Domenica, 03 Luglio 2022

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C’era una volta…la nostalgia

Lunedì, 18 Agosto 2014 14:49 Written by

“Un fatto della nostra vita ha valore non perché è vero, ma perché ha significato qualcosa” (Goethe). Perché ci ha lasciato un segno, forse un interrogativo, un input, dei pensieri sparsi. O semplicemente qualcosa da raccontare.

Come le fiabe: innegabilmente irreali, ma profondamente vere. Ed è per questo che non bisogna mai smettere di leggerle e, soprattutto, rileggerle. Né di raccontarle, come il Vecchio Marinaio di Coleridge che la sua storia di Vita e Vita-in-Morte l’ha narrata ancora e ancora perché non se ne perdesse il significato.

Attenti a quei due...

Lunedì, 11 Agosto 2014 16:51 Written by

Si dice che ognuno di noi abbia sette sosia nel mondo. Lo stesso vale per le parole di tutte le lingue, italiano compreso. Magari in questo caso i sosia sono decisamente più scarsi, ma bastano a creare confusione. È così nei casi in cui la pronuncia è identica, ma non la grafia: “dà/da’/da” o “di’/dì/di”; le coppie “va’/va”, “è/e”, “né/ne”, “un’/ un”, “sé/se”, “a/ha - o/ho - ai/hai - anno/hanno”. E poi ci sono quei due. A quei due bisogna davvero stare attenti, perché più che sosia sono dei veri e propri impostori : “qual’ è” e “pò”. 

“La via del rosmarino”, il 23 giugno Antonella Ciervo alla Biblioteca Comunale di Policoro

Mercoledì, 25 Giugno 2014 16:59 Written by

Ore 18.30: Passo davanti al banchetto delle brame fingendo indifferenza. No, questa volta non cederò.

Ore 18.45: Ripasso accanto alla tavola imbandita e, di nuovo, un solo sguardo fugace. Ce la farò.

Ore 19.00: Devo smettere di avvicinarmi così tanto all’albero proibito: comincio a vacillare.

Ore 19.15: Tutto attorno a me è apparecchiato per il peccato: il rosso che m’acceca, le voci che s’insinuano dolcemente tra i timpani, il fruscio ambito. Le parole che riempiono la sala geminano un’eco che non riesco a zittire. “Fallo e basta”.

Ore 19.30: Sto per cadere in tentazione, lo sento, lo vivo nelle gambe che non reagiscono più ai miei impulsi cerebrali. I talloni battono nervosamente sul pavimento con un rumore sordo ed ipnotico, le mani s’infilano sotto le cosce per aggrapparsi alla sedia e frenare l’istinto. Sta’ seduta, sta’ buona. Mi sono appena morsa un labbro. È il segnale: ormai l’autocontrollo è andato a farsi benedire. Le mani, liberatesi dalla stretta per addentare i capelli ribelli, si gelano all’improvviso. Eppure sono bagnate di sudore.

Ore 19.45: … torno al mio posto. Cammino leggera verso la mia poltroncina rossa, mi sento una piuma e non m’importa degli sguardi che hanno captato la mia fuga. Testa alta, piedi svelti, la bocca morsa dai sensi di colpa, gli occhi altrove. Io ci ho provato, ho opposto resistenza con tutte le mie forze. Sì, l’ho fatto. Non ho tenuto fede alla mia promessa, ma stringere il mio tesoro fra le dita scaccia via il rimorso in pochi istanti. Lo osservo per assaporarne ogni dettaglio, lo accarezzo per godere della sua pelle fresca un’ultima volta prima di nasconderlo in borsa. E torno nel mondo reale, torno ad ascoltare estatica la mia Eva.

È solo mia, o meglio solo per me è Eva. Per tutti gli altri il suo nome è semplicemente Antonella Ciervo, giornalista bellunese di nascita ma lucana d’adozione. Eva ha pubblicato solo qualche mese fa il suo romanzo d’esordio, “La via del rosmarino”, ed in questo 23 giugno è qui alla Biblioteca Comunale Massimo Rinaldi di Policoro per presentarcelo. Ad introdurlo è la collega ed amica Stella Montano, che lo descrive come un libro leggero, tanto nell’aspetto quanto nella scrittura, eppure estremamente interessante, pregno ed impegnato. L’amicizia, la passione per la cucina, il viaggio, il traffico illegale di organi umani: temi che, se incastrati nell’ordine giusto – penso – , costituiranno davvero un bel mosaico. Del resto sono stati quei diavoli tentatori di Edigrafema a pubblicarlo. C’è il timbro di garanzia insomma. Come potevo non acquistarlo? Come ho potuto anche solo pensare di poter resistere? (Sparisci “senno di poi”, non è il momento. Fammi sentire l’intervento dell’editrice Antonella Santarcangelo. Ci sta raccontando il primo anno e mezzo di vita della sua Creatura, non mi distrarre).

Fin qui cronaca di una presentazione ordinaria. Poi sono scoccate le 19.43 e qualcosa dentro di me è cambiato: Stella Montano ed Antonella Ciervo stanno dialogando tranquillamente, ma nel corso della loro chiacchierata ecco apparire la mia Eva, eccola rivelarsi a me.

Eva sta nei particolari che Ciervo tanto adora, nelle eleganti pasticcerie viennesi che ora sta rievocando nella sua memoria, nello sfrigolio del soffritto che vien fuori dalle pagine de “La via del rosmarino”, è nascosta in quella copertina enigmatica, nell’odore delle spezie che Carlo coltiva e Sergio aggiunge alle prelibatezze dell’ABICI. Eva è la passione per la cucina ereditata dalla nonna, è il DNA meticcio che le scorre nel sangue. Eva è la battuta pronta che le sta sempre sulle labbra, è l’ironia con cui affronta argomenti bollenti senza scottarsi. Eva, ad esempio, non ama particolarmente le quote rosa che “ormai si chiedono anche al bar…”. Ed Eva è l’audacia di “entrare a gamba tesa” nel ristorante di Sergio ed imporgli il proprio nome (ABICI sta infatti per Antonella e Barbara, nome della sorella dell’autrice, Ciervo), è il coraggio di raccontare realtà davanti alle quali i più si coprono gli occhi. Così il traffico illegale di organi, fenomeno che ci sembra lontano anni luce e infinite miglia ma che Antonella Ciervo ha conosciuto in una delle sue tante inchieste: anche a poche decine di chilometri da noi c’è chi cederebbe un proprio rene pur di vivere in maniera dignitosa.

Eva-Ciervo ora sta sul mio comodino. Sono trascorse poche ore ma il segnalibro marca già la metà de “La via del rosmarino” mentre gli occhi (e le papille gustative) fremono per mordere ancora una volta la mela del mio peccato di Libridine. (Sara Calculli)

''Quello che è accaduto una sola volta è come se non fosse mai accaduto''

Mercoledì, 11 Giugno 2014 12:44 Written by

Einmal ist Keinmal, ossia: quello che è accaduto una sola volta e' come se non fosse mai accaduto. E' questa la vera essenza di uno dei più bei romanzi che la letteratura contemporanea ci ha regalato: L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera.

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Mito, fantascienza e realtà negli Hunger Games di Suzanne Collins

Venerdì, 06 Giugno 2014 02:47 Written by

Settantaquattro anni fa i tredici distretti di Panem tentarono una rivolta contro il governo centrale di Capitol City. La ribellione fu sedata, il tredicesimo distretto completamente distrutto. Un trionfo per la Capitale che ora tiene sotto scacco la misera periferia. Una vittoria che, da allora, viene celebrata ogni anno con un evento magnifico e spettacolare, gli Hunger Games. La città è in delirio, le televisioni non trasmettono altro. E mentre Capitol City esplode di gioia, i distretti si preparano a piangere le proprie vittime. Perché gli Hunger Games non sono certo le Olimpiadi o i Mondiali, non sono neanche “giochi” per la verità. Sono una trappola, un massacro, la tremenda punizione che permette a Capitol City d’imporre la propria supremazia sull’intera nazione e di riaffermare ciclicamente il proprio potere nel modo più brutale. È propaganda, è terrore autorizzato, è totalitarismo che riecheggia nei colpi di frusta dei Pacificatori, che s’inala durante la cerimonia della “Mietitura”, che si legge nel ghigno compiaciuto del Presidente, che si schiera tra le fila dei giovani in attesa del verdetto.

“Santini”, un romanzo da leggere prima di andare a…votare

Martedì, 06 Maggio 2014 14:42 Written by

“Oggi ho fato una cosa come mi pare ammè. Aggio votato senza dar retta a quegli malfatori, richioni, impuniti che ci arrubbano pure le sigarete. Meno male che ho trovato per davanti quel bravo uaglione che ma portato ala cabina. Quello ma deto fotitene e io cosi’ ho fato. Grazie presidente".

Altri 10 motivi semiseri per leggere Harry Potter

Lunedì, 17 Marzo 2014 23:49 Written by

Dopo il grande successo de “I dieci motivi (semiseri) per leggere Harry Potter” ecco a voi una nuova lista ispirata alla saga del maghetto, questa volta dedicata a chi già conosce ed ama il mondo magico creato dalla fantasia di J.K.Rowling: i dieci comandamenti del Potteriano D.O.C. 

Amor ch’a nullo amato…non l’ha apostrofato

Domenica, 09 Marzo 2014 15:05 Written by

“Un bacio è un apostrofo rosa fra le parole t’amo”.

Che romanticone Rostand. Se sapesse che gran parte di coloro che lo citano scrivono “un’apostrofo”… morirebbe una seconda volta. E tra indicibili tormenti per giunta. Eppure è così chiaro, sillogistico quasi: se il bacio è un apostrofo, allora l’apostrofo è un bacio.