Mercoledì, 29 Maggio 2024

Gianluca Pizzolla

Gianluca Pizzolla

"Fondi europei necessari ma le procedure per l'accesso sono complesse, quindi è necessaria formazione costante"

Sabato, 08 Ottobre 2016 13:20

Tursi. Situazione finanziaria difficile

Situazione finanziaria molto difficile per il comune di Tursi, nei giorni scorsi sul tema si è aperto il dibattito politico con Muoviamo Tursi che ha lanciato pesanti accuse e responsabilità politiche nei confronti degli amministratori di maggioranza. La maggioranza ha risposto sottolineando come la pressione fiscale in città sia stata sempre molto contenuta e che ora - vista la situazione - è necessario che tutti facciano dei sacrifici. A tal proposito, a mo' di esempio, gli amministratori hanno deciso di rinunciare alle rispettive indennità.

Di seguito riportiamo un estratto sintetico delle note diffuse dalle forze politiche e dall'amministrazione.


MUOVIAMO TURSI. Il dissesto finanziario di Tursi è il fallimento di Cosma e Caldararo
Sono passati sei anni e mezzo da quando, nel 2010, l’ex sindaco Labriola divenne primo cittadino, ed insieme a lui, Caldararo divenne assessore al bilancio e Cosma vice sindaco. Nel 2015 i cittadini di Tursi hanno avuto l’occasione di scegliere una nuova amministrazione, una migliore, tra le quattro liste contendenti, e hanno fatto il loro più grande errore. Noi di MuoviAmo Tursi parliamo di errore perché gli effetti dell’amministrazione Labriola sui conti comunali era già evidente dal 2012, quando numerose partite contabili straordinarie mostravano un’ampiezza tale da essere insostenibili nel breve periodo. Cattiva gestione della riscossione delle multe, residui attivi fumosi utilizzati per giustificare spesa corrente fino all’anno scorso, centinaia di migliaia di euro di straordinari ai dipendenti comunali, spese elevatissime per le parcelle degli avvocati di “fiducia”, quasi due milioni di euro di debiti fuori bilancio accumulati in pochi anni, fiacca lotta all’evasione fiscale che ha sfiorato il 50% per alcuni tributi locali, un utilizzo anomalo dell’anticipazione di tesoreria per una media annua di 1,5 milioni di euro, amministratori che si sono fatti pagare retroattivamente l’indennità di carica, oltre agli oneri previdenziali su cui sta indagando l’autorità giudiziaria, e tanto altro ancora, che hanno portato il Comune di Tursi alla bancarotta. Alla luce di questo, le responsabilità sono chiare ed inequivocabili.
Con l’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale, il Comune di Tursi è destinato ad un futuro ancora più magro. Il predissesto è stato raggiunto nel peggiore dei modi e solo perché unica àncora di salvezza per un’amministrazione comunale, in continuità con la precedente, che ha pensato soltanto a evitare responsabilità personali piuttosto che lavorare per un vero risanamento dell’ente. Il predissesto, come più volte sottolineato da MuoviAmo Tursi e da illustri costituzionalisti, è un meccanismo che consente a chi ha creato il buco di bilancio di sanarlo, attingendo ad ulteriori risorse nazionali e regionali, versate dai Comuni virtuosi. La soluzione era alla portata di tutti, forse anche di Cosma e Caldararo, che invece hanno immediatamente rifiutato questa ipotesi:

appena insediati, bisognava provvedere ad una revisione della spesa pubblica e alla stipula di un accordo con i creditori che consentisse all’ente di non essere messo forzosamente in dissesto. 


Cosma e Caldararo hanno invece chiesto prima un sacrificio, e che sacrificio, ai tursitani, pari a 500 mila euro di nuovi tributi ogni anno, oltre ad una riduzione della spesa che si ripercuoterà sull’intera collettività come minori servizi e, quindi, indirettamente, come una maggiore spesa per le famiglie che dovranno provvedere di tasca propria. Si veda la declassificazione delle strade comunali che ha delegato agli agricoltori la gestione onerosa di centinaia di chilometri di strade in precedenza comunali. Ricapitolando: circa 400 mila euro di maggiore gettito IMU e TASI, che inciderà maggiormente sulle categorie catastali di basso valore (case popolari ed ultrapopolari), con un leggerissimo impatto sulle ville e le case di pregio; circa 100 mila euro di aumento dell’IRPEF su pensionati, operai e impiegati, coloro che maggiormente sopportano il peso di questa imposta; circa 20 mila euro di aumento della TOSAP che incide sulle attività commerciali e sul settore edile. Concludiamo ricordando quelle che sono le principali voci eccezionali che Cosma e Caldararo hanno inserito nel loro piano di rientro: prepensionamento di 11 dipendenti comunali per circa 300 mila euro, senza che l’INPS abbia espresso parere in merito; incasso di 100 mila euro di IMU sul parco eolico, senza che ci sia alcun riferimento normativo che lo consenta; la promessa di 600 mila euro da parte della Regione Basilicata, più dissestata di Tursi, certificata con una lettera di intendi da parte di Pittella qualche giorno prima che si votasse il predissesto comunale e che non ha alcun valore legale; piano di riduzione di circa il 50% del totale debito fuori bilancio dell’ente, che non è stato firmato dai creditori, come previsto dalla legge.

LA POSIZIONE ESPRESSA DALLA MAGGIORANZA GUIDATA DAL SINDACO, SALVATORE COSMA. 

“La responsabilità che io e la mia amministrazione ci stiamo assumendo oggi – ha affermato il Sindaco Cosma – è molto grande. E’ innegabile che fa male dover mettere le mani nelle tasche dei cittadini ma adesso si è reso necessario un intervento deciso per combattere un indebitamento strutturale che paralizza l’ente. Per dare l’esempio, tutti noi abbiamo deciso di rinunciare per il 2016 al nostro compenso, perché non si possono chiedere solo sacrifici ai cittadini ma anche noi, come amministratori, abbiamo l’obbligo di porci al loro fianco e non al di sopra, evitando populismi e demagogia che troppo spesso e facilmente minano la nostra comunità.

Invece di infangare gli amministratori, basta guardare in altri comuni dove la tassazione è aumentata in maniera esponenziale mentre da noi per anni si è mantenuta una pressione fiscale ai minimi di legge. Ora purtroppo non è stato più possibile

mantenere questo standard e si è dovuti ricorrere a sacrifici che faremo tutti, noi come esponenti del consiglio comunale, ancora di più visto che la tassazione maggiorata colpirà anche noi oltre ad avere un taglio delle nostre indennità, totale per l'anno in corso e parziale per il prossimo."

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