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Lucania Film Festival 2019: sesto incontro formativo giuria popolare – 14 Giugno

in Cultura

Venerdì 14 giugno 2019 alle ore 19.30 si terrà, presso il CineParco Tilt di Marconia, l’incontro con il pluripremiato regista lucano Nicola Ragone.

 

Sarà Nicola Ragone, giovane e talentuoso regista lucano, l’ospite del sesto appuntamento della rassegna di incontri di in-formazione per la giuria popolare del Lucania Film Festival promossi dall’Associazione Allelammie.

Venerdì 14 giugno 2019 a partire dalle ore 19.30 presso il CineParco Tilt (in diretta streaming per i residenti fuori regione e all’estero), il giovane cineasta, vincitore del Nastro d’argento nel 2015 con “Sonderkommando”, terrà una lezione di regia incentrata sulla sua intensa attività artistica, offrendo così ai partecipanti le linee guida per realizzare un prodotto audiovisivo. Il ciclo di incontri in- formativi consentono alla giuria popolare di avere una formazione specifica e adeguata alla corretta valutazione delle opere in concorso alla 20esima edizione del Lucania Film Festival, in programma dal 7 all’11 agosto 2019.

Al momento la macchina organizzativa della kermesse cinematografica lucana è in piena attività e sta lavorando alla pre-selezione di circa 4.500 opere pervenute da tutti i cinque continenti.

 

L’ultimo incontro formativo si terrà:

Venerdì – 05 luglio  2019 – H 19:30/21:30 – CineParco TILT
Antonio Andrisani / Cinema fuori dagli Schermi: La satira.

 

NICOLA RAGONE – BREVE NOTA BIOGRAFICA

Sceneggiatore, regista teatrale, cinematografico e di opere liriche, Nicola Ragone con altri suoi collaboratori fonda l’officina culturale “Fullframe” e aderisce al movimento teatrale “Minimo Comune Teatro”. Nel 2013 partecipa, come aiuto-regia, alla realizzazione del documentario “Che strano chiamarsi Federico” diretto da Ettore Scola. Nel 2014 firma il lavoro “Sonderkommando”, affresco che racconta la nascita di un amore omosessuale in un campo di sterminio, opera ritenuta di interesse culturale nazionale dal Ministero dei Beni Culturali, ottiene il Nastro d’argento. Nello stesso anno dirige i cortometraggi “La Riva” e “Marciapiedi”. Nel 2019 firma la regia del documentario “Vado Verso Dove Vengo”, la pellicola è parte del progetto di Matera Capitale Europea della cultura 2019 – “Storylines – The Lucanian Ways”.

“Arbëria”, il film di Francesca Olivieri arriva nella regione che ha contribuito a realizzarlo

in Cultura

Il film di Francesca Olivieri, sul ritorno alle radici arbëreshë, sarà  proiettato a Potenza, Matera e Melfi

Il film “Arbëria”, opera prima della regista Francesca Olivieri, arriva nella regione che ha contribuito a realizzarlo: la Basilicata.

Dopo la distribuzione in 12 sale della Calabria; il successo alla Casa del Cinema di Roma, dove in occasione delle “Giornate del Cinema Albanese“ (dal 31 maggio al 2 giugno scorsi) è stato necessario allestire una doppia proiezione – non programmata – per consentire l’ingresso a tutto al pubblico in fila; e dopo il Premio del Pubblico al Dea Open Air International Film Fetivale di Tirana, Arbëria continua la sua diffusione.

Il film prodotto dalla Open Fields Production sarà infatti in proiezione il 13 giugno al Cine Teatro “Ruggiero” di Melfi, alle 18.30 e alle 20.30; il 17 giugno al Cine Teatro “Don Bosco” di Potenza, alle 20.30; e il 17, il 18 e il 19 giugno al Cinema “il Piccolo” di Matera, alle 19.30.

Alla proiezione presso il Don Bosco di Potenza, e alla seconda giornata di Matera (il 18), saranno presenti Francesca Olivieri e il direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace; i produttori della Open Fields e il distributore, Lago Film.
Alla proiezione del 13 giugno, a Melfi ci saranno invece Donato Michele Mazzeo, presidente dell’associazione “Basilicata Arbëreshë” e Giampiero Francese regista del film “Luci su Tirana” e gestore del Cine Teatro Ruggiero.

Il film – che racconta il ritorno alla origini da parte di Aida, una giovane donna arbereshe, intraprendente e autronoma, che deve fare i conti con la propria identità sociale e culturale – è un film molto lucano, non solo per la presenza, in Basilicata, di diverse comunità arbëreshe, ma anche per il sostegno che ha ottenuto della Lucana Film Commission attraverso il Bando Lu.Ca. (finanziemanto condiviso delle Regioni Basilicata e Calabria) e, soprattutto per il cast artistico e tecnico che lo ha realizzato: Antonio Andrisani (nel ruolo di “Giordano”, compagno della protagonista, interpretata da Caterina Misasi); Fabio Pappacena (ruolo “Vincenzo”, ex amante della protagonista); Giuseppe Ricciardi (costumista); Cristian Auricchio (assistente costumista e arredatore); Davide Laguardia (reparto fotografia); Robert Lani (coreografo); Marica Montemurro (storyboard).

Inoltre, alcune scene in esterna sono state girate ad Aliano, sui Calanchi e nelle zone della Basentana. Mentrre a Melfi sono stati effettuati i casting ai quali hanno partecipato circa 200 persone.

 

“Arbëria” (80 min; Italia, 2019) è il docufilm opera prima della regista calabrese Francesca Olivieri, che indaga i legami forti e l’eredità culturale delle comunità arbëreshë che ancora sopravvivono in alcuni piccoli borghi di Calabria e Basilicata.

Attraverso gli occhi della protagonista Aida, la regista – la cui famiglia ha origini nel piccolo borgo arbëreshë di Santa Caterina Albanese – vuole affrontare il tema della riscoperta delle proprie origini e, soprattutto della ricucitura degli strappi con essa e i suoi stringenti vincoli. Il film non racconta solo le vicissitudini della protagonista, ma si fa carico anche del ricordo di un’intera comunità, quella degli arbëreshë, che ha dato origini al territorio dell’Arbëria – un enclave di Albania in Italia – per sfuggire dalle persecuzioni subite tra il XV ed il XVIII secolo, e la cui cultura oggi rischia di scomparire sotto il peso di una omologante cultura globale.

È un conflitto tra tradizione e modernità quello attraversato dalla protagonista del film all’interno di questa aerea geografica e sentimentale, l’Arbëria, che di fatto non esiste. La donna vive una vera nostalgia dell’appartenenza, un sentimento comune dei tempi moderni che paralizza il presente e sterilizza il futuro di molti, sempre alla costante ricerca di se stessi e della propria identità.

Il film è prodotto dalla Open Fields Productions, in collaborazione con Lucana Film Commission e Calabria Film Commission, con il sostegno di MiBAC e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina”, con il supporto di BCC Mediocrati e Echoes. Arbëria è distribuito dalla LAGO Film, nuova realtà cinematografica calabrese.

FRANCESCA OLIVIERI

Francesca Olivieri si è formata a Bologna, dove si è laureata in Discipline Semiotiche e ha iniziato a lavorare sui set come aiuto regista. Ha continuato la sua formazione professionale in Francia, dove ha affiancato documentaristi e registi televisivi. Si è avvicinata alla scrittura e alla regia frequentando la scuola di Marco Bellocchio.

Arbëria è la sua opera prima.

NOTE DI REGIA

“La storia di Arbëria è ispirata alle vicende di alcune donne della mia fagrafici con la modalità narrativa dell’auto-fiction, cercando di ricreare una grazia nell’ invenzione del reale. Il soggetto in questione è evidentemente personale, sono a mia volta una giovane donna migrata, e spero che questa storia di generosità umana possa interessare un pubblico disperso culturalmente. La dispersione del sangue, la doppia cultura, l’appartenenza etnica rifiutata, oppure nascosta, questi sono i temi che mi hanno ispirato.

Filmare questa storia in una comunità arbëreshë è anche un atto politico: ho capito che la storia e l’attualità di questo popolo sono un paradigma di tutte le minoranze etniche che subiscono un decadimento. Ho voluto raccontare la storia di un individuo sradicato che vive

una vera nostalgia dell’ appartenenza. Ho quindi deciso di parlare del rapporto di una donna con le sue origini, soprattutto per rendere omaggio alle donne arbëreshë che sono state capaci di elaborare vecchio e nuovo, mantenendo la loro lingua e i costumi in equilibrio tra senso della memoria e desiderio di emancipazione”.

CAST ARTISTICO

A interpretare il difficle ruolo di Aida è Caterina Misasi, attrice romana di origini calabresi nota al grande pubblico per le sue partecipazioni sul piccolo schermo in “Un Medico in Famiglia”, “Centovetrine”, “Vivere”. Ha lavorato con registi come il premio Oscar Enzo Monteleone, Paolo Genovese, Riccardo Donna, Tiziana Aristarco, e al fianco di Alessio Boni, Giulio Scarpati, Nino Frassica, Alessandro Gassman, Enrico Brignano, Terence Hill, Elena Sofia Ricci, Alessandra Mastronardi, Francesco Pannofino.

Sul set di Arbëria, a Caterina si sono affiancati la giovane co-protagonista Brixhilda Shqalsi, attrice di origini albanesi, Carmelo Giordano, Anna Stratigò, Mario Scerbo, Alessandro Castriota Scanderbeg, Fabio Pappacena, Antonio Andrisani. Grande entusiasmo ha prodotto anche la presenza della giovanissima e talentuosa interprete Denise Sapia.

CAST TECNICO

Fotografia: Mario Parruccini; montaggio Fabio Nunziata; musiche: Luigi Porto; scenografia: Federica Bologna; costumi: Giuseppe Ricciardi; trucco: Marinella Giorni; produttori esecutivi: Fabrizio Nucci, Nicola Rovito, Andrea Solano.

SOSTEGNO ECONOMICO

Il film è stato realizzato anche grazie al patrocinio di molti comuni che hanno sposato questa operazione di racconto del territorio, come Vaccarizzo Albanese, Oriolo, Acquaformosa, Spezzano Albanese, Plataci, Santa Caterina Albanese, Mongrassano, Caraffa di Catanzaro, Mormanno, San Cosmo Albanese, Cerzeto, San Giorgio Albanese e San Demetrio Corone. Diversi partner privati hanno, infine, collaborato nella realizzazione: Madeo, Amarelli, Patata della Sila, Minisci, La Molazza, Majorana Group, Juvat, IAS, Life, Davida Sposa, Teatro in Note, Francesco Paldino.

Montalbano e Nova Siri, bilancio delle manifestazioni culturali scolastiche

in Cultura

Oggi 11 giugno si concludono le attività di diffusione dei risultati dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Pitagora di Montalbano Jonico e Nova Siri. Tutti gli indirizzi hanno dato luogo a manifestazioni in cui si è rendicontato alle famiglie e alle comunità cittadine dell’operato della scuola.

I momenti – clou di questo “finale di stagione” sono consistiti in due forme di spettacolo, una tenuta a Montalbano ed allestita dai docenti e dagli studenti dei Licei Coreutico e Musicale con una sorta di “musical” sulle canzoni e la carriera di Lucio Battisti e dal titolo emblematico “Il mio canto libero”; l’altro rappresentato all’Amfiteatro “Totò” di Nova Siri e consistente nella rappresentazione del “Miles Gloriosus” di Plauto ad opera degli studenti del Liceo classico e del Liceo artistico.

Ma altre attività sono degne di nota, nello specifico il completamento della decorazione delle panchine del lungomare di Nova Siri ad opera della seconda classe del Liceo artistico di Nova Siri, il seminario “Generazione 2.0” del Liceo delle Scienze Umane di Montalbano Jonico per mettere in guardia le famiglie dall’abuso del cellulare e di indiscriminata connessione al web. Di rilievo anche l’inaugurazione del “Parco della Filosofia” nella Rabatana di Tursi, protagonisti gli studenti del Liceo Classico, e i saggi strumentistici del Liceo Musicale di Montalbano, tenuti strumento per strumento.

Al riguardo il Dirigente scolastico, Leonardo Giordano ha dichiarato:<< Queste iniziative dimostrano come gli allievi siano stati capaci di tradurre in competenze le loro conoscenze e danno il senso dello spessore e dell’intensità del nostro lavoro. Ringrazio studenti, famiglie e i docenti che, col loro sapiente lavoro, hanno accompagnato questo percorso.>>

Meeting di Primavera all’insegna dello sport

in Cultura

Valsinni lo sport da sempre è uno strumento di unione e di crescita. Sabato scorso, con inizio alle ore 9.30 nel campetto del comune lucano, si è tenuto il meeting di primavera, un appuntamento tanto atteso e importante che si ripete da molti anni. Organizzato dall’istituto comprensivo Isabella Morra, con il patrocinio del comune di Valsinni, ha visto protagonisti gli alunni della scuola primaria di Valsinni, Rotondella e San Giorgio Lucano. L’evento sportivo ha suscitato grande interesse e partecipazione di pubblico. Sugli spalti i genitori  e tanti sostenitori hanno seguito le gare con emozione e trepidazione. I piccoli atleti, impegnati nelle varie competizioni  sono scesi in campo a ritmo di musica, sulle note della marcia di Radetzky, con un braccialetto tricolore al polso, simbolo della nostra bandiera.  Posizionati l’uno vicino all’altro, mano destra sul cuore, hanno cantato, tutti insieme, l’inno di Mameli. Tutti  hanno partecipato, ogni bambino ha avuto il suo momento di “gloria” ed è diventato protagonista della giornata, anche se per pochi minuti. Ad inaugurare il meeting il dirigente scolastico Maria Carmela Stigliano con il sindaco della cittadina Gaetano Celano. Ospite d’eccezione, presente per incoraggiare i piccoli, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Policoro, Chiara Crupy. Insieme hanno spiegato ai ragazzi l’importanza dello sport sia dal punto di vista fisico che inteso come momento di aggregazione e di crescita comune. Organizzatrice dell’evento, l’insegnante Angela De Candia che ci spiega il progetto realizzato: “il meeting di primavera è un progetto nato in questa scuola nel lontano 1997 da un’idea condivisa fra i vari colleghi per dare la possibilità ad ogni bambino di sentirsi un campione e di partecipare, in un certo senso alle olimpiadi. Il meeting evoca anche valori di cittadinanza italiana ed europea, di amicizia, solidarietà e di pace”. Uno dei momenti più belli della giornata è stato caratterizzato da una grande bandiera della pace, portata a centro campo e sventolata dai bambini della classe quinta, sulle note dell’Inno alla Gioia. Momenti unici, dunque, che rimarranno scolpiti nel cuore e nella mente dei ragazzi come ricordo perpetuo. Gioia ed entusiasmo misto ad un pizzico di sana competizione ha caratterizzato i giovani protagonisti. Tutti i partecipanti sono stati premiati con una medaglia, portata sul petto con orgoglio e soddisfazione, a suggellare il grande impegno e la preparazione degli ultimi giorni. A fine gara, il dirigente scolastico Stigliano, seguita da tutti i docenti, hanno fatto il percorso eseguito dai bambini. È stato davvero una bella esperienza ed una bella giornata, serena, divertente e allegra. Questa è la scuola che ci piace, questo è l’insegnamento da dare ai professionisti di domani. E questi insegnanti, con grandi difficoltà, data la realtà delle pluriclassi in questi paesi, riescono magistralmente a realizzare il loro compito e a formare i giovani alunni, con passione, dedizione e grande professionalità.

 

Quando la morte arriva per ricetta. L’abuso dei medicinali oppioidi negli Stati Uniti.

in Una finestra sul Mondo

Anche in Italia, da diversi anni, è in corso un dibattito sulla necessità di fornire medicinali antidolorifici non solo per i malati oncologici ma anche per tutte le malattie che presentino dolori cronici.

Da noi, per l’antica tradizione guelfo-ghibellina, ovviamente i partiti dell’ antidolorifico ‘si’ e dell’antidolorifico ‘no’ si fronteggiano da anni con le tesi più estreme col risultato che, per sicurezza, la terapia del dolore è ridotta al minimo indispensabile anche nelle patologie oncologiche.

Negli USA, invece, da quindici anni, ormai, le prescrizioni per pazienti non-oncologici di medicinali oppioidi è letteralmente quadruplicata con effetti che solo ora sono scientificamente ed oggettivamente chiari a tutti.

Infatti, in un dibattutissimo numero del New England Journal of Medicine, il direttore americano del Centro per la Prevenzione ed il controllo delle Malattie (CDC), ha affermato a chiare lettere che i casi di dipendenza, di overdose e di morte a causa dell’utilizzo o del sovradosaggio di medicinali oppioidi negli Usa stanno aumentando vertiginosamente.

A seconda della posologia, da 1 paziente su 32 ad 1 paziente su 550, numeri entrambi da brivido e non paragonabili a nessun’altra classe di medicinali, vanno incontro alla morte in circa due anni e mezzo dalla prima prescrizione.

Almeno 1000 persone al giorno, negli States, corrono al pronto soccorso per casi di overdose o rischio/morte derivanti da farmaci oppioidi: e questo è inaccettabile.

Le case farmaceutiche hanno introiti magnifici e fanno campagne promozionali in stile hollywoodiano; i medici americani, da parte loro, non sanno come tenersi buoni i loro cari pazienti desiderosi di cancellare il dolore; e la Nera Signora, puntuale e solenne come nel suo stile, bussa regolarmente, settimana dopo settimana, alla porta di tanti statunitensi inconsapevoli per invitarli a lasciare questo mondo a causa di una medicina che avrebbe dovuto, invece, salvarli.

SIRISfestival 2019: “MagnaGreciaTeatro” festivalScolastico IV edizione

in Cultura

“MagnaGreciaTeatro” nasce da un’ idea del professor Pasquale Chiurazzi, consapevole della positiva funzione pedagogica e sociale del teatro nella scuola, con lo scopo di incoraggiare l’attività teatrale come strumento di sensibilizzazione della coscienza civile e sociale dei giovani,.

L’evento è promosso dall’Associazione culturale Sud “Gigi Giannottie dalla Pro Loco di Nova Siri,in collaborazione con Unpli Basilicata, U.I.L.T. Unione Italiana Libero Teatro, AGITA TEATRO, CinemadaMare, VideoFoto Gentile, Siris Hotel. L’iniziativa è patrocinata da Regione Basilicata, Provincia di Matera e Comune di Nova Siri.

La rassegna è articolata in due sezioni:Scuola Secondaria di primo grado e Scuola secondaria di secondo grado.

Dal 28 al 31 Maggio, presso l’Oratorio Sant’Antonio di Padova a Nova Siri Marina, sono previsti un primo spettacolo delle ore 9.30 e un secondo delle ore 11.00: concorreranno le scuole secondarie di primo grado e  le scuole secondarie di secondo grado. Al termine degli spettacoli incontro degli studenti con l’esperto/osservatore di AGITA teatro.

La giuria tecnica, presieduta da Maria Adele Popolo e professionisti del settore, assegnerà il premio MagnaGreciaTeatro, migliore regia, miglior drammaturgia, migliore scenografia. Altri riconoscimenti saranno assegnati da una giuria popolare formata dagli alunni della terza media della Scuola Secondaria I.C. “Luigi Settembrini” di Nova Siri:Oscar al miglior attore e migliore attrice.

Giorno 31 Maggio, Ulderico Pesce presenterà“Il sindaco contadino: Rocco Scotellaro”, al termine dello spettacolo, conversazione sulla  valenza didattica del teatro tra l’attore Ulderico Pesce e il prof. Pino Suriano.

 

A seguire la premiazione che avverrà alla presenza delle autorità e con la partecipazione dei rappresentanti di tutte le opere in concorso, le scuole prime classificate riceveranno un premio in denaro che la stessa scuola potrà utilizzare per acquisti di materiali didattici o per l’organizzazione di attività culturali.

I premi sono stati realizzati da Aldo Gizzi.

 

Segue programma delle rappresentazioni:

giorno 28

ore 9,30 -I.C. “L. Settembrini”, Nova Siri  in“ Il Pianeta Otto”Regia di  Rosa Donatella, Marilena Varasano, Domenica Bentinvenga

  • ore 11,00 – I.I.S. “E. Fermi”, Policoro in “Miti usa e getta! No, grazie”Regia di Silvana Labate

 

giorno 29

ore 9,30-I.C. “N. Sole”, Senise  in“I volti del potere”Regia di Luciano Ciminelli

ore 11,00 I.C. “Aldo Moro”, Carosino   “In viaggio con Ulisse”Regia di Davide Roselli

 

giorno 30                                                                                                                                  

–   ore 9.30-   I.S.I.S “Pitagora” Montalbano J.co, Liceo Classico, Nova Siri    in  “Miles Gloriosus”Regia di Anna Arpino

– ore 11.00 –    I.C. “S. D’Acquisto” ISA 21, Follo (La Spezia)   in “Mito… tra palco e realtà”    Regia di Anna Maria Girani

 

Quando il riciclo si fa moda, aperto il concorso eco fashion

in Cultura

Aperte le iscrizioni per la quarta edizione di “Quando il Riciclo si fa Moda”, il concorso che fa bene all’ambiente. L’estro e la creatività a confronto con materiali eco-sostenibili

 

Dopo il grande successo di pubblico e di critica delle prime tre edizioni, si aprono le iscrizioni per l’edizione 2019 di “Quando il riciclo si fa moda”, primo concorso di eco-fashion del meridione organizzato dalla Pro Loco Trivigno, al fine di valorizzare i giovani talenti del territorio e promuovere idee e progetti sostenibili. Le iscrizioni per l’edizione in corso, gratuite e rivolte ai maggiorenni, sono aperte fino al 30 giugno 2019; le modalità vengono illustrate nel regolamento visionabile e scaricabile sulla pagina Facebook della Pro Loco Trivigno.
Tutti gli abiti in gara sfileranno in passerella nel corso di un evento di moda che si terrà a Trivigno il 10 Agosto, durante il quale una giuria di esperti nel settore moda, riciclo, tessile e abbigliamento, decreterà i primi dieci classificati, la miglior modella della serata e il vincitore che si aggiudicherà il premio in palio di 500€.

Quando siamo partiti con l’ideazione della manifestazione la volontà era non solo quella di valorizzare il nostro comune, ma anche il proposito di dar vita ad un concept in grado di combinare due punti di forza della Basilicata: l’abilità artigianale e la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale della Lucania

– spiega Angela Anna Padula, presidente della Pro Loco – Il nostro concorso invita giovani creativi amatoriali o stilisti emergenti a confrontarsi con materiali non convenzionali e di riciclo, donando loro nuova vita, in modo da mostrare il proprio talento e al contempo sensibilizzare il pubblico, grazie alle loro creazioni in passerella, ad un maggiore rispetto ambientale e alla cultura del riciclo e del riuso contro quella dello spreco. Un tema quanto più attuale dopo gli ultimi dati allarmanti sulla salute del nostro pianeta, e di centrale importanza per una terra come la nostra che, nei suoi paesaggi incontaminati, cela un’arcana bellezza sempre più rara da trovare altrove>>.
Il concorso, aperto a singoli stilisti, gruppi o associazioni, nel tempo ha visto crescere la sua notorietà, richiamando partecipanti non solo lucani ma provenienti anche da fuori regione, che si sono sfidati a colpi di eco-fashion partendo dai materiali più impensati: gusci di uova, materiale da pasticceria, camere d’aria di bicicletta, lattine di alluminio, solo per citarne alcuni.
<<Non solo un’opportunità per gli stilisti – spiega Francesca Olivieri, responsabile dell’evento – il concorso è anche un’esperienza unica per le modelle in gara, ospiti per l’intero pomeriggio a Trivigno, tra cambi di look, shooting fotografici nelle caratteristiche vie del paese, restyling e condivisione, un’opportunità per vivere nel piccolo i retroscena di una sfilata di moda, valorizzando il centro storico e promuovendo un importante messaggio etico ed il talento sartoriale degli stilisti. Quando il riciclo si fa moda, inoltre, non esaurisce la volontà di promuovere i giovani stilisti e le loro creazioni nella sola serata del concorso: preme all’organizzazione, infatti, offrire durante l’anno altre occasioni di valorizzazione dei talenti in gara e del loro operato, al fine di garantire a tutti i partecipanti la visibilità che meritano, nell’ambito delle nostre possibilità.
Negli scorsi anni la pagina web è stata molto attiva nel mostrare mini-video dedicati a tutte le singole creazioni, i concorrenti sul podio hanno avuto modo di far sfilare i loro abiti a Lagonegro e a Marconia in occasione dell’inaugurazione dell’Accademia dell’Arte a cura dell’Associazione Culturale Tessere, dove sono poi rimasti in esposizione per un mese. Tutti gli abiti, inoltre, sono stati protagonisti a Trivigno di una mostra dedicata, e le creazioni vincitrici delle varie edizioni hanno avuto modo di prendere parte lo scorso anno a “Fucina Madre”, expo dell’artigianato organizzato a Matera dall’APT Basilicata per promuovere le eccellenze artigianali lucane>>.

Per informazioni sull’evento e sulle modalità di partecipazione visionare la pagina Facebook o il sito www.prolocotrivigno.it, oppure contattare l’organizzazione all’indirizzo mail concorsomodatrivigno@libero.it.

La pioggia di Rachid Boudjedra. Gutta cavat lapidem

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Pioggia, vapore e velocità, dipinto a olio su tela, 1844-William Turner, National Gallery Londra

I pensieri di una giovane dottoressa algerina cadono come gocce di pioggia su fogli di carta per sei notti consecutive. Pioggia come lacrime sul viso, come flusso mestruale. In preda all’insonnia, la donna senza nome e senza volto, sotto l’influsso benevolo della luna e dell’albero di  gelso, confida a un diario i suoi pensieri:cavalli selvaggi che corrono all’impazzata in un flusso di coscienza portato agli estremi di un burrone, al di sotto del quale si prova un senso di vertigine e di smarrimento, e si intravvedono le porte di nuove dimensioni miste tra sogno e realtà. I neuroni della protagonista vagano verso il passato, verso i ricordi relativi alla sua famiglia sgangherata, ai suoi genitori, ai suoi due fratelli così diversi, a sua zia. Nel suo errare, la giovane fa accenni anche al suo presente, al suo impiego da medico specializzato in malattie dell’apparato genitale. Sembra uno scherzo del destino che  si dedichi alla cura di queste patologie, lei, che vive un rapporto conflittuale e sofferto con l’altro sesso.  La sessualità è il perno di questo diario “oscuro”: la ragazza riporta l’episodio relativo al suo ingresso nella pubertà, il suo primo rapporto sessuale, l’esser nubile. Come una pallina in un flipper la sua mente è sballotollata da una parte all’altra, caoticamente, violentemente, senza sosta,ma con una lentezza quasi snervante. Il ritmo dei suoi pensieri è rallentato; ogni parola si prende il tempo necessario ad una goccia di pioggia per raggiungere dal cielo la terra,ogni parola cade insieme alle altre. Ciò si riflette in una mancanza di punteggiatura, di pause, di rispetto delle regole. Nella mente della dottoressa vigono altre leggi e la sua essenza interiore scorre sulle pagine come un fluido che non può esser frammentato. “Gutta cavat lapidem” dicevano i latini. La goccia scava la roccia.  Così il lavorio notturno della mente scava lentamente la corazza interiore e fa fuoriuscire la vera natura fragile della protagonista; una natura tormentata, traumatizzata. Come le nuvole partoriscono gocce di pioggia anche la giovane imparerà a mettere al mondo le sue lacrime represse. Boudjedra, in poco più di cento pagine,ci fa penetrare nella selva oscura di un’anima esasperata e senza amore,dilaniata dalla solitudine. Non mi sento di consigliarne la lettura a tutti:” La pioggia” è un libro per chi non ha paura di toccare l’abisso, di camminare all’ombra di un cuore spento, di perlustrare gli anfratti di una profonda tristezza. Se siete dei “grammar nazi” e rischiate di svenire a ogni virgola fuori posto, non accarezzate nemmeno la copertina di questo libro; idem se siete alla ricerca di una lettura spensierata. La pioggia è pane per i denti degli amanti dell’introspezione psicologica,capace di amputare qualsiasi elemento reale e di fisicità  e del genere confessionale.

Rachid Boudjedra è uno scrittore algerino di lingua francese (n. Aïn-Beïda 1941). Attivo in gioventù nel Fronte di liberazione nazionale, sin dai primi romanzi ha affrontato il tema dell’abuso di potere nella vita politica, religiosa, sociale, sessuale e familiare (La répudiation, 1969; Le vainqueur de coupe, 1981). Ha pubblicato anche due raccolte di liriche: Pour ne plus rêver (1965) e Greffe (1983). Tra le altre opere: Le désordre des choses (1991); Fils de la haine (1992); Timimoun (1994); Fascination (2000); Les funérailles (2003; trad. it. Cerimoniale, 2004);Hôtel Saint Georges (2007).

Da confino politico per gli antifascisti a set cinematografico per una web serie

in Cultura

Presentazione web serie SUASION

Il Centro Agricolo di Pisticci, già confino politico in cui il fascismo esiliava artisti, politici e religiosi, è diventato set cinematografico per la prima web serie lucana – Suasion – prodotta dalla associazione culturale Allelammie.
La produzione è in partenariato con il Consorzio Concreto e il Consorzio Mille Piani nel progetto “Basilicata Ghost Stories”- Periferie Urbane / Settore Cinema con il sostegno del Mibac e di Siae per l’iniziativa “S’Illumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”
Giovedi, 16 maggio 2019, alle ore 20:30 in via Pompeo Borra (pittore confinato) in Centro Agricolo di Pisticci saranno presentati i primi episodi della serie realizzati da Vincenzo D’Onofrio con il team creativo composto da Federico Giannace, Gabriel Lufrano e Giuseppe Marzovilli.
La serie è composta da 4 puntate ed è stata realizzata nel mese di dicembre 2018. Ha interessato il territorio di Pisticci e di Potenza coinvolgendo decine di giovani under 35 nell’ esplorazione della valorizzazione delle pluralità e delle diversità, dall’inclusione alla coesione sociale.
Giovedi, sarà una occasione significativa di incontro e confronto con gli artisti, gli operatori e i cittadini tutti sulle emergenze delle aeree periferiche e sulla necessità di integrazione culturale.
Nelle periferie di Bucaletto a Potenza e nel Centro Agricolo di Pisticci sono stati avviati, già nei mesi di agosto fino a novembre 2018, incontri per attività di “mentoring” con esperti di architettura, di antropologia, con sociologi ed esperti di comunicazione che hanno “preparato” i contesti di riferimento a partecipare ai laboratori creativi dove giovani artisti under 35, vincitori di una call nazionale, si sono misurati con i residenti delle aree “periferiche” per la individuazione e la relativa stesura di soggetti e di sceneggiature.

Per tutte le altre informazioni
www.ghoststories.it

Un nuovo lavoro: la giornalpittrice. Breve storia di Molly Crabapple.

in Una finestra sul Mondo
Aleppo bombardata in un dipinto/cronaca di Molly Crabapple

Tutti noi sappiamo che questo mondo è in continua, vorticosa evoluzione e se da questa parte dell’oceano le cose procedono velocemente, dall’altra addirittura corrono all’impazzata verso il futuro e l’innovazione.

Anche nel settore del lavoro molte antiche e nobili professioni, pur resistendo all’usura del tempo, hanno perso e perderanno ancora molto del loro smalto, lasciando spazio ad altri lavori, magari svolti con lauree simili, ma in contesti completamente diversi.

Dall’America, terra da cui abbiamo già importato i bloggers e gli youtubers, ci arriva l’idea, la proposta di una nuova professione: quella di giornalpittore.

In particolare, a far diventare nota ed importante questa nuova professione a scavalco tra cronaca ed arte, è stata Molly Crabapple, una bella, intelligente e volitiva ragazza di New York che espone niente po’ po’ di meno che al famosissimo MOMA (Museum of Modern Art della Grande Mela).

Molly (che in realtà si chiama Jennifer, ma ha sempre odiato il suo nome di battesimo) ha avuto una vita sulla quale volentieri si girerebbe un film: bambina affetta da disturbo oppositivo-provocatorio, ha con difficoltà terminato le superiori. Vissuta a Parigi per un certo periodo, modella di nudo e ballerina di burlesque, ha fatto del disegno, dell’illustrazione, della pittura la sua vita, dando però a questa bella professione un taglio di vivacità e di dinamismo fuori dal comune.

Infatti, Molly, con i suoi disegni, dal vivo o tramite sms fortunosamente inviati a lei da amici che le scrivono da zone di guerra o inaccessibili alla carta stampata, ha descritto realtà dure e giornalisticamente molto interessanti come Guantanamo, come il movimento di Occupy Wall Street, come la guerra in Siria e come le roccaforti dell’ISIS.

Giornalista, quindi, donna impegnata politicamente, sicuramente, ma anche e soprattutto grande artista, se è vero come è vero che molti critici hanno accostato le sue opere grafiche a grandissimi del passato come Peter Bruegel il Vecchio o addirittura Henry de Toulouse-Lautrec o ad artisti più moderni come Fred Harper.

Una giornalista, un’intellettuale ‘malgré soi’, una pittrice e una disegnatrice che sicuramente incontreremo ancora nel panorama artistico mondiale dei prossimi trent’anni.

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