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Cronaca - page 7

Fatture per operazioni inesistenti, operazione della Guardia di Finanza

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Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Matera hanno scoperto un’impresa, operante nella commercializzazione di oro e preziosi, che, in sole due annualità, “ha emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 14 milioni di euro nei confronti di altre aziende, in modo tale da consentire alle stesse di vantare, indebitamente,  un credito IVA pari a circa 2,9 milioni di euro”, è riportato in una nota della Guardia di Finanza.

E, ancora:  “L’attività posta in essere, trae origine da una più ampia indagine di polizia giudiziaria denominata “sogni d’oro”, condotta dai finanzieri dello stesso Reparto della Guardia di Finanza di Matera. L’impresa verificata, risultata altresì evasore totale, nell’arco di soli due periodi d’imposta, ha omesso di dichiarare elementi positivi di reddito per circa 1 milione di euro.

L’evasione fiscale è stata scoperta anche a seguito di indagini finaziarie, che hanno messo in evidenza operazioni di prelevamento di contanti dai conti correnti aziendali, per ingente quantità di denaro”, si legge nel comunicato stampa della Guardia di Finanza.

 

 

Nuovo look per il sito web istituzionale del comune di Pisticci

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Nuovo look per il sito istituzionale del Comune di Pisticci che, a partire da oggi, ha attivato un portale moderno, completamente rivisitato secondo le nuove linee guida redatte dall’ Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale, impegnata a definire regole comuni per la realizzazione dei siti web delle Pubbliche Amministrazioni italiane.

Le linee guida nazionali hanno come obiettivo un accesso facile e trasparente dei siti web, attraverso grafiche coerenti, un’architettura dell’informazione semplificata e una standardizzazione dei principali elementi.

Il nuovo sito web del Comune di Pisticci si caratterizza per la sua fruibilità, in quanto si adatta automaticamente alla visualizzazione sia da pc che da tablet e telefonini; per la sua versatilità, poiché i contenuti principali sono consultabili sia dalla homepage che attraverso le sezioni più importanti del sito; per la sua semplicità, vista l’organizzazione delle notizie e l’immediatezza delle grafiche e per l’accessibilità, avendo superato i test di validazione definiti dall’allegato A della Legge 4/04 (Legge Stanca).

“Continua l’attività dell’Amministrazione Comunale volta a migliorare il rapporto tra il Comune e i cittadini anche attraverso i supporti tecnologici e interattivi – spiega il sindaco Viviana Verri – Oltre ad un forte incremento della comunicazione istituzionale, sfruttando i portali social di ultima generazione su cui il Comune di Pisticci è attivo, era importante dotare il nostro ente di un sito istituzionale moderno e in linea con le direttive Agid. Si tratta di un portale innovativo, graficamente e stilisticamente apprezzabile e, soprattutto, di immediata fruizione per i nostri cittadini che potranno trovare notizie di ogni genere, oltre che avere un facile accesso alle sezioni che più interessano alla cittadinanza. Nelle prossime settimane, inoltre, completeremo la rivoluzione digitale del nostro sito con il miglioramento della sezione Albo Pretorio attraverso un programma di gestione più immediato per l’utente, che garantisca una facile consultazione dei principali atti della vita amministrativa del nostro Comune. A breve, inoltre, sarà attivato un nuovo servizio di cittadinanza attiva che, tramite app, consentirà ai cittadini di ricevere notifiche di avvisi e informazioni varie e di inviare segnalazioni”.

Il nuovo sito istituzionale del Comune di Pisticci è accessibile sia dal vecchio dominio www.comune.pisticci.mt.it che digitando il nuovo indirizzo www.comunedipisticci.it. Buona navigazione!

 

Incidente mortale: muore giovane motociclista

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Un uomo originario di Policoro  era a bordo di una moto quando per cause da accertare, si è scontrata con un’auto: il giovane è morto nel pomeriggio alla periferia di Matera, in località Parco dei Monaci, sulla strada provinciale 3 per Montescaglioso. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, gli operatori sanitari del 118 e i Carabinieri.

Guardia di Finanza, concorso per reclutamento 965 allievi

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Sulla Gazzetta Ufficiale – IV Serie Speciale n. 33 del 26 aprile 2019 – è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 965 allievi finanzieri (805 del contingente ordinario e 160 del contingente di mare) così ripartiti:

• n. 676 riservati ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate;
• n. 289 destinati ai cittadini italiani (di cui 26 riservati ai possessori dell’attestato di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752).

Al concorso possono partecipare coloro che abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, compiuto il 18° anno e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età. Il limite anagrafico massimo così fissato è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato e, comunque, non superiore a tre anni per coloro che, alla data del 6 luglio 2017, svolgevano o avevano svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato.

Ai fini della presentazione della domanda di partecipazione è necessario essere in possesso:

• del diploma di istruzione secondaria di primo grado, per i posti riservati ai volontari delle Forze armate;
• per i restanti posti del diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della laurea. Possono partecipare anche coloro che, pur non essendo in possesso del previsto diploma, lo conseguano nell’anno scolastico 2018/2019.

La domanda di partecipazione al concorso, da presentare entro le ore 12.00 del 27 maggio 2019, dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https://concorsi.gdf.gov.it”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (“P.E.C.”), dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al format di compilazione della domanda di partecipazione.

Sul predetto sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

Litorale tarantino, rinvenuta carcassa di squalo adulto (“prionace”) con 21 cuccioli

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Le carcasse di squali rinvenuti appartengono alla specie del genere “Prionace” diffusi nel mar Mediterraneo nonché nei mari tropicali e subtropicali del pianeta comunemente conosciuti come “verdesca”. E’ stata data segnalazione al Servizio veterinario dell’ASL competente intervenuto sul posto per i rilievi del caso nonché è stata data comunicazione al personale dell’oasi WWF di Policoro.

Nella mattinata odierna, a seguito di segnalazione pervenuta alla Sala operativa della Capitaneria di porto di Taranto, personale militare di questo Comando intervenuto via terra accertava la presenza in località Chiatona del litorale tarantino nei pressi del lido “Rilcado Beach”, a pochi metri dalla riva e ad una profondità di poco meno di due metri, la presenza di un esemplare spiaggiato privo di vita di squalo lungo circa tre metri di colore grigio scuro e di 21 esemplari di piccolo taglio della stessa specie.
Le carcasse di squali rinvenuti appartengono alla specie del genere “Prionace” diffusi nel mar Mediterraneo nonché nei mari tropicali e subtropicali del pianeta comunemente conosciuti come “verdesca”.
I militari operanti sul posto dopo attenta perlustrazione dell’area, non avvistavano altri esemplari spiaggiati.
Di quanto accertato veniva prontamente data segnalazione al Servizio veterinario dell’ASL competente che interveniva sul posto per i rilievi del caso nonché veniva data comunicazione al personale dell’oasi WWF di Policoro.
Il personale sanitario intervenuto ha informato che le cause dello spiaggiamento dello squalo femmina che presentava parte dello stomaco fuoriuscito dalla bocca e dei suoi 21 cuccioli erano da ricondurre probabilmente agli sforzi del parto, infatti sembrerebbe che i piccoli siano nati direttamente sulla spiaggia e deceduti con la madre dopo pochi minuti.
La zona deserta dell’evento nonché le sfavorevoli condizioni metereologiche non hanno permesso l’avvistamento nonché la tempestiva segnalazione dello spiaggiamento per un eventuale intervento tempestivo utile ad impedire il decesso degli squali.

fonte: Capitaneria di Porto Taranto

Magazzini Aperti: “Pensavo sarebbe stato bello, invece è stato straordinario”

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“Pensavo sarebbe stato bello, invece è stato straordinario”

SCANZANO JONICO. “Pensavo sarebbe stato bello, invece è stato straordinario”, così uno degli studenti che ha partecipato all’iniziativa “Magazzini Aperti” promossa da Asso Fruit Italia e che venerdì ha visto la folta partecipazione di studenti venuti da Matera e accolti dai tecnici, nutrizionisti e produttori che hanno mostrato l’intero ciclo produttivo: dalla raccolta al confezionamento in magazzino”.
Il direttore generale di Asso Fruit Italia, Andrea Badursi, ha così commentato: “Con l’iniziativa si rafforza l’impegno della nostra Organizzazione di produttori sul versante dell’educazione alimentare e della sensibilizzazione verso le buone abitudini alimentari e i corretti stili di vita avvalendoci della consulenza della biologa nutrizionista Antonella Florio che ha spiegato in maniera semplice e diretta ai ragazzi, che hanno partecipato e preso appunti, l’importanza di consumare frutta e verdura e nello specifico le fragole”.
Infine, Andrea Badursi ha concluso: “Le iniziative di Asso Fruit Italia proseguiranno, ricordiamo che d’estate si tornerà a parlare di alimentazioni sulle spiagge con il progetto Fruit&Salad on the Beach. La valorizzazione delle produzioni, come nel caso di Magazzini Aperti, è un tema importante e ben sostenuto da misure strategiche come la 3.2 del Psr 2014 – 2020, misura che si è rivelata importantissima anche nello sviluppare il tema dell’educazione alimentare”.

Fiume Cavone, la colorazione rossastra dovuta “all’elevato tenore di ferro”. Rosa: “approfondimento su valore Escherichia coli”

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Secondo l’Arpa “non sono state riscontrate particolari criticità”. Tuttavia è stata riscontrata la presenza di Naftalene oltre a significative concentrazioni di manganese, alluminio e ferro. Ci saranno successivi campionamenti al fine di aggiornare le attuali valutazioni anche in relazione allo stato di avanzamento dei monitoraggi in corso da parte del Centro Ricerche Arpab di Metaponto, nell’ambito del piano regionale di tutela delle acque. Per quanto attiene alla presenza di Naftalene, l’agenzia fa sapere che è necessario un monitoraggio di un anno per giungere a un giudizio completo.

LA NOTA STAMPA DIFFUSA DALL’ASSESSORE REGIONALE GIANNI ROSA

La situazione ambientale del fiume Cavone in provincia di Matera è stata oggetto di verifiche da parte dall’ARPA Basilicata. Lo comunica l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata Gianni Rosa.
“Parlare il linguaggio della verità verso i Lucani è l’obbiettivo che si pone il Governo Bardi – dichiara Rosa. L’ambiente e la sua tutela sono, evidentemente, i banchi di prova più sovraesposti in Basilicata. I risultati delle analisi condotte dall’agenzia, ufficializzati direttamente dall’assessorato, non fanno emergere particolari preoccupazioni rispetto alla situazione delle acque superficiali.

Al contempo, è stato richiesto all’Agenzia un approfondimento sull’origine del valore dell’Escherichia coli.

Ulteriormente attenzionati – aggiunge l’assessore Rosa- saranno i sedimenti del fiume, dove si è riscontrata una concentrazione di Naftalene superiore ai livelli di riferimento”. L’assessore Rosa ha chiesto inoltre all’Arpab di svolgere ulteriori analisi nel corso di 12 mesi, al fine di verificarne la persistenza e l’esatta natura. La presenza di ferro, alluminio e manganese, in valori anch’essi significativi ma in linea con quanto riscontrato in altre analisi condotte sui sedimenti di altri corpi idrici regionali, induce comunque ad un ragionevole approfondimento da fare anche rispetto ai monitoraggi che si stanno portando avanti nell’ambito del Piano Regionale della Tutela delle Acque.
Dal canto suo l’assessore Rosa conferma che “il Dipartimento all’Ambiente continuerà ad aggiornare costantemente i cittadini lucani man mano che i controlli proseguiranno nel tempo”.

Guardia di Finanza, sequestrati articoli pericolosi

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Sono quantificabili in oltre quattrocentomila i prodotti potenzialmente pericolosi sequestrati dalle Fiamme Gialle materane durante controlli finalizzati al contrasto della commercializzazione di merce non sicura per il consumatore.
Il costante monitoraggio economico del territorio svolto dai militari della Compagnia di Matera ha infatti consentito di individuare, presso un’attività commerciale sita in Matera e presso un’altra a Tricarico (MT), migliaia “articoli” di ogni genere, che riempivano gli scaffali degli esercizi ispezionati dalle Fiamme Gialle e che sono risultati sprovvisti delle prescritte etichette riportanti le relative caratteristiche merceologiche previste dal Decreto legislativo nr. 206/2005 ovvero dal c.d. “Codice del Consumo”.
La normativa di settore prevede stringenti prescrizioni in ordine al contenuto delle etichette apposte ai singoli prodotti che devono necessariamente riportare le informazioni minime relative al produttore o all’importatore comunitario, l’eventuale presenza di sostanze che possono arrecare danno alla salute o all’ambiente, i materiali impiegati ed i metodi di lavorazione del prodotto nonché le istruzioni (anche in lingua italiana) e le eventuali precauzioni d’uso.
Per le irregolarità riscontrate i titolati delle attività commerciali, entrambi di origini cinesi, sono stati segnalati alla Camera di Commercio per l’avvio del procedimento di irrogazione delle sanzioni amministrative.
Le operazioni rientrano nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a salvaguardia del consumatore finale, che vanta il diritto di trovare sul mercato solo prodotti sicuri, e per scongiurare l’acquisto di tutti quei prodotti che possono recare nocumento alla sicurezza ed alla salute.

fonte: comunicato stampa Guardia di Finanza Matera

Cani al sicuro dai pappataci: come proteggerli con un collare

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Il vostro cane corre libero tra i prati, ma a quali pericoli corre? La primavera e la bella stagione segna anche il proliferare di molti parassiti: i più pericolosi per il vostro amico a quattro zampe sono sicuramente i pappataci. A volte bastano piccole e semplici prevenzioni per non dover ricorrere a problemi di salute che possono diventare anche molto gravi. I parassiti sono piccoli animali ma possono provocare grandi danni.

I pappataci, o anche chiamati flebotomi, sono piccoli insetti (2-3 mm di dimensione) che spesso vengono scambiati per zanzare data la loro stretta somiglianza. Sono maggiormente diffusi nei Paesi tropicali e nell’area mediterranea, zone che prediligono un clima umido e caldo. Proprio per questo, proliferano nelle belle stagioni. Sono animaletti insidiosi, anche perché di giorno si nascondono in ambienti freschi e agiscono di notte.

Come distinguere i pappataci dalle zanzare? Il parassita presenta una peluria giallastra sul corpo, è silenziosa. Sono soggetti alle punture da pappataci sia gli uomini che gli animali ma sono soprattutto questi ultimi quelli più in pericolo: il morso di questo parassita può provocare conseguenze anche molto gravi, tra cui la leishmaniosi.

Il contagio diretto da cane a uomo è assolutamente escluso, in quanto l’unico modo per essere infettati dal parassita è attraverso la puntura dell’insetto volante.

Che cos’è la Leishmaniosi? La leishmaniosi è una malattia infettiva canina molto grave, trasmessa a seguito della puntura dei parassiti pappataci. Sono maggiormente esposti al pericolo i cani che, quando vengono punti da questi insetti infetti, diventano portatori del parassita: diventano quindi “sieropositivi” per leishmania. La contaminazione può avvenire durante tutto il periodo di incubazione, che è molto variabile (e in alcuni casi si prolunga anche per anni). La leishmaniosi è una malattia cronica e non è semplice curarla. In alcuni casi si tenta di prevenire l’attacco con un antiparassitario specifico, come il collare Scalibor, disponibile anche su bauzaar.it. I collari hanno l’obiettivo di repellere i pappataci e ridurre la possibilità di contrarre questa malattia.

È difficile diagnosticare questa malattia, in quanto si manifesta in modo non eclatante, più spesso ad andamento cronico; ma piccoli segnali possono salvare il vostro cane: osservare i suoi comportamenti può aiutarlo.

Quindi se avete il dubbio che il vostro cane abbia contratto questa malattia, e credete che i suoi atteggiamenti rientrino tra i sintomi della Leishmaniosi non esitate a consultare immediatamente il veterinario. Tra i sintomi più comuni nel cane c’è la perdita di pelo: un’alopecia che inizia intorno agli occhi, il vostro cane appare stanco e vecchio. Ma anche l’aumento di volume dei linfonodi, anche cutanei e una dermatite secca esfoliativa con comparsa di forfora. Se vedete il vostro animale dimagrito e stanco, e presenta anche episodi di vomito allora correte presto al soccorso.

Quali sono i rimedi per la Leishmaniosi?

Prima si riconosce la malattia prima la si cura: ma non è così semplice. Nei cani i tempi di incubazione vanno da un mese a tre anni e, in genere, prende di mira gli animali che hanno un’età tra i 4 ai 6 anni. La più efficace cura alla Leishmaniosi è la prevenzione. Per questo i collari sono i più comodi prodotti di difesa dalle infestazioni dei pappataci.

Così come sono i lunghi i tempi di incubazione anche la cura prevede diversi mesi. Nello specifico la malattia viene debellata contrastando i sintomi sotto la somministrazione di alcuni farmaci. Eppure bastano piccoli passi per evitare di mettere a rischio la vita del vostro cane. Un semplice collare può risparmiare un pericolo così grande e mantenere sana l’attività del vostro amichetto.

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Il direttore Generale Polimeni dell’ ASM di Matera, a seguito di verbale di ispezione del Mef dell’anno 2018 in cui si ravvisavano presunte irregolarità nella determinazione dei fondi contrattuali per le progressioni economiche orizzontali dei dipendenti, con delibera 77 e 89 poi del 2019 ha di fatto richiesto la sospensione delle fasce economiche dell’anno 2010 per una somma pari a 634.000, a rivalersi sui dipendenti e di 200000 per il 2016. Tutto ciò è stato consumato senza avvisare e confrontarsi con i sindacati, come vorrebbe invece qualsivoglia modifica delle contrattazioni aziendali in tema di rivisitazione dei fondi contrattuali ( è ravvisata per questo condotta antisindacale suscettibile di denuncia presso le competenti sedi giurisdizionali). Situazioni del genere hanno dato sempre ragione ai dipendenti, condannando semmai gli autori dell’atto amministrativo all’epoca (2010 e 2016) alla restituzione di somme qualora vi fosse stato accertato danno erariale, ciò che invece non è ravvisabile, in quanto i fondi sono del personale del comparto e non sono stati sottratti ad altro personale. Con successiva delibera 229 del 13/03/2019, di fatto, prendendo a riferimento un parere richiesto all’ Aran che nella sostanza nulla dice in merito ad eventuali soluzioni del caso, richiede con delibera 229/2019, la restituzione anche delle somme per un importo di 634.000 del 2010 e 200000 del 2016, sempre non contattando i sindacati ed in modo autoritario. In materia , si sono pronunciati tribunali, e da ultimo il consiglio di stato che ha dato ragione ai dipendenti ( visto anche il protrarsi del tempo e dei danni conseguenti) . Autorità GIUDIZIARIE che hanno utilizzato una sanatoria con il decreto Salva Roma e chi considerando la legge MADIA (che da come termine 18 mesi alle amministrazioni per agire in autotutela). Quindi la sanatoria riguarda tutte le irregolarità fino al 31/12/2012 mentre la legge Madia per l’autotutela presuppone che l’azienda poteva agire , fino al giugno 2012 per le somme di 634.000 del 2010, e fino al giugno 2018 per le somme di 200.000 per il 2016. Appaiono così illeciti i provvedimenti di Polimeni, come cosi ha fatto con delibera 77-89 e 229, fondati su pretese astratte senza la contrattazione sindacale e senza il presupposto per poter risolvere la situazione in modo benevolo e contro la legge MADIA . Si adiranno le aule di tribunale dove saranno richiesti i danni e le azioni di responsabilità.

(Fonte: Personale comparto)

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