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Al San Carlo craniotomie a paziente sveglio per la cura dei tumori cerebrali

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Aor San Carlo, Spera: “Importanti risultati per la Neurochirurgia nella cura di tumori cerebrali”

“Il traguardo raggiunto a fine dicembre 2021 dalla Neurochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza, è un risultato di fondamentale importanza e di grande rilievo strategico per la sanità regionale”. Sono queste le parole pronunciate dal direttore generale Giuseppe Spera in merito ai dati emersi sul numero di craniotomie “awake surgery” effettuate presso il nosocomio potentino. Il direttore Spera ha poi continuato: “Il raggiungimento delle

300 craniotomie a paziente sveglio, sono sinonimo delle eccellenze sanitarie di cui vanta la nostra azienda e della grande fiducia che i pazienti ripongono in essa.

Dati rilevanti guardando al numero di casistiche nazionali, attestate generalmente su un numero estremamente esiguo di casi. La Neurochirurgia di Potenza presenta un gran numero di casi, in virtù dell’esperienza consolidata in tanti anni dal personale sanitario e dell’elevato numero di richieste di cura di tumori cerebrali che giungono da tutto il centro-sud Italia. L’importanza della procedura di craniotomia da sveglio – ha concluso il direttore Spera- è testimoniata anche dalla sua consolidata presenza all’interno della routine della sala operatoria della Neurochirurgia di Potenza, rappresentando, in media, poco più di un caso a settimana”.

Ha commentato il risultato raggiunto anche il direttore della Neurochirurgia, dottor Giovanni Vitale, che ha così riferito: “La costante fiducia riposta dai pazienti presso il nostro presidio è sinonimo del rapporto di fiducia creatosi tra la nostra equipe e tutto il personale sanitario con coloro che chiedono l’erogazione di determinati servizi. L’asportazione dei tumori cerebrali -ha continuato il dottor Vitale-  viene effettuata secondo il moderno criterio onco-funzionale. Il tessuto del malato viene asportato considerando la posizione delle aree cerebrali eloquenti, la quale viene definita sia monitorando il paziente sveglio durante l’intervento sia identificando le connessioni cerebrali principali, attraverso l’elaborazione della trattografia. Inoltre -ha concluso il dottor Vitale- la craniotomia presenta indubbi vantaggi in termini di resezione del tessuto tumorale e anestesiologici con l’eliminazione dell’intubazione: il paziente resta sveglio durante tutto l’arco dell’intervento senza percepire dolore e dialogando liberamente con chirurghi, anestetisti, infermieri e tecnici di sala operatoria”.

(foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo)

Accolto il primo bambino ucraino all’IC2 di Policoro

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Accolto il primo bambino ucraino all’IC2 di Policoro: Anche questa volta saremo pronti ad aprire le braccia agli altri, donare il nostro cuore a questo popolo sfortunato

Con emozione e con gioia è stato accolto dalla dirigente scolastica, Maria Carmela Stigliano, un bambino, accompagnato dalla madre, proveniente dall’Ovest dell’Ucraina, vicino Leopoli, la città in cui la tempesta della guerra impervia ai danni di tanti piccoli e tante famiglie avvolte da sofferenza e dolore. Il nostro nuovo alunno, Y. M., frequenterà la prima sezione della scuola dell’infanzia Winnicott , qui , le maestre e i bambini italiani lo attendono lunedì mattina per intrattenersi con lui e per compensare con giochi divertenti i momenti difficili trascorsi nel suo paese ucraino e strappargli un bel sorriso. Il nostro istituto da sempre ha dato priorità all’accoglienza perché ritiene che è una dimostrazione d’affetto fondamentale verso la persona umana, che la mette a proprio agio in un ambiente estraneo.
Anche questa volta saremo pronti ad aprire le braccia agli altri, donare il nostro cuore a questo popolo sfortunato che sta penando per colpe di altri.

Fonte: Ufficio Stampa IC2  Giovanni Paolo II – Policoro

Valsinni mostra i tesori nascosti: il 26 Marzo visite con i volontari

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Valsinni mostra i tesori nascosti: il 26 Marzo visite con i volontari. Iniziativa che rientra nell’ambito delle Giornate Fai

Tornano le giornate FAI e anche quest’anno Valsinni vi invita a scoprire i suoi tesori nascosti.

Sabato 26 marzo, dalle ore 09.00, sarà possibile scoprire il patrimonio pittorico di Valsinni.

Dai dipinti agli affreschi è un percorso a ritroso nel tempo, uno scambio di vedute tra presente e passato, alla scoperta del patrimonio pittorico di Valsinni. Punto di partenza è la pinacoteca morriana che custodisce la mostra permanente “Omaggio a Isabella Morra” e altre opere di autori contemporanei donate al Comune di Valsinni. Una passeggiata di pochi minuti tra i vicoli del centro storico ci permetterà di raggiungere la Cappella dell’Annunziata e i suoi affreschi.

Il percorso nella Giornata FAI prevede il ritrovo nel parcheggio di via De Gasperi. Da qui, con una passeggiata di 200m, si raggiungerà la Pinacoteca Morriana. La visita alla Pinacoteca permetterà di conoscere la vita e la poetica di Isabella Morra, poetessa del ‘500 vissuta a Favale, l’odierna Valsinni. Per rendere più accattivante la visita ai luoghi, la spiegazione sarà accompagnata da musiche e da reading di poesia.

Anche il percorso per spostarsi tra la Pinacoteca e la Cappella dell’Annunziata sarà parte della visita, un percorso breve e semplice di trekking urbano, con momenti di animazione. Giunti alla Cappella, attraverso musica, affreschi ed immagini, ci immergeremo nella spiritualità dell’antica Favale, mentre le guide ci racconteranno di miracoli e di monaci. Sarà possibile visitare linterno della piccola chiesa, normalmente non accessibile.

Le visite saranno a cura dei volontari del Servizio Civile Comune di Valsinni e dei volontari e dei volontari della Delegazione FAI Costa Jonica. Chi deciderà di prendere parte alle Giornate FAI potrà offrire un contributo per sostenere la Fondazione.Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento.

Prenotazioni e maggiori informazioni sulla pagina web dedicata.

E tu che FAI? Non vieni?

Tursi: Progetto Erasmus + It’s our World Take Care of it

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Tursi: Progetto Erasmus + It’s our World Take Care of it. “Favorire il dialogo tra studenti appartenenti a realtà scolastiche di diversa nazionalità”

E’ nella sua terza fase di svolgimento presso l’ITSET ‘Capitolo’ a Tursi il progetto Erasmus + It’s our World Take Care of it (Il mondo è nostro prendiamocene cura). Si tratta di un’attività che si svolge sotto l’egida dell’Unione Europea, erogatrice dei fondi, che vuole favorire il dialogo tra studenti appartenenti a realtà scolastiche di diversa nazionalità su modo argomenti riguardanti la moderna sensibilità ecologica come lo stesso titolo recita.

Assieme all’Istituto tursitano partecipano tre Istituti di istruzione superiore provenienti dalla Repubblica Ceca, dalla Polonia e dalla Spagna. A seguito dei due soggiorni nella Repubblica Ceca e in Polonia, è la volta della Scuola di Tursi accogliere a partire dal 14 marzo, per una settimana, i partner stranieri, offrire loro ospitalità e far conoscere le tipicità storico-artistiche del nostro territorio. A maggio è previsto l’incontro conclusivo in Spagna.

Spiegano i docenti promotori e principali animatori del progetto Rosanna La Padula e Antonio Fittipaldi: ”Il tema prescelto dai partecipanti all’evento è l’acqua, intesa come risorsa preziosa del Pianeta Terra che va preservata a beneficio delle future generazioni; l’intento è di sensibilizzare i nostri ragazzi al rispetto dell’ambiente naturale e in ultima analisi del consesso civile di cui sono parte”.

Ancora una volta l’ITSET fa respirare ai propri studenti un’aria che va oltre i ristretti confini del proprio paese e li proietta in Europa coniugando localismo ed europeismo. Inutile dire che i veri protagonisti dell’esperienza sono i ragazzi che presenteranno e dibatteranno i propri lavori secondo le forme didattiche più al passo con i tempi.

A fare gli onori di casa è la DS Rosa Schettini che ha fortemente voluto tale esperienza e che dichiara: “Proprio in momento storico buio per la cultura europea e mondiale la comunità educante deve dare segnali concreti di speranza; quale migliore occasione di questa per far incontrare i nostri ragazzi, far sì che condividano in serenità momenti di studio e di svago. Noi educatori dobbiamo essere promotori di libertà e pace di cui la guerra è negazione”. La permanenza dei partner stranieri, docenti e alunni, si atterrà a un calendario puntualmente stilato che vede attività di studio a scuola alternarsi con momenti di esplorazione del territorio. Il team organizzatore ha messo in campo il meglio delle proprie risorse per non smentire la proverbiale ospitalità italiana e di sicuro tale soggiorno rimarrà a lungo nella memoria dei partecipanti.

Bianco come Dio di Nicolò Govoni. Da Cremona in India, sulla strada dell’amore

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Bollette da pagare. Mutuo. Le rate dell’auto. Portare i bimbi a scuola. Timbrare il cartellino. Fare le festività in famiglia. Guadagnare per comprarsi l’ultimo modello di I-phone, l’ultimo modello della borsa griffata uscito. Andare in pensione. La vita, è tutta qui?

Il giovane cremonese, Nicolò Govoni , in Bianco come Dio, ci risponde che:  “No, la vita non è tutta qui!”. Senza dover esser Gandhi o Madre Teresa di Calcutta, possiamo dare un senso alla nostra vita, impiegare il tempo che ci è stato dato per aiutare il prossimo e vivere nella gioia del donare e nelle piccole cose. Appena ventenne, per sfuggire ad una delusione amorosa e ad una situazione familiare non idilliaca, Nicolò  si unisce alla missione umanitaria presso l’orfanotrofio Dayavu Boy’s Home in India. Un’esperienza che gli ha cambiato la vita. Il duro lavoro fisico , l’alimentazione parca, la lotta contro la siccità per salvare le coltivazioni, le zanzare e il freddo dormitorio, tutto questo viene ampiamente ripagato nel cuore di questo giovane occidentale dal sorriso dei suoi bambini che per sua stessa ammissione, “lo hanno salvato”. In un’epoca in cui è l’apparire che conta questo ragazzo ci dimostra che la gioventù non è tutta bruciata (come si suole predicare oggi) e che l’essere sta nel fare concretamente qualcosa, nell’indossare la  fame, la  stanchezza, nel lasciare le comodità delle proprie quattro mura.

Non è tutto rose e fiori. Govoni ci parla anche di un’ombra che minacciosa oscura le buone intenzioni dei giovani occidentali,il “volonturismo”: il  volontariato che viene venduto a giovani rampolli per pulirsi la coscienza e pubblicare qualche foto social che li ritrae nelle loro azioni umanitarie. Un’occasione per le associazioni per dire che l’ uomo bianco c’è, aiuta anche solo per un mese, per fargli dire “ sono stato lì, ho fatto questo”, senza badare se dietro di lui lascia infrante le illusioni d’affetto di bambini già fragili.

Queste pagine , scritte sempre per il fine di raccogliere fondi per i progetti umanitari di Nicolò, spalancano la finestra che dà al nostro verde (magari anche finto) praticello. C’è un mondo meno fortunato del nostro lì fuori: ci sono bambini affamati, abbandonati, abusati, genitori che non sanno di cosa nutrirli. E’ nell’esserci, nel tempo che dedichiamo agli altri che si tesse la coperta dell’ amore. E’ nel dare  importanza all’altro, distruggendo le gabbie del nostro individualismo, che la nostra vita acquista il suo sapore. Ringrazierete Nicolò Govoni per avervi fatto respirare a pieni polmoni aria di un amore universale e di un’ unione totalizzante con il mondo. Lo ringrazierete  anche per il senso di gratitudine che vi instillerà per tutto quello che noi, bianchi come Dio, abbiamo la fortuna di avere. E chissà , queste pagine saranno la molla che vi farà venir voglia di partire per fare anche voi la vostra parte nel mondo. Ma, già guardarvi attorno ogni giorno ed aiutare, ad esempio,  la vecchietta a portare le buste della spesa, o comprare questo libro per finanziare le iniziative di questo straordinario ragazzo, significherà che qualcosa in voi è cambiato!  Buona lettura!

Nicolò Govoni  è nato il 17 marzo 1993  a Cremona. A vent’anni si è unito a una missione di volontariato in India, dove ha vissuto per quattro anni e studiato giornalismo. A venticinque ha fondato Still I Rise, un’organizzazione umanitaria che apre scuole per i bambini più vulnerabili tra Grecia, Turchia, Siria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Colombia. Still I Rise è la prima no-profit al mondo a offrire gratuitamente il Baccalaureato Internazionale ai profughi. Nel 2020 Nicolò è stato nominato al Premio Nobel per la Pace. Attualmente vive e lavora a Nairobi. Ha pubblicato Bianco come Dio (2018), Se fosse tuo figlio (2019) e il libro fotografico Attraverso i nostri occhi (2020)

 

Progetto “Nerd”: progetto per la diffusione delle competenze informatiche

in Cultura

Progetto “Nerd”: progetto per la diffusione delle competenze informatiche. Sono previsti incontri formativi e laboratori online gratuiti, durante i quali le partecipanti potranno apprendere le tecniche per progettare e programmare app, e sperimentare il lavoro nell’ambito informatico sotto la supervisione di tutor aziendali.

E’ partito il progetto “Nerd?” dedicato alle giovani studentesse per la diffusione delle competenze informatiche Laboratori gratuiti e incontri formativi per la progettazione e la programmazione, e la premiazione dei migliori lavori.

E’ partito anche in Basilicata il progetto “Nerd?” (acronimo di “Non è roba per donne?”), ideato e sviluppato da IBM Italia nel 2012 in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma. A livello regionale il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli studi della Basilicata e Soroptimist International Club di Potenza: l’iniziativa – a cui hanno aderito quest’anno 25 Atenei italiani, tra cui quello lucano – ha come obiettivo quello di diffondere la passione per l’informatica e le competenze digitali fra le studentesse che frequentano il triennio delle scuole superiori, e sensibilizzare le ragazze tra i 15 e i 18 anni a intraprendere una carriera nelle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica). Sono previsti incontri formativi e laboratori online gratuiti, durante i quali le partecipanti potranno apprendere le tecniche per progettare e programmare app, e sperimentare il lavoro nell’ambito informatico sotto la supervisione di tutor aziendali.
Il primo incontro, che si è svolto lo scorso 10 febbraio in modalità on line, si è concentrato sull’illustrazione del progetto “Nerd” e sullo sviluppo del programma formativo e delle tecnologie su cui si concentreranno le attività laboratoriali di questa edizione. Il progetto ha avuto grande attenzione, con la partecipazione di più di 500 studentesse e decine di scuole secondarie di secondo grado della Basilicata.
Tra il 18 e il 25 febbraio si sono invece svolti i laboratori “Be Nerd” durante i quali le partecipanti hanno imparato in maniera semplice, veloce e divertente a progettare e realizzare una chatbot sulla piattaforma IBM Cloud, avvicinandosi così al nuovo mondo dell’intelligenza artificiale. Le studentesse hanno lavorato in gruppo allo sviluppo di un proprio progetto, che sarà valutato da un team composto da IBM, dai partners e da 5 Tutor (dottorande e assegniste di ricerca) dell’Unibas.
Il 26 maggio, durante il “Nerd party” Italiano, si svolgerà la premiazione dei migliori progetti. Le realizzatrici dei migliori lavori parteciperanno a un ministage di tre giorni nelle aziende partner (IBM, Banca Intesa San Paolo, Enel, Generali, Kyndryl, e Sistemi Informativi). A luglio, dopo la conclusione dell’anno scolastico, saranno piantati abeti rossi, uno per ogni vincitrice, in una delle aree colpite dalla tempesta Vaia in Val di Fiemme, in Trentino. “Iniziative come queste – ha spiegato la Prorettrice alle Pari opportunità e alle tematiche di genere, Aurelia Sole – sono di estrema importanza, per combattere gli stereotipi di genere e per avvicinare maggiormente le studentesse alle discipline Stem, L’obiettivo è ridurre il divario tra uomini e donne in questi settori e, ovviamente, all’ingresso nel mondo del lavoro, come ci dimostrano i dati. E’ una grande sfida, che il Paese deve affrontare e vincere, e in particolare deve farlo il Mezzogiorno”. A giugno del 2020, infatti, l’Istituto di Statistica dell’UNESCO (UIS) ha presentato gli ultimi dati su ricerca e sviluppo (R&S) e ancora una volta i risultati sono insoddisfacenti. Le donne sono circa il 30% dei ricercatori del mondo: studentesse e impiegate nei campi STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) continuano a essere sottorappresentate.
La prof. Donatella Caniani, docente nell’Unibas e socia del club, ha evidenziato come “il patrocinio del Soroptimist International club di Potenza abbia consentito, attraverso un proficuo lavoro di squadra, di attivare la collaborazione tra Unibas e IBM Italia, affinché anche nella nostra regione il progetto potesse svolgersi e portare i suoi frutti”.

Anche nell’Università della Basilicata, infatti, la percentuale di ragazze tra gli iscritti alle lauree triennali delle discipline STEM, pari nell’anno accademico 2020/2021 al 38%, è ancora insufficiente e perfettamente in linea con il dato nazionale, che si attesta nello stesso periodo al 35%, e con i corrispondenti dati europei e mondiali.

A livello globale, infatti, secondo una media del World Economic Forum addirittura meno del 30% delle studentesse intraprende un percorso universitario o post-universitario in questo campo.
Il progetto “Nerd”, giunto alla decima edizione, nei nove anni precedenti ha visto la partecipazione di circa 17 mila ragazze e 1.250 scuole secondarie di secondo grado di tutto il territorio italiano, e ha registrato aumenti considerevoli di iscrizioni delle ragazze nei Corsi di laurea STEM delle Università italiane coinvolte. Oggi vede la registrazione all’edizione 2022 di 15.000 studentesse partecipanti in tutta Italia.
“Le giovani donne hanno bisogno di mettersi alla prova per superare i propri ostacoli, prendere coraggio e abbattere così lo stereotipo di genere”, dichiara Floriana Ferrara, CSR Country Manager e Master Inventor IBM, che aggiunge: “Non è sufficiente che qualcuno dica loro che è possibile, dobbiamo metterle nella condizione di poterlo sperimentare con progetti concreti. Il mondo del lavoro ha bisogno di talenti femminili nelle materie STEM, progetti come NERD diffondono la passione per queste discipline”.

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Verso il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale

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Verso il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale: “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale”. Matera 22-25 settembre 2022

Il Rituale Romano considera un Congresso Eucaristico “come una stazione a cui una Chiesa locale invita le altre chiese della medesima regione o della stessa nazione o del mondo intero”.

Per favorire la più ampia partecipazione delle Diocesi al Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà a Matera dal 22 al 25 settembre prossimi, cento delegati provenienti da tutt’Italia si ritroveranno da domani per tre giorni nella città dei Sassi per fare propri i contenuti del Congresso, elaborare proposte, visitare i luoghi più significativi della città ospitante. Il programma delle giornate è stato presentato oggi in una Conferenza stampa promossa dalla Arcidiocesi di Matera-Irsina, in collaborazione con il Comitato nazionale del Congresso Eucaristico: vi hanno preso parte l’arcivescovo di Matera-Irsina nonché Presidente del Comitato per i Congressi Eucaristici Nazionali mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, il segretario della Commissione Nazionale Don Antonio Di Leo, sacerdote della Diocesi di Matera-Irsina e Don Michele Gianola in rappresentanza della Conferenza Episcopale Italiana.

Tre le relazioni previste per approfondire il tema del Congresso “Torniamo al gusto del pane, per una Chiesa eucaristica e sinodale”: una di tipo storico, una teologica ed una antropologica, quest’ultima curata dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Tutte le giornate saranno scandite dalla Celebrazione eucaristica officiata nell’ordine da S.E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, da S.E. Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, da S.E. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina.

Venerdì sera sarà dato spazio ad una Adorazione eucaristica che si terrà presso la Chiesa parrocchiale di Cristo Re a Matera. I partecipanti saranno accompagnati inoltre a visitare tutti i luoghi che ospiteranno il Congresso eucaristico nazionale, dalla Basilicata Cattedrale di Matera, alle Chiese rupestri, alla Cava del Sole, lo spettacolare anfiteatro naturale collocato in una cava di tufo e dotata di un’ampia Sala Congresso capace di ospitare fino a 700 persone.

 

Matera, 9 marzo 2022 Erasmo Bitetti
Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi di Matera–Irsina
www.chiesadimaterairsina.it
Programma dell’incontro dei delegati del CEN 2022

Giovedì 10 marzo 2022

16.00 Casa di spiritualità S. Anna – Ritrovo e preghiera iniziale

16.15 Saluto dell’Arcivescovo S.E. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Matera -Irsina
e del Dott. Domenico Bennardi, Sindaco di Matera

16.45 “Per un cammino eucaristico sinodale: storia dei Congressi eucaristici in Italia”
a cura del diacono Enzo Petrolino.

18.00 Visita guidata della Cattedrale
a cura del Dott. Marco Pelosi vice direttore del Museo diocesano

19.00 Celebrazione eucaristica in Cattedrale presieduta da S.E. Mons. Salvatore Ligorio,
Arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo

Venerdì 11 marzo 2022

8.30 Celebrazione eucaristica in Cattedrale presieduta da S.E. Mons. Claudio Maniago,
Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace

Casa S. Anna

10.00 “Per uno stile eucaristico delle nostre Chiese nel nostro tempo”
a cura di Don Gianluca Bellusci, direttore dell’Istituto Teologico di Basilicata

11.15 “Il contesto urbano ed ecclesiale di Matera”
a cura della Fondazione Matera-Basilicata 2019.

 

Trasferimento alla Cava del Sole

16.00 Presentazione del programma delle giornate congressuali.

Proseguimento verso gli altri luoghi del Congresso Eucaristico.

19.00 Adorazione eucaristica presso Parrocchia Chiesa di Cristo Re

 

Sabato 12 marzo 2022

8.30 Celebrazione eucaristica in Cattedrale presieduta da S.E. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo,
Arcivescovo di Matera-Irsina

 

10.00 Visita guidata al Parco della Murgia e delle Chiese rupestri

Impastiamo il futuro: per l’inserimento lavorativo dei ragazzi dell’Istituto penale

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Impastiamo il futuro: per l’inserimento lavorativo dei ragazzi ospiti dell’Istituto penale. Circuito virtuoso “formazione-lavoro in favore dei minori e giovani”.

Comunicato stampa – Evento pubblico “IMPASTIAMO IL FUTURO – dalla formazione al lavoro” – 10 marzo 2022 (9:00-13:00) c/o Polo Bibliotecario di Potenza

La Direzione dell’Istituto Penale per i Minorenni di Potenza (IPM) ha avviato, presso la propria sede, “Il Forno dei Briganti”, un laboratorio produttivo artigianale nel settore dolciario, realizzato nell’ambito di una progettualità triennale denominata “Il brigantino”, propedeutica alla sottoscrizione di un Accordo formale coinvolgente questo IPM, l’Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata (ARLAB), Confcooperative Basilicata e la Cooperativa sociale “LiberaMente ETS”. L’accordo è finalizzato all’avvio di un circuito virtuoso Formazione-Lavoro in favore dei minori e giovani ospiti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Potenza, attraverso la messa in rete di risorse del territorio, che garantiscano sia percorsi formativi (corsi di formazione professionale e tirocini formativi retribuiti) –principalmente curati dall’Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata (ARLAB) – sia reali esperienze di inserimento lavorativo all’interno de “Il Forno dei Briganti”, gestito da “LiberaMente cooperativa sociale ETS, società afferente a Confcooperative Basilicata.
Al fine di rendere partecipe la comunità ospitante dell’esperienza fin qui realizzata, delle finalità sottese nonché dei nuovi obiettivi individuati, la Direzione dell’IPM di Potenza, di concerto con gli altri partner coinvolti, ha organizzato un evento pubblico di presentazione de “Il Forno dei Briganti”, dal titolo “IMPASTIAMO IL FUTURO – Dalla Formazione al Lavoro”, che si terrà in data 10 marzo p.v., dalle ore 09:00 alle ore 13:00, c/o il Polo Bibliotecario di Potenza che ha assicurato la sua collaborazione nell’organizzazione e realizzazione della manifestazione.
Protagonista della mattinata sarà la Giustizia Minorile, i cui vertici dipartimentali saranno rappresentati dal Direttore del Centro Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata, Giuseppe Centomani, che aprirà i lavori con un momento di riflessione condivisa al quale prenderanno parte anche i principali rappresentanti degli organi giudiziari minorili lucani.
Seguiranno gli interventi dei referenti dei partner progettuali coinvolti: Angela Telesca, Direttore dell’IPM di Potenza; Francesco Paolo Di Ginosa, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata (ARLAB); Giuseppe Bruno, Presidente di Confcooperative Basilicata; Vincenzo Martinelli, Presidente di LiberaMente Cooperativa Sociale ETS.
L’incontro si concluderà con le testimonianze di Teresa Potenza, educatrice in servizio presso l’IPM lucano nonché di un giovane tirocinante impiegato presso “Il Forno dei Briganti”.
L’evento è finalizzato non solo a dare visibilità ai risultati conseguiti grazie al lavoro dei ragazzi ospiti dell’IPM e di tutti gli operatori a vario titolo coinvolti, ma soprattutto ad avvicinare il territorio lucano all’istituzione detentiva minorile, che apre le sue porte avviando processi di scambio e di reciproco arricchimento con la comunità locale, nella convinzione che solo grazie al contributo di ogni suo singolo componente sia possibile garantire alle nuove generazioni spazi di ascolto e di bellezza, in cui rispecchiarsi, recuperare la dimensione del sogno ed allenarsi nella costruzione di progetti di vita ispirati ai valori della legalità e della cittadinanza attiva.

“Jonio”: il libro fresco di stampa di Agnese Ferri

in Cultura

“Jonio”: il libro fresco di stampa di Agnese Ferri. Opera edita da Edigrafema, un libro che invita a guardare al di là dello spazio fisico.

 

S’intitola “Jonio” il libro fresco di stampa di Agnese Ferri, inserito dalla casa editrice Edigrafema nella collana Lucincittà.
Undici racconti, intensi e suggestivi, in cui emerge il tentativo dei protagonisti di governare le proprie esistenze immerse in un presente disarmonico. Lo sfondo ideale è quello della fascia jonica, porzione del territorio lucano da cui si può godere di un particolare punto di osservazione: da un lato il mare, con il rimando all’idea poetica del viaggio e dell’infinito; e dall’altro l’entroterra, con i colori del sacrificio e dei frutti gustosi che rendono attraente il paesaggio.

È nell’unione tra queste due dimensioni che, in un nostalgico movimento d’altalena, Agnese Ferri ha scelto di far vivere le sue storie, richiamando temi quali l’emigrazione, l’amore, il tempo che passa e il bisogno di ciascuno di far combaciare l’immagine di sé con la realtà, nonostante le fragilità e le ambiguità che talvolta albergano nei sentimenti umani. Un libro che invita a guardare al di là dello spazio fisico e suggerisce di farlo con la protezione accordata solo da radici ben piantate nel terreno.
Agnese Ferri ha vissuto in diversi luoghi, in Italia e all’estero, e da qualche tempo è rientrata nella sua città natale, Matera.
Attualmente lavora nell’ambito di progetti legati alla scrittura e collabora con un quotidiano regionale. Questa è la sua prima pubblicazione.

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Imparare una nuova lingua ci restituisce la memoria?

in Cultura

La chiamano amnesia digitale: stiamo affidando agli strumenti tech tutto quello che potremmo ricordare da soli, di fatto diminuendo la nostra capacità mnemonica. Una persona su due non ricorda il numero di telefono dei propri figli, uno su tre nemmeno quello del partner.

Come possiamo allenare al meglio la nostra capacità di ricordare? Imparare le lingue può aiutare il cervello a migliorare la concentrazione e aiuta la memoria, come spiega l’infografica “SOS memoria: imparare le lingue aiuta il cervello?” di Babbel, prima app al mondo per l’apprendimento linguistico.

Dall’avversione di Platone per la scrittura, colpevole di toglierci un po’ di memoria, fino alle curiosità sui poliglotti e la lingua dello spazio, l’infografica è un viaggio dentro la nostra capacità di ricordare, e l’aiuto che può arrivare dall’imparare una o più lingue.

Lezioni brevi, una nuova routine, la ripetizione dilazionata sono tutti consigli e pratiche utili per aiutare la propria memoria non solo con la nuova lingua, ma anche in tutte le situazioni quotidiane, come testimonia uno studio svedese: chi segue corsi di lingua ricorda meglio perfino i nomi delle persone appena conosciute.

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