un regalo unico, speciale, una canzone personalizzata a qualcuno che ama e al quale voglia lasciare un ricordo eterno,

poi ovviamente il concetto che una canzone accompagni l’intera vita di una persona perché è la sua canzone, diciamo che è l’idea essenziale da cui siamo partiti ed è quella che ci ha entusiasmato e fatto mettere all’opera ma comunque è, e rimane, un regalo universale.

 

Buona fortuna ragazzi!

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Krikka Reggae feat Sud Sound System: “Confusione”, il nuovo singolo della formazione lucana

in Cultura

I brani nascono sempre da un’esigenza comunicativa. Con i Sud Sound System, poi, abbiamo un rapporto fraterno che va oltre la musica: collaboriamo e lavoriamo insieme da tantissimi anni

 

ASCOLTA IL BRANO

Confusione è il nuovo singolo della Krikka Reggae, storica formazione lucana, attiva da quasi vent’anni, che rinnova la collaborazione con i Sud Sound System in un brano scritto tempo fa, ma che sembra nato per raccontare la condizione emotiva di questo momento. La confusione, infatti, è stata, ed è, un sentimento protagonista durante questa pandemia: ci siamo ritrovati spesso vittime della tv, dei social, di fake news che aggiungevano paura e angoscia ad una già difficile situazione emotiva. Durante la quarantena il digitale ci ha salvati, è vero, ma ha anche mostrato con più forza tutte le nostre debolezze e dipendenze. Dal punto di vista musicale, nel brano sonorità raggamuffin vengono abbracciate da synth più contemporanei, con riff di chitarra dal sapore acid e funky. L’obiettivo, com’è sempre stato nella scrittura della Krikka Reggae, è far incontrare diversi stili musicali, aprirsi alla contaminazione tra le radici del loro sound e le influenze più attuali. Il brano è stato registrato e prodotto a Matera, presso il Red Bull Studio Mobile, da Andrea “Sollo” Sologni (già al lavoro con Salmo, Ensi, Gomma, Joe Croci, FASK, Calcutta, GDM, Iosonouncane, Cosmo e tanti altri), mixato da Ricky Rinaldi all’Ohm Guru Studio di Bologna con il mastering di Giovanni Versari presso La Maestà Studio. Spesso le nostre canzoni nascono da discussioni e dibattiti che facciamo in sala prove – racconta la Kirkka Reggae – da riflessioni su quello che stiamo vivendo, su ciò che accade attorno a noi, nella nostra regione e non solo. I brani nascono sempre da un’esigenza comunicativa. Con i Sud Sound System, poi, abbiamo un rapporto fraterno che va oltre la musica: collaboriamo e lavoriamo insieme da tantissimi anni. Ci siamo trovati ad ascoltare l’idea del pezzo nel loro studio a San Donato di Lecce e, senza nemmeno accorgercene, abbiamo iniziato a lavorarci a più mani scrivendo una parte del ritornello. Poi tutto il resto, come spesso accade con loro, è andato da sé, con naturalezza. E’ così che è nata CONFUSIONE. E’ successo un po’ di mesi fa, ma è incredibile come la riflessione su cui il pezzo è basato, sia più attuale che mai.

BIOGRAFIA BREVE

La Krikka Reggae, negli anni, si è consacrata come una delle band più influenti della scena artistica del Mezzogiorno lavorando con Roy Paci, Bunna (Africa Unite), O’ ZULU (99 Posse), Rocco Papaleo e tanti altri e con nomi internazionali come Mr Perfect Giddimani, Jah Sazza, Vibes Corner, Jah Mason, Richie Stephen’s, Echo Minott, Fyah George. Dopo il loro progetto del 2019 WE ARE ONE pubblicato su Repubblica, frutto di un corso di songwriting con richiedenti asilo, che ha visto la partecipazione di Fiorella Mannoia, Paola Turci, Claudio Bisio, Rocco Papaleo, Paolo Kessisoglu, Giuliano Sangiorgi, Brunori Sas, Achille Lauro, Diodato, Marco D’Amore, Salvatore Esposito, Zulù, Bunna, Sud Sound System e tanti altri, la Krikka pubblica un nuovo singolo. Il brano Confusione è stato registrato e prodotto a Matera, presso il Red Bull Studio Mobile, da Andrea “Sollo” Sologni (già al lavoro con Salmo, Ensi, Gomma, Joe Croci, FASK, Calcutta, GDM, Iosonouncane, Cosmo…), mixato da Ricky Rinaldi all’Ohm Guru Studio (Bologna) con il mastering di Giovanni Versari presso La Maestà Studio.

Cinecampus Sud e Magia: al via il primo modulo di “residenza cinematografica”

in Cultura

Venerdì 29 maggio dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00 in diretta sulla pagina Facebook del Lucania Film Festival,  webinar con antropologi dell’Unibas e gli allievi della residenza cinematografica sulla magia nel sud Italia e focus sulla Basilicata.

 Prenderà il via venerdì 29 maggio p.v. dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00, in live streaming sulla pagina Facebook del Lucania Film Festival, il primo modulo della residenza Cinematografica “CineCampus – Sud e Magia”, un progetto dell’associazione culturale Allelammie/Lucania Film Festival, prodotto con il sostegno del MIBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Il progetto di residenza cinematografica, che sarebbe dovuto iniziare in Basilicata dal 15 al 25 marzo 2020, è stato posticipato a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ed è pronto a partire intanto con un primo incontro formativo on line aperto a tutti, non solo agli artisti/filmmaker vincitori del bando di concorso e agli addetti ai lavori. Attraverso il metodo “investigativo” del cine-reportage e dell’antropologia visuale, i giovani artisti, tutti rigorosamente under 35, accompagnati da docenti, antropologi, registi e operatori del settore, realizzeranno opere filmiche indagando sui residui della magia cerimoniale lucana (fatture, incantesimi, fascinazioni), già oggetto di studio dell’etnologo meridionalista italiano Ernesto De Martino e del grande regista Luigi Di Gianni (recentemente scomparso e già nostro docente dal 2006) autore del documentario “Magia Lucana”, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1958.

Di seguito il programma del webinarcon antropologi dell’Unibas e gli allievi della residenza cinematografica sulla magia nel sud Italia e focus sulla Basilicata.

 

29 maggio 2020 ore 10:00 / 12:00

1ªsessione

Introduce Rocco Calandriello – Direttore artistico del Lucania Film Festival

Intervengono:

– Ferdinando Mirizzi – Antropologo / Unibas

“Teorie sulla magia”

 

– Domenico Copertino – Antropologo / Unibas

“Sud è magia? Il punto di vista occidentale e la riflessione antropologica”

 

– Lorenza Messina – Antropologa

“Vademecum per una liturgia – magica”

 

29 maggio 2020 ore 16:00 / 18:00

 

2ªsessione

Introduce Rocco Calandriello – Direttore artistico del Lucania Film Festival

 

Intervengono:

– Vita Santoro – Antropologa / Unibas

“La Lucania dei “margini”: storiche rappresentazioni, immaginari contemporanei e nuove ritualità”

 

– Francesco Marano – Antropologo / Unibas

“Corpo e dispositivi di ripresa audiovisiva: dal documentario all’etnografia sensoriale”

 

– Gianfranco Pannone – Regista – Docente DAMS / Roma 3

“Documentare o documentire? ”

Artisti della residenza: 

Walter Molfese, Martina Lioi, Beatrice Surano, Elisa Baccolo, GianVito Cofano.

Team di supporto: Paolo Fedele, Giuseppe Fedele, Giuseppe Marzovilli, Francesco Pio Iannuziello, Cosimo Viggiani.

 

sito web

 

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