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Cultura - page 13

Da Carlo VIII alla Giuditta di Lucas Cranach: l’intramontabile eleganza del cappello

in Cultura/La Grande Bellezza

Negli ultimi mesi , passeggiando per la città , ci siamo imbattuti più e più volte ad osservare le vetrine dei negozi e tra una seduta di bellezza ed una inevitabile e lunga attesa, abbiamo sfogliato alcune riviste.

Ebbene, è stato quasi impossibile non notarlo: l’accessorio più discusso della fredda stagione è stato sicuramente il cappello .

Di questo accessorio, vezzoso ed eclettico, tutti ne rimangono affascinati e almeno una volta c’è chi desidera  provarlo.

A tesa larga, bicolore, retrò, questo intramontabile accessorio dà un twist in più al nostro look.  Le leggende sulla nascita del cappello si perdono nella notte dei tempi. Anch’esso, come molte invenzioni dell’uomo, nasce da una necessità di tipo pratico come ripararsi dal freddo, dalla pioggia, dal sole, fino a diventare un accessorio glamour che fa tendenza.

Diffusosi verso la prima metà del Quattrocento, pare che il primo a sfoggiarne uno fu il re di Francia Carlo VIII in occasione di una visita all’allora Vicarius Cristii, papa Alessandro VI. Poco più tardi, nientemeno, ritroviamo un presunto ritratto del figlio del papa, Cesare Borgia, dipinto da Altobello Melone, raffigurato con un cappello con un pendente da tendaggi. Capo seducente che non passa inosservato, manufatto dai diversi significati, il cappello ha acquistato un valore estetico ma anche socio-storico.

Dal rinascimento ai nostri giorni , è stato soggetto-oggetto di fantasiosa creazione nel campo dell’arte grafica , pittorica, plastica.

Nelle opere classiche alludeva al rango di appartenenza, ma dal Seicento in poi diviene protagonista dell’arte pittorica.

Basti osservare la Giuditta con la testa di Oloferne di Cranach, gli autoritratti di Van Gogh o le dame raffigurate da Renoir e Manet.

Oggi questo accessorio si esprime in una moltitudine di modelli .

Per chi ama uno stile retrò ci sono i berretti alla francese , per i più sportivi cappellini di lana con pompon o brimmed, il modello maschile, fino ai poco sobri cappelli di pelliccia tipici delle guardie inglesi.

A seconda dei modelli è possibile creare degli outfit cool. Proprio per la sua caratteristica eccentrica, gli esperti consigliano abbinamenti sobri come cappotti di lana , skinny jeans o per i più rock, leggins in ecopelle.

Per chi, invece, preferisce uno stile più elegante e chic , non potrà far a meno di indossare un bowler hat , il cappello a bombetta ispirato alla moda del XIX secolo .

Non ci resta che dar sfogo a quel pizzico di egocentrismo che insito in tutti  noi e ‘’tanto di cappello’’ a  questo accessorio  must have .

 

Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 2)

in La Grande Bellezza

Se si apre il motore di ricerca Google, cade immediatamente all’occhio come tra le più gettonate ricerche ci sia proprio ‘’ come-applicare-le-ciglia-finte’’. Chi non vorrebbe quel seducente e languido sguardo da cerbiatto? Iniziamo innanzitutto con elencare quali sono le ciglia finte più facili da applicare.

La prima caratteristica che devono avere è quella dell’attaccatura sottile e molto flessibile.  Anche se si acquistano false lashes di marche costose o modelli dall’effetto strong, se l’attaccatura è spessa o troppo rigida , potrebbe irritare gli occhi sensibili oltre ad essere di difficile applicazione e dare un effetto pesante che tende a chiudere l’occhio e a rimpicciolirlo. Sul mercato ce ne sono di svariate tipologie : di pelo di visone , di capelli veri , sintetiche , a ciuffetti , intere , effetto naturale o effetto drag queen con piume ,brillanti o strass.Step 1: incurvare le ciglia naturali con un piegaciglia e pettinarle con uno strato di mascara cosi da creare una solida base sul quale saranno posizionate le ciglia finte.

Step 2: Non tutti abbiamo occhi da manga giapponesi, per questa ragione ci armeremo di forbici e dopo un’accurata misurazione sul nostro occhio , elimineremo l’eccesso di ciglia .

Step 3: passare una sottilissima linea di colla professionale per il make-up sul bordo delle false lashes tenendo in maggior considerazione i bordi e attendere all’incirca 30 secondi per far asciugare l’adesivo.

Step 4: se le ciglia finte che avete scelto sono intere, iniziate ad applicarle dal centro dell’occhio aiutandovi con una pinzetta. Se ,invece, avete scelto quelle individuali ( a ciuffetti) applicatele una per una solo nella parte finale dell’occhio se desiderate un effetto allungato.

Forse, ancor più importante delle ciglia finte che compriamo, è la scelta della colla stessa. La più famosa ed utilizzata dai make-up artist e dalle youtubers è la colla Duo, acquistabile da Sephora, MAC oppure online per un costo che varia dai 7 ai 12 euro per14 grammi di prodotto.  Un’altra validissima colla , probabilmente il dupe economico della Duo , è la Frame for Frame della Essence ( marchio low cost tedesco) al costo di 2,99 per 5 ml di prodotto.

La nittitazione, ossia l’atto involontario ( o volontario?) dell’ammiccare è sicuramente un dono innato, ma non temete,  come la migliore delle arti la si perfeziona con la pratica. Armiamoci di colla , ciuffetti individuali o no che siano e avanti tutta con lo charme .

 

Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 1)

in La Grande Bellezza

Quanti di noi credono ancora oggi all’amore a prima vista, a quel primo, puro e magico istante di ammiccamento fatale? Amore a prima vista è il titolo di un film del 1999 del noto regista napoletano Vincenzo Salemme, che narra la storia di un simpatico boss della ‘’Bella Napoli’’ di professione playboy che un bel giorno, mentre corre in un parco con le sue fidatissime guardie del corpo, si innamora a primissima vista di un uomo, per giunta  un maggiore dei carabinieri, Fortunato Cipolletta.

Una storia esilarante che marca fin dal primo istante il potere di uno sguardo. E noi questo lo sappiamo molto bene. Sarà questa la ragione di cotanta fatica a volere esaltare fino all’esasperazione i nostri sguardi ?

Le donne, poi, ne sono avvantaggiate avendo a loro disposizione molteplici strumenti. Tra questi magici strumenti di seduzione, probabilmente , le più notevoli sono le ciglia. Lunghe, colorate, nerissime, a ventaglio ma soprattutto finte, da sempre le ciglia sono un elemento di bellezza e seduzione.

Nel corso dei secoli, l’attenzione per questa determinata parte del viso è stata mantenuta ed reinterpretata in modo sempre diverso.  In Egitto, gli uomini mettevano in risalto le ciglia con Kohl e unguenti che servivano a scurirle e fungevano anche da scudo protettivo dai forti raggi solari. Le donne egizie,invece, utilizzavano la malachite sulle ciglia perché credevano che avesse anche una funzione afrodisiaca. Nell’antica Roma le ciglia andavano di moda lunghe e incurvate. Le ricche matrone utilizzavano il kohl e il sughero bruciato per scurirle. Si racconta che il filosofo Plinio il Vecchio avesse sostenuto in alcuni suoi scritti che un’eccessiva attività sessuale , portasse alla caduta delle ciglia, cosi che, da quel momento , le donne avessero iniziato ossessivamente a prendersene cura cosi da dimostrare la loro castità. Che dire, un’ossessione antica giunta fino ai nostri giorni, fino alla nascita dell’extesion per occhi.

Nel 1916 , un regista americano, D.W. Griffith, decise di utilizzare sull’attrice protagonista del suo film ‘’Intolerance’’ le prime extension fatte con ciglia umane. Create grazie all’aiuto di un produttore di parrucche, ebbero un grande successo. Purtroppo Griffith non pensò a brevettare la sua idea e molti altri se ne arrogarono la paternità. Infatti, nel 1927, Maksymilian Fedorowicz, un polacco molto conosciuto in Italia con il nome di Max Factor, realizzò delle extension per Phyllis Haver, protagonista del musical ‘’Chicago’’.

Agli inizi del ‘900 i film erano muti e si necessitava esaltare maggiormente  l’aspetto esteriore degli attori. Inizialmente venivano realizzate soltanto con un filo e una sorta di frangia, ma non avendo molta resistenza nel tempo, apparivano adatte solo al mondo dello spettacolo.  Solo all’inizio degli anni ’50 furono immesse sul mercato le prime extension in striscia e immediatamente divennero un elemento immancabile per il trucco quotidiano di ogni donna.

Oggi il trattamento ha maggiore diffusione in Asia , dove le donne hanno ciglia molto corte di natura. Shu Uemura, un importantissimo make-up artist giapponese e fondatore della Shu Uemura International Cosmetics, nel 2003 creò le extension con la tecnica 1 ad 1 usando il pelo naturale del visone. La prima donna che ebbe l’onore di indossarle fu Madonna.

All’inizio il trattamento dell’extension alle ciglia era molto costoso , ma con il tempo il metodo e i materiali hanno subito cambiamenti e miglioramenti cosi da diventare in breve un trattamento alla portata di tutte. Venne sostituito il pelo di visone con ciglia artificiali create in poliestere abbassando così il costo di produzione.

 

 

Pelle di serpente o pelle alla Cleopatra ? Il latte d’asina come rimedio

in Cultura/La Grande Bellezza

Sapore di sale , sapore di mare, che hai sulla pelle… l’estate è ormai finita e della bella stagione non ci resta che un bel conto salato. La nostra pelle è più simile a quella di un alieno o di un rettile che a quella di un essere umano?

Molte sono le aggressioni che la nostra epidermide subisce durante l’estate: sole, vento, salsedine, temperature roventi, ecc.  Il risultato sarà una pelle secca, spenta, opaca e segnata.

Per quanti volessero rimediare ai danni dell’estate e per tutti quelli che vogliono prepararsi alla nuova stagione invernale, ecco piccoli trucchi per donare nuova salute alla pelle.

Primo consiglio, trattare ogni parte del corpo in modo specifico. Il sole e gli altri agenti atmosferici colpiscono la nostra pelle in modo diverso a seconda delle zone esposte e della resistenza dell’epidermide. Ogni parte del corpo dovrà esser trattata con specifici prodotti.

Il viso, per esempio, è quello più esposto agli agenti esterni, sia d’inverno che d’estate. Dovrà esser trattata con creme che assicurino elasticità ,idratazione e che non siano troppo aggressivi. Anche per i capelli gli agenti atmosferici influiscono sulla vitalità.

L’esposizione ai raggi del sole schiarisce i capelli creando quell’effetto sun-kissed così apprezzato da esser imitato anche dai prodotti di bellezza e dai trattamenti professionali. Oltre a ridurre il livello di melanina scolorendo la chioma , il sole desquama il fusto del capello esponendolo a rottura e opacità. Fondamentale dopo la bella stagione, è la reidratazione delle zone danneggiate. Si necessita di impacchi di oli naturali quali semi di lino o di karité , balsami, maschere ma anche una giusta dieta equilibrata. Attenzione agli shampoo : quando si crea molta schiuma potrebbero essere aggressivi. Se i capelli sono  sfibrati , limitare tinte, permanenti e stirature.

Fin dall’antichità era considerato un elisir di bellezza, un momento di piacevole cura del corpo , fare il bagno nel pregiatissimo latte d’asina, destinato esclusivamente ai ceti più alti della società, che permetteva di avere una pelle vellutata e morbida. Fu Cleopatra , la regina più nota dell’antico Egitto, a lanciarne la moda. Si narra, che per assicurarsi un immersione in questo prezioso liquido, Cleopatra avesse allestito delle scuderie con oltre settecento asine.

Un’altra nota utilizzatrice del latte d’asina fu Poppea, moglie di Nerone  e poi ancora Paolina, sorella di Napoleone. Per fortuna oggi giorno troviamo questo pregiatissimo ingrediente in molte delle nostre creme per il corpo e per il viso , prodotte soprattutto dalle case cosmetiche biologiche. Se avessimo dovuto anche noi allestire un esercito per far risplendere la nostra pelle , avremmo dovuto comprare delle stalle prima di ogni cosa.

La pelle è una parte fondamentale del nostro corpo. Dal suo stato misuriamo la nostra forma fisica ed estetica. E’ il termometro delle nostre trasformazioni, specchio dei nostri cambiamenti, è la spia d’allarme dei nostri trasalimenti. È nostro dovere prendercene cura!

Latex liquido e sangue finto per un Halloween da brividi

in Cultura/La Grande Bellezza

Le streghe hanno cessato di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle, diceva Voltaire ma, come tradizione vuole, stanno tornando.

Quanti di noi sono già pronti per questo 31 ottobre?

Festività anglosassone, Halloween  trae le sue origini da ricorrenze celtiche, poi diffusasi anche in altri paesi del mondo con varie caratteristiche come sfilate in costume e formulette ricattatorie: dolcetto o scherzetto?

 

Caratteristica della festa è la simbologia legata al mondo della morte e dell’occulto. Alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona (dea dei frutti e dei semi) o nella festa dei morti chiamata Parentalia ( festività romana che si celebrava ogni anno in onore dei defunti della propria famiglia ). Molto probabilmente il nome deriva dall’antico irlandese e significa ‘’ fine dell’estate’’.

L’usanza del travestirsi risale al medioevo e si rifà alla pratica dell’elemosina, quando la gente poteva andare porta a porta la notte di Ognisanti e ricevere cibo in cambio di preghiere.Come spesso si legge nei racconti o si può notare nelle trasposizioni cinematografiche questa misteriosa tradizione è legata alla famosa leggenda dell’irlandese Jack , un fabbro astuto ed ubriacone che scacciato sia dal paradiso che dall’inferno , una volta l’anno vaga senza tregua alla ricerca di un rifugio , accompagnato da una lanterna  a forma di zucca.

Anglosassone o no che sia , questa festività ormai è celebrata in tutto il mondo. Un vero e proprio business si cela dietro, dai costumi al makeup. I più grandi brand  della cosmesi organizzano persino dei corsi per poter riprodurre dei makeup d’effetto.

Chi, per esempio, vorrebbe assomigliare per una notte ad un personaggio di The walking dead trasformandosi in uno zombie?  La figura del nostro caro e simpatico vampiro, è superata da tempo.

C’è chi dimentica lo stile da diavoletta sexy poiché  la notte dei non-morti è creata proprio per spaventare. Un prodotto fondamentale per ricreare tagli e squarci sulla pelle è il latex liquido. Occorrono velina, una palette di ombretti  e l’immancabile sangue finto.

Una volta steso il latex liquido nella zona interessata, attaccate dei piccoli pezzettini irregolari di velina così da ricreare l’effetto pelle squarciata. Creato lo squarcio, incipriate il tutto con una cipria in polvere libera. Colorate con ombretti sulle tonalità del marrone e del borgogna (sempre matte) per un effetto ematoma.

Step finale : sangue finto per un effetto ancora più splatter e reale.

Per chi non avesse tempo ed energie, invece, ecco alcuni suggerimenti, idee e must-have indispensabili.

Volete sembrare delle streghe seducenti? Scatenate il vostro lato oscuro lasciando che la  cattiva ragazza che è in voi prenda iniziative con misteriose sfumature perfettamente abbinate ad un rossetto nero. Indossate uno smalto scuro che si illumina al buio con tonalità fluorescenti ed il gioco è fatto. Il velo che divide il mondo dei vivi da quello del soprannaturale sta per calare.

Contouring: legittima aspirazione alla perfezione o rinuncia alla propria autenticità?

in Cultura/La Grande Bellezza

Sarà capitato a tutti noi, almeno una volta, aver  sentito parlare di contouring? Sicuramente sì.

Non c’è rivista, cartellone pubblicitario, casa cosmetica che non ne parli . Ormai, sembra proprio essere l’ossessione sia di donne che di uomini per raggiungere la perfezione.

Potrebbe sembrare un’abilità circense ma in realtà si tratta di una tecnica professionale di make-up per migliorare la forma del viso, donare tridimensionalità , correggere difetti come doppio mento , nasi troppo larghi, leggermente gobbi o mascelle troppo ampie e squadrate alla Arnold Schwarzenegger.  Diventata nota a tutto il mondo , questa tecnica è stata lanciata da Mario Dedivanovic , il famoso make-up artist di Kim Kardashian.

Molto probabilmente, a causa del re del contouring  e alla sua maestria nel giocare con i chiaroscuri del volto, le richieste di chirurgia plastica siano in notevole calo.

Nell‘arte , i pittori plasmano le forme attraverso i chiaroscuri, per il make up vale la stessa regola. Apelle, uno dei più grandi pittori del IV sec. a.C., a detta di Plinio (nat.hist XXXV,79) superò tutti quelli che lo avevano preceduto e quelli che vennero dopo di lui grazie all’utilizzo del chiaroscuro( Plin. XXXV,94).

Pareva sempre, a dir di Plinio, che nell’Eracle avesse fatto si che la pittura mostrasse del suo viso più di quanto promettesse. Cosi come Apelle, anche Dedivanovic vuole raggiungere l’armonizzazione del volto attraverso il chiaroscuro. È possibile creare illusioni ottiche modificando i volumi del viso attraverso due procedimenti: contouring ed highlighting.

Il contouring , che  letteralmente significa contornare , si utilizza per scolpire creando delle ombre, magari su volumi eccessivamente ampi come visi paffutelli , lunghi o fronti troppo alte. L’highlighting , al contrario , è la tecnica che da luce e volume al volto.

L’obiettivo è donare al viso una forma simmetrica e ovale.  Immaginiamo il nostro viso come una cera da scolpire.  Primo step è creare una base perfetta.

Si inizia sempre con un fondotinta che copre ed uniforma  fino quasi ad appiattire il naturale effetto 3D del volto rendendolo una tela bianca , proseguendo successivamente  con lo  sculpting ( l’arte di scolpire) attraverso toni freddi, opachi , mai aranciati o glitterati.

Il segreto è sfumare tantissimo per evitare l’effetto mascherone alla Cleopatra. Per le meno esperte sarebbe opportuno prima sperimentare a casa, ma se proprio si è impazienti, questo è il periodo giusto per apprendere la tecnica del contouring…male che vada halloween è alle porte.

A ognuno la sua forma: le sopracciglia come cornici del volto

in Cultura/La Grande Bellezza

Giorgio Vasari , storico dell’arte italiana cinquecentesca ,descriveva la peluria delle sopracciglia magnificamente dipinte della Gioconda, forse in preda ad una visione, ma ,ahimè, la povera Lisa Gherardini ne era quasi completamente priva; ella evidentemente, nulla faceva per rimediarvi nonostante i segreti per truccarle fossero ben più risalenti rispetto alla sua epoca.

Le donne greche le mettevano in risalto e le scurivano con del carbone o con l’antimonio, un semimetallo noto ed utilizzato sin dall’antichità ( antecedente al 3000 a.C.) sia come medicamento che per truccare gli occhi.  Avere sopracciglia lunghe e scure era sinonimo di forte carattere. Anche le donne romane ne erano esperte. Allungavano e scurivano le sopracciglia, proprio come si fa oggi, con l’aiuto di un bastoncino sottile su cui veniva posto del carbone , una mina di piombo o un composto speciale creato grazie alle formiche abbrustolite.

Le sopracciglia  sono le vere e proprie cornici del viso, sono ciò che danno espressione. Ecco perché , probabilmente, il nostro Leonardo non evidenzia le sopracciglia di Mona Lisa, affinché   il suo sguardo, unitamente al sorriso abbozzato , renda il ritratto più enigmatico. Cambiando il disegno del loro arco cambia anche lo sguardo e l’espressione del volto. Quelle sottili danno un’aria elegante ma se troppo curate sembrano poco naturali. Troppo dritte appiattiscono lo sguardo rendendolo artefatto . Le folte ringiovaniscono il viso.

La forma più adatta? Dipende dalla grandezza degli occhi e del viso. Gli occhi grandi hanno bisogno di sopracciglia folte , quelli piccoli invece possono essere messe in risalto con sopracciglia più sottili e sinuose. Si ricorre anche ad una serie di stratagemmi a seconda delle proprie problematiche.

Chi ha occhi vicini può sfoltire la parte centrale cosi da farli sembrare più distanti. Occhio però : tra naso e l’attaccatura del sopracciglio deve esserci massimo un centimetro di distanza. Un viso tondo deve creare angoli , disegnando le sopracciglia ad ali di gabbiano mentre un viso squadrato richiederà una forma più morbida e tonda.

L’importante è non stravolgere mai la forma naturale. Sfoltire sempre la parte inferiore e mai quella superiore.

Strumento ideale? La pinzetta.

Da sconsigliare la ceretta soprattutto per le meno giovani. La pelle dell’arcata sopraccigliare è molto delicata. L’uso frequente della ceretta può far indebolire i tessuti con conseguente pericolo di pelle cascante con il passare del tempo.  Un ottimo alleato naturale per infoltirle è proprio l’olio di ricino che stimola la crescita non solo di sopracciglia ma anche di ciglia ed unghia. Come capire la forma che si addice più al nostro viso? Mai ispirarsi ai nostri idoli di bellezza e di stile cadendo nel tragico errore della simulazione.

La forma giusta è quella che ci ha dato madre natura. Le modifiche e i miglioramenti devono essere una questione di calcolo.

Chi ricorda ancora le lezioni di disegno tecnico?

Tirate fuori la vostra matita per occhi e buon lavoro.

 

L’occhio come protagonista: dal nude al metal per uno sguardo più audace

in La Grande Bellezza

“The winter is coming“

recita il motto di una nota serie tv statunitense: Game of thrones e con esso arriva anche quell’irrefrenabile voglia di cambiamento soprattutto sui nuovi trends di bellezza.

Questo autunno-inverno lo sguardo sarà il protagonista indiscusso con un twist in più : l’ombretto.

Da portare pieno e voluttuoso su tutta la palpebra, seguendo il trend del bordeaux , del nude o dei colori del bosco con decise linee total black.

Lo sguardo si posiziona al primo posto nell’olimpo del makeup grazie al ritorno dell’ombretto. Il trend lo suggerisce pieno e abbondante su tutta la palpebra mobile.

I più gettonati sono il classico nude , il bordeaux, il blu elettrico , l’oro e l’argento in version metal e i colori del bosco. Ancora preponderanti i colori vitaminici del rosso o del viola per dimenticarsi della fredda stagione invernale in arrivo. O Per le più audaci il trend suggerisce labbra dark con un ombretto pescato luminoso.

Una stagione combattuta tra chiari e scuri, le texture matte e brillanti , le belle e le dannate , il romanticismo e l’oscuro.

Rimangono sulla scena due classici intramontabili : il lipstick rosso e l’eyeliner da indossare da soli o insieme a seconda dell’effetto che si vuol ottenere.

L’autunno è alle porte: non ci rimane che osare.

 

Nasce ” La grande bellezza”, la nuova rubrica storico – culturale sulla bellezza di ieri e di oggi.

in Cultura/La Grande Bellezza

Benvenuti ne La Grande Bellezza, una rubrica storico – culturale sulla bellezza di ieri e di oggi.

Dal mondo antico a quello attuale, tantissimi saranno i consigli di stile attraverso un excursus storico ricco di aneddoti e curiosità.

La Grande Bellezza sarà il vostro mantra, una guida che  vi aiuterà a non commettere più errori prendendovi correttamente cura di voi stessi.

In caso di dubbi non esitate a contattare il vostro spirito guida, sempre pronto a rispondere a tutte le vostre domande e curiosità sia di donne che di uomini poiché la bellezza non ha sesso e regna per diritto divino.

“Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d’aprile. Quando lo si incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo di una statua                      (E. Pound)”.

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