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Come vestirsi bene con l’essenziale: istruzioni per l’uso.

in Cultura/La Grande Bellezza

‘’ Io voglio i miei soldi là dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio.’’

 A quanti, leggendo questa nota citazione cinematografica, sarà sicuramente venuta in mente Carrie Bradshaw, personaggio autobiografico creato da Candace Bushnell e protagonista di Sex and City, diventata universalmente icona di stile? Ebbene, vorreste sentirvi come lei dinanzi ai vostri armoire, croce e delizia delle quattro stagioni?

Niente paura, per vestirsi bene basta l’essenziale.

Osservando le guru della moda, tra attrici, blogger e socialite, sempre più spesso si ha l’impressione di non poter raggiungere quel grado di perfezione perché ciò è sintomatico di lusso sfrenato. Eppure, quelle che i media definiscono it girl spesso sono anche sinonimo di estrosità ed eccessi che sarebbero inconciliabili con la vita reale dei comuni mortali più sobri e pratici. Basti pensare all’influencer italiana  più famosa del globo, Chiara Ferragni,  che dal suo attico posizionato nella città simbolo della moda, posta quotidianamente sui social outfit che variano dai total white al total skin, unicamente di brand come Chanel, Prada, o Versace. Per nostra fortuna vale ancora  la stessa vecchia regola di cui Coco Chanel ne fece una filosofia. Per esser sobri bisogna esser essenziali.

‘’ Prima di uscire, guardati allo specchio e togliti qualcosa. ‘’

           Coco Chanel

Ad ogni modo, presentarsi in ordine in un qualsiasi contesto sociale fa la differenza. Che tu vada a un colloquio di lavoro o a una cena con amici, è importante saper scegliere i propri abiti e perché no anche gli accessori nel modo giusto, non dimenticando mai la propria personalità.

GLI ESSENZIALI DA AVERE NEL GUARDAROBA

L’intramontabile Jeans

Hanno fatto la storia di intere generazioni e rappresentano l’icona dell’ abbigliamento casual per eccellenza, i jeans possono aiutarci in ogni occasione. Da indossare con i sandali oppure décolleté, per un party glamour o con le sneakers in situazioni informali.

 

 

 Il tubino nero

Da oltre un secolo è un capo simbolo di eleganza. Un classico eccezionale e versatile per differenti occasioni. Da indossare con una giacca sfiancata nell’ambito lavorativo o con un bolero di raso per una cerimonia. C’è anche chi lo indossa con anfibi e giacca di pelle per rendere il proprio look un misto di eleganza rock.

 

 

 La camicia

Se dalla fine del 1600 la camicia delineava l’appartenenza sociale, dividendo l’aristocrazia dalla plebe, oggi questo capo è tra i più amati sia da donne che da uomini di ogni estrazione sociale. Tra i più versatili degli indumenti, può esser indossato sotto un maglione e i jeans o con un pantalone a palazzo a vita alta per donare al look un tono più glamour.

 

 

Blazer

Con una T-shirt o una camicetta di seta. Con un look da jogging o da disco. Con i jeans strappati o una gonna lunga. Questo capo dovrebbe esser in cima alla lista shopping di ogni donna.

 

 

 

 Il trench

Nato come capospalla per proteggere i soldati sul fronte di battaglia, il trench-coat ovvero cappotto da trincea, di fatto, insieme al tubino nero e alla camicia, è tra gli essenziali di un guardaroba contemporaneo. Può esser indossato con dei tacchi alti e un pantalone a sigaretta oppure con un maglione oversize, grande indumento must-have dell’inverno.

Se, infine,  al tuo outfit vorrai donare un tocco di classe in più, apri l’armadio e indossa un sorriso.

Più essenziale di questo…

 

CURIOSITÀ DALLA STORIA

 Sapevate che i gli antichi romani erano molto vanitosi e ci tenevano particolarmente allo stile? Amavano seguire la moda dell’epoca e abbigliarsi in differenti modi in base alle occasioni e ovviamente al ceto sociale. Il capo di vestiario più in uso erano la toga e la tunica. I tessuti più utilizzati erano la lana e il lino, ma tra la fine del I sec a.C. e l’inizio del I sec d.C., tra i ceti più nobili, iniziarono a diffondersi anche la seta ed il cotone, entrambi molto costosi in quanto provenienti dalla Cina o dall’India; mentre nelle regioni più fredde si usavano anche pellicce e cappelli di feltro.

ATTENZIONE PERÒ: Solo chi godeva della cittadinanza romana aveva il diritto di portare la toga e l’autorità doveva vigilare che gli stranieri non la indossassero. Infine, ieri come oggi, gli accessori contribuivano molto al decoro della donna e tra i più usati vi erano le spille, i pettinini e naturalmente i gioielli: collane, bracciali, catenine, orecchini, anelli alla mani e alle caviglie.

 

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Abbronzatura: quando il segno del costume è trendy

in La Grande Bellezza

Durante l’anno ci si ritrova spesso ad osservare la propria immagine riflessa in uno specchio e a constatarla sempre più sbiadita. E allora che si fa?

Numerosi sono gli escamotage a cui si fa ricorso per donarsi un po’ più di colorito.: autoabbronzanti, prodotti cosmetici di vario genere come terre calde o freddi contouring e nella stragrande maggioranza dei casi ci si rintana durante la fredda stagione in centri di bellezza per immergersi in una calda lampada a raggi UV . Sì perché almeno nell’ ultimo secolo l’abbronzatura è diventata non solo una moda ma sinonimo di benessere e bellezza. Continua a leggere

10 REGOLE DI BON TON PER LE FESTIVITÀ: DALLA TAVOLA AL LOOK, SENZA DIMENTICARE I REGALI.

in Cultura/La Grande Bellezza

Barbara Ronchi della Rocca, contessa e volto noto della televisione italiana, è una delle massime esperte di bon ton esistenti in Italia. È la signora delle buone maniere e il suo mantra potremmo racchiuderlo in una delle sue più celebri affermazioni:

”Conoscere le buone maniere e saperle usare nei momenti opportuni fa bene anche all’autostima, perché aiuta a sentirsi sicuri di sé, affrancati dall’angoscia del “Che cosa posso dire?”, “Come devo comportarmi?”, “Sarò vestito/a nel modo adatto?”.

Se in un certo qual modo siete anche voi  stati colpiti dall’angoscia di questi tre interrogativi, soprattutto perché ci troviamo nel pieno delle festività e non sapete come agire per  non ricadere in errori di cattivo gusto, non vi resta che fermarvi un attimo e leggere questo vademecum delle buone maniere.

 

1. BUON APPETITO

L’errore più comune di sempre è proprio augurare agli altri commensali ‘’buon appetito’’. Sapete perché? Con questa espressione si augura di avere più appetito del dovuto, invece, sarebbe meno errato augurare un buon pranzo o una buona cena. Se, invece, durante la cena di natale voleste davvero superarvi nell’arte del galateo, non vi resta che restare in silenzio ed elargire sorrisi tra un boccone e l’altro.

 

2. MAI CHIEDERE IL SALE

Che non vi venga in mente di chiedere il sale a tavola. È un gesto scorretto e di cattivo gusto, indice del fatto che la pietanza servita è scialba e non è di vostro gradimento.

 

3. SE UNA PORTATA NON È DI VOSTRO GRADIMENTO…

Siete ospiti per il Veglione a casa di qualcuno? Ricordatevi di non recare offesa alla padrona di casa in alcun modo. Se una portata non è di vostro gradimento, ricordate sempre di comunicarlo prima così da evitare  inutili sprechi di cibo. Nel caso in cui aveste dimenticato di dichiarare i vostri gusti prima di essere serviti, vi presterete abilmente all’assaggio di tutte le portate: assaggiare è comunque un atto doveroso verso chi ha cucinato e ha impiegato del tempo per preparare qualcosa per voi, mangiarne anche una minima porzione è il minimo che possiate fare per onorare il lavoro fatto.

 

4. L’ASSEGNAZIONE DEL POSTO

L’assegnazione del posto è sempre una scelta ardua. Spetterà al padrone o alla padrona di casa assegnare i posti a tavola invitando gli ospiti ad accomodarsi. L’assegnazione va fatta con coscienza, in modo che gli invitati si sentano a proprio agio. Il Galateo, inoltre, prevede che si alternino alle sedute un uomo e una donna e che il capotavola spetti sempre al padrone di casa.

 

5. IL PANETTONE È UNA COSA, IL PANDORO UN’ ALTRA

Panettone e pandoro, due mondi a parte. Non solo per il palato ma anche nel servirli a tavola ognuno segue una regola ben precisa. Se state per servire un candido pandoro, ricordate di farlo già tagliato a fette, mentre se da buon tradizionalisti preferite il panettone, ricordate di portarlo a tavola intero e posizionato su di un piatto decorato. Come mangiarli? Le regole del bon ton prevedono di mangiarli esclusivamente con le mani, a meno che non siano accompagnati da una crema.

 

6. MAI DIRE CIN CIN

È l’ora del brindisi? Dimenticatevi di urlare Cin Cin. Se pensavate che questa espressione fosse la trascrizione onomatopeica del suono dei bicchieri che si scontrano tra loro, vi stavate sbagliando. Cin cin deriva dal cinese “ch’ing-ch’ing”, una formula di cortesia che letteralmente significa “prego’’. Secondo il galateo è importante non far schioccare i bicchieri l’uno contro l’altro, in quanto è ritenuto un gesto poco elegante, specialmente quando i commensali sono tanti e per raggiungere tutti si devono fare acrobazie, talvolta sbracciandosi. Basterà pronunciare ‘’Salute’’ o ‘’A noi’’ per un augurio davvero raffinato.

 

7. IL REGALO RICICLATO 

I regali, ahimè, sono sempre i migliori a metterci in difficoltà e a minare le nostre buone maniere. Che non conosciate bene il destinatario del vostro dono o che lo conosciate fin troppo, una regola dovreste scolpire nelle vostre menti, seppur vi troviate nel ben mezzo di un’apocalisse: mai riciclare un regalo. Cosa dice il Galateo? Piuttosto non regalate nulla.

 

8. UN REGALO UGUALE PER TUTTI

Sempre sui regali, il vademecum delle buone maniere vieta categoricamente di regalare a tutti la medesima cosa: pecchereste di impersonalità e di non aver fatto un regalo sentito.

 

9. L’ABITO NON FA IL NATALE…

Il Natale per molti è la festa più bella e sentita dell’anno e il desiderio di essere eleganti si fa più forte che mai in questo giorno. Spesso, però, avere cadute di stile è così semplice. Per non sbagliare bisogna ricordare sempre di mantenere una certa sobrietà. Gli abiti da sera e le mise importanti sono assolutamente fuori luogo in un pranzo o in una cena in famiglia. A meno che il vostro Natale non sia in un luogo ricercato e che richieda una certa etichetta, cercate di mantenere il vostro look adatto non solo all’occasione  ma anche al luogo.

 

10. …E NEANCHE IL CAPODANNO

Il bon ton suggerisce lo stesso anche a Capodanno. Tra luccichii di palette e abiti corti rischiereste di mettere a disagio gli altri commensali e di trascorrere l’intera cena del Veglione in maniera scomoda. La misura rimane sempre l’abito migliore.

 

Buone feste e che le buone maniere vi accompagnino sempre.

 

Curiosità dalla storia:

Il Galateo deve il suo nome ad un vescovo cattolico italiano: Galeazzo ( Galatheus, in latino) Florimonte.  Fu questo personaggio ad ispirare a Giovanni della Casa, letterato, scrittore e arcivescovo  ‘’quel celebre saggio del viver civile’’ dal titolo ‘’Galateo overo de’ costumi, noto comunemente come Galateo.

 

Trattato di messer Giovanni della Casa, nel quale sotto la persona d’un vecchio idiota

ammaestrante un suo giovanetto, si ragiona

de modi, che si debbono o tenere, o schifare

nella comune conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.

(titolo completo)

 

 

@copyright foto copertina:

http://www.federicagrimaldi.it/natale-2016-galateo/

TUTTE PAZZE PER IL PINK HAIR: DAL ROSA GOLD AL METALLIC PINK

in Cultura/La Grande Bellezza

Credevate che quest’ autunno sarebbe stato cupo e spento?

Care  fashion victim, il colore dell’anno sarà nuovamente pink ma con nuove sfumature.

Nonostante gli esperti abbiano dichiarato che il colore del momento  sia un castano caldo e rassicurante come le sfumature del cioccolato che ben presto prenderanno posto nella nostra fredda quotidianità, ad accompagnare il tutto sarà ancora una volta un colore pastello.

Il pink hair si è timidamente fatto strada tra le chiome delle star di Hollywood, antesignane di uno stile tutt’altro che sobrio, inizialmente comparendo solo sulle punte o su qualche ciuffo. Dopo aver ricevuto il gradimento dei più, la moda dei capelli rosa ha iniziato a mostrare le sue varianti: dal rosa gold al rosa champagne. Quest’anno, invece, il must sarà un rosa metallico che  gioca sulle sfumature iridate e sulle tonalità metalliche.

Se decidete anche voi di convertirvi al pink, qualsiasi esso sia, ricordate che è necessaria una decolorazione. Se avete una base scura per ottenere il metallic pink sarà necessaria una decolorazione più impegnativa rispetto a basi bionde. E’ importante ricordare che la tipicità del pink hair è un effetto shining, ovvero, luminoso. Portare un colore così aumenterà la luminosità del vostro incarnato. Se si ha una pelle abbronzata e olivastra si consigliano toni più accesi, mentre per i coloriti pallidi i toni pastello saranno perfetti.

Curiosità dalla storia:

Fin dalla notte dei tempi la moda di cambiare colore ai propri capelli ha ossessionato le donne di ogni ceto sociale; dall’antica Roma all’antico Egitto ma una delle più bizzarre tecniche di decolorazione e pigmentazione del capello risale al 1600 e la troviamo  proprio in Italia.

Sono tantissimi i manuali di bellezza risalenti a questo periodo storico, ricchissimi di consigli e ricette per essere più belle con chiome tinte di vari colori.

Ad esempio, le signore veneziane del tempo, per ottenere capelli biondi dai riflessi dorati erano solite raccogliere i capelli per poi ricoprirli con un unguento fatto di aceto e urina. Grazie all’ammoniaca contenuta nella pipì, si ottenevano sfumature dorate o, a seconda del colore di base, sfumature ‘’ rosso Tiziano’’.

 

SALUTE E BELLEZZA: I BENEFICI DEGLI OLI ESSENZIALI

in Cultura/La Grande Bellezza

Beno Fignon, giornalista e poeta italiano, una volta disse:

Siamo stati Dèi? Molto di più. Avevamo dodici anni. 

Parole sagge, sì, perché quando si è giovani si è un po’ come essere immortali e  invulnerabili alle cose del mondo. Poi, un bel giorno ci si ritrova – e non c’è omaggio che tenga – con un bel conto da pagare e i segni di tale scotto li portiamo inevitabilmente sulla nostra pelle. La pelle: una tela segnata dai ricordi. Ad esempio, pensiamo solo ai danni che in gioventù possiamo arrecarci con il sole durante le spensierate vacanze e durante i nostri aperitivi in spiaggia. I traumi all’epidermide sono una piaga a lungo termine. Siamo sempre alla ricerca del prodotto miracoloso che possa riequilibrare la situazione: creme e cremine, maschere di bellezza o pomate costose. Ma sono davvero pochi i prodotti davvero efficaci. Tra questi troviamo gli oli dai mille benefici. Avete sicuramente sentito parlare degli oli essenziali ma quanti di voi ne hanno fatto uso? Questi oli, essenziali di nome e di fatto, sono dei preziosi alleati sia per la salute che per il benessere. Non sottovalutiamo questi preziosi aiuti che provengono da Madre Natura perché l’olio essenziale è l’estratto più puro e concentrato della pianta, capace di portare beneficio a corpo e mente.

Ecco di seguito un elenco degli oli essenziali più utilizzati e conosciuti.

Eucalipto: è consigliato per i disturbi delle vie aeree. Grazie alle proprietà balsamiche libera i canali respiratori abbassando anche la temperatura corporea in caso di febbre.

Zenzero: è perfetto in caso di nausea, dolori muscolari e articolazioni. Da utilizzare imbevuto in un fazzoletto e respirandone l’aroma.

Arancio dolce: consigliato per chi ha bisogno di rilassarsi. Distende il sistema nervoso, calma le tensioni e crea un clima morbido e accogliente in casa.

Tea tree oil: È un olio essenziale che deriva dalla pianta della Melaleuca alternifolia, nota anche come pianta del Tè o tea tree. Se utilizzato puro al 100% è un ottimo antisettico, antimicotico, antivirale, possiede un potere balsamico, cicatrizzante, espettorante, fungicida e immunostimolante. Utile come antibatterico può contrastare la formazione di acne, brufoli e pelle grassa, ma anche per il cuoio capelluto per contrastare la forfora e la cute grassa ( si consiglia di versare poche gocce nello shampoo).

Olio di mandorle dolci: Ricco di vitamina E e B, proteine e sali minerali che combattono l’invecchiamento della pelle e ne agevolano il rinnovamento cellulare, è tra i più conosciuti e utilizzati. È perfetto per la pelle secca ma anche per chi vuole combattere smagliature o i capelli sfibrati. È adatto anche per la pelle dei bambini in quanto allevia e previene le irritazioni cutanee.

Olio di Argan: Conosciuto anche come Oro del deserto (per la lunghissima lavorazione con cui viene estratto), questo è tra i più preziosi oli essenziali essendo l’elisir dell’eterna giovinezza. Ricco di tocofenoli (Vitamina E) e squalene, aiuta a combattere i radicali liberi aiutando a prevenire la comparsa di rughe.

Olio di Jojoba: Nell’elenco degli oli più famosi quello di Jojoba è al secondo posto, facile da reperire e ricchissimo di proprietà. Noto per essere privo di grassi e privo di glicerina al contrario dell’olio di mandorle. È perfetto per le rughe del viso ma è anche un’ottima protezione dai raggi solari: può essere utilizzato prima e dopo l’esposizione.

 

Curiosità dalla storia: 

L’utilizzo degli oli essenziali è molto antico. Se ne faceva uso già 5000 anni fa.

Molteplici furono le civiltà che iniziarono ad utilizzare le piante per scopi religiosi, medicinali ma anche cosmetici. L’utilizzo di tali oli fu una pratica che i Greci appresero dagli Egizi, con particolare attenzione per l’arte della profumeria. Infatti tramite la combustione delle piante nacque la prima forma di aromaterapia: la parola profumo deriva dal latino “per fumum” (attraverso il fumo) originariamente riferito alla pratica di bruciare l’incenso. Ricette di profumi con funzione medicamentosa furono trascritte su tavolette di marmo ritrovate nei templi di Esculapio e Afrodite. 

 

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UNA TENDENZA TUTTA MEDIORIENTALE: LA CAVIGLIERA, REGINA INDISCUSSA DELL’ESTATE

in Cultura/La Grande Bellezza

Nelle numerose sfilate di moda che ogni anno si preparano a sorprendere e folgorare noi fashion victim, ci sono loro, quei piccoli e apparentemente insignificanti gingilli che rendono i nostri outfit originali e unici: gli accessori. Quest’estate, è stato impossibile non notarne uno in particolare.

Molti di noi saranno stati catturati prima dal suono del tintinnio e, come tra i più fervidi richiami, abbiamo dal primo istante desiderato indossarne una.  Di cosa stiamo parlando? Della cavigliera ovviamente. Era sparita dalle scene da un po’ di tempo e ora è ritornata in maniera prorompente.

Quest’estate la cavigliera è l’accessorio più trendy.

Il suo scopo principale? Adornare le caviglie come un qualsiasi altro gioiello e, se ancora non lo sapete, ha come scopo anche il lancio di messaggi subliminali.

Come si può immaginare i messaggi sono tutti per il sesso maschile. Alcune esperte ammaliatrici spiegano che se indossata a sinistra la cavigliera denota impegno e fedeltà, se a destra, invece, beh… l’avventura è dietro l’angolo.

Già dall’anno scorso le grandi case di moda come Luis Vitton e Lilly Pulitzer hanno proposto le loro collezioni giocando ognuno su uno stile differente. Ad esempio, Lilly Pulitzer ha puntato ad un modello che quest’estate sta avendo un enorme successo. Sono le ankle toe bracelets, si tratta di quelle cavigliere che partono dalle dita con un anellino e si arrampicano sul collo del piede con un effetto sandalo gioiello.

Perfette per un aperitivo sulla spiaggia. Attenzione però a non indossarle in modo casuale. È necessario abbinare sempre la giusta scarpa e una pedicure accurata. Si badi bene a non indossare cavigliere con diamanti a delle comuni infradito o viceversa, delle scarpe eleganti con una cavigliera super sportiva.

Nonostante sia svanita per un po’ di anni, la cavigliera è rimasta l’accessorio preferito di alcune star di Hollywood come Jennifer Lopez che non si separa mai dalle sue costosissime cavigliere di diamanti veri.

Curiosità dalla storia:

La cavigliera è un antichissimo accessorio. Sembrerebbe nascere in Medio Oriente dove le ballerine del luogo indossavano questo gioiello per produrre un suono caratteristico durante la danza del ventre. Tale suono era prodotto dai ciondoli che col movimento del ballo creava un incantevole tintinnio. Nell’antichità tutti i gioielli avevano lo scopo di affermare un significato culturale, religioso e simbolico.
Essa nasce proprio come simbolo di seduzione.

L’utilità dell’inutile : Quando il packaging è persuasione

in Cultura/La Grande Bellezza

Non è vero , neanche in tempo di crisi, che è utile solo ciò che produce profitto.  Ci siamo mai chiesti perche certi prodotti sono più venduti di altri? Quanto ne influisce la qualità sull’acquisto? Spesso , quando si acquistano prodotti di bellezza, si è più propensi ad acquistare oggetti con un packaging invitante.

Questo perche le confezioni hanno un forte potere persuasivo. La vista è il primo dei 5 sensi che si attiva. Siamo attratti dai colori e dalle forme in una maniera in cui inconsciamente non sappiamo. Le case cosmetiche più in voga del momento , giocano tantissimo sull’imballaggio dei loro prodotti .

Nel vasto mondo del makeup , spiccano  marchi originali  ed innovativi  . Tra questi c’è  Benefit Cosmetics , una catena di bellezza  , dalla storia antica e originale. Ciò che rende unico questo brand è lo stile inconfondibilmente vintage e sexy .Brand unico anche per un’altra caratteristica : i prezzi stellari. Cosi come Too Faced, altra famosissima casa cosmetica, che da qualche anno sforna prodotti super invitanti : palette di una quantità sterminata di generi a forma di tavolette di cioccolato ( le famosissime chocolate bar e semi-sweet) , non solo belle da vedere ma anche accompagnate da un invitante  profumo , dovuto al contenuto di polvere di cacao antiossidante all’interno dell’inci ((International Nomenclature of Cosmetic Ingredients ).

Alcune volte i packaging sono talmente iconici , da superare la fama del cosmetico stesso. Quindi , l’imballaggio del prodotto diventa il prodotto !

Una recente analisi di mercato condotta da un’emittente televisiva italiana in Svizzera (Patti chiari), ha portato alla luce, un dato sconvolgente. Analizzati  in laboratorio alcuni cosmetici  hight-cost e low-cost ,  è venuto fuori che , i prodotti con i prezzi stellari , contenessero addirittura elementi nocivi ( come mercurio ) e di peggior qualità rispetto i prodotti a basso costo. Questo perché quando acquistiamo , paghiamo il marchio … e l’imballaggio.

Certamente , è sempre bene non generalizzare.

Bisogna tener conto anche del fattore emozionale : indossare un rossetto dal packaging lussuoso che ricorda più l’utensile di una dama settecentesca  della corte di Versailles , potrebbe provocare sensazioni diverse dall’indossare un rossetto in una scatola di plastica.

Nuccio Ordine , letterato italiano , nel suo libro ‘’ l’utilità dell’inutile’’ dice:“ eliminando la gratuità e l’inutile , uccidendo i lussi ritenuti superflui, difficilmente l’homo sapiens potrà rendere più umana l’umanità”.

Le nuove Barbie minute , alte e formose : la Venere di plastica si evolve ma la società no

in Cultura/La Grande Bellezza

Il 9 marzo del 1959 nasceva Barbie , la bambola più venduta al mondo e prodotto di punta della sua casa di produzione: la Mattel.

Simbolo di bellezza, ricchezza e perfezione per quasi 60 anni , oggi la fashion doll più famosa al mondo è in cammino sul sentiero del cambiamento. 

Negli ultimi giorni incalza sul web la sensazionale notizia: la nostra Venere di plastica abbandona la perfezione delle sue forme avvicinandosi alla realtà .

Niente più curve mozzafiato alla Pamela Anderson.

Dopo decenni di successo , la Mattel lancia tre nuove versioni di Barbie : petite ( minuta) tall (alta) e curvy (formosa).  Un vero e proprio cambio di rotta a favore di un corpo più morbido e più somigliante alle forme di una donna reale. Durante il corso del 2016 vedremo uscire i nuovi modelli che prevedono : 4 body shape diverse, 7 tonalità di pelle diverse ( dalla versione afro a quella asiatica) 22 colori di occhi , 24 acconciature e innumerevoli outfit. Ad ogni bambina la sua Barbie. 

Da sempre al centro di polemiche riguardanti il suo corpo statuario, oggi il Time le dedica una copertina : ‘’ Now can we stop talking about my body’’?. Ella ha ora deciso di metter su qualche chilo per incarnare un ideale più ampio di bellezza seppur sempre ben accompagnata dal suo bambolotto lampadato dall’addominale scolpito. Un nuovo passo avanti per la battaglia contro l’anoressia portata avanti da molte case di moda.

 

Ma tutto ciò cela solamente un messaggio positivo o una pura strategia di marketing?

Sembra che questo cambiamento sia scaturito dalla richiesta dei clienti sempre più bisognosi di bambole somiglianti a loro e dalla necessità di far apprendere ai bambini che il corpo di Barbie come lo conosciamo, non deve rappresentare lo standard di bellezza. 

Ma in una società in cui l’hobby del selfie dilaga, tra il botox e innumerevoli interventi di chirurgia plastica su donne sempre meno mature, i cambiamenti che può apportare una Barbie Curvy o petite sono davvero pochi. Ed ecco il paradosso : la bambola di plastica si evolve ma la nostra società no.

Quale sarà il prossimo passo della Mattel se non quello di fabbricare mini palestre e dar vita a nuovi personaggi ‘’personal trainer’’?

Dopo aver frequentato la Willows High School nel Wisconsin, ed aver annunciato la sua campagna elettorale il  12 agosto 2004 per diventare Presidente degli Stati Uniti d’America rappresentando il Partito delle Ragazze, dopo aver avuto ben trentotto animali tra cui un orso , un cucciolo di leone e un’orca, innumerevoli decappottabili e camper rigorosamente pink ,  oggi Barbie original- perfezione fa spazio a quella con qualche chiletto in più. Non rischieranno le nuove generazioni di passar troppo tempo sui tapis-roulant delle loro bambole dai fianchi larghi?  Non rischieranno di subire discriminazioni durante i giochi perché costrette a maneggiare la bambola curvy più simile a loro? 

Michela Marzano , filosofa e saggista italiana dice:

Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, indipendentemente dal mestiere e dall’età. Barbie era sempre impeccabile e sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e vincente. La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, bisognava solo imparare a «controllarsi»: controllare il corpo, controllare le emozioni, controllare i bisogni.

Dalle fiabe alla realtà, la bellezza che perdura: il make-up si fa semipermanente

in La Grande Bellezza

Finalmente è arrivato il tanto agognato giorno del vostro primo appuntamento. Ore di preparazione per essere impeccabili , la serata è iniziata da poche ore, il ghiaccio è ormai sciolto e con esso anche il vostro trucco, cosi, alla velocità della luce vi dirigete verso l’uscita . Come Cenerentola temete di perdere quel meraviglioso aspetto che avevate non appena varcata la soglia di casa? Niente paura. Tutte noi possediamo

una fata madrina e la sua bacchetta magica ha poteri che vanno ben oltre la mezzanotte . Bidibi bodibi bù : ecco a voi il make-up semipermante.

La dermopigmentazione , nota anche come trucco semipermante , è una tecnica di pigmentazione che si esegue con l’introduzione di micropigmenti minerali nello strato dell’epidermide. Costituisce una soluzione per chi desidera apparire al meglio in ogni occasione , per chi , per esigenze di lavoro o semplicemente per se stessa , vuole sempre un trucco impeccabile. Destarsi la mattina e riscoprirsi già perfette, è il sogno di ogni donna.

Disegnare con pigmenti il proprio corpo , però , è una tecnica antichissima diffusasi nel corso dei secoli in moltissime culture , come in quella Egizia , diffondendosi successivamente alle culture orientali , giungendo , infine, in Europa nella nostra epoca attuale.

Considerata ,in principio, come un segno di appartenenza a classi sociali agiate, oggi è una tecnica diffusissima strettamente legata ad un fenomeno sociale di bellezza e tendenza.

È un vero aiuto per chi pratica sport , va al mare o in piscina e vuole avere un aspetto sempre curato e fresco.

Fondamentale per chi, a causa del tempo, ha visto il contorno degli occhi o delle labbra sempre meno definito. Per questa ragione, attira sia giovani ragazze , sia donne più in là con gli anni.

E’ un’esigenza estetica mista a praticità .

Viene praticata per correggere o nascondere una serie di inestetismi , come sopracciglia rade, labbra sottili , irregolarità, cicatrici, smagliature o diradamento dei capelli. L’obiettivo è rendere armonioso e naturale il volto o il corpo iniziando con un’attenta valutazione della pelle. E’ una tecnica estetica che, se eseguita da un professionista preparato , permette di ottenere degli ottimi risultati correttivi.

Uno dei più rinomati centri del metapontino è il centro estetico MARISPA, di Maria Rosa Spaltro situato a Policoro (MT) , con la possibilità di realizzare tramite una tecnica di micropigmentazione vegetale anallergica , un makeup semipermanente di altissima qualità e professionalità.

La durata nel tempo , varia dai tre ai cinque anni. Ne influiscono fattori ambientali e soggettivi : una tipologia di pelle troppo grassa , ad esempio, tende a trattenere meno il pigmento.

L’ effetto, però, è talmente perfetto che solo toccando con mano ci si accorge del ‘’trucco’’.

 

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A Siena  arriva il “Corso di trucco permanente”

Dal bon ton al burlesque: le calze, accessorio glamour dell’anno nascente

in Cultura/La Grande Bellezza

‘’Con l’arrivo dell’Epifania tutte le feste vanno via.’’ Così recita un antico detto popolare, spesso ripetuto nei giorni appena passati che hanno visto concludersi queste festività con l’immancabile calza ricca di doni e dolciumi. Ma, ahimé, tra poche ore anche la famigerata calza della befana sarà solo un ‘’dolce’’ ricordo, ma per nostra fortuna ne rimarrà il trend. Collant, parigine, di pizzo, a rete, leggins, le calze sono l’accessorio indispensabile per questo inverno 2016.

Generalmente si tende a pensare che le origini delle calze siano piuttosto recenti. In realtà, sono stati ritrovati frammenti di calze lavorate a maglia nelle tombe dei faraoni, mentre, gli antichi romani avvolgevano le gambe con fasce di tela o lana. Ad indossarle ,però,nei secoli precedenti, erano esclusivamente gli uomini. Ma nel momento in cui alle donne fu concesso di scoprire le gambe, divennero simbolo di lusso.

Poiché realizzate in seta, in principio erano un lusso concesso a poche , fino a quando negli anni trenta con l’invenzione del nylon, la cosiddetta seta artificiale, divennero accessibili ad una più larga fascia di popolazione.  Oggi giorno , molteplici case di moda le ripropongono di diverso genere.

Tra le calze di tendenza , le parigine sono tra le più amate. Regalano a chiunque le indossi un’aria sbarazzina ma allo stesso tempo molto sexy. Richiedono una grande attenzione nell’indossarle. E’ importante abbinarle correttamente ,con minigonne e pantaloncini molto corti e le gambe devono essere naturalmente in forma perfetta.

Realizzate anche in lana o in cashmere per i periodi dell’anno più freddi,esse sono simbolo di un look collegiale fresco e sexy. Sono un modello adatto per le più giovani e gli esperti consigliano di evitare tacchi troppo alti per non scivolare nel volgare. Già da qualche mese abbiamo visto il grande ritorno delle calze a rete.

Rese famose dalle ballerine di can can del celebre Moulin Rouge di Parigi e simbolo di una femminilità troppo ostentata, tornano oggi di moda pronte per essere il capo più in voga del 2016. Complice il ritorno del burlesque , le fishnet tights saranno l’accessorio di innovazione-retrò del nostro guardaroba. Con le giuste accortezze può dare alla nostra mise , un tocco di eleganza e bon ton. Il segreto è indossarle con gonne più lunghe e stivali sopra le ginocchia per non rischiare di apparire come Madonna in perfetto stile ‘’Like a Virgin’’.

In molte trascurano l’importanza della calza, in grado ,invece,di rivoluzionare un intero outfit. Ne sono un chiaro esempio le ragazze inglesi, famose ormai in tutte Europa per non indossare nulla persino nei periodi più freddi. Altre, invece, ne fanno addirittura una questione di buongusto.

Il bon ton vuole che una signora elegante debba indossare sempre i collant, anche in estate e nelle occasioni formali. Ne esistono oggi talmente sottili da essere quasi invisibili. Sicuramente nella bella stagione si potrà benissimo farne a meno, di giorno o di sera. Ma ad un ricevimento o ad un matrimonio è certamente più raffinato indossarle. Lezioni di bon-ton che consigliamo vivamente  alle british girls, convinte che ‘’ Chi bella vuol apparire , qualche pena deve soffrire’’.

Il problema è che la bellezza è discutibile, mentre il raffreddore è certo.

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