Giovedì, 08 Dicembre 2022

“E' bastata un po' di pioggia e il nuovo svincolo di Nova Siri marina sulla statale ionica di recente costruito dall'Anas , si e' allagato con rischi gravi per la sicurezza del traffico. Non e' la prima volta, sono due anni che si ripetono episodi di questo genere senza che Anas assuma gli accorgimenti del caso su un 'opera che ha appena collaudato”. Lo ha dichiarato l’on.Cosimo Latronico (Cor). “La condotta dell'Anas e' inescusabile e si aggiunge ad un modo di procedere che va censurato senza esitazioni. Le opere non sono state eseguite con correttezza ed adeguatezza, e per di più il progetto della variante di Nova Siri, non e' stato realizzato nel rispetto delle prescrizioni apposte al progetto originario dal Comune e dal Cipe. Nonostante gli impegni manifestati dall’Anas, che si impegnava a realizzare tutto quanto previsto nei progetti originari, ad oggi non si vede nulla e l'esercizio delle nuova infrastruttura determina nuovi pericoli e disagi. Tornerò a sollecitare i vertici della società perché sia fatta chiarezza sulla qualità delle opere eseguite, sulla coerenza degli interventi rispetto ai progetti approvati, e sulle opere da completare per rendere sicure e funzionali l'arteria e gli accessi all'abitato di Nova Siri marina, sia impegnando le risorse economiche rivenienti dal ribasso del progetto che quelle compensative. Le opere pubbliche devono migliorare lo stato dei luoghi, sarebbe una iattura anche per la reputazione dell'Anas se avvenisse il contrario”.

 

 

 

 

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"Ritardi inspiegabili e lungaggini burocratiche"

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“La curva demografica che riguarda la Basilicata la condanna nel futuro ad una inesorabile condizione di declino . Questo scenario non è un riflesso pessimistico, ma purtroppo la dura realtà statistica che condanna senza diritto di appello le politiche pubbliche di questi ultimi decenni che hanno il demerito di non aver generato azioni di sviluppo credibili. L’emigrazione e lo spopolamento sono gli indicatori di questo fallimento”.

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“Secondo una ricerca Cescat - Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia, in Italia esistono oltre 2 milioni di case abbandonate e disabitate, prevalentemente ubicate nelle nei piccoli comuni, nelle campagne ed in montagna.  Si tratta di abitazioni abbandonate dagli emigranti, che hanno lasciato l’Italia sin quasi alla soglia degli anni ’80 del secolo scorso, di casolari, casupole, baite, ville rustiche, antiche magioni, casali, rocche, cascinali, case cantoniere; non infrequenti gli immobili del demanio civile e militare.

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“Presenterò un’interrogazione al Ministro dell’Interno perché la situazione di Scanzano Ionico (MT) sia osservata con la dovuta attenzione alla luce degli episodi ripetuti di criminalità che stanno turbando la sicurezza del centro ionico”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI).

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