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L’accusa è “malversazione”, denunciato un imprenditore agricolo dalle Fiamme Gialle di Policoro

in Cronaca

Il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, in seguito alla scoperta della mancata esecuzione del progetto, ha provveduto a notificare la decadenza del contributo

La Compagnia della Guardia di Finanza di Policoro ha portato a termine un’articolata attività di polizia economico-finanziaria, nel comparto della spesa pubblica, “nei confronti di una ditta individuale attiva nel Metapontino nel settore ortofrutticolo, che aveva avuto accesso ad un contributo di 620.000,00 Euro, nell’ambito degli aiuti Europei previsti dalla Politica Agricola Comune (P.A.C.). Il titolare della ditta sottoposto a controllo, dopo aver presentato domanda di aiuto alla Regione Basilicata per la realizzazione di un micro impianto per la produzione di energia solare e macchinari per l’ammodernamento dell’azienda, riusciva ad ottenere un anticipo di Euro 310.000,00 per l’avvio del programma di investimento, da concludere entro il mese di marzo 2017″, è riportato nel comunicato stampa diffuso in queste ore dalla Guardia di Finanza.

E, ancora: “Tali lavori, tuttavia, come documentato dalle Fiamme Gialle di Policoro, anche a mezzo di rilevazioni effettuate sul posto, non sono mai stati eseguiti così come sono risultati assenti i macchinari previsti nel progetto. Le indagini svolte, anche attraverso una minuziosa analisi di documentazione bancaria, consentivano di rilevare che il cospicuo acconto percepito dall’imprenditore era stato destinato a finalità diverse da quelle previste. Infatti, i fondi ottenuti erano prima trasferiti su rapporti bancari intestati ad altre aziende comunque riconducibili al beneficiario e, poi, prelevati per contanti e destinati ad altri fini.  Pertanto, il responsabile è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato di malversazione a danno dello Stato. Il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, in seguito alla scoperta della mancata esecuzione del progetto, ha provveduto a notificare la decadenza del contributo. La Guardia di Finanza prosegue la propria azione di contrasto agli sperperi di risorse pubbliche provenienti dai fondi europei, nazionali, regionali e locali, che rappresentano un rilevante danno per il complessivo sistema degli incentivi alle imprese e che alimentano una concorrenza sleale a nocumento degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole”.

 

I ristoratori e gli albergatori lucani sperano nella “zona gialla”

in Economia

E c’è chi comunque si prepara al delivery, Coronato propone il “panuozzo lucano”: luci spente in osteria ma cucine a lavoro

I ristoratori lucani e gli albergatori con ristorante incrociano le dita nella speranza che quanto prima la Basilicata possa tornare in zona gialla. Le festività natalizie sono vicine e la cucina da asporto o con consegna a domicilio, per la gran parte degli esercenti, non garantisce nemmeno di coprire le spese vive quotidiane. La Fipe-Confcommercio ha fatto due conti. Stare chiusi a Natale costa altri 7 miliardi di euro al settore – che si aggiungono ai 27 miliardi già persi sui 95 di fatturato annuo. E’ l’allarme lanciato dal direttore generale di Fipe-Confcommercio Roberto Calugi  secondo il quale

“il governo deve mettere mano al portafoglio: i ristori erogati sono purtroppo inadeguati e insufficienti a compensare danni così ingenti. E’ urgente intervenire rafforzandoli”.

“Noi esprimiamo tutto il nostro sconcerto perché qui stanno saltando 60 mila imprese vere e 300 mila posti di lavoro” incalza Calugi. Piuttosto “è necessario chiudere chi non rispetta le regole e fare i controlli ma anche la chiusura di bar e ristoranti la sera è davvero incomprensibile. Se la risposta è chiudere mettano mano al portafoglio. – insiste Calugi – Il governo allora faccia un decreto ristori quinquies con 5 miliardi di euro per il fondo ristorazione”.

I ristoratori lucani hanno trovato un alleato. L’assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo nel webinar con gli operatori del turismo si è schierato dalla loro parte. “Che dobbiamo fare per tornare in zona gialla?” – si è chiesto l’assessore polemizzando con la decisione del Governo di confermare la Basilicata in zona arancione, come ha già fatto il Presidente Bardi. “Ci vogliono far chiudere”: sbotta Michele Tropiano presidente Federalberghi-Confcommercio. “La crisi avanza, e molti ristoranti cercano – ognuno a suo modo – di reinventarsi e studiare strategie per tamponare la situazione, mettendo in campo nuovi progetti off, proposte semplificate, cambiamento di orari, delivery e c’è persino di pensa ad una ristorazione veloce, e tutto intorno fioriscono start up e piattaforme per la consegna a domicilio di ogni genere di cibo, anche se spesso queste sono iniziative più vicine a operazioni di comunicazione e marketing, buone per continuare a mantenere saldo il legame con la clientela e attivo il team di lavoro, ormai sfiancato da lunghi mesi di incertezza e inattività. Per questo – dice Tropiano – l’apporto della politica è essenziale, con misure a sostegno del settore. Ora occorre dare dignità a un settore, quello della ristorazione, che ha un peso non solo economico, ma anche culturale e sociale. il modello di vita italiano poggi su un’idea di città aperta, con serrande alzate, locali che sono parte integrante della socialità, dello scambio, della condivisione umana e culturale”. E c’è chi comunque si prepara al delivery lanciando già i menù dei tradizionali pasti di Natale e delle feste in famiglia, con varianti innovative dai gusti e sapori forti e emozionanti. Antonio Coronato – dopo aver promosso il “panuozzo lucano” – dall’Osteria della via Appia semina ottimismo: “È un periodo che ci segnerà per tutta la vita ma nulla può scoraggiarci e credere in un futuro migliore… noi al Natale non ci rinunceremo…Il pasto della cucina popolare è parte integrante del Natale in famiglia e per questo le luci sono spente in Osteria, la sala è vuota ma la cucina è pronta per ogni esigenza. Anzi avvertiamo una maggiore responsabilità per rendere più sereno questo Natale. Da giorni chiediamo ai nostri clienti di fare il proprio menù. A tutto il resto pensiamo noi”.

 

Si può guadagnare denaro con il Forex ?

in Economia

Si può guadagnare denaro con il Forex ?

Come senz’altro sapete, il Forex è un mercato sul quale potete speculare con il vostro denaro e che vi permette di ottenere dei guadagni puntando al rialzo o al ribasso sui corsi delle coppie di valute o di altri attivi. Ma si può guadagnare realmente del denaro sul Forex?

In che modo il Forex a vi fa guadagnare del denaro?

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Consigli per guadagnare del denaro sul Forex

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Sanità, incontro in Prefettura: sul tavolo anche la questione “Ospedale di Tinchi””

in Senza categoria
L’associazione Infrastrutture, Servizi e Mobilità incontra in prefettura sua S.E. il Prefetto di Matera in concomitanza con FIALS, il Sindaco di Pomarico e il Comitato Ospedali del Metapontino. Nell’incontro si è voluto portare al corrente il Prefetto di Matera sulle criticità dell’annosa questione della Sanità nel Materano con relative prospettive e punti programmatici per una soluzione della stessa
Il segretario della FIALS, Gianni Sciannarella, nel corso dell’incontro, ha posto in essere il pericolo dell’annunciata chiusura dei reparti di Geriatria, Chirurgia Vascolare e Chirurgia Plastica del Madonna delle Grazie in adeguamento al DM 70 sull’efficientamento delle strutture ospedaliere e relativa attuazione della delibera 2/2017 della precedente giunta Pittella. È stato sottolineato che questi reparti sono di fondamentale importanza per il bacino di utenza accreditato e per i comuni limitrofi della vicina Puglia, in particolare Geriatria è un reparto storico del nostro Ospedale, Chirurgia Vascolare è un HUB che rappresenta una eccellenza per tutta la Sanità Lucana, mentre la chiusura del reparto di Chirurgia Plastica andrebbe a congestionare la Chirurgia generale divenendo una parte di essa e senza specializzazioni specifiche con ulteriore perdita di professionisti specializzati dedicati. Inoltre ribadisce l’urgenza di nominare il DG (Dirigente Generale), il DA (Direttore Amministrativo) ed il DS (Dirigente Sanitario) della ASM che allo stato attuale risultano ancora con incarichi provvisori di Facenti Funzione, ed approntare e mettere a bando pubblico le assunzioni a tempo indeterminato di tutto il personale sanitario dei presidi ospedalieri della Provincia di Matera.
Il Sindaco di Pomarico Francesco Mancini, ha sollecitare S.E. il Prefetto di Matera sull’urgenza ad intervenire in merito alla proroga della delibera Regionale che di fatto provocherebbe la chiusura dei fondamentali reparti di cui sopra, attraverso una contro delibera di giunta, entro e non oltre il 31/12/2020 che è la data attuativa prevista della stessa. Inoltre, puntualizza il Sindaco, è indispensabile ed altrettanto urgente che la giunta Regionale ed i relativi amministratori provvedano nel proporre una modifica del DM 70 che possa meglio rappresentare le eccezioni degli ospedali di confine, che nel nostro caso si tradurrebbe in una adeguata facilitazione degli accordi interregionali con Puglia e Calabria per sancire e meglio normare gli stessi affinché le due realtà delle strutture ospedaliere di Policoro e Matera, possano regolarizzare il servizio sanitario offerto ai cittadini dei comuni limitrofi delle due Regioni confinanti. Inoltre aggiunge il Sindaco, si rende indispensabile un’altra deroga al DM 70 in merito al potenziamento del servizio sanitario di pronto soccorso e del turismo sanitario, delle città turistiche come Matera che negli ultimi anni ha visto crescere le presenze italiane e straniere fino ad 1 milione nel 2019, per assicurare agli stessi un servizi sanitario di qualità e sicurezza da offrire ai visitatori che si recano in visita alle mete turistiche della nostra Provincia.
Per l’Associazione Infrastrutture, Servizi e Mobilità nel Materano il vice presidente Biagio Plasmati ha sottolineato che la nota bozza di riforma della Sanità Lucana proposta dal governo Regionale, nel nome dell’assessore Rocco Leone, il Presidente Vito Bardi e con dietro la supervisione del dirigente del Dipartimento alla persona Ernesto Esposito di creare una unica ASL (Azienda Sanitaria Locale) composta da una parte Amministrativa che farebbe capo a Matera ed un’altra Ospedaliera che farebbe capo al San Carlo di Potenza, nasce dall’unico obiettivo di mantenere il II Livello del DEA di Potenza rendendola l’unica Azienda Ospedaliera in Regione ed inoltre, dare continuità al progetto della facoltà di medicina che altrimenti non potrebbe essere istituita. Continua il vice Presidente, la Basilicata ha un numero di ospedalizzazioni, di tutte le strutture ospedaliere di cui è dotata, pari a circa 78 mila/anno. Poiché il DEA di II livello di Potenza per non essere declassato a DEA di I Livello, a causa dell’adeguamento agli standard minimi previsti dal DM 70, ha necessità di un bacino di utenza di almeno 600 mila residenti ed un numero di ricoveri e quindi ospedalizzazione di almeno 70 mila/anno. Ecco perché il progetto delineato dalla bozza si pone come obiettivo di trasferire alla costituenda AUR (Azienda Unica Regionale), nella fattispecie il San Carlo di Potenza, che ha già acquisito le ospedalizzazioni nosocomi di Melfi, Lagonegro e Val d’Agri attraverso un accorpamento/depotenziamento, i ricoveri di tutto il territorio Regionale, accorpando/depotenziando anche gli ospedali della Provincia di Matera, per rientrare nei parametri minimi previsti dal DM 70. Inoltre il San Carlo di Potenza, in quanto Azienda Autonoma, proprio per la mancanza di risorse ministeriali che risultano dal numero di ospedalizzazioni e non dal numero di abitanti del bacino di utenza come le Aziende Sanitarie autonome dell’ASP (Azienda Sanitaria di Potenza) ed ASM (Azienda Sanitaria di Matera), continua ad indebitarsi per oltre 2 milioni di Euro al mese, gravando di debiti tutta la popolazione e la Sanità Lucana.
Il presidente dell’Associazione, Leonardo Bia, interviene prima sulla necessità dell’autonomia della nostra Provincia a partire da quella Sanitaria in un territorio mai unito dal punto di vista sociale, economico e delle infrastrutture. Inoltre il Presidente fa il punto sulla situazione delle strutture per paucisintomatici che necessitano di una soluzione urgente in vista di possibili capovolgimenti di sorta della pandemia ancora in corso. Ribadisce Bia che si rende necessario l’intervento del Governo Regionale in merito agli accordi interregionali di confine con la Puglia e la Calabria per aumentare il bacino di utenza degli ospedali Provinciali di Matera e Policoro, che di fatto sono già utenti acquisiti, nell’intento di rientrare nei termini numerici minimi previsti da DM 70, in merito ai numeri richiesti per le strutture complesse inserite nei rispettivi nosocomi. Per creare un connubio imprescindibile tra i presidi ospedalieri territoriali provinciali, bisogna potenziare l’assistenza domiciliare integrata, istituendo le cosi dette Case della Salute o porta del paziente nel proprio territorio di residenza, potenziando l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e quindi per attuare un processo di sinergia tra risorse ospedaliere, medici di base e pronto soccorso, ottemperando i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per migliorare la presa in carico globale del paziente nel suo bisogno di salute e garantire la continuità dei suoi percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali, in ottemperamento all’accordo Stato-Regioni e quindi filtrando e decongestionando le strutture ospedaliere principali. Inoltre sottolinea Bia la necessità di implementare la rete infrastrutturale necessaria per i collegamenti della Rete Sanitaria in ambito Provinciale e quindi favorire gli spostamenti e il raggiungimento dei presidi ospedalieri. Infine sottolinea, la necessita di potenziare l’autonomia delle ASM e quindi di tutti presidi ospedalieri della rete Provinciale Materana, per ridare la giusta autonomia gestionale ed operativa alle strutture preposte nel Materano
Il comitato degli Ospedali del Metapontino interviene Gaetano Giannace sull’annosa questione dell’ospedale dipartimentale di Tinchi, che nonostante sia divenuto il punto di riferimento Provinciale per visite e cure della tiroide, verte in un condominio non adeguato agli standard ospedalieri e soprattutto della pressante pandemia COVID ancora in corso. Giannace sollecita il prefetto di Matera a riaprire l’ospedale distrettuale di Tinchi bloccato dall’Assessore al ramo per mancanza di agibilità dell’ormai concluso ampliamento dello stesso ospedale di Tinchi che è una struttura nuova e funzionale, ma continua ad essere quasi del tutto inutilizzata da troppi anni con conseguenti aggravio di costi per la gestione in un appartamento preso in affitto in un vicino condominio che risulta completamente inadeguato alle funzioni che dovrebbe svolgere. Inoltre chiede di attivare immediatamente la struttura in quanto, fino allo stato di emergenza COVID la stessa può andare in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento dell’agibilità, fino al termine dello stato di emergenza.
Nel mentre si svolgeva il nostro incontro in Prefettura, apprendiamo da un comunicato stampa ed accogliamo con grande favore che la Giunta Regionale delibera la proroga di chiusura dei reparti del Madonna delle Grazie di cui sopra. Il nostro plauso all’Assessore Leone per aver preso in esame le istanze portate avanti dalla FIALS, dalla conferenza dei Sindaci della Provincia di Matera, e dai cittadini tutti ed Associazioni, in merito allo sconsiderato tentativo di depotenziamento del nostro ospedale e di quelli dell’intera Provincia. Restiamo comunque in attesa del piano strategico Sanitario Regionale in ottemperanza al DM 70 e delle annunciate richiesta di modifica dello stesso, con l’auspicio che vengano potenziate tutte le strutture ospedaliere Regionale ed i relativi bacini di utenza reali attraverso gli auspicati accordi interregionali di bacino secondo quanto previsto dal DM 70, per ottemperare alle esigenze di cura della Salute di tutti i cittadini Lucani, evitando di salvaguardare altri obiettivi che contrastano con le esigenze sanitarie reali, per fare della Sanità Lucana una eccellenza territoriale e punto di riferimento anche per i comuni delle Regioni limitrofe.

LA LETTERA. Medici di famiglia: “Siamo sempre esistiti anche prima dei tamponi rapidi”

in Emergenza Covid-19

I medici di famiglia, sbrigativamente detti “di base” talora con una punta di disprezzo iniziano a raccontare il loro lavoro dopo il diluvio di critiche che, dall’inizio della pandemia, è piovuta sulla medicina territoriale, accusata di essere assente se non inesistente, incapace di farsi carico dei bisogni assistenziali, fatta di liberi professionisti con soli diritti e nessun dovere.  In questa lettera di due colleghi e amici della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) il racconto appassionato di quello che accade nella vita reale di cittadini e medici che si spendono nel silenzio rischiando la vita quanto i loro colleghi ospedalieri.

 

I Medici di medicina generale non ci stanno a far passare il concetto che la loro discesa in campo coincida con l’esecuzione da parte loro dei tamponi rapidi.

E’ dall’inizio della diffusione di SARS-CoV-2 sul nostro territorio che i Medici di Famiglia sono stati coinvolti nella battaglia contro questa epidemia, come dimostrato dall’alto tasso di contagi all’interno della categoria. Tuttavia è stata impossibile una conversione del loro lavoro totalmente orientata al COVID perché le necessità degli assistiti non si limitava a questo nonostante l’arrivo dell’epidemia.

Occorre evidenziare che durante la prima fase dell’epidemia molti reparti sono stati riconvertiti e molti specialisti assegnati ad altre mansioni per supportare l’emergenza. Nei reparti di malattie infettive rispondevano al telefono medici non appartenenti a quel reparto per aiutare i colleghi in difficoltà: sono stati riassegnati nei compiti e nessuno si sarebbe aspettato che questa loro mansione fosse svolta in aggiunta all’attività ordinaria (ambulatoriale o di sala operatoria d’elezione) che infatti è stata limitata e spesso sospesa per diversi mesi.

Al contrario, durante la prima fase di diffusione del virus i Medici di Famiglia hanno avuto nuovi compiti. Sono stati coinvolti nella funzione di filtro e segnalazione dei casi sospetti, nel garantire l’isolamento fiduciario dei pazienti in attesa del tampone e dei contatti stretti dei pazienti positivi, nel follow up telefonico dei pazienti positivi al COVID. Tutto questo con un aggravio burocratico e di responsabilità nei confronti dei pazienti, nella totale assenza di linee guida ed a più ondate respingendo (nonostante l’insistenza di pazienti e specialisti ad applicarli) protocolli di cura a domicilio che, a posteriori, si sono dimostrati più nocivi che benefici.

A questo si è sommata la gestione delle ansie e delle paure dei pazienti a rischio o con sintomi, le numerose telefonate di rassicurazione e le visite, dal vivo o in teleconsulto, legate all’ansia ed alla depressione che un momento storico così difficile ha fatto sviluppare ad una larga fetta della popolazione, soprattutto quella più anziana e fragile.

Per svolgere questi compiti i Medici di Famiglia non sono stati riassegnati: sono compiti che si sono semplicemente aggiunti ai precedenti perché la loro attività ordinaria, a differenza di quella specialistica non d’urgenza, non si può interrompere.

Con l’arrivo dell’epidemia da COVID i pazienti non hanno smesso di avere la lombalgia, il diabete, la bronchite cronica, la fibromialgia o un tumore. Ed hanno continuato a rivolgersi ai medici di famiglia anche più di prima perché nei reparti specialistici dove le attività ordinarie si sono interrotte loro non hanno più trovato risposta e le hanno cercate con ancor più insistenza dal loro medico di medicina generale. A questi è spettato anche il compito di monitorare le terapie con piano terapeutico (essendone stato permesso il rinnovo automatico) e la valutazione necessaria alla prosecuzione delle terapie in atto è rimasto un atto clinico non rimandabile. Tutto questo senza dimenticare l’assistenza domiciliare che i Medici di Medicina Generale hanno continuato, come sempre, ad erogare a domicilio ai pazienti fragili, allettati, con patologie avanzate e terminali.

I Medici di Famiglia sono stati, per tutte queste ragioni, direttamente o indirettamente, tra i più coinvolti nella guerra contro il COVID. I loro ambulatori non hanno mai chiuso. Il carico di lavoro si è moltiplicato e si è sviluppato tramite canali prima poco utilizzati (e-mail, messaggistica istantanea) che hanno reso ancora più complicato il rapporto con il paziente per la difficoltà di fornire ed ottenere spiegazioni adeguate. Il telefono è diventato uno strumento d’eccellenza per il contatto con i pazienti e spesso è rimasto acceso anche oltre le canoniche 12 ore diurne, talvolta anche nei weekend, qualora pazienti particolarmente fragili ne avessero necessità.

Alle difficoltà di tipo clinico-assistenziale si sono sommate le difficoltà di tipo organizzativo. La riorganizzazione delle attività, dei presidi e delle strutture in cui erogare il servizio di Assistenza Primaria necessaria a fronteggiare il rischio infettivo è stata a totale carico del Medico di Famiglia, in quanto libero professionista. I medici che permettevano l’accesso libero ai pazienti hanno dovuto organizzare un sistema di prenotazione (onde evitare assembramenti nelle sale d’attesa), spesso senza l’aiuto di una segretaria perché assente o perché mantenuta a domicilio per evitare il contagio nei periodi di massima diffusione dell’epidemia.

Si sono dovuti garantire inoltre, anche tramite ristrutturazioni dei locali, il distanziamento tra i pazienti, l’incolumità del personale di studio con l’acquisto o la realizzazione di separatori fisici. I medici, vista la carenza in particolare nella fase iniziale della pandemia, hanno dovuto approvvigionarsi autonomamente di disinfettanti per l’ambiente, di gel igienizzante e di dispositivi di protezione individuale che le Aziende Sanitarie hanno fornito con il contagocce.

Eppure per qualcuno i MMG non hanno fatto niente. E l’impressione potrebbe essere questa perché sembra che la medicina territoriale sia sempre un passo indietro. Ma, nonostante tutto il tempo a disposizione per riorganizzarsi, non c’è stato un adeguato potenziamento del territorio. A parte la realizzazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale che stanno svolgendo un egregio lavoro di valutazione, tracciamento e monitoraggio limitato ai pazienti non trasportabili, ma che sono notevolmente sotto organico, nessun investimento è stato effettuato per rafforzare la risposta extraospedaliera. I Dipartimenti di Prevenzione soffrono per le carenze di personale, il turnover dei pensionamenti dei Medici di Famiglia andati in quiescenza va a rilento, non sono stati investiti fondi per l’assunzione di personale (di studio o infermieristico) negli ambulatori della Medicina Generale.

E, pur senza un rafforzamento del territorio, inizia ora una seconda fase. Le attività ordinarie degli ospedali non sono ancora del tutto riprese che già si stanno riconvertendo i reparti. Le liste d’attesa per le consulenze specialistiche, già lunghe prima dell’emergenza COVID, ora lo sono ancora di più (sempre che non siano addirittura chiuse). Il paziente ormai troppo spesso non si aspetta più di essere preso in carico dalla specialistica pubblica perché l’ospedale è già saturo di ricoveri e di attività con i colleghi ospedalieri si stanno facendo in quattro per fronteggiare il ritorno del COVID. Il paziente abbiente allora si rivolge al privato, ma chi non può (ed è la maggioranza dei cittadini) a chi si rivolge? Al medico di famiglia, sempre più carico di nuovi compiti e mai sgravato da quelli precedenti.

Ora, contemporaneamente alla più grande campagna vaccinale antinfluenzale che sia mai stata realizzata ed a cui i Medici di Famiglia hanno risposto nonostante le difficoltà organizzative imposte dall’emergenza COVID, si chiede loro di effettuare i tamponi rapidi per il COVID, definendo questa come la loro “discesa in campo”. Ritengo sia evidente come questo non corrisponda a realtà, ma sia un ulteriore aggravio ad una attività già estremamente oberata dall’assistenza legata al COVID e non solo.

Perciò, sebbene la categoria dei Medici di Famiglia si metta sempre a disposizione nel momento del bisogno della popolazione, è necessario che questa sia compensata dalla realizzazione delle condizioni necessarie per lavorare con efficienza ed in sicurezza.

 

E’ fondamentale che siano realizzati dei percorsi rapidi e chiari per la gestione dei pazienti COVID o sospetti tali, percorsi finora troppo lenti e poco chiaramente definiti; è necessario che le attività di contatto con i pazienti sospetti COVID (come i test rapidi) si realizzino in sedi messe a disposizione dal Sistema Sanitario che possano garantire un percorso sporco e siano forniti di adeguati DPI e con personale di supporto dedicato; è di estrema necessità che le novità ed i percorsi di nuova istituzione siano prontamente comunicati ai Medici di Famiglia che ancora troppo spesso li scoprono dai telegiornali prima che dalle istituzioni.

Infine è necessario che tutto il lavoro svolto sia riconosciuto pubblicamente perché è evidente che una categoria che lavora duramente e si sente additare dalle autorità come nullafacente, nonostante tutti gli sforzi fatti, perde la voglia di sacrificare la propria vita privata in favore dei propri pazienti, come i Medici di Medicina Generale stanno facendo in questo periodo.

Chi pensa che il MMG sia assente in questo momento, evidentemente non ha mai lavorato sul territorio. E forse non potrà mai capire. Ma le ore di attività svolte, l’enorme quantità di telefonate, messaggi, e-mail, visite effettuate in questi giorni lo testimoniano benissimo.

La medicina generale c’è, sempre, con o senza i nuovi compiti specifici del COVID.

 

 

Stefano Celotto e Rita Sousanieh

medici di medicina generale

(lettera del 4 Dicembre 2020)

Foto ufficio stampa SIMG (Società Italiana di Medicina Generale)

145 tamponi positivi al Covid-19, ne sono stati processati 1.412. A Bernalda 23 positivi, 9 a Policoro.

in Emergenza Covid-19

La task force regionale comunica che ieri, 4 dicembre, sono stati processati 1.412 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 145 (e fra questi 131 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 13 persone residenti e in isolamento in Puglia, 1 persona residente e in isolamento in Campania, 1 residente ad Accettura, 9 ad Avigliano, 1 a Bella, 23 a Bernalda, 2 a Castelgrande, 1 a Filiano, 1 a Lagonegro in isolamento a Lauria, 3 a Lauria, 5 a Lavello, 12 a Matera, 14 a Melfi di cui 1 in isolamento a Rionero in Vulture, 4 a Montalbano Jonico, 1 a Montescaglioso, 3 a Muro Lucano, 2 Nova Siri di cui 1 in isolamento a Policoro, 1 a Paterno in isolamento a Marsicovetere, 1 a Picerno, 5 a Pisticci, 9 a Policoro, 1 a Pomarico in isolamento ad Altamura, 22 a Potenza, 1 a Rapolla, 2 a Rionero in Vulture, 3 a Ripacandida, 2 a Scanzano Jonico, 1 a Stigliano e 1 a Venosa. Nella stessa giornata sono state registrate 155 guarigioni di residenti: 30 ad Avigliano, 4 a Banzi, 1 a Calvello, 16 a Genzano di Lucania, 9 a Latronico, 11 a Lauria, 1 a Marsico Nuovo, 1 a Marsicovetere, 2 a Matera, 18 a Melfi, 2 a Montemilone, 1 a Palazzo San Gervasio, 5 a Paterno, 1 a Pescopagano, 1 a Pietragalla, 1 a Pignola, 4 a Policoro, 5 a Potenza, 10 a Rionero in Vulture, 1 a Ruoti, 1 a Ruvo del Monte, 1 a San Costantino Albanese, 1 a San Fele, 5 a Sant’Arcangelo, 1 a Savoia di Lucania, 2 a Spinoso, 1 a Stigliano, 18 a Venosa e 2 a Viggianello.

Inoltre, risultano decedute 8 persone: 1 di Castelluccio Inferiore, 1 di Maschito, 1 di Potenza, 1 di Viggiano, 1 di Matera, 1 di Rotondella, 1 di Brienza e 1 di Marsicovetere. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.211 (6.243 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 131 positività di residenti e si sottraggono 155 guarigioni di residenti e 8 decessi) di cui 6.058 in isolamento domiciliare. Sono 2.211 le persone guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 166 quelle decedute (a cui si aggiungono 3 deceduti in Basilicata ma residenti in altre regioni). In riferimento a un decesso attributo nel precedente bollettino al Comune di Bella, la Task force comunica che è da attribuirsi al Comune di Potenza.

Sono 153 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 35 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 11 in Terapia intensiva, 28 in Pneumologia e 15 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 48 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 8 in Terapia intensiva e 8 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 159.770 tamponi, di cui 148.922 risultati negativi.

Basilicata, Covid 19: didattica a distanza estesa fino all’8 dicembre

in Emergenza Covid-19

Il Presidente della Giunta Regionale, sentito il parere del Dipartimento politiche della persona dal quale si evidenzia chiaramente l’inversione di tendenza relativa all’incremento dei casi positivi a partire dai primi giorni di sospensione della didattica in presenza, ha deciso di estendere la DAD fino all’8 dicembre 2020. Questa a seguito della ordinanza regionale che invitava le scuole di ogni ordine e grado ad adottare la didattica a distanza già oggetto di ricorso al TAR Basilicata.

In particolare, proprio nelle fasce di età che vanno dai 6 ai 10 anni e dagli 11 ai 16 si è notato un decremento del 50% dei casi. Quindi, secondo i tecnici della sanità regionale la sospensione della didattica in presenza è risultata efficace e necessaria per ridurre l’incremento dei casi positivi ed invertire il trend dei contagi. “Dopo aver sentito il parere dei tecnici, e dopo aver valutato che in questa fase è prioritario tutelare la salute della comunità lucana ho deciso di estendere la didattica a distanza per le scuole primarie e secondarie di ogni grado fino all’8 dicembre”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha aggiunto: “È mio interesse che l’apertura delle scuole avvenga in sicurezza per tutelare non solo la comunità scolastica, ma l’intera comunità regionale. Ed è per questo che ho invitato i sindaci di Potenza e Matera, le città che saranno oggetto di uno screening di massa, a dare la precedenza al mondo della scuola così come pure ho invitato anche gli altri sindaci a seguire questa impostazione. Spero che superato questo momento di crisi i dati ci consentano di ritornare alla didattica in presenza. Ed è su questo obiettivo che stiamo lavorando come giunta regionale”.

Controlli della Polizia di Stato: 5 persone denunciate e 2 attività commerciali sanzionate

in Cronaca

Nel corso dei servizi di controllo del territorio, la Polizia di Stato ha proceduto a denunciare all’Autorità giudiziaria cinque persone e a sanzionare due esercizi commerciali per violazioni di vario genere.

A Matera, gli agenti della Squadra Volanti hanno effettuato diversi interventi a seguito di segnalazioni per conflitti insorti nell’ambito di rapporti di vicinato, evitando che i litigi potessero degenerare in episodi di violenza. Quattro soggetti sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria a vario titolo, per reati quali minacce, violazione degli obblighi di assistenza familiare, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e oltraggio a pubblico ufficiale.

Nell’ambito invece di servizi specifici finalizzati al controllo del rispetto delle disposizioni vigenti in tema di prevenzione del contagio da SARS-CoV-2, sono stati sanzionati i titolari di due esercizio commerciali, uno a Matera e l’altro a Montescaglioso, e un avventore. Quest’ultimo è stato anche denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. I verbali di accertamento sono stati trasmessi al Prefetto per l’applicazione della chiusura dei due esercizi da 5 a 30 giorni.

Covid-19, Basilicata: 158 tamponi positivi su 1.701 processati. Nel Metapontino: 3 a Scanzano Jonico e Policoro 2 a Tursi.

in Emergenza Covid-19

La task force regionale comunica che ieri, 3 dicembre, sono stati processati 1.701 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 158 (e fra questi 139 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 1 cittadino straniero in isolamento in Basilicata, 1 residente in Emilia Romagna in isolamento in Basilicata, 1 residente in Calabria in isolamento in Basilicata, 12 residenti in Puglia e lì in isolamento, 1 residente in Calabria e lì in isolamento, 1 residente nel Lazio e lì in isolamento, 2 residenti in Sicilia e lì in isolamento, 1 di Albano di Lucania, 1 di Barile, 10 di Bella, 1 di Bernalda, 3 di Calvello, 2 di Calvera, 1 di Castelluccio Inferiore, 1 di Chiaromonte, 4 di Ferrandina, 1 di Filiano, 1 di Forenza, 1 di Grassano, 1 di Lagonegro, 16 di Lauria, 2 di Lavello, 1 di Marsico Nuovo, 7 di Marsicovetere, 11 di Matera, 4 di Melfi, 3 di Montemurro, 1 di Montescaglioso, 3 di Muro Lucano, 2 di Nemoli, 1 di Oppido Lucano, 4 di Paterno, 5 di Picerno, 1 di Pietragalla, 2 di Pignola, 3 di Policoro, 18 di Potenza, 1 di Rapolla, 1 di Rionero in Vulture, 2 di Ripacandida, 1 di Salandra, 1 di San Severino Lucano, 1 di Sarconi, 3 di Scanzano Jonico, 2 di Senise, 4 di Stigliano, 1 di Teana, 1 di Tramutola, 1 Trecchina, 2 di Tursi, 2 di Vaglio di Basilicata, 2 di Vietri di Potenza, 1 di Viggianello, 1 di Viggiano.

Ieri inoltre risultano guarite 100 persone: 1 di Accettura, 1 di Aliano, 1 di Anzi, 1 di Avigliano, 1 di Brienza, 1 di Castelluccio Inferiore, 14 di Genzano di Lucania, 5 di Latronico, 11 di Lauria, 5 di Lavello, 1 di Maratea, 4 di Marsicovetere, 1 di Maschito, 5 di Melfi, 3 di Moliterno, 7 di Montemilone, 1 di Nemoli, 3 di Paterno, 1 di Pisticci, 1 di Policoro, 1 di Potenza, 2 di Rapolla, 8 di Rionero in Vulture, 1 di Rotonda, 4 di Ruoti, 1 di Ruvo del Monte, 1 di San Fele, 4 di Sant’Arcangelo, 2 di Spinoso, 2 di Tramutola, 1 di Venosa, 2 di Viggianello. Inoltre, risultano decedute 3 persone: 1 di Bella e 2 di Marsiconuovo. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.243 (6.207 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 139 positività di residenti e si sottraggono 100 guarigioni di residenti e 3 deceduti) di cui 6.075 in isolamento domiciliare. Sono 2056 le persone guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 158 quelle decedute (a cui si aggiungono 3 deceduti in Basilicata ma residenti in altre regioni). Sono 168 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 39 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 12 in Terapia intensiva, 29 in Pneumologia e 16 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 52 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 8 in Terapia intensiva e 12 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 158.358 tamponi, di cui 147.800 risultati negativi.

Somme urgenze, Merra: “280 mila euro per interventi in 5 Comuni” 

in Politica

Su iniziativa dell’assessore regionale alle Infrastrutture la giunta lucana ha approvato alcuni provvedimenti per interventi di messa in sicurezza nei comuni di San Paolo Albanese, Maratea, Pignola, Rapolla e Nova Siri 

 Su proposta dell’assessore alle Infrastrutture, Donatella Merra sono stati approvati dalla Giunta regionale interventi di somma urgenza per cinque centri lucani (quattro nella provincia di Potenza ed uno in quella di Matera) per un importo totale di 279.100 euro: le risorse – con cinque distinte delibere – sono state destinate ai comuni di San Paolo Albanese (100 mila euro), Maratea (67.100), Pignola (55 mila), Rapolla (22 mila) e per il materano a Nova Siri (35 mila).

In dettaglio: con i contributi messi a disposizione, pari a 100 mila euro, il Comune di San Paolo Albanese potrà realizzare i lavori urgenti di messa in sicurezza del muro di contenimento a protezione dell’area Paip lungo la sponda idraulica del fiume Sarmento. Con circa 67 mila euro, si provvederà a ripristinare e restaurare invece la barriera paramassi a monte della frazione di Marina di Maratea, in località Serra di Castrocucco. Una cifra pari a 22 mila euro è stata destinata al Comune di Rapolla per i lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa a monte della statale 93 al chilometro 7+700, in un tratto interno all’abitato in via Estramurale, mentre con 55 mila euro, a Pignola, si ripareranno i danni alla strada comunale Gabelle in contrada Tora, in seguito ad uno smottamento del terreno in diversi tratti. Per quanto riguarda la provincia di Matera, il Comune di Nova Siri beneficerà di un contributo pari a 35 mila euro per lavori urgenti di messa in sicurezza degli argini e degli attraversamenti del torrente San Nicola nel tratto in località Piedarmi.

“Si tratta – ha evidenziato l’assessore Merra – di interventi importanti e molto attesi dalle comunità interessate. Le situazioni da risolvere con l’esiguo fondo a disposizione del Dipartimento alle Infrastrutture per le somme urgenze sono tante. Ma con gli uffici facciamo il possibile per andare incontro alle esigenze del territorio e per intervenire su quelle che riteniamo essere le maggiori criticità. A valere su questo fondo – ha proseguito – sono stati finanziati nel corso del 2020 già diversi interventi. Ed oggi abbiamo dato una importante risposta ai Comuni di Pignola, Rapolla, San Paolo Albanese, Maratea e Nova Siri”.

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