Giovedì, 29 Settembre 2022

SCANZANO La Città della ''pace'': non si muove nulla. Il sindaco: colpa del patto di stabilità, prossimo settimana ripartono i lavori

All'apparenza fa paura perché il primo pensiero è quello, soprattutto al Sud dove i cantieri del “Pubblico”sono molto spesso l'anticamera degli aborti. Leggere il pannello poi fa subito pensare che l'opera abortita ce l'hai davanti agli occhi. La Città della Pace a Scanzano avrebbe dovuto essere ultimata già un po' di tempo fa, per la precisione il 16 giugno del 2011 (“data presunta” - foto3). GUARDA VIDEO

 

Dopo la venuta del Dalai Lama, giugno 2012, in tanti hanno creduto anche nell'accelerata, probabilmente l'aspettativa sarà stata alimentata  dal carisma spirituale della massima autorità del Buddismo tibetano. Ma nulla, se Cristo s'è fermato a Eboli, l'effetto Dalai Lama invece è fermo a Terzo Cavone. Ferri arrugginiti, acqua negli scantinati, scheletri di cemento: il ritratto dell'abbandono. Per capire come stanno le cose tuttavia non ci si può fermare alle apparenze, occorre chiedere spiegazioni a chi il progetto lo sta seguendo nella sua (lenta) evoluzione. Così si scopre che il problema è sempre lo stesso: il patto di stabilità. Il comune deve pagare l'impresa che sta realizzando ma se il comune riceve con ritardo i soldi dalla Regione, a sua volta imbrigliata nei vincoli contabili, il cortocircuito è inevitabile. Risultato? I cantieri si bloccano per ripartire quando ci sarà nuova liquidità.

Questione di giorni hanno assicurato il direttore dei lavori, l'architetto Marcello IannUziello e il primo cittadino di Scanzano, Salvatore Iacobellis (architetto di professione).
“A breve riprenderanno i lavori sospesi  per problemi legati al patto di stabilità. Abbiamo provveduto a pagare l'impresa che a giorni riprenderà l'attività; probabilmente già la settimana prossima, occorrerà fare i conti anche con l'instabilità atmosferica”, ha chiarito l'archiTetto Marcello Iannuzziello.

Due milioni e trecento mila euro, dati dalla Regione,   già spesi?

“No, assolutamente no; non tutti. Stiamo predisponendo una perizia di variante per l'assorbimento del ribasso d'asta che è notevole, il 40 % all'incirca”. Che ha precisato: “L'intervento complessivo per la realizzazione della Città della Pace è di 20 milioni, ciò significa che oltre al complesso saranno realizzate strutture come la zona destinata ad attività complementari, laboratori artigianali, l'anfiteatro con il cinema, la palestra, gli impianti sportivi, i parcheggi. Nella struttura già presente, quella gà visibile,  e che sarà completata, saranno ospitate sale per i laboratori, gli uffici, locali destinatei ad aule, alcuni a residenze”. Al tecnico sono state chieste informazioni rispetto all'intervento che riguarda la realizzazione delle settecento villette: i privati edificheranno ma allo stesso tempo realizzeranno le urbanizzazioni che serviranno la Città della Pace. “Il piano di lottizzazione è stato adottato, sono scaduti i termini di pubblicazione e il progetto arriverà alla fase di approvazione definitiva. Nel frattempo i lottizzanti (sei quote) stanno predisponendo la valutazione di impatto ambientale su progetto esecutivo”.

Lottizzazione tutta regolare? “La Procura non è mai venuta, mai è stata chiesta alcuna carta. E' tutto lecito”.

Sul caso è stato sentito anche il sindaco di Scanzano. Acqua negli scantinati, ferri arrugginiti, dopo la venuta del Dalai Lama ci si aspettava un intervento rapido che portasse al completamento delle opere già iniziate, invece cosa è accaduto?

“Speravo che dopo le elezioni arrivasse un Governo stabile che mettesse mano al patto di stabilità, nel senso che lo allentasse. Con il patto di stabilità in sostanza ci sono i soldi ma il comune non può spenderli. La ditta fa gli stati di avanzamento e li manda al comune, il comune a sua volta manda alla Regione che paga. Se la Regione per i problemi causati dal patto di stabilità i soldi non li manda, noi (il comune, ndr) non possiamo pagare la ditta. La ditta il contratto l'ha fatto con il comune, quindi noi di tanto in tanto qualcosa l'anticipiamo però più di qualche centinaia di migliaia di euro non possiamo”.

In sostanza quella che ha appena descritto è la filiera del ritardo? “Sì. Il paradosso è che io oggi potrei addirittura multare la ditta che non ha finito nel tempo stabilito i lavori”.

In questo quadro azzardare una previsione su quanto termineranno i lavori è difficilissimo: si accollerebbe il rischio, potrebbe dire quando finiranno?
“No, per un semplice motivo: la Regione mi ha fatto firmare un contratto, avrei dovuto finire i lavori in un anno e mezzo. Ciò non è accaduto ma non sono arrivati i soldi per pagare la ditta. Il mio auspicio è che in Europa Bersani e Holland facciano un accordo affinché sia allentato il vincolo imposto dal patto di stabilità. Noi parliamo tanto d'Europa ma non sappiamo che il debito dell'Europa unita è molto inferiore a quello degli Usa e del Giappone e non si capisce perché non possiamo allentare i vincoli”.

Paradossalmente anche la Regione potrebbe accusare  il comune di essere inadempiente? “Potrebbe farlo, è paradossale”.

I lavori quando riprenderanno? “La settimana prossima, la ditta avrà i soldi e ricomincerà subito. Spero che la Regione non chiuda i rubinetti ad Aprile a causa patto di stabilità. Da architetto potrei assicurare che se arrivassero i soldi, ad agosto la struttura sarebbe completata, ma c'è il patto di stabilità”.[Gianluca Pizzolla]



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