La prova del miele di Salwa Al-Neimi. Il tabù e il suo contrasto

La copertina non inganna. La prova del miele è un libro sul sesso, sull’intimità vissuta tra l’autrice araba e i suoi uomini, in particolare sul Pensatore, un uomo con il quale condivideva a letto poesie e orgasmi, e il cui ricordo riemerge dalla nebbia della dimenticanza, tirato su dalla lenza dell’ incombenza lavorativa della stesura di un articolo sulla letteratura erotica araba. Se siete riservati, reticenti a violare i segreti celati tra le vostre lenzuola, forse , perché no, un po’ bigotti e perbenisti come la sottoscritta, troverete delle difficoltà a portare a termine la lettura di questo libro che vi catapulterà nel campo minato dei sentimenti e degli istinti.
Se, per contro, adorate i contrasti, quel gusto agro-dolce di alcune cucine esotiche, non potete farvi passare sotto il naso questo piatto letterario senza assaporarlo. Se alzate il coperchio di questa pietanza vi troverete ciò che nessuno ha il coraggio di svelare attraverso la voce di una donna araba che si racconta e ci racconta la sua vita sessuale libera dai sentimenti, che corre su un binario parallelo alla vita pubblica. Mettendo le dita in questo barattolo di “miele proibito” resterete letteralmente incollati alla lettura e avrete l’impressione di sentire come un suono metallico, lo stridore delle ruote del treno della vita ancestrale, una forza di attrito tra l’argomento “tabù” e l’essere una donna, figlia di una cultura che tende a coprire più che a svelare. A Salwa Al- Neimi si deve il merito di aver cancellato nelle sue pagine l’immagine della donna repressa, dal volto coperto che ci hanno regalato, purtroppo, alcuni stati moderni arabi ed estremisti. L’ autrice ci fa fare un salto nel tempo, nell’ Oriente delle “Mille e una notte”, in cui il sesso si viveva con naturalezza e spontaneità, come un dono di Dio da coltivare e sul quale dispensare consigli ed insegnamenti ad ‘arte. Tanti sono, infatti, i riferimenti e le citazioni sulla letteratura antica araba erotica, come anche i riferimenti alla vita moderna( vengono citate Desperate Housewifes e Sex and the City). Accanto alla cultura orientale antica esempi di cultura pop occidentale: ecco a voi servito un altro contrasto. Buona lettura speziata, ed attenzione a tutti questi giochi di vedo non vedo e di contrasti!
Salwa Al-N
eimi è nata a Damasco. Vive a Parigi dagli anni ’70. Lavora nel servizio stampa dell’Arab World Institute.Tra i lavori pubblicati, ricordiamo una raccolta di racconti, vari volumi di poesia, La prova del miele (2008) e Il libro dei segreti (2010).

successi internazionali di narrativa e di saggistica, tra i quali Il visconte dimezzato (1952), Fiabe italiane (1956), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), Marcovaldo (1963), Le Cosmicomiche (1965), Le città invisibili (1972), Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979), Palomar (1983) e le postume Lezioni americane.
Bollette da pagare. Mutuo. Le rate dell’auto. Portare i bimbi a scuola. Timbrare il cartellino. Fare le festività in famiglia. Guadagnare per comprarsi l’ultimo modello di I-phone, l’ultimo modello della borsa griffata uscito. Andare in pensione. La vita, è tutta qui?




Hermann Hesse nacque nel 1877 a Calw, nel Württemberg. Dopo studi in seminario, presto abbandonati, si dedicò alle più svariate attività. A rivelarlo al grosso pubblico fu, nel 1904, il romanzo Peter Camenzind. Viaggiò in India e si stabilì in Svizzera, dove scrisse negli anni ’20 le sue opere più importanti come Siddharta e Il lupo della steppa. Vinse il premio Nobel nel 1946 e morì a Montagnola (Svizzera) nel 1962.

Knut Hamsun, pseudonimo di Knut Pedersen, nasce nel 1859 in una famiglia di contadini. Cresce in una fattoria nel nord della Norvegia. Nel 1882 emigra negli Stati Uniti dove svolge svariati lavori. Torna definitivamente in Norvegia nel 1888. L’anno successivo la sua visione molto critica del sistema di vita che aveva sperimentato oltreoceano viene esposta nel saggio La vita culturale dell’America moderna. Nel 1890 pubblica il romanzo, in parte autobiografico, Fame, che diventa subito un importante successo letterario. Tra i numerosi libri successivi segnaliamo Pan (1894) e Germogli della terra (1917). Nel 1920 gli viene assegnato il premio Nobel. Durante la seconda guerra mondiale sostiene il governo filonazista di Vidkun Quisling. Per questo, dopo la fine del conflitto, viene processato per collaborazionismo e internato in un ospedale psichiatrico fino al 1948. Nel 1949 scrive un memoriale, Per i sentieri dove cresce l’erba, dando la sua versione dei fatti. Muore ultranovantenne nel 1952.



Lev Nikolàevič Tolstoj (Jasnaja Poljana 1828 – Astapovo, Rjazan’, 1910) è considerato, insieme con Fëdor M. Dostoevskij, il più grande scrittore dell’era moderna. Già orfano a nove anni di entrambi i genitori, trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Mosca, la tenuta di Jasnaja Poliana e Kazan’, dove compie gli studi orientali e poi quelli di giurisprudenza. Trasferitosi a Pietroburgo nel 1849, entra in contatto con gli ambienti musicali e letterari.Prende parte alla guerra russo-turca di Crimea come ufficiale sul fronte del Caucaso e da quella esperienza nascono I racconti di Sebastopoli. Dopo un soggiorno all’estero e il matrimonio con Sifija Andeevna Bers, l’interesse di Tolstoj si volge alle riforme sociali e pedagogiche, ma non trascura la produzione letteraria. Le cure per la famiglia che lo tengono sempre occupato (è padre di ben 13 figli) non gli evitano di sprofondare in ricorrenti crisi religiose e morali, spesso anche acute, dalle quali emerge a poco a poco con la convinzione della necessità di una netta separazione della religione dai poteri ecclesiastici (che gli costa una scomunica) e della superiorità del lavoro materiale su quello intellettuale. In seguito ai contrasti con la moglie e i figli, Tolstoj è costretto a lasciare l’amata Jasnaja Poliana, dove da tempo si era ritirato per dedicarsi all’attività pedagogica. Mentre è in viaggio per Rostov, si ammala e muore alla stazione di Astàpovo nel 1910.La sua opera è una delle espressioni più alte del realismo ottocentesco. È autore, tra l’altro, di Guerra e pace, Anna Karenina, Resurrezione, La morte di Ivan Il’ic?, La sonata a Kreutzer, I racconti di Sebastopoli, gli autobiografici Infanzia, Adolescenza e Giovinezza.

Arthur Schnitzler nasce a Vienna il 15 Maggio 1862. Il padre era professore universitario e direttore del Policlinico e avviò il figlio agli studi medici. Schnitzler si laurea in medicina nel 1885 e iniziò la pratica nell’Imperialregio Ospedale di Vienna. Contemporaneamente si dedica alla scrittura di poesie e novelle, ma solo dopo la morte del padre (1893) decide di abbandonare definitivamente la medicina.Le prime pubblicazioni sono i racconti Ricchezze (1891), Il figlio (1892) e il ciclo di atti unici Anatol (1893). Il successo arriva con la pubblicazione della novella Morire (1894) e la rappresentazione della commedia Amoretto avvenuta al Burgtheater il 9 ottobre 1895. Gli anni fino al 1918 sono molto produttivi e vedono la pubblicazione di novelle, opere teatrali e un romanzo Verso la libertà (1908).Molti episodi segnarono la sua vita e lo portarono sempre più ad una riflessione introspettiva: la malattia fisica (l’otoschlerosi), la prima guerra mondiale, gli attacchi della stampa antisemita in seguito alla rappresentazione di Girotondo, il divorzio dalla moglie nel 1921 e, infine, l’esperienza più terribile della sua vita, il suicidio della figlia nel 1928.Muore a Vienna il 21 ottobre 1931.