Domenica, 26 Maggio 2024

'Alice dorme ancora': vivere ad occhi chiusi

Alice ha un dono: è una veggente e mentre dorme il futuro scorre davanti ai suoi occhi. È un dono che però maledice: i suoi sogni l’avvertono delle morti altrui. Morti cruente, omicidi progettati da carnefici disturbati e alienati al punto da apparire essi stessi delle vittime di un mondo in cui spadroneggia la crudeltà. Da quando si è addormentata, Alice assiste inerme al collasso della ragione e alla vittoria della bestialità umana.


Spettatrice invisibile e afona, tenterà invano di modificare il destino degli sfortunati protagonisti dei suoi incubi, senza mai riuscire a capire dove il sonno abbia lasciato spazio alla veglia. Alice è confusa ed ha paura: è parte dell’orrore di cui è custode e nonostante la sua onniscienza non è che una comparsa sulla scena. E nella vita. Sa che morirà, a sedici anni, senza capire il perché proprio i suoi genitori decreteranno insindacabilmente quando sarà arrivato il suo momento.

Una miriade di personaggi popolano il romanzo. Non si conoscono, ma si incontrano tutti in un unico luogo: la mente di Alice. Ognuno di loro vive allora due volte: nel mondo reale e in un limbo in cui il confine tra coscienza e incoscienza si assottiglia lentamente fino a scomparire del tutto. Perché Alice non legge il futuro, semplicemente ascolta il presente e ricorda un passato troppo breve per essere dimenticato. È un’adolescente come tante e tuttavia avrà la possibilità di salvare delle vite. Ma solo in cambio della propria, solo quando i suoi genitori capiranno che è pronta ad affrontare il suo destino.

Questa volta l’autore ci ha regalato un giro sulle montagne russe: ogni capitolo è un salto nel vuoto, la prospettiva è instabile e imprevedibile, lo stile tocca alti picchi di poeticità e, mentre gli enigmi di infittiscono pagina dopo pagina, la suspence continua a salire fino all’ultima riga.
Non solo Alice, anche Russo gioca con il tempo. Ne deriva una struttura labirintica in cui è impossibile prevedere il finale. Un labirinto, come la mente umana, le cui ragioni appaiono spesso oscure. Ma procedendo nella lettura pian piano ci si rende conto di essere in realtà completamente assorbiti in un vortice, in una spirale il cui centro è la stessa via d’uscita. Solo giunti alle ultime pagine tutto acquisterà finalmente una fisionomia logica e concreta. E solo a questo punto si può riprendere fiato e persino sospirare. Perché c’è sempre un lieto fine quando ci si sveglia da un incubo, c’è sempre una luce alla fine del tunnel.

Gli altri romanzi di Massimo Russo, “Il destino del diavolo”, “Iustitia Domini” e “Male nostro”, sono disponibili su IBooks.

Sara Calculli

Read 1541 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 09:22
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