Giovedì, 27 Gennaio 2022

Benedetto (Cd): 'Sostenere pazienti emodializzati''

“La sollecitazione del comitato regionale lucano dell’Aned (Associazione Nazionale Emodializzati) per reperire nuove risorse finanziarie a favore di categorie sociali che hanno diritto a maggiore tutela sociale, quali gli emodializzati, trapiantati di rene, talassemici e pazienti affetti da altre patologie del sangue, va raccolta prontamente”.

E’ quanto sostiene il vice presidente del Consiglio regionale, Nicola Benedetto, sottolineando che “in attuazione delle leggi regionali 30/81, 22/82 e 26/89, la posta finanziaria disponibile, pari a 1.500.000 euro è fortemente insufficiente per liquidare il saldo dell’anno 2011, mentre per gli anni 2012 e 2013 non è prevista nessuna dotazione finanziaria”.

“L’associazione – dice Benedetto - ci ricorda che l’ultima liquidazione che la Regione ha effettuato ai Comuni per il servizio reso ha consentito di coprire il periodo fino ad aprile 2011, mentre con le risorse attuali, se verranno sbloccate, si potranno liquidare i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto sempre del 2011. Raccolgo l’appello dell’Aned: bisogna intervenire con urgenza – continua Benedetto - prima che la disperazione e l’angoscia prendano il sopravvento, tenuto conto che la Regione è in una situazione di debito verso i tanti Comuni lucani che hanno anticipato con propri fondi e che sono stati costretti a sospendere il servizio da diversi mesi. La condizione di quei pazienti che hanno dovuto anticipare ogni spesa – afferma ancora il vice presidente del Consiglio – è ancora più drammatica, perché segnata da sacrifici e solitudine dettati dalla malattia e, dunque, quell’assegno mensile costituisce un piccolo sostentamento. I tagli alla sanità, come testimonia l’ultima riunione della Conferenza della Regioni che ha visto il presidente De Filippo contrastare l’ennesima manovra del Governo, non possono incidere sui cittadini affetti da particolari patologie. Ciò è tanto più necessario dopo la lettera del presidente De Filippo che formalizza la proposta di fitto di ramo d’azienda per le attività lucane dell’Istituto Don Uva che è sicuramente la testimonianza di un impegno coerente assunto in prima persona dal Governatore per dare una soluzione alla nota ed antica questione dell’istituto di cura. Il diritto alla cura va garantito a tutte le categorie di cittadini”.

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