Un sabato al museo (di Policoro): fra Tavole di Eraclea e gioielli…Pandosia.
[en-fi-tèu-ʃi]
n.f. invar. (dir.) concessione ad altri di un fondo agricolo, in perpetuo o per almeno vent’anni, in contropartita di migliorie e di un canone annuo.
Al netto della tecnica giuridica, fra le tante cose che significano le tavole di Eraclea, ce n’è una che è molto più di un “diritto reale di godimento”.
Enfiteusi è far fiorire qualcosa che non è tuo ma lo diventerà perché l’ami e te ne prendi cura.
Le tavole quindi sono una storia d’amore, una promessa, un impegno presente e futuro, verso la terra di cui siamo custodi. Il nostro museo di Policoro dice chi eravamo, chi siamo e chi saremo.
Già che ci siete, non fate i pigri, andate lì vicino a vedere gli scavi e poi accanto al museo l’installazione artistica “rovina inversa”, firmata dal duo belga Gijs Van Vaerenbergh all’interno del Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT).
Opera inaugurata a novembre 2025 nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro (MT), e parte del progetto “Siris” dello studio Tresoldi.
Perché inversa?
Non è solo una questione di percezione: l’installazione non è stata fatta come “convenzione ingegneristica” vorrebbe cioè costruita dal basamento verso l’alto. Tutt’altro la struttura è sospesa, cioè sorretta da una rete in acciaio che delimita il volume del tempio dall’alto, lasciando visibili le fondazioni originali sottostanti.
Se nel vedere la rovina inversa si sveglia l’ingegnere, storico dell’arte, architetto che è in voi, state calmi. Avete ragione, i templi non erano così. Ecco, sappiate che quella che state vedendo è una reinterpretazione di quello che c’era. Una rivisitazione voluta e fantasticamente infedele.
L’opera complessiva rientra nel progetto Siris, un’azione di valorizzazione culturale promossa dal Ministero della Cultura, curata da STUDIO STUDIO STUDIO – il laboratorio interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi – con la direzione artistica di Antonio Oriente.
Ps. Ora che ci andate al museo, provate i visori con le cuffie; sono una figata pazzesca.
La visione dovrebbe durare di più, quindi chi di competenza ci metta un po’ di quattrini per arricchirla.
Le Tavole di Eraclea testimoniano una riforma agraria del passato in Magna Grecia. Per sanare disparità sociali, con un eccezionale esercizio politico-amministrativo e giuridico, lo Stato recuperò i terreni dei santuari di Dioniso e Athena usurpati dai ricchi, frazionandoli in lotti da affittare e normando capillarmente canoni e irrigazione.
Attualmente i preziosi bronzi sono esposti in prestito a Policoro, presso il Museo della Siritide, dove rimarranno fino a novembre, mese in cui faranno ritorno alla loro sede di custodia permanente presso il MANN di Napoli.
Tavole di Eraclea:
Sulla morte di Nicola Scarascia si affaccia l’ipotesi del “soffocamento”.
“Dall’autopsia sarebbero emersi elementi che fanno ritenere probabile una morte per soffocamento. Sarebbero stati trovati inoltre dei segni sui polsi. Sembrerebbero escluse ferite da arma da fuoco o da arma da taglio”. La notizia, riportata dal TG rai regionale, aggiungerebbe una tessera importante alla ricostruzione dei fatti che hanno portato alla morte di Nicola Scarascia; il cinquantaduenne tornato dalla Germania, dove viveva con la sua famiglia, per fare dei lavori a Scanzano Jonico sempre in ambito familiare.
Al momento non risulterebbero persone indagate, tuttavia gli inquirenti non stanno escludendo nessuna ipotesi. A coordinare le indagini Annunziata Cazzetta, pubblico ministero della Procura di Matera.
I carabinieri di Policoro, con a capo il maggiore Roberto Rampino, starebbero valutando eventuali filmati acquisiti dalle telecamere che potrebbero aver registrato movimenti utili nella ricostruzione delle ore di “buio”.
Da venerdì scorso, quando è stato lanciato l’allarme della scompara di Nicola Scarascia, sono state avviate in seguito le ricerche fra il rione Santa Sofia di Scanzano Jonico, dove è stata trovata l’auto di Scarascia, le zone vicine, via Lido Torre e la pineta. Le forze dell’ordine, la protezione civile, i Vigili del Fioco, con l’ausilio dei cani molecolari, droni e elecotteri, hanno cercato cono insistenza Nicola Scarascia, nella speranza di trovarlo in vita.
Purtroppo il corpo senza vita è stato rinvenuto in zona Fosso Valle, dietro la stazione ferroviaria di Scanzano Jonicoin un’area impervia, popolata da folta vegetazione e animali selvatici.
L’autopsia – che darà un contributo decisivo all’indagine e trasformerà i dubbi in dati utili alla ricostruzioni reale dei fatti – è stata eseguita ieri (13 Maggio 2026) all’ospedale di Policoro dalla dottoressa Sara Sablone del Policlinico di Bari.
Svolta all’ospedale di Policoro l’autopsia sul corpo di Nicola Scarascia
“Le donne di Amelia”, mostra pittorica di Amelia Cervelli il 7-8 marzo a Policoro. Non è solo rosa il colore delle donne
In occasione della festa della Donna la Pinacoteca di Policoro presso Borgo Casalini apre le sue porte il 7 e 8 marzo (orari 10:oo-12.00/18:00-22:00) alle “Donne di Amelia“, mostra pittorica di Amelia Cervelli. L’ingresso è libero.
Mossa fin da bambina dalla più fervida passione per le arti figurative, Amelia Cervelli è un’ artista autodidatta e poliedrica, capace di dar vita con i colori e il suo tratto ai materiali più disparati ( ceramica, vetro, sassi). Nella mostra “Le donne di Amelia”, sono le tele ed i colori acrilici ( usati anche in modo non convenzionale) i mezzi attraverso i quali si raccontano i volti delle donne, e ci svelano qualcosa in più sul mistero femminile. Cosa meglio del volto, principale veicolo di comunicazione non verbale, emblema della presentazione di sé e specchio di emozioni, può esprimere l’unicità di ogni donna?
Ogni volto ritratto è come il risultato di un gioco di luce bianca che incide su un prisma: la luce si scompone nei vari colori ed ogni quadro accoglie un “colore diverso”, una sfumatura psicologica, umana, culturale unica ed irripetibile, che dà tono e caratterizza ogni donna. In questa esplosione di colori, possiamo cogliere la donna triste che nega lo sguardo, quella altera, la donna che sfoggia le proprie radici etniche, quella timida o allegra. C’è la donna e le sue mille “Sé” in un percorso pittorico che parla alle altre, spingendole all’auto-riflessione, ma anche agli uomini, rendendo loro meno distante l’universo femminile. Con le sue opere Amelia Cervelli abbatte la visione stereotipata di un “mondo femminile tutto in rosa” e ci permette di intravedere tutti gli altri colori dell’essere femminile.

“Non mi stancherò mai di mettere su tela le donne, perché scrigno di mille sfaccettature, mille colori e, dalla notte dei tempi, in continua evoluzione e divenire, in perenne conquista di sé stesse”, afferma l’artista.
“Nuovo Inizio. Angelo Palumbo incontra Cid Corman”: il libro arriva a Policoro
Venerdì 27 febbraio alle 17.30 la Biblioteca Comunale Massimo Rinaldi di Policoro ospita la presentazione del volume “Nuovo Inizio. Angelo Palumbo incontra Cid Corman” (Edizioni Giannatelli), curato da Antonella Radogna. Apertura con i saluti di Francesco Roseto, presidente del Presidio del Libro Magna Grecia, e moderazione a cura della giornalista Beatrice Volpe.
Il libro racconta la Matera degli anni ’50 attraverso l’amicizia tra Franco Palumbo, poeta e animatore culturale materano, e Cid Corman, poeta americano della Beat Generation che visse in città tra il 1956 e il 1957. Tra poesie, lettere e fotografie d’epoca, il volume esplora la solitudine, la povertà e la bellezza dei luoghi, accompagnati dalle suggestive illustrazioni di Angelo Palumbo, figlio di Franco.
All’evento parteciperanno gli autori e la curatrice, insieme a relatori e ospiti dell’associazione culturale. Un’occasione per scoprire un pezzo di storia culturale lucana e immergersi nell’universo poetico di due personalità straordinarie.
Il Book Speed Date approda per la seconda volta all’Absolute Cafè di Policoro il 22 febbraio alle 18.30 : nessuna paura del buio se l’incontro è con un libro!

Stanchi di aggirarvi come topi di biblioteca in solitaria tra le pile di libri che vi proponete di leggere?
O siete a corto di idee e andate a caccia di nuovi spunti di lettura?
Volete uscire dalla vostra comfort zone, plaid + tisana +libro, e confrontarvi con altri lettori sulla vostra ultima lettura, sul vostro genere o autore preferito?
Il 22 febbraio alle 18.30 l’Absolute Cafè a Policoro con il secondo “Book Speed Date” si propone proprio questo: offrire, in un clima informale e senza giudizio, un ambiente in cui gli amanti della lettura possano conoscere nuovi amici e nuovi autori ed opere; il tutto condito dal brivido dell'”incontro al buio”, del salto nell’ignoto.
L’iniziativa nasce dal desiderio di far
circolare idee culturali tra perfetti sconosciuti (senza alcuna forma di pregiudizio), così da favorire la socializzazione nel mondo reale in relazione ad una passione condivisa, come può essere la lettura. Fine più alto ( e forse utopico) è, infatti, quello di togliere ai social e ai media lo scettro della comunicazione e ristabilire un contatto vero, umano, vis-a vis tra le persone, in un libero e sereno scambio intergenerazionale. Non a caso motto delle organizzatrici è: “Altro che Tinder!”
L’evento è stato sposato con entusiasmo dai proprietari dell’Absolute Café Carmine e Marco Suriano, da sempre aperti alle novità culturali ed artistiche che possono stimolare, scuotere dalla routine, ed arricchire la nostra piccola comunità!
Per chi non lo sapesse questo gioco con i libri, che sta spopolando da Nord a Sud, consiste in un’attività di coppia: un incontro “tête-à-tête”, come in tutti gli appuntamenti al buio che si rispettano! Ognuno racconta all’altro che si trova di fronte a lui un libro che gli è piaciuto (letto in passato o recentemente), concentrandosi sulla trama o sulle emozioni provate nella lettura, a seconda delle proprie tecniche di seduzione per far colpo. Unico limite : il tempo! Si hanno 3 minuti per parlare del libro letto, al termine del quale i partecipanti di una fila scaleranno di un posto e si ricomincerà a raccontare.
Per ogni libro ascoltato ognuno indicherà sulla scheda di valutazione fornita il proprio voto. I primi 3 libri più affascinanti che avranno fatto scoccare più scintille, riceveranno un premio, ma anche gli altri partecipanti non resteranno a bocca asciutta! Sono previsti gadget per tutti. L’ evento è gratuito.
Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare via Whatsapp il numero:3935741174
Titolo: Approda a Policoro Danza In Fascia®. Lezione gratuita l’11 gennaio
Titolo: Approda a Policoro Danza In Fascia®. Lezione gratuita l’11 gennaio
Policoro e l’intero Metapontino si preparano ad accogliere una pratica innovativa dedicata al benessere materno-infantile attraverso il metodo Danza in Fascia®, un’attività che unisce il movimento corporeo alla cura della relazione profonda tra madre e neonato.
L’iniziativa approda nella città della fascia Jonica lucana, grazie all’impegno di Giulia Musarò, psicologa e psicoterapeuta in formazione (già istruttrice di danza per bambini e allenamento funzionale al femminile), che promuove una giornata di prova gratuita prevista domenica 11 gennaio, a partire dalle ore 10, presso la Social Dance di Mariella Pellegrino in Via Caltanissetta, 51.
Riguardo alle motivazioni che spingono una madre a intraprendere questo percorso, Giulia Musarò chiarisce come la danza diventi uno strumento per riscoprire il benessere comune: “Danza in Fascia® rappresenta un’esperienza preziosa per la diade mamma-bambino perché permette di vivere concretamente cosa significhi muoversi insieme in un clima protetto, dove la mamma può sentirsi finalmente vista, sostenuta e libera di seguire il proprio ritmo. L’attività, dunque, si inserisce in una visione di supporto alla genitorialità che va oltre il semplice esercizio fisico”.
Gli incontri, della durata di 60 minuti, vengono strutturati seguendo un approccio preciso e creando un ambiente inclusivo in cui le necessità fisiologiche del neonato non sono percepite come intoppi. La sala viene allestita con i tappetini in cerchio per annullare le gerarchie e favorire il senso di comunità tra le partecipanti. Viene preparato sempre un angolo appartato per l’allattamento o il cambio, affinché sia chiaro che ogni bisogno del bambino è accolto con naturalezza, senza disturbi od ostacoli: questo permette alla mamma di rilassarsi e godersi il momento senza ansie.
Il programma prevede dei ritmi dolci e sequenze nello spazio. Uno dei benefici più tangibili si riscontra nel momento del rilassamento finale, quando la musica lenta e i movimenti fluidi portano spesso i bambini ad addormentarsi, lasciando alla madre una profonda sensazione di unità e quiete. “Iscriversi a questo corso significa regalarsi un tempo morbido e rispettoso, dove il movimento non è un fine, ma un modo per ascoltare il respiro e il corpo del proprio bambino che si adatta al ritmo della danza”, precisa ancora Musarò.
Al termine della prova, la professionista dedicherà ampio spazio al confronto tecnico e alla risoluzione di dubbi su vestiario e pesi dei supporti, per personalizzare l’esperienza di ogni partecipante. L’incontro di Policoro si configura quindi come una porta d’accesso a un percorso di consapevolezza e benessere relazionale, fondamentale per chi opera nel sostegno alla maternità sul territorio lucano.
Per maggiori informazioni:
+39 3713046729
Le città dove gustare un cappuccino gustoso ed economico in Italia
I piccoli piaceri quotidiani vengono insidiati dalla crescente inflazione e dai prezzi sempre più alti del caffè. Così aumentano pure i prezzi dei cappuccini e della maggior parte delle bevande calde consumate nei bar. Eppure, questo fenomeno non segue un andamento lineare perché i costi tendono a variare da città a città. Le differenze vengono attribuite a diversi fattori, ma è proprio qui che entrano in gioco le informazioni necessarie per la messa a punto di una mappa dedicata alle località dove si possono gustare dei cappuccini gustosi, cremosi ed economici.
Le città dove i cappuccini e le bevande a base di caffè costano di meno
La colazione al bar è parte integrante dello stile di vita italiano perché rappresenta un’abitudine così radicata da esser diventata un vero e proprio stereotipo all’estero. Un’associazione del tutto sensata date le tonnellate di caffè consumate ogni anno nelle case o nei pubblici esercizi. Queste quantità possono sembrare un’esagerazione, ma non servono delle statistiche per certificarle perché basta una semplice incursione al bar. Una breve visita durante le quale si possono annotare tutti i cappuccini ordinati e serviti sul posto, senza dimenticare quelli da asporto. Ecco come lievitano i numeri che attestano una passione condivisa e radicata in tutto il territorio nazionale, nonostante gli aumenti registrati negli ultimi anni.
Gli italiani non possono fare a meno delle bevande calde a base di caffè e delle piacevoli abitudini ad esse associate. Tuttavia, non si possono trascurare gli effetti dei rincari che hanno colpito in maniera diretta un’usanza divenuta ormai parte integrante del patrimonio culturale collettivo. I prezzi salgono a causa di una spiacevole combinazione tra le condizioni climatiche avverse dei paesi produttori e le difficoltà venute a galla nei processi logistici del settore. A queste condizioni si devono sommare altri due fattori altrettanto rilevanti: il processo di alterazione ambientale alimentato dal cambiamento climatico e l’aumento della domanda a livello globale. Ecco il quadro completo di una situazione piuttosto critica perché gli aumenti hanno generato una serie di ripercussioni economiche piuttosto significative per i consumatori finali.
I prezzi delle bevande calde a base di caffè sono cresciuti in maniera esponenziale, mentre le differenze che distinguono i prodotti di qualità da quelli commerciali sono diminuite. Ecco perché i rincari sono avvenuti un po ovunque e senza tener conto del costo della vita o della media del reddito pro capite. I cappuccini più cari in Italia vengono preparati e venduti nei bar di Bolzano, dove gli avventori arrivano a spendere più di 2€ per una tazza. Ben 0,50€ in più rispetto alla media nazionale, ma in linea con l’andamento generale del mercato se si prendono in considerazione le percentuali dei rincari registrati negli ultimi anni. Milano raggiunge il secondo posto, seguita da Udine, Como, Trieste, Parma, Palermo, Venezia, Bologna, Catania, Firenze, Lecce e Napoli. Qui si possono spendere dagli 1,90€ agli 1,80 per un cappuccino, ma la vera sorpresa è costituita dalla presenza del capoluogo campano in questa classifica dedicata alle città più care dove consumare una colazione al bar. Ecco come i costi tendono ad aumentare in tutta Italia senza alcun riguardo per la posizione geografica o le condizioni socioeconomiche della popolazione.
Così i rincari vengono percepiti ovunque come una seria minaccia date le inevitabili conseguenze per gli appassionati di bevande calde a base di caffè, ma nonostante la natura all’apparenza incontrovertibile di questo processo, persistono delle eccezioni più economiche ed accessibili. Delle alternative che i consumatori abituali possono prendere in considerazione quando scelgono una meta per una vacanza o una breve gita fuori porta perchè cappuccini più convenienti si possono gustare a Catanzaro, Roma, Firenze, Grosseto, Latina, Genova e Perugia. In queste città i prezzi variano da un minimo di 1,20€ ad un massimo di 1,50€ a dispetto delle medesime dinamiche chiamate in causa per giustificare i rincari applicati in altre località. Potenza e Matera si possono collocare in una posizione intermedia su scala nazionale, mentre Bari, Pisa, Modena e Torino non entrano per colpa di qualche centesimo nella classifica delle città italiane dove i cappuccini costano di meno.
Anche negli stati membri dell’Unione Europea i costi seguono lo stesso andamento di quelli italiani, seppur con percentuali e modalità di consumo differenti. Nella maggior parte dei paesi europei i cappuccini vengono consumati durante tutta la giornata e non soltanto a colazione, come impone la tradizione. Quest’abitudine è piuttosto comune nel Nord Europa, dove le bevande calde a base di caffè si possono pagare anche più di 5€ in un bar o in ristorante. In Spagna i prezzi non variano di molto rispetto a quelli descritti in precedenza, mentre superano la soglia dei 3€ in Austria, Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia e Paesi Bassi. I turisti italiani alla ricerca di un cappuccino più economico possono recarsi in Albania, Bulgaria, Croazia, Malta, Slovenia, Romania ed Ungheria, ma la palma di destinazione ideale spetta senza alcun dubbio alla Bosnia Erzegovina perché in questo stato una tazza di cappuccino costa meno di un euro.
Il corpo della donna prende vita il 27 e 28 dicembre dalle ore 18.30 presso Zona Casilini a Policoro attraverso la mostra d’arte collettiva “In/Corpo/rare”
Per due giorni consecutivi, il 27 e 28 dicembre dalle ore 18.30 alle ore 24.00 Zona Casilini ,a Policoro, accoglierà, attraverso la mostra “In/corpo/rare”, la produzione creativa di tre talentuosi artisti locali, Edio Smov Franchino, Lois (Laura Lapenna) e Rosaria Orlando. Tema attorno al quale si è rafforzata la collaborazione espressiva di questi giovani è il corpo femminile, i cui occhi sono le lenti fotografiche di Lois e Rosaria Orlando e le mani quelle dello street artist Edio Smov Franchino. L’ingresso è libero.
“In/corpo/rare”, è stato un gioco di parola usato per dare identità alla mostra d’arte collettiva, scelto sia per definire il suo tema, il corpo della donna, rivisto sotto una luce nuova dalla macchina fotografica di Lois e di Rosaria Orlando e accarezzato con un tocco diverso dalle mani dello street artist Smov, sia per annunciare la combinazione tra ambiti artistici diversi, per l’appunto, la fotografia e la street art, che si incastrano (incorporano) tra di loro come organi interdipendenti per dar vita ad un unico essere vivente, la donna.
Più nel dettaglio, In sta per immersione nelle storie, anche quelle tristi e di violenza, quelle che non vorremmo mai sentire, come quelle immortalate dalla fotografia senza edulcoranti di Rosaria Orlando; Corpo sta per materia come il legno lavorato di Edio Smov Franchino e Rare sta ad indicare l’unicità di ogni corpo, quel wabi sabi raccontato dagli scatti delicati ed emotivi di Lois.
Fonte di desiderio, arma di seduzione, sacro luogo d’amore e di vita, spesso mercificato e tristemente bistrattato da una società oggi sempre più consumista, il corpo femminile è dalle Veneri paleolitiche che ispira l’arte nel corso dei secoli e che, nelle fotografie delle artiste Lois e Rosaria Orlando e nella street art di Edio Smov Franchino, continua il suo naturale cammino.
Rosaria Orlando è un appassionata di fotografia sin dall’età adolescenziale, è fondatrice dell’agenzia Ola Mama Vision.
Lois (Laura Lapenna) è una Fotografa di famiglia e storyteller visiva, originaria della Basilicata.
Edio “Smov” Franchino è un Artista e muralista attivo nella street art dal 2005, originario di Policoro.
Dialogo con Saverio Omar Ciccimarra, autore di “La Civiltà medievale” presso la Sala Consiliare di Policoro il 17 dicembre alle ore 18.30
Il 17 dicembre 2025 alle ore 18.30 la Sala Consiliare del Comune di Policoro ospiterà il Prof. Saverio Omar Ciccimarra e il suo nuovo libro “La Civiltà medievale. L’Europa e il Mediterraneo dalla fine della tarda antichità all’alba del Rinascimento” (Altrimedia Edizioni, 2024). Dialogheranno con l’autore il Presidente dell’Associazione Nuova Hera APS, Cosimo Palazzo e Don Egidio Di Sario, vicario parrocchiale di Policoro e membro dell’APS Nuova Hera. L’evento è patrocinato dal Comune di Policoro.
L’Associazione Nuova HERA nasce dall’iniziativa di un gruppo di giovani di Policoro uniti dal desiderio di valorizzare il territorio e creare nuove opportunità di crescita culturale e sociale. L’obiettivo dell’associazione è promuovere attività che favoriscano la creatività e il senso di comunità, attraverso eventi, progetti educativi, iniziative ambientali e momenti di aggregazione. Nuova Hera APS vuole essere un punto di riferimento per i ragazzi e per l’intera cittadinanza, un luogo in cui idee, energie e talenti possano trasformarsi in progetti concreti. Con entusiasmo e spirito di collaborazione, l’associazione si impegna ogni giorno a costruire un futuro più attivo, inclusivo e dinamico per Policoro. In quest’ottica e con questo spirito rientra l’incontro con il Prof. Ciccimarra, nato a Ferrandina nel 1975 e insegnante di Storia e Filosofia al Liceo Classico di Matera. Oggetto di due anni di studio e viaggi di ricerca tra gli archivi di tutta Italia, “La Civiltà Medievale” consta di circa 200 pagine, in cui sono concentrati mille anni di storia raccontati in un linguaggio divulgativo, vale a dire accessibile a tutti, ai profani quanto agli esperti del settore.

La Civiltà medievale ha già nel suo titolo svelato il fine dell’autore: lungi dall’essere un mero manuale, questo libro vuole raccontare la storia compresa tra il IV e XV secolo, demolendo l’immagine collettiva di un “Medioevo incivile”, buio e superstizioso, e restituendo a quest’arco temporale la dignità di “civiltà”, con le sue luci ed ombre, come per tutti gli altri periodi storici della nostra umanità. Con grande onestà e giustizia intellettuale l’autore sprona la mente di chi legge ad abbandonare le solite associazioni di pensiero tra Medioevo, streghe ed Inquisizione, ed invita i lettori ad indossare nuove lenti con le quali guardare il Medioevo: non solo come “secolo buio”, ma anche come terreno fertile per l’ arte ed utero per l’embrione dell’identità cristiana europea.
Attraverso le pagine di quest’opera, oltre ad abbattere il pregiudizio su questo segmento temporale, l’autore ha concesso il privilegio ai suoi lettori di sbirciare nel lavoro dello storico, che diventa un vero e proprio “Sherlock Homes”, al quale viene richiesto di aguzzare l’ingegno a caccia di indizi tra pile di carte e registri dimenticati e di soffiare sulla polvere di un passato sepolto. Tutto questo, solo per amore del Vero.
Dello stesso autore la casa editrice Altrimedia ha pubblicato nel 2022 “Biografia dell’Italia Monarchica. Storia d’Italia dal 1861 al 1946 “.