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La Grande Bellezza - page 2

Il mito della giarrettiera rossa: l’accessorio portafortuna da indossare l’ultima notte dell’anno

in Cultura/La Grande Bellezza

Anche questo 2015 sta per terminare e, come di consueto, stiamo già facendo il conto alla rovescia per dare il benvenuto al nuovo anno. Il momento di passaggio è solitamente accompagnato da tradizioni ed usanze che si tramandano da generazioni.

Nessun San Silvestro può dirsi completo senza parlare delle superstizioni e delle leggende che lo circondano. Siamo italiani e di superstizioni siamo maestri, ma anche nel resto del mondo, nell’ultima notte dell’anno non si scherza affatto. In Spagna, ad esempio, è tradizione mangiare dodici chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte per propiziarsi abbondanza di cibo per l’anno nuovo.
In Brasile ci si veste tutti di giallo, il colore dell’oro, del sole e della luce.
In Inghilterra , la notte di San Silvestro, i sudditi della Regina si divertono partecipando a diversi giochi, come pescare con le mani della frutta secca che galleggia su di un liquore infiammato , o mangiare una mela sospesa ad un filo. Insomma, una rivisitazione british del film cult ‘’ Il tempo delle mele’’.
Ma una tradizione diffusasi in tutto il mondo è sicuramente quella del bacio sotto il vischio. La leggenda risale addirittura al tempo dei Celti. Baciarsi sotto un ramoscello di vischio porta fortuna perché era la pianta sacra a Friggia , un’antica Déa della mitologia nordica e sposa di Odino.
Potremmo iniziare con l’appendere del vischio aspettando che la nostra preda ci capiti sotto prima di iniziare a rendere onore a tutte le nostre restanti tradizione del 31 dicembre.
Tra una portata di lenticchie e cotechino e antipastini di baccalà fritto, non dimentichiamo di indossare qualcosa di nuovo e di rosso.
È un modo tradizionale per dare addio al vecchio anno e il benvenuto con tutti gli auspici a quello nuovo.  Ma qual è l’origine di questa usanza? A quanto pare la tradizione nasce in Cina. Nel simbolismo orientale il rosso è il colore dell’augurio, della buona sorte, un vero e proprio portafortuna.
Un altro filone di pensiero farebbe risalire questa tradizione al 31 a.C. al tempo di Ottaviano Augusto. Infatti , in occasione del Capodanno romano,  le donne e gli uomini che indossavano qualcosa di rosso,  rappresentavano il potere, il cuore, la salute e la fertilità. E qual è il miglior modo possibile per rendere onore a questa  tradizione se non indossando un accessorio  glamor come la giarrettiera rossa?
Di pizzo , di seta, di raso , la giarrettiera è l’accessorio più indossato a cavallo del nuovo anno dal gentil sesso. Storicamente l’episodio che definisce la nascita ufficiale della giarrettiera risale al 1400 quando ad un ballo di corte  alla contessa di Salisbury scivolò via la giarrettiera ed Edoardo III d’Inghilterra riposizionandola pronunciò la celebre frase ‘’se ne vergogni chi ne pensa male’’.
Comunque la si guardi, il comune denominatore è il colore rosso, una sorgente di energia, forza e fortuna. Tutte caratteristiche che ci auguriamo di trovare nell’anno che viene.

Look luminescente per un Natale eminente: consigli cool per la festività più attesa dell’anno

in La Grande Bellezza

We Wish You a Merry Christmas , We Wish You a Merry Christmas…

Con questo tradizionale canto natalizio inglese antico di ben cinquecento anni, con Rudolph , la renna dal naso rosso, le ghirlande di agrifoglio , gli alberi decorati , le caldarroste mangiate all’aperto, e ovviamente Babbo Natale, la festività più bella dell’anno è ormai alle porte.

Tra un regalo e l’altro , non avete avuto il tempo di pensare ad elegante look natalizio da sfoggiare?
Ecco qui alcuni consigli .
C’è una ragione per la quale amiamo cosi tanto gli alberi di natale e le stringhe di luci intorno alle nostre case: fanno sembrare tutto cosi bello ed iridescente. Perché non rendere tale anche il nostro viso?
Partiamo da un make-up dall’effetto glow.
Quante volte si resta affascinati osservando le foto di celebrities e modelle, dai loro visi cosi radiosi , dalla loro pelle che irradia luminosità e freschezza da tutti i pori?
Non preoccupatevi, è solo un effetto wet, un effetto bagnato defaticante facilmente ottenibile con un comunissimo illuminante.
Tra i più famosi illuminanti ci sono sicuramente -Mary-lou Manizer di The balm, in polvere (prezzo 16,90 da Gardenia e Limoni), -Albatros di Nars, in polvere ( prezzo 30,50 da Sephora) , il Soft and Gentle di MAC ( prezzo 29,50) o altri low cost come lo Stay Gold di Pupa (prezzo 14,50) . Da applicare sull’arco di cupido , arcata sopraccigliare , sul dorso e sulla punta del naso e appena sopra gli zigomi.
L’effetto glowy, però, iper luminoso e scintillante, può non essere adatto a  tutte. Se si ha una pelle misto/grassa e pori dilatati, la luminosità naturale del viso metterebbe già in risalto le zone del volto colpite dalla luce, cosi che potrebbe essere un errore aggiungere un’ulteriore luminosità.
Per gli occhi il trend consiglia ombretti iridescenti, luminosi con glitter dorato, nero o color pavone: perfetto per una serata glamour.
Per le meno audaci si può sempre rimaner nel porto sicuro della sobrietà sfoggiando un classico ed intramontabile eye-liner abbinato ad un rossetto rosso.
Inoltre , quale miglior cenno alle vacanze di un manicure francese rivisitata con versioni luminescenti di colori oro, argento o copper? Un extra scintillio che accompagna ogni gesto.
E i capelli? La coda di cavallo potrebbe essere la vostra pettinatura giornaliera ,ma sarete stupiti di come si può tranquillamente giocare con il look.
Roy Teeluck, proprietario di un salone ed esperto stilista di New York raccomanda : Un bel tocco finale è quello di tirare una ciocca di capelli dalla coda di cavallo e portarlo in giro per l’elastico. Il look di natale non è davvero natalizio se non si ha qualcosa che luccichi.
Dallo smalto ai capelli . Gemme rosse come il fuoco o trasparenti come gelidi ghiacciai vi daranno quel tocco chic che state cercando, una spilla sul petto o su di un foulard, darà al look un’aria indiscutibilmente aristocratica.
Ma quali sono i colori perfetti da indossare per le feste?
Con il Natale, il colore che viene subito alla mente è il rosso e, qualunque cosa abbiate scelto di indossare, un tocco di rosso non deve mai mancare. Che sia un rossetto o lo smalto sulle nostre unghie, il 25 dicembre il rosso comanda.
Se il rosso brillante è troppo audace con alcuni abbinamenti, si può sempre optare per una tonalità più scura che tende al bordeaux, colore protagonista di questo inverno.
Il verde scuro  dello stesso colore delle foglie dei nostri alberelli, donerà moltissimo a chi ha una chioma rosso fuoco.
Infine , le more osino con il trend white , come se foste anche voi dei soffici fiocchi di neve.

Assolutamente vietato durante le feste rifugiarsi nel look total black : almeno a Natale cedete alla tentazione del colore e del luccichio.

La Venere in pelliccia( rigorosamente ecologica)

in Cultura/La Grande Bellezza

All’incirca nella metà del 1500 ,  un noto pittore italiano, Tiziano Vecellio , artista innovatore e poliedrico, dipingeva la Venere allo specchio.

Nel quadro, la dea dell’amore e della bellezza, viene raffigurata in un ambiente lussuoso evidenziato da un tendaggio rosso, semivestita,con una opulenta pelliccia del color della passione a cingerla. L’immagine, è quella di una nobildonna veneziana del ‘500, il cui status sociale è certamente rappresentato da una pelliccia.
Cinquecento anni più tardi, lo status simbol rimane pressoché lo stesso. La pelliccia, entrata nell’armadio delle donne intorno alla metà del 1800, diventa un cult attraverso le dive hollywoodiane come Jean Harlow , sex simbol per eccellenza del cinema americano degli anni trenta o star come Marilyn Monroe ,le cui numerose foto la ritraggono avvolta in stole di pelliccia o in preziosi fur coat.
Agli inizi degli anni ottanta, la pelliccia era un capo ambito, un must have per la medio borghesia che finalmente assaporava il benessere. Le donne la ostentavano con tanta fierezza quanta superficialità. Non ci si soffermava a riflettere sui cadaveri che si stavano indossando.
Un vezzo probabilmente ancestrale che vede i suoi albori nelle abitudine delle donne di Neanderthal,antesignane della pelliccia, che facevano del look di certo una questione di conservazione piuttosto che di tendenza. Fortunatamente oggi , qualcosa è cambiato.
Già da qualche stagione è in voga il trend delle pellicce ecologiche : calde , morbide , maxi , sono perfette per ogni stile. Sono pellicce più disinvolte di quelle di ieri e indubbiamente meno costose.
Per il pubblico più giovane, sono state create piccole pellicce nei colori pastello, ispirandosi ai cartoni di My little pony.  Negli ultimi anni , un numero crescente di ragazze hanno iniziato ad indossarle nelle versioni più corte , rigorosamente finte e più contemporanee, diventando cosi un capo per le più giovani a differenza dei decenni passati.
Le eco-pellicce sono la soluzione ideale per un capospalla peloso , caldo e cruelty-free. Si sono diffuse sempre più e non hanno nulla da invidiare alle pellicce animali. Ne esistono di ogni tipo, diverse per colore, modello e per tutte le tasche, dai modelli dei grandi marchi di moda ( Fendi, Pinko,Chanel) a quelli più accessibili (Zara, H&M,Stradivarius). Come un virus virale incalzano ovunque finendo per diventar dettaglio persino di svariati accessori come colli , imbottiture, cinture, cappelli , rifiniture di giacche e borse, cappotti e scarpe.
La pelliccia ‘’ libera da crudeltà’’ è uno dei pezzi chiave della stagione invernale, specialmente se corta e abbinata a pantaloni di pelle o skinny jeans. Attenzione però : è uno dei capi più pericolosi di un guardaroba. Se non si ha un fisico longilineo ed un’altezza alla Serena Van Der Woodsen, il rischio di sembrare uno yeti è estremamente alto.
Non ci resta che prendere esempio dalla Venere di Tiziano abbandonandoci al giudizio del sempre crudele specchio e al buongusto.

Da Carlo VIII alla Giuditta di Lucas Cranach: l’intramontabile eleganza del cappello

in Cultura/La Grande Bellezza

Negli ultimi mesi , passeggiando per la città , ci siamo imbattuti più e più volte ad osservare le vetrine dei negozi e tra una seduta di bellezza ed una inevitabile e lunga attesa, abbiamo sfogliato alcune riviste.

Ebbene, è stato quasi impossibile non notarlo: l’accessorio più discusso della fredda stagione è stato sicuramente il cappello .

Di questo accessorio, vezzoso ed eclettico, tutti ne rimangono affascinati e almeno una volta c’è chi desidera  provarlo.

A tesa larga, bicolore, retrò, questo intramontabile accessorio dà un twist in più al nostro look.  Le leggende sulla nascita del cappello si perdono nella notte dei tempi. Anch’esso, come molte invenzioni dell’uomo, nasce da una necessità di tipo pratico come ripararsi dal freddo, dalla pioggia, dal sole, fino a diventare un accessorio glamour che fa tendenza.

Diffusosi verso la prima metà del Quattrocento, pare che il primo a sfoggiarne uno fu il re di Francia Carlo VIII in occasione di una visita all’allora Vicarius Cristii, papa Alessandro VI. Poco più tardi, nientemeno, ritroviamo un presunto ritratto del figlio del papa, Cesare Borgia, dipinto da Altobello Melone, raffigurato con un cappello con un pendente da tendaggi. Capo seducente che non passa inosservato, manufatto dai diversi significati, il cappello ha acquistato un valore estetico ma anche socio-storico.

Dal rinascimento ai nostri giorni , è stato soggetto-oggetto di fantasiosa creazione nel campo dell’arte grafica , pittorica, plastica.

Nelle opere classiche alludeva al rango di appartenenza, ma dal Seicento in poi diviene protagonista dell’arte pittorica.

Basti osservare la Giuditta con la testa di Oloferne di Cranach, gli autoritratti di Van Gogh o le dame raffigurate da Renoir e Manet.

Oggi questo accessorio si esprime in una moltitudine di modelli .

Per chi ama uno stile retrò ci sono i berretti alla francese , per i più sportivi cappellini di lana con pompon o brimmed, il modello maschile, fino ai poco sobri cappelli di pelliccia tipici delle guardie inglesi.

A seconda dei modelli è possibile creare degli outfit cool. Proprio per la sua caratteristica eccentrica, gli esperti consigliano abbinamenti sobri come cappotti di lana , skinny jeans o per i più rock, leggins in ecopelle.

Per chi, invece, preferisce uno stile più elegante e chic , non potrà far a meno di indossare un bowler hat , il cappello a bombetta ispirato alla moda del XIX secolo .

Non ci resta che dar sfogo a quel pizzico di egocentrismo che insito in tutti  noi e ‘’tanto di cappello’’ a  questo accessorio  must have .

 

Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 2)

in La Grande Bellezza

Se si apre il motore di ricerca Google, cade immediatamente all’occhio come tra le più gettonate ricerche ci sia proprio ‘’ come-applicare-le-ciglia-finte’’. Chi non vorrebbe quel seducente e languido sguardo da cerbiatto? Iniziamo innanzitutto con elencare quali sono le ciglia finte più facili da applicare.

La prima caratteristica che devono avere è quella dell’attaccatura sottile e molto flessibile.  Anche se si acquistano false lashes di marche costose o modelli dall’effetto strong, se l’attaccatura è spessa o troppo rigida , potrebbe irritare gli occhi sensibili oltre ad essere di difficile applicazione e dare un effetto pesante che tende a chiudere l’occhio e a rimpicciolirlo. Sul mercato ce ne sono di svariate tipologie : di pelo di visone , di capelli veri , sintetiche , a ciuffetti , intere , effetto naturale o effetto drag queen con piume ,brillanti o strass.Step 1: incurvare le ciglia naturali con un piegaciglia e pettinarle con uno strato di mascara cosi da creare una solida base sul quale saranno posizionate le ciglia finte.

Step 2: Non tutti abbiamo occhi da manga giapponesi, per questa ragione ci armeremo di forbici e dopo un’accurata misurazione sul nostro occhio , elimineremo l’eccesso di ciglia .

Step 3: passare una sottilissima linea di colla professionale per il make-up sul bordo delle false lashes tenendo in maggior considerazione i bordi e attendere all’incirca 30 secondi per far asciugare l’adesivo.

Step 4: se le ciglia finte che avete scelto sono intere, iniziate ad applicarle dal centro dell’occhio aiutandovi con una pinzetta. Se ,invece, avete scelto quelle individuali ( a ciuffetti) applicatele una per una solo nella parte finale dell’occhio se desiderate un effetto allungato.

Forse, ancor più importante delle ciglia finte che compriamo, è la scelta della colla stessa. La più famosa ed utilizzata dai make-up artist e dalle youtubers è la colla Duo, acquistabile da Sephora, MAC oppure online per un costo che varia dai 7 ai 12 euro per14 grammi di prodotto.  Un’altra validissima colla , probabilmente il dupe economico della Duo , è la Frame for Frame della Essence ( marchio low cost tedesco) al costo di 2,99 per 5 ml di prodotto.

La nittitazione, ossia l’atto involontario ( o volontario?) dell’ammiccare è sicuramente un dono innato, ma non temete,  come la migliore delle arti la si perfeziona con la pratica. Armiamoci di colla , ciuffetti individuali o no che siano e avanti tutta con lo charme .

 

Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 1)

in La Grande Bellezza

Quanti di noi credono ancora oggi all’amore a prima vista, a quel primo, puro e magico istante di ammiccamento fatale? Amore a prima vista è il titolo di un film del 1999 del noto regista napoletano Vincenzo Salemme, che narra la storia di un simpatico boss della ‘’Bella Napoli’’ di professione playboy che un bel giorno, mentre corre in un parco con le sue fidatissime guardie del corpo, si innamora a primissima vista di un uomo, per giunta  un maggiore dei carabinieri, Fortunato Cipolletta.

Una storia esilarante che marca fin dal primo istante il potere di uno sguardo. E noi questo lo sappiamo molto bene. Sarà questa la ragione di cotanta fatica a volere esaltare fino all’esasperazione i nostri sguardi ?

Le donne, poi, ne sono avvantaggiate avendo a loro disposizione molteplici strumenti. Tra questi magici strumenti di seduzione, probabilmente , le più notevoli sono le ciglia. Lunghe, colorate, nerissime, a ventaglio ma soprattutto finte, da sempre le ciglia sono un elemento di bellezza e seduzione.

Nel corso dei secoli, l’attenzione per questa determinata parte del viso è stata mantenuta ed reinterpretata in modo sempre diverso.  In Egitto, gli uomini mettevano in risalto le ciglia con Kohl e unguenti che servivano a scurirle e fungevano anche da scudo protettivo dai forti raggi solari. Le donne egizie,invece, utilizzavano la malachite sulle ciglia perché credevano che avesse anche una funzione afrodisiaca. Nell’antica Roma le ciglia andavano di moda lunghe e incurvate. Le ricche matrone utilizzavano il kohl e il sughero bruciato per scurirle. Si racconta che il filosofo Plinio il Vecchio avesse sostenuto in alcuni suoi scritti che un’eccessiva attività sessuale , portasse alla caduta delle ciglia, cosi che, da quel momento , le donne avessero iniziato ossessivamente a prendersene cura cosi da dimostrare la loro castità. Che dire, un’ossessione antica giunta fino ai nostri giorni, fino alla nascita dell’extesion per occhi.

Nel 1916 , un regista americano, D.W. Griffith, decise di utilizzare sull’attrice protagonista del suo film ‘’Intolerance’’ le prime extension fatte con ciglia umane. Create grazie all’aiuto di un produttore di parrucche, ebbero un grande successo. Purtroppo Griffith non pensò a brevettare la sua idea e molti altri se ne arrogarono la paternità. Infatti, nel 1927, Maksymilian Fedorowicz, un polacco molto conosciuto in Italia con il nome di Max Factor, realizzò delle extension per Phyllis Haver, protagonista del musical ‘’Chicago’’.

Agli inizi del ‘900 i film erano muti e si necessitava esaltare maggiormente  l’aspetto esteriore degli attori. Inizialmente venivano realizzate soltanto con un filo e una sorta di frangia, ma non avendo molta resistenza nel tempo, apparivano adatte solo al mondo dello spettacolo.  Solo all’inizio degli anni ’50 furono immesse sul mercato le prime extension in striscia e immediatamente divennero un elemento immancabile per il trucco quotidiano di ogni donna.

Oggi il trattamento ha maggiore diffusione in Asia , dove le donne hanno ciglia molto corte di natura. Shu Uemura, un importantissimo make-up artist giapponese e fondatore della Shu Uemura International Cosmetics, nel 2003 creò le extension con la tecnica 1 ad 1 usando il pelo naturale del visone. La prima donna che ebbe l’onore di indossarle fu Madonna.

All’inizio il trattamento dell’extension alle ciglia era molto costoso , ma con il tempo il metodo e i materiali hanno subito cambiamenti e miglioramenti cosi da diventare in breve un trattamento alla portata di tutte. Venne sostituito il pelo di visone con ciglia artificiali create in poliestere abbassando così il costo di produzione.

 

 

Pelle di serpente o pelle alla Cleopatra ? Il latte d’asina come rimedio

in Cultura/La Grande Bellezza

Sapore di sale , sapore di mare, che hai sulla pelle… l’estate è ormai finita e della bella stagione non ci resta che un bel conto salato. La nostra pelle è più simile a quella di un alieno o di un rettile che a quella di un essere umano?

Molte sono le aggressioni che la nostra epidermide subisce durante l’estate: sole, vento, salsedine, temperature roventi, ecc.  Il risultato sarà una pelle secca, spenta, opaca e segnata.

Per quanti volessero rimediare ai danni dell’estate e per tutti quelli che vogliono prepararsi alla nuova stagione invernale, ecco piccoli trucchi per donare nuova salute alla pelle.

Primo consiglio, trattare ogni parte del corpo in modo specifico. Il sole e gli altri agenti atmosferici colpiscono la nostra pelle in modo diverso a seconda delle zone esposte e della resistenza dell’epidermide. Ogni parte del corpo dovrà esser trattata con specifici prodotti.

Il viso, per esempio, è quello più esposto agli agenti esterni, sia d’inverno che d’estate. Dovrà esser trattata con creme che assicurino elasticità ,idratazione e che non siano troppo aggressivi. Anche per i capelli gli agenti atmosferici influiscono sulla vitalità.

L’esposizione ai raggi del sole schiarisce i capelli creando quell’effetto sun-kissed così apprezzato da esser imitato anche dai prodotti di bellezza e dai trattamenti professionali. Oltre a ridurre il livello di melanina scolorendo la chioma , il sole desquama il fusto del capello esponendolo a rottura e opacità. Fondamentale dopo la bella stagione, è la reidratazione delle zone danneggiate. Si necessita di impacchi di oli naturali quali semi di lino o di karité , balsami, maschere ma anche una giusta dieta equilibrata. Attenzione agli shampoo : quando si crea molta schiuma potrebbero essere aggressivi. Se i capelli sono  sfibrati , limitare tinte, permanenti e stirature.

Fin dall’antichità era considerato un elisir di bellezza, un momento di piacevole cura del corpo , fare il bagno nel pregiatissimo latte d’asina, destinato esclusivamente ai ceti più alti della società, che permetteva di avere una pelle vellutata e morbida. Fu Cleopatra , la regina più nota dell’antico Egitto, a lanciarne la moda. Si narra, che per assicurarsi un immersione in questo prezioso liquido, Cleopatra avesse allestito delle scuderie con oltre settecento asine.

Un’altra nota utilizzatrice del latte d’asina fu Poppea, moglie di Nerone  e poi ancora Paolina, sorella di Napoleone. Per fortuna oggi giorno troviamo questo pregiatissimo ingrediente in molte delle nostre creme per il corpo e per il viso , prodotte soprattutto dalle case cosmetiche biologiche. Se avessimo dovuto anche noi allestire un esercito per far risplendere la nostra pelle , avremmo dovuto comprare delle stalle prima di ogni cosa.

La pelle è una parte fondamentale del nostro corpo. Dal suo stato misuriamo la nostra forma fisica ed estetica. E’ il termometro delle nostre trasformazioni, specchio dei nostri cambiamenti, è la spia d’allarme dei nostri trasalimenti. È nostro dovere prendercene cura!

Latex liquido e sangue finto per un Halloween da brividi

in Cultura/La Grande Bellezza

Le streghe hanno cessato di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle, diceva Voltaire ma, come tradizione vuole, stanno tornando.

Quanti di noi sono già pronti per questo 31 ottobre?

Festività anglosassone, Halloween  trae le sue origini da ricorrenze celtiche, poi diffusasi anche in altri paesi del mondo con varie caratteristiche come sfilate in costume e formulette ricattatorie: dolcetto o scherzetto?

 

Caratteristica della festa è la simbologia legata al mondo della morte e dell’occulto. Alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona (dea dei frutti e dei semi) o nella festa dei morti chiamata Parentalia ( festività romana che si celebrava ogni anno in onore dei defunti della propria famiglia ). Molto probabilmente il nome deriva dall’antico irlandese e significa ‘’ fine dell’estate’’.

L’usanza del travestirsi risale al medioevo e si rifà alla pratica dell’elemosina, quando la gente poteva andare porta a porta la notte di Ognisanti e ricevere cibo in cambio di preghiere.Come spesso si legge nei racconti o si può notare nelle trasposizioni cinematografiche questa misteriosa tradizione è legata alla famosa leggenda dell’irlandese Jack , un fabbro astuto ed ubriacone che scacciato sia dal paradiso che dall’inferno , una volta l’anno vaga senza tregua alla ricerca di un rifugio , accompagnato da una lanterna  a forma di zucca.

Anglosassone o no che sia , questa festività ormai è celebrata in tutto il mondo. Un vero e proprio business si cela dietro, dai costumi al makeup. I più grandi brand  della cosmesi organizzano persino dei corsi per poter riprodurre dei makeup d’effetto.

Chi, per esempio, vorrebbe assomigliare per una notte ad un personaggio di The walking dead trasformandosi in uno zombie?  La figura del nostro caro e simpatico vampiro, è superata da tempo.

C’è chi dimentica lo stile da diavoletta sexy poiché  la notte dei non-morti è creata proprio per spaventare. Un prodotto fondamentale per ricreare tagli e squarci sulla pelle è il latex liquido. Occorrono velina, una palette di ombretti  e l’immancabile sangue finto.

Una volta steso il latex liquido nella zona interessata, attaccate dei piccoli pezzettini irregolari di velina così da ricreare l’effetto pelle squarciata. Creato lo squarcio, incipriate il tutto con una cipria in polvere libera. Colorate con ombretti sulle tonalità del marrone e del borgogna (sempre matte) per un effetto ematoma.

Step finale : sangue finto per un effetto ancora più splatter e reale.

Per chi non avesse tempo ed energie, invece, ecco alcuni suggerimenti, idee e must-have indispensabili.

Volete sembrare delle streghe seducenti? Scatenate il vostro lato oscuro lasciando che la  cattiva ragazza che è in voi prenda iniziative con misteriose sfumature perfettamente abbinate ad un rossetto nero. Indossate uno smalto scuro che si illumina al buio con tonalità fluorescenti ed il gioco è fatto. Il velo che divide il mondo dei vivi da quello del soprannaturale sta per calare.

Contouring: legittima aspirazione alla perfezione o rinuncia alla propria autenticità?

in Cultura/La Grande Bellezza

Sarà capitato a tutti noi, almeno una volta, aver  sentito parlare di contouring? Sicuramente sì.

Non c’è rivista, cartellone pubblicitario, casa cosmetica che non ne parli . Ormai, sembra proprio essere l’ossessione sia di donne che di uomini per raggiungere la perfezione.

Potrebbe sembrare un’abilità circense ma in realtà si tratta di una tecnica professionale di make-up per migliorare la forma del viso, donare tridimensionalità , correggere difetti come doppio mento , nasi troppo larghi, leggermente gobbi o mascelle troppo ampie e squadrate alla Arnold Schwarzenegger.  Diventata nota a tutto il mondo , questa tecnica è stata lanciata da Mario Dedivanovic , il famoso make-up artist di Kim Kardashian.

Molto probabilmente, a causa del re del contouring  e alla sua maestria nel giocare con i chiaroscuri del volto, le richieste di chirurgia plastica siano in notevole calo.

Nell‘arte , i pittori plasmano le forme attraverso i chiaroscuri, per il make up vale la stessa regola. Apelle, uno dei più grandi pittori del IV sec. a.C., a detta di Plinio (nat.hist XXXV,79) superò tutti quelli che lo avevano preceduto e quelli che vennero dopo di lui grazie all’utilizzo del chiaroscuro( Plin. XXXV,94).

Pareva sempre, a dir di Plinio, che nell’Eracle avesse fatto si che la pittura mostrasse del suo viso più di quanto promettesse. Cosi come Apelle, anche Dedivanovic vuole raggiungere l’armonizzazione del volto attraverso il chiaroscuro. È possibile creare illusioni ottiche modificando i volumi del viso attraverso due procedimenti: contouring ed highlighting.

Il contouring , che  letteralmente significa contornare , si utilizza per scolpire creando delle ombre, magari su volumi eccessivamente ampi come visi paffutelli , lunghi o fronti troppo alte. L’highlighting , al contrario , è la tecnica che da luce e volume al volto.

L’obiettivo è donare al viso una forma simmetrica e ovale.  Immaginiamo il nostro viso come una cera da scolpire.  Primo step è creare una base perfetta.

Si inizia sempre con un fondotinta che copre ed uniforma  fino quasi ad appiattire il naturale effetto 3D del volto rendendolo una tela bianca , proseguendo successivamente  con lo  sculpting ( l’arte di scolpire) attraverso toni freddi, opachi , mai aranciati o glitterati.

Il segreto è sfumare tantissimo per evitare l’effetto mascherone alla Cleopatra. Per le meno esperte sarebbe opportuno prima sperimentare a casa, ma se proprio si è impazienti, questo è il periodo giusto per apprendere la tecnica del contouring…male che vada halloween è alle porte.

A ognuno la sua forma: le sopracciglia come cornici del volto

in Cultura/La Grande Bellezza

Giorgio Vasari , storico dell’arte italiana cinquecentesca ,descriveva la peluria delle sopracciglia magnificamente dipinte della Gioconda, forse in preda ad una visione, ma ,ahimè, la povera Lisa Gherardini ne era quasi completamente priva; ella evidentemente, nulla faceva per rimediarvi nonostante i segreti per truccarle fossero ben più risalenti rispetto alla sua epoca.

Le donne greche le mettevano in risalto e le scurivano con del carbone o con l’antimonio, un semimetallo noto ed utilizzato sin dall’antichità ( antecedente al 3000 a.C.) sia come medicamento che per truccare gli occhi.  Avere sopracciglia lunghe e scure era sinonimo di forte carattere. Anche le donne romane ne erano esperte. Allungavano e scurivano le sopracciglia, proprio come si fa oggi, con l’aiuto di un bastoncino sottile su cui veniva posto del carbone , una mina di piombo o un composto speciale creato grazie alle formiche abbrustolite.

Le sopracciglia  sono le vere e proprie cornici del viso, sono ciò che danno espressione. Ecco perché , probabilmente, il nostro Leonardo non evidenzia le sopracciglia di Mona Lisa, affinché   il suo sguardo, unitamente al sorriso abbozzato , renda il ritratto più enigmatico. Cambiando il disegno del loro arco cambia anche lo sguardo e l’espressione del volto. Quelle sottili danno un’aria elegante ma se troppo curate sembrano poco naturali. Troppo dritte appiattiscono lo sguardo rendendolo artefatto . Le folte ringiovaniscono il viso.

La forma più adatta? Dipende dalla grandezza degli occhi e del viso. Gli occhi grandi hanno bisogno di sopracciglia folte , quelli piccoli invece possono essere messe in risalto con sopracciglia più sottili e sinuose. Si ricorre anche ad una serie di stratagemmi a seconda delle proprie problematiche.

Chi ha occhi vicini può sfoltire la parte centrale cosi da farli sembrare più distanti. Occhio però : tra naso e l’attaccatura del sopracciglio deve esserci massimo un centimetro di distanza. Un viso tondo deve creare angoli , disegnando le sopracciglia ad ali di gabbiano mentre un viso squadrato richiederà una forma più morbida e tonda.

L’importante è non stravolgere mai la forma naturale. Sfoltire sempre la parte inferiore e mai quella superiore.

Strumento ideale? La pinzetta.

Da sconsigliare la ceretta soprattutto per le meno giovani. La pelle dell’arcata sopraccigliare è molto delicata. L’uso frequente della ceretta può far indebolire i tessuti con conseguente pericolo di pelle cascante con il passare del tempo.  Un ottimo alleato naturale per infoltirle è proprio l’olio di ricino che stimola la crescita non solo di sopracciglia ma anche di ciglia ed unghia. Come capire la forma che si addice più al nostro viso? Mai ispirarsi ai nostri idoli di bellezza e di stile cadendo nel tragico errore della simulazione.

La forma giusta è quella che ci ha dato madre natura. Le modifiche e i miglioramenti devono essere una questione di calcolo.

Chi ricorda ancora le lezioni di disegno tecnico?

Tirate fuori la vostra matita per occhi e buon lavoro.

 

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