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“Virus”: il singolo che apre al nuovo album dei Krikka Reggae

in Cultura

“Virus”: il singolo che apre al nuovo album dei Krikka Reggae. Uscito il primo inedito tratto dal nuovo album della band lucana, in uscita per il prossimo autunno

 

E’ uscito venerdì (13 maggio 2022) il nuovo singolo di Krikka Reggae, prodotto da Lucania Sound Digital e distribuito da Artist First: “Virus” è il primo dei due brani che anticipano la pubblicazione del 6° disco, attesa in autunno.

Nato in occasione di feste e dance hall, durante l’estate del 2001 sulle spiagge della costa jonica, il gruppo è noto per le sue trascinanti commistioni tra dialetto lucano e musica giamaicana, che di album in album danno vita a un repertorio originale dalla marcata connotazione performativa. “Virus”, ora disponibile su tutte le piattaforme digitali, ha un titolo che può trarre in inganno: il suo contenuto è sì legato alla fine delle restrizioni anti-covid – fine datata al 1° maggio scorso –, però, già a un primo ascolto non può non risultare spiazzante. Dopo due anni in cui il momento catartico del live ci è stato precluso, infatti, l’unico virus da cui vogliamo essere contagiati è quello della musica: la metrica pungente dei due cantanti, mista a un ritmo incalzante da dance hall e a sonorità elettroniche come EDM, Trance e House, potrebbe essere la soluzione per esorcizzare il ricordo di tempi così poco clementi, come quelli che ci siamo appena lasciati alle spalle.
“Virus è un brano importante – spiega uno dei due cantanti, Manuel Brando Tataranno – perché apre la strada al nuovo disco, un brano che abbiamo scritto durante la pandemia pensando proprio al momento attuale, ovvero a quando tutte le restrizioni sarebbero cadute. E adesso che è di nuovo possibile vogliamo diffondere il virus più potente che esista, la musica, quello che ci fa ballare senza sosta!”

Contestualmente al brano esce su Youtube anche il visual diretto da Martin Caezza.

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krikkareggae eu

Credits brano – VIRUS (Tataranno/Cammisa/Di Biase)
Scritto da Manuel Brando & Big Simon

Composto e arrangiato da Wise Koala
Mix & Mastering: Ricky Ohmguru Rinaldi
Edito e prodotto da Lukania Sound Digital

Distribuito da Artist First

I Krikka reggae sono:
Manuel Brando Tataranno – voce
Big Simon Cammisa – voce
Frank The commendator Magliocca – batteria
Ivano Tarallo Grieco – tastiere, synth & programming
Enzo The Sceriff Russo – basso
Matteo Wise Koala Di Biase – chitarra

Krikka Reggae: il 13 maggio esce il primo inedito “Virus”

in Cultura

Krikka Reggae: il 13 maggio esce il primo inedito “Virus”, il  nuovo album della band lucana è in uscita per il prossimo autunno

Bernalda, 9 maggio 2022 – Esce venerdì 13 maggio per Lucania Sound Digital il nuovo singolo di Krikka Reggae, dal titolo “Virus”: il primo dei due brani che anticipano la pubblicazione del 6° disco, attesa in autunno.
Nato in occasione di feste e dance hall, durante l’estate del 2001 sulle spiagge della costa jonica, il gruppo unisce il dialetto della terra lucana alla musica giamaicana e dà vita a un repertorio originale dalla marcata connotazione performativa.
“Virus”, il singolo in uscita su tutte le piattaforme digitali, ha un titolo che può trarre in inganno: il suo contenuto è sì legato alla fine delle restrizioni anti-covid – fine datata al 1° maggio scorso –, però, già a un primo ascolto non può non risultare spiazzante, come le sonorità di questa nuova produzione targata Krikka Reggae. Contestualmente al brano uscirà su Youtube anche il visual diretto da Martin Caezza.

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Credits brano – VIRUS (Tataranno/Cammisa/Di Biase)
Scritto da Manuel Brando & Big Simon

Composto e arrangiato da Wise Koala
Mix & Mastering: Ricky Ohmguru Rinaldi
Edito e prodotto da Lukania Sound Digital
Distribuito da Artist First

I Krikka reggae sono:

Manuel Brando Tataranno – voce

Big Simon Cammisa – voce
Frank The commendator Magliocca – batteria
Ivano Tarallo Grieco – tastiere, synth & programming
Enzo The Sceriff Russo – basso
Matteo Wise Koala Di Biase – chitarra

BIO

La band nasce nell’estate 2001 in occasione di feste e dance hall, in Basilicata, sulle spiagge della costa jonica. L’uso del dialetto bernaldese e la rielaborazione della musica giamaicana sono elementi che generano un impulso creativo spontaneo nei ragazzi della Krikka Reggae che, in pochissimo tempo, riescono a comporre un consistente repertorio di brani originali da suonare dal vivo.
Nel 2004, la Krikka Reggae si aggiudica l’Italian Reggae Contest – promosso dal Rototom Sunsplash – come migliore gruppo reggae emergente italiano. Il primo album della Krikka Reggae esce a maggio 2005 (Ondanomala Record/Arezzo Wave distr. Edel). Il titolo è una chiara dichiarazione d’intenti “Da mo’ s’aval”, che in dialetto bernaldese vuol dire “adesso si fa sul serio”. Seguono “Na’soluzion” con l’etichetta di Roy Paci Etnagigante – V2 distr. Universal (2006) e “Liberati” per l’etichetta Etnagigante Ingegni – distr. Goodfellas (2011), con la partecipazione di Roy Paci, Bunna (Africa Unite), Nando Popu (Sud Sound System), Mama Marjas, Macro Marco, Franziska, Rankin’ Lele & Papa Leu, Hubu, Tonico 70. Nel 2012 esce “Lukania” il singolo diventato un vero e proprio inno della loro regione. Nel 2014 esce il quarto album “In viaggio” (Krikka reggae/Artistfirst) che ospita Zulù’ dei 99 Posse, Roy Paci, Mr. Perfect Giddimani, Fido Guido, Patto Mc Fyah George.
Nel 2015 il bassista Enzo Sceriffo Russo e il chitarrista Matteo “Wise Koala” Di Biase, entrano nella band e il 2016 è l’anno del quindicesimo anniversario di carriera, festeggiato con un grande concerto tenutosi nel parco del castello di Matera (Capitale Europea della cultura 2019) il 21 giugno 2016 esattamente 15 anni dopo il primo concerto. Seguono anni di live e progetti speciali e, nel 2020, la band pubblica “Confusione” in collaborazione con i Sud Sound System mentre comincia il lavoro in studio e la scrittura di nuovi brani per il nuovo album, nel maggio 2021 esce “Milioni di prove” singolo che supera i 100k stream e va in classifica Fimi fino al 25° posto.

Lucania Film Festival 2022: Tracce ebraiche

in Cultura

Lucania Film Festival 2022: Tracce ebraiche: 17 maggio 2022 – Venosa / 18 – 20 maggio 2022 – Matera. L’edizione 2022 del Lucania Film Festival, dalla celebrazione della Settima Arte si fa appuntamento per il recupero del rituale, risveglio del momento per la contemplazione, occasione per la meditazione.

La 23a edizione del Lucania Film Festival 2022 è la prima nella sua nuova veste abbinata a un Paese, associata a una tradizione, armonizzata a una cultura: l’iniziazione a questo nuovo format è nell’immensa e ancestrale sapienza ebraica.
Si parte da Venosa, dove si trovano le catacombe ebraiche risalenti ai secoli IV e VI d.C. e attraverso epigrafi e incisioni le Tracce Ebraiche ci illustrano quell’insopprimibile esigenza umana di provare a fermare l’Immortale in un segno, di offrirne testimonianza in un vestigio; come cerca di fare il Cinema.

Dall’antica calcarenite delle suggestive catacombe, le Tracce portano all’unicum architettonico del tufo di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019 – dove il fruitore può immergersi in lectio magistralis di Scrittura e Letteratura e in affascinanti performance di Teatro e Danza ebraica: espressioni del corpo, intelletto e spirito si dilettano in parola e azione; il Festival si scopre festa arcaica e contemporanea, una preghiera che si intona e balla con il Sacro.
Srotolando l’alfabeto ebraico – del quale saranno offerti preziosi approfondimenti – si attraversa il principio nascente e la rivelazione finale di tutte le cose: sono infatti le lettere stesse, “pronunciate” dallo spirito cosmico, ad aver creato il mondo. Non sono lettere meramente funzionali a strutturare la parola, ma lettere “cariche” di potenza generativa: ad ogni lettera corrisponde una forma animata, un suono evocativo, una vibrazione universale. Un alfabeto che è vivo, eppure nella sua essenza resta indicibile.

Dall’archeologia, le Tracce Ebraiche, ci conducono ad un Festival che oltre ad offrire opere cinematografiche sulla cultura ebraica si estende al di là dello spazio dello schermo e delle sale, si proietta oltre i giorni della kermesse; un meta-festival che si fa valorizzazione del territorio, scoperta delle radici culturali e religiose comuni, educazione nelle scuole, opportunità sinergiche nella consumazione di pasti Kosher e approfondimenti con accademici di alto carisma intellettuale, fino alla celebrazione dello Shabbat: il calendario delle festività sacre aderisce alla cadenza della natura senza smettere di anelare al soprannaturale.

L’edizione 2022 del Lucania Film Festival, dalla celebrazione della Settima Arte si fa appuntamento per il recupero del rituale, risveglio del momento per la contemplazione, occasione per la meditazione. Un Festival che si relaziona con le città che lo circondano, con gli abitanti del mondo, che conserva memoria del passato e slancio verso il futuro, e che così si eleva alla speculazione metafisica alla scoperta di un Divino relazionale, inconcepibile senza il suo popolo. Alla scoperta di una filosofia dell’Altrove insondabile ma che trae dalla storia e dalla memoria, sospeso tra una distanza incolmabile e un patto sempre immanente: paradossi fecondi che puntano a trascendere la condizione umana, linguaggi che aspirano all’Eterno, come l’Arte e il Cinema.

Giulia Bertotto

Info e prenotazioni: www.lucaniafilmfestival.it
Tracce Ebraiche si avvale del patrocinio: UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Ambasciata d’Israele d’Italia, CSE – Centro di Studi Ebraici, Università di Napoli L’Orientale, Comune di Venosa, Provincia di Matera, Comune Matera, Matera 2019, Rai Scuola, Rai Cultura – Arte.

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PROGRAMMA “SPECIALE LFF – TRACCE EBRAICHE”

17 MAGGIO 2022 > H 17:00 / 21:00 – CASTELLO ARAGONESE – VENOSA
h. 17:00 / 19:00 – Sala del Trono / Loggiato
Forum interdisciplinare “Le catacombe ebraiche di Venosa. Tutela e valorizzazione tra passato, presente e futuro” con GIANCARLO LACERENZA (Presidente Centro Studi Ebraici), LUIGINA TOMAY (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio – Basilicata), MARIANNA IOVANNI (Sindaco di Venosa), MASSIMO OSANNA (Direttore Generale Musei – MIC), DARIO DI SEGNI (Fondazione per i Beni culturali ebraici in Italia
h. 19:00 / 20:30
Focus “I riti della cultura ebraica” a cura di MIRIAM CAMERINI
h 20:30
Performance – Viaggio nella musica

18 MAGGIO 2022 > H 17:00 / 21:30 – EX OSPEDALE S. ROCCO – MATERA
h. 17:00 / 19:00
Lectio Magistralis “Italia e Israele allo specchio: rappresentazioni dell’altra nazione nelle cinematografie dei due paesi” a cura di  ASHER SALAH
h 19:00 / 20:30
Lectio Magistralis “Dybbuk e Taranta. Donne e storie di possessione. Ebraismo e Tarantismo” con l’antropologo FERDINANDO MIRIZZI e MIRIAM CAMERINI
h  20:30
Performance di Danza Contemporanea “Jewish Soul” – coreografie di MARIO PIAZZA, coreografo assistente LUDOVIC PARTY, interpreti: le allieve del Liceo Musicale – Coreutico ISIS “Pitagora” – Montalbano J.
Inaugurazione Mostra Cinetica “Dall’Aleph alla cinetica. Un alfabeto in metaverso” – Artiste Martina Venturini, Rosita Uricchio, Olga Poliektova, Tatiana Poliektova

 

19 MAGGIO 2022 > H 09:00 / 20:00 – EX OSPEDALE S. ROCCO – MATERA
h. 9:00 / 12:00
Laboratori scolastici di Cucina Kasher con il rabbino maggiore ARIEL FINZI
h. 17:00 /19:00
Lectio Magistralis “Ortoprassi della Cucina Ebraica” con il rabbino ARIEL FINZI
Workshop “La panificazione della Challah”
h. 19:00 /20:30
Il rabbino maggiore Ariel Finzi incontra la comunità ebraica lucana e pugliese e il pubblico
h. 20:30 / 19:00
Concerto/Spettacolo “Caffe Odessa” con MIRIAM CAMERINI (voce), MANUEL BUDA (chitarra e saz), BRUNA DI VIRGILIO (violoncello), ROUBEN VITALI (clarinetto)
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>> 20 MAGGIO 2022 > H 17:00 / 22:00 – EX OSPEDALE S. ROCCO – MATERA
17:00 / 20:00
Laboratorio di scrittura  a cura di ANNA LINDA CALLOW
h. 20:30 – Matera
Cena / Spettacolo “Lo Shabbat di tutti. Il  Sabato ebraico”  di MIRIAM CAMERINI, con ROUBEN VITALI, MANUEL BUDA e BRUNA DI VIRGILIO

 

PROGRAMMA PER LE SCUOLE
A seguito di seminari e laboratori realizzati all’interno delle scuole nei mesi di marzo/aprile, i ragazzi degli istituti che hanno aderito al progetto, incontreranno gli esperti con cui hanno realizzato le performance di danza, i saggi musicali e gli elaborati letterari. Di seguito il programma a loro dedicato

17 MAGGIO 2022 > H 09:00 / 13:00 – CASTELLO ARAGONESE – VENOSA
h. 9:00 / 10:30
“Ebrei in Basilicata – Le catacombe di Venosa” con il prof. GIANCARLO LACERENZA
h. 10:30 / 14:00
Visite guidate – Catacombe ebraiche e Parco Archeologico di Venosa
18 MAGGIO 2022  H 09:00 / 12:00 – EX OSPEDALE S. ROCCO – MATERA
h. 9:00 / 12:00
Laboratori scolastici “I rituali ebraici” con MIRIAM CAMERINI – “Il Cinema Sociale israeliano” con ASHER SALAH
19 MAGGIO 2022 > H 09:00 / 13:00 – EX OSPEDALE S. ROCCO – MATERA
h. 9:00 / 12:00
Laboratori scolastici Cucina Kasher con il rabbino maggiore ARIEL FINZI
20 MAGGIO 2022  H 09:00 / 13:00 – EX OSPEDALE S. ROCCO – MATERA
h. 9:00 / 12:00
Laboratori scolastici “La scrittura e l’alfabeto ebraico” con ANNA LINDA CALLOW
Si ringraziano le scuole aderenti: ISIS “Duni-Levi” – Matera, ISIS “Pitagora” – Montalbano Jonico, ISIS “Orazio Flacco” – Venosa, ISIS “Orazio Flacco” – Potenza, ISIS “T. Stigliani” – Matera, ISIS “A. Turi” – Matera.

Al “Manlio Capitolo” di Tursi si parla di usura

in Cultura

Al “Manlio Capitolo” di Tursi si parla di usura. Presentato il libro La mano nera di cui è coautore Luigi Ciatti che assieme agli altri ospiti ha evidenziato l’importanza per gli usurati di rompere il muro dell’isolamento

 

A seguito della pausa pasquale, all’ITSET “Capitolo” di Tursi riprendono non solo l’ordinaria attività didattica ma anche una serie di eventi che vedono  gli studenti confrontarsi con problematiche di attualità. Difatti il 20 aprile alle ore 11:00 nell’auditorium dell’Istituto gli alunni delle classi prime e seconde hanno incontrato esponenti dei vari ranghi della società civile impegnati nella lotta contro l’usura conseguenza incresciosa della presente crisi economica ma anche di un’inadeguata capacità di pianificazione finanziaria che produce un indebitamento incontrollabile.

A fare gli onori di casa e introdurre i partecipanti, Angelo Festa, Michele Cusato, Luigi Ciatti e Danilo Lentino, è stata la Dirigente Rosa Schettini la quale ha tenuto a sottolineare la necessità che i giovani imparino a padroneggiare ogni situazione nelle loro vite da adulti per non divenire vittime di dipendenze perché l’usura in ultima analisi è la conclusione deprecabile di una non appropriata valutazione dei rischi della gestione delle proprie risorse finanziarie.

L’incontro è nato dalla presentazione del libro La mano nera di cui è coautore Luigi Ciatti che assieme agli altri ospiti ha evidenziato l’importanza per gli usurati di rompere il muro dell’isolamento, vincere il senso di vergogna, comunicare la propria condizione di difficoltà  facendo capo alle tante associazioni che offrono aiuto a coloro i quali talvolta non trovano altra soluzione ai loro problemi se non porre fine alla propria esistenza. Nel corso del dibattito vi è stata anche una toccante testimonianza da parte di una vittima di usura che in maniera sofferta ha narrato la sua vicenda personale.

Da parte dei relatori è stata condivisa l’idea che la scuola è uno dei luoghi privilegiati nel quale far germogliare il seme della legalità, del rispetto delle regole, della consapevolezza di essere membri tutelati di uno stato democratico provvisto di una legislazione appropriata che mette in atto ogni sorta di misura a sostenere cittadini vittime di criminali senza scrupoli.

Commenta la Dirigente Schettini ”La lotta all’usura rientra in tutte quelle forme di tutela della dignità umana  la cui integrità è continuamente compromessa;  la scuola in primis  deve educare al discernimento, alla ponderazione, alla cauta valutazione di  opportunità che possono rivelarsi rischi irreversibili per l’individuo. Niente e nessuno devono negare a questi di poter vivere una vita appagante libera da ogni sorta di assoggettamento”.

L’uditorio ha preso parte all’evento in maniera interessata e partecipata, gli allievi sono intervenuti con quesiti pertinenti , scaturiti dalle discussioni tenutesi in classe in seguito alla lettura del libro con i docenti Teresa Crispino, Carmelinda Bonavita, Maria Ranaldo, Grazia Vitelli, Lina Pizzolla che hanno stimolato approfondimenti, sollecitato riflessioni, risolto dubbi sull’argomento.

 

 

 

Valsinni: prosegue progetto “Scopri Lagaria”

in Cultura

Valsinni: prosegue progetto “Scopri Lagaria”. Localizzato il poercorso alla scoperta del Monte Coppolo e dell’antica città

Da oggi raggiungere il sentiero 990 del Monte Coppolo in territorio di Valsinni (MT) è più semplice grazie al lavoro dei volontari del progetto “Scopri Lagaria”. “Abbiamo localizzato il percorso “Alla scoperta del Monte Coppolo e dell’antica città di Lagaria” per poi posizionarlo su Google Maps. Grazie a un QR code presente sul sito, sulla pagina social e divulgato con una cartoline virtuale è ancora più semplice raggiungere il sentiero per risalire sino alla cima, alla scoperta dell’Antica Città di Lagaria edificata, secondo il mito, da Epeo Costruttore del Cavallo di Troia al rientro dalla guerra – dichiara il Rudy Marranchelli di Orto Sociale – Nei prossimi giorni in collaborazione con Confartigianato Matera, l’Associazione Lucana Produttori di Piante Officinali e Zafferano, le Donne In Campo della CIA, le Pro Loco di Valsinni e Rotondella, Basilicata Adventure, Crescere Insieme, Slow Food Magna Grecia, Ambiente e/è Vita Basilicata, WWF Policoro e con il Patrocinio gratuito dei comuni di Valsinni e Rotondella saranno avviate una serie di iniziative finalizzate a continuare l’attività di valorizzazione e promozione del sito di Monte Coppolo, legato al mito di Lagaria”.

 

Il Monte Coppolo è una sommità montuosa che si trova all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Il nome sembra derivare dalla sua forma particolare che ricorda un cappello. Uno dei motivi di maggiore interesse in relazione a questo territorio riguarda il fatto che sulla cima si trovano i resti archeologici di un’antica città del IV secolo A. C. . La città è stata abitata con tutta probabilità fino al medioevo ed è costituita da possenti blocchi squadrati. Alcuni studiosi la identificano con Lagaria città-fortezza greca. La leggenda ritiene che la fondazione sia da attribuire ad Epeo, l’inventore del famoso cavallo di Troia, di ritorno dalla mitica battaglia. Non può certo mancare una visita a questi luoghi suggestivi attraverso un meraviglioso percorso tra la natura e la bellezza del paesaggio. Per scoprire nel modo migliore le bellezze il modo più efficace è quello di percorrere il sentiero 990 che consente di raggiungere la cima. La partenza avviene nei pressi del serbatoio dell’acquedotto. Questo è un reperto risalente ai primi del ‘900 di archeologia industriale. La sua realizzazione aveva come scopo quello di portare l’acqua dalle sorgenti del Monte Pollino alla Piana di Metaponto. L’intero pianoro è caratterizzato da una cinta muraria che presenta alcune porte di accesso all’antica città di Lagaria. Dopo aver percorso un breve tratto di strada sterrata si imbocca il sentiero che si snoda lungo il crinale della montagna fino alla cima.

Un cronista qualsiasi e un cantautore qualsiasi per un’intervista qualsiasi

in Cultura

Un cronista qualsiasi e un cantautore qualsiasi per un’intervista qualsiasi: Giuliano Petrigliano ci racconta la sua “Non parlo quasi mai

Giuliano Petrigliano, lui dice “uno stronzo qualsiasi”, ma è un portatore sano di creatività, è dura da ammettere ma è la verità. La sua ultima “fatica” , nata fra un soundcheck e un “cazzeggio” durante i live, si intitola “Non parlo quasi mai”.

Gli ho chiesto un po’ di cose…

 

Iniziamo con un argomento a piacere… vai…

L’Italia è una penisola. Ci stanno il mare, le montagne, i fiumi, la dieta mediterranea e la mafia. Se vuoi andare al mare c’è il mare, se vuoi andare in montagna c’è la montagna, se vuoi nascondere un cadavere gli metti i piedi nel cemento e lo butti nel fiume, se vuoi mangiare bene c’è la dieta mediterranea e se non sei riuscito a mettere i piedi del cadavere nel cemento ti rivolgi alla mafia, che in cose simili ha una certa dimestichezza.

Per un attimo mi hai rievocato Silvestri, poi mi sono mandato a cagare da solo. Ho fatto bene?

Sul mandarti a cagare da solo, sì. Sempre. Per quanto riguarda l’accostamento a Silvestri non può che farmi onore e imbarazzo allo stesso tempo, perché è uno dei pilastri della canzone d’autore italiana che più invecchia e più diventa un mostro sacro. Già da anni per me uno come lui è accostabile ai grandi cantautori (oggi santificati) del passato. Sai, i vari De André, De Gregori, ecc… Probabilmente quando sarà morto verrà santificato anche lui.

“Non parlo quasi mai”, com’è nata?

In realtà una bozza di questa canzone esisteva già da anni. Era un pezzo che non avevo mai portato a compimento e che utilizzavo, in forma diversa, per cazzeggiare nei live. Spesso in concerto ne facevo una versione rock’n’roll alla Johnny B. Goode, per farti capire… Poi di recente ho collaborato con la RKH, che mi ha prodotto il brano, e ha preso questa forma definitiva.

 L’ultima volta che abbiamo chiacchierato risale al 2020, era il mese di Maggio, e stava uscendo “fino a quel momento soffrirai come un cane”, la raccolta di poesie. Ora questo brano, spiega anche a quelli come me che rapporto c’è fra “Non parlo quasi mai” e “Uno stronzo qualsiasi”?

Il discorso è talmente semplice da risultare piuttosto banale… E cioè che siamo abbastanza circondati da stronzi, e magari lo siamo anche noi che istintivamente e intellettualmente siamo portati, forse in maniera un po’ snob, a tirarcene fuori. Quindi definirmi io stesso uno stronzo qualsiasi è allo stesso tempo un’ammissione di colpa, un vanto da vecchio anarco-comunista e un tentativo di farmi specchio per gli altri, nel senso “guardatemi, io sono uno stronzo, e preoccupatevi del fatto che voi siete come me”. Tutto sommato, però, resto snob, direbbe qualcuno, che però per me significa solo cercare con tutte le mie forze di non essere come gli stronzi reali e realmente pericolosi, quelli cioè che dal basso della loro arrogante ignoranza ingrassata a forza di fake news e analfabetismo funzionale parlano, parlano e parlano, senza sapere di che cazzo stanno parlando.

 

Presentato a Matera il progetto “Vie di Bellezza”

in Cultura

Presentato a Matera il progetto “Vie di Bellezza: il museo diffuso della tradizione e della pietà popolare”

“È il tempo di lavorare insieme per il bene di tutto il territorio” ha esordito così Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Vescovo della Diocesi di Matera-Irsina, durante la presentazione questa mattina, insieme al Sindaco di Matera e al Presidente della Provincia di Matera, del progetto culturale “Vie di Bellezza: il museo diffuso della tradizione e della pietà popolare”.

Proposta dall’Associazione ecclesiale Terre di Luce l’iniziativa è stata condivisa dal Comune e dalla Provincia di Matera e si propone di far conoscere il ricco patrimonio di beni materiali e immateriali che caratterizzano il territorio della provincia materana, dando voce alle comunità locali.

Il progetto coinvolgerà dapprima i 13 comuni della Diocesi di Matera-Irsina per poi allargarsi a tutti i 31 centri della provincia.

“La cultura e l’arte possono diventare un volano di promozione del nostro territorio” così il Presidente della Provincia di Matera Avv. Piero Marrese.

Per Domenico Bennardi, Sindaco della città dei Sassi, “I beni immateriali sono attrattori non meno importanti di quelli architettonici”.

Per Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo “Promuovendo la cultura si opera anche a servizio della carità mettendo in campo iniziative che in modo diverso aiutano a combattere la povertà”.

Numerose le iniziative che saranno messe in campo nei prossimi mesi, anche in vista del Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà a Matera dal 22 al 25 settembre prossimi, secondo quanto previsto nel Protocollo d’intesa sottoscritto al termine della conferenza stampa.

Riflessioni sul dialogo interculturale: se ne è discusso all’IIS Pitagora

in Cultura

Riflessioni sul dialogo interculturale: se ne è discusso all’IIS Pitagora con Don Pino Marino vicario episcopale per l’educazione cattolica e la pastorale scolastica

“Per una società più solidale e fraterna: riflessioni sul dialogo interculturale”.
Se ne è discusso all’I.I.S. Pitagora di Policoro alla presenza di Don Pino Marino, vicario episcopale per l’educazione cattolica e la pastorale scolastica che insieme al Dirigente scolastico Maria Carmela Stigliano e il professor Pietro Silletti, docente di religione, hanno approfondito la tematica con tutta la comunità scolastica degli alunni e dei Docenti che da remoto hanno preso parte alla manifestazione. Il convegno ha voluto riflettere proprio sulla necessità di un dialogo costruttivo, interculturale e aperto alla conoscenza vera dell’altro, per abbattere i muri di separazione che nascono da forme di chiusura pregiudizievole che non permettono la realizzazione di un clima sereno e favorevole a realizzare una società solidale, pacifica e fraterna. Diverse sono state le considerazioni dei ragazzi che a turno hanno esposto a Don Pino, a cominciare dalla scuola e dalla Chiesa, tutti sono attori e protagonisti in modo diverso, chiamati a creare una società civile e umanizzata, a favorire la crescita sana e autentica delle nuove generazioni. Ne è emerso un interessante dibattito e Don Pino Marino ha ribadito quanto oggi la scuola si trovi oggi ad affrontare una sfida molto complessa, che riguarda la sua stessa identità e gli obiettivi che da sempre si prefigge, essa ha uno dei compiti più importanti del nuovo millennio, quello di trasmettere il patrimonio culturale del passato, affinché con esso si possa leggere il presente per acquisire le competenze per costruire un futuro migliore, mediante lo studio, la formazione di una coscienza critica e una nuova sensibilità. Un convegno che ha fatto emergere in maniera inequivocabile che la scuola è un’istituzione nella società e per la società, luogo d’incontro e di formazione culturale, etica e umana di intere generazioni, per questo diventa il luogo privilegiato dove si trasmette l’arte del saper vivere. È stato importante considerare il concetto di solidarietà e di fratellanza, all’IIS”Pitagora”, menzionati sia negli articoli della costituzione che nei documenti della Chiesa, che indicano un atteggiamento responsabile e solidale verso la società e soprattutto verso chi è particolarmente vulnerabile. “Solo cambiando l’educazione si può cambiare il mondo”, con questa importante riflessione di Papa Francesco si è conclusa la giornata del Pitagora di Policoro che sicuramente verrà riproposta, quanto prima, alla presenza del Vescovo, Don Vincenzo Orofino al quale sono andati i ringraziamenti di tutti i presenti.

Turismo e ferrovie dismesse: premiata la tesi di Lucia Varasano

in Cultura

Turismo e ferrovie dismesse: premiata la tesi di Lucia Varasano. Premio Speciale “Riuso Ambientale” Premio“Laura Conti 2021” e un docufilm con Rocco Papaleo

Sviluppo e turismo dalle ferrovie dismesse: un progetto per la Lagonegro-Spezzano Albanese e la Matera-Montalbano Jonico.
Alla tesi di Laurea di Lucia Grazia Varasano il Premio Speciale “Riuso Ambientale” – Premio“Laura Conti 2021” e un docufilm con Rocco Papaleo

“La valorizzazione ai fini turistici e culturali dei tracciati ferroviari dismessi. Un’ipotesi di sviluppo locale per alcune aree interne del Mezzogiorno d’Italia” è il titolo della tesi della dottoressa Lucia Grazia Varasano, laureata in Scienze del Turismo e dei Patrimoni Culturali nell’Università degli studi della Basilicata, e incentrata sulla comparazione tra il modello realizzato in Spagna per la valorizzazione, gestione e fruizione turistica, del patrimonio ferroviario dismesso, e quello adottato in Italia, ancora debole e poco strutturato, proponendo un’ipotesi di valorizzazione turistica di due tracciati ferroviari dismessi: la Lagonegro-Spezzano Albanese e la Matera-Montalbano Jonico. La tesi ha ricevuto il Premio Speciale “Riuso Ambientale” – Premio “Laura Conti 2021” (promosso dall’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer” e dalla Fondazione ICU sui lavori che trattano tematiche ecologiche)

foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

Giornate FAI 2022 in Basilicata

in Cultura

Giornate FAI 2022 in Basilicata. Nel Metapontino, fra gli altri luoghi, appuntamento a Tursi, Valsinni e Bernalda

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città saranno visitabili a contributo libero, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, grazie ai volontari di 350 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione consultabili su www.giornatefai.it; per molti luoghi, soprattutto nelle grandi città, è consigliata la prenotazione online perché garantisce l’accesso alla visita).
Le Giornate FAI quest’anno compiono “trenta primavere”: dal 1993 a oggi, 14.090 luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”. Un traguardo esaltante, che tuttavia non potrà essere solo una festa. Nel pieno di una guerra che segna tragicamente la storia europea, non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile. In cos’altro si incarna, del resto, l’identità di un popolo se non nella sua storia, nella cultura e nella tradizione? I monumenti, il paesaggio, le opere d’arte raccontano chi siamo a chi non ci conosce e alle generazioni presenti e future: il patrimonio culturale è come il patrimonio genetico di un popolo, che conserva a perenne memoria un codice di esperienze e valori condivisi su cui si fonda la nostra umanità.
Mai come quest’anno, allora, le Giornate FAI mostrano il loro più autentico spirito civico ed educativo, che è nella missione del FAI: visitare gli oltre 700 luoghi eccezionalmente aperti dai volontari del FAI sarà l’occasione per conoscere la nostra storia e riflettere su quanto può insegnarci per affrontare il presente e il futuro, perché ciò che siamo e che abbiamo non sia dato per scontato, ma sia compreso e apprezzato come esito di lunghi e talvolta drammatici trascorsi che ci accomunano come italiani, europei, e con l’umanità tutta. Proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, aprendolo al pubblico e invitando tutti gli italiani a conoscerlo e frequentarlo: questa è la missione del FAI, che proprio in questi tempi bui, in queste Giornate FAI, trova un senso ancor più profondo e una funzione ancor più necessaria e urgente.
Il FAI, come istituzione della Repubblica, ha scelto di esprimere in maniera esplicita la vicinanza e la solidarietà con il popolo ucraino esponendo i colori della sua bandiera in tutta la comunicazione e nei Beni, ma la Fondazione vuole dare un contributo concreto e perciò si impegna oggi formalmente a finanziare il recupero di un’opera d’arte del patrimonio culturale ucraino che sarà individuato non appena cesserà la guerra e sarà avviata la ricostruzione del Paese.
Chi deciderà di prendere parte alle Giornate FAI potrà offrire un contributo per sostenere la Fondazione. Ai partecipanti verrà suggerito un contributo non obbligatorio a partire da 3 euro e la donazione online su www.giornatefai.it consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita; per molti luoghi, soprattutto nelle grandi città, la prenotazione online è consigliata per garantirsi l’accesso alla visita. Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento (box in fondo per dettagli).
Un weekend per riconnetterci alla storia e alla cultura dell’Italia, che permetterà ai visitatori di sentirsi parte dei territori in cui vivono e di cui spesso non conoscono appieno la bellezza e il valore. Verranno aperti ville e palazzi storici, aree archeologiche, chiese di grande valore architettonico o storico-artistico, esempi di archeologia industriale, castelli, biblioteche, collezioni d’arte e musei. Non mancheranno itinerari nei borghi alla scoperta di angoli meno noti del paesaggio italiano, dove si conservano tesori nascosti e si tramandano antiche tradizioni, e visite didattiche in parchi urbani, orti botanici, giardini storici e cortili, che nascono dall’impegno messo in campo dalla Fondazione per la diffusione di una più ampia “cultura della natura”.

Tra le aperture più interessanti in BASILICATA (elenco completo al link riportato più in basso):

MATERA
Il Villaggio neolitico di Murgia Timone
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18
I Palazzi storici del Conservatorio di Musica “E.R. Duni”
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18
Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani – Palazzo Lanfranchi
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15 alle 18.00
BERNALDA 
Tempio di Hera, già “Cattedra” di Pitagora, in Megale Hellas
Apertura sabato 26, dalle ore 15.30 alle 18.30, e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30
Il Tempio di Hera, oggi gestito dalla Direzione Regionale Musei Basilicata,  fu edificato nel VI secolo a.C. accanto al fiume Bradano, su ciò che rimaneva di un villaggio neolitico, a circa 3 km dall’antica città di Metaponto; i suoi resti mostrano il piano di calpestio della cella (naos) dove solitamente era custodita la statua della divinità, dotata di uno spazio precluso ai fedeli destinato agli officianti del culto per funzioni religiose (adyton) e di un vestibolo anteriore (pronao). Le imponenti colonne superstiti sono ben 15, in calcare locale come il resto dell’edificio, ciascuna con 20 scanalature e capitelli di ordine dorico. Restaurato nel 1961, era stato inizialmente attribuito al culto della dea Atena; successivamente, sul frammento di un vaso, venne rinvenuta una dedica votiva alla dea Hera. Il tempio era anche chiamato “Scuola di Pitagora”, in memoria del grande filosofo che lì fondò la sua scuola.
Al bene, classificatosi in 27esima posizione nella decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” (anno 2020) con 10.545 voti, è stato di recente assegnato da FAI e Intesa Sanpaolo un contributo per la realizzazione di un progetto di valorizzazione dell’area, proposto dalla Direzione Regionale Musei Basilicata in partnership con il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo DiCEM dell’Università degli Studi della Basilicata.

TURSI (MT)
Santuario di Santa Maria d’Anglona
Apertura sabato 26, dalle ore 9.30 alle 12.30, e domenica 27 marzo, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30
Il santuario di Santa Maria Regina di Anglona sorge su un colle che domina la vallata sottostante tra i fiumi Agri e Sinni, nel territorio di Tursi, a circa undici chilometri dal centro abitato. La chiesa, che prende il nome dell’antica città romana di Anglona sorta in quest’area tra il VII e VIII secolo d.C., è a croce latina con il portale di ingresso sormontato da un arco in tufo decorato con bassorilievi raffiguranti l’Agnello e i quattro simboli degli Evangelisti. Ricca di affreschi al suo interno la cattedrale è uno dei maggiori esempi di stile romanico in Basilicata.MOLITERNO (PZ)
Bosco Faggeto
BRINDISI MONTAGNA (PZ)
Parco storico della Grancia
Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
CASTRONUOVO DI SANT’ANDREA (PZ)
Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller”
Apertura sabato 26, dalle ore 18 alle 23, e domenica 27 marzo, dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 18 alle 23
MONTEMURRO (PZ)
I frantoi: percorso tra storia, natura, tradizione
Apertura sabato 26, dalle ore 10.30 alle 13, e domenica 27 marzo, dalle ore 15.30 alle 18
RIVELLO (PZ)
Complesso Monumentale di Sant’Antonio
Apertura sabato 26, dalle ore 16 alle 17.30, e domenica 27 marzo, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30
FILIANO (PZ)
Riparo Ranaldi, Riserva Antropologica Statale “I Pisconi”. Apertura domenica 27 marzo, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

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