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Cultura - page 3

Al via “Cinemadamare scuole”

in Cultura

Diventa sempre più intenso e proficuo il rapporto tra Cinemadamare(giunto alla 17esima edizione) e tutti gli Istituti Scolastici, di ogni ordine e grado della Basilicata. Da martedi 6 agosto, infatti, prende il via la terza edizione di “Cinemadamare Scuole”: un concorso nel concorso, che Cinemadamare organizza dal 2017, con il “placet” dell’ Ufficio Regionale Scolastico. Si tratta di una grande opportunità che il Campus Itinerante, nato a Nova Siri nel 2003 e espanso in altre 15 regioni italiane, offre ai lavori che gli studenti lucani svolgono durante l’anno scolastico, al fine di appropriarsi di principi e tecniche del cinema e dell’audiovisivo. In questo modo, i migliori lavori scolastici lucani dell’anno 2018- 2019 hanno a disposizione il grande schermo di Cdm, ed una grande platea per valutare il livello di apprendimento raggiunto dagli allievi, con i lavori coordinati dai loro docenti. Ecco tutte le scuole che hanno superato le selezioni preliminari, e che propongono i loro film durante la settimana di “Cinemadamare Nova Siri”: l’Istituto Comprensivo “Torraca Bonaventura” di Potenza, con l’opera “Tg Ragazzi Anticaporalato”; il Liceo “G. Peano” di Marsiconovo, con il film “The Secret Garden”, il Liceo Artistico “Federico II di Svevia” di Melfi, con il corto “Tutti giù per terra”; la Scuola Primaria I. C. “Irsina”di Irsina, con il lavoro “il Genio della Pietra”. Per la sera dell’11 agosto, in occasione dell’ultima proiezione di Cinemadamare a Nova Siri, sarà reso noto il vincitore, tra i film appena elencati. “L’apprezzamento dell’Ufficio Regionale Scolastico, che ha fatto propria l’iniziativa di Cinemadamare, conferma il nostro impegno prioritario per la formazione”, spiega il direttore di Cdm, Franco Rina, che aggiunge: “aprire la nostra platea ai lavori delle scuole lucane è assolutamente in linea con il format della nostra kermesse: individuare e allevare giovani talenti per il cinema e per la televisione, ma iniziando proprio dai banchi di scuola”.

 

Per “quel paese” un debutto da record e questa sera lo spettacolo torna in scena

in Cultura

600 presenze per la Prima della IX edizione

ma a Colobraro il sogno continua ogni martedì e venerdì fino al 30 agosto

 

La fama di quel paese non si smentisce mai. La IX edizione dell’evento demoantropologico sul “Magico e fantastico” debutta facendo il pieno di presenze. Sono stati seicento i visitatori arrivati a Colobraro, per la prima: un record. Segno che la magia di quel paese continua a esercitare il suo fascino senza avvertire flessioni.  “Merito di una organizzazione ormai collaudata – commenta soddisfatto il sindaco Andrea Bernardo- siamo felicissimi del riscontro che l’evento continua a riscuotere. Per noi si tratta di una riconferma che ci gratifica di tutti gli sforzi  compiuti da una squadra che si avvale del contributo di centinaia di persone” .

Per chi ancora non lo avesse fatto e ha voglia di verificare di persona che  Colobraro non porta male, il prossimo appuntamento con “Il sogno di una notte a quel paese” è per martedì 6 agosto e venerdì 9, con uno spettacolo ogni ora dalle 18 alle 22.

Diretto magistralmente dal regista Giuseppe Ranoia , un “plotone” ben addestrato di figuranti  (tutti attori non professionisti del posto, fatta eccezione per  i briganti Emanuele Asprella e Vincenzo Forcillo) è pronto a condurre turisti e curiosi  tra storie di masciare, fattucchiere, affascini, monachicchi. Non prima, però, di essersi muniti di “cingiok”, l’indispensabile amuleto portafortuna, e fatto tappa al Palazzo delle Esposizioni, dove è possibile visitare la mostra fotografica “Con gli occhi della Memoria” di Franco Pinna, il fotografo che accompagnò De Martino nei suoi viaggi in Lucania, insieme alla mostra su “La Civiltà contadina” e “La casa contadina”. E a fine viaggio tutti a tavola. Il percorso, infatti, si conclude con una sagra a base di piatti tipici e il mercatino dell’artigianato locale

Il percorso teatrale itinerante, intanto, si presenta ancora una volta rinnovato. Storia e narrazione fantastica, come sempre, si intrecciano con tocco leggero e coinvolgente.

Fanno la loro apparizione nel “Sogno”  Concetta Capretto e Rocco Tortiera, due novelli Romeo e Giulietta in salsa lucana. L’amore contrastato tra i due giovani avrà risvolti comici dagli esiti esilaranti e inaspettati.  I briganti Ninco e Nanco, questa volta, sono al servizio dei padroni prontamente riciclati  al servizio dei nuovi potenti dell’Italia post unitaria, riproponendo in chiave umoristica il conflitto tra coppole e cappelli. E ancora, per rendere omaggio a Matera capitale europea della Cultura 2019, si attinge a piene mani al mito di Europa e al potente valore simbolico di sguardo rivolto a ovest, direzione di libertà e futuro secondo gli antichi fondatori di città, in cui la falce della luna è un ponte ideale tra sud e nord. A vegliare su tutti questi personaggi, come sempre il santo protettore San Carpanazzo.

 

Al via a Sant’Angelo Le Fratte l’ottava edizione di “Corti in Cantina”. Premio alla carriera al regista Ruggero Deodato.

in Cultura

La VIII edizione della rassegna cinematografica di cortometraggi lucani “Corti in Cantina – 2019″ si svolgerà come consuetudine nella suggestiva cornice di Sant’Angelo Le Fratte (PZ) il 4 agosto, in Piazza dei Martiri, a partire dalle ore 21,00.

La rassegna, organizzata dall’associazione culturale Basiliciak in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Sant’Angelo Le Fratte, la società di produzione Mediterraneo Cinematografica e con il patrocinio della Lucana Film commission, vede come protagonista il cortometraggio con il suo linguaggio breve e il cinema lucano nelle sue varie sfumature.

L’iniziativa, sotto la Direzione Artistica del regista Giuseppe Marco Albano, nasce, infatti, per valorizzare, promuovere e premiare i talenti lucani che si sono distinti nel mondo del cinema: registi, attori, produttori, sceneggiatori e operatori del cinema. I premi sono assegnati da una giuria di qualità composta da esperti del settore cinematografico.

«Per me è un onore essere per l’ottavo anno consecutivo – dichiara Giuseppe Marco Albano – il direttore artistico di questa bellissima rassegna, che punta i riflettori sui tanti talenti lucani presenti nel panorama cinematografico italiano. Ringrazio il sindaco Michele Laurino e l’Amministrazione comunale di Sant’Angelo Le Fratte per l’ospitalità e gli organizzatori per il lavoro profuso in questi mesi per l’organizzazione della manifestazione».

Durante la serata verrà assegnato anche il premio speciale alla carriera, che in questa edizione andrà a Ruggero Deodato, potentino di nascita, regista e sceneggiatore, inizialmente di commedie e polizieschi all’italiana (poliziotteschi), e in seguito di pellicole horror, in particolare di genere cannibal, divenendo noto per il contenuto estremo dei suoi film, che gli hanno portato numerosi problemi con la censura e gli hanno procurato il soprannome di Monsieur Cannibal.

«Siamo felicissimi e onorati – continua il direttore artistico Albano – di premiare e ospitare uno dei maestri assoluti del genere horror italiano, un regista che con le sue pellicole ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, finendo per influenzare il lavoro di registi come Oliver Stone, Quentin Tarantino e Eli Roth. Spero che il suo esempio possa influenzare positivamente i tanti giovani lucani impegnati nel mondo del cinema».La serata sarà presentata dai giornalisti Sergio Ragone e Margherita Sarli.

LA VIDEO INTERVISTA. Progetto musicale De André – 12 Agosto, Scanzano Jonico

in Cultura

Programma :
Palazzo Baronale Scanzano Jonico
Dal 7 al 12 Agosto
Se non sono gigli…
Mostra di pittura dell’artista
Pasquale Gesualdi
12 Agosto 2019 ore 18.30
Corte Palazzo Baronale, Scanzano Jonico

Conferenza dal titolo:
“De Andrè storie, emozioni e parole”
Interverranno:
Raffaele Pinto, Filippo Scilleri,
Armando Lostaglio, Graziana Di Biase, Pasquale Gesualdi, Giovanni Andreulli, Natale Federico,
Filomena Pinca.
Mary Rita Tracanna
evento gratuito
12 agosto ore 21.30
Piazza Don Luigi Sturzo Scanzano Jonico
“ProgettoMusicaleDeandrè”in concerto
Tour il viaggio, Filippo Scilleri canta Faber
evento con ingresso gratuito.
Nel corso dell’evento sarà ufficializzata l’intitolazione a Fabrizio De Andrè, dell’ICS di Scanzano
Jonico con un messaggio della Signora Dori Ghezzi/De Andrè.

L’intervista a cura di Raffaele Pinto

Un ‘assassino’ estremamente delicato. Storia di Marlon James.

in Cultura/Una finestra sul Mondo
Marlon James

Immaginate di essere nato in Jamaica, di essere un tipico nerd, di avere come prevalente e forse unica passione quella per la lettura (e quindi di vivere più in un mondo di fiction che in un mondo reale), di non fare e non essere interessato agli sport, di amare la buona musica (tipo quella degli Eurythmics o dei Pet Shop Boys), di venerare Bob Marley come persona prima che come musicista e infine di essere gay e non poterlo dire a nessuno: avete immaginato tutto questo?

Bene: è quello che è successo a Marlon James che, a dirlo così potrebbe essere uno dei tanti gangsta-rap della migliore tradizione e che, invece, è il vincitore di premi come il Man Booker Prize 2015, il National Book Critics Cicle Awards, dell’Anisfield-Wolf Book Award e del Minnesota Book Award: che sarebbe come dire, per un regista italiano, aver vinto il Nastro d’Argento, il David di Donatello o il Taormina Film Festival.

Autore di libri di grande successo, tradotti in molte lingue, come Le donne della notte, Il diavolo e John Crow e soprattutto Breve storia di sette omicidi, Marlon James è riuscito a fondere in una sapiente lega la sua ottima formazione scolastica, l’origine medio-borghese, le sue radici jamaicane, la sua attuale esistenza americana, le tante esperienze lavorative e la capacità di cogliere personaggi e slangs nelle opere che lo hanno reso uno scrittore vincente sempre pronto a scalare classifiche e aspirare a premi.

Ma non è per questo che vi ho parlato di questo scrittore capace di parlare di omicidi come mia nonna sarebbe stata capace di parlare dei suoi ricami, con la stessa pacata levità, con la stessa grazia antica ed ora sconosciuta di cui alcuni esseri straordinari sono in possesso: no.

La storia di Marlon James è una storia di speranza.

Pur convinto di poter, addirittura di ‘dover’ fare lo scrittore, il simpatico James per settantotto volte (78!) ha inviato i propri manoscritti alle più disparate case editrici americane, vedendoseli sempre bocciare, rifiutare, restituire.

Era arrivato alla determinazione che, dopo un così ragguardevole numero di rifiuti, si poteva anche concepire la fine di una carriera neanche iniziata: ed ha iniziato a fare il pubblicitario, il grafic designer ed altre amene attività mini-pagate.

Ad un suo professore di scrittura creativa che gli chiedeva racconti, faceva finta di non averne e di non essere capace di scriverne: finché un amico non fece pervenire, a sua insaputa, uno dei suoi migliori racconti sulla posta elettronica del suo insegnante di scrittura che, nel giro di pochi giorni, fu capace di trovargli un editore e quindi un pubblico.

No: la storia di Marlon James non è una storia di successo. E’ prima di tutto una storia di speranza ed è con questo spirito che la condivido con voi.

Fatene tesoro.

A Colobraro al via venerdì 2 Agosto  la IX edizione del viaggio tra Magico e Fantastico

in Cultura

Venerdì 2 agosto andate a … “Quel Paese”. Colobraro è pronta a regalarvi un nuovo sogno con la IX edizione del meraviglioso viaggio  tra “Magico e Fantastico”. Fanno la loro apparizione nel “Sogno”  Concetta Capretto e Rocco Tortiera, due novelli Romeo e Giulietta in salsa lucana. L’amore contrastato tra i due giovani avrà risvolti comici dagli esiti esilaranti e inaspettati.  I briganti Ninco e Nanco, questa volta, sono al servizio dei padroni prontamente riciclati  al servizio dei nuovi potenti dell’Italia post unitaria, riproponendo in chiave umoristica il conflitto tra coppole e cappelli. E ancora, per rendere omaggio a Matera capitale europea della Cultura 2019, si attinge a piene mani al mito di Europa e al potente valore simbolico di sguardo rivolto a ovest, direzione di libertà e futuro secondo gli antichi fondatori di città, in cui la falce della luna è un ponte ideale tra sud e nord. Storia e narrazione fantastica, come sempre, si intrecciano con tocco leggero e coinvolgente.

Fino al 30 agosto, tutti i martedì e venerdì, uno spettacolo ogni ora, dalle ore 18 alle ore 22, accompagnerà i visitatori alla scoperta di un luogo ricco di storia e magia.

L’evento, come consuetudine rinnovato rispetto alle precedenti edizioni, offre quattro percorsi: tutte tappe di un unico fantastico viaggio.
Si parte dal Percorso introduttivo con l’accoglienza presso il Palazzo delle Esposizioni/Infopoint. Prima, di varcare la soglia di accesso a “quel paese” è bene munirsi dell’ “abitino”,  un potente anti-malocchio confezionato con tre chicchi di sale contro la scaramanzia, tre di grano simbolo di fertilità, tre aghi di rosmarino per combattere gli spiriti maligni e favorire amore e bellezza, fiori di lavanda simbolo di virtù e serenità. (Il contributo è libero).
Tappa successiva il Percorso Museale nel Palazzo delle Esposizioni, dove è possibile visitare la
mostra “Con gli occhi della Memoria”, una galleria di affascinanti scatti in bianco e nero dei fotografi che accompagnarono le spedizioni di studio demartiniane, la mostra su “La civiltà contadina” e “La casa contadina” e la mostra di pittura “Il cacciatore di fiabe” a cura di Elena Viggiano.

A questo punto si è pronti per immergersi nel “Sogno di una notte a quel paese”, il percorso teatrale itinerante scritto e diretto da Giuseppe Ranoia. A popolare la scena uno stuolo figuranti: tutti attori non professionisti del posto, fatta eccezione per Emanuele Asprella e Vincenzo Forcillo. In maniera leggera si attinge a piene mani dagli scritti di Ernesto De Martino e  Étienne de La Boétie. Vicoli e piazzette del Borgo si animano di suggestive presenze, per raccontarvi storie di masciare, fattucchiere, affascini, monachicchi, ovviamente con la benedizione del nume tutelare San Carpanazzo.

E se dopo aver ascoltato tante storie di malocchio, fattucchiere e folletti non si è ancora “sazi”, il sogno continua a tavola. Il percorso, infatti, si conclude con una sagra a base di piatti tipici, accompagnati da musiche, danze e balli della tradizione popolare lucana .

“L’evento demoetnoantropologico sul “Magico & Fantastico”-  racconta il sindaco di Colobraro Andrea Bernardo – nasce  dall’idea di sfatare la nomea ingiustamente affibbiata a Colobraro, da credenze popolari, di paese della jella, foriero di sventure al solo pronunciarne il nome tanto da diventare scaramanticamente per tutti “Quel Paese”. I numeri, finora, chi hanno dato ragione facendo di  Colobraro l’attrattore lucano con più visitatori. La sfida- conclude Bernardo-  adesso, è confermare e, se possibile, superare le presenze di turisti nel nostro borgo”.

 

NOTE di REGIA

di Giuseppe Ranoia

 

«E’ davvero sorprendente, e tuttavia così comune che c’è più da dispiacersi che da stupirsi nel vedere milioni e milioni di uomini servire miserevolmente, col collo sotto il giogo, non costretti da una forza più grande, ma perché sembra siano ammaliati e affascinati dal nome solo di uno, di cui non dovrebbero temere la potenza, visto che è solo, né amare le qualità, visto che nei loro confronti è inumano e selvaggio. […] Ma, buon Dio! che storia è questa?» (Étienne de La Boétie 1530 – 1563)

Si, è sorprendente come già nel XVI secolo ci fossero i prolegomeni di un’analisi che poi, secoli dopo, avrebbero condotto alla rivoluzione francese. Un monito contro l’abbrutimento della società che rifiuta la sua funzione primaria di pensare.

Cosa possa c’entrare tutto questo con la IX edizione del Sogno di una notte a… Quel Paese (2019) non è un mistero ma una necessaria riflessione da condividere partendo proprio dall’angheria perpetrata da circa un secolo e alimentata quasi scientificamente dalla spedizione degli anni ’50 del secolo ventesimo del noto etno-antropologo Ernesto De Martino.

La discriminazione, come la calunnia, è apparentemente innocua ma si insinua leggermente, dolcemente, incomincia a sussurrar per poi piano piano, terra terra, sottovoce, sibilando ronzare nelle orecchie della gente e le teste e i cervelli fa stordire e fa gonfiar. Essa è nutrita da quell’appagamento del singolo a sentirsi protetto dall’appartenere a un gruppo elettosi contrario a un diverso, un nemico. Non importa se esistente o meno: la discriminazione è il riferimento che dà certezza della propria esistenza, proprio come assolvendo allo stesso ruolo sociale e antropologico che la magia dei riti assumeva per i nostri avi.

Il teatro non fornisce soluzioni, non pretende di indicare ciò che è giusto differenziandolo da un antitetico sbagliato, ma si propone di fornire degli strumenti per mettere in crisi le certezze (o presunte tali!) e cercare la via.

Qualcuno riconoscerebbe una funzione maieutica. Io stesso credo nell’uomo! E questo atto di fede mi spinge a non accettare molti dei luoghi comuni alla base delle discriminazioni per poter andare oltre e inseguire quelle visioni proprie degli spiriti eletti del pensiero umano. La Boétie come altri hanno anticipato i tempi e per questo possiamo considerarli alienati dal loro contesto storico, proprio come gli alienati del nostro Rocco Scotellaro.

Occorrerebbe svincolarsi dallo stato di schiavitù alimentato dallo stesso schiavo più che dal “tiranno”, schiavo che finisce per superobbedire.

E così Colobraro col suo Sogno ci indica la direzione verso cui guardare, mettendo in crisi le nostre convinzioni, spesso fondate sulle comodità di una vita più simile a un fiume in piena, nel quale altri, per noi, scelgono la rotta per una convenienza che necessita del nostro consenso e del nostro lavoro di schiavi volontari.

Colobraro, nell’anno di Matera – Basilicata Capitale Europea della Cultura, senza pretese, ma col sorriso, lievemente, riprende solo un mito, il mito di Europa comprendendo i benefici di guardare verso ovest (direzione di libertà), futuro secondo gli antichi fondatori di città, e vede nella falce della luna un ponte, un grandissimo ponte tra sud e nord.

Noi sogniamo: insieme si può!

 

Ad Anzi i pannelli per le affissioni elettorali diventano museo stradale per fotografi e pittori

in Cultura

Vi siete mai chiesti che fine fanno i pannelli elettorali per le affissioni dei manifesti dei partiti, ad elezioni concluse? Spesso rimangono per mesi o anni al loro posto con brandelli di nomi o slogan o simboli di partiti che il tempo sbiadisce. Altre volte i Comuni li smontano e finiscono nei depositi ad ingolfare ancora di più i magazzini già pieni.

Ed allora ad Anzi, un piccolo Comune in Provincia di Potenza, si è deciso per un uso creativo ed originale di questi pannelli. Che eviti il lavoro dello smontaggio e del deposito e che liberi appunto i magazzini.

Il progetto si chiama MUSA (museo urbano stradale anzese) e prevede che su questi severi pannelli metallici, quando non ci sono eventi elettorali, appaiano magicamente forme d’arte: fotografie, parole, dipinti stampati.

Un museo stradale aperto dunque 24ore, gratuito, soprattutto fruibile inevitabilmente da tutti i passanti.

E’ l’arte che va nelle strade inondandole di colori, forme, suggestioni e pensieri.

E’ l’arte che subisce anche la sua degradazione lenta dovuta alla pioggia, al sole, al tempo che passa.

Anche questo lento decadimento dell’opera d’arte fa parte del progetto Musa: non c’è vita senza arte, ma anche l’arte non ha una vita infinita e dunque scolorata una mostra se ne affigge un’altra.

Il MUSA inaugura SABATO 3 AGOSTO con il fotografo-paesologo ANGELO GABRIELE MAZZOLLA, giovanissimo talento che, con i suoi ‘PAESAGGI LUCANI’ coglie le sfumature e i colori dell’ambiente geografico ma anche umano della Basilicata contemporanea.

Un taglio antropologico che si pone tra la formalità pura della fotografia e il documento etnografico.

La direzione creativa del progetto Musa è di Vincenzo PETRONE (lucano che da quasi 20 anni dirige a Roma la nota galleria d’arte contemporanea ‘MONDRIAN SUITE’ nel quartiere di San Lorenzo).

Carlo Verdone e Dario Argento al XX Lucania FIlm Festival

in Cultura

Saranno Carlo Verdone e Dario Argento gli ospiti d’eccezione del ventesimo Lucania Film Festival, in programma al Cineparco Tilt di Marconia di Pisticci dal 7 all’11 agosto 2019. 
Curato come sempre dall’associazione culturale Allelammie sotto la direzione artistica di Rocco Calandriello, l’evento, spalmato su cinque giorni di lavori, ospiterà una nutrita selezione di film in concorso provenienti da tutto il mondo.
Verdone, attore e regista, sarà nell’area Festival il giorno 8 agosto.  Al pubblico più appassionato racconterà il suo cinema mettendo a disposizione la grande esperienza accumulata dietro la cinepresa in trent’anni di carriera e dall’altra parte dell’obiettivo a partire dagli esordi con il maestro Bernardo Bertolucci, passando per i successi che hanno subito saputo definire i tratti caratteristici della sua comicità come Un sacco bello, Bianco rosso e Verdone, Borotalco, Acqua e Sapone e fino a quella fase di maturità in cui il cineasta romano ha saputo completare il suo percorso creativo dando anche sfumature malinconiche alla sua commedia come in Al Lupo al lupo, Maledetto il giorno che t’ho incontrato e Perdiamoci di vista!
Nella lectio magistralis prevista per la serata, invece, Verdone si racconterà al grande pubblico del LFF rivelando gli aneddoti della sua carriera, zeppa di collaborazioni prestigiose, fra le quali quelle con Alberto Sordi, Enrico Montesano, Ornella Muti, Sergio Castellitto, Margherita Buy, Sergio Rubini già ospite del Lff, Claudia Gerini ed Asia Argento.
Un workshop sui segreti della professione e la propria visione del cinema al cospetto di una platea più ristretta ed impegnata introdurrà anche Dario Argento sui luoghi del Festival, nella giornata del 10 agosto. Nella stessa serata, anche per il maestro del giallo e dell’horror italiano è previsto l’incontro con la platea più ampia del Cineparco Tilt per una conversazione più informale in cui sarà possibile ripercorrere i successi di film come Profondo Rosso e Suspiria e conoscere gli incubi che hanno generato opere come Inferno, Tenebre e Phenomena. Con Argento il Festival conoscerà il più famoso ed influente maestro italiano del brivido, un regista (e attore) di genere che ha saputo divagare tra thriller, giallo ed horror mantenendo sempre marcati i tratti caratteristici del suo modo di fare cinema.
Dario Argento sarà al Lucania Film Festival già dal 9 agosto, quando è prevista anche una visita alla città di Matera nell’ambito dei percorsi culturali generati da Matera 2019.
Il regista romano, infine, sarà coinvolto anche nella premiazione delle opere in concorso al ventesimo Lucania Film Festival nella serata dell’11 agosto, che completerà la sua tre giorni all’interno della più famosa e longeva kermesse lucana dedicata alla settima arte.
L’edizione 2019 del Festival si aprirà, inoltre, con una giornata – tributo a Lina Wertmüller (7 agosto), sarà arricchita da numerosi ospiti, fra i quali l’urban explorer Piero Armenti e lancerà nuove sfide con la presentazione del primo mercato del cinema in Basilicata e del CineCampus d’Italia per le scuole.
La cinque giorni parlerà, innanzitutto, il linguaggio del cinema nella vision delle opere selezionate per le varie sezioni competitive, per una programmazione “senza precedenti”, per dirla con le parole del direttore artistico Rocco Calandriello, in grado come sempre di dar voce a poetiche narrative provenienti da tutto il mondo.

Ritorna a Valsinni “L’Estate d’Isabella”: il fascino di un viaggio nella poesia e nel sogno

in Cultura

Riapre il sipario sull’evento lucano più atteso dell’anno. Riparte “L’Estated’Isabella“, contenitore dell’offerta turistico-culturale del ParcoLetterario “Isabella Morra”, organizzato e gestito dalla Pro Loco di Valsinni, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

La manifestazione, tra le più longeve e amate della Basilicata, giunge quest’anno alla sua XXIX edizione e si svolgerà dal 3 al 25 agosto tutte le sere a partire dalle ore 19.00, con una programmazione ricca e coinvolgente. Protagonista, la poetessa Morra, voce autentica e originale della lirica del ‘500 che visse la sua vita nel feudo di “Favale”, vittima delle convenzioni del tempo e della “lama dei coltelli” dei fratelli, uccisa per una presunta relazione amorosa con Diego Sandoval de Castro, anch’egli poeta, feudatario di Bollita (odierna Nova Siri).

In questo periodo, i vicoli del centro storico, saranno scenario di in un viaggio nella poesia e nel sogno: mostre d’arte e di artigianato artistico e rievocazioni di scene di vita e tradizioni popolari, incorniciate in un’atmosfera cinquecentesca, immergeranno i visitatori in una dimensione onirica, alla scoperta dell’anima dei luoghi.
Di impatto la mostra “L’arte militare nella Favale del ‘500”, con armature, armi e macchine d’assedio del XVI secolo.

Inoltre, secondo un calendario settimanale, saranno allestiti spettacoli teatrali, anche itineranti, che scandiranno le tappe fondamentali della vita e dell’itinerario poetico d’Isabella e faranno rivivere le suggestioni dei tempi in cui ella visse.
Dal lunedì al sabato, con inizio alle ore 20.30,saràriproposto, in modo rivisitato e originale, lo spettacolo itinerante”IL BORGO RACCONTA” di NinìTruncellito e Mimmo Rago, percorso della memoria per le viedell’antica Favale: utilizzando come filo conduttore i versi di Isabella Morra, menestrelli e cantastorie conducono i visitatori tra i vicoli del borgo antico, per ascoltare le storie, piccole e grandi, che le case annerite dal tempo hanno raccolto e possono raccontare a chi voglia ascoltarle.
Ogni domenica, invece, in scena“LA MANDRAGOLA“ di Niccolò Machiavelli, riduzione e libero rifacimento di Ninì Truncellito per la regia di Fabio Truncellito.

Come di consueto, i CENACOLI SOTTO LE STELLE, allietati dai mestrelli del Parco Letterario, permetteranno di gustare i piatti tipici di Valsinni e di ascoltare i canti, che raccolgono il messaggio di Isabella e lo fanno risuonare nei luoghi che furono teatro della sua breve vita.

Per la sua proposta turistico-culturale, Valsinni è stato insignito della BANDIERA ARANCIONE, marchio di qualità turistico-ambientale del Touring Club Italiano.

Per informazioni e prenotazioni:PRO LOCO – PRESIDIO TURISTICO, Tel. 392.3922551-e-mail parcomorra@tiscalinet.it-web: www.parcomorra.it

Teatro dei Calanchi apre con Odissea

in Cultura

Odissea, per la regia di Daniele Onorati, aprirà la programmazione 2019 di Teatro dei Calanchi. 
Il classico senza tempo attribuito ad Omero andrà in scena nella serata del primo agosto nel palcoscenico naturale dei calanchi di Pisticci.
 Si tratta di uno spettacolo corale interpretato dagli attori di Teatrolab, la scuola di arte scenica del Circus, chiamati a dar vita ad uno dei massimi miti della cultura antica, attuale fino ai nostri giorni.
Il mito di Ulisse si esprime in una narrazione essenziale fatta di richiami lontani e naufragi d’amore, un viaggio tempestuoso nel mare d’argilla dei calanchi. 
In scena gli allievi attori di TeatroLab.

Dall’altra parte il pubblico, chiamato a calarsi in un percorso esperienziale unico. Accomodato su sedute di paglia che fanno da contorno ideale ad un contesto selvaggio ed autentico, privo tra l’altro di strutture artificiali, lo spettatore potrà seguire il dramma epico illuminato soltanto da una costellazione di fiaccole e respirerà la stessa polvere d’argilla levata dagli attori nell’enfasi narrativa, condividendo il buio ed i silenzi dell’opera e del contesto, la calura della valle del Cavone ed il fresco delle sue serate estive, fra grilli impertinenti e stelle cadenti.

Nel Teatro dei Calanchi, gli agenti atmosferici, la fauna e la flora sono elementi che caratterizzano la proposta artistica del Circus, resa possibile anche da una quota di micro-produzione da parte del pubblico che permette di sostenere l’evento dal basso ed eleva lo spettatore ad un ruolo attivo, in cui contribuisce a creare il contenuto culturale di cui fruisce.
Una formula sulla quale il Circus di Pisticci ha scommesso sin da subito dimostrando che un modo differente di fare spettacolo è possibile.

L’offerta del programma di Teatro dei Calanchi 2019 si amplia ulteriormente il 2 agosto, quando una esperienza naturalistica unica ed avvincente permetterà di conoscere da vicino i luoghi che ospitano l’evento soddisfacendo una curiosità più volte manifestata dal grande pubblico intervenuto in questi anni in uno dei più ancestrali luoghi della memoria presente in Basilicata. Calanchi Xp è un percorso esperienziale alla scoperta di una delle bellezze naturali più affascinanti del territorio lucano. Terre argillose non sempre ospitali si rivelano ai visitatori come oasi silenziose abitate da forme vitali estremamente resistenti. Una sorta di viaggio nel tempo, in avanti e a ritroso. Guidano l’escursione Fabio Quinto e Rossella Casalaspro.

Nella stessa serata la parola torna al teatro, che per l’occasione punta sui piccoli allievi di Teatrolab. Un cast di giovanissimi aspiranti attori interpreterà il Festivàl degli Insetti, una irriverente commedia ecologista per ragazzi. Un microcosmo pungente e svolazzante scuote gli animi sensibili e pizzica urticando un povero pubblico di inermi mammiferi. In questo caso l’occasione creata dal Circus è doppia: da un lato una proposta di spettacolo brillante e sorprendente, dall’altra l’opportunità per gli stessi piccoli e per le loro famiglie di trascorrere una giornata immersi nella natura ed alla scoperta di un paesaggio unico nel suo genere.
Anche in tal caso è possibile microprodurre l’evento dal basso. Sul sito ufficiale della manifestazione www.teatrodeicalanchi.com, infatti, è possibile sostenere sia le singole giornate che l’intera programmazione 2019.

Sul web e sui social, alla pagina www.facebook.com/actincircus, sono presenti, inoltre, tutte le info per raggiungere la location, collocata lungo la strada comunale di Madonna delle Grazie, alla quale è possibile accedere dalla provinciale che collega Pisticci a Craco via Pozzitello. In loco sarà presente adeguata segnaletica.

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