Mercoledì, 29 Maggio 2024

In pieno stile “militare” parte con l’inno di Mameli, il comizio dell’Ammiraglio Enrico Mascia, candidato sindaco di una coalizione metà civica e metà partitica.

Dopo una piccola introduzione lascia la parola ad alcuni suoi uomini: per “Uniti per Policoro” il Dottor Buono e Ivano Fittipaldi, ex grillino che attacca il Movimento di non aver avuto trasparenza, partecipazione e condivisione nelle scelte.

Poi è la volta di Adele D’agostino, segretaria del Pd di Policoro, non candidata, che rivendica il ruolo di fulcro del suo partito nella coalizione di centrosinistra, definizione che probabilmente ha fatto storcere il naso a Mascia.

Seguono Silvia Auletta di Lavoro e Sviluppo e Rosanna Serra della Casa dei Moderati, che lancia una delle poche proposte della serata: uno sportello di sostegno legale o psicologico al Comune per le famiglie in difficoltà.  

A prendere la parola, poi, a sostegno di Alleanza di Centro, è il sindaco di Tursi, Salvatore Cosma, che si auspica che Policoro diventi la “perla” del Metapontino e ringrazia uno dei suoi candidati, Giuseppe Montano, ex capogruppo di Trenta, che in questi anni è stato uno dei maggiori esponenti della maggioranza di Leone.

Dopo più di mezz’ora dall’inizio del comizio si avvicina al microfono finalmente il candidato sindaco Mascia, che ribadisce, con un atteggiamento tranquillo e pacato, il motivo della sua candidatura, cioè che Policoro ha bisogno di un sindaco a tempo pieno, riferimento non troppo velato a Leone.

Rivendica, quindi, i suoi successi professionali, per ultimo la possibilità per questa comunità di usufruire della camera iperbarica dell’Ospedale militare di Taranto e fa in tempo a lanciare poche proposte come i comitati di quartiere, il bilancio partecipato, la videosorveglianza e il lavoro di inserimento.

Il tempo è tiranno, le nove sono giunte e alla coalizione di Mascia non resta che abbandonare il palco dando appuntamento al prossimo comizio per gli approfondimenti programmatici.

 

 

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Decibel come se non ci fosse un domani, incontinenza sonora e rabbia: è la strategia difensiva scelta dal pediatra candidato sindaco (nonché sindaco uscente), Rocco Leone.

Come - dopo di lui - ha sottolineato il suo avversario Di Pierri, ha da difendere una lunga carriera politica e amministrativa, in 17 anni con ruoli diversi nelle maggioranze succedutesi nella Città d'Ercole, ha occupato posti di indirizzo politico rilevanti.

Sceglie l'old style, per lui non c'è differenza fra l'essere reduce da un'esperienza in maggioranza o all'opposizione, il registro comunicativo è sempre lo stesso: cercare il corpo a corpo puntando all'ombelico.

Difende strenuamente il regolamento urbanistico approvato dalla sua maggioranza, le presenza turistiche in crescita sul lungomare di Policoro, la bandiera blu. Poi le sue battaglie per la dialisi e i nefropatici. E poi la sua professione fatta gratuitamente - a suo dire - almeno rispetto alle chiamate alle 2,00 del mattino per amore dei suoi piccoli pazienti.

Parla alla pancia dei papà e ai pancioni delle mamme per buona parte del suo comizio. Qualcuno - un cittadino - fra il pubblico sbotta e lascia quando difende le "aree verdi".

"Ma quali aree verdi? Qui è tutta erba", così l'astante si allontana mente tutti gli altri - almeno nelle prime file - restano ad applaudire incuranti delle possibili lesioni al sistema uditivo perché Leone è convincente. O almeno, lui e i suoi ci credono a quello che dicono.

 

 

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