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Cronaca - page 3

Arrestato un 42enne: “coltivava marijuana nel luogo di lavoro”

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Agenti della Squadra Volante hanno tratto in arresto un 42enne di Matera “per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio”, si legge nella nota inviata dalla Questura di Matera in queste ore. D’intesa con il P.M. di turno, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

“Nella tarda serata di ieri, la Polizia procedeva al controllo di una persona, già nota per i precedenti penali, fermata alla guida della sua auto. Il predetto veniva trovato in possesso di una dose di 2,2 grammi di hashish e della somma in contanti di 500 euro”. Successivi e più “approfonditi accertamenti investigativi hanno permesso di recuperare all’interno di una automobile nella sua disponibilità, un involucro contenente 38,5 grammi di marijuana”, è riportato nel comunicato. E, ancora: “Il prosieguo delle indagini presso il luogo di lavoro ha consentito di sequestrare nr. 48 piantine di marijuana, in 20 vasi, di altezza ricompresa tra i 20 e 50 centimetri. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Alla luce degli elementi probatori acquisiti, si è proceduto all’arresto dell’uomo”.

Sorpreso con 14 bustine di marijuana pronte per lo spaccio, arrestato

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Nella serata di ieri 25 maggio, durante i controlli attivati dalla Polizia di Stato per prevenire la movida per le vie del centro cittadino, gli “agenti” della Squadra Mobile hanno arrestato in flagranza di reato un uomo per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L’uomo, un venticinquenne residente a Matera, alla guida di un’autovettura, è stato notato dagli operatori dialogare con soggetti notoriamente assuntori di sostanze stupefacenti e cercare qualcosa all’interno del veicolo. Pertanto gli agenti, ritenendo che all’interno dell’autovettura fosse occultata della droga, hanno fermato il conducente. Nel vano portaoggetti hanno così rinvenuto 14 bustine di marijuana, già pronte per essere cedute, per un totale di 17 grammi. Nell’auto e nel portafogli del giovane sono stati altresì rinvenuti circa 1.300 euro in banconote di diverso taglio, presumibilmente frutto dell’attività di spaccio. La droga e il denaro sono stati sequestrati e, su disposizione del P.M. di turno, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

 

Un arresto per droga dopo inseguimento, uomo ai domiciliari

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Nel corso dell’ordinaria attività di controllo del territorio, il personale della Squadra Volanti ha tratto in arresto un uomo, nella flagranza dei reati di detenzione ai fini di spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Sono stati sottoposti a sequestro penale 49 grammi di eroina, due dosi di eroina e una di marijuana, nonché 3 bottigliette di metadone.

L’individuo, un uomo di 33 anni residente a Grassano, incensurato ma già noto alle Forze di polizia, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

“Durante un posto di controllo per le verifiche anti Covid-19 lungo la strada provinciale Matera – Irsina, l’attenzione degli Agenti di Polizia è stata attirata da un veicolo che giungeva a forte velocità e che, alla vista delle Volanti, ha visibilmente accelerato”, riferisce nel comunicato stampa la Questura di Matera. E, ancora: “Ne è scaturito un acceso inseguimento, particolarmente rischioso per le condizioni del manto stradale reso insidioso dalla pioggia e per la presenza di altri veicoli circolanti. E’ stato poi notato chiaramente che dal finestrino veniva lanciato un involucro dopodiché il conducente arrestava di colpo la marcia del veicolo”.

Dalla ricostruzione fornita dalla Questura, l’uomo è stato immediatamente bloccato “e il recupero del plico ha consentito di appurare che conteneva eroina, per la quantità poi misurata di quasi 50 grammi”.

La successiva perquisizione domiciliare a carico del giovane, eseguita sempre dalla Squadra Volante in collaborazione con personale della Squadra Mobile, ha permesso di sequestrare nell’abitazione del soggetto due dosi di eroina, una di marijuana e tre bottigliette di metadone prive di prescrizione medica. Il tutto è stato repertato e sequestrato. L’uomo, su disposizione del P.M di turno della Procura della Repubblica di Matera, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Acque torbide Nova Siri, Rosa chiede intervento

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L’assessore all’Ambiente ed energia della Regione Basilicata, Gianni Rosa, con una formale comunicazione ha chiesto al commissario dell’Arpab, Michele Busciolano, e all’amministratore unico del Consorzio di bonifica, Giuseppe Musacchio, di intervenire con urgenza a Nova Siri marina per verificare le condizioni delle acque interessate da fenomeni di intorbidimento, come riscontrato attraverso segnalazioni fotografiche giunte dal territorio.

“L’attenzione del governo Bardi sui temi ambientali continua a essere massima anche in questo periodo di emergenza sanitaria. La tempestività – sottolinea Rosa – è fondamentale per ristabilire l’equilibrio naturale di fronte a episodi anomali che meritano un approfondimento, come quello emerso nei giorni scorsi a Nova Siri. Siamo alle porte della stagione turistica e faremo quanto è necessario per mettere nelle migliori condizioni chi opera nel settore in quella porzione territoriale strategica per tutta la regione. Alle penalizzazioni legate alla pandemia – conclude l’assessore – non se ne aggiungeranno altre per gli imprenditori”.

foto illustrativa, non si riferisce al fatto riportato nell’articolo

Policoro, segnalata moria di pesci nei pressi della foce dell’Agri

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Nel primo pomeriggio del giorno 25 u.s. è pervenuta segnalazione da parte dei CC Forestali relativa alla presenza di carcasse di pesci morti spiaggiati in aree limitrofe alla foce del fiume Agri.

Intervenuto il veterinario dirigente in servizio di reperibilità dell’A-USL di Matera lo stesso procedeva al campionamento di n. 3 pesci per gli accertamenti di natura chimica- tossicologica da eseguire presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata- sez. di Matera.

Accertato che trattavasi di pesci d’acqua dolce veniva inoltrata segnalazione all’ARPAB che inviava sul posto proprio personale per i rilievi di competenza.

Seguiranno ulteriori comunicazioni all’esito dei campionamenti

Fondazione Città della Pace: bambini e rifugiati, l’opera fu pensata per loro

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La Città della Pace ribadisce il proprio impegno per la crescita delle comunità locali
La Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, ideata dal Premio Nobel per la pace Betty Williams, dal 2011 agisce per favorire la crescita delle comunità locali in Basilicata coinvolgendo sia la popolazione locale, sia le famiglie di rifugiati ed i bambini che fuggono da guerre e persecuzioni in attività che garantiscono a tutti una opportunità di migliorare la propria condizione. Anche a Scanzano Ionico si è sempre ribadita questa impostazione e si continua tutt’oggi in questa prospettiva, sia con il progetto dell’Abitazione per la Pace, sia con la struttura regionale che è in corso di completamento.
La strategia della Fondazione, tracciata dal Premio Nobel Betty Williams, è infatti quella di realizzare soprattutto attività di integrazione in una logica win-win per far crescere le comunità locali insieme alle famiglie dei rifugiati.
A Scanzano la Fondazione ha specificamente previsto, con il supporto della Regione Basilicata e del Comune di Scanzano Ionico, la creazione di un centro di eccellenza per la formazione, realizzato con il supporto delle competenze messe a disposizione da FAO e dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, per sviluppare iniziative di autoimprenditorialità e per fronteggiare la disoccupazione per i giovani lucani e per i rifugiati.
La Fondazione non ha quindi alcun interesse nella creazione di un centro di prima accoglienza, come erroneamente comunicato di recente, ma intende piuttosto favorire la nascita di un luogo di alta qualificazione mirato a sviluppare attività imprenditoriali utili far nascere iniziative autoimprenditoriali innovative nei settori dell’agricoltura e del turismo finalizzato ad individuare e supportare iniziative per individuare e ridurre i problemi esistenti nei settori economici principali di quel territorio a vantaggio di tutta la comunità.
Questo centro sarebbe particolarmente utile a ridefinire parti di filiere produttive soprattutto nella fase economica che si prospetta a causa della crisi mondiale innescata dal coronavirus.
Infatti lo spirito della Fondazione, secondo l’eredità morale lasciata da Betty Williams, è stato e sarà sempre ed in ogni caso, compreso a Scanzano, quello di fornire alternative di vita migliori ai bambini perseguitati ed alle loro famiglie costruendo insieme alla popolazione locale condizioni di sviluppo che migliorino la vita di tutti, evitando la chiusura di scuole, di sportelli bancari e postali e fornendo risorse aggiuntive ai commercianti che operano nei nostri territori.
Da otto anni attuiamo con successo questa strategia ed abbiamo ricevuto i riscontri positivi da parte del Segretario Generale dell’ONU, da parte di istituzioni internazionali quali la FAO e il Summit e dei Premi Nobel, da parte di media nazionali ed internazionali, oltre che da parte di personalità quali il Dalai Lama e Sharon Stone che hanno supportato la Fondazione nella sua missione: facciamo crescere le nostre comunità insieme ai rifugiati.

Scanzano, alla Città della Pace il “Centro di accoglienza per i migranti vittime di caporalato”

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Obiettivo dell’accordo è la costituzione del partenariato di progetto per la presentazione della proposta progettuale e la successiva realizzazione del “Centro di accoglienza per i migranti vittime del caporalato presso la Città della Pace sita in Scanzano Jonico”.

A siglare l’accordo – “data atto 23 Aprile 2020” –   di “partenariato” con la Regione Basilicata sono state le commissarie prefettizie Rosalia Ermelinda Camerini, Rosa Maria Simone e Maria Luisa Ruocco.

Nel progetto, la Regione assume il ruolo di capofila, il comune di Scanzano Jonico è invece partner  e “conferisce al capofila”. La Regione Basilicata, inoltre, in qualità di capofila anticiperà tutte le somme necessarie all’esecuzione delle linee operative  poste sotto la responsabilità dell’altro partner, fino al completo raggiungimento degli obiettivi di cui all’intervento finanziato.

Nella documentazione, disponibile sul sito web istituzionale del comune di Scanzano Jonico, è inoltre riportato:  “E’ intenzione della Regione Basilicata dare attuazione al “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. La Regione ha interesse a promuovere sul proprio territorio la legalità e la sicurezza nel settore agricolo ed a tal fine ritiene di dover intervenire anche attraverso la realizzazione di un modello esemplare di “edilizia dell’accoglienza” che sia in grado di insediarsi positivamente nel tessuto della comunità della fascia jonica favorendo condizioni di reale integrazione”.

Dunque, una decisione storica quella assunta dalla Regione e che dà nuovo impulso, e per certi versi nuovi contorni, al progetto Città della Pace, originariamente pensato per accogliere i bambini e le famiglie in fuga dalle guerre e più in generale dalle inibizioni all’esercizio dei diritti umani, universalmente riconosciuti.

Come di ricorderà “madrina” del progetto fu la compianta Betty Williams, premio Nobel per la Pace.

 

Per dare corso al progetto attuale, che pone la questione della gestione dello sfruttamento dei lavoratori stranieri,  altrettanto importante, delicata e strategica per il territorio Metapontino, sono disponibili 2 milioni di euro rinvenienti dal “Programma operativo nazionale legalità 2014-2020 (per il contrasto al fenomeno del caporalato, del ministero dell’Interno).

La decisione della Regione, benché modifichi un po’ le originarie intenzioni, si fonda su valori importanti e di triste attualità anche per il comprensorio Metapontino. Come si ricorderà infatti, nell’agosto 2019 una lavoratrice morì in seguito a un incendio che si sviluppò negli stabilimenti de la “Felandina” a Bernalda, dove soggiornavano in condizioni a dir poco precarie – e irregolari –  decine di braccianti.

Certo, restano legittime le domande di tutti coloro che vogliono sapere di più sugli sviluppi del progetto, sugli impieghi effettivi dei 150 lavoratori e sul futuro degli stessi una volta che il loro lavoro sarà terminato.

Scanzano, “scioglimento infiltrazioni mafiose”, il Tar del Lazio ordina il deposito degli atti

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Ripoli: “È il provvedimento che speravamo di ottenere in questa fase del giudizio”

Sulla vicenda che ha portato allo scioglimento del comune di Scanzano per infiltrazioni mafiose si pronuncerà nel prossimo mese di Dicembre il Tar del Lazio competente in materia. A darne notizia in queste ore con una nota diffusa alla stampa, Raffaello Ripoli, sindaco di Scanzano Jonico fino al decreto di scioglimento.

Ripoli nella nota ha spiegato: “Il Tar vuole vederci chiaro. Sul ricorso avverso lo scioglimento del consiglio comunale di Scanzano Jonico per infiltrazioni mafiose, proposto dall’ex sindaco Raffaello Ripoli e da altri consiglieri comunali, accogliendo la richiesta formulata dai predetti a mezzo dell’Avv. Gianni Di Pierri, ha ordinato al Ministro dell’Interno ed alla Prefettura di Matera di depositare entro 90 giorni agli atti di causa le relazioni su cui è stato fondato il citato decreto di scioglimento, nella loro forma integrale cioè senza gli innumerevoli  “omissis” che le caratterizzano”.

E, ancora: “Questo sia perché la produzione in forma integrale è “propedeutica” alla decisione, sia per garantire ai ricorrenti il pieno esercizio del diritto di difesa, altrimenti chiaramente compromesso.  “È il provvedimento che speravamo di ottenere in questa fase del giudizio” ha commentato Ripoli, che ha espresso piena fiducia nell’operato della magistratura alla quale, ha continuato “bisogna offrire il quadro completo, reale e documentato dei fatti che sono stati riportati nelle relazioni prefettizie, solo così l’autorità giudiziaria potrà rendersi conto della inesistenza dei grotteschi addebiti contestati e della piena, totale ed assoluta lontananza ed estraneità dell’amministrazione da me rappresentata rispetto ad ogni possibile ambito delinquenziale che, come già provato al TAR, abbiamo sempre combattuto coraggiosamente con tutte le forze. Mi dispiace soltanto che occorre attendere i tempi tecnici della Giustizia per ridare alla città di Scanzano la dignità che merita”.

Adozione single: “storica sentenza della Corte d’Appello di Potenza”

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La sentenza n. 224/2020 pubbl. il 09/04/2020 RG n. 241/2019 della corte d’Appello di Potenza fa storia.
Nel giudizio avente ad oggetto “trascrizione nei registri di stato civile di sentenza straniera di adozione” rifiutata dal Comune di Genzano di Lucania, che, “in mancanza di matrimonio e tenendo conto della singolarità del caso e della complessità della fattispecie”, rimandava alla Corte d’Appello di Potenza la richiesta di J. M. B., donna nubile residente in Florida, ma avente cittadinanza italiana/lucana, conseguita “iure sanguinis”, e J. R. L., figlio adottato in Florida con sentenza del 2007. I due ricorrenti, rappresentati e difesi dalle Avvocate del Foro di Potenza, Ivana Pipponzi e Morena Rapolla, hanno visto riconosciuto il diritto alla trascrizione dell’adozione formatasi all’Estero nei registri italiani.
Ha prevalso su ogni altro il “preminente interesse del minore”, codificato nella Dichiarazione ONU dei diritti del minore. “Un’importante sentenza. – ha dichiarato Pipponzi – Trattasi di un unicum in Basilicata ed una delle poche in Italia, dove le adozioni sono consentite solo se c’è una coppia sposata o convivente. Ma in base al ragionamento che abbiamo fatto, ripreso in sentenza, è stato superato il limite normativo per il superiore interesse del minore a mantenere la sua famiglia, sebbene monogenitoriale.”
“La portata innovativa della sentenza della Corte d’Appello di Potenza – spiega Rapolla – sta nel fatto che non è stata inquadrato il legame tra la madre adottante ed il minore adottato come un’adozione c.d. “in casi particolari” (ipotesi prevista dall’art. 44 della legge n. 184/83, secondo cui i diritti dell’adottato nei confronti della famiglia dell’adottante siano parzialmente rarefatti), bensì abbiamo chiesto ed ottenuto che anche in Italia l’adozione estera dell’allora minore J.R.L. fosse riconosciuta come piena e legittimante, con la costituzione di un vincolo di parentela anche nei confronti dei familiari dell’adottante, così come statuito dal provvedimento straniero di cui si è chiesta la trascrizione.”
“Diversamente operando – prosegue Rapolla – l’adottato si sarebbe trovato ad avere un diverso status in due diversi ordinamenti (statunitense ed italiano), con ogni evidente riverbero negativo sulla sua identità personale e perciò sull’ “interesse del minore” tutelato dai Trattati internazionali.”
“La Corte d’Appello – dichiara Pipponzi – ha riconosciuto il diritto alla continuità delle relazioni affettive e al tranquillo godimento dello status di figlio anche nel nostro ordinamento.”
“L’ordine pubblico internazionale – conclude Pipponzi – è una norma di apertura del nostro ordinamento che va modificandosi in corrispondenza dell’evoluzione della società e della crescente tutela dei diritti umani: oggi non è più sostenibile che riconoscere l’adozione del single si ponga in contrasto con i diritti dell’uomo.”

Al San Carlo primo intervento in Europa di chirurgia mininvasiva al cervello

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Il Direttore sanitario dell’AOR San Carlo di Potenza, dr. Rosario Sisto, ha il piacere di comunicare che dall’equipe neurochirurgica aziendale, diretta dal dr. Giovanni Vitale, è stata eseguita l’esportazione endoscopica di un macro adenoma ipofisario attraverso il naso, mediante una tecnologia innovativa. Si tratta del primo intervento neurochirurgico di questo tipo eseguito in Europa, reso possibile da uno strumento che permette di tagliare ed aspirare piccoli frammenti di tessuto con precisione microscopica durante interventi chirurgici al cervello. Nello specifico, l’esportazione della massa è stata effettuata in una persona affetta da grave perdita visiva e l’intervento è proceduto senza complicanze. Lo strumento utilizzato con successo e che, in tal modo è stato felicemente impiegato, entrerà nella dotazione stabile già in uso aziendale per la chirurgia mininvasiva del cervello.

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