Rimborsi richiesti ai dializzati: le versioni delle parti coinvolte nella vicenda

in Cronaca

Ai pazienti dializzati del materano sono state richieste le spese di trasporto: gli interventi dell’Anem, dell’Asm e dell’agenzia di trasporto

TRASPORTO: GLI IMPORTI RICHIESTI AI DIALIZZATI. Nelle scorse settimane, come segnalato dall’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto)  ai dializzati del materano è stato richiesto il rimborso delle spese sostenute per il trasporto degli stessi effettuato dal mese di dicembre 2021 al mese di luglio 2022, ammontante a circa 10.000 – 12.000 euro oltre gli interessi legali e tutte le spese di procedura, rimborso di fatto spettante all’ASM come previsto da Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2016 e da norme nazionali e regionali. La richiesta sarebbe scaturita dal fatto che l’Asm non avrebbe provveduto a pagare le spese.

L’ASM. L’azienda sanitaria, attraverso una nota stampa, ha fatto sapere che “relativamente alla questione del trasporto dei soggetti nefropatici che necessitano di trattamento dialitico, opera in stretta e rigorosa applicazione della normativa vigente nella Regione Basilicata”. E, ancora: “La disposizione normativa cui ci si riferisce è contenuta nell’art. 33 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 42, per effetto del quale non ricade in capo alle ASL l’onere di garantire direttamente (o mediante affidamento a terzi) il servizio di trasporto ai nefropatici, bensì esclusivamente l’onere di provvedere al rimborso integrale delle spese a tal fine effettivamente sostenute e debitamente dimostrate dagli assistiti che, nel caso in cui le condizioni di salute, attestate da idonea certificazione medica rilasciata dal responsabile del centro dialitico ove sono in trattamento o presso cui eseguono i controlli, non consentano di usufruire dei mezzi pubblici, possono utilizzare un’autoambulanza o, previa autorizzazione, un’autovettura propria ovvero ad uso privato, con esonero per la stessa Azienda sanitaria da ogni responsabilità per l’uso del mezzo stesso. Sulla base di quanto stabilito al secondo comma, lett. d) della norma citata, i rimborsi sono corrisposti dall’azienda sanitaria previa presentazione di richiesta da parte dell’assistito corredata della documentazione di spesa, nonché della prescritta certificazione medica, con l’eventuale dichiarazione di aver usufruito di autovettura ad uso privato”.
L’AGENZIA DI.MA. Nella sua nota, la Di. Ma, che si occupa del trasporto dei pazienti,  ha scritto: Recentemente su alcuni canali di informazione il presidente dell’Aned ha diffuso la notizia secondo la quale l’Agenzia Di.Ma. avrebbe ingiustamente richiesto ai dializzati il pagamento dei trasporti in ambulanza, da e per i centri dialitici, nonostante vi avesse già provveduto l’Asm. L’Agenzia Di.Ma., per il tramite dell’Avv. Cosimo Capozza intende, con il presente comunicato, ricostruire in modo veritiero l’intera vicenda: sino al 30 Novembre 2021, il servizio è stato svolto dall’Agenzia Di.Ma. in regime di appalto. Dal 1 Dicembre 2021, invece, è stato svolto in assenza di qualsivoglia vincolo contrattuale con l’Asm, pertanto correttamente detto vincolo si è instaurato tra il prestatore ed i singoli pazienti ai quali, ai sensi dell’art. 33 della Legge regionale Basilicata n. 42/2009, compete il rimborso di quanto pagato per i trasporti in ambulanza. Per non gravare sui dializzati l’Agenzia Di.Ma. ha provveduto ad istruire, per conto di questi, le procedure di rimborso ricevendo semplicemente una delega all’incasso degli stessi, evitando, così, che i pazienti anticipassero somme rilevanti. Non risponde al vero, quindi, che le richieste di pagamento dovevano essere indirizzate direttamente all’Asm, come sostenuto dal Presidente dell’Aned. E’ opportuno evidenziare che anche componenti del Consiglio Regionale, i quali avrebbero dovuto conoscere il contenuto della menzionata legge, hanno fatto affermazioni false e lesive dell’immagine dell’Agenzia Di.Ma., attribuendone la responsabilità dell’accaduto. Ne deriva che l’Agenzia Di. Ma. non è cessionaria di alcun diritto da vantare direttamente in via giudiziale nei confronti dell’Asm. Sempre nell’ottica di un’esatta ricostruzione della vicenda, occorre inquadrare la cronologia degli avvenimenti: l’Asm non corrisponde i rimborsi dal 1 Dicembre 2021 al 30 Giugno 2022, costringendo l’Agenzia Di. Ma. a sostenere gli ingenti costi del servizio. Solo dopo aver messo in mora i propri clienti, indicando le fatture emesse nei loro confronti ed i relativi importi, ha depositato i ricorsi per ingiunzione di pagamento, soltanto per le somme sino a quel momento non ancora corrisposte. Dopo la notifica dei primi decreti ingiuntivi, forse per una fortunata coincidenza, l’Asm ha iniziato ad erogare pagamenti parziali dell’imponibile, omettendo totalmente il pagamento dell’iva. Proprio in relazione all’imposta sul valore aggiunto, che secondo l’Asm di Matera avrebbe reso problematici i pagamenti, è opportuno precisare che a seguito di apposito interpello, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la prestazione fornita dall’Agenzia Di.Ma., doveva essere soggetta ad iva con aliquota al 10 %. Infine si reputa opportuno precisare che sia i pazienti nefropatici, sia l’Asm, erano consapevoli della situazione, in quanto i primi, avevano sottoscritto una delega alla riscossione dei rimborsi e già nel mese di Giugno 2022 erano stati formalmente messi in mora con la specifica indicazione delle fatture sino a quel momento insolute, mentre la seconda era stata più volte sollecitata, già nei primi mesi dell’ anno. Solleciti ai quali, però, non seguiva nessun riscontro. Smentito, quindi, anche l’assunto secondo cui le ingiunzioni di pagamento siano state richieste dopo che l’Asm aveva provveduto ad effettuare i pagamenti”.
ANED (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto). A tornare sulla questione è stato il Segretario dell’ANED Basilicata Donato Andrisani che in una lunga nota ha scritto: Ci aspettavamo soluzioni concrete e condivise, che potessero rassicurare i pazienti che da settimane vivono in uno stato di ulteriore ansia, preoccupazione, timore, agitazione; invece, leggiamo un comunicato congiunto in cui Asm e Di.ma fanno sfoggio di cavilli, sottigliezze e giustificazioni insensate. Ribadiamo quanto già scritto nel nostro precedente comunicato “I dializzati usati come scudi umani”.

Ultima modifica ore 19:37 del 10 Dicembre 2022

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