Giovedì, 19 Maggio 2022

Un giorno a Colobraro, aspettando ''Sogno di una notte... a quel Paese''

Venerdì scorso mi sono recato a Colobraro con l’artista tursitano Vincenzo D’Acunzo, per incontrare Andrea Bernardo, sindaco della città che da qualche anno ha avuto una positiva ribalta regionale anche grazie allo spettacolo “Sogno di una notte… a Quel Paese”, diretto dall’ottimo attore e regista Giuseppe Ranoia. Il successo è stato tale che ha contribuito a far sì che Colobraro abbia ricevuto il premio Bramea 2012 poiché ritenuto "il più bel piccolo comune della Basilicata".

Con il primo cittadino abbiamo fatto un giro nel nuovo Palazzo delle esposizioni, dove è stato allestito un museo degli attrezzi agricoli con tante stanze ricche di foto, cimeli a abiti d’epoca che trasudano storia e memoria. Il sindaco Bernardo ci ha accompagnato poi a visitare il nuovo auditorium comunale restaurato da qualche anno. L’intervista non era programmata, ma la sollecitazione del luogo e le gentilezza dell’interlocutore mi hanno tentato, e per questo gli ho fatto solo tre domande, proprio per provare a scoprire qualcosa di nuovo sulla edizione 2013 dello spettacolo teatrale che anche quest’anno si terrà tutti i venerdì di agosto.

Oggi è il 14 giugno, guarda caso è venerdì, e proprio oggi cominciano le prove per la terza edizione di “Sogno di una notte… a quel Paese”, come vi presenterete quest’anno?
Abbiamo appena iniziato a lavorare alla nuova edizione e ci presenteremo forti del successo degli anni passati, ma con molte scene rinnovate, dettagli più curati, con maggiore attenzione all’accoglienza e con novità nella degustazione dei prodotti tipici locali. Insomma, ci saranno diverse novità per dare ulteriore brio a questo evento.

Anche quest’anno la regia e l’organizzazione sarà affidata a Giuseppe Ranoia?
Sì certo, la regia sarà sempre la sua, e  anche quest’anno sarà coadiuvato dai tanti cittadini di Colobraro che lo affiancheranno e aiuteranno. Gli attori saranno sempre ragazzi di Colobraro e continueremo ad accogliere tutti con  il nostro dialetto italianizzato il più possibile per facilitare la comprensione.

Questa manifestazione è diventata il fiore all’occhiello di Colobraro e tra i più apprezzati del Metapontino-Basso Sinni. Vi aspettavate questo successo? Era sperato o inaspettato?
Abbiamo lavorato tanto e speravamo andasse bene, perciò è stata una piacevole sorpresa, per certi versi anche inaspettata. Sapevamo che per il modo in cui abbiamo pensato a questo evento, cioè giocare sulla magia e sulla nostra nomea, se avesse creato curiosità, come poi è stato, ci avrebbe aiutato a portare qui la gente. Anche se lo scopo non era tanto quello di far diventare Colobraro il paese più “attento” della zona, ma abbiamo lavorato per scaricarci di dosso un fastidioso pregiudizio e diciamo che anche in questo più o meno ci siamo riusciti. Poi, sicuramente appaga il fatto che questo evento, insieme ad altri del nostro territorio e ad altre attrattive, possa contribuire a far sì che tutto il Basso Sinni e la fascia Jonica possano avere sempre più presenze e quindi turismo.

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