Mercoledì, 06 Luglio 2022

Atletico Scanzano e pubblico: storia di un amore mai nato

SCANZANO - In una stagione calcistica dove tutto è stato perfetto per la cittadina jonica, l’unica nota stonata è stata la poca partecipazione degli appassionati di calcio a sostegno dell’Atletico Scanzano, la squadra che ha vinto il campionato di promozione grazie a un gruppo affiatato, tecnicamente organizzato, dedito al lavoro. Gli stessi dirigenti si chiedono spesso, quasi ogni domenica, cos’è che non funzioni in termini di rapporto tra la squadra e la tifoseria scanzanese. A differenza di quanto è accaduto con il calcio a 5, dove si è registrato un certo feeling tra squadra e tifoseria, vuoi per differenze di stile calcistico, vuoi per differenze di categoria (infatti la Libertas Scanzano milita nella serie B di calcetto), al “Delle Vittorie” le cose sono andate diversamente. Stadio semivuoto, nessuna coreografia ultras, pubblico spesso proveniente dai paesi limitrofi.

Il calcio dilettantistico a Scanzano forse non è amato, sicuramente non è seguito. In molti si sono chiesti il perché, noi giornalisti, i calciatori, mister Finamore, lo stesso presidente Casalnuovo in alcune interviste ha sottolineato con una certa amarezza quest’assenza di pubblico scanzanese per il calcio a 11 e in particolare per l’Atletico. L’ipotesi più attendibile, anche in base ai rumors provenienti dagli ambienti più sensibili alle problematiche calcistiche, riguarda il numero di atleti di origine scanzanese presenti in squadra. Infatti la rosa dell’Atletico è composta da soli 2 elementi appartenenti alla cittadina jonica (Luciano Carlomagno e Giuseppe Donadio, senza dimenticare che ad inizio stagione ce n’erano altri, ndr); per il resto si tratta di  calciatori provenienti da paesi limitrofi.

Discorsi spesso fuori luogo e campanilistici, legati all’appartenenza, che fanno male alla vita calcistica, che cozzano contro il principio che vuole il calcio mezzo di aggregazione sociale, di educazione e rispetto delle regole. La società dell’Atletico Scanzano ha investito tantissimo per costruire un gruppo forte, sano, capace di rimanere imbattuto a due giornate dal termine del campionato e vincere il torneo con ben 4 giornate di anticipo. Eppure come spesso capita nelle realtà locali ci si incatena con concezioni tipiche di una chiusura mentale imperante, che contribuisce a lasciarci ai margini di uno sviluppo intellettuale che deve partire anche dallo sport.

Come mai il calcio a 5 fa più “breccia” rispetto al dilettantismo di Promozione? E’ una questione di differenza tra  due metodologie di calcio diverse o basta solamente che ci sia un presidente e 4/5 elementi scanzanesi? Il calcio a 11 è più noiso, meno tecnico e più fisico? Di cosa c’è bisogno per creare un certo entusiasmo intorno alla squadra? Avremo da puntualizzare anche quando da Atletico Scanzano si passerà a Real Metapontino o finalmente capiremo il perché di un certo immobilismo e sottosviluppo anche sportivo? Domande che meritano delle risposte, magari senza utilizzare le parole, ponendo i fatti, magari cercando di cambiare alcune tendenze, riavvicinandosi allo stadio la domenica per seguire il prossimo anno questa squadra nel campionato di eccellenza, anche nel rispetto di chi è venuto da non tanto lontano ad investire nel nostro calcio, con l’obiettivo di portare in questa città un calcio di livello, anche con individualità esterne, come avviene nella maggior parte dei campionati italiani, dove certo non ci sono necessariamente calciatori legati ombelicamente alla città in cui militano.

Fa una certa impressione vedere degli slogan sui muri del nostro stadio comunale che poi non corrispondono alla realtà (foto 1), non vorremmo che si estenda anche a Scanzano l’amara consapevolezza in base alla quale ogni paese ha il calcio che merita. Forse tutto questo bel calcio non ce lo meritiamo? (Foto archivio de ilmetapontino.it - non si riferisce ad un impegno domenicale)

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