Sabato, 13 Agosto 2022

E continua il ''Sogno di una notte... a Quel Paese'': si comincia il 2 agosto

Ormai manca poco e fervono i preparativi per la serata del 2 agosto quando ci sarà la prima di  “Sogno di una notte… a Quel Paese”,  lo spettacolo teatralizzato per le vie del centro storico colobrarese che lo scorso anno ha riscosso un importate successo di pubblico e di critica. La terza edizione della rassegna è stata presentata venerdì pomeriggio nell’auditorium comunale. “L’intenzione era di cominciare alle ore 17,17, ma mancava ancora qualcuno”, ha esordito così il sindaco Andrea Bernardo, che ha il merito di aver creduto e voluto questa iniziativa.

“La prima edizione era una scommessa, ci aspettavamo potesse andare bene, la seconda è stata un successo, con oltre 12mila presenze, adesso dobbiamo essere bravi perché questa sarà l’edizione della conferma”, ha ribadito il primo cittadino, davanti ad una platea di giornalisti e curiosi che hanno trovato una sala piena di protagonisti in costume, tra i quali tanti “monachicchi” seduti davanti al tavolo dei relatori. Il sindaco ha poi elencato qualche novità dell’edizione 2013: “Sicuramente la doppia data, lo spettacolo infatti si terrà tutti i martedì e venerdì di agosto, con un percorso nuovo, arricchito e più ampio che coinvolge alcuni punti importanti del centro storico, l’anno scorso letteralmente affollato dal pubblico”. Tutti ancora ricordano la straordinaria affluenza di venerdì 17 agosto, quando la jella è stata sconfitta dalla curiosità, e Colobraro è stata invasa da numerosi visitatori nelle stradine, fino alle prime ore del mattino.

Anche quest’anno si comincia con l’acquisizione dell’amuleto e la visita all’interno del Palazzo delle Esposizioni, dove si potranno visionare ben cinque mostre attinenti all’evento: quella fotografica, di Colobraro tra la fine ‘800 e metà ‘900 (quando ci sono state le ricerche dell’antropologo Ernesto De Martino)’; la mostra della “Civiltà contadina”; l’arredamento di una abitazione di fine ‘800; gli abiti da sposa degli anni ’50; e “Con gli occhi della Memoria”, la mostra del  grande fotografo Franco Pinna.

E’ se la foto ufficiale della manifestazione è sempre la stessa, “è il nostro brand”, quest’anno all’interno del palazzo sarà esposto anche un quadro realizzato a matite colorate dall’artista tursitano Vincenzo D’Acunzo, dal titolo programmatico “Stregantibus”. Un’opera che contiene gli elementi tipici della cultura locale e della magia: i monachicci, la strega, la fattucchiera, i serpenti, il tutto sovrastato da un’imponente immagine di Colobraro la cui luce irradia tutta la campagna.

A parlare dello spettacolo è stato Giuseppe Ranoia,  ideatore e regista del “Sogno”, che nel suo intervento ha parlato della genesi della manifestazione seguita da una interessante ricostruzione culturale e scientifica del “magico”, che sta alla base della stessa ideazione. “Quando il sindaco mi contattò per fare qualcosa gli dissi subito: giochiamo sulla nomea, è pubblicità gratuita! E in questo ci siamo riusciti, i numeri ci danno ragione, adesso dobbiamo solo continuare in questa direzione” ha confidato Ranoia, che ha proseguito con una serie di citazioni di riferimento per la struttura spettacolare: Ernesto De Martino, Bendetto Croce, Matilde Serao. Tanta cultura e antropologia, ma anche scienza, con riferimenti a Giordano Bruno (anche quest’anno inserito all’interno dello spettacolo), e Galileo Galilei, unanimemente considerato il “padre della scienza moderna”. Lo stesso Ranoia, inoltre, ha anticipato una delle novità dello spettacolo di questa edizione, che saranno i monachicchi, “perché quando si entra nel paese della sfortuna c’è bisogno di una benedizione”. La sorpresa dello scorso anno fu la scena del morto e quindi la ritualizzazione del pianto funebre, poiché “alla base c’è sempre uno studio scientifico”. E dopo aver chiarito che il colobrerese è un dialetto, e quindi naturalmente in continua evoluzione e trasformazione, e non una lingua, Ranoia ha concluso con la speranza  “che questo terzo anno possa dare nuova linfa e vigore, perciò ci sentiamo addosso un po’ di responsabilità”.

Il sindaco Bernardo, infine, ha voluto ringraziare il Piot Metapontino/Basso Sinni per aver sostenuto e creduto in questo progetto che ha contribuito a rendere i cittadini più ironici e meno “irascibili” sulle “accuse” di “jella”, "in tal modo consentendoci di creare uno  spettacolo che è diventato una forte attrazione turistica per un centro che fino a qualche anno fa soffriva un po’ di isolamento". Anche il giovane assessore comunale alla Cultura Vincenzo Fiorenza si è detto “fiero di questo spettacolo” e ha annunciato che parteciperà anche in qualità di attore, a dimostrazione di come questa manifestazione sia diventata anche una festa cittadina, quasi un rito, al quale tutti in qualche modo vogliono prendere parte. Sono circa 70 le persone coinvolte, tutte del posto, ad eccezione proprio di Ranoia e di Emanuele Asprella, attore di Montalbano Jonico. Altra novità di quest’anno è il coinvolgimento degli Istamanera, band di musica popolare che curerà la parte musicale di uno spettacolo che, contro ogni previsione, ha sconfitto la “jella” e la superstizione e portato alla ribalta regionale un paese che è stato premiato l’anno scorso con il Premio Bramea per essere il “più bel piccolo comune”.

Leandro Verde

Read 2397 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:11
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