Archivio categoria

Cronaca - page 58

Incidente sulla Val D’Agri: estratto dalle lamiere dell’auto

in Cronaca

Incidente sulla Val D’Agri: estratto dalle lamiere dell’auto. I Vigili del Fuoco hanno dovuto usare cesoie e divaricatori per estrarre il ferito

I Vigili del fuoco del Comando di Potenza, con il personale in servizio presso il distaccamento di Villa D’Agri, in data odierna alle ore 7.40 circa, sono intervenuti per incidente stradale sulla S.S. 598 al Km 71+800 nel comune di Missanello. I Vigili del fuoco arrivati sul posto, hanno trovato una autovettura fuori strada per cause in corso di accertamento. Messo in sicurezza il veicolo per scongiurare l’insorgere di incendi, per estrarre dall’abitacolo l’uomo è stato necessario utilizzate cesoie e divaricatori, recuperato il ferito è stato trasportato in ambulanza presso l’ospedale di Villa D’Agri. I VV.F. sono intervenuti con una autopompa, un fuoristrada per un totale di cinque unità. Sul posto anche Polizia Stradale e 118.

 

Strada statale 598 di Fondo Valle d’Agri 

Ha origine ad Atena Lucana in prossimità dello svincolo dell’A2 Salerno-Reggio Calabria e termina a Scanzano Jonico, in Basilicata, in prossimità dello svincolo della strada statale 106 Jonica. Ha una lunghezza totale di 123,150 km e attraversa le province di Salerno, Potenza e Matera. Percorre la Val d’Agri toccandone i comuni (che sono collegati alla strada con uscite e svincoli) fino a ricongiungersi con la SS 106 nel territorio di Scanzano Jonico. Malgrado abbia una sola corsia per senso di marcia e sia caratterizzata per ampi tratti da curve, gallerie e scarsa visibilità, è importantissima poiché ha tolto dall’isolamento la Valle e ha facilitato i collegamenti tra i paesi della zona. Sebbene l’arteria raggiunga i 123,450 km, la sua lunghezza effettiva è di 123,150 km, poiché i primi 0,300 km, dall’innesto con la strada statale 19 delle Calabrie all’intersezione con lo svincolo di Atena Lucana dell’A2 sono stati in passato declassati. La strada prende il nome dal fiume Agri in quanto segue il suo percorso fino alla foce, nei pressi di Policoro [wikipedia]

Segui ilMet su Instagram

Nella categoria dedicata le principali notizie di cronaca regionali e del territorio metapontino.

All’Itset di Tursi il corso di formazione per la defibrillazione

in Cronaca

All’Itset di Tursi il corso di formazione per la defibrillazione. Il corso ha riguardato anche la rianimazione cardiopolmonare di base. Iniziativa voluta dalla dirigente Rosa Schettini

Sabato 30 ottobre presso l’auditorium dell’ITSET di Tursi si è tenuto il corso di formazione (BLS-D) per la rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce rivolto a operatori non sanitari che ha coinvolto sei tra docenti e esponenti del personale ATA dell’Istituto. L’iniziativa nata sotto l’egida dell’Italian Resuscitation Council e sponsorizzata dal Rotary Club Senise Sinnia, è stata fortemente voluta dalla dirigente Rosa Schettini che ha fatto gli onori di casa durante la manifestazione inaugurale cui hanno assistito con vivo interesse gli alunni della classi quarte dei corsi di Amministrazione e Turismo.
“E’ da sempre nostro intento promuovere iniziative da cui la collettività tragga vantaggio- commenta l’ingegnere Domenico Totaro presidente del Rotary- Non vogliamo rimanere insensibili ai dati sempre più allarmanti di decessi per arresto cardiaco e riteniamo nostro dovere offrire un contributo disinteressato alle comunità locali”.

Lo scopo del corso BLS-D è di divulgare le manovre opportune quando ci si trova di fronte ad una persona apparentemente senza vita: stabilire un contatto immediato con il 118, eseguire compressioni toraciche e ventilazioni e collegare il paziente al defibrillatore semi-automatico esterno.

L’intervento salvavita di chi assiste ad un arresto cardiaco è fondamentale per la sopravvivenza della persona, prima che giungano gli operatori sanitari delle centrali preposte. “La morte cardiaca improvvisa, vale a dire la cessazione dell’attività cardiaca in una persona apparentemente sana è la terza causa di morte più frequente nel mondo- spiega il dottor Giuseppe Caggiano durante l’incontro -In Europa, ogni anno muoiono circa 350.000 persone a causa di questo evento improvviso. Una vera emergenza… Le cause? Molteplici e di varia natura, da quelle organiche a quelle psico-emotive, in primis il famigerato stress.” Sulla base di quanto detto, si tratta dunque di mettere in atto una vera e propria catena della sopravvivenza avviata dal soccorritore che con una serie di azioni tempestive copre quel lasso di tempo che può essere fatale prima dell’arrivo dei sanitari.

“Sono dell’avviso che la Scuola mai come oggi debba aprirsi al territorio, da cui raccogliere stimoli fondamentali al suo operato educativo- conclude la professoressa Schettini- Nell’aumentata sensibilità alla salute, in cui docenti e ragazzi sono pienamente coinvolti la Scuola si allinea con la restante società civile nelle buone pratiche del vivere comune”

 

Cocaina: arrestato perché sospettato di spaccio

in Cronaca

Cocaina: arrestato perché sospettato di spaccio. L’uomo di Montascaglioso “trovato in possesso con 120 gr circa di cocaina”

La Polizia di Stato di Matera ha arrestato “in flagranza di reato un 51enne di Montescaglioso per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sequestrato quasi 120 gr di cocaina”, è scritto in una nota della Questura di Matera diffusa in queste ore.

E, ancora: “Nel corso di specifici servizi finalizzati al contrasto del traffico e dello spaccio di droga, sulla SP ex SS n.175 gli agenti della Squadra Mobile hanno fermato per un controllo un’autovettura che viaggiava in direzione Montescaglioso. Ma all’alt intimato dagli operatori, l’autista anziché fermarsi ha accelerato bruscamente cercando di dileguarsi. È stato allora prontamente inseguito dai poliziotti sull’auto di servizio, che lo hanno in breve raggiunto e bloccato. Alla guida, c’era il 51enne, unica persona a bordo, già conosciuto per precedenti specifici in materia di stupefacenti, che non ha saputo dare giustificazioni per non essersi fermato all’alt”.

Nella nota stampa è poi riportato: “Nei suoi confronti gli agenti hanno proceduto alla perquisizione personale, veicolare e domiciliare, rinvenendo un involucro in cellophane contenente 118,3 gr di cocaina nella tasca interna del giubbino che indossava e una dose di 1,1 gr della stessa sostanza nascosta sotto il tappetino del lato guida dell’auto. In un locale nella disponibilità dell’individuo è stato poi rinvenuto del materiale impiegato per il confezionamento delle dosi di stupefacente: un pentolino, ritagli di carta stagnola, un rotolo di nastro isolante e alcuni fogli di cellophane. La droga e il materiale per il suo confezionamento sono stati sequestrati insieme alla somma di 430 euro in banconote da piccolo taglio detenuta dal soggetto nel portafogli, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio.L’uomo è stato arrestato e condotto nella casa circondariale di Matera a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il Gip del Tribunale di Matera ha successivamente convalidato l’arresto confermando la custodia in carcere”.

Nella categoria dedicata le notizie di cronaca della regione e del territorio

Scanzano Jonico: il Prefetto nomina la dottoressa Camerini

in Cronaca

Scanzano Jonico: il Prefetto nomina la dottoressa Camerini. Al commissario sono conferiti i poteri spettanti al sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale sino a quando non saranno rinnovati con altra elezione

La Prefettura di Matera ha decretato: “la dottoressa Rosalia Ermelinda Camerini, viceprefetto in quiescenza, è nominata commissario prefettizio per la provvisoria gestione del comune di Scanzano Jonico”.

Il segretario comunale di Scanzano Jonico è incaricato dell’esecuzione nonché della notifica de presente provvedimento.

“Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al T.A.R. di Basilicata ovvero ricorso straordinario al presidente della Repubblica rispettivamente nel termine di 60 e 120 giorni decorrenti dalla data di notifica.

Nel prima parte del documento, che ha come data quella del 9 Novembre 2021,  del Prefetto è scritto che: “da successivi accertamenti è emerso a carico del signor Mario Altieri risulta sussistere causa di incandidabilità ai sensi dell’articolo 10 comma 1 lettera C. Detta circostanza è stata notificata, da parte della competente Commissione elettorale circondariale di Matera ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 10, c 3 e 12 c 4 del suddetto decreto legislativo 235 del 2012, al presidente dell’adunanza dei presidenti di sezione per gli adempimenti di competenza, in sede di proclamazione degli eletti.

Under Boss: tre ordini di carcerazione

in Cronaca

Operazione Under Boss, la Polizia di Stato esegue tre ordini di carcerazione dopo la sentenza definitiva di condanna

La Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordine di carcerazione nei confronti di tre persone coinvolte nell’operazione di polizia giudiziaria “Under Boss”, disposti dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Potenza a seguito della sentenza definitiva di condanna nei confronti degli imputati: lo scorso 28 ottobre, infatti, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da alcuni di essi, condannandoli a pene che vanno dai 3 agli 8 anni di reclusione. Le attività di indagine dell’operazione che fu denominata “Under Boss” furono svolte dalla I Divisione del Servizio Centrale Operativo del Dipartimento della P.S. e dalla Squadra Mobile della Questura di Matera, con la collaborazione dell’Interpol.

“Il 10 dicembre 2015, otto persone furono arrestate perché ritenute responsabili del reato di estorsione, aggravata dal c.d. metodo mafioso e dalla transnazionalità, commessa ai danni di un imprenditore materano da esponenti della organizzazione mafiosa newyorkese denominata “famiglia Gambino”, che si avvalevano della collaborazione sul territorio nazionale di pregiudicati lucani, campani e siciliani”, è scritto nel comunicato stampa.

“Indagini accurate permisero di svelare tutta la vicenda. Negli anni ’80 un imprenditore materano ottenne un prestito di 300 milioni di lire dalla famiglia Gambino, grazie all’intermediazione di un pregiudicato lucano che da giovane aveva fatto parte di quella organizzazione criminale. La somma nel tempo restituita dall’imprenditore fu molto maggiore del prestito iniziale, in quanto allo stesso furono applicati tassi usurari, ma evidentemente questo non bastava agli esponenti della organizzazione mafiosa italo-americana. Così la “famiglia” si rifece viva inviando a Matera un uomo che nell’ambito dell’associazione ricopriva il prestigioso ruolo di Vicecapo (“Underboss” in inglese). Nel 2014 lo stesso, accompagnato da altri due emissari mafiosi americani, si presentò dall’imprenditore per esigere una somma nel frattempo salita a un milione di euro. Il piano fu interrotto dall’intervento della Polizia. Gli ordini di carcerazione sono stati eseguiti dalle Squadre Mobili di Roma, Trapani e Matera, coordinate dal Servizio Centrale Operativo del Dipartimento della P.S”.

Nella categoria dedicata le principali notizie di cronaca della Basilicata e del territorio.

Segui ilMet su Instagram

Foto archivio, non si riferisce al fatto

descritto nel comunicato stampa

Aiba World: il lucano Baldantoni a guidare gli 11 atleti

in Cronaca

Aiba World: il lucano Baldantoni a guidare gli 11 atleti. La rassegna terminerà con le finali il 6 novembre: 13 le categorie di peso, oltre 500 atleti di 88 Paesi.

E’ il lucano Fabrizio Baldantoni, Vicepresidente Vicario della Federazione Pugilistica Italiana, che a soli 35 anni è tra i più giovani dirigenti della Federazione, a guidare la spedizione degli 11 atleti azzurri della nazionale ELITE edizione 2021 dell’AIBA WORLD BOXING CHAMPIONSHIPS, manifestazione che si sta svolgendo a Belgrado, in Serbia.  La rassegna iridata terminerà con le finali il 6 novembre: 13 le categorie di peso, oltre 500 atleti di 88 Paesi.

Nel medagliere italiano ben 22 sono le medaglie conquistate nella storia di questa competizione che, subito dopo le Olimpiadi, è considerato l’evento agonistico internazionale più prestigioso per la boxe.

Baldantoni sottolinea che “la squadra Azzurra è  composta da alcuni big d’esperienza quali Vincenzo Mangiacapre, Manuel Cappai e Salvatore Cavallaro con l’innesto di nuove giovani promesse già protagoniste di tornei e campionati internazionali nelle categorie minori. Stiamo dando prova di ricambio generazionale e di crescita a completamento di una fase di impegno e di scelte tecniche da cui ci aspettiamo risultati  nel medio e lungo periodo”.

L’avventura di Fabrizio nella box è iniziata per gioco all’età di quattro anni, accompagnato in palestra dal padre Giovanni, ex pugile. A 14 anni si è avvicinato al ring come atleta amatore. Al raggiungimento del diciottesimo anno di età ha esordito come dirigente, diventando Presidente dall’Asd Boxe Potenza.

Dopo quattro anni è diventato consigliere regionale del Comitato Puglia e Basilicata, ricoprendo anche la carica di Vice Presidente. Dopo ulteriori quattro anni è stato eletto Presidente del Comitato Puglia e Basilicata. Alla fine di questo percorso l’avventura è continuata come consigliere federale FPI per il quadriennio olimpico 2016-2020.

Il suo impegno è stato sempre rivolto alle società, che hanno trovato in lui un punto di riferimento, sempre pronto ad ascoltare e a risolvere i problemi, dato che Fabrizio ha una lunga esperienza sportiva, che gli permette di comprendere da vicino tutte le questioni della vita di una società. Sa parlare agli atleti essendo stato un atleta amatore e ha ottimi consigli anche per maestri e dirigenti.

Nella categoria dedicata le principali notizie di cronaca della Basilicata e del territorio Metapontino. 

Segui ilMet su Instagram

Torna l’ora solare

in Cronaca

Torna l’ora solare: lancette  indietro di 60 minuti, dalle 03 alle 02, tutto ciò fra sabato 30 e domenica 31 ottobre.

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre si passerà dall’ora legale all’ora solare.

Le lancette dell’orologio andranno indietro di 60 minuti, dalle 03 alle 02, tutto ciò accadrà la notte fra sabato 30 e domenica 31 ottobre si passerà così dall’ora legale all’ora solare e si guadagnerà un’ora di sonno. L’ora solare resterà attiva fino all’ultimo weekend del mese di marzo 2022, ovvero fino alla notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, quando le lancette dell’orologio dovranno essere cambiate nuovamente.

Con l’ora solare si disporrà di un’ora di luce in più la mattina a discapito del pomeriggio, quando farà buio prima

“L’Europa doveva mettere fine al passaggio stagionale tra ora legale e solare, ma almeno per ora tutto è fermo. A Bruxelles, infatti, la proposta legislativa della precedente commissione Junker è in stallo al Consiglio dell’Unione europea, dove gli Stati non hanno ancora trovato un accordo. Nel frattempo, è arrivata la Commissione von der Leyen, poi la pandemia che travolto tutto, e la questione sembra essere stata accantonata. Tanto che l’attuale presidenza di turno del Consiglio Ue, detenuta dalla Slovenia, non solo non ha preso posizione ma non ha nemmeno inserito la discussione nel programma di lavoro tra le proposte all’ordine del giorno”.

 CAMBIO ORA COSA ACCADE AI “CONSUMI”
Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale,

nei 7 mesi di ora legale il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi per 450 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 170 mila famiglie, con un conseguente risparmio economico di circa 105 milioni di euro. Ricadute positive anche in termini di sostenibilità ambientale: il minor consumo elettrico, infatti, ha consentito al Paese di evitare emissioni di CO2 in atmosfera per circa 215 mila tonnellate. Il beneficio economico è calcolato considerando che quest’anno, nel periodo di ora legale cominciato domenica 28 marzo e che si concluderà domenica 31 ottobre, il costo del kilowattora medio per il ‘cliente domestico tipo in tutela’ (secondo i dati dell’Arera) è stato di circa 23 centesimi di euro al lordo delle imposte [ADNKRONOS]

 

 

Scorie nucleari: la Basilicata rinnova il no

in Cronaca

Scorie nucleari: la Basilicata rinnova il no. “Unanime contrarietà”. La Basilicata ha già dato per quanto riguarda le estrazioni petrolifere

Relazione dell’assessore all’Ambiente ed Energia Gianni Rosa nella procedura di consultazione sulla localizzazione del Deposito unico dei rifiuti radioattivi in collegamento con la SOGIN.

La Basilicata esprime la totale, unanime, contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico ex D.lgs. n. 31/2010, redatta da So.G.I.N. S.p.A. nei 17 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale. Possiamo permetterci di affermare che questa posizione è unanime perché le Province, i Comuni interessati, l’Anci, in rappresentanza di tutti i Comuni della Regione, la comunità scientifica regionale (UNIBAS, CNR, CGIAM, ARPAB), i corpi sociali e professionali e le Associazioni di settore hanno partecipato, a vario titolo, alla redazione del “Documento delle Osservazioni Tecnico-Scientifiche” (DOTS), approvato dalla Giunta Regionale nella seduta dello scorso 2 marzo e trasmesso a So.G.I.N. S.p.A. il 4 marzo.

Con altrettanta visione di unità, la Regione ha coinvolto nelle sue valutazioni anche la vicina Regione Puglia direttamente cointeressata in due dei 17 siti individuati in Basilicata.

Questo importante documento è frutto di un lavoro di condivisione e di partecipazione che costituisce l’espressione di tutti i cittadini lucani; è frutto del difficile lavoro di coordinamento svolto dalla Direzione Generale del Dipartimento Ambiente e Energia, con il prezioso supporto di FARBAS; è frutto dello sforzo congiunto di tutti i funzionari e collaboratori del Dipartimento Ambiente. E permettetemi di esprimere il mio apprezzamento ed un sentito ringraziamento perché è grazie a tutti se la piccola Basilicata è riuscita a produrre un documento tecnico tanto corposo nei tempi e nelle modalità previste dalla procedura, senza tenere conto della proroga assegnata negli ultimi giorni.

Il DOTS trasmesso, quindi, rappresenta il risultato del coordinamento delle istanze e condivisione di intenti dei cittadini lucani ma è soprattutto un documento tecnico-scientifico che analizza in maniera obbiettiva le criticità della proposta So.G.I.N. S.p.A., che emergono sin da una prima lettura del lavoro condotto negli anni dalla So.G.I.N. e da Ispra, il quale lavoro, con riguardo alla idoneità delle aree identificate in Basilicata, non prende in considerazione, ad esempio, gli strumenti di pianificazione e di programmazione adottati dalla Regione Basilicata negli ultimi anni, è basato su dati risalenti ed è, per questo, poco credibile.

Il procedimento di formazione del DOTS assicura, invece, una base tecnico-scientifica solida che non rappresenta un diniego immotivato ed egoistico nei confronti delle esigenze del Paese, né una sterile contrapposizione istituzionale tra Stato e Regione, ma la sintesi di accurate riflessioni, valutazioni e determinazioni tecnico-scientifiche. Il procedimento adottato dalla Regione Basilicata è una garanzia della scientificità del documento. Il modello organizzativo, coordinato dal Dipartimento Ambiente ed Energia, ha previsto l’analisi della proposta attraverso dei Tavoli Tematici, dando giusto spazio e rilievo sia alla più ampia partecipazione sia ai contenuti di carattere tecnico e scientifico, che consentissero un puntuale inquadramento delle criticità riscontrate e degli elementi oggettivi e quantificabili, declinati secondo i proposti criteri di approfondimento individuati dalla documentazione resa disponibile, e secondo le modalità di cui alla citata procedura di consultazione pubblica indetta dalla Sogin.

Entrando rapidamente nel merito, i lavori condotti dai Tavoli Tematici (Tavolo Tematico 1 – Struttura idro-geo-morfologica; Tavolo Tematico 2 – Struttura naturalistica; Tavolo Tematico 3 – Struttura antropica; Tavolo Tematico 4 –Strutture strategiche di relazione; Tavolo della Ricerca) sono stati principalmente indirizzati a colmare le carenze del quadro conoscitivo adottato a supporto della definizione della CNAPI da parte sia della Sogin sia di ISPRA.

Come già accennato, è utile evidenziare come l’insieme delle informazioni riportate nella documentazione resa disponibile ai fini della consultazione pubblica di cui all’art. 27 del D.Lgs 31/2010, risulti non aggiornata rispetto agli strumenti di pianificazione, di programmazione, agli atti e determinazioni approvate ed adottate dalla Regione Basilicata negli ambiti specifici del paesaggio, infrastrutture, rete ecologica, sviluppo rurale, agricoltura, energia, gestione delle risorse naturali, delle infrastrutture strategiche e dei servizi etc. in una visione di “soggettualità territoriale” e pianificazione strategica integrata.

Il quadro conoscitivo emerso, riportato in dettaglio negli allegati al DOTS, ha previsto un’analisi specifica per ognuno dei 17 siti individuati, che ha evidenziato elementi di criticità e di incompatibilità con la previsione di idoneità emersa nella fase di individuazione delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il Deposito Nazionale ed il Parco Tecnologico.

Allo stesso tempo, sempre in una azione propositiva di collaborazione e trasparenza del processo di consultazione e di partecipazione attiva, è stato costruito una Sistema Informativo Territoriale, corredato di un corposo volume di tematismi, a supporto delle istanze rappresentate ed estremamente utile ad un inquadramento sufficientemente dettagliato degli elementi e fattori di vulnerabilità e criticità esistenti. Il SIT ha censito, organizzato, razionalizzato e rappresentato l’insieme dei dati esistenti, integrando i tematismi relativi ad ambiti e competenze differenti, al fine di consentire una lettura multidisciplinare delle informazioni presenti presso i dipartimenti e uffici regionali. In tale strutturazione del database, sono stati altresì acquisiti e catalogati dati, misure, rilievi, valutazioni e determinazioni rappresentati in studi, indagini ed analisi condotte sui siti direttamente interessati dalla localizzazione, ovvero in aree marginali di prossimità e/o di area vasta, al fine di poter estrarre/estrapolare le informazioni utili alla valutazione degli scenari conoscitivi e delle possibili interferenze.

Dal contesto informativo emerso, ribadendo l’invito ad una analisi dettagliata dei contenuti emersi dai singoli tavoli per ogni sito analizzato, si ritiene utile richiamare alcuni elementi salienti di criticità che impongono una riclassificazione della potenziale idoneità dei siti ricadenti in toto od in parte nel territorio della regione Basilicata. In particolare:

  1. criterio di esclusione CE2 – aree contrassegnate da sismicità elevata

Il criterio di esclusione CE2 ha messo in evidenza una trattazione piuttosto sommaria della problematica. Sono infatti emersi alcuni aspetti di criticità, sia nella formulazione che nell’applicazione di tali criteri. Va anche fatto rilevare che il criterio CE2, unitamente al criterio CE3, non trova alcuna corrispondenza nei criteri di approfondimento, quasi a significare che un ulteriore approfondimento di queste tematiche non sia stato ritenuto necessario. Mentre, invece, è essenziale.

  1. criterio di esclusione CE3 – aree interessate da fenomeni di fagliazione

Nella relazione d’area per tutti i 17 siti considerati è riportato lo stesso risultato: “La ricognizione complessiva del quadro conoscitivo esistente, unitamente agli elementi raccolti mediante i rilievi in campo, non ha fornito nette evidenze di fagliazione nell’area in esame”. L’analisi della SOGIN non prende in esame alcuna fonte di dati, ad esclusione delle due citate nella relazione (ITHACA e DISS). Anche in questo caso, è fortemente carente.

  1. criterio di esclusione CE4 – aree caratterizzate da rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o idraulica di qualsiasi grado e le fasce fluviali

Per tutte le aree, la verifica del criterio di esclusione e, in particolare, l’individuazione delle aree a rischio frana, è stata effettuata utilizzando le informazioni riportate nei Piani di Assetto Idrogeologico e nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI). Questi strumenti hanno evidenziato che tutte le aree comprese nel cluster Potenza sono caratterizzate dalla presenza di zone a rischio frana di grado variabile. Alcune di queste (PZ-8, PZ-13) mostrano zone a rischio R1 e R2 direttamente nell’area individuata.

  1. criterio di esclusione CE10 – aree caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito

Il criterio esclude le formazioni caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito. Nella Relazione di Sogin, la formazione viene descritta come un complesso argilloso-marnoso considerabile come un substrato pressoché impermeabile. I dati sperimentali, ottenuti mediante analisi in sito e in laboratorio dai ricercatori del Laboratorio di Geotecnica di Università della Basilicata su campioni rappresentativi del complesso delle Argille Subappennine lucane, mostrano, al contrario, che la permeabilità del sottosuolo può essere elevata, che il sottosuolo è saturo di acqua, e che i livelli piezometrici interferirebbero con le opere.

  1. criterio di esclusione CA9 – parametri chimici del terreno e delle acque di falda

Sulla base dei dati geologico-stratigrafici, idrogeologici, tessiturali e mineralogici attualmente a disposizione per i sedimenti che ricadono nelle aree-cluster individuate in Basilicata, il rischio di una vasta mobilità geochimica, con eventuale interessamento della falda acquifera, in diversi casi non profonda, risulta non trascurabile.

  1. criterio di esclusione CA11 – produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, luoghi di interesse archeologico e storico

Non è riportata l’attività in corso di redazione del Piano Paesaggistico Regionale ai sensi dell’Intesa sottoscritta con MIBACT e MATTM che nel Documento Programmatico approvato con DGR 1372/2018 ed integrato con DGR 332/2019 pone al centro di interesse il territorio rurale inteso complessivamente come bene pubblico. Il quadro conoscitivo elaborato nel Piano completo in relazione alle Tutele è stato validato dal Comitato tecnico Paritetico Regione, MIC, MITE ed è il riferimento per il repertorio dei vincoli e relative perimetrazioni. I siti del Deposito Nazionale si collocano all’interno delle aree agricole più importanti della Basilicata. I paesaggi rurali interessati, così come definiti dal Piano Paesaggistico in corso di avanzata formazione, sono quelli dei Terrazzi e della Pianura costiera; i terrazzi del Bradano; l’altopiano della Murgia materana.

  1. criterio di esclusione CA13 – presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche

Tra le infrastrutture strategiche, esistenti o già individuate negli strumenti di pianificazione, che determinano insediamenti futuri di attività antropiche che possono risultare inficiate e/o compromesse dalla costruzione del deposito e, allo stesso tempo, compromettere l’isolamento del deposito stesso, sono da annoverare sicuramente quelle idriche, energetiche (gas, petrolio o di tipo geotermico) e minerarie. Questo si evince dall’analisi del criterio CA13: Presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche, non possono essere escluse tutte quelle opere e grandi infrastrutture strategiche di rilevanza nazionali, già riconosciute e programmate dallo Stato nei piani di sviluppo di vaste aree regionali con la legge Obiettivo 443/2001 e con le successive delibere CIPE 121/2001, 146/2006 e 3/2008. Tra queste vanno annoverate le infrastrutture idriche, sia ad uso idropotabile sia irriguo sia industriale, di accumulo, trasferimento e distribuzione realizzate e da realizzarsi quali dighe, traverse, adduttori, vasche di compenso e condotte di distribuzione a servizio di distretti irrigui (in particolare lo schema idrico Basento-Bradano e il grande adduttore del Sinni), che non sono state affatto considerate dalla proposta Sogin. Questi sono solo alcuni dei rilievi tecnici contenuti nel DOTS che da soli giustificano la posizione di diniego della Regione Basilicata. Tuttavia, proprio per quanto detto all’inizio, la stessa posizione è rafforzata anche dall’unanime no delle Istituzioni locali che rappresentano il comune sentire dei cittadini e della società lucana, e che, per prossimità e vocazione, sono deputati ad un’attenta valutazione e composizione dei differenti interessi coinvolti.

La Basilicata ha già dato e continua a dare alla Nazione. Contribuisce, da anni, al livello di approvvigionamento di petrolio, con il più grande giacimento on shore d’Europa, e oggi ancor di più con un secondo Centro Olio. Nell’epoca del nucleare, ha messo a disposizione il proprio territorio con l’impianto ITREC di Rotondella. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze con uno smantellamento che va avanti da 20 anni e che non è esente da danni ambientali.

La Basilicata è ricca di risorse naturali: stiamo parlando dell’oro blu di cui siamo i maggiori esportatori verso altre regioni con oltre il 70% di produzione idrica. Ospita il Parco nazionale più grande d’Italia, nonché custodisce parte del patrimonio mondiale UNESCO con Matera.

Il rovescio della medaglia è che siamo ancora fortemente penalizzati nell’accessibilità infrastrutturale: siamo la regione con minori chilometri di autostrada in Italia (0,29 Km per 100 Kmq di area) e con una rete ferroviaria marginale ed inadeguata.

In conclusione, ribandendo la totale contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico ex D.lgs. n. 31/2010 redatta da So.G.I.N. S.p.A. per i 17 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale, auspico fortemente che gli elaborati e la documentazione scientifica, tecnica ed amministrativa prodotta sia seriamente valutata nelle prossime fasi di questo complesso procedimento e che si possa giungere alla definitiva dichiarazione di non idoneità di questi territori tale da giustificare la loro esclusione dalla CNAPI.

Segui ilMet su Instagram

Il Giro d’Italia farà tappa in Basilicata

in Cronaca

Il Giro d’Italia farà tappa in Basilicata: Maratea, Trecchina, Lauria, il Monte Sirino, Sarconi, Viggiano, Calvello, Pignola, Sellata

“La notizia sul ritorno in Basilicata del Giro d’Italia che, il 13 maggio 2022 attraverserà i bellissimi paesaggi del Sud del territorio lucano: Maratea, Trecchina, Lauria, il Monte Sirino, Sarconi, Viggiano, Calvello, Pignola, Sellata, per poi approdare con l’arrivo a Potenza, ci riempie di felicità e soddisfazione.

Si tratta di una grande occasione per la promozione nazionale ed internazionale di una parte molto importante, a livello turistico, della nostra magnifica regione. Noi ci faremo trovare pronti per accogliere nel migliore dei modi la Carovana Rosa, mostrando le capacità ricettive e logistiche all’avanguardia di cui disponiamo e intervenendo, anche, per rendere più efficienti le infrastrutture viarie su cui si svilupperà la tappa. La natura lucana, i suoi Parchi, i nostri bellissimi borghi, il Capoluogo di Regione incastonato nelle montagne, si mostreranno per un giorno, attraverso le riprese video di Rai Sport, nelle case degli italiani e di molti Paesi del mondo. Ringrazio l’Assessorato allo Sport, APT e i Sindaci per la grande collaborazione. Un risultato che conferma la necessità di fare sistema per difendere al meglio i nostri territori”. Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

In una nota diffusa dall’ufficio stampa della giunta ulteriori informazioni da Francesco Cupparo sulla tappa in programma il 13 maggio: “Toccherà i territori di Maratea, Trecchina, Lauria, il Monte Sirino, Sarconi, Grumento, Viggiano, Marsicovetere, Calvello, Abriola, Pignola, Sellata con arrivo nel centro del capoluogo di regione da cui i ciclisti ripartiranno il giorno dopo”. In conclusione: “Oltre a rappresentare un evento sportivo di grande rilievo per tutti i lucani che sono appassionati di ciclismo e non solo sarà una vetrina formidabile per attrarre turisti e visitatori che avranno l’occasione di vedere in tv paesaggi e luoghi che attraverserà la carovana rosa”.

Foto di una tappa, fonte:  sito ufficiale del Giro

Fondo nazionale servizi sociali: risorse per la Basilicata

in Cronaca

Fondo e piano nazionale servizi sociali, Per la Basilicata sono previsti € 4.824.070,98 per il 2021 € 4.824.070,98 per il 2022 e € 4.824.070,98 per il 2023

Nei giorni scorsi il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha firmato il decreto di riparto del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, il riparto ha una nuova impostazione rispetto al passato perché prevede un coordinamento ed una armonizzazione delle diverse linee di finanziamento nazionale e delle relative pianificazioni ed avvia un più convincente processo di definizione dei livelli essenziali.
Pur a fronte di un persistente e generale sottofinanziamento delle politiche sociali, nell’ambito della corrente programmazione nazionale vengono individuati un primo gruppo di LEPS sia già definiti normativamente ed inoltre introdotti dalla programmazione stessa oltre alle relative modalità di finanziamento ai fini di assicurarne l’effettivo conseguimento sia con risorse nazionali che europee, come il Pnrr.
Le risorse complessivamente destinate da questo decreto al Fondo nazionale per le politiche sociali sono pari a € 390.925.678,00 per ognuna delle annualità 2021-2022-2023, viene confermato il precedente vincolo di destinazione degli interventi a favore dei minori per il 50% del finanziamento destinato alle Regioni.
Queste ultime dovranno procedere alla programmazione triennale degli impieghi delle risorse entro 60 giorni dalla emanazione del decreto stesso.
Per la Basilicata sono previsti € 4.824.070,98 per il 2021 € 4.824.070,98 per il 2022 e € 4.824.070,98 per il 2023. Le Regioni possono eventualmente destinare una quota non superiore all’1% del Fondo in via sperimentale per ciascuna annualità per realizzare azioni di sistema, a valenza regionale, da rendicontare in maniera specifica.
Le Regioni, nel rispetto dei modelli organizzativi regionali e di confronto con le autonomie locali, programmano, per il triennio 2021-2023, gli impieghi delle risorse complessivamente loro destinate in coerenza con il Piano sociale nazionale relativo al triennio 2021-2023.
Il nuovo impianto del piano nazionale dei servizi sociali consente una migliore governance, perché supera la frammentazione degli interventi e favorisce la strutturazione dei servizi sul territorio.
Per fare ciò è necessario che la Regione Basilicata eserciti a pieno la sua funzione di programmazione, di monitoraggio e di controllo e valutazione degli ambiti socio territoriali, che sono i luoghi in cui si realizzano e si mettono in campo le politiche sociali, ma che necessitano, come abbiamo sperimentato negli ultimi mesi, di una regia attenta e puntuale, ricordiamo infatti che l’erogazione delle risorse di ciascuna annualità è condizionata alla rendicontazione, nella sezione del Sistema informativo dell’offerta dei servizi sociali, da parte degli Ambiti territoriali dell’effettivo utilizzo di almeno il 75%, su base regionale, delle risorse ripartite nel secondo anno precedente.
Le politiche sociali sul territorio sono un pezzo fondamentale per realizzare quella prossimità, quella protezione e quella inclusività dei cittadini assolutamente essenziale per la qualità della vita dei cittadini e per arginare la vulnerabilità e le disuguaglianze che tanto caratterizzano la nostra regione ed il sud Italia.

Torna su