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Cronaca - page 2

Lavoratori supermercati, le buste paga di alcuni lavoratori al centro delle indagini della Guardia di FInanza di Policoro

in Cronaca

Nel corso di un’attività ispettiva nei confronti di due supermercati sul litorale della costa ionico-metapontina, i Finanzieri della Compagnia di Policoro hanno scoperto irregolarità nell’assunzione con contratto a tempo indeterminato di nove (9) dipendenti. L’attività ispettiva ha consentito di riscontrare l’omissione, da parte del datore di lavoro, della registrazione, nel libro unico del lavoro, dei dati che determinano differenti trattamenti retributivi, previdenziali e fiscali, relativamente all’annualità 2019.

In particolare, nelle buste paga dei suddetti lavoratori venivano indicate ore lavorative in misura inferiore rispetto a quelle effettivamente prestate, per un totale di circa 1000: a fronte delle 4/6 ore di lavoro contrattualmente previste, i dipendenti effettuavano turni praticamente raddoppiati.

Per quanto sopra, al rappresentante della società sottoposta a controllo è stata comminata la sanzione amministrativa fino ad € 3.000,00 con diffida a sanare le irregolarità riscontrate.

Il servizio testimonia il costante impegno profuso dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Matera sul territorio e si inquadra nel contesto delle quotidiane attività ispettive svolte a contrasto del sommerso da lavoro in ogni settore economico, con il duplice scopo di tutelare i lavoratori e sanzionare coloro che traggono indebiti vantaggi finanziari e competitivi dal disonesto sfruttamento della manodopera irregolare.

Deposito scorie, tavolo tecnico strutture strategiche di relazione

in Cronaca

Prosegue l’attività dei gruppi di lavoro istituiti dal Dipartimento Ambiente. Bardi e Rosa: “In Basilicata sono presenti opere strategiche, frutto di ingenti investimenti statali, che sono assolutamente incompatibili con la presenza di un deposito di rifiuti radioattivi”
Si chiamano “strutture strategiche di relazione” e sono quell’insieme di reti e infrastrutture (viabilità, ferrovie, sistema idrico, reti energia elettrica, industrie a rischio di incidenti rilevanti, dighe e risorse del sottosuolo, aeroporti e poligoni di tiro militari attivi) che nella “Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi” (Cnapi) determinano una serie di “criteri di esclusione” e “criteri di approfondimento”. La Sogin prevede che il deposito non potrà essere ubicato nei siti “che siano a distanza inferiore a 1 km da autostrade e strade extraurbane principali e da linee ferroviarie fondamentali e complementari” (CE13), “caratterizzate dalla presenza nota di importanti risorse del sottosuolo” (CE14), “caratterizzate dalla presenza di attività industriali a rischio di incidente rilevante, dighe e sbarramenti idraulici artificiali, aeroporti o poligoni di tiro militari operativi” (CE15).
Un quadro di criticità che richiede un’attenta analisi sulla situazione della Basilicata, così come emerge anche dagli approfondimenti in corso nel tavolo tecnico sulle “strutture strategiche di relazione”, uno dei cinque istituiti presso il Dipartimento Ambiente della Regione per formulare le osservazioni tecniche della Regione al documento della Sogin. Al centro di questi incontri, coordinati dall’ingegnere Nicola Grippa, con la partecipazione dei rappresentanti dei Comuni interessati, della Provincia di Potenza, dell’Ordine degli architetti, di funzionari e tecnici degli uffici regionali competenti, anche la verifica dei “criteri di approfondimento” che riguardano in particolare la “disponibilità di vie di comunicazione primarie e infrastrutture di trasporto (CA12) e la “presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche” (CA13).
“Proprio guardando alle opere strategiche, alle grandi dighe e alle reti irrigue e idropotabili a servizio di Basilicata e Puglia, come pure ai giacimenti di petrolio e gas, appare evidente che il deposito nazionale dei rifiuti nucleari non può essere localizzato in nessuna area della nostra regione – afferma l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa –. Tra l’altro quasi tutti i siti indicati non sono neanche vicini alle necessarie vie di comunicazione indicate nei criteri di approfondimento come fondamentali per garantire il trasporto in sicurezza dei materiali”.
La via preferenziale per il trasporto dei materiali radioattivi indicata nella Cnapi sono le linee ferroviarie, fra le quali vengono ritenute idonee quelle di categoria D, cioè le principali linee ferroviarie italiane. Le linee ferroviarie lucane sono invece classificate nella categoria C e non sono quindi ideali per questo tipo di trasporti. In subordine, nella Cnapi si prevede il trasporto dei materiali radioattivi attraverso la rete stradale. E in questo caso vengono ovviamente preferite le autostrade e le strade extraurbane principali con due corsie per senso di marcia e spartitraffico, cosa che stride con la situazione della Basilicata considerando che in prossimità di quasi tutti i siti indicati in Basilicata (con esclusione dei due siti vicini alla statale 106 Jonica) non ci sono strade di questo tipo, e l’assenza di viabilità importante aumenta l’indice di rischio durante il trasporto, come indicato chiaramente nei criteri di approfondimento.
“Che la Basilicata offre all’Italia un contributo rilevante in termini di risorse naturali – osserva il presidente della Regione Vito Bardi – lo sanno tutti, ma forse non tutti sanno che nel corso degli anni sono stati fatti e sono tuttora in corso investimenti rilevanti sia per le attività petrolifere che per preservare la risorsa idrica, migliorare le capacità di accumulo, completare le reti irrigue a servizio dell’agricoltura, migliorare il servizio idrico integrato per i cittadini. E lo stesso Stato che ha finanziato queste opere, ritenendole strategiche, non può sostenere che nella nostra regione, che contribuisce al 10 per cento delle risorse petrolifere nazionali ed è uno dei principali serbatoi idrici del Sud, si possa ubicare un deposito di rifiuti radioattivi che è assolutamente incompatibile con la nostra realtà”.
Per quanto riguarda la presenza dei giacimenti di petrolio e gas, il gruppo di lavoro ha rilevato in particolare l’interferenza con i siti indicati con i codici MT15 ed MT16, nell’area di Bernalda, che sono fuori dalle concessioni esistenti ma in itinere c’è un permesso di ricerca come peraltro rileva la stessa Sogin nel suo documento. Come pure i siti indicati con i codici PZ 9, PZ10, PZ12 e PZ13, nell’area di Genzano, dove ci sono permessi di ricerca in itinere.
In tema di interferenze la parte più delicata riguarda il sistema idrico, che in Basilicata tocca tutte le aree indicate dalla Sogin come potenzialmente idonee. Sovrapponendo queste aree con i distretti irrigui e con lo schema dell’adduttore regionale del Sinni è risultato che le zone indentificate con i codici PZ9, PZ12 e PZ13 sono interamente comprese nel distretto irriguo “G”, quella identificata con il codice PZ10 ricade in parte nel distretto “G” ed in parte nel distretto “T”, mentre le aree indicate con i codici PZ6, PZ8 e PZ14 ricadono totalmente nel distretto “B” dello schema idrico Basento – Bradano, che è già stato completato e attrezzato. Inoltre, le aree indicate con i codici MT1, MT2 ed MT16, nelle aree di Montalbano Jonico e Bernalda, sono attraversate dalla condotta del Sinni che porta l’acqua in Puglia. La presenza di simili infrastrutture dovrebbe rientrare fra i motivi di esclusione.

LA LETTERA. Agenti di Polizia locale di Policoro positivi al Covid-19, il comandante Silletti: “Oltre al danno, la beffa”

in Cronaca

A nessuno viene in mente che il contagio degli Agenti della Polizia Locale possa essersi verificato “sul luogo di lavoro”? Magari proprio mentre stavano effettuando questi controlli? Sul campo…mentre si controllava chi, impunemente, consumava il proprio drink seduto al bar?

Anche in tempi di pandemia bisogna difendersi dalla sciatteria umana. In qualità di Comandante della Polizia Locale della Città di Policoro mi corre l’obbligo di fare delle precisazioni per difendere l’onorabilità del Comando che dirigo.
Circolano voci su presunte feste organizzate in occasione di San Sebastiano, Patrono della Polizia Municipale, che si onora il 20 gennaio di ogni anno. Voci che si susseguono in un tamtam anche sui social, dove tutti scrivono di tutto e tutti si sentono legittimati a inveire contro chiunque e chicchessia. Addirittura si parla di feste, festicciole, pranzi e brindisi, in totale spregio di ciò che sta accadendo. Come se fosse quasi “inevitabile” che alcuni Vigili, al periodico screening effettuato, siano risultati positivi al COVID.

Una sorta di “ben-gli-sta!”: una colpa da espiare per aver raggirato l’ostacolo delle restrizioni.

Occorre chiarire subito che la Polizia Locale della Città di Policoro
NON ha partecipato ad una celebrazione religiosa organizzata in forma ristretta da alcuni agenti in pensione dei paesi limitrofi.
NON ha festeggiato il suo Santo Patrono con feste, festicciole, pranzi e brindisi.
NON ha MAI violato le norme anticovid.

Anzi, proprio in quei giorni, gli Agenti della Polizia Locale della Città di Policoro, guidati dalla sottoscritta, hanno effettuato dei controlli serrati in alcuni luoghi di aggregazione: 12 i locali controllati con il risultato di 10 sanzioni amministrative contestate tra titolari e avventori. Tutto tracciabile, grazie alle informazioni diramate a mezzo stampa. Con tanto di foto di personale in prima linea nel cercare di contrastare le numerose, ahinoi, violazioni riscontrate in città; di persone che impunemente girano senza mascherine, si intrattengono nei locali senza curarsi del distanziamento, violando persino gli orari imposti dalle norme attuali.

Oltre al danno…la beffa!

A nessuno viene in mente che il contagio degli Agenti della Polizia Locale possa essersi verificato “sul luogo di lavoro”? Magari proprio mentre stavano effettuando questi controlli? Sul campo…mentre si controllava chi, impunemente, consumava il proprio drink seduto al bar?

I Vigili Urbani di Policoro stanno vivendo un periodo difficile, aggravato dai sintomi di una patologia tanto subdola quanto pericolosa e di un contagio avvenuto, con ogni probabilità, quando proprio veniva indossata la divisa. Eppure, si trovano a doversi quasi difendere da illazioni e insulti di cittadini che, forse per noia, forse per sciocco divertimento, si premurano di infangare il buon nome di un Comando che lavora tra i cittadini, con i cittadini, per i cittadini.

Precisazione doverosa, con riserva di adire le vie legali per diffamazione.
Per amor di verità.
Per difesa del Comando che ho l’onore di dirigere.
Per il rispetto della divisa che ogni Agente indossa e porta nella propria coscienza.

Il Comandante di P.L.
Città di Policoro
d.ssa Rosa Silletti

Sequestrato ingente patrimonio a imprenditore

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E’ stata condotta, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Matera che ha agito d’intesa con la Procura della Repubblica di Potenza, una complessa e articolata attività di indagine da parte del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera, finalizzata all’individuazione delle reali condizioni patrimoniali di un noto imprenditore nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti originario di Altamura  “risultate notevolmente sproporzionate rispetto alle fonti reddituali ufficialmente dichiarate al Fisco”, è quanto riportato nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza in queste ore.

E, ancora:  “In particolare l’imprenditore in questione, per evitare potenziali controlli e altresì “cautelare” la propria ricchezza, ha nel tempo posto in essere condotte di “trasferimento” del proprio patrimonio personale a beneficio dei familiari e della ex moglie, pur risultando di fatto l’effettivo “dominus” di tutto. In particolare oltre a “svendere” a prezzi del tutto incongrui la totalità delle quote sociali della società cassaforte di famiglia alla convivente, al figlio e alla ex moglie per la modica cifra di 151.000 euro rispetto al patrimonio netto della stessa società ammontante ad oltre 3.600.000 euro, il soggetto destinatario delle misure ablative confezionava una ardita procedura divorzile riconoscendo al coniuge separato da 17 anni la rilevante cifra di 5 milioni di euro a titolo di assegno di mantenimento, arretrati e assegno divorzile ancor prima della presentazione del ricorso congiunto per il divorzio avvenuto l’anno successivo”, è spiegato nel comunicato stampa.
E, ancora: “per completare la trama, l’ex coniuge provvedeva sempre nel medesimo anno a riversare la predetta somma proprio nella società di cui aveva acquistato le quote a valore irrisorio (acquisto delle quote avvenuto due mesi prima dell’accredito dei 5 milioni).
Il collegio giudicante, sulla base della puntuale analisi condotta dal Nucleo PEF su un ampio arco di tempo, ha ritenuto il soggetto destinatario del provvedimento “persona socialmente pericolosa in quanto ha adottato uno stile di vita connotato dalla plurima, seriale violazione di precetti penali, come attestato dalle numerosissime contestazioni che gli sono state mosse …… documentando perciò un atteggiamento di abituale opposizione ai precetti penali …. in un autentico continuum criminogeno “.
Il Tribunale di Potenza, con proprio decreto, ha pertanto statuito il sequestro e la confisca di n. 6 aziende di cui 4 società e dei connessi 12 punti vendita, 21 immobili, 9 tra auto e moto di grossa cilindrata per un valore stimato di circa 10 milioni di euro nei confronti dei 4 soggetti coinvolti, che non trovano giustificazione nei redditi ufficialmente dichiarati”.

Al via interventi per il pieno ripristino della Canna del Sinni

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Gli interventi interesseranno una condotta di un diametro di 3 metri in tre tratti: Valsinni, Colobraro e Marconi di Pisticci e a valle della diga di Monte Cotugno

Per ripristinare la completa funzionalità della Canna del Sinni, la conduttura che porta acqua da Senise alla Puglia, si è tenuta questa mattina in Regione una videoconferenza alla presenza del direttore generale del Dipartimento Ambiente, Giuseppe Galante.
Gli interventi di manutenzione e riparazione sono finanziati dalla Regione Basilicata con Fondi Fesr e Fsc per 2 milioni e 150 mila euro e fanno parte di un programma finalizzato all’aumento della capacità di invaso delle dighe di Basilicata.

“La riunione di oggi si è resa necessaria – spiega l’assessore Gianni Rosa – per raccordare tutti i soggetti coinvolti nelle articolate attività che sono: Acquedotto Pugliese, Acquedotto Lucano, Consorzio di Bonifica della Basilicata, Consorzio Jonico Cosentino, ArcelorMittal ex Ilva, Consorzio di Bonifica Stornara e Tara e l’E.i.p.l.i. che ha redatto i progetti e appaltato gli interventi. Per circoscrivere gli enti interessati alle operazioni previste dall’interruzione idrica – aggiunge Rosa – abbiamo fissato un calendario di interventi da attuare entro la fine di marzo. Ciò anche per non determinare disagi alle popolazioni di Basilicata e Puglia e impatti sulla stagione irrigua”.

“Per un efficace coordinamento delle attività – spiega il direttore generale del Dipartimento Ambiente, Giuseppe Galante- sono state previste tre interruzioni rispettivamente di 24, 44 e 60 ore. Le interruzioni sono fissate a partire dal 23 febbraio la prima, a partire dal 9 marzo la seconda è l’ultima di 60 ore dal 23 marzo. Solo quest’ultima – sottolinea Galante- potrebbe comportare la riduzione di erogazione all’utenza che sarà preventivamente comunicata. Per rispettare questo calendario confidiamo in condizioni meteo clementi. Per verificare l’andamento delle temperature e confermare le date ci siamo dati appuntamento al prossimo 18 febbraio”.
Gli interventi interesseranno una condotta di un diametro di 3 metri in tre tratti: Valsinni, Colobraro e Marconi di Pisticci e a valle della diga di Monte Cotugno.
La perdita da riparare è invece al confine tra Puglia e Basilicata nel punto di massima depressione del fiume Bradano e interessa un bacino d’utenza totale di cinque milioni di abitanti tra Puglia, Basilicata e Calabria.
E.i.p.l.i. effettuerà inoltre altri interventi sulla stessa condotta per l’efficientamento delle centraline oleodinamiche e per la protezione delle tubazioni in alcuni tratti interessati dall’attraversamento di torrenti. Data la rilevanza degli accordi a carattere interregionale tra i vari soggetti coinvolti, la riunione di oggi è stata coordinata dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

Marconia di Pisticci, due arresti per droga

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Sorpresi in auto con gr 300 di cocaina e gr.500 di hashish

La Polizia di Stato ha arrestato due giovani, rispettivamente di 25 e 23 anni, entrambi residenti a Marconia di Pisticci, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Agenti del Commissariato di P.S. di Pisticci, durante servizi specifici di contrasto delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti, hanno intercettato e fermato sulla S.P. Destra Basento, in agro di Pisticci, località Incoronata, un’auto di grossa cilindrata per procedere al suo controllo.

“Prima di arrestare la marcia, il passeggero seduto sul sedile anteriore destro si è disfatto di una busta di plastica bianca gettandola fuori dal finestrino”, è scritto nel comunicato diffuso dalla Polizia. E, ancora: “Il gesto non è sfuggito agli operatori, che hanno subito recuperato il sacchetto dal ciglio della strada rinvenendo al suo interno panetti di hashish e altra droga. Identificati i due giovani a bordo dell’auto, si è verificato che trattavasi di due soggetti già noti a questi Uffici in quanto gravitanti nel mondo della compravendita di stupefacenti. Gli agenti hanno proseguito l’attività nei loro confronti procedendo alle perquisizioni, sia personali che domiciliari”, è riportato nel comunicato.

“In casa di uno dei due sono stati così rinvenuti: 3 bilancini elettronici e altro materiale, impiegati per il confezionamento delle dosi di droga, oltre a 3 compresse di “Suboxone”. I successivi riscontri della Polizia Scientifica hanno permesso di appurare che quanto rinvenuto al momento del controllo su strada consisteva in 4 involucri di cocaina del peso complessivo di gr. 300 e 5 panetti di hashish da gr. 100 ciascuno per complessivi gr. 500. La droga è stata sottoposta a sequestro e i due giovani che la detenevano sono stati arrestati e condotti nel carcere di Matera. In allegato la foto della droga e del materiale impiegato per il confezionamento delle dosi”.

Irsina, furto nella Chiesa parrocchiale dell’Immacolata

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Irsina, i ladri entrano nella Chiesa parrocchiale dell’Immacolata e forzano il tabernacolo: portati via la pisside e un ostensrio.  Di seguito la lettere di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo.

 

Carissimi confratelli nel sacerdozio, diaconi, religiosi e religiose, carissimi fedeli tutti,

ho appreso da Don Nicolino Menzano che questa notte, nella chiesa parrocchiale dell’Immacolata, in Irsina, sono entrati ladri sacrileghi.  Vi do questa notizia con grande dolore. E’ stato forzato il tabernacolo, portata via la pisside e un ostensorio. Per fortuna le ostie consacrate sono state trovate buttate per terra ma non sappiamo se alcune siano state portate via per utilizzarle per altri scopi.

Secondo il Diritto Canonico chi ha compiuto questo gesto è incorso nella scomunica, la cui assoluzione è riservata solo alla Santa Sede, data la gravità dell’atto (scomunica latae sententiae  secondo il can  1367).

Vi chiedo di pregare e far pregare davanti a Gesù Eucaristia per riparare a un peccato così grave. Preghiera che possa toccare i cuori degli autori di un simile atto e chiedere perdono.  Invito ogni sacerdote, nei prossimi giorni, a celebrare una santa Messa per la remissione dei peccati, a recitare le preghiere di riparazione che vi allego, vivendo un’ora di adorazione coinvolgendo la propria comunità.

Il 7 gennaio 2021 alle h. 17.30, presiederò la celebrazione Eucaristica nella chiesa dell’Immacolata di Irsina.

Subito dopo, con i fedeli, resterò in adorazione davanti alla SS. Eucaristia, invocando la misericordia del Signore. La Vergine Immacolata e Santa Eufemia preghino per noi.

Vi benedico.

Pronti a mobilitarci per difendere nuovamente la Basilicata dalle scorie radioattive

in Cronaca
Scanzano J.co, 05 gennaio 2020 – La pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi conferma quello che abbiamo da sempre temuto. Anche la Basilicata è coinvolta nella scelta per l’individuazione del deposito.  L’Associazione Antinucleare ScanZiamo le Scorie conferma la posizione motivata da sempre. NO ALLE SCORIE. Il territorio della Basilicata non è idoneo ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. La Regione Basilicata e gli Enti coinvolti facciano risentire nuovamente e con forza la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi di ubicazione nel nostro territorio. Nei prossimi giorni terremo iniziative di informazione e controinformazione per scongiurare tale ipotesi che pregiudicherebbe l’economia locale in particolare il turismo e l’agricoltura. Per le Istituzioni locali che sono coinvolte e che vogliono mobilitarsi mettiamo a disposizione l’esperienza dell’Associazione Antinucleare. 

L’astigmatismo è un difetto visivo molto diffuso

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L’astigmatismo è un difetto della vista che comporta una visione distorta e poco nitida degli oggetti, sia da vicino che da lontano. La messa a fuoco delle immagini avviene su due piani differenti della retina, ossia uno anteriore ed uno posteriore invece di convergere in un unico punto. Tale disturbo della vista è causato da un difetto di curvatura della cornea e, molto più raramente in verità, dall’irregolarità del cristallino. I bambini e gli adulti possono riscontrare difficoltà sia nella lettura di un libro, che nella visione di oggetti e dettagli. Ad oggi, non si conoscono precisamente le origini di tale disturbo visivo.

 Quali sono le cause?

 L’astigmatismo uno dei difetti visivi più comuni può essere causato da un fattore prettamente ereditario. Ciò, però, non è sempre vero. Può essere dovuto anche ad un trauma subito dall’occhio. In rarissimi casi, la causa è imputabile al cheratocono, ossia un disturbo che conferisce alla cornea una forma conica. Per la cura dell’ultimo caso è necessario l’utilizzo di lenti a contatto speciali oppure si può decidere di intervenire chirurgicamente.

Classificazioni dell’astigmatismo

 Il disturbo in oggetto può essere di due tipi.

Si parla di astigmatismo regolare, il più diffuso tra la popolazione, è correggibile con l’ausilio di occhiali e lenti a contatto. In questo caso, il meridiano più curvo e quello più piatto sono tra loro ortogonali.

A sua volta gli astigmatismi regolari possono classificarsi in base alla posizione delle linee focali rispetto alla retina.

A tal proposito si avrà la seguente suddivisione.

  • Astigmatismo miopico composto: le linee focali sono dinanzi alla retina;
  • Astigmatismo miopico semplice: una linea cade sulla retina e l’altra davanti;
  • Astigmatismo misto: una linea cade davanti e l’altra dietro la retina;
  • Astigmatismo ipermetropico semplice: una linea focale cade sulla retina e l’altra dietro;
  • Astigmatismo ipermetropico composto: entrambe le linee cadono dietro la retina.

L’astigmatismo irregolare, invece, ha una curvatura che cambia lungo lo stesso meridiano ed i due meridiani principali non sono ortogonali fra loro. Tale situazione rappresenta una complicazione a livello correttivo. Non saranno utili le lenti, in quanto non garantirebbero una compensazione adeguata e perfetta.

Quali sono i sintomi?

Principalmente i sintomi consistono in un calo della vista, come già scritto, sia da lontano che da vicino e nell’offuscamento della visione. Cefalea, bruciori oculari e lacrimazione sono i primi campanelli d’allarme che gli occhi inviano. A questi, potrebbero aggiungersi annebbiamento della vista, congiuntivite e dolori oculari in seguito all’esecuzione di lavori da vicino prolungati.

Rimedi e conclusione

L’astigmatismo può curarsi utilizzando gli occhiali oppure delle lenti a contatto, a seconda dei casi e delle scelte personali. È un difetto che può curarsi anche tramite chirurgia. Si tratta di un disturbo visivo che si può riscontrare e riconoscere mediante visita oculistica. Sarà il medico ad indicare quale potrà essere il rimedio da adottare per la cura dell’astigmatismo. È sempre consigliabile e consigliato effettuare periodici check up, per controllare lo stato di salute degli occhi e la presenza di eventuali difetti e disturbi.

 

Vaccini antinfluenzali, l’Asm: “l’alta richiesta ha messo in affanno le aziende farmaceutiche produttrici”

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Il cospicuo numero di richieste di vaccini antinfluenzali, quest’anno, ha portato in affanno la produzione delle aziende farmaceutiche presenti a livello nazionale e mondiale, causando un notevole ritardo nella distribuzione delle dosi. Lo conferma il fatto che l’A.I.F.A., Agenzia Italiana per il Farmaco, nella lista dei farmaci mancanti, ha inserito tutti i vaccini antinfluenzali. Tutte le ASL presenti sul territorio, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i centri vaccinali e le farmacie, sono in attesa di ricevere le dosi per poter continuare la campagna vaccinale prevista per l’anno 2020/2021. L’Azienda Sanitaria di Matera, il giorno 29 ottobre 2020 ha effettuato un ordine per le strutture di Matera e di Policoro. L’Azienda farmaceutica ha consegnato solo le dosi destinate a Policoro, quindi, l’ASM è in attesa di un nuovo lotto d’importazione per le restanti dosi di Matera. L’U.O.C. della Farmacia Ospedaliera dell’Ospedale Madonna delle Grazie, su espressa richiesta del Direttore Generale Gaetano Annese, ha ulteriormente sollecitato l’Azienda farmaceutica “Seqirus” a fornire, in tempi rapidi e veloci, le dosi di vaccino ordinate. La suddetta azienda, auspica di poter provvedere alla fornitura del lotto mancante entro la settimana prossima. Va sottolineato, inoltre, che molte gare per l’acquisizione della fornitura dei vaccini antinfluenzali sono risultate deserte.

 

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