Sabato, 13 Luglio 2024

Gianluca Pizzolla

Gianluca Pizzolla

Crolla l'accusa di “associazione mafiosa” per la famiglia Scarci, a deciderlo in questi giorni la Corte d'Appello di Lecce che tra le altre cose ha posto fine alla vicenda processuale che ha visto Marianna Scarci, nota al grande pubblico per la sua partecipazione al talent show Amici di Maria de Filippi, accusata di intestazione fittizia di beni. La Corte salentina, pur riconoscendo in parte lo svolgimento di attività illecite, ha disposto pene molto ridotte e slegate dall'impianto accusatorio che faceva inizialmente riferimento all'associazione mafiosa.
Come riportato dal quotidiano quotidiano di Puglia: Franco Scarci, condanna a 6 anni di reclusione (rispetto ai 12 anni di reclusione della precedente condanna in primo grado); Giuseppe Scarci, condanna a 4 anni e 8 mesi (9 anni di reclusione in primo grado); Andrea Scarci, condanna a tre anni e 8 mesi (condanna a 8 anni e 8 mesi, condanna in primo grado); Michele Attolino, condanna a 2 anni e 10 mesi (7 anni di reclusione, in primo grado); Salvatore Viviano, due anni e 2 mesi (assoluzione); Pietro Motolese, 8 mesi di reclusione (assoluzione); Luciano Scarci, condanna a 16 mesi (assoluzione); Giovanni Pernisco, condanna a 18 mesi (2 anni, pena sospesa). Assolti dai reati a loro ascritti Maurizio Petracca (7 anni), Marianna Scarci, Vittoria Caforio, Cosima Scarci, Michele Scarci, Filomena Scarci e Aurora Scarci (questi ultimi condannati a 22 mesi). Gli episodi relativi alla fittizia intestazione dei beni avrebbero riguardato i familiari degli Scarci che avrebbero tentato così di dissimulare l’acquisizione illecita.
L'operazione Octopus, inizialmente, portò al sequestro di beni al lido di Scanzano Jonico la cui gestione a sfondo sociale fu affidata all'associazione Libera.

Ottima scelta musicale, belle rievocazioni ma poca poesia. In compenso una buona prosa quella dell'aspirante sindaco, l'avvocato Gianni Di Pierri.

Dopo l'introduzione di rito, a rompere il ghiaccio è il candidato Gennaro Manolio che segna il primo punto: il Turismo a Policoro non è solo numeri, "che comunque sono il risultato degli sforzi degli esercenti", ma anche i servizi accessori legati all'accoglienza che mancano.

Poi tocca a Gianni. Ha l'aria da professore, perde i fogli che ha con sé ma non perde mai il filo: sa quello che dice anche forte dell'esperienza di consigliere comunale di minoranza uscente. Parte con Mascia che a suo dire non ha ben capito perché poco prima fosse sul palco, poi tocca a Leone al quale chiede conto dei suoi "17 anni" di amministrazione e lo invita a farsi qualche domanda sui responsabili dei problemi ereditati dal passato di cui spesso il sindaco uscente parla.

Quanto all'agricoltura, core business del Metapontino e della città di Policoro, sottolinea che nella giunta Leone non sia stato nominato l'assessore all'agricoltura.

Tira fuori argomenti, fogli, battute ma documenta tutto in maniera circostanziata.

Nota stonata della sua arringa la parte relativa al ruolo di Policoro rispetto all'intero comprensorio, sicuramente città strategica senza ombra di dubbio ma "capitale" di cosa? Del "Metapontino? O come preferisce Gianni del comprensorio di Eraclea? Di che parliamo? Di città stato, simil-Padania, fazzoletti verdi e ampolle con l'acqua dell'Agri? Dai su, cose di cui si fa tranquillamente a meno, i campanilismi.

Bene gli slanci elettorali, fanno parte dell'atmosfera ma su alcune cose a volte è meglio astenersi.

 

Decibel come se non ci fosse un domani, incontinenza sonora e rabbia: è la strategia difensiva scelta dal pediatra candidato sindaco (nonché sindaco uscente), Rocco Leone.

Come - dopo di lui - ha sottolineato il suo avversario Di Pierri, ha da difendere una lunga carriera politica e amministrativa, in 17 anni con ruoli diversi nelle maggioranze succedutesi nella Città d'Ercole, ha occupato posti di indirizzo politico rilevanti.

Sceglie l'old style, per lui non c'è differenza fra l'essere reduce da un'esperienza in maggioranza o all'opposizione, il registro comunicativo è sempre lo stesso: cercare il corpo a corpo puntando all'ombelico.

Difende strenuamente il regolamento urbanistico approvato dalla sua maggioranza, le presenza turistiche in crescita sul lungomare di Policoro, la bandiera blu. Poi le sue battaglie per la dialisi e i nefropatici. E poi la sua professione fatta gratuitamente - a suo dire - almeno rispetto alle chiamate alle 2,00 del mattino per amore dei suoi piccoli pazienti.

Parla alla pancia dei papà e ai pancioni delle mamme per buona parte del suo comizio. Qualcuno - un cittadino - fra il pubblico sbotta e lascia quando difende le "aree verdi".

"Ma quali aree verdi? Qui è tutta erba", così l'astante si allontana mente tutti gli altri - almeno nelle prime file - restano ad applaudire incuranti delle possibili lesioni al sistema uditivo perché Leone è convincente. O almeno, lui e i suoi ci credono a quello che dicono.

 

 

Lunedì, 29 Maggio 2017 05:25

Zapping: Policoro show in piazza Eraclea

Tre ore di comizio a Policoro sono paragonabili a quella sera che passi a casa davanti al TV lcd con il telecomando che per una serie di variabili fisiche finisce prima sotto la tua schiena e poi... va be' ci siam capiti.

MASCIA Il (primo): classica cerimonia di Stato: inno, Vespa e  Marzullo.

SCARCIA - LEONE Poi, quando pensi che la situazione cambierà, arriva Mannaimer con slide, numeri ma ti accorgi di essere solo a Policoro quando senti: "Noi sappiamo dove andremo a parare", outsider degli idiomi italioti.

Poi il telecomando scivola, esplora luoghi imperscrutabili e quella leggera pressione ti sintonizza sul canale del peccato - per esempio Teleregione -  e così ti trovi Alvaro Vitali che dalla serratura ammira Edvige Fenech in tutta la sua immortale, delicata e spudorata bellezza:  è la TV spazzatura che - al netto di qualsiasi benpensante considerazione - piace a (quasi) tutti.

DI PIERRI E infine, la rivoluzione, quella vera. Perché il mondo cambia e cambiano anche le abitudini: due bambini perdono la mamma, salgono sul palco e rivolgono l'appello alla comunità "semiseriosamente" attonita: vogliamo tornare a casa! 

PS. se è passato "petaloso"  a me sarà concesso "semiseriosamente" 

 

Il 27 maggio il taglio dell'abete, poi il prossimo 13 giugno la scalata: appuntamenti religiosi e non solo 

Approvata nell’ultimo Consiglio Comunale del 19 maggio scorso la delibera di adozione del nuovo regolamento per il mercato coperto. L’esigenza nasce dalla necessità di rendere tale struttura più competitiva nei confronti della grande distribuzione di beni e servizi, focalizzando la tipologia del commercio su alcuni punti di forza: ampia gamma merceologica dei prodotti offerti, genuinità e qualità dei prodotti, economicità e convenienza dei prezzi, trasparenza e particolarità della contrattazione, vicinanza del servizio e risparmio sui tempi destinati all’acquisto, assistenza negli acquisti e rapporto personalizzato con il venditore, motivi di svago e di socialità. Attualmente nel Mercato coperto sono in esercizio solo sette box in concessione pluriennale ed uno assegnato a rotazione ad alcuni produttori agricoli, tutti collocati al piano terra della struttura e le tipologie merceologiche esistenti sono tutte ricomprese nel settore alimentare.
La Giunta Tataranno ha scelto di avvalersi dal gennaio scorso della collaborazione del dr. Rocco Melissa, dipendente del Comune di Pisticci, per l’elaborazione di un programma finalizzato ad una verifica di riqualificazione ed ammodernamento dell’attività di commercio in grado di potenziare l’attrazione ed il livello di funzionalità. Obiettivi precipui: ridurre le evasioni dei consumi, garantire adeguati livelli di fatturato agli operatori, integrare l’offerta dei mercati con quella della rete distributiva comunale su aree private e migliorare l’efficienza del servizio reso attraverso l’introduzione di nuove tipologie merceologiche.
L’esperto, in un primo momento, ha effettuato il monitoraggio della struttura, individuandone i punti di forza e di debolezza, attraverso due metodi: l’impiego del “mystery shopper”, un finto consumatore che simula l’esperienza del cliente tipo e l’indagine, a mezzo di un questionario, con lo scopo di definire un “comune sentire” del bernaldese relativamente al ruolo e sulla funzione del mercato coperto (per le interviste sono stati utilizzati quattro ragazzi dell’Istituto Tecnico Commerciale inseriti in un progetto di “alternanza scuola lavoro” ed una signora in collaborazione nel progetto “reddito minimo di inserimento”).
Sulla base dei risultati ricavati da entrambe le esperienze è stata formulata una proposta, condivisa con gli operatori del mercato coperto. Il nuovo regolamento del mercato coperto, pertanto, risulta fondato su alcuni aspetti ritenuti qualificanti: esercizio dell’attività in tutti i box, eliminazione del vincolo di merceologia, ampliamento dell’offerta commerciale, introduzione di attività paracommerciali, istituzione di un mercatino esterno alla struttura da svolgersi 2 giorni a settimana. A breve sarà pubblicato il bando di assegnazione dei box, che sarà esperito almeno due volte all’anno nel caso rimangano dei box vacanti.
Per favorire il dialogo con gli esercenti, anche in vista dell’elaborazione del Piano Commerciale che sarà applicato sull’intero territorio comunale, sarà istituita la Consulta dei commercianti.

 

Arrestate quattro persone a Scanzano Jonico originarie del Napoletano perché sospettate di spaccio di droga. Nel corso dell’operazione condotta dai carabinieri di Policoro è stato sequestrato anche mezzo chilo fra cocaina e hashish.
Dalle prime sommarie informazioni disponibili, sembrerebbe che le indagini dei militari siano estese anche ai recenti fatti di accaduti nel comprensorio Metapontino dove è verosimile che ci siano contrasti legati al controllo del mercato degli stupefacenti nell’area.

Ha tutto il sapore di un violento e pericolosissimo avvertimento il gesto accaduto ieri a Scanzano Jonico. Il sindaco: "Inquietudine per quanto accaduto, si moltiplicheranno le iniziative per la legalità". Scarnato: "Basta silenzi"

Il 17enne di Marconia di Pisticci (Matera), fermato dalla Polizia per l'omicidio di Matteo Barbalinardo, ha confessato e ha consegnato il coltello usato giovedì scorso per uccidere il coetaneo: è accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere e porto abusivo di arma da taglio. Durante il lungo interrogatorio nella notte, davanti al pm della Procura per i minorenni di Potenza Carmine Olivieri, il ragazzo, "scosso per quanto successo", non ha però precisato i motivi dell'omicidio, avvenuti in "un difficile contesto sociale ed economico". Quindi, come reso noto in una conferenza stampa nella Questura di Matera, quella della droga resta la "pista privilegiata" ma non è l'unica seguita dalla Polizia per ricostruire il movente dell'omicidio. [fonte ANSA]