Archivio categoria

Attualità - page 2

Evasione fiscale: protocollo fra Guardia di Finanza e Procura della Repubblica di Matera

in Attualità

In data 01.10.2026, presso gli uffici della Procura della Repubblica di Matera, è stata formalizzata la stipula di un protocollo investigativo, della durata di tre anni, tra la citata Autorità Giudiziaria, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, in materia di collaborazione interistituzionale finalizzata al contrasto dell’evasione fiscale e dei reati tributari.

L’importante strumento operativo siglato dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, dott. Alessio Coccioli, dal Direttore Regionale della Basilicata dell’Agenzia delle Entrate, dott. Mario Zinno e dal Comandante Regionale Basilicata della Guardia di Finanza, Gen. B. Crescenzo Sciaraffa, nasce dall’esigenza di elaborare, nel rispetto della reciproca autonomia tra i procedimenti amministrativi di accertamento e di riscossione delle imposte evase e quello penale di repressione delle condotte costituenti delitti tributari, istruzioni operative volte a garantire che l’azione amministrativa possa fornire costante e positivo supporto al procedimento penale e viceversa.

A tal fine sono stati previsti standard contenutistici delle reciproche comunicazioni aggiornati secondo le più recenti evoluzioni normative, giurisprudenziali e di prassi in materia tributaria.

È stata creata una rete di referenti, composta da delegati del Procuratore della Repubblica, da rappresentanti della Direzione Provinciale di Matera dell’Agenzia delle Entrate e da rappresentanti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Matera che si scambieranno informazioni sullo stato dell’iter amministrativo dell’accertamento tributario, nonché del procedimento penale, mediante individuate ed efficaci procedure informatizzate.

Attraverso il coordinamento e la semplificazione delle reciproche attività, le Istituzioni coinvolte intendono migliorare in termini di proficuità la comune azione di contrasto all’evasione fiscale ed orientare le attività d’indagine verso la repressione delle condotte maggiormente lesive per l’Erario, in particolare nei confronti di quei contribuenti per i quali sussistono concrete prospettive di recupero dei tributi evasi, attuando una strategia condivisa per rendere più incisivo e tempestivo il contrasto alla grande evasione fiscale.

STRAbilicata a Scanzano Jonico – Torre Saracena il 4 ottobre

in Appuntamenti

Teatro in pineta, laboratori, picnic ed escursioni in e-bike per una giornata dedicata a bambini e famiglie.

SCANZANO JONICO (MT) – Domenica 4 ottobre 2026, alla Torre Saracena di Scanzano Jonico, arriva STRAbilicata – Il lato STRA della Basilicata. Il progetto promosso dall’associazione Basilicata WoW con il patrocinio del Comune di Scanzano Jonico propone una giornata tra pineta e mare, con attività pensate per bambini e famiglie.
Alle 11:00 la pineta diventerà un teatro a cielo aperto per STRAordinario, con la rappresentazione de Il Mago di Oz. Il viaggio nella storia continuerà con STRAdivertente: giochi e laboratori gratuiti. Sono previsti anche animazione e gonfiabili a cura di Hakuna Matata.
STRAbilicata pensa anche ai grandi: durante la giornata gli adulti potranno partecipare ad una degustazione sensoriale dell’Olio Trivio, un’esperienza guidata alla scoperta di profumi e sapori dell’olio, per conoscere e apprezzare attraverso i sensi una delle eccellenze del nostro territorio.
Alle 13:30 sarà il momento di STRAgustoso, un picnic immerso nella natura. Alle 15:00 partirà STRAvventura, con le escursioni in e-bike alla scoperta del territorio.

STRABILICATA invita a vivere la Torre Saracena e la pineta attraverso il teatro, il gioco e le esperienze all’aria aperta, in una giornata da condividere tra generazioni.

INFORMAZIONI UTILI

QUANDO Domenica, 4 ottobre 2026, dalle ore 11:00

DOVE Torre Saracena, Scanzano Jonico (MT)

PROGRAMMA Ore 11:00 Teatro il Mago di Oz, laboratori gratuiti, degustazione sensoriale dell’olio Trivio,13:30 pic-nic, 15:00 escursioni in e-bike, dalle 15:00 alle 17:00 animazione e gonfiabili a cura di Hakuna Matata

PRENOTAZIONI le attività sono su prenotazione
INFORMAZIONI 377 3773640 – Basilicatawow@gmail.com

Operazione antidroga della Guardia di Finanza: a Bernalda due sospettati di spaccio di cocaina

in Cronaca

Ritrovati 7,5 kg di cocaina che secondo gli inquirenti era destinata alle piazze del Metapontino

Nell’ambito dei servizi di intensificazione del controllo economico del territorio e, in particolare, delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro “hanno arrestato due cittadini Kosovari, rispettivamente di 24 e 27 anni, sorpresi mentre trasportavano, a bordo di un SUV, circa 7,5 kg di cocaina. L’operazione è scattata nel territorio di Bernalda (MT), dove i finanzieri hanno sottoposto a controllo un’autovettura di grossa cilindrata con a bordo i due soggetti. Nel corso delle operazioni ispettive, il comportamento particolarmente nervoso manifestato dagli occupanti ha insospettito i militari, inducendoli ad approfondire il controllo e a procedere alla perquisizione dell’autovettura. Le attività di ricerca effettuate anche con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga, hanno consentito di individuare un sofisticato sistema di occultamento ricavato all’interno del veicolo. In particolare, sotto i sedili anteriori, nella struttura metallica dell’auto, era stato realizzato un doppiofondo, all’interno del quale erano nascosti sette panetti di sostanza stupefacente, risultata essere cocaina, per un peso complessivo di circa 7,5 chilogrammi”, è riportato nel comunicato stampa della Guardia di Finanza.

E, ancora: “I due cittadini Kosovari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati “ristretti” presso la Casa Circondariale di Matera. Il Tribunale del capoluogo lucano, ha convalidato il sequestro dello stupefacente, dell’autovettura e l’arresto degli interessati. L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Guardia di Finanza, volto a contrastare i traffici illeciti e, in particolare, a impedire che gli ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti possano raggiungere le piazze di spaccio alimentando il mercato illegale e i relativi profitti illeciti della criminalità. Si precisa che, in ossequio al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile. L’operazione testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto al traffico di droga e alle organizzazioni che lo gestiscono, attraverso una costante attività di prevenzione e repressione”.

Vincitori di concorso ma trattati come precari: la lettera dei vincitori del concorso del Ministero della Cultura

in Cronaca

Roma, 24 Settembre 2026 – Nonostante siano vincitori di un concorso pubblico nazionale sono ancora fuori dalle procedure di stabilizzazione!

È l’assurda sorte dei 321 lavoratori, tra funzionari e assistenti, assunti mediante la procedura selettiva pubblica per il reclutamento di 1956 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato e a tempo parziale di diciotto ore settimanali, della durata di diciotto mesi, di cui 271 unità di Area III – F1, 84 unità di Area II – F2 e 208 unità di Area II – F1 nel Ministero della cultura (rif. G.U. – 4ª serie speciale – Concorsi ed esami – n.28 dell’08.04.2022 e successivi provvedimenti di proroga (ex Art. 50-ter D.L. 73/2021).

Un vero e proprio cortocircuito burocratico e politico che, nel silenzio generale, penalizza musei, parchi archeologici e soprintendenze del Mezzogiorno ( Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). I lavoratori denunciano tre fatti gravissimi:

Denaro pubblico sprecato: lo Stato ha speso ingenti risorse per selezionare, inserire e formare questi 321 professionisti e soprattutto rinnovandoli in regime part-time per 36 mesi complessivi che si concluderanno ufficialmente a novembre 2026; mandarli a casa ora significa gettare al vento tre anni di investimenti sulla loro qualificazione, mutilando la continuità dei progetti proprio nella fase cruciale.

Disparità ingiustificabile rispetto al Ministero della Giustizia: a parità di concorso lo Stato ha usato due pesi e due misure, infatti i colleghi della Giustizia sono stati regolarmente stabilizzati a tempo indeterminato e senza aver raggiunto 36 mesi di servizio Quelli della Cultura vengono invece abbandonati, creando dipendenti pubblici di serie A e di serie B.

Sfruttamento burocratico: pur avendo un contratto part-time a sole 18 ore settimanali, la maggior parte dei vincitori ha gestito responsabilità e carichi di lavoro da full-time e per non far paralizzare gli uffici cronicamente sotto organico, sono stati costretti a rincorrere continue autorizzazioni per ore aggiuntive; gli stessi luoghi e istituti della cultura senza il personale di accoglienza e vigilanza avrebbero rischiato la chiusura o la drastica diminuzione delle ore di apertura al pubblico, come del resto era già successo prima del rinnovo ad Aprile in sede del decreto PNRR.

Questi lavoratori hanno garantito le aperture e il fitto calendario di iniziative, in particolare durante la stagione estiva e lo Stato si è retto proprio su questo tipo di lavoro straordinario in tuti i sensi eppure l’emendamento per la stabilizzazione di questi vincitori di concorso nel Decreto PA è stato affossato in Commissione, mentre norme analoghe nello stesso comparto sono state salvate anche in seno agli stessi ministeri come nel comparto Giustizia.

“Non siamo precari in cerca di una sanatoria, abbiamo vinto un concorso pubblico” – dichiarano i lavoratori. “Chiediamo che il Governo smetta di nascondersi dietro i formalismi dei regolamenti parlamentari. L’esecutivo deve inserire la nostra stabilizzazione nel primo decreto utile, sanando una discriminazione inaccettabile”. I lavoratori uniti annunciano lo stato di mobilitazione permanente e l’avvio di ogni azione utile al raggiungimento di tale obbiettivo.

 

[Foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo]

LA LETTERA. Quando viaggiare diventa un’odissea e viene meno il rispetto per la persona.

in Cronaca

Si riceve la lettera della lettrice Marissunta Carlucci, docente, che segnala i disservizi legati all’uso dei treni.

Chiedo risposte chiare su questa gestione disastrosa della tratta appena riaperta e un cambio di rotta immediato. I cittadini e i lavoratori regionali non sono passeggeri di serie B

Quando viaggiare diventa un’odissea e viene meno il rispetto per la persona.

Con la presente lettera aperta intendo porre all’attenzione pubblica e dei vertici aziendali di Trenitalia, la gravità dei disservizi che, in quanto lavoratrice (docente a tempo determinato nei Licei di Rionero in Vulture e Melfi) e cittadina, mi sono trovata a subire sulla rete ferroviaria Regionale Potenza-Melfi.

La situazione appare ancora più inaccettabile se si considera il contesto: la tratta in questione ha subìto una totale sospensione ferroviaria durata oltre un anno, durante la quale i viaggiatori hanno dovuto fare affidamento esclusivamente sul servizio di bus sostitutivi, in verità molto efficienti. La suddetta linea ferroviaria è stata finalmente ripristinata lo scorso 13 settembre, in concomitanza con la riapertura delle scuole. Ci si sarebbe aspettati un rientro in servizio impeccabile, e invece, a pochissimi giorni dalla ripartenza, la linea è già sprofondata nel caos.

Nello specifico, desidero segnalare quanto mi è accaduto in due occasioni ravvicinate.

Il primo episodio, il 16 settembre: il treno Regionale 19915 delle ore 14:34 in partenza dalla stazione di Rionero-Atella-Ripacandida è stato improvvisamente annullato. La notifica del provvedimento è giunta via app Trenitalia solo intorno alle 13:30, senza che venisse fornita alcuna tempestiva alternativa logistica se non quella di attendere semplicemente il treno successivo, con pesanti ripercussioni sulla mia giornata.

Il secondo episodio, il 18 settembre: il treno Regionale 19902 delle ore 06:25 da Potenza Superiore non è partito per dei lavori sulla tratta, accumulando un ritardo indefinito. Oltretutto, il biglietto è stato persino convalidato dal controllore a bordo nonostante l’iniziale ritardo annunciato fosse di soli 10 minuti (protrattosi poi oltre i 30 minuti). Di fronte al silenzio dell’azienda e all’assoluta necessità di raggiungere la scuola in cui insegno, sono stata costretta a rinunciare al viaggio ferroviario e a trovare un passaggio privato all’ultimo minuto per poter rispettare il mio orario di lavoro.

Questi disagi non sono isolati. Confrontandomi con altri pendolari della linea, è emerso che molti di loro hanno riferito l’annullamento di viaggi in altre occasioni in questa prima settimana.

Ciò che preme sottolineare con forza non è tanto l’aspetto puramente economico: il rimborso del biglietto, per quanto dovuto, è una magra consolazione che non cancella il danno subìto.

Quello che qui viene a mancare è il rispetto fondamentale verso la persona.
Dietro ogni passeggero fermo su una banchina non c’è solo un biglietto pagato, ma una vita, una responsabilità, un’urgenza. Ci sono persone che devono raggiungere il proprio posto di lavoro e rischiano sanzioni o problemi professionali a causa di Trenitalia (nel mio caso specifico, la puntualità del servizio ferroviario è vitale per raggiungere in orario, in diversi comuni, i due Licei in cui presto servizio). Ma come me, ci sono anche tanti altri cittadini, persone che devono raggiungere un ospedale per una visita medica programmata da mesi, o studenti che devono andare a scuola. Impedire a queste persone di muoversi, lasciandole nel totale abbandono logistico, significa calpestarne i diritti e la dignità.

Chiedo risposte chiare su questa gestione disastrosa della tratta appena riaperta e un cambio di rotta immediato. I cittadini e i lavoratori regionali non sono passeggeri di serie B e meritano un servizio che garantisca, prima di ogni cosa, il rispetto del loro tempo e della loro vita.

Potenza, 19/09/2026

(foto archivio ilmetapontino.it, non si riferisce al fatto descritto nella lettera)

Mariassunta Colucci

Lomuti su estrazioni petrolifere: il governo Meloni declassa la Basilicata

in Attualità

Da decreto a giacimento i lucani stiano zitti: il decreto Meloni declassa la Basilicata

Il deputato M5S Arnaldo Lomuti interviene sul decreto legge che introduce il commissario ad acta per le procedure di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi

Chi liquida il decreto approvato dal Consiglio dei ministri come un semplice adempimento procedurale, un termine perentorio come tanti, non sta leggendo con onestà il testo né la sua funzione politica.

È vero che l’articolo 2 del decreto non commissaria automaticamente la Basilicata e non autorizza da sé nuove trivellazioni. Ma è altrettanto vero che introduce un meccanismo che ha un’unica direzione possibile: se la Regione non esprime l’intesa entro 45 giorni, prorogabili, subentra un commissario ad acta con potere sostitutivo pieno.

Non esiste, nello stesso meccanismo, alcuna soglia temporale che obblighi lo Stato a rispondere con altrettanta rapidità alle richieste della Regione su compensazioni, royalties, tutela ambientale o ricadute occupazionali. L’asimmetria è tutta qui, ed è politica prima ancora che giuridica: l’inerzia viene sanzionata solo quando rallenta l’estrazione, mai quando riguarda il resto.

Definire “tecnica” una norma costruita in questo modo significa fare a Roma un favore che Roma non merita. La premier Meloni ha detto che vuole “andare avanti fino in fondo”: ebbene, la domanda che la Basilicata deve porre non è se le estrazioni aumenteranno, ma a quali condizioni, con quali garanzie e con quale ritorno reale per una regione che da decenni resta tra i territori con l’aliquota di royalty più bassa a fronte di produzioni tra le più rilevanti in Europa. Lo abbiamo documentato con puntualità, confrontando i regimi estrattivi di Norvegia, Regno Unito, Alberta o Nigeria: la Basilicata cede molto e trattiene poco. Accelerare l’estrazione senza prima riequilibrare quel rapporto non è modernizzazione, è resa.

C’è poi un secondo livello di mistificazione, tutto lucano. Chi per anni ha attaccato la giunta Pittella accusandola di svendere il territorio alle trivelle oggi tace, mentre il proprio governo nazionale prepara gli strumenti per commissariare la stessa Regione che allora diceva di voler difendere. La coerenza non è un lusso che si può accantonare quando cambia la maggioranza a Roma: se ieri le trivelle erano un allarme, oggi il commissario che le rende più rapide non può diventare un dettaglio di cui non parlare.

Per questo chiediamo che il presidente Bardi riferisca in Aula senza ulteriori rinvii, renda pubblici i procedimenti pendenti sul territorio lucano e dica con chiarezza se intende difendere le prerogative costituzionali della Regione o limitarsi a subirle. Il Movimento 5 Stelle continuerà a chiedere trasparenza sui numeri, sulle royalties e sulle reali ricadute per i lucani, con lo stesso metodo con cui lo fa da anni: non a corrente alternata, e non soltanto quando conviene.

 

Petrolio in Basilicata 2026: tra calo delle estrazioni e carburante fra i più cari d’Italia

Sportcityday 2026: il 20 settembre in Basilicata 25 piazze diventano palestre a cielo aperto

in Attualità

SPORTCITYDAY 2026: Il 20 settembre, 25 piazze si trasformeranno in palestre a cielo aperto. Il progetto della Fondazione SportCity coordinato dalla APS SportCity Basilicata.

La Basilicata accelera e diventa protagonista nazionale del movimento. Sono 25 i Comuni lucani che hanno già aderito allo SportCity Day 2026, l’evento nazionale che il 20 settembre trasformerà le città italiane nella più grande palestra a cielo aperto del Paese.

Un risultato storico, che posiziona la nostra regione tra le più attive d’Italia, con il coordinamento della APS ETS SportCity Basilicata, braccio territoriale della Fondazione SportCity.

I PRIMI 25 LUOGHI DEL BENESSERE LUCANI SONO:

Anzi, Bernalda, Calvello, Francavilla in Sinni, Grumento Nova, Lagonegro, Laurenzana, Marsicovetere, Moliterno, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rivello, Roccanova, Rotondella, San Chirico Nuovo, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese, Sant’Arcangelo, Sarconi, Sasso di Castalda, Scanzano Jonico, Tursi, Valsinni e Viggiano.

Un elenco che unisce l’entroterra al mare, i piccoli borghi alle città più grandi, a dimostrazione che il bisogno di benessere e comunità è trasversale.

Simbolo di questa partenza è Roccanova, che è stata la prima città in assoluto a livello Nazionale ad aderire all’edizione 2026.  Lo SportCity Day è un’opportunità per promuovere il territorio e le sue comunità, è occasione per fare rete, creare sinergie e sentirsi parte di qualcosa di importante, capace di generare benessere.

OGNI CITTÀ UN PROGRAMMA UNICO

Non sarà una semplice giornata di sport. Ognuna delle 25 città aderenti presenterà un suo particolare programma, con tantissime attività gratuite da svolgere nelle aree urbane: piazze, parchi, lungomari, centri storici.

Dalle camminate del benessere allo yoga al tramonto, dai tornei di basket 3vs3 ai percorsi per bambini, dal pilates alla danza, alle attività inclusive per over e persone con disabilità e molto altro ancora. Tutto con il supporto delle associazioni e società sportive locali che trasformeranno la città in un luogo di vita attiva.

CHI C’È DIETRO: UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO

L’evento è ideato da Fondazione SportCity, presieduto da *Fabio Pagliara* nato  per studiare l’impatto dello sport sul benessere urbano e sulla qualità della vita. Una realtà che oggi coinvolge oltre 200 città e 700.000 persone, con il patrocinio di Sport e Salute, CONI, CIP e tantissimi altri partner.

A livello regionale il motore è la APS ETS SportCity Basilicata. La sua missione è creare un’infrastruttura sociale. È l’anello di congiunzione tra Sindaci, associazioni e cittadini per affermare il principio della Costituzione (Art. 33): il diritto allo sport per tutti.

Per la Basilicata questa è una straordinaria opportunità su tre livelli:

1. Per il territorio: Rigenerare spazi urbani sottoutilizzati, dare nuova vita ai borghi, generare indotto e promozione turistica legata al benessere.

2. Per la comunità: Lo sport come antidoto all’isolamento e allo spopolamento. Un momento di crescita comunitaria che crea legami, spirito di squadra e senso di appartenenza.

3. Per la persona: La pratica di attività motoria, in ogni sua forma, è il più potente strumento di prevenzione, salute mentale e crescita personale. È riscoprire il piacere di stare insieme, muovendosi.

La Basilicata, con i suoi 25 Luoghi del Benessere, ha deciso di dimostrarlo con i fatti, diventando la Regione più attiva della Penisola.

Complimenti vivissimi ai 25 Comuni lucani che hanno colto il vero significato di questo evento aderendo a questa grande Festa Nazionale del Movimento.

Gallitelli pronto a portare la sua esperienza al progetto Polisportiva Libertas Montescaglioso calcio a 5

in Attualità

MONTESCAGLIOSO – Un bagaglio di esperienze di primo livello e un entusiasmo immutato. George Gallitelli, atleta italo-russo con un passato importante nel calcio a 11 e nel futsal nazionale, è pronto a guidare il nuovo corso della Polisportiva Libertas Montescaglioso.

Cresciuto nel settore giovanile del Taranto, Gallitelli si è messo in luce nel calcio a 11 collezionando presenze in Serie D con maglie blasonate del nord Italia come quelle di Pro Sesto, Pro Palazzolo e Montichiari. Un grave infortunio ne ha poi rallentato l’ascesa, senza tuttavia scalfire la sua passione per lo sport di squadra. Da lì è arrivata la scelta di reinventarsi nel calcio a 5 agonistico, iniziando un percorso che, partendo da Bernalda (comune d’origine dei genitori adottivi), lo ha visto protagonista sui parquet di C1 e Serie B con le maglie di Old Boys Bernalda, Senise, Bernalda Futsal – con cui ha sfiorato la Serie A Elite ai playoff – e Noci.

Dopo una parentesi lontano dai campi, il calcettista ha scelto di rimettersi in gioco ripartendo proprio da Montescaglioso, una piazza da sempre cara all’atleta, per mettere la propria esperienza al servizio di un progetto ambizioso nato da zero.

Di seguito le sue risposte alle domande.

1) Perché hai deciso di intraprendere il progetto con la Polisportiva Libertas Montescaglioso? «La Polisportiva Libertas Montescaglioso ha avuto la brillante idea di far nascere la sezione di calcio a 5 partendo da zero, iscrivendosi al campionato di Serie D con un progetto davvero ambizioso. Quando la dirigenza mi ha illustrato le proprie idee, ho preso subito a cuore questa sfida: Montescaglioso è una piazza che ho sempre portato nel cuore e ho sentito il dovere e il desiderio di mettere tutta la mia esperienza a disposizione di questa società.»

2) Qual è l’obiettivo che ti proponi di raggiungere con i tuoi compagni della Polisportiva Libertas Montescaglioso? «L’obiettivo per questa stagione è chiarissimo: voglio vincere il campionato per salire nelle categorie più alte di questo fantastico sport. Sono pronto a mettere tutto me stesso in campo per aiutare la squadra e i miei compagni a raggiungere questo traguardo.»

Policoro Calcio: “fra tre anni questa squadra sarà in serie D”

in Attualità

Policoro Calcio: il futuro è già qui. Di Sanza: “Fra tre anni saremo la squadra sarà in serie D”. Mister Finamore: “Ringraziamo Trupo e Silvestri per aver creato un movimento forte su cui edificare il futuro”.

Presentato questil nuovo corso del sodalizio calcistico jonico che affronterà il campionato di Eccellenza lucana: una società rivoluzionata nell’organico e nei progetti, guidata sempre per il quarto anno dal Presidente Enrico Trupo ma organizzatasi da qualche mese in maniera diversa con l’ingresso di importanti soci sostenitori. Stampa e tifosi e gli occhi di mezza Regione Basilicata hanno seguito con interesse questa mattina la presentazione ufficiale del nuovo Policoro Calcio, avvenuto presso la Sala Convegni della BCC Castellana della città, con tanti appassionati che hanno potuto conoscere da vicino i nuovi protagonisti sportivi del proprio territorio.

Dirigenti nuovi e soci sostenitori, come Serafino Di Sanza, si sono presentati al pubblico con idee chiare e progetti mirati “Tra tre anni questa squadra approderà in Serie D, ne siamo sicuri”, ha confidato Di Sanza. Ma con l’occasione di questa mattina il club, che sarà guidato anche quest’anno dal Presidente Enrico Trupo, ha potuto mettere “in mostra” i propri assi, dallo staff tecnico di prim’ordine capeggiato dal neo allenatore Antonio Finamore, alla rosa di giocatori giovani ed esperti che domenica dopo domenica daranno tutto in campo per ottenere il massimo dei punti disponibili.

“L’obiettivo di quest’anno è fare un campionato tranquillo, conquistarci la permanenza in categoria in anticipo e divertirci – ha commentato il Presidente Trupo che ha ringraziato inoltre l’ex patron Salvatore Silvestri per essergli stato accanto e per aver fatto tanti sacrifici negli anni scorsi per mantenere la prima squadra del Policoro sempre in campionati agonistici e di livello.

“Il nuovo gruppo dirigenziale entrato nel club qualche mese fa ha l’intento di portare più gente possibile allo stadio valorizzando i giovani calciatori del posto. Ci sono tutte le basi per fare bene”,

ha concluso il numero 1 della società. Policoro ed il suo nuovo progetto tecnico: via alla fiducia totale nel tecnico Antonio Finamore che, dopo aver raccolto successi in questa Regione con le esperienze in panchina con Moliterno, Grumentum, Matera, Marconia e Santarcangiolese, ritorna ad allenare nella sua città a più di dieci anni dall’esperienza con il Real Metapontino: “Ringraziamo Trupo e Silvestri per aver creato un movimento forte su cui edificare il futuro. Se siamo qui per provare ad alzare l’asticella è perché avete fatto un ottimo lavoro, ora noi dobbiamo far crescere e salire di livello – precisa Finamore – noi vogliamo fare un bel campionato, uniti in campo e fuori, ed essere motivo d’orgoglio per la nostra città. Il valore tecnico dei nostri avversari lo conosciamo e lo rispettiamo: noi cercheremo di dire la nostra vendendo cara la pelle, domenica dopo domenica”. Durante la presentazione, sono intervenuti anche il Sindaco della città jonica Enrico Bianco, il Dg del club Francesco Lateana, il responsabile tecnico Enzo Galotto, il responsabile del settore giovanile Giovanni Iannella, soci sostenitori come Serafino di Sanza e l’imprenditore Alessandro Quinto di Sherena, portavoce degli sponsor e partner commerciali che puntano a riportare il Policoro nel calcio che conta.

LA ROSA

Portieri

Giovanni COLETTA (2003)

Franco ATUCHA (2006)

Francesco SANTERAMO (2011)

Difensori

Nino DE PALMA (2003) capitano

Uros RASKOVIC (2000)

Claudio PANZARINO (2005)

Fabrizio FARINA (2007)

Salvador Marin RAMOS (2007)

Maureljo QOKU (2009)

Centrocampisti

Matteo MARINELLI (2006)

Pedro Da ROSA De SOUZA (2006)

Lucas CUBILLAS (1999)

Pasquale DONADIO (2002)

Alessio D’ALESSANDRO (2008)

Domenico LOBARCO (2008)

Rocco MASTROPIERRO (2007)

Giuseppe CELLAMMARE (2008)

Mario STAICU (2007)

Attaccanti

Lucas Arias De OLIVEIRA (1995)

Kadir WHITE QUINTERO (2003)

Simone CARLUCCIO (2004)

Antonio GUIDA (2000)

Nicola SURIANO (2009)

ORGANIGRAMMA SOCIETARIO

Presidente: Enrico TRUPO

Vice Presidente: Davide TRUPO

Direttore Generale: Francesco LATEANA

Sostenitori: Franco TRUPO, Serafino Di SANZA, Enzo CUCCARO

Segretario: Nicola SANTARCANGELO

Resp. Area Tecnica: Enzo GALOTTO

Team Manager: Aldo PITRELLI

Resp. Settore Giovanile: Giovanni IANNELLA

Dirigente Settore Giovanile: Rocco PALAZZO

Social Media Manager: Cosimo STIGLIANO

Logistica: Salvatore PANGARO

Lo Staff Tecnico

Allenatore: Antonio FINAMORE

Allenatore in seconda: Antonio CORDISCO

Preparatore Atletico: Rocco LIONETTI

Allenatore dei portieri: Maurizio SCHIRONE

Collaboratore Tecnico Prima Squadra: Giuseppe SURIANO

Magazziniere: Nicola LIUZZI

Ipotesi di “truffa aggravata”i fatti dal 2021 al 2024: indagato medico dell’Asl di Matera

in Attualità

“Eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un medico nell’ambito di un’indagine per truffa aggravata ai danni dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera Nella mattinata odierna, militari in servizio presso il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica di Matera, fino alla concorrenza della somma complessiva di euro 46.779,13”, si legge nella nota inviata dalla Guardia di Finanza.

E, ancora: “Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un procedimento penale relativo all’ipotesi di truffa aggravata e continuata ai danni dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera. Le condotte oggetto di accertamento sarebbero state poste in essere, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024, da un medico che svolgeva attività professionale nell’ambito dei servizi organizzati dall’Azienda sanitaria. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, si sono sviluppate attraverso l’acquisizione e l’esame di documentazione amministrativa, prospetti relativi alle prestazioni lavorative, sistemi di rilevazione elettronica delle presenze, comunicazioni interne e ulteriori elementi documentali. Secondo l’ipotesi accusatoria allo stato formulata, il medico avrebbe comunicato all’Azienda sanitaria dati non corrispondenti al vero in ordine alle ore di attività lavorativa effettivamente prestate, inducendo l’ente a liquidare compensi ritenuti non dovuti. In particolare, gli accertamenti avrebbero evidenziato plurime sovrapposizioni tra le ore indicate come lavorate presso strutture dell’ASM e altri impegni professionali o formativi svolti nelle medesime fasce orarie; la contabilizzazione contemporanea delle stesse ore quali prestazioni remunerate a diverso titolo; l’indicazione di presenze non compatibili con i tempi necessari per gli spostamenti tra le diverse sedi; nonché il computo di ore prive di corrispondenti rilevazioni elettroniche o inserite manualmente sulla base delle comunicazioni provenienti dalla persona interessata. Attraverso l’incrocio dei dati acquisiti, la polizia giudiziaria ha proceduto alla ricostruzione delle ore che, secondo l’impostazione investigativa, non sarebbero state effettivamente prestate e alla conseguente quantificazione dei compensi che sarebbero stati indebitamente corrisposti dall’Azienda Sanitaria Locale di Matera, determinati, allo stato, nell’importo complessivo di euro 46.779,13. Il Giudice per le indagini preliminari, ritenendo sussistenti, nei limiti propri della fase cautelare, i presupposti previsti dalla legge, ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta delle somme di denaro e, in caso di mancato reperimento o incapienza, il sequestro per equivalente di ulteriori beni e utilità patrimoniali nella disponibilità della persona sottoposta alle indagini, entro il limite dell’importo sopra indicato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli accertamenti sono tuttora in corso.

Il decreto di sequestro costituisce un provvedimento cautelare reale, adottato allo stato degli atti e suscettibile dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge, e non comporta alcun accertamento definitivo in ordine alla responsabilità della persona indagata. Il medico sottoposto alle indagini deve essere considerato innocente sino a quando la sua eventuale

 

con sentenza irrevocabile di condanna. Matera, 11 settembre 2026 F.to Il Procuratore della Repubblica Alessio Coccioli”.

 

 

 

 

 

 

 

Torna su