Giovedì, 19 Maggio 2022

La Basilicata nel rapporto nazionale Ecomafia 2013

E' stato pubblicato qualche giorno fa "Ecomafia 2013: Le storie e i numeri della criminalità ambientale", il rapporto annuale dell'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente che in questa ventesima edizione si avvale della prefazione dello scrittore Carlo Lucarelli. Analizzando i numeri nazionali del rapporto (oltre 450 pagine pubblicate da Edizioni Ambientare), emerge una situazione di particolare gravità: nel 2012 ci sono stati 34.120 reati, 28.132 persone denunciate, 161 ordinanze di  custodia cautelare. Ancora una volta la maggior parte dei reati (il 45,7%) si concentra nelle regioni meridionali (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).

Lo scenario sostanzialmente non cambia per il ciclo illegale del cemento e quello dei rifiuti: la Basilicata è al 13° posto nella classifica dell’illegalità ambientale nel 2012. Se osserviamo i dati sul ciclo del cemento, notiamo che la Basilicata fa un balzo in avanti e con 227 illeciti accertati arriva al decimo posto (mentre nel 2011 era quindicesima), e la provincia di Potenza entra nella top ten con 169 infrazioni accertate, il 128,5% in più rispetto al 2011, quando la provincia era al 34° posto.

Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, la Basilicata è al 16° posto della classifica nazionale, con 114 infrazioni accertate, ma non emergono, sino ad oggi, presenze mafiose, almeno stando ai risultati delle ultime indagini. Ma seppur senza oggettivi riscontri sulla presenza mafiosa nel ciclo dei rifiuti, di illegalità in questo settore ce n’è a sufficienza per attirare l’attenzione della Dda di Potenza. E così lo scorso 17 dicembre si è chiusa un’importante indagine coordinata dai carabinieri del Noe, che ha coinvolto 12 persone, delle quali cinque sono state sottoposte a ordinanze di custodia cautelare. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere finalizzata all’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e per questo sono finiti in carcere il responsabile del centro di trasferenza di Tito (Potenza), il titolare dell’azienda che gestiva la discarica di Salandra (Matera) e il titolare dell’azienda che gestiva la discarica di Tricarico (Matera), già rinviato a giudizio nel 2011 per un’inchiesta della procura di Matera relativa al presunto smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi e abuso d’ufficio proprio nella gestione della stessa discarica. Due invece le persone finite ai domiciliari, mentre per altre cinque è scattato l’obbligo di firma e la misura interdittiva di poter accedere ai pubblici uffici.

La Dda potentina è stata protagonista anche di un’altra importante inchiesta per traffico organizzato di rifiuti, denominata “Panni sporchi”, e scattata il 6 luglio del 2012. Dopo più di un anno di indagini, gli agenti del Corpo forestale dello stato di Potenza hanno intercettato un flusso illegale di scarti tessili che, pur avendo come centro operativo alcuni comuni lucani, si dipanava verso altre regioni italiane (Abruzzo, Calabria e Puglia), con proiezioni anche estere, verso l’Albania e alcuni paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. I presunti responsabili, fingendo un’attività umanitaria, raccoglievano indumenti usati, spesso veri stracci (quindi sottoposti alla normativa sui rifiuti), li rivendevano (illegalmente) in Italia e all’estero, senza previo trattamento igienizzante e senza alcuna autorizzazione. Le illegalità in Basilicata hanno riguardato anche i fenomeni di “semplice” smaltimento illecito.

E ancora: la Basilicata è al 19° posto nella classifica dell'illegalità contro la fauna, ma entra nella top ten anche per quanto riguarda la classifica degli incendi dolosi/colposi/generici a danno del patrimonio boschivo, collocandosi al 7° posto con 465 infrazioni accertate. La provincia di Matera è al decimo posto nella classifica delle province con 194 infrazioni mentre quella di Potenza è al 4° posto con 271 infrazioni, guadagnando un posto rispetto al 2011.

Nella classifica regionale del ciclo dei rifiuti in italia nel 2012, se guardiamo l'incidenza dei reati per ogni 10mila abitanti, la Basilicata è al 4° posto, con 597mila abitanti e 114 infrazioni accertate. Ancor più grave il dato se analizziamo la classifica regionale del ciclo del cemento in italia nel 2012 (con l'incidenza dei reati per 10.000 abitanti), con 227 infrazioni accertate e un'incidenza del 3,8, la Basilicata è al primo posto.

E se è del tutto trascurabile il dato che riguarda il furto di opere d'arte, dove la nostra regione si piazza al 18° posto con 15 furti, non si può sottovalutare che le attività ecocriminali si accompagnano spesso a un'altra piaga della nostra democrazia: la corruzione. E secondo la relazione al Parlamento della Dia, relativa al primo semestre 2012, in Basilicata sono state in totale 58 le persone denunciate e arrestate per corruzione, un dato che la colloca a livello nazionale dopo Campania (195), Lombardia (102), Toscana (71) e Sicilia (63).

Leandro Verde

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