Sabato, 13 Agosto 2022

Seconda farmacia a Tursi: il consiglio comunale rinvia su proposta del vice sindaco

“E’ stata solo una presa in giro”, è questo il commento più diffuso a conclusione del consiglio comunale di Tursi che è cominciato alle ore 17,30 e si è concluso intorno alle 22. Quattro ore di discussione, con interventi pertinenti e impenitenti che hanno sancito con tutta probabilità una frattura all’interno della maggioranza, difficilmente ricomponibile.

Niente di rilevante sul piano amministrativo, ma di notevole importanza sul piano politico: con l’assenza per motivi di salute del sindaco Giuseppe Labriola, è parso che a questa compagine amministrativa mancasse il punto di riferimento, l’uomo che con la sua presenza garantisse l’equilibrio tra le varie forze presenti nella maggioranza che oggi si sono scontrate senza mezzi termini, arrivando addirittura a ipotizzare di “andare tutti a casa”. Motivo della disputa, la discussione sull’istituzione della seconda farmacia cittadina, che ha visto la presentazione di due proposte in un unico punto all’ordine del giorno: una di rettifica alla delibera del consiglio n.19 del 24 settembre 2012 per il "Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica", con la quale si chiede una nuova localizzazione nel centro abitato di Tursi (sottoscritta da 601 cittadini e portata avanti dal giovane blogger tursitano Antonio Di Matteo); una seconda proposta, firmata da 609 persone, che - denuncia la consigliera comunale Maria Montesano - conterrebbe “firme di persone non residenti a Tursi, minorenni” e addirittura persone “decedute”. Questa seconda raccolta è avvenuta dopo la presentazione della prima ed è stata definita dall’assessore Nicola Gulfo “cacofonica”, essendoci già una delibera di Consiglio che non ha bisogno di sostegni o conferme.

Davanti ad un numeroso pubblico, che ha fatto registrare la più ampia partecipazione popolare da tre anni a questa parte, il consiglio comunale ha mostrato tutta la sua debolezza, decidendo di non decidere e votando, dopo quattro ore di discussione, la proposta del vice sindaco Salvatore Cosma di una “pregiudiziale di rinvio della decisione di una settimana, per attivare le formalità burocratiche al fine di rimettere la parola ai cittadini con un referendum”. Lo stesso vice sindaco, che a settembre aveva votato assieme al gruppo “Uniti per Tursi” per la ubicazione della farmacia nella frazione di Panevino, oggi ha detto che in sede di referendum (nel segreto dell’urna) voterà per la farmacia nel centro abitato di Tursi, però ha preferito non affrontare la votazione pubblica in consiglio, così come invece richiesto da Montesano, unico consigliere dell’opposizione, e dal consigliere di maggioranza  Giuseppe Cuccarese, oltre che dagli assessori Gulfo e Vincenzo Popia. Questi avrebbero voluto votare le proposte e, nel caso di esito negativo (cioè della riconferma del deliberato dello scorso settembre), affrontare da subito la procedura per il referendum “abrogativo”, ai sensi dello statuto comunale.

Sulla stessa linea del vice sindaco si è ritrovato ancora il gruppo “Uniti per Tursi”, che votò compatto per l’apertura a Panevino (i consiglieri Salvatore Cristiano, Antonio Lauria, Dino Di Paola, Antonio Lagala, Vincenzo Sarubbi e Salvatore Cavallo con gli assessori Gaetano Bruno e Antonio Caldararo), una “scelta di prospettiva volta a favorire lo sviluppo del borgo”. Ci sono stati momenti di tensione e scontri verbali tra i consiglieri schierati su due opposti fronti e tra questi e il rumoroso pubblico presente (chiaramente a favore della collocazione nel centro di Tursi della seconda farmacia), ma la situazione è stata sempre sotto controllo. Tutti si aspettavano che il consiglio si esprimesse con un voto, in un senso o nell’altro, ma così non è stato e dopo ore e ore di discussione si è deciso il rinvio a maggioranza, nove contro quattro (assente per salute il sindaco Labriola, che comunque non ha mai partecipato alla discussione neppure nei mesi addietro, e Salvatore Cavallo, presidente dell’assemblea comunale, ieri sostituito dal consigliere Cristiano).

Alla votazione non hano partecipato nemmeno i consiglieri Isidoro Francolino e Sarubbi, andati via prima. All’unanimità il Consiglio ha poi approvato in un minuto il secondo punto riguardante la “variante al vigente Regolamento Urbanistico del Comune di Tursi, per l'individuazione di un'area da destinare ad un impianto per la distribuzione carburanti da realizzare lungo la strada Provinciale degli Aranceti, in località Ponte Masone nell’agro di Tursi”.

Da ieri in Consiglio è stata introdotta un’altra novità: tutti gli interventi sono stati registrati su supporto elettronico, situazione che ha creato qualche malumore, “più per la tempistica e i modi che per l’iniziativa”. Registratore che è stato spento quando a parlare era Popia, poiché da assessore “non so che fine faranno queste registrazioni”. Per Gulfo, invece, il registratore poteva essere riacceso: “Condivido quanto detto da Popia, ma non ho alcuna paura, registrate, ascoltate e se qualcuno poi non capisce glielo rispiego”. Nel corso della seduta ci sono stati tanti interventi, e tralasciandone alcuni degni di Zelig e altri che hanno messo a dura prova la pazienza del pubblico, è palese che esistono due gruppi di maggioranza, sia in consiglio che in giunta, il problema è capire fino a quando un'amministrazione, nata senza opposizione, può andare avanti così.

Leandro Verde

Read 1245 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 09:22
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