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Storie d’Inchiostro - page 2

Amati enigmi di Clotilde Marghieri. Il rebus del Sé decifrato dagli altri

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Si può parlare della “fine” il primo giorno di un nuovo anno e guardare al passato, quando tutti guardano speranzosi al futuro? La scrittrice napoletana Clotilde Marghieri, ormai anziana, ci dimostra che ciò è possibile, intraprendendo uno scambio epistolare, breve ma denso di riflessioni, con il suo amico quarantaduenne Jacques. Clotilde sfoglia le pagine del suo diario e respira il profumo dei suoi anni passati in sua compagnia.

Ci troviamo di fronte ad un “diario del diario”; un flusso di coscienza che collega i vari tempi della vita, con l’impetuosità di un fiume che si apre verso il mare, immenso come il mistero delle nostre esistenze. Per mezzo della penna di Clotilde Marghieri diamo uno sguardo meditativo ai “sassolini scomodi” che portiamo tutti nelle scarpe: tutti inciamperemo con la vecchiaia,  la malattia,  la morte, lo scorrere inesorabile del tempo. La lettura di queste pagine è la porta d’ingresso per entrare nella dimensione di un’altra età,( quella degli anziani), alla quale forse apparteremo o apparteniamo. Un’ età alla quale dare la giusta dignità, mai come oggi, in cui spesso è bistrattata.

 

L’enigme sans fin, 1938, Salvador Dalì

Per l’esattezza ,  Amati enigmi è una porta di cristallo per la sua delicatezza, raffinatezza ( tante sono le citazioni, l’uso del francese, la condivisione di incontri con intellettuali come Corrado Alvaro e Rocco Scotellaro), e la sua trasparenza, che permette vivaci riflessi e giochi di luce tra passato, presente e futuro. Inoltre, attraverso questa lente di cristallo abbiamo l’opportunità di “vedere gli anziani” della nostra vita con uno sguardo diverso.

Nel dialogo con se stessa e con il lettore, la scrittrice condanna anche la vita mondana, le pseudo-amicizie e  descrive il  divario tra la vita di città versus la vita bucolica.  Amati enigmi è un libro senza trama, un po’ come è la nostra vita; è uno spaccato di vita in cui emergono le venature delle nostre radici e l’esser a sua volta genitori, e lo sforzo di “risolversi” e del conoscersi attraverso gli altri. Siamo un enigma di più facile soluzione per chi ci ama, che da noi stessi; questo sembra bisbigliarci Clotilde sulla soglia eterna del Tempo. Buona lettura!

 

Clotilde Marghieri (Napoli, 17 gennaio 1897 – Roma, 5 ottobre 1981), cugina del poeta Carlo Betocchi, ha collaborato con Il Mattino, Il Mondo, il Corriere della Sera, La Nazione e Il Gazzettino, ma ha esordito nella letteratura piuttosto tardi, nel 1960.Nel 1974 ha vinto il Premio Viareggio con Amati enigmi, preceduto nel 1963 dal Premio Sebeto per Le educande di Poggio Gherardo, e dal Premio Villa San Giovanni ricevuto nel 1970 per Il segno sul braccio. Dopo la morte della scrittrice, avvenuta nel 1981 all’età di 84 anni è stato pubblicato il suo carteggio con Bernard Berenson.

Il sogno & la magia di Colobraro incontrano sabato 19 luglio alle 17.17 l’Antropologia

in Appuntamenti/Cultura/Storie d'Inchiostro

Presso il Convento di Colobraro sabato 19 luglio 2025 alle ore 17.17 ( orario ideale per i più scaramantici), gli Antropologi attivi nell’Università della Basilicata, coordinati da Graziella Bernardi, dialogheranno con i colleghi provenienti da altri Atenei  da varie parti della Penisola, sul rapporto tra Antropologia e il Territorio della Basilicata. Chi più di Colobraro, teatro di “Sogno di una notte a Quel Paese”, poteva ospitare la riflessione sul legame tra folclore e società?

Modererà il dialogo tra i tecnici del settore, le istituzioni e i cittadini il Presidente del Consiglio Comunale, Andrea Bernardo.Si parlerà dell’importanza da dare ai nostri borghi storici, e delle ricerche etnografiche nei Paesi della Lucania.

L’evento rientra nel progetto “Colobraro Sogno& Magia”, sostenuto dalla Regione e dall’Università della Basilicata per valorizzare il nostro territorio e la nostra cultura. E’un’occasione per conoscere le proprie origini ed avvicinarsi all’antropologia, questa sconosciuta. L’antropologia, deriva dal greco “anthropos” (uomo) e “logos” (studio, discorso), quindi letteralmente significa “studio dell’uomo”. Si articola in diverse branche, tra cui l’antropologia culturale, sociale, fisica e linguistica. Secondo Treccani, è la scienza che studia l’essere umano sia come individuo che come membro di società e culture. Per uscire fuori dal rigo di un’enciclopedia e poter comprendere concretamente cosa fa l’antropologia e come guarda il nostro territorio ( nonché poter vedere in carne ed ossa degli antropologi), non perdete questa interessante momento di condivisione! Inoltre si parlerà di antropologia non solo attraverso la voce, ma anche per mezzo delle immagini grazie alle fotografie di Antonio Tartaglione, fotografo professionista. La cittadinanza tutta è invitata. Ingresso libero.

 

La voglia di leggere non va in vacanza, o meglio, va in campeggio! Dal 12 luglio presso il Camping Le Due Barche al via quattro incontri con gli autori

in Appuntamenti/Cultura/Storie d'Inchiostro

Il Camping Le Due Barche a Scanzano Jonico ospiterà, a partire da sabato 12 luglio,  quattro eventi letterari, durante i quali gli scrittori invitati potranno presentare le proprie opere e rispondere alle curiosità dei lettori. Dialogheranno con gli scrittori e le scrittrici Francesco Roseto, presidente del Presidio del Libro Magna Grecia e direttore artistico del Festival delle Letterature di Policoro ( FELP) e Maria Lovito, membro cardine della succitata associazione onlus.

Seguendo le buone norme del galateo, si dà precedenza alle donne che abitano le pagine dei libri della scrittrice Lucia Gallo. L’ autrice di “Voci di donne- Canto e Controcanto” (Edigrafema 2024) e di “L’intreccio dei fili- Tra storie e letteratura”( Edigrafema 2025) aprirà le danze letterarie alle ore 21.00 del 12 luglio, conferendo una tinta rosa alla serata.

Con lo sguardo curioso e scrutatore tipicamente femminile, la scrittrice materana riesce a trovare quel dettaglio sfuggente nelle  dieci storie delle donne del Mito ( come in Voci di donne) e nelle storie d’amore della Letteratura e della Storia, (come in L’intreccio dei fili), regalando a chi ha il piacere di leggere una versione diversa da quella tramandata.

Il suo lavoro letterario è come il  passare, in modo quasi impercettibile, di un dito sul mobile impolverato della Storia delle Donne, padrone di casa del nostro immaginario collettivo: attraverso la sua scrittura emergono venature e colori del legno, altrimenti perduti per sempre.

 

Lucia Gallo, già docente di materie letterarie nella scuola secondaria di primo grado, è esperta in metodologia e didattica. Ha pubblicato vari saggi per i quali ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Scuola Progetto (Spaggiari 2007), Indicazioni per il curricolo. Che fare? (Spaggiari 2008), Le Nuove Indicazioni nazionali (Spaggiari 2013). Per la casa editrice Simone ha pubblicato Lezioni di Italiano, storia e geografia per la prova orale del concorso a cattedra (2016) e curato il Manuale delle Metodologie e tecnologie didattiche (2024). È autrice di “Ora di lettura”, “Antologia di Italiano per la scuola secondaria di primo grado” (Bulgarini 2011), di “Moda e mode” (Model Edizioni 2016) e del romanzo “Ora come allora” (Edigrafema 2019).

Castelli di rabbia di Alessandro Baricco. L’incubo furioso di chi sogna in grande

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Quando si legge Baricco si ha l’ impressione di fare quattro chiacchiere al bar con un amico di vecchia data ed un bicchiere in mano: tra storie diventate leggende metropolitane e racconti piccanti le pagine scivolano lisce come olio. Ma questo non deve fuorviare il lettore: anche se possiamo definirlo un ” anti- classico” per la quasi invisibile trama logica delle storie, la mancanza quasi di descrizioni e i tanti dialoghi e digressioni, la stoffa nelle storie di Castelli di rabbia non è di bassa qualità, ricamata con banali luoghi comuni. Con una capacità tutta sua di unire più arti insieme, Baricco mette in scena i drammi dei suoi personaggi sui generis, con una maestria tale che sembra di stare al cinema. La parola diventa immagine, e la sua magia viene sfruttata all’ennesima potenza, tanto che si può parlare di una ” poesia in prosa”, per il valore simbolico che essa manifesta. Sembra, infatti, che l’ opera di Baricco vada a lavorare dal di “dentro ” la mente e il cuore del lettore come un neuro-stimolatore o un pacemaker, che va a stimolare la ricerca di senso.

Vincent van Gogh, Vagoni di treno, 1888

Per dirla come i giapponesi, tutti i personaggi di “Castelli di rabbia”, si muovono sulle tracce del proprio Ikigai, la missione individuale sulla terra: c’è il signor Rail con la sua locomotiva Elizabeth e i suoi viaggi senza meta , il bizzarro inventore Pekish con l’ orecchio assoluto, la mai sposata vedova Albegg, l’ orfano Pehnt con la giacca fuori misura, l’ architetto Hector Horeau e il Crystal Palace, la bella, misteriosa e incestuosa Jun, l’ autistico Mormy.

Tanti sono i personaggi , una moltitudine di vicende intrecciate che possono stordire il lettore per il loro carattere surreale, ma tutte  legate da un filo rosso:  lo sforzo di essere dei sognatori in grande, dei ” veggenti” , in grado  di vedere prima degli altri, come il signor Rail con Elizabeth e Horeau con il palazzo di vetro.

C’è, infatti un dietro le quinte delle grandi invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo; c’è il dramma dei pionieri,  schiacciati dal peso delle novità che volevano apportare al mondo, vittime del crollo del ” castello di sabbia ” che stavano costruendo, franato per capriccio del destino e per questo arrabbiati con esso; tanto che alcuni decidono di mettere in muto la vita per sempre.

Questo è “Castelli di rabbia” di Alessandro Baricco, libro d’esordio nel 1991 dell’autore. Un libro per chi, alla ricerca di se stesso, non ha paura di fare grandi sogni ( o incubi). Buona lettura!

 

Alessandro Baricco, nato a Torino il 25 gennaio 1958, è uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e autore televisivo italiano. È noto per i suoi romanzi di successo, tra cui “Oceano Mare”, “Seta” e “Novecento”, quest’ultimo diventato anche un famoso film diretto da Giuseppe Tornatore. Baricco è anche fondatore della Scuola Holden, una scuola di storytelling e arti performative a Torino.

Incontro con Amedeo Fera, autore del libro “Musica bizantina italo-greca” presso il Museo Archeolologico della Siritide

in Appuntamenti/Cultura/Storie d'Inchiostro

Non si fermano gli incontri culturali presso il Museo Archeologico della Siritide di Policoro, volti a stimolare la curiosità dei non addetti ai lavori verso il mondo antico. Domani 7 giugno alle 17.30  presso la sala conferenze del museo si terrà la presentazione del libro “Musica bizantina italo-greca” ( pubblicato il 1 gennaio 2024, casa editrice Euracus) di Amedeo Fera. Dialoga con l’autore lo storico Tullio Masneri. E’ un incontro che regalerà uno sguardo più ampio sia agli amanti dell’archeologia che della musica.

La musica bizantina italo greca, con i suoi canti liturgici e le sue radici nella cultura bizantina, offre un’esperienza musicale unica ed affascinante. Questo stile musicale, ricco di storia e tradizioni, è un patrimonio culturale importante, soprattutto in regioni come la Puglia e la Calabria, dove la cultura greco-bizantina ha lasciato un segno indelebile. 

Amedeo Fera, nato a Catanzaro nel 1980, ha studiato sociologia presso l’università di Trento e l’università di Dresda in Germania. I principali interessi in questo ambito sono la sociologia urbana e l’antropologia musicale. Altra grande passione è la musica; interesse viscerale che ha cercato di trasmettere al grande pubblico attraverso i suoi scritti.

 

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Presi all’amo dal braccio di ferro tra Santiago e il pesce

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Inizia quasi in  stile verghiano “Il vecchio e il mare”di Hemingway: un paese di pescatori in lotta per la vita. Dico “quasi” perché Hemingway è più clemente con i suoi pescatori di Verga e gli dà qualche pennellata di solidarietà, nella figura del “ragazzo”, l’ unico che resterà vicino allo sfortunato protagonista di questa storia.

Per uno di questi, infatti, la vita è unta da una maledizione: all’amo del vecchio Santiago non abbocca un pesce da 84 lunghi giorni.

Il vecchio pescatore, affamato e stanco, esce e si spinge molto al largo in cerca di fortuna: con una barca sgangherata supera i propri limiti e il conosciuto ed è qui solo, in un silenzio mistico e nel profondo blu degli abissi, dove domina Nettuno incontrastato con il suo tridente, che avviene l’incontro/scontro, fulcro della storia. All’amo abbocca un enorme pescecane. Le pagine scorrono come onde lente, impregnate da minuziosi dettagli tecnici sulla pesca e sul mondo del mare, che possono un po’ annoiare i lettori digiuni dell’universo ittico come me; ma ormai, anche voi, come il pescecane siete stati presi all’amo dalla scrittura magica di Hemingway. Fa un pò male, eh? Ma ne varrà la pena! Perché la storia di Santiago non è solo una storia di pesca:  è il racconto di un uomo fragile che lotta esteriormente per la vita, e dentro di sé, contro i propri limiti e la propria natura selvaggia.

Chi avrà la meglio, tra questi due gladiatori che lottano per la sopravvivenza? Si assiste a due agonie che si sfidano per il bene prezioso della vita. Tutte le forze del vecchio sono indirizzate nel mantenere la lucidità necessaria a questo sforzo immane.

Winslow Homer, Il segnale di nebbia, 1885, olio su tela, cm 76 x 123, Museum of Fine Arts

Due esseri del creato, che appaiono diversi ( uno, uomo, l’altro pesce) ma  strettamente connessi: il vecchio parla al pescecane e lo chiama spesso “fratello”, chiedendogli anche scusa. E’ come se Santiago proietta la sua natura selvaggia ed istintuale nel pescecane. Vale la pena cercare di vincere contro il proprio sé non imbrigliato nelle convenzioni sociali, che vive libero nel mare del nostro inconscio? Non rispondo a questa domanda per non rovinarvi  il piacere dell’attesa, tipica di chi va a pesca. Se sarete abbastanza tenaci, come Santiago, lo scoprirete come scoprirete la bellezza di sentirvi un tutt’ uno con le forze della natura, in continua balia del fato e in lotta per guadagnarvi il vostro posto nel mondo. Buon lettura!

Ernest Hemingway( nato il 21 luglio 1899 a Oak Park, Illinois,) sviluppa fin da giovane un amore per la natura, influenzato dal padre, un medico amante della caccia e pesca. Durante la Prima guerra mondiale, si arruola come volontario e viene ferito sul fronte italiano. Negli anni ’20 e ’30,lavora come corrispondente di guerra in Europa, vivendo a Parigi e partecipando alla guerra civile spagnola. Queste esperienze sul fronte ispirano le sue opere letterarie, che lo portano al  successo internazionale e a vincere  il Premio Nobel per la Letteratura nel 1954. Si suiciderà a causa della depressione del 1961.

 

Dialogo con l’autrice Lucia Gallo presso la Sala Consiliare di Marconia su “Voci di donne, Canto e controcanto”

in Appuntamenti/Cultura/Storie d'Inchiostro

Il 28 maggio alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Marconia sarà ospitata la professoressa Lucia Gallo, autrice del libro ” Voci di donne, Canto e controcanto” (Edigrafema, 2024). La presentazione del libro sarà condotta da Pinuccia Sassone, socia FIDAPA della sezione di Pisticci-Marconia.  Interverranno il Presidente Fidapa (sez. Pisticci-Marconia) Marirosa Gioia, il sindaco di Pisticci Domenico Albano e l’editrice Edigrafema Antonella Santarcangelo.Voci di donne. Canto e controcanto - Lucia Gallo - Libro Edigrafema 2024, Fuori collana | Libraccio.it

Con grande sensibilità ed uno sguardo originale Lucia Gallo anima le sue pagine con lo spirito di dieci grandi donne della letteratura antica e non : Eva, Elena, Penelope, Aspasia, Didone, Cleopatra, Beatrice, Francesca da Rimini, Laura, Fiammetta. Figure femminili che sono entrate nell’immaginario collettivo indossando vesti che le “ingessano” nella nostra mente e le rendono custodi di un determinato “valore”( Jung parlerebbe di archetipi). Pensiamo a Penelope, simbolo di fedeltà ed amore paziente, o a Beatrice, simbolo della purezza. E se viste “in controluce”, queste donne fossero portatrici di un altro significato?

Lucia Gallo in “Voci di donne” scatta una fotografia a ciascuna e ne conserva il negativo, quell’altra essenza che magari è sfuggita nei secoli, perché omessa o raccontata secondo la “sola voce maschile”. E’ uno scatto fatto da una donna per le donne:perché perdersi le sfumature,i  dettagli e gli  ingrandimenti di questi archetipi femminili, che solo un occhio di donna può cogliere?

Incontro con Armando Taliano Grasso, autore di “Le necropoli brettie nel territorio di Crimisa” presso il Museo Archeologico della Siritide

in Appuntamenti/Cultura/Storie d'Inchiostro

Domani 27 maggio, ore 17.30,  il Museo Archeologico della Siritide di Policoro ospiterà il docente di topografia antica Armando Taliano Grasso (Università della Calabria), autore del libro “Le necropoli brettie nel territorio di Crimisa” (Ferrari Editore, 2024 ).Il libro fa parte della collana TpaeΣ , diretta dall’autore, che ha l’obiettivo di ampliare gli studi sulle antichità calabresi.Le necropoli brettie nel territorio di Crimisa. Documenti dall'Archivio Palopoli - Armando Taliano Grasso - copertina

Dialogheranno con l’autore Antonio La Marca, docente di archeologia classica presso Unical e Antonio Zumbo, docente di storia romana, sempre presso lo stesso ateneo calabrese. Il simposio fa parte dei numerosi incontri culturali organizzati dal Museo della Siritide per far conoscere alla comunità la bellezza delle nostre antiche radici,e far respirare a pieni polmoni tra le stanze del museo una boccata di vivo scambio culturale.

Il Professore Armando Taliano Grasso, grazie alla sua opera di ricerca appassionata e meticolosa, porta alla luce nuovi dettagli sulla cultura del mondo brettio, relativi ai riti sepolcrali. Attraverso la sua opera, l’autore vuole mettere a disposizione i numerosi dati sulle necropoli raccolti attraverso l’analisi dei documenti provenienti dall’Archivio Palopoli di Crucoli (Kr) nel territorio di Crimisa (Cirò e Cirò Marina, KR), finora inediti.

L’Italia nel 280 a.c circa. (Fonte Wikipedia)

I Brettii , denominati Bruzi o Bruttii dai Lucani e dai Romani, erano un antico popolo di stirpe italica che abitava l’odierna Calabria. Storici come Strabone, Diodoro Siculo e Giustino riportano che i Brettii comparvero in Calabria intorno alla seconda metà del IV sec. a.C. espandendosi nella terra degli Enotri. Si ribellarono ai Lucani, per i quali erano servi-pastori. Divennero briganti e  successivamente si riunirono in una Confederazione che elesse come capitale (metròpolis) Cosenza (circa 356 a.C.)

Una bella occasione per sbirciare  tra gli usi e costumi dei nostri vicini e per tuffarsi in un passato in cui riconoscere il nostro essere umani, con le stesse paure, gli stessi bisogni e valori di oggi.

 

Presentazione del libro “L’invenzione del minchion” di Massimo Curci. Cosa bolle tra i banchi di scuola?

in Appuntamenti/Storie d'Inchiostro

Il 28 maggio 2025  presso la Sala consiliare del Comune di Policoro si terrà alle 18. 30 l’incontro con lo scrittore Massimo Curci, autore del libro “L’invenzione del minchion” (pubblicato il 17 luglio 2024 per Youcanprint). L’evento rientra tra quelli organizzati per la campagna nazionale “il Maggio dei Libri” e dialogherà con l’autore Maria Lovito, membro dell’associazione onlus “Presidio del libro-Magna Graecia”.

Massimo Curci è un ingegnere elettronico, nato nel 1965 in un luogo non specificato della Murgia. Con ironia e con uno sguardo che incita all’autoriflessione, ci parla nel suo libro  di una “pentola” dal materiale prezioso, che borbotta per farsi sentire, rischia di bruciarsi e bruciare chi si avvicina. Una pentola d’oro che nessuno ha il coraggio di scoperchiare,  spegnere o di  abbassarne la fiamma: la scuola.

Cosa c’è infatti di più caro e nutriente della formazione scolastica per il futuro della società? E perché nessuno vede (nel senso psicoanalitico del termine) cosa “bolle in pentola”, quali sono gli ingredienti per preparare i ragazzi alla vita? Cosa possiamo fare per fargli venir voglia di un bel piatto di conoscenza?

Approdato tra i banchi di scuola, prima come alunno, poi per un breve periodo come docente, Massimo Curci, da ex membro dell’Accademia Navale, vede questa barca che sta andando forse alla deriva, e cerca di riportarla sulla retta via, chiamando a raccolta per trainarla verso il porto sicuro i ragazzi, i docenti, i dirigenti, i genitori, la società tutta. In un’epoca in cui tanti sono gli arcani che orbitano sull’ambito della formazione culturale e umana dei ragazzi, una buona occasione per confrontarsi giocosamente e cercare insieme di svelarli.

Flush-Una biografia di Virginia Woolf. L’amore tra due poeti dal punto di vista del cane

in Storie d'Inchiostro

Ecco un libro per gli amanti dei nostri amici a quattro zampe e non, nato dalla curiosità ed  ironia di Virginia Woolf.

La scrittrice londinese si è presa la briga di andare a  sbirciare nelle epistole della giovane poetessa Elizabeth Barrett  per regalare agli amanti degli animali, quanto di letteratura, il ritratto del suo amato spaniel Flush, e sullo sfondo, la storia d’amore tra le anime sensibili dei due noti poeti londinesi di metà’ 800,  la già citata Elizabeth e Robert Browning. Contando le quattro zampe di Flush e le gambe dei due poeti, possiamo definirla una” biografia ad otto zampe”!

Con la  solita penna divertente e la capacità di entrare nella mente dei personaggi ( che si tratti di cani e non), la Woolf ci fa seguire Flush dalle sue prime “zampate” nella campagna della  prima padrona, la poetessa sempre squattrinata Miss Mitford, al suo ingresso nella “stanza sul retro”, dove fa la sua convalescenza la giovane Elizabeth. Per amore di lei, Flush rinuncerà alla sua natura da cane da caccia degli “span” (coniglio in cartaginese, da qui spaniel) per poi rifarsi a Firenze, quando,dopo aver seguito nella fuga d’amore i suoi padroni, sarà libero di scorrazzare per la città italiana a caccia di amori ed odori.

Scene from the Barretts of Wimpole Street, 1934
Norma Shearer in Elizabeth Barrett Browning nel film” La famiglia Barrett”-1934

Ma prima di toccare suolo italiano, Flush affronterà varie peripezie: la prima, la contesa del cuore di Elizabeth con il suo pretendente dai guanti gialli Robert, poi il rapimento per opera di brutti ceffi della Londra  degradata, e non ultimo il trasferimento in Italia, un paese diverso per clima e costumi dalla tetra ed avanzata Inghilterra. Dura la vita di un cocker tra due poeti, eh!?

Esperimento letterario ben riuscito per l’originalità della scelta del protagonista, Flush vi stupirà per l’ilarità e per le belle immagini dell’espressività emotiva canina così aderenti al vero, da sembrare  di vederlo dal vivo odorare l’aria e mordere la gamba dell’innamorato Browning. Impossibile trattenere il sorriso!

Grazie a Flush, possiamo godere di un  punto di vista esterno sulla nostra vita da umani, con le sue contraddizioni e il suo non senso. Una lettura leggera, ricca comunque di dettagli storici , come ogni biografia che si rispetti!

Come amante dei cani, non ho potuto che apprezzare questo libro, in cui emerge la bellezza sempiterna del rapporto tra uomo e cane, un legame indissolubile ed autentico, che non vede differenze di spazio, tempo, pedigree o status sociale. Dopo queste pagine, guarderete con occhi diversi il vostro amato compagno a quattro zampe! Buona lettura.

Virginia Woolf ( Londra 1882/ Rodmell 1941) è stata una un’autrice, femminista, saggista, editrice e critica inglese, considerata una delle più importanti moderniste del ventesimo secolo. Tra le sue opere principali La signora Dalloway, Gita al faro, Orlando e Le onde.

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