L’ospedale di Lagonegro e la campagna elettorale sotto la lente della DIA di Basilicata. Fra le presunte pressioni in campagna elettorale anche la minaccia di sospendere l’acqua dell’irrigazione e tagliare le utenze telefoniche pur di indurre a votare i candidati graditi. Accertamento anche su spostamenti, trasferimenti e promozioni
I nuovi padiglioni dell’ospedale di Lagonegro sono finiti sotto la lente della DDA di Basilicata e con essi oltre centro persone indagate a vario titolo. Ci sono amministratori regionali e locali, il governatore, parlamentari, funzionari, aziende, . Il consigliere regionale Francesco Piro (Forza Italia) è stato arrestato ed è detenuto a Potenza, non si sono fatte attendere le sue dimissioni dal Consiglio regionale.
Nella mattinata Polizia e Carabinieri hanno perquisito l’ospedale e alcuni uffici regionali. E’ stato acquisito anche il telefonino del governatore, Vito Bardi.
Le ipotesi formulate dal pm Francesco Montemurro vanno dall’appropriazione indebita, corruzione, tentata concussione.
Gli organi inquirenti, oltre ad indagare le vicende connesse con l’ospedale stanno analizzando anche “spostamenti”, “promozioni” e “trasferimenti” di personale sanitario. L’attenzione è stata rivolta anche alla gestione dei tamponi anti-covid nella prima fase dell’emergenza sanitaria.
Gli investigatori non hanno poi trascurato la recente campagna elettorale, in quella fase sarebbero emerse circostanze meritevoli di approfondimento giudiziario su presunte “pressioni” per indurre a votare un candidato anziché l’altro. Gli argomenti di ricatto sarebbero state le minacce di sospendere la distribuzione di acqua per l’irrigazione, tagliare il telefono.
Al vaglio anche le presunte pressioni esercitate per indurre al voto i dipendenti della forestazione.
Il progetto “Ospedale di Lagonegro” ha una storia molto lunga, da 25 anni occupa la politica regionale. Diversi i colpi di scena che hanno riguardato l’opera: prima lo stanziamento di 60 milioni di euro, salvo scoprire che l’area che avrebbe dovuto ospitare il nosocomio è a rischio dissesto. Poi il governo regionale da Marcello Pittella che vuole realizzare il polo di eccellenza per malati acuti in un’altra area, i costi arrivano a 76,5 milioni di euro. Si arriva così alla prima Giunta targata Bardi e la rinuncia a costruire l’ospedale preferendo destinare i fondi all’abbattimento dei padiglioni esistenti e all’acquisto di macchinari. L’estate scorsa poi l’opera è stata assegnata all’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza e all’ASP. Il progetto, in questo arco temporale, ha incrementato il suo valore, fino a raggiungere 89 milioni di euro. Nei giorni scorsi, proprio il consigliere regionale Piro, aveva presentato una richiesta di accesso agli atti dal momento che ancora nessun cantiere è stato avviato per la realizzazione dell’opera.
Secondo quanto si è appreso a Potenza, come riportato da LaStampa Bardi – che ha dichiarato di voler andare avanti – sarebbe estraneo alla parte dell’inchiesta che riguarda la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, mentre sarebbe coinvolto in una “segnalazione” per un militare della Guardia di Finanza (Bardi è stato in passato vicecomandante generale delle Fiamme Gialle).
Vito Bardi, in una nota stampa diffusa oggi, ha poi spiegato: “In particolare, mi viene contestato di aver promesso di favorire una persona per ottenere un trasferimento di sede, fattispecie rispetto alla quale mi ritengo del tutto estraneo.In un altro filone dell’indagine, che non mi riguarda assolutamente, si paventa il coinvolgimento della criminalità organizzata calabrese, su cui auspico venga immediatamente fatta la massima chiarezza. Vengono poi contestate alcune delibere di Giunta – quindi atti pubblici, che tutti possono leggere – con le quali avremmo tentato di influenzare l’allora Direttore generale del San Carlo. Sono atti di programmazione e di indirizzo sanitario, che non avevano alcun secondo fine. Infine, c’è la sofferta questione dei tamponi, che – ripeto ancora una volta – non ha sottratto alcunché ai cittadini lucani e ai quali sono stato sottoposto per ragioni sanitarie e non certo per favoritismo, nella convinzione della perfetta doverosità di tale prestazione. Voglio essere chiaro: la mia volontà di andare avanti nel governo della Regione Basilicata non è nemmeno in discussione.
Sono sereno, ho un lavoro da portare a termine, nell’esclusivo interesse dei lucani, soprattutto in un momento di crisi senza precedenti come quello che stiamo vivendo. Voglio infine sottolineare un fatto: la mia vita è sempre stata improntata alla legalità e al rispetto delle regole.
È la mia storia personale”. Lo ha dichiarato oggi il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
I COMMENTI DEL PD, DEL M5S E DELLA CISL BASILICATA
“La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Presidente Bardi, la sua Giunta ed esponenti della maggioranza di centrodestra, per quanto emerso in queste ore, preoccupa sia per il contesto nella quale è maturata che per il merito. Esprimiamo massima fiducia nell’operato della magistratura e nel contempo ci auguriamo che gli indagati chiariscano in breve tempo la propria posizione. In attesa di comprendere meglio i contorni dell’intera vicenda, riteniamo che non sia questo il momento né della strumentalizzazione e né delle speculazioni politiche”, Il Capogruppo del Partito Democratico, Roberto Cifarelli.
M5S Basilicata: chiediamo un gesto di responsabilità a Bardi.
Uno scenario preoccupante e inquietante quello che stanno vivendo i cittadini lucani in queste ore. Da una parte le ipotesi accusatorie devono essere confermate nei tre gradi di giudizio, dall’altra parte però è necessario ringraziare i magistrati della DDA e le forze dell’ordine per l’imponente lavoro svolto con professionalità. Tante, troppe ipotesi di reato contro la Pubblica Amministrazione, cioè contro i cittadini e il bene comune. Chiediamo un profondo gesto di responsabilità al presidente Bardi, che da uomo dello Stato e delle Istituzioni ha ben chiaro il grave momento che non può essere liquidato con un semplice “vado avanti”. Oltre metà della sua giunta è indagata, questi i fatti. È difficile comprendere come l’esecutivo regionale possa proseguire con la necessaria serenità il suo cammino, quando la quasi totalità dei suoi componenti è coinvolta in questa complessa e vasta indagine.
Gianni Perrino, Carmela Carlucci, Gianni Leggieri del Movimento 5 Stelle Basilicata – Consiglio Regionale.
Cisl Basilicata
“Il fatto rilevante è che ancora una volta la sanità lucana finisce nel mirino della magistratura, segno che ci sono problemi strutturali che la politica non ha saputo o voluto risolvere. In attesa di comprendere i contorni esatti della vicenda e fermo restando il principio della presunzione d’innocenza per tutti gli indagati, è di tutta evidenza che la sanità lucana, anche in ragione dei cospicui investimenti previsti dal PNRR, necessita di una profonda opera riformatrice che metta al centro i bisogni di salute del cittadino, dalle liste di attesa alla medicina territoriale, e assicuri la piena trasparenza dei processi decisionali e degli appalti. Se non è in grado di farlo la politica regionale, si prenda in considerazione anche l’ipotesi del commissariamento”. Lo ha detto stamane il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo commentando l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla sanità lucana”
Foto città di Lagonegro, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo.
Ha solo finalità illustrative. Fonte FB