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“Le Terre di Aristeo”, a Rotondella sottoscritto il protocollo d'intesa

Venerdì, 27 Luglio 2018 13:39 Written by

Il Protocollo d’Intesa tra Regione Basilicata e Distretto di Turismo Rurale “Le Terre di Aristeo” è stato sottoscritto ieri a Rotondella durante un incontro. A firmarlo l’assessore regionale Roberto Cifarelli, con delega alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca e il presidente del Distretto Antonio Miele.

La firma – è stato evidenziato - è un atto particolarmente rappresentativo della volontà della massima istituzione regionale a riconoscere, sostenere l’impegno del Distretto destinato allo sviluppo della stragrande maggioranza del territorio regionale (78 Comuni e alcune centinaia di operatori economici e realtà associative impegnate nella promozione territoriale), rappresentato da Aristeo. All’incontro oltre all’assessore e al presidente del Distretto erano presenti il sindaco Vito Agresti, la giunta comunale di Rotondella, comune candidato ad essere comunità Turistica dell’area metapontina, Rosa Gentile, coordinatrice di Agorà, l’amministratore delegato del Distretto Saverio Lamiranda, rappresentanti di amministrazioni comunali e numerosi operatori dell’area. Un confronto a più voci promosso innanzitutto per presentare gli obiettivi del Patto concreto tra i quali quelli centrali di realizzare le “Comunità Turistiche Integrate” e la realizzazione di progetti pilota, attraverso un efficace modello in grado di garantire la partecipazione effettiva di tutti i soggetti (pubblici e privati).

Dopo l’indirizzo di saluto delle Istituzioni locali presenti e le considerazioni rappresentate dagli operatori, Cifarelli ha illustrato le ragioni presupposte alla definizione del protocollo “la cui approvazione da parte della Giunta regionale costituisce nei fatti, un ‘rivoluzionario, ma positivo cambiamento nei rapporti tra pubblico e privato’. Tale ‘rivoluzione’ ha reso ancora più evidente la volontà della Basilicata, a sostenerne il modello del distretto di cui alla legge 106/2014, per il progresso economico della comunità regionale considerando lo stesso come nuova modalità di governance territoriale”.

“Si tratta - ha continuato l’assessore - di un nuovo sistema pubblico economico-sociale di gestione decentrata nell’ambito del quale la partecipazione dei privati è ritenuta essenziale, così come essenziale, per la realizzazione degli obiettivi definiti, sarà richiesto l’impegno di tutti, istituzioni, dirigenti, operatori e quanti hanno a cuore le prospettive dei giovani e l’esistenza delle Comunità”. Cifarelli ha sottolineato, particolarmente, anche il ruolo ed il rapporto che dovrà contraddistingue la presenza delle istituzioni pubbliche nell’ambito dell’organismo distrettuale: “Si tratterà di sperimentare un diverso modo di sostenere e programmare la gestione del territorio, riconoscendo, evidenziando e sostenendo i due diversi ruoli quello del pubblico, come agevolatore e sostenitore di quello dei privati. Questi ultimi dovranno essere maggiormente stimolati e coinvolti nella assunzione di responsabilità anche gestionale di tutte quelle iniziative compatibili con lo sviluppo che abbia nella dimensione comunitaria uno degli elementi distintivi più significativi nel rispetto delle regole, anche temporali, che il mercato richiede”. Cifarelli ha particolarmente evidenziato “la necessità della ricostituzione delle condizioni di esistenza sociali economiche e produttive dei borghi affinché , prima di tutto i giovani possano riconsiderare l’opportunità di una loro permanenza negli stessi”. E’ fondamentale per l’assessore, “riuscire ad individuare soluzioni idonee non soltanto ad assicurare una occupazione stabile ma ancor più collocare questa dimensione in un’ambiente sociale e produttivo idoneo a rendere permanente e strutturata le opportunità che si riusciranno a determinare. E’ mio convincimento - ha concluso l’assessore Cifarelli - che le soluzioni condivise nell’ambito del protocollo sottoscritto possano essere non solo garanzia per giovani, ma anche di efficace ed effettiva partecipazione ai processi di programmazione e gestione degli interessi collettivi delle nostre comunità per realizzare uno sviluppo sostenibile dei Territori, per svolgere progetti di animazione e apprendimento volti a rafforzare e/o determinare il coinvolgimento di tutti gli attori presenti sul territorio, per la determinazione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, per la realizzazione del Festival della Città Futura utile a potenziare l’ offerta del turismo culturale, museale, cinematografico dei beni immateriali su scala internazionale, per rendere il Distretto Le Terre di Aristeo la prima smart destination italiana, cogliendo a pieno le opportunità generabili da Matera, capitale della cultura europea 2019, per l’ampliamento e la realizzazione di una nuova accoglienza di qualità”.

Tutte queste sono condizioni non soltanto auspicabili, ma concretamente realizzabili e necessarie affinchè – è il messaggio contenuto nel Patto Regione-Distretto - si passi “dalla politica delle dire a quella del fare”, un fare condiviso capace di avviare una modalità di rapporti attivi fra l’amministrazione pubblica, i propri rappresentanti e la società civile organizzata.

 

Scanzano Jonico: "E il vecchietto dove lo metto?"

Martedì, 17 Luglio 2018 09:44 Written by

“E il vecchietto dove lo metto?”. Cantava così l’immenso Domenico Modugno quando erano gli anni 70 e forse Scanzano Jonico era ancora una frazione di Montalbano. Oggi la domanda torna di attualità perché ormai sono mesi che la vicenda “anziani” impegna l’agenda amministrativa, affolla le aule di tribunale e ovviamente ingrossa di commenti, opinioni e “social - sentenze” Facebook.
TUTTI FUORI. Già, tutti fuori. Era marzo del 2018, gli anziani trovano la porta chiusa con il lucchetto, azione che ha fatto seguito all’ordinanza di sgombero perché i locali, secondo gli uffici competenti comunali, sarebbero occupati in maniera irregolare. Ipotesi sostenuta in sede politica anche dal primo cittadino, Raffaello Ripoli, e dalla sua maggioranza. Nelle intenzioni dell’Esecutivo comunale c’è la voglia di regolare la questione legata all’assegnazione degli immobili, operazione che ha imposto lo sgombero di tutte le associazioni, salvo per le stesse chiedere la regolarizzazione partecipando al bando. Nello storico della città di Scanzano Jonico, l’assegnazione dei locali pubblici è avvenuta mediante delibere firmate dagli amministrazioni in carica nei periodi di interesse.
L’ORDINANZA DEL GIUDICE CIVILE. Gli anziani non ci stanno, così dopo una fase fatta di incontri, manifestazioni, tentativi di comporre la lite fuori dalle aule giudiziarie, danno mandato all'avvocato Annunziata Guarino e così si rivolgono alla magistratura civile che qualche giorno fa si pronuncia con un’ordinanza che di fatto dà ragione agli anziani dal punto di vista della “reintegrazione del possesso” degli immobili di via De Gasperi, locali che sono stati occupati quando i nonni hanno lasciato la sede originaria di via Morlino per cederla agli studenti quando era in corso l’emergenza scuola.
IL SINDACO. L’ordinanza è stata oggetto di un lunghissimo post su Facebook intitolato “Questione Centro Anziani, facciamo chiarezza” del primo cittadino di Scanzano Jonico, l’avvocato Raffaello Ripoli. Un post molto tecnico che ha tanto l’aspetto dell’annuncio di una controffensiva in sede giudiziaria, tanto che ad un certo punto si legge: “Ribadiamo ancora una volta di aver resistito in giudizio (e continueremo a farlo) solo per tutelare l’interesse pubblico”. Il primo cittadino inoltre fa delle precisazioni: “il comune, per tutelare l’interesse pubblico, ha due alternative: fare reclamo (l’equivalente dell’appello) avverso questo provvedimento provvisorio, ovvero avviare l’azione di rilascio dell’immobile in quanto illegittimamente detenuto”. E, ancora: “Decideremo nei prossimi giorni se impugnare il provvedimento provvisorio in questione, oppure se avviare direttamente altra azione giudiziaria diretta a liberare l’immobile, non disdegnando di perseguire in successione entrambe le strade, affinché la vicenda trovi una soluzione definitiva”.
LA VICENDA “POLITICA”. La vicenda ha ovviamente riaperto lo scontro politico, I consiglieri di minoranza “Scanzano Conta” (Scarnato Claudio e Rossana De Pascalis) “Scanzano Libera” (Merlo Maria Giovanna e Giacco Sabino), “Movimento Cinque Stelle” (Antonello Musillo) e “Scanzano Viva” (Pasquale Cariello) hanno scritto in una nota congiunta: “Si assiste per l’ennesima volta al fallimento politico e amministrativo di questa amministrazione che continua ad operare con pressapochismo e superficialità soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli. I predetti consiglieri di minoranza chiedono ora al sindaco chi dovrà pagare tale risarcimento visto che il comune di Scanzano si è costituito senza aver alcun titolo, così come scritto nell’ordinanza? I consiglieri di minoranza pertanto, alla luce di quanto è emerso, chiedono le dimissioni del sindaco avv. Raffaello Ripoli e di tutta la sua maggioranza che continuano a dimostrare di non essere all’altezza del ruolo che ricoprono, preannunciando la richiesta di convocazione del consiglio comunale al fine di tutelare l’intera cittadinanza Scanzanese”. Il sindaco ha replicato: “Va chiarita anche un’altra “fesseria” enorme che è stata detta su questa vicenda. Il comune non è stato condannato ad alcun risarcimento del danno per lite temeraria (ex art.96 c.p.c.) ma più semplicemente al pagamento delle spese di giudizio (spese legali per €.4.420,00 disponendo la distrazione in favore degli avvocati di controparte ex art.93 c.p.c. in quanto antistatari) e tanto poiché il principio di legge secondo il quale le spese di lite seguono la soccombenza prevede che chi perde paga. Anzi, nel liquidare le spese, il Giudice ha addirittura parlato di complessità della controversia, il che dimostra che la scelta di costituirsi in giudizio non è stata affatto azzardata”. E, infine: “Vogliamo concludere ricordando che poteva evitarsi di arrivare a tanto se solo ci fosse stata collaborazione e non strumentalizzazione politica della questione, anche per rispetto delle altre associazioni di volontariato che ancora attendono una sede, esternando al contempo la nostra amarezza nei confronti di chi ancora oggi vuol farci passare come dei mostri”

Scanzano Jonico: Gli anziani ricorrono dopo la sgombero, il Tribunale di Matera accoglie con ordinanze le loro ragioni

Venerdì, 13 Luglio 2018 18:01 Written by

Il tribunale di Matera ha dato ragione agli anziani di Scanzano Jonico ai quali era stato notificato lo sgombero alcuni mesi fa. Il giudice civile, il dottor Raffaele Viglione ha inoltre condannato alle spese relative la controparte (il comune di Scanzano) per 4.420 euro. Sempre secondo l’ordinanza, gli anziani potranno tornare immediatamente nel possesso dei locali in Via De Gasperi da cui furono sgomberati alcuni mesi fa con relativa apposizione di un lucchetto. Resta nella facoltà del comune di fare reclamo contro l'ordinanza in tempi stretti. 

VIDEO INTERVISTA ALL'AVVOCATO ANNUNZIATA GUARINO

Il presidente della regione Basilicata Pittella ai domiciliari

Venerdì, 06 Luglio 2018 10:09 Written by

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), è agli arresti domiciliari da questa mattina. Il provvedimento gli è stato notificato dalla Guardia di Finanza che ha eseguito altre 29 misure restrittive nell'ambito di un'inchiesta sul sistema sanitario lucano.

Pittella è agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria (Potenza). La conferma dell'arresto è giunta all'ANSA da persone vicine al governatore che hanno definito la sua posizione nella vicenda "surreale". (ANSA)

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Operazione Velomatic: Sospetti su autovelox a Tursi, indagate 5 persone

Giovedì, 14 Giugno 2018 14:11 Written by

 “Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio”, “induzione indebita a dare o promettere utilità”, “istigazione alla corruzione”, “truffa ai danni dello stato”, le ipotesi formulate dagli organi inquirenti

Spaccio, nell'operazione dei Carabinieri numerosi sospettati nel Metapontino

Venerdì, 01 Giugno 2018 10:44 Written by

Droga e armi: i sospettati avrebbero operato - secondo le indagini dei Carabinieri - anche nel territorio Metapontino, si tratterebbe di "cellule criminali che autonomamente" avrebbero operato in diverse piazze

GUARDIA DI FINANZA MATERA: SEQUESTRATE 5 SLOT MACHINES.

Venerdì, 01 Giugno 2018 10:34 Written by

Al termine di un’attività coordinata dal Comando Provinciale Guardia di Finanza Matera ed effettuata in collaborazione con personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato di Matera, le Fiamme Gialle della Compagnia di Policoro hanno concluso una importante attività nel settore dei giochi illegali, “con il sequestro di numero 5 slot machines tenute irregolarmente”, si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza. E, ancora: “In particolare, gli apparecchi da gioco, individuati dai finanzieri di Policoro e dai funzionari dell’Amministrazione dei Monopoli di Matera in un bar di Policoro, posizionati in un soppalco del locale, non erano collegate alla rete telematica dell’Amministrazione Finanziaria ed erano prive delle prescritte autorizzazioni alla messa in esercizio”. 

“La mancata connessione alla rete telematica consente ai gestori di evitare il monitoraggio reale delle giocate effettuate e, di conseguenza, di evitare l’applicazione del prelievo erariale sul reale volume delle puntate, sottraendo, in tal modo, il volume delle giocate al controllo dello Stato ed evitando la tassazione cui questo tipo di apparecchi sono soggetti. Pertanto, le slot machine sono state sequestrate in via amministrativa e al detentore è stata irrogata una sanzione amministrativa fino a Euro 20.000”.

GUARDIA DI FINANZA MATERA: SEQUESTRATE 5 SLOT MACHINES.

Venerdì, 01 Giugno 2018 10:34 Written by

Al termine di un’attività coordinata dal Comando Provinciale Guardia di Finanza Matera ed effettuata in collaborazione con personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato di Matera, le Fiamme Gialle della Compagnia di Policoro hanno concluso una importante attività nel settore dei giochi illegali, “con il sequestro di numero 5 slot machines tenute irregolarmente”, si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza. E, ancora: “In particolare, gli apparecchi da gioco, individuati dai finanzieri di Policoro e dai funzionari dell’Amministrazione dei Monopoli di Matera in un bar di Policoro, posizionati in un soppalco del locale, non erano collegate alla rete telematica dell’Amministrazione Finanziaria ed erano prive delle prescritte autorizzazioni alla messa in esercizio”. 

“La mancata connessione alla rete telematica consente ai gestori di evitare il monitoraggio reale delle giocate effettuate e, di conseguenza, di evitare l’applicazione del prelievo erariale sul reale volume delle puntate, sottraendo, in tal modo, il volume delle giocate al controllo dello Stato ed evitando la tassazione cui questo tipo di apparecchi sono soggetti. Pertanto, le slot machine sono state sequestrate in via amministrativa e al detentore è stata irrogata una sanzione amministrativa fino a Euro 20.000”.