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Approfondimento - page 3

Le città dove gustare un cappuccino gustoso ed economico in Italia

in Cultura

I piccoli piaceri quotidiani vengono insidiati dalla crescente inflazione e dai prezzi sempre più alti del caffè. Così aumentano pure i prezzi dei cappuccini e della maggior parte delle bevande calde consumate nei bar. Eppure, questo fenomeno non segue un andamento lineare perché i costi tendono a variare da città a città. Le differenze vengono attribuite a diversi fattori, ma è proprio qui che entrano in gioco le informazioni necessarie per la messa a punto di una mappa dedicata alle località dove si possono gustare dei cappuccini gustosi, cremosi ed economici.

Le città dove i cappuccini e le bevande a base di caffè costano di meno

La colazione al bar è parte integrante dello stile di vita italiano perché rappresenta un’abitudine così radicata da esser diventata un vero e proprio stereotipo all’estero. Un’associazione del tutto sensata date le tonnellate di caffè consumate ogni anno nelle case o nei pubblici esercizi. Queste quantità possono sembrare un’esagerazione, ma non servono delle statistiche per certificarle perché basta una semplice incursione al bar. Una breve visita durante le quale si possono annotare tutti i cappuccini ordinati e serviti sul posto, senza dimenticare quelli da asporto. Ecco come lievitano i numeri che attestano una passione condivisa e radicata in tutto il territorio nazionale, nonostante gli aumenti registrati negli ultimi anni.

Gli italiani non possono fare a meno delle bevande calde a base di caffè e delle piacevoli abitudini ad esse associate. Tuttavia, non si possono trascurare gli effetti dei rincari che hanno colpito in maniera diretta un’usanza divenuta ormai parte integrante del patrimonio culturale collettivo. I prezzi salgono a causa di una spiacevole combinazione tra le condizioni climatiche avverse dei paesi produttori e le difficoltà venute a galla nei processi logistici del settore. A queste condizioni si devono sommare altri due fattori altrettanto rilevanti: il processo di alterazione ambientale alimentato dal cambiamento climatico e l’aumento della domanda a livello globale. Ecco il quadro completo di una situazione piuttosto critica perché gli aumenti hanno generato una serie di ripercussioni economiche piuttosto significative per i consumatori finali.

I prezzi delle bevande calde a base di caffè sono cresciuti in maniera esponenziale, mentre le differenze che distinguono i prodotti di qualità da quelli commerciali sono diminuite. Ecco perché i rincari sono avvenuti un po ovunque e senza tener conto del costo della vita o della media del reddito pro capite. I cappuccini più cari in Italia vengono preparati e venduti nei bar di Bolzano, dove gli avventori arrivano a spendere più di 2€ per una tazza. Ben 0,50€ in più rispetto alla media nazionale, ma in linea con l’andamento generale del mercato se si prendono in considerazione le percentuali dei rincari registrati negli ultimi anni. Milano raggiunge il secondo posto, seguita da Udine, Como, Trieste, Parma, Palermo, Venezia, Bologna, Catania, Firenze, Lecce e Napoli. Qui si possono spendere dagli 1,90€ agli 1,80 per un cappuccino, ma la vera sorpresa è costituita dalla presenza del capoluogo campano in questa classifica dedicata alle città più care dove consumare una colazione al bar. Ecco come i costi tendono ad aumentare in tutta Italia senza alcun riguardo per la posizione geografica o le condizioni socioeconomiche della popolazione.

Così i rincari vengono percepiti ovunque come una seria minaccia date le inevitabili conseguenze per gli appassionati di bevande calde a base di caffè, ma nonostante la natura all’apparenza incontrovertibile di questo processo, persistono delle eccezioni più economiche ed accessibili. Delle alternative che i consumatori abituali possono prendere in considerazione quando scelgono una meta per una vacanza o una breve gita fuori porta perchè cappuccini più convenienti si possono gustare a Catanzaro, Roma, Firenze, Grosseto, Latina, Genova e Perugia. In queste città i prezzi variano da un minimo di 1,20€ ad un massimo di 1,50€ a dispetto delle medesime dinamiche chiamate in causa per giustificare i rincari applicati in altre località. Potenza e Matera si possono collocare in una posizione intermedia su scala nazionale, mentre Bari, Pisa, Modena e Torino non entrano per colpa di qualche centesimo nella classifica delle città italiane dove i cappuccini costano di meno.

Anche negli stati membri dell’Unione Europea i costi seguono lo stesso andamento di quelli italiani, seppur con percentuali e modalità di consumo differenti. Nella maggior parte dei paesi europei i cappuccini vengono consumati durante tutta la giornata e non soltanto a colazione, come impone la tradizione. Quest’abitudine è piuttosto comune nel Nord Europa, dove le bevande calde a base di caffè si possono pagare anche più di 5€ in un bar o in ristorante. In Spagna i prezzi non variano di molto rispetto a quelli descritti in precedenza, mentre superano la soglia dei 3€ in Austria, Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia e Paesi Bassi. I turisti italiani alla ricerca di un cappuccino più economico possono recarsi in Albania, Bulgaria, Croazia, Malta, Slovenia, Romania ed Ungheria, ma la palma di destinazione ideale spetta senza alcun dubbio alla Bosnia Erzegovina perché in questo stato una tazza di cappuccino costa meno di un euro.

Il corpo della donna prende vita il 27 e 28 dicembre dalle ore 18.30 presso Zona Casilini a Policoro attraverso la mostra d’arte collettiva “In/Corpo/rare”

in Cultura

Per due giorni consecutivi, il 27 e 28 dicembre dalle ore 18.30 alle ore 24.00 Zona Casilini ,a Policoro, accoglierà, attraverso la mostra “In/corpo/rare”, la produzione creativa di tre talentuosi artisti locali, Edio Smov Franchino, Lois (Laura Lapenna) e Rosaria Orlando. Tema attorno al quale si è rafforzata la collaborazione espressiva di questi giovani è il corpo femminile, i cui occhi sono le lenti fotografiche di Lois e Rosaria Orlando e le mani quelle dello street artist Edio Smov Franchino. L’ingresso è libero.

“In/corpo/rare”, è stato un gioco di parola usato per dare identità alla mostra d’arte collettiva, scelto sia per definire il suo tema, il corpo della donna, rivisto sotto una luce nuova dalla macchina fotografica di Lois e di Rosaria Orlando  e accarezzato con un tocco diverso dalle mani dello street artist Smov, sia per annunciare la combinazione tra ambiti artistici diversi, per l’appunto, la fotografia e la street art, che si incastrano (incorporano) tra di loro come organi interdipendenti per dar vita ad un unico essere vivente, la donna.

Più nel dettaglio,  In sta per immersione nelle storie, anche quelle tristi e di violenza, quelle che non vorremmo mai sentire, come quelle immortalate dalla fotografia senza edulcoranti di Rosaria Orlando; Corpo sta per materia come il legno lavorato di Edio Smov Franchino e Rare sta ad indicare l’unicità di ogni corpo, quel wabi sabi raccontato dagli scatti delicati ed emotivi di Lois.

Fonte di desiderio, arma di seduzione, sacro luogo d’amore e di vita, spesso mercificato e tristemente bistrattato da una società oggi sempre più consumista, il corpo femminile è dalle Veneri paleolitiche che ispira l’arte nel corso dei secoli e che,  nelle fotografie delle artiste Lois e Rosaria Orlando e nella street art di Edio Smov Franchino, continua il suo naturale cammino.

Rosaria Orlando è un appassionata di fotografia sin dall’età adolescenziale, è fondatrice dell’agenzia Ola Mama Vision.

Lois (Laura Lapenna) è una Fotografa di famiglia e storyteller visiva, originaria della Basilicata.

Edio “Smov” Franchino è un Artista e muralista attivo nella street  art dal 2005, originario di Policoro.

Dialogo con Saverio Omar Ciccimarra, autore di “La Civiltà medievale” presso la Sala Consiliare di Policoro il 17 dicembre alle ore 18.30

in Cultura

Il 17 dicembre 2025  alle ore 18.30 la Sala Consiliare del Comune di Policoro ospiterà il Prof. Saverio Omar Ciccimarra e il suo nuovo libro “La Civiltà medievale. L’Europa e il Mediterraneo dalla fine della tarda antichità all’alba del Rinascimento” (Altrimedia Edizioni, 2024). Dialogheranno con l’autore il Presidente dell’Associazione Nuova Hera APS, Cosimo Palazzo e Don Egidio Di Sario, vicario parrocchiale di Policoro e membro dell’APS Nuova Hera. L’evento è patrocinato dal Comune di Policoro.

L’Associazione Nuova HERA nasce dall’iniziativa di un gruppo di giovani di Policoro uniti dal desiderio di valorizzare il territorio e creare nuove opportunità di crescita culturale e sociale. L’obiettivo dell’associazione è promuovere attività che favoriscano la creatività e il senso di comunità, attraverso eventi, progetti educativi, iniziative ambientali e momenti di aggregazione. Nuova Hera APS vuole essere un punto di riferimento per i ragazzi e per l’intera cittadinanza, un luogo in cui idee, energie e talenti possano trasformarsi in progetti concreti. Con entusiasmo e spirito di collaborazione, l’associazione si impegna ogni giorno a costruire un futuro più attivo, inclusivo e dinamico per Policoro. In quest’ottica e con questo spirito rientra l’incontro con il Prof. Ciccimarra,  nato a Ferrandina nel 1975 e insegnante di Storia e Filosofia al Liceo Classico di Matera. Oggetto di due anni di studio e viaggi di ricerca tra gli archivi di tutta Italia, “La Civiltà Medievale” consta di circa 200 pagine, in cui sono concentrati mille anni di storia raccontati in un linguaggio divulgativo,  vale a dire accessibile a tutti, ai profani quanto agli esperti del settore.

 

Author

La Civiltà medievale ha già nel suo titolo svelato il fine dell’autore: lungi dall’essere un mero manuale,  questo libro vuole raccontare la storia compresa tra il IV e XV secolo, demolendo l’immagine collettiva di un “Medioevo incivile”, buio e superstizioso, e restituendo a quest’arco temporale la dignità di “civiltà”, con le sue luci ed ombre, come per tutti gli altri periodi storici della nostra umanità.  Con grande onestà e giustizia intellettuale l’autore sprona la mente di chi legge  ad abbandonare le solite associazioni di pensiero tra Medioevo, streghe ed Inquisizione, ed invita i lettori ad indossare nuove lenti con le quali guardare il Medioevo: non solo come “secolo buio”, ma anche come terreno fertile per l’ arte ed utero per  l’embrione dell’identità cristiana europea.

Attraverso le pagine di quest’opera, oltre ad abbattere il pregiudizio su questo segmento temporale, l’autore  ha concesso il privilegio ai suoi lettori di sbirciare nel lavoro dello storico, che diventa un vero e proprio “Sherlock Homes”, al quale viene richiesto di aguzzare l’ingegno a caccia di indizi tra pile di carte e registri dimenticati e di soffiare sulla polvere di un passato sepolto. Tutto questo, solo per amore del Vero.

Dello stesso autore la casa editrice Altrimedia ha pubblicato  nel 2022 “Biografia dell’Italia Monarchica. Storia d’Italia dal 1861 al 1946 “.

Presentazione del libro “Il peso del peccato” di Pasquale Rimoli presso il Mo.Jo Museum a Montalbano Jonico l’ 11 dicembre ore 18.30

in Cultura

Giovedì 11 dicembre il Mo.Jo Museum, sito a Montalbano Jonico in via Aporti presso Palazzo Rondinelli, ospiterà alle ore 18.30  il giovane scrittore Pasquale Rimoli e il suo nuovo libro “Il peso del peccato”(ed. La Ruota 2023). Presenzieranno all’evento il sindaco di Montalbano Jonico Giuseppe Di Sanzo,  la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Scanzano Jonico-Montalbano Jonico  Ines Anna Irene Nesi e Porzia Lombardi per la cooperativa sociale “L’arcobaleno”. L’autore dialogherà con Margherita Rasulo e Martino Iannibelli.

L’opera, ambientata nella Scozia a metà’400, nella fantastica contea di Argyll, già martoriata dalle continue lotte intestine tra clan, ha come fulcro l’arrivo inaspettato di una sconosciuta ragazza dai capelli rossi e gli occhi di ghiaccio, Emlyn, che funge da “elemento disturbante”.  La straniera porta con sé i venti freddi dell’autunno, e il verificarsi di un evento raccapricciante, la decapitazione di tre cavalli. La contea di Argyll è scossa allora dal grido “alla strega, alla strega dai capelli rossi”. A salvare la giovane Emlyn interviene un’altra donna:  Lady Tegwen, la protettrice del villaggio, l’affida a sua volta ad un’altra figura femminile, Lady Morwenna Douglas.

Come nelle sue opere precedenti, Pasquale Rimoli mette in scena la sempiterna lotta tra il Bene e il Male, in un’atmosfera fantastica e in un tempo remoto, ma ricostruito con una dovizia di particolari storici da esser quasi tangibile. Calarsi nel mistero e nella magia delle sue pagine fa andare in apnea il lettore, ed allo stesso tempo lo porta a riflettere sul lato ombra dell’essere umano, sull’importanza della “sorellanza” tra donne  e sul peso del pregiudizio sociale sulla vita del singolo. Temi sempre attuali che rendono “Il peso del peccato”, nonostante il senso d’irrealtà che può ispirare, sicuramente non una lettura banale, ma densa di significato storico e morale

 

Pasquale Rimoli è nato a Policoro nel 1990, è un filologo classico, attualmente docente di Lettere nella scuola

secondaria di primo grado. Da sempre amante della lettura e della scrittura, è ideatore del blog Se le poesie potessero parlare e, tra il 2017 e il 2021, ha pubblicato la trilogia I demoni di Urbino con La Ruota Edizioni.

Nel 2021 un suo racconto è stato premiato al Premio Torre Crawford e pubblicato nell’antologia Innamorarsi di un fantasma (Oakmond Publishing). Ha pubblicato, per Bertoni Editore, dei componimenti poetici nell’Agenda Poetica 2023 e ne I luoghi della memoria. Antologia poetica e un racconto per bambini in Storie di luce (Fides Edizioni, 2023). Nel 2024, ha pubblicato due racconti per il volume Agorà. Ombre e storia nelle piazze di Matera (La Valle del Tempo Edizioni). Il peso del peccato ha ricevuto il premio speciale della giuria al Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri & Co. 2023 (Giovane Holden Edizioni) per la sezione “Romanzi inediti”.

 

“Oltre i confini”, il 14 dicembre alle ore 18.00 la Pinacoteca Comunale di Bernalda accoglierà le opere dell’artista Mario Marconato

in Cultura

Presso la Pinacoteca Comunale Castello Medievale di Bernalda il 14 dicembre alle ore 18.00 è previsto un momento di condivisione artistica con la donazione, da parte della moglie Lina Carbone, delle opere dell’artista poliedrico di origini venete Mario Marconato. Lucano di adozione, l’artista è scomparso prematuramente nel 1994.

L’evento avverrà alla presenza dell sindaco di Bernalda, la dottoressa Francesca Matarazzo, del sindaco di Pisticci, il dottor Domenico Albano, del Consigliere Regionale di Basilicata, il dottor Domenico R. Tataranno , del Vice Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata, il dottor Angelo Chiorazzo, e della Direttrice SPACC Bernalda Metaponto, dottoressa Katya Madio.

Interverranno per  ricordare l’artista,  sotto la  moderazione della dottoressa Silvana Laviola,  il professore di storia e filosofia (nonché scrittore, saggista e regista teatrale) Filippo Gazzaneo e il dottor Rino Cardone, critico d’arte, giornalista, già caposervizio TGR Rai.

Attraverso la sua produzione creativa in tutti i campi artistici (dalla scrittura, alla pittura, all’incisione, alla ceramica, alla poesia) e la sua vita personale, Mario Marconato  ha dimostrato come l’arte possa fungere da ariete per abbattere i muri dello spazio,  “andare oltre i confini” ed unire le persone dal Nord a Sud della nostra penisola: di origini padovane ( Camposampiero ,12/05/1941) dal 1977 trova nella Basilicata la sua seconda patria e musa ispiratrice per la sua prolifera e multiforme arte. Con l’evento del 14 dicembre la sua arte abbatterà i muri dell’oblio ed  andrà anche “oltre i confini” del tempo e della morte, grazie al ricordo e  al dono, da parte di sua moglie, delle sue opere.

Assiduo frequentatore del circolo culturale  padovano “Il pozzetto” ( ove ha modo di conoscere intellettuali ed artisti della levatura di Aldo Palazzeschi, Ezra Pound,  Mario Rigori Stern  e Renato Guttuso, per citarne alcuni) , a  soli diciassette anni pubblica la prima raccolta di poesie “Dieci poesie d’amore(1957)”. Del 1964 è il romanzo “Vivere con i diavoli”, in cui racconta l’ esperienza precocissima vissuta sulla propria pelle presso la struttura psichiatrica della città. Nel 1970 fonda il Circolo Culturale “Camposampiero” , la Galleria d’Arte “Il Girasole” e l’omonima casa editrice per la diffusione della grafica d’arte. Tra le raccolte di poesie si ricordano “Per ricomporre  il pudore(1974)”, e “Dopo Freud”(1974). Nel 1977 si trasferisce in Basilicata con base prima nella tranquilla Nova Siri e poi nella solitaria Rabatana di Tursi, dove la sua arte poetica e grafica subisce una profonda trasformazione. In quegli anni incontra e si lega di amicizia fraterna con il poeta Dario Bellezza.

Dall’esperienza di vita lucana nascono la raccolta di poesie “Nel sole mozzafiato”(1979, stampate nella stamperia “Il Torchio” di Thiene), illustrate da acqueforti di numerosi artisti; la cartella di sei litografie per sei poeti “Dalla Terracalancolucanailsole” (pubblicata da PellicanoLibri nel 1981) e l’antologia della sua ricerca poetica e grafica lucana dal titolo “Vivere l’ignoto Lucano (1977-1985) del 1988, che vede il contributo di Raffaele Nigro per la prefazione. Nel 1987 fonda la casa editrice “EH edizione Heracle”, e pubblica con essa nel 1992 il primo catalogo generale degli artisti in Basilicata “Segno, Colore, Forma”, importante strumento per la conoscenza e la divulgazione dell’arte lucana. Notevoli e numerosi sono stati infatti i suoi sforzi per promuovere gli artisti lucani, sfociati ad esempio nell’organizzazione della mostra nel 1991 presso il Museo Nazionale di Metaponto “Presenze Reali della Pittura in Basilicata”, costituita da 14 serigrafie di vari artisti, tra i quali Luigi Guerricchio, con il quale ha avuto un continuo confronto artistico e umano. Scompare nel 1994 a Marconia il 3 aprile, in un giorno di primavera.

“Petrosinella “dei Fabula Lucana. Una solitudo fiabesca e musicata come tappa pisticcese del Festival Viator

in Cultura

Ieri 30 novembre 2025, nell’atmosfera mistica e misteriosa dell’Abbazia Madonna del Casale di Pisticci, il gruppo musicale Fabula Lucana (composto dalla voce di  Milena Orlandi,   Salvo Nigro per buzuki, tamburo e flauti,  Massimo Bianco e Lorenzo Melchiorre per chitarre) ha messo in scena la fiaba in musica “Petrosinella” tratta da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, scrittore seicentesco che per primo ha dato dignità letteraria alle favole popolari europee. Lo spettacolo ha fatto parte del Festival “Viator. Menti, cuori e corpi sulle Vie Francigene del Sud. Ed.2025” ed è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Pisticci, l’Abbazia Madonna del Casale e l’Associazione Le Matine.

Il Festival Viator, che quest’anno festeggia la sua undicesima edizione, coniuga l’arte all’esperienza del cammino interiore ed esteriore. Nato nel 2015 da un’idea del musico-viandante Giovannangelo De Gennaro e del fondatore dei Radiodervish Michele Lobaccaro, il festival si propone come obiettivo il far rivivere l’esperienza del cammino lungo le antiche vie medievali di Puglia, Basilicata, Molise e Lombardia, nell’ottica di un approccio più lento alla vita, in cui ben si incastona un arte del passato, quella medievale, capace di regalare magia e autenticità al nostro presente.

Tema  del festival di quest’anno è la solitudine (solitudo per i latini), e chi meglio della protagonista della fiaba barocca Petrosinella (antesignana di Raperonzolo), rinchiusa da un’orca nel federiciano Castello di Lagopesole (forse), può darcene testimonianza? La fiaba fa parte della raccolta di cinquanta racconti di tradizione orale “Il cunto de li cunti” ad opera del letterato napoletano Giambattista Basile, che prestò servizio nella Terra di Basilicata fino al 1632 presso il Duca di Acerenza Galeazzo Pinelli. La raccolta, scritta  in lingua napoletana ( una vera rivoluzione per l’epoca), nacque come opera destinata al passatempo o “trattenemiento” dei cortigiani nel momento rituale del dopo-pranzo. Piccola chicca per gli amanti del cinema: da questa raccolta nel 2015 Matteo Garrone ha tratto il film  Tale of tales, in cui tre storie si alternano tra loro.

Petrosinella, illustrazione di Warwick Goble

Ieri, grazie al lavoro del musicista siciliano Salvo Nigro che ha musicato con canzoni e brani originali l’opera del Basile, sembrava di esser stati catapultati presso una corte medievale e di poter partecipare come ogni cortigiano del tempo con pathos e commenti alla storia della povera Petrosinella, aspettando con il cuore trepidante  il finale della sua storia. Il racconto è stato arricchito dall’uso di  strumenti quali chitarra, bouzouki , flauti e tamburi, per ricreare l’atmosfera della corte medievale.

Lo spettacolo, della  durata di circa un’ora, vede l’alternarsi di recitazione e di canzone, della lingua italiana quanto dell’originale napoletano, richiedendo allo spettatore sempre più partecipazione ed attenzione. La noia con Petrosinella dei Fabula Lucana è bandita, rendendo lo spettacolo avvincente per i grandi quanto per i ragazzi e i bambini. Piccolo appunto da fare ai curatori dell’evento: se lo scopo era quello di raccontare una solitudine, questo non si è raggiunto. Perché grazie ai Fabula Lucana e la loro Petrosinella la solitudine è stata abbattuta a suon di tamburi e flauti, unendo i presenti nell’ascolto del racconto. Insieme, i musicisti quanto gli spettatori, ognuno con il proprio vissuto e la propria fantasia, hanno dipinto la storia di Petrosinella, liberandola dalla prigionia del tempo e della propria solitudine.

 Petrosinella è stata un’occasione per riscoprire con gli altri le nostre autentiche radici e la nostra capacità immaginativa tra luci, musiche e parole. Peccato per gli assenti!

 

Malattie invisibili: l’intervista a Eleonora che è andata oltre “la stomia”

in Quattro Chiacchiere

IL REEL

Eleonora si è misurata con una malattia terribile, cattiva, spietata: la rettocolite ulcerosa.
È una di quelle patologie identificate spesso con la sigla M.I.C.I. (malattie infiammatorie croniche dell’intestino), della stessa categoria della malattia di Crohn.

Eleonora ha subito due interventi pesantissimi, ora vive grazie a una stomia permanente, un’apertura sull’addome a cui segue il “sacchetto” di raccolta, anch’esso posto sulla pancia.

L’intervento chirurgico per mettere una stomia è necessario quando a causa di alcune malattie si è obbligati a togliere organi come il colon o il retto e assicurare quindi le normali funzioni digestive dell’organismo.

Il sacchetto di Eleonora è permanente, non è stato facile accogliere la notizia. Eleonora ha affrontato due interventi molto complessi e delicati, ha sofferto tanto.
Ha lasciato nelle sale operatorie le cause del suo malessere e si è risvegliata col “sacchetto”: ha recuperato la sua voglia di vivere, il suo entusiamo, la sua bellezza.

“Ago e filo: cucire speranza e vite”

in Quattro Chiacchiere

“Ago e filo: cucire speranza e vite”

 

REEL: KIMBERLITE IL PROGETTO DI VERONICA SCARDILLO

A Matera, Veronica Scardillo unisce sartoria e creatività per restituire dignità a chi ha conosciuto l’errore, la detenzione e ha voglia  di “riqualificarsi”.

Con il Progetto Kimberlite guida ex detenuti, persone in recupero da dipendenze, dopo periodi di ricovero, e donne vittime di violenza, costrette a rifugiarsi in centri specifici per essere messe al sicuro.
Ogni capo cucito diventa strumento di rigenerazione sociale: qui l’artigianato è rinascita, resilienza e nuove possibilità di vita. Nel laboratorio si ricuce, su misura, la riqualificazione di chi ha voglia di riscatto e ci mette a sua volta impegno per ottenerlo.

Quattro chiacchiere con Raffaella Puce: dalla Corea del Sud al sogno america a New York con Seul nel cuore

in Quattro Chiacchiere

Quattro Chiacchiere con Raffaella Puce, originaria di Scanzano Jonico, innamorata della Corea del Sud, ora a New York per un tirocinio all’Istituto Italiano della Cultura di New York. Negli Stati Uniti, Raffaella ha incontrato il ministro Tajani e altre personalità. Sogna di fare la professoressa di coreano all’Università. “Non arrendersi mai e puntare sempre in alto. Perseverare è la chiave, ci vogliono molti sacrifici. Non bisogna lasciarsi influenzare da ciò che vogliono gli atri. Andare avanti anche se gli altri remano contro”. Con queste motivazioni Raffaella, partita da da Scanzano Jonico, ora vive il sogno americano, con il cuore rivolto a Seul. Contattata, ha raccontato la sua esperienza con la bellissima leggerezza dei 24 anni e la grande consapevolezza di chi ha sete, voglia e curiosità di conoscere, conoscere, conoscere..

 

Sedici borse di studio agli studenti meritevoli a Corleto Perticara

in Cultura

TotalEnergies EP Italia premia il merito: consegnate 16 borse di studio agli studenti meritevoli dell’Istituto tecnico tecnologico di Corleto Perticara.
I contributi potranno essere utilizzati per l’acquisto di libri o di strumenti informatici, per la partecipazione a stage formativi o per il rimborso delle spese sostenute nel primo anno universitario.

Corleto Perticara, 23 ottobre 2025 – TotalEnergies EP Italia ha assegnato 16 borse di studio agli studenti del territorio che si sono distinti per impegno e merito nell’anno scolastico 2024-2025. La cerimonia di consegna si è tenuta a Corleto Perticara, nell’aula polifunzionale dell’Istituto tecnico tecnologico, nel corso di un incontro che si è svolto in un clima di partecipazione, aperto a genitori, docenti e alunni. Giunta alla quinta edizione, l’iniziativa conferma l’impegno della Compagnia nel promuovere la formazione e la valorizzazione dei giovani talenti lucani.

Le borse di studio potranno essere utilizzate per l’acquisto di libri o dispositivi informatici o per esperienze di studio all’estero. In particolare, gli studenti del quinto anno avranno la possibilità di svolgere uno stage di sei mesi negli uffici TotalEnergies di Guardia Perticara oppure ricevere un rimborso delle spese universitarie sostenute nel primo anno di studi.
Le borse di studio rientrano nell’ambito delle iniziative di responsabilità sociale promosse sul territorio da TotalEnergies EP Italia insieme ai partners della JV Tempa Rossa, Mitsui E&P Italia B e Shell Italia E&P.

Alla cerimonia di consegna delle borse di studio hanno preso parte, tra gli altri, il Direttore Affari istituzionali, Relazioni Esterne & CSR di TotalEnergies EP Italia, Stefano Scisciolo, il sindaco di Corleto Perticara, Mario Montano e le dirigenti scolastiche Lucia Lombardi e Michela Antonia Napolitano rispettivamente degli istituti “Carlo Levi” e “Castronuovo” di Sant’Arcangelo.

L’iniziativa mira a valorizzare il merito e sostenere la crescita professionale degli studenti, con particolare riguardo ai futuri periti chimici, figure centrali nello sviluppo industriale e tecnologico della Basilicata. “Le borse di studio rappresentano un riconoscimento importante: non si tratta solo di un premio per l’impegno scolastico, ma anche uno stimolo per costruire un futuro di studio, lavoro e innovazione”, ha espresso Stefano Scisciolo. “Vogliamo stimolare i giovani – ha aggiunto – a credere nelle proprie capacità, offrendo loro strumenti concreti per costruire un percorso di crescita solido e qualificato”.

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