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Cronaca - page 24

Cani al sicuro dai pappataci: come proteggerli con un collare

in Cronaca

Il vostro cane corre libero tra i prati, ma a quali pericoli corre? La primavera e la bella stagione segna anche il proliferare di molti parassiti: i più pericolosi per il vostro amico a quattro zampe sono sicuramente i pappataci. A volte bastano piccole e semplici prevenzioni per non dover ricorrere a problemi di salute che possono diventare anche molto gravi. I parassiti sono piccoli animali ma possono provocare grandi danni.

I pappataci, o anche chiamati flebotomi, sono piccoli insetti (2-3 mm di dimensione) che spesso vengono scambiati per zanzare data la loro stretta somiglianza. Sono maggiormente diffusi nei Paesi tropicali e nell’area mediterranea, zone che prediligono un clima umido e caldo. Proprio per questo, proliferano nelle belle stagioni. Sono animaletti insidiosi, anche perché di giorno si nascondono in ambienti freschi e agiscono di notte.

Come distinguere i pappataci dalle zanzare? Il parassita presenta una peluria giallastra sul corpo, è silenziosa. Sono soggetti alle punture da pappataci sia gli uomini che gli animali ma sono soprattutto questi ultimi quelli più in pericolo: il morso di questo parassita può provocare conseguenze anche molto gravi, tra cui la leishmaniosi.

Il contagio diretto da cane a uomo è assolutamente escluso, in quanto l’unico modo per essere infettati dal parassita è attraverso la puntura dell’insetto volante.

Che cos’è la Leishmaniosi? La leishmaniosi è una malattia infettiva canina molto grave, trasmessa a seguito della puntura dei parassiti pappataci. Sono maggiormente esposti al pericolo i cani che, quando vengono punti da questi insetti infetti, diventano portatori del parassita: diventano quindi “sieropositivi” per leishmania. La contaminazione può avvenire durante tutto il periodo di incubazione, che è molto variabile (e in alcuni casi si prolunga anche per anni). La leishmaniosi è una malattia cronica e non è semplice curarla. In alcuni casi si tenta di prevenire l’attacco con un antiparassitario specifico, come il collare Scalibor, disponibile anche su bauzaar.it. I collari hanno l’obiettivo di repellere i pappataci e ridurre la possibilità di contrarre questa malattia.

È difficile diagnosticare questa malattia, in quanto si manifesta in modo non eclatante, più spesso ad andamento cronico; ma piccoli segnali possono salvare il vostro cane: osservare i suoi comportamenti può aiutarlo.

Quindi se avete il dubbio che il vostro cane abbia contratto questa malattia, e credete che i suoi atteggiamenti rientrino tra i sintomi della Leishmaniosi non esitate a consultare immediatamente il veterinario. Tra i sintomi più comuni nel cane c’è la perdita di pelo: un’alopecia che inizia intorno agli occhi, il vostro cane appare stanco e vecchio. Ma anche l’aumento di volume dei linfonodi, anche cutanei e una dermatite secca esfoliativa con comparsa di forfora. Se vedete il vostro animale dimagrito e stanco, e presenta anche episodi di vomito allora correte presto al soccorso.

Quali sono i rimedi per la Leishmaniosi?

Prima si riconosce la malattia prima la si cura: ma non è così semplice. Nei cani i tempi di incubazione vanno da un mese a tre anni e, in genere, prende di mira gli animali che hanno un’età tra i 4 ai 6 anni. La più efficace cura alla Leishmaniosi è la prevenzione. Per questo i collari sono i più comodi prodotti di difesa dalle infestazioni dei pappataci.

Così come sono i lunghi i tempi di incubazione anche la cura prevede diversi mesi. Nello specifico la malattia viene debellata contrastando i sintomi sotto la somministrazione di alcuni farmaci. Eppure bastano piccoli passi per evitare di mettere a rischio la vita del vostro cane. Un semplice collare può risparmiare un pericolo così grande e mantenere sana l’attività del vostro amichetto.

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Il direttore Generale Polimeni dell’ ASM di Matera, a seguito di verbale di ispezione del Mef dell’anno 2018 in cui si ravvisavano presunte irregolarità nella determinazione dei fondi contrattuali per le progressioni economiche orizzontali dei dipendenti, con delibera 77 e 89 poi del 2019 ha di fatto richiesto la sospensione delle fasce economiche dell’anno 2010 per una somma pari a 634.000, a rivalersi sui dipendenti e di 200000 per il 2016. Tutto ciò è stato consumato senza avvisare e confrontarsi con i sindacati, come vorrebbe invece qualsivoglia modifica delle contrattazioni aziendali in tema di rivisitazione dei fondi contrattuali ( è ravvisata per questo condotta antisindacale suscettibile di denuncia presso le competenti sedi giurisdizionali). Situazioni del genere hanno dato sempre ragione ai dipendenti, condannando semmai gli autori dell’atto amministrativo all’epoca (2010 e 2016) alla restituzione di somme qualora vi fosse stato accertato danno erariale, ciò che invece non è ravvisabile, in quanto i fondi sono del personale del comparto e non sono stati sottratti ad altro personale. Con successiva delibera 229 del 13/03/2019, di fatto, prendendo a riferimento un parere richiesto all’ Aran che nella sostanza nulla dice in merito ad eventuali soluzioni del caso, richiede con delibera 229/2019, la restituzione anche delle somme per un importo di 634.000 del 2010 e 200000 del 2016, sempre non contattando i sindacati ed in modo autoritario. In materia , si sono pronunciati tribunali, e da ultimo il consiglio di stato che ha dato ragione ai dipendenti ( visto anche il protrarsi del tempo e dei danni conseguenti) . Autorità GIUDIZIARIE che hanno utilizzato una sanatoria con il decreto Salva Roma e chi considerando la legge MADIA (che da come termine 18 mesi alle amministrazioni per agire in autotutela). Quindi la sanatoria riguarda tutte le irregolarità fino al 31/12/2012 mentre la legge Madia per l’autotutela presuppone che l’azienda poteva agire , fino al giugno 2012 per le somme di 634.000 del 2010, e fino al giugno 2018 per le somme di 200.000 per il 2016. Appaiono così illeciti i provvedimenti di Polimeni, come cosi ha fatto con delibera 77-89 e 229, fondati su pretese astratte senza la contrattazione sindacale e senza il presupposto per poter risolvere la situazione in modo benevolo e contro la legge MADIA . Si adiranno le aule di tribunale dove saranno richiesti i danni e le azioni di responsabilità.

(Fonte: Personale comparto)

Sorpreso con 95 grammi di marijuana, arrestato dagli uomini della Guardia di Finanza

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Le Fiamme Gialle della Compagnia di Matera, nel corso delle attività di presidio del territorio della provincia, finalizzato alla prevenzione e repressione di attività illecite, lungo la Statale 106 Jonica hanno sottoposto a controllo i passeggeri di un autobus partito da Bari e diretto a Sibari.

Nel corso dei controlli, eseguiti con l’ausilio delle unità cinofile della Guardia di Finanza, i militari rivolgevano la propria attenzione verso un passeggero diciannovenne che alla vista dei finanzieri aveva manifestato un atteggiamento particolarmente nervoso e palesemente agitato.

Infatti, il cane antidroga immediatamente segnalava la presenza di sostanza stupefacente all’interno dello zaino nella disponibilità del giovane. Venivano così rinvenuti circa 95 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

La predetta sostanza veniva sottoposta a sequestro ed il giovane arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti in violazione dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti).

L’attività di prevenzione e repressione della diffusione delle sostanze stupefacenti proseguirà con determinazione attraverso il controllo economico del territorio assicurato dalla Guardia di Finanza con le proprie unità “su strada”, tra le quali quelle in servizio di pubblica utilità “117”, supportate dalle unità cinofile.

Estorsioni e incendi dolosi, 21 arresti tra Scanzano e Policoro

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Circa 150 Carabinieri sono impegnati stamani, fra Policoro e Scanzano Jonico (Matera), nell’esecuzione di 21 misure cautelari, emesse dal gip di Potenza su richiesta della Procura della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia, che hanno colpito un clan accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di far parte del racket delle estorsioni, di tentativi di omicidio, di incendi dolosi ad aziende ortofrutticole, di rapine e spaccio di droga. (ANSA)

Sfruttamento del lavoro, 14 ordinanze eseguite

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Quattordici ordinanze sono state eseguite stamani dai Carabinieri del Comando provinciale di Matera nell’ambito di un’operazione contro un’associazione a delinquere finalizzata al caporalato e allo sfruttamento di lavoratori nei campi agricoli del litorale jonico lucano. Le ordinanze sono state eseguite in diversi Comuni della provincia di Matera, tra cui Scanzano Jonico e Policoro [Ansa]

Casa di riposo “Chiara Luce Badano”. Insieme si può.

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Valsinni-L’anno vecchio è passato da poco e tanti lavori e obiettivi sono stati realizzati. A Valsinni molte le novità portate dal 2018 che si svilupperanno ancora nell’arco dell’anno 2019. Il giorno 7 ottobre è stata inaugurata nel comune lucano il centro per anziani “Chiara Luce Badano”, una casa di riposo dove persone “di età” matura e più bisognose di cure e compagnia trovano conforto e cure continue.Il 15 Ottobre l’apertura ufficiale con l’entrata dei primi due ospiti. La struttura, dislocata su due piani è composta di 10 stanze con 20 posti letto, oltre un refettorio e una sala di attesa. “ In questa residenza vengono accolti per lo più anziani non autosufficienti che necessitano di cure e di assistenza” ci comunica Vincenzo Clemente, direttore della società Vinip e responsabile della struttura “ma verrà dato spazio anche a chi vive in solitudine e vorrà recarsi in questa casa per vivere e trovare un po’ di compagnia. La priorità sarà data ai valsinnesi”.Oggi la struttura accoglie 12 ospiti ,5 uomini e 7 donne mentre lo staff di operatori e’ composto da 8 donne,un gruppo solido e compatto che ha come finalità solo il benessere psico-fisico dell’anziano ospite.L’apertura della casa di cura è stata accolta con grande entusiasmo dagli abitanti del piccolo comune che partecipano attivamente e con interesse alle attività organizzate dal centro. Avere una struttura di riposo in questi paesi così poco abitati e con personale qualificato e attento come quello che contraddistingue la casa “Chiara Luce” è una buona risorsa e un’ottima opportunità per persone sole e bisognose di cure e di affetto. A volte sono gli anziani che decidono spontaneamente di recarsi in queste strutture per godere della compagnia di amici o parenti e a Valsinni gli ospiti si conoscono tutti fra loro e per lo più sono amici di vecchia data.Tanti gli incontri organizzati tra gli anziani e i cittadini. Il primo incontro di Intergenerazionalità è avvenuto durante le feste natalizie con un progetto realizzato in collaborazione con l’associazione “Crescere Insieme”, e che ha visto protagonisti, insieme agli anziani i bambini. Insieme hanno realizzato un albero di natale, fatto con addobbi semplici ma con ingrediente segreto: l’amore. Al posto delle classiche palline sono stati appesi dei fogli con la forma delle mani dei grandi e piccoli protagonisti. “Questo lavoro ricorda l’albero della vita” dichiara Stefania Crapulli, operatrice “nato con solidi radici ed arricchito dal nostro vissuto. Questo è il messaggio del nostro albero di natale”.Nei giorni successivi altri progetti sono stati realizzati in collaborazione con le altre associazioni presenti sul territorio: Avis,Proloco,Donnein Cammino, Azione Cattolica, Ail, Masci, la quale il giorno 23 dicembre ha consegnato agli ospiti la luce della pace di Betlemme. Nel pomeriggio poi il parroco don Giuseppe Labanca e l’amministrazione comunale, in collaborazione con le varie associazioni hanno organizzato una festa alla quale ha partecipato l’intera comunità, preceduta dalla S. Messa. Scopo dell’evento: regalare emozioni.E in questa casa di emozioni se ne vivono tante e tutti i giorni, grazie alle cure amorevoli di cui godono gli ospiti e all’attenta e fattiva partecipazione della comunità valsinnese. Tanti i progetti ancora da realizzare e le attività in cartellone. I “nonni” di qualsiasi età, sono un patrimonio inestimabile di cultura di vita e saggezza e vanno custoditi come un tesoro prezioso. [Piera Chierico]

Incidente a Scanzano Jonico, due i veicoli coinvolti

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Un forte urto fra due veicoli, una utilitaria e una monovolume, si è verificato in via Liguria a Scanzano Jonico, zona Terzo Cavone, poco dopo le 16:00 di domenica pomeriggio. Oltre all’intervento delle competenti autorità per ricostruire la dinamica del sinistro, è stato necessario quello dei sanitari del 118. Destano preoccupazione, in particolare,  le ferite riportate da una ragazza  per la quale è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

[Eventuali ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore]

Droga, eseguito un arresto a Montalbano Jonico

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L’ordinanza è stata disposta dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia.

Gli agenti della Squadra Mobile di Matera ed il Commissariato di P.S. di Policoro, all’alba di oggi, hanno arrestato VM. trentottenne nato a Policoro e domiciliato a Montalbano Jonico, “per aver ceduto ad altri soggetti,  a Reggio Emilia, oltre un chilogrammo di sostanze stupefacenti del tipo eroina”, è riportato nel comunicato stampa diffuso in queste ore dalla Questura di Matera. E, ancora: “L’arresto si inserisce nella vasta operazione condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia che ha dato esecuzione a ventisette misure cautelari (diciannove in carcere, quattro ai domiciliari e quattro dell’obbligo di dimora e presentazione della P.G.) emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Emilia a carico di altrettanti soggetti gravemente indiziati di traffico di sostanza stupefacente tipo cocaina ed eroina. Le indagini, avviate nel novembre 2015, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, hanno permesso di accertare un’intensa attività di spaccio da parte di soggetti magrebini all’interno dell’area delle Ex Reggiane. Nel corso delle indagini sono state documentate centinaia di cessioni, quotidiane, a decine e decine di assuntori e si è proceduto a trarre in arresto 34 persone ed al sequestro di rilevanti quantitativi di stupefacente (nove chili di eroina, due chili di cocaina, un chilo e mezzo di hashish, un chilo di marijuana e 119 piantine della stessa sostanza). All’arrestato è stata notificata l’Ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari”.

Fuoci d’artificio illegali, sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza

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Con l’approssimarsi delle festività natalizie e del Capodanno le Fiamme Gialle materane hanno intensificati i controlli finalizzati a scoraggiare ogni forma illecita di vendita o detenzione di materiale pirotecnico.
In tale contesto, i finanzieri della Brigata di Metaponto, nell’ambito dei servizi mirati al controllo del territorio, hanno sottoposto a controllo un furgone in transito lungo il tratto materano della strada statale 106 «Jonica» che procedeva a velocità sostenuta in direzione di Reggio Calabria.
I militari, insospettiti dalle dichiarazioni vaghe del conducente, un cittadino di origini siciliane, e da un generico documento di trasporto per generi alimentari, hanno proceduto all’ispezione del mezzo rinvenendo, celati e confezionati in 33 colli di generi alimentari, ben 1.200 manufatti esplosivi artigianali per un peso pari a 400 kg. circa.
I manufatti esplosivi così rinvenuti, non classificati e privi di ogni etichettatura che potesse accertarne la natura e la potenzialità, sono stati sottoposti a sequestro e il conducente dell’automezzo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per detenzione abusiva di materiale esplodente.
I c.d. “botti”, che se collocati sul mercato nero avrebbero fruttato circa € 10.000,00, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria sono stati distrutti.

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