Lunedì, 24 Gennaio 2022

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Un sogno che si è avverato!

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Si è concluso il Carnevale e con sé ha portato via le risate e le feste. Anche nel paese lucano, in scena il divertimento. Nei giorni di sabato e domenica, nei locali della scuola media, in attesa della consegna del nuovo teatro comunale, la storica compagnia teatrale “Il Gafio” ha portato sul palco “La Mandragola”. Tratta dall’opera di Niccolò Machiavelli, rivisitata in canti, versi e rima baciata dalla penna di Ninnì Truncellito, ha visto la regia di Fabio Truncellito, che ha vestito anche i panni di Siro.

Un Carnevale un po’ sottotono a Valsinni, data la recente scomparsa del dott. Ninnì Truncellito, presidente della Pro-loco, medico e fondatore del Gafio nel lontano 1987. Un uomo dalle mille risorse e dal genio inesauribile che ha portato Valsinni oltre i confini regionali e nazionali con le sue opere ed il suo talento. Ad introdurre la rappresentazione una canzone introduttiva dell’opera e di saluto “ai signori spettatori”. Antonio Pinca, in qualità di storico attore del Gafio, ha dunque presentato la compagnia e tributato un doveroso ricordo a Ninì. Dopo un minuto di silenzio, gli attori tutti stretti sul palco in un caldo abbraccio, sulle note del folk stroke, si è dato il via alla rappresentazione. Presente tra il pubblico la moglie di Ninnì, Lilia Olivieri, tante autorità civili e militari, gli amici di Lizzano e la sua gente, il popolo valsinnese.

Dunque in scena a questo punto l’ironia e l’allegria. La mandragola è l’opera degli equivoci. Scritta nel 1518 aveva una chiara morale, morale oggi più che mai attuale e rimarcata da Truncellito. Richiama il potere di convincimento della chiesa e l’atteggiamento degli uomini devoti e di chi è disposto a tutto pur di “campare”. La vicenda si svolge a Firenze, dove il giovane Callimaco, egregiamente interpretato da Livio Truncellito, vuole conquistare Lucrezia, interpretata da Stefania Celano, la bella moglie di Messer Nicia, vecchio uomo di legge, ossessionato dall’idea di avere un figlio, interpretato da Giovanni Olivieri, anche presidente del Gafio. Ad aiutarlo nel suo piano i fedeli amici: Siro (Fabio Truncellito) il finto medico che consiglia il rimedio della mandragola e Ligurio (Francesco Olivieri). Sul palco ancora Carmen Chierico e Giuseppe Truncellito nei panni delle maschere/narratori, Maria Pugliese (la vedovella), Imma Truncellito (la popolana), Giuseppe Spagnolo (frate guardiano), Fabiano Fagnano (popolano) e il bravo Vittoriano Truncellito nelle vesti di fra Timoteo, personaggio chiave dell’opera, che convince Lucrezia a concedersi a Callimaco. Al loro fianco gli attori del parco letterario e tutti gli attori che nel corso degli anni hanno fatto parte del Gafio, che hanno interpretato il popolo. Alle chitarre Giorgio Rinaldi e Maurizio Petrigliano. Suggeritrice: Alessandra Olivieri.

Bravi gli attori che, ancora una volta hanno convinto il pubblico che ogni sera ha loro tributato un caldo applauso ed un stendig ovescion. Ottime le critiche. “Guidare e dirigere gli attori durante le prove e sul palco non è stato un compito facile” ha dichiarato il nuovo regista “tanta la commozione, ma con il dolore nel cuore abbiamo deciso di continuare il lavoro di Ninì e per dirla come lui, per divertirci e divertire il pubblico. E continueremo ancora a recitare. Siamo già a lavoro per portare sul palco la sua nuova e inedita opera, incompiuta, scritta poco prima di lasciarci”.

A rendere omaggio a Ninì anche il sindaco di Valsinni, Gaetano Celano, che, ringraziata la compagnia ha dichiarato pubblicamente che il nuovo teatro comunale, la cui consegna dei lavori è ormai prossima, sarà dedicato a Ninì Truncellito. Una cosa dovuta, spiega il sindaco, considerato tutto ciò che quest’uomo ha dato al nostro paese. Ed ora l’appuntamento è al prossimo Carnevale con la compagnia teatrale il Gafio.

 

 

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