Domenica, 05 Febbraio 2023

Super User

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Tursi – La Jonio Sport Tursi, nata nel 2011 e che per alcuni anni ha disputato in maniera egregia vari campionati dilettantistici regionali arrivando fino alla Promozione disputata solo un anno fa, quest’anno ha deciso di puntare solo sui ragazzi del settore giovanile.


Un esempio di costanza e dedizione, sempre nel rispetto delle regole dello sport, che ha raccolto molti elogi anche fuori regione.

A guidare la compagine tursitana come sempre sono Antonio Tarulli e Federico Lasalandra,

“La scuola calcio Jonio Sport Tursi si è sempre posta come priorità quella di creare un ambiente sano per i ragazzi – afferma Tarulli -  lontano dalle forzature e dalle pressioni negative che questo sport negli anni sta vivendo. Non si può pretendere più di quello che si può dare e noi facciamo ogni giorno i conti con una piccola realtà e con le tante difficoltà quotidiane, cercando sempre di porci un obiettivo per una crescita comune che va al di là dei risultati sportivi. In questi anni, infatti, al progetto tecnico è stato sempre affiancato un progetto educativo basato sui valori sportivi, dai quali non si può prescindere. Il sogno insito nel bambino o nel ragazzo può esser quello di diventare un calciatore di serie A e nessuno deve dirgli che non può farcela. Il sogno che noi dobbiamo aiutare a realizzare è quello di partecipare alla vita di gruppo, socializzando e ricercando in ogni allenamento la felicità. Affinando ed imparando le giuste tecniche del gioco e della mobilità, con i suoi tempi. In libertà, senza eccessivi vincoli.”

I ragazzi seguono con molta attenzione mister Tarulli e mister Lasalandra, come tutti li chiamano, ed in loro non vedono solo dei “maestri” ma veri esempi di vita da seguire.

“Siamo orgogliosi del lavoro svolto in questi anni e crediamo fortemente nei ragazzi della nostra comunità. -  afferma Lasalandra - Per questo abbiamo voluto riversare tutte le nostre forze nel settore giovanile.”

Sulla struttura della loro attività e sui prossimi obiettivi da raggiungere,il presidente spiega:

“Abbiamo ufficializzato l’iscrizione al campionato di calcio a undici, categoria esordienti, con arbitro dove prenderanno parte i ragazzi nati nel 2003/04 e che inizierà proprio questa domenica. Abbiamo, inoltre, le categorie primi calci (nati nel 2007/08/09/10) e la categoria pulcini(nati nel 2005/06) che si divertono disputando amichevoli, tornei e manifestazioni.

Da quest’anno abbiamo formato un gruppo di calcio a 5, categoria giovanissimi (nati del 2001/02) viste anche le difficoltà che abbiamo incontrato nel formare il gruppo di calcio a 11. Ci prepariamo così ad affrontare il quarto anno insieme, con l’entusiasmo di sempre e grazie anche alle tante famiglie tursitane che ci affidano i propri figli dandoci fiducia.

Da sottolineare che siamo una delle prime, se non la prima, società ad aver seguito il corso preposto ed acquistato il defibrillatore, anticipando anche le normative di legge che prevedono l’obbligatorietà di questo strumento per tutte le associazioni sportive a partire dall’anno venturo.

Per concludere voglio ringraziare l’amministrazione comunale per la massima collaborazione che ci ha da subito mostrato per migliorare insieme il percorso dei nostri ragazzi, mettendoci a disposizione le strutture presenti sul nostro territorio. Il sindaco Salvatore Cosma ha mostrato grande attenzione verso i nostri ragazzi non solo nel risolvere eventuali problemi ma anche standoci vicini in tutte le manifestazioni da noi organizzate e per la stagione che sta per iniziare. ”

 

Salvatore Cesareo

 

L'appuntamento annuale con “gli oscar dell'ortofrutta italiana” sarà ospitato per il 2016 a Matera, la data è quella del prossimo 22 gennaio. La notizia è stata ufficializzata dalla rivista Corriere Ortofrutticolo che promuove l'attesa rassegna che riconosce l'impegno dei protagonisti del settore ortofrutticolo e che due anni fa ha visto fra i premiati Francesco Nicodemo, imprenditore e presidente dell'Organizzazione di produttori Asso Fruit Italia con sede a Scanzano. 

Il corpo senza vita di un sub, A.M., classe 69 originario di Colobraro ma residente a Policoro, è stato trovato intorno alle 17 al mare di Rotondella.

Conosciuto in paese, ora si sta affermando con successo in America, si tratta di Antonio Millione, classe 1986 di Tursi, un diploma di ragioneria nel cassetto e una passione viscerale per la musica e il diploma di maestro di strumenti a percussione conseguito al Conservatorio di Bari. Dal 2014 si è trasferito ad Hollywood per proseguire gli studi al Musicians Institute.

Si è aperta martedì 3 novembre a Lecce, in via Santa Maria del Paradiso presso Fondo Verri,  la mostra di pittura dal titolo “Limiti” allestita da Filomena D'Ambrosio e curata da Mihaela Cristea.

POTENZA. Il giudice ha ritenuto non più sussistenti le esigenze cautelari che giustificarono l'obbligo di firma, così per uno degli indagati, assistito dall'avvocato Filippo Vinci (nella foto), la misura cautelare è stata revocata perché nello specifico non “c'è più pericolo di reiterazione del (presunto) reato”. E' stata accolta di fatto, nella sua integrità, l'istanza proposta dal penalista.

Mercoledì, 04 Novembre 2015 21:03

Commemorazione dei caduti in guerra a Tursi

Tursi – In occasione della giornata delle forze armate e della commemorazione dei caduti in guerra, anche a Tursi si è svolta la cerimonia alla presenza di autorità civili, religiose e militari. Questa mattina è stata ufficiata una solenne celebrazione presieduta dal parroco della cattedrale dell’Annunziata, don Battista Di Santo.

Tursi – Da agosto di quest’anno a Tursi è distribuito in forma gratuita ed a tiratura limitata, Il Tursicoliere, rivista di vignette dialettali, ideato e realizzato interamente a sue spese da Salvatore Di Gregorio.


Nato nel 1965 nella città di Pierro dove ha sempre risieduto e dove gestisce una cartoleria, Di Gregorio è anche un ottimo lavoratore del cuoio e grande appassionato di fotografia, saggistica e detti popolari. Tra le sue pubblicazioni troviamo “Anglona & Tursi - Guida e notizie storiche” pubblicata nel 1999 e dedicata al paese lucano cui ha fatto seguito anche un calendario del 2000 "Immagini della saggezza antica per il nuovo millennio" con foto in bianco e nero di tutte le bellezze architettoniche del territorio cadute nell'oblio e "Se le dicete a dettéte, iéte 'u vére" raccolta di proverbi, detti e massime di sapienza popolare tursitana, pubblicato nell’aprile del 2003.

Ha partecipato, inoltre, a molti concorsi di poesia ottenendo ottimi risultati tra cui la segnalazione al XX Concorso nazionale di poesia Città di Corciano 2007 dalla giuria presieduta da Alberto Bevilacqua ed è stato anche free lance e corrispondente de “Il Quotidiano della Basilicata” da marzo 2002 a giugno 2006.

Abbiamo incontrato questo poliedrico e virtuoso cittadino tursitano per farci raccontare come è nata l’idea del Tursicoliere.

Signor Di Gregorio, ci vuole spiegare come è nata questa passione per le vignette che va ad aggiungersi ad un’ampia sfera di suoi interessi riconosciuti anche a livello nazionale?

“La ringrazio per le belle parole spese nei miei confronti. Tutto è nato mentre temporeggiavo affinché si asciugasse la colla tra un lembo di cuoio e l'altro. C'era sul banco una penna ad inchiostro liquido a punta fine. Mi sono messo a disegnare uno strano personaggio e così è nato Franci.

Il nome Franci&Zolla, figlio e papà, scaturisce dal guardare un trattore che lavorava su una collina e che trainava il frangizolle. Ho scisso e modificato un pò il nome ed ecco nati i due personaggi. Poi, man mano, si sono aggiunti Donna Pittinissa, tipica donna tursitana di una certa età saggia e  arguta, seguita da Compare Timpone, anziano che lancia freddure e che inizia ad essere, vista l'ètà che avanza, affetto da distrazione e dimenticanza senile.

La vignetta è una scena singola e può essere umoristica e satirica ma che, come nel caso del Tursicoliere, prende spunto soprattutto da fatti reali, modificati leggermente ed adeguati all'uso della lingua dialettale. Questo, forse, è la prima volta che accade a Tursi.

Così, il mio Tursicoliere (dico mio perché è come una creatura che te ne prendi cura) diventa rivista dal mese di agosto di quest’anno. Con l'uscita di ottobre siamo alla quarta pubblicazione. E' un lavoro tutto a mio spese. Sotto la testata, infatti, è riportata la dicitura: distribuzione fatti una copia!. Chi invece, desidera una delle 50 copie a tiratura limitata stampate a colori su carta patinata in tipografia, può richiederla presso la mia edicola.”

Quale apporto crede che questo lavoro possa dare alla comunità tursitana?

“Il bello della vignetta sta nell'esporre succintamente i fatti e fare analisi (in un solo disegno) e sintesi della situazione locale. La satira del Tursicoliere è più sociale che politica.

Preferisco così perché il clima politico del microcosmo tursitano, reduce da una campagna elettorale conclusasi da poco, non si mostra certamente privo di gocce di veleno. Questa è una cosa di cui, sicuramente, la nostra Tursi non ha bisogno. Anzi è un tessuto, quello dello stato sociale della città della Rabatana, che bisogna ricucire al più presto imponendoci, tutti insieme, delle finalità che vadano nell'interesse esclusivo dell'intera comunità.”

Prendere la vita con umorismo, dunque, crede sia la strada giusta da percorrere per risollevare le sorti di Tursi e superare le polemiche e le lotte intestine che spesso ne frenano la sua crescita?

“La vita è breve mio caro e pertanto bisogna impregnarla anche di ironia. Bisogna, quindi, caricarsi di umorismo, il quale, al di fuori di qualsiasi polemica, è la capacità intelligente e sottile di rilevare l'aspetto comico della realtà.

Questa è l'impresa di Franci&Zolla nel microcosmo di Tursi ed imprimerla nel Tursicoliere. Poi dotti medici e studiosi, affermano che l'umorismo è la palestra della mente e fa bene anche al sistema immunitario. Di conseguenza, se c'è qualcosa da dire, la protesta è più accettata in forma umoristica rispetto al buttarsi fango a vicenda magari salendo su un palco attraverso un pubblico comizio o in sedute consiliari. Con la tecnica del rinfaccio, del resto, si cade sempre più in basso.

Vuole lanciare un invito a chi eventualmente vuole partecipare alla realizzazione del Tursicoliere?

“Certo! chi volesse partecipare, con proposte e disegni, può farlo volentieri. Anzi, le dirò di più, ci sono tanti giovani bravi disegnatori che invito ad esporsi  e che con il Tursicoliere potrebbero uscire allo scoperto.

La cosa che potrei suggerire, invece, a chi ci amministra è di incaricare qualche addetto a raccogliere, catalogare ed inventariare tutte le pubblicazioni o realizzazioni artistiche (anche attraverso foto) che parlano o riguardano Tursi perché , nel bene o nel male, queste sono le cose che fanno e faranno parte della storia del posto e potrebbero essere, in futuro, di aiuto a studenti e studiosi oppure per la realizzazione di mostre o altre attività culturali di promulgazione del nostro territorio e delle sue tradizioni.

La cosa più divertente ma anche più di ricerca nell'elaborare le vignette dialettali, è utilizzare termini che ormai le nuove generazioni non usano o non conoscono affatto. Per esempio nel numero di ottobre ci sono due vignette dove in una in si usa la parola 'ngap'tell (ossia le mollette per stendere i panni) ed in un'altra troviamo l’espressione nu ciamp'catòne d'acque (ossia un acquazzone).

Forme dialettali queste che, quando vengono lette dai genitori ai bambini, loro ridono a crepapelle e la cosa più bella che mi è capitata dalla nascita del Tursicoliere è quella in cui, giorni fa, proprio un bambino mi ha detto: Quando lo fai il nuovo Franci&Zolla?. A testimonianza di una grande attenzione e simpatia che le nuove generazioni hanno verso il dialetto del loro paese. Così  a sorpresa nel numero di ottobre, proprio pensando ai più piccoli, c'è anche un gioco enigmistico.

Ho ideato, infatti, un puzzle dove bisogna cercare gran parte dei comuni della Basilicata (ovviamente compare anche Tursi) ed alla fine, tra le lettere rimaste libere si compone la catena montuosa che attraversa la Basilicata. Il tutto firmato Zolla o Digsa, come preferisce.”

 

Salvatore Cesareo

Tursi – "I Rimappati". E’ questo l'originale nome scelto da un gruppo di amici centauri di Tursi per la costituzione di un nuovo Moto Club nella città di Pierro. L’associazione, costituita nei giorni scorsi, ha come obiettivi quelli di “creare manifestazioni che possano in qualche modo attirare gente e far passare qualche giornata di spensieratezza a tutti” come afferma il giovane presidente Gianpiero De Simone.

Domenica 18 ottobre 2015 torna anche in Basilicata la “FAImarathon”, l'appuntamento nato nel 2012 nell'ambito della campagna di raccolta fondi del FAI (Fondo Ambiente Italiano) “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, e realizzato grazie alla partnership con “Il Gioco del Lotto” e per la prima volta affidato ai giovani del FAI.

Per un giorno, grazie al lavoro di 3500 volontari apriranno al pubblico oltre 500 luoghi in 130 città d'Italia. Palazzi, chiese, teatri, giardini, cortili: attraverso visite a contributo libero si potranno scoprire i luoghi della nostra vita quotidiana, spesso inaccessibili o poco conosciuti. Non ci sono punti di partenza o di arrivo ma solo itinerari tematici, di interesse artistico, paesaggistico e sociale, che rappresentano l’identità del territorio, la sua storia, le sue tradizioni.

Tra le 9 località lucane coinvolte partecipa anche Nova Siri, grazie all'impegno degli alunni dell’ISIS “Pitagora” di Montalbano e di Nova Siri, che in qualità di “apprendisti ciceroni” accompagneranno i visitatori alla scoperta di un’azienda della fascia ionica, la Masseria Battifarano, sita in contrada Cerrolongo. Questa storica proprietà appartiene da più di cinque secoli alla famiglia da cui prende il nome e produce prevalentemente frutta, vite da vino, olive e cereali, avvalendosi delle tecniche agricole più moderne, integrate ed a basso impatto ambientale.

L'itinerario prevede, infatti, un percorso che attraversa le principali coltivazioni (vigneti, frutteti ed oliveti), descrivendone il loro sviluppo nella tradizione locale e l’utilizzo nell’alimentazione contadina e nella dieta mediterranea. Dalla campagna, poi, si passerà a visitare le strutture aziendali e la cantina dove vengono trasformate le uve prodotte. Sarà inoltre possibile visionare una selezione di documenti dell’Archivio Privato di famiglia, riordinato e catalogato a cura della Soprintendenza Archivistica della Basilicata, riguardanti la civiltà contadina.

In questo importante compito di valorizzazione di un bene del loro territorio i ragazzi si sentiranno coinvolti in prima persona nella vita sociale, culturale ed economica della comunità e vivranno un’esperienza di cittadinanza attiva, finalizzata a far nascere la consapevolezza del valore che i beni artistici e paesaggistici rappresentano per il sistema territoriale. Infine, gli studenti di Montalbano e Nova Siri, attraverso stand, presentazioni ppt, visite guidate di alcune strutture antiche e moderne, intendono fornire una panoramica di storia dell’agricoltura del metapontino e della gestione di un’azienda familiare lucana, nonché un modello ed un esempio di sviluppo.

Le visite guidate avranno luogo dalle 9:00 alle 17:00. Per maggiori informazioni visitare il sito www.faimarathon.it