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Rocco Tauro commenta l'articolo ''I ponti del Ventennio''

 

Perché vi preoccupate e vi  meravigliate?  Non sapete che ogni opera, costruzione, idea, avvenimento, progresso  portato avanti dal governo che ha amministrato la nazione  italiana dall'ottobre1922 e fino al 1945, rappresentando il male assoluto, non merita alcuna considerazione?

Che deve essere estirpato come un cancro maligno che ha attaccato un corpo sano? La storia si deve fermare al 28 ottobre 1922, per poi riprendere il 25 aprile 1945. Di ventitré anni di patria storia non bisogna assolutamente parlarne, pena la perdizione terrena  (perché per quella eterna, purtroppo per loro, non ne saranno mai capaci). Dunque quale meraviglia vi può sorprendere?

Ed i ponti costruiti egli anni Trenta nella nostra zona, con furia iconoclasta, che deperiscano, che crollino, cosi anche una oggettiva bella opera architettonica del Ventennio possa sprofondare, per non essere da imbattibile paragone con le repellenti quanto costose opere costruite in Italia da 60 anni a questa parte. Che vanno giù prima dei collaudi. Che non reggono a piogge appena scroscianti.

Che costano sempre più del preventivato, che i posteri inorridiranno quando qualche traccia di queste brutture, putacaso, supererà la vita media di un singolo uomo, per arrivare fino a loro.

Ed infatti come si fa se si è dei nani politici e storici affrontare architetti, ingegneri e maestri, che al loro confronto resteranno in eterno dei giganti ? Se non con la calunnia, con l'oblio, con l'ostracismo, con la voluta incuria? Quanto sopra come incipit. Per venire alla questione dei ponti costruiti sui fiumi lucani dal governo fascista, di bellissima ed insuperabile e superba bellezza architettonica, da anni tento di portare all'attenzione dei responsabili ( Anas e regione, ognuno per la propria parte) tale imperdonabile incuria ed abbandono.  Non sapendo, invece, che tali opere  valorizzate e tolte da una irresponsabile dimenticanza, possono essere oggetto di attenzione, studio, ammirazione, flussi turistici, di orgoglio delle nostre maestranze per gli stranieri che si trovano, a centinaia di migliaia, a transitare ogni anno per questi luoghi. Caro Gianluca Pizzolla,spingiamo tutti nella unica direzione del buon senso, al di là dei convincimenti politici. Perchè la magnificenza di qualsiasi natura essa sia, quando è veramente tale, non ha confini ideologici.

Leonardo Rocco Tauro Presidente  Comitato Centrale

Fiamma Tricolore

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I ponti del Ventennio abbandonati (di Gianluca Pizzolla)

 

 

Read 650 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 09:22
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