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Cronaca - page 63

Polizia ferroviaria aiuta giovane madre in difficoltà

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Polizia ferroviaria aiuta giovane madre in difficoltà: è accaduto a Metaponto, gli agenti hanno offerto aiuto alla ventiduenne

La Polizia Ferroviaria è una specialità della Polizia di Stato che ha come compito principale quello di garantire la sicurezza nelle stazioni ferroviarie e a bordo dei treni, svolgendo attività di prevenzione e repressione dei reati in particolare in tale ambito. Più in generale, l’impegno di tutta la Polizia di Stato è quello di porsi a servizio dei cittadini, secondo il concetto di polizia di prossimità ben espresso dal motto “vicini alla gente”. Nei giorni scorsi, gli agenti del Posto Polfer di Metaponto si sono adoperati per aiutare una ventiduenne somala, con un bambino di 2 anni e in stato interessante, richiedente asilo e senza fissa dimora. La rete di assistenza attivata, attuata anche tramite la Questura e la Prefettura di Matera, ha consentito in breve tempo di individuare un’idonea sistemazione per la giovane mamma in difficoltà.

 

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Truffa una novantenne, arrestato napoletano

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Truffa una novantenne, arrestato napoletano: l’uomo ha finto una consegna per farsi dare denaro dalla donna

Agenti della Squadra Mobile di Matera hanno eseguito, con la collaborazione della Squadra Mobile di Napoli, un’Ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Matera, nei confronti di un pregiudicato di anni 41, residente e domiciliato a Napoli.

“L’uomo si è reso responsabile di truffa aggravata ai danni di una novantenne residente a Matera. I fatti risalgono al mese di settembre dello scorso anno. Nella circostanza i truffatori adottarono il seguente modus operandi. Un complice del malfattore, rimasto ignoto, contattava telefonicamente l’anziana signora, fingendo di essere il di lei nipote, per informarla che sarebbe presto passato dalla sua abitazione un corriere per consegnarle un pacco a lui destinato. In un primo momento il telefonista riusciva a convincere la donna a ritirare il pacco e a consegnare al corriere 4.000 euro in contanti. Dopo aver riscosso la somma, il corriere ritornava nell’abitazione della donna e il telefonista, sempre fingendo di essere suo nipote, la convinceva a consegnare all’uomo altri 1.700 euro e i gioielli di famiglia. La donna riusciva poi a mettersi in contatto con il vero nipote, che si accorgeva della patita truffa e avvertiva la Polizia, a cui veniva consegnato il pacco, all’interno del quale non c’era che sale”, è scritto nella nota della Questura di Matera.

E, ancora: “Grazie all’articolata attività investigativa svolta dal personale della Squadra Mobile materana è stato possibile risalire al “corriere” napoletano, con precedenti specifici, responsabile anche di precedenti truffe perpetrate in altre città italiane. Nei suoi confronti sono stati raccolti numerosi elementi che hanno consentito di costruire una corposa piattaforma indiziaria e l’emissione della misura cautelare. Utile ai fini delle indagini si è rivelata anche la collaborazione fornita da alcuni cittadini. Dopo l’esecuzione dell’arresto, l’uomo è stato condotto presso la Casa circondariale di Napoli. Da parte della Polizia di Stato, l’invito resta sempre quello di denunciare immediatamente tali episodi delittuosi, affinché i malviventi e le loro attività illecite possano essere individuati”.

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Truffa dell’arrotino, denunciato pluripregiudicato

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Truffa dell’arrotino, denunciato pluripregiudicato: simula perdita di gas che poi asserisce di aver riparato e tenta di farsi consegnare denaro

Agenti della Polizia di Stato, in servizio presso la locale Squadra Volante, hanno individuato e denunciato all’Autorità giudiziaria un pregiudicato residente nel siracusano per aver commesso a Matera una truffa aggravata, nota come “truffa dell’arrotino”.

“L’ “arrotino” è riuscito a farsi aprire la porta di casa dall’ignara vittima con la scusa di dover affilare delle posate. Una volta entrato nell’abitazione e dopo aver terminato il lavoro di affilatura, l’uomo ha simulato ad arte lo sprigionarsi di piccole fiammelle all’altezza delle manopole dei fornelli della cucina, asserendo che vi era una perdita di gas”, è riportato nel comunicato stampa della Questura di Matera.

E, ancora: “Si è così proposto di ripararla e dopo aver “rimesso a posto” la cucina, ha chiesto la somma di 260 euro per la riparazione, spiegando di aver dovuto sostituire diversi pezzi, più 100 euro per l’affilatura delle posate. Di fronte alla richiesta chiaramente esorbitante, la vittima ha corrisposto soltanto 60 euro all’arrotino, il quale però ha continuato ad insistere per ottenere l’intero compenso”.

“Resasi conto di aver probabilmente subito un raggiro, la vittima ha allontanato il soggetto dalla propria casa con la promessa di vestirsi e di scendere per prelevare il resto della somma richiesta e invece ha allertato le forze dell’ordine, fornendo informazioni particolareggiate sull’uomo. Più tardi, due poliziotti in quel momento liberi dal servizio ma informati dell’accaduto, hanno notato transitare vicino al luogo dove era stata consumata la truffa l’autovettura segnalata con alla guida un individuo del tutto corrispondente alle descrizioni fornite. Senza mai perderlo di vista, a bordo della propria autovettura privata, i poliziotti hanno seguito il soggetto fino al vicino abitato di Laterza, dove sono riusciti a fermarlo e ad identificarlo compiutamente, richiedendo immediatamente l’ausilio di personale della Squadra Volante della Questura di Matera. Il soggetto, residente nella provincia di Siracusa e pluripregiudicato per reati specifici di truffa, dopo essere stato sottoposto agli accertamenti del caso, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Nei suoi confronti, inoltre, sarà adottato il provvedimento questorile del Foglio di via obbligatorio. La somma di danaro provento della truffa è stata sequestrata”.

Appropriazioni indebita, indagini della Polizia di Stato

Appropriazione indebita, indagato dipendente di un negozio

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Appropriazione indebita, indagato dipendente di un negozio: secondo gli investigatori avrebbe sottratto 34.633. All’uomo notificato l’avviso di conclusione delle indagini

Agenti della Polizia di Stato, al termine di indagini svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, hanno notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari a un giovane materano, indagato per il reato di appropriazione indebita, aggravato e continuato. L’uomo, 29 anni, dipendente di un esercizio commerciale della città facente parte di una nota catena nazionale di grandi magazzini, “è accusato di aver sottratto dalle casse del negozio 34.633 euro”, si legge nella nota stampa diffusa dalla Questura di Matera.

Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata in Questura dalla responsabile dell’esercizio, la quale, dopo essere rientrata da un lungo periodo di assenza, si è accorta del considerevole ammanco.

“La complessa attività investigativa – consistita nell’assunzione di informazioni da diverse persone, nell’analisi di dati telefonici, in accertamenti patrimoniali e bancari, perquisizioni e sequestri – ha permesso di rilevare e raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del dipendente”.

E, ancora, secondo la ricostruzione investigativa: “Questi, che insieme ad altri colleghi era affidatario della chiave della cassaforte, approfittando dell’assenza della responsabile dell’esercizio, in più occasioni ha intascato l’incasso giornaliero anziché depositarlo in cassaforte, altre volte ha prelevato consistenti somme di danaro contante direttamente dal forziere. Per giustificare la mancata consegna di diversi incassi alle guardie giurate preposte al ritiro accampava poi varie scuse. Le ingenti somme sottratte nel frattempo risultano essere state dall’uomo sperperate”.

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Tagli abusivi bosco, un deferimento

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Tagli abusivi bosco, un deferimento: i Carabinieri Forestali di Stigliano, Tursi e Rotondella sequestrano un’area boscata comunale

 I Carabinieri Forestali di Stigliano, Tursi e Rotondella hanno proceduto al sequestro di un’area boscata di proprietà del Comune di Aliano, sita in località “ Valle Carbone”. Nella suddetta area, della superficie pari a circa ha. 07.50.00, erano state abbattute piante di acero trilobo, orniello e cerro, anche di grosse dimensioni,  “la cui relativa massa legnosa, stimata in circa 720 quintali, è stata asportata e commercializzata”, è scritto nel comunicato stampa divulgato in queste ore dai Carabinieri. E, ancora: “Si è  accertata, inoltre, la realizzazione di un piazzale di carico delle dimensioni di circa 750 mq., con l’abbattimento di tutta la copertura arborea e successive operazioni di livellamento.  Dalle indagini è emerso che per i lavori eseguiti non vi era alcuna autorizzazione. Pertanto, si è proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare della Ditta esecutrice del taglio e del direttore dei lavori, responsabili dell’abuso”.

 

Aliano, borgo suggestivo nel cuore della Val D’Agri

Aliano è un piccolo borgo di circa 900 abitanti della provincia di Matera, che sorge al centro del paesaggio suggestivo dei calanchi. Il borgo si colloca su uno sperone argilloso e scosceso, a 498 metri di altitudine, e domina la Val d’Agri e il torrente. Per queste caratteristiche il paesaggio è di forte impatto e unico nel suo genere.
La parte più antica del paese, il “borgo antico” appunto, è formata da case costruite con mattoni crudi di argilla. Aliano è circondato da piantagioni di ulivo e da pescheti e agrumeti, meglio conosciuti come i “Giardini di Aliano”.
Immerso in questi suggestivi scenari lo scrittore Carlo Levi, che venne confinato ad Aliano durante il periodo fascista, scrisse il suo libro “Cristo si è fermato ad Eboli”. La sua casa è situata all’ingresso del centro abitato.

 

Incidente stradale, morto uomo di Montalbano Jonico

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Incidente stradale, morto uomo di Montalbano Jonico: in tanti hanno ricordato anche sui social network il professore

Un uomo è morto in un incidente stradale avvenuto  stamani sulla “Fondovalle dell’Agri”, nei pressi di Scanzano Jonico. Le cause dello scontro sono in fase di accertamento da parte delle autorità intervenute. Nell’incidente, che ha rallentato la circolazione, sono rimasti coinvolti anche un furgone e un’autovettura. La morte di Antonio Torsello ha provocato diverse reazioni sui social, tantissimi i messaggi di cordoglio: in tanti infatti hanno ricordato il professore tragicamente scomparso.

Sempre sulla Val d’Agri, alcuni anni fa, un altro incidente che costò la vita a un sessantenne pugliese.

Foto a scopo illustrativo, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo

Droga in casa, arrestato

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Droga in casa, arrestato. Gli uomini della Guardia di Finanza, come riferito nella nota stampa,  hanno   sequestrato 250 grammi di cocaina  e  materiale per il confezionamento, il taglio e la pesatura dello stupefacente. Rinvenuti 30 mila euro in contanti

Nei giorni scorsi i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Matera hanno tratto in arresto un uomo di 45 anni della Città dei Sassi sospettato di aver commesso il “reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. Nel corso di una mirata attività, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a controllo l’uomo “gravato dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale effettuando una perquisizione presso i luoghi nella sua disponibilità”, è scritto nella nota diffusa dal Comando Provinciale di Matera.

E, ancora: “Tale attività ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro 250 grammi di cocaina d’elevata purezza, in parte già confezionata in dosi e pronta per essere spacciata, nonché materiale per il confezionamento, il taglio e la pesatura dello stupefacente. Il soggetto, inoltre, deteneva ben 30 mila euro in contanti, suddivisi in mazzette di vario taglio cautelate in buste di cellophane sottovuoto, che, ritenuti provento dell’attività illecita, sono stati anch’essi sottoposti a sequestro. La vendita al dettaglio dello stupefacente rinvenuto avrebbe fruttato oltre 100 mila euro. L’uomo è stato tratto in arresto e, su disposizione della locale Autorità Giudiziaria, condotto presso la Casa Circondariale di Matera.
Infine, nel comunicato gli investigatori della Guardia di Finanza precisano che dagli accertamenti svolti sarebbe emerso che il presunto spacciatore materano, “ufficialmente disoccupato e senza reddito, percepiva il reddito di cittadinanza”.
Un beneficio che verrà immediatamente sospeso, così come previsto dall’art.7-ter del D.L. 28.01.2019 n.4 (Sospensione del beneficio in caso di condanna o applicazione di misura cautelare personale).

Sullo stesso argomento, gli accertamenti svolti in un’altra operazione della Guardia di Finanza

Bruno Pilato, denunciato un sospettato: avrebbe tamponato il motociclista poi morto

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Bruno Pilato, denunciato un sospettato: avrebbe tamponato il motociclista poi morto, secondo le ricostruzioni investigative, il presunto autore del tamponamento si sarebbe dato alla fuga dopo l’incidente in cui è morto un giovane motociclista materano

Subito dopo l’incidente stradale sulla SS 7 in cui è deceduto il motociclista materano Bruno Pilato è intervenuto personale della Squadra Volante e della Polizia Stradale, che ha effettuato i primi rilievi.

Grazie ai successivi accertamenti effettuati dagli agenti della Polizia Stradale, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Annunziata Cazzetta, e alla collaborazione di alcuni cittadini, “è stato possibile risalire al “furgone scuro” coinvolto nella dinamica del sinistro”, è scritto in una nota diffusa in queste ore dalla Questura di Matera.

Gli investigatori, a proposito del conducente  nella nota hanno scritto che: “dopo essere stato tamponato dal motociclista, che a seguito dell’impatto è rovinato sull’asfalto, non si è fermato a prestare soccorso dandosi invece alla fuga e rendendosi irreperibile. Il motociclista, rimasto riverso sulla sede stradale a seguito del tamponamento, è stato quindi travolto da un’autovettura nel frattempo sopraggiunta”, è la ricostruzione riportata nel comunicato. E, infine: “L’esame delle testimonianze, le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, che ritraggono i veicoli in transito in percorsi e orari compatibili con il passaggio sul luogo del sinistro stradale, hanno permesso nel giro di pochi giorni di individuare l’autista del furgone. L’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria e il furgone è stato sottoposto a sequestro”, è scritto nel comunicato.

Don Flavio Tufaro sarà presbitero

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Don Flavio Tufaro
ordanazione sacerdotale

Don Flavio Tufaro sarà ordinato presbitero nella Chiesa Cattedrale “Maria SS. Annunziata” di Tursi (MT) durante la solenne Concelebrazione eucaristica. Da diacono ha intrapreso il percorso di studi in lettere classiche presso l’Università di Basilicata, sede di Potenza, e ha offerto il suo servizio pastorale per le parrocchie di Sant’Arcangelo (PZ).

Il diacono Flavio Tufaro sarà ordinato presbitero alle ore 18.00 sabato 22 maggio 2021, vigilia della Pentecoste, nella Chiesa Cattedrale “Maria SS. Annunziata” di Tursi (MT) durante la solenne Concelebrazione eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro.
Tufaro ha 25 anni: è nato il 13 ottobre 1995 ed è stato ordinato diacono il 22 agosto 2020 a Lagonegro (PZ). Dopo la scuola media a Carbone (PZ), suo paese di origine, Flavio ha frequentato per due anni il liceo classico di Senise (PZ) e poi ha completato il percorso di scuola superiore presso il Pontificio Seminario Regionale Minore Lucano di Potenza. Quindi nel 2014 ha intrapreso il cammino di formazione al Sacerdozio presso il Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata ove ha conseguito il titolo di baccellierato in Teologia a giugno 2020. Negli anni del Seminario ha svolto l’attività di tirocinio pastorale nelle parrocchie di Calvera, Carbone e poi a Lagonegro. Da diacono ha intrapreso il percorso di studi in lettere classiche presso l’Università di Basilicata, sede di Potenza, e ha offerto il suo servizio pastorale per le parrocchie di Sant’Arcangelo (PZ). Il neo ordinato presbitero presiederà per la prima volta l’Eucaristia domenica 23 maggio alle ore 11.00 nella Chiesa Madre di Sant’Arcangelo (PZ).

La Diocesi ha avuto quattro Vescovi: Mons. Vincenzo Franco (8 settembre 1976 – 27 gennaio 1981; Mons. Gerardo Pierro (6 settembre 1981 – 28 febbraio 1987); Mons. Rocco Talucci (10 aprile 1988 – 5 febbraio 2000): Mons. Francescantonio Nolè (7 gennaio 2001). La Diocesi è suddivisa in quattro Zone pastorali: Jonica, Sinnica, Val d’Agri e Mercure-Tirrenica. Santi e Beati della Diocesi sono: Sant’Andrea Avellino di Castronuovo (1521 – 1608); il beato Domenico Lentini di Lauria (1770 – 1828), sacerdote diocesano; il beato Giovanni da Caramola (+1339), converso cistercense.

 

Di recente, l’ordinazione di altri tre presbiteri

Energia elettrica da rinnovabili: denuncia per sospetta truffa

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Elettricità da rinnovabili, sospetta truffa

Nell’ambito dei servizi di istituto relativi al contrasto degli illeciti in materia di Spesa Pubblica, militari della Compagnia di Matera hanno eseguito un’attività ispettiva a contrasto dell’indebita percezione di incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Le fiamme gialle che hanno condotto l’attività ispettiva, finalizzata al riscontro dell’esistenza dei requisiti previsti per beneficiare del contributo d’incentivazione (di durata ventennale), “hanno accertato che i tre impianti, tutti posizionati ed installati nella provincia di Matera, ciascuno dei quali di potenza prossima a 1 MW, di fatto, costituiscono un unicum, riconducibile ad un solo soggetto: difatti, hanno il medesimo rappresentante legale ed i rispettivi impianti fotovoltaici, distano meno di 500 metri l’uno dall’altro”, è riportato nella nota stampa diffusa in queste ore dal Comando Provincia di Matera.

E, ancora: “Il frazionamento è risultato essere stato creato ad hoc al fine di eludere la Legge Regionale 1/2010 e il Piano di Indirizzo Energetico e Ambientale Regionale di Basilicata e avere così accesso alle procedure più agevoli e meno complesse riservate agli impianti di potenza inferiore a 1MW. Tali artifizi e modalità esecutive hanno permesso di ottenere, indebitamente, il contributo previsto dal Secondo Conto Energia per gli impianti ultimati entro il 31/12/2010”, spiegano gli investigatori nel comunicato. “Per quanto sopra, il rappresentante legale delle tre società, è stato denunziato per la fattispecie di reato di cui all’ art. 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche), in quanto, con artifizi e raggiri, consistenti nel frazionamento artificioso in tre parti di un unico impianto fotovoltaico, ha eluso la normativa vigente, riuscendo così ad ottenere, indebitamente, tariffe incentivanti per un importo totale di circa € 15.000.000. Le risultanze dei controlli di natura amministrativa sono state comunicate all’autorità competente del settore, il G.S.E. (Gestore Servizi Energetici) per le valutazioni in ordine al recupero degli incentivi indebitamente percepiti”, conclude la nota.

 

Concorso Guardia di Finanza, c’è tempo fino a domani 20 Maggio 2021

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