Lunedì, 08 Agosto 2022

Decreto 122 del 2005 "a puntate". Fallimenti immobiliari, come difendersi

In collaborazione con l'associazione Assocond Conafi in questa sezione sarà trattato il decreto n.122 del 2005, strumento di tutela a disposizione degli acquirenti di immobili in costruzione. Il decreto sarà analizzato e commentato "a puntate" limitando il ricorso a tecnicismi tipici della materia. I contributi saranno firmati da Riccardo De Benedetti, vicepresidente di Assocond Conafi. [La Redazione]

Dal 20 giugno del 2005 (decreto legislativo n. 122) il nostro ordinamento tutela gli acquirenti di immobili in costruzione. Prima di questa data i soldi, tanti e sudati, che le famiglie destinavano all'acquisto della propria abitazione, erano a rischio. In che senso? In caso di fallimento dell'impresa costruttrice, evento non infrequente date le caratteristiche del nostro sistema della costruzioni, frammentato, debole e in larga misura di scarsissima qualità, prima della legge gli acconti versati finivano al chirografo, erano in altre parole, soldi persi perché erano all'ultimo posto nella lista dei creditori.

Perché? Perché il credito fondiario non può, giustamente, non essere privilegiato, pena il crollo del credito stesso. Il credito fondiario permette all'impresa di ricevere la provvista di denaro sufficiente e necessaria per intraprendere e portare a termine l'iniziativa. Questo denaro può essere erogato dall'istituto di credito previa ipoteca posta sul terreno. L'ipoteca, letteralmente “ciò che sta sotto", consente alla banca di garantirsi dai rischi connessi all'iniziativa imprenditoriale che finanzia.
Con la certificazione dell'insolvenza, cioè dell'impossiblità da parte dell'impresa di onorare il suo debito nei confronti della banca e dei fornitori, il giudice non può che dichiarare il fallimento.

Che consiste nel recuperare quanti più soldi possibile dalle proprietà rimaste al fallito per pagare i diversi creditori. Qui nasce la gerarchia a sfavore degli acquirenti e qui nasce il problema delle migliaia di famiglie che dopo aver versato quote consistenti del prezzo dell'appartamento si trovavano senza i denari versati e senza la casa. Praticamente falliti insieme con l'imprenditore di cui però non condividevano i profitti ma a cui avevano anticipato quote del valore di un bene che avrebbero ricevuto a completamento della costruzione. A questa situazione di squilibrio il d.lgs 122 pone rimedio sganciando l'acquirente dalla procedura fallimentare e imponendo il meccanismo fideiussorio che consente di riprendersi i soldi versati nel giro di qualche giorno dalla dichiarazione di fallimento. Come funziona, cosa comporta e perché questo meccanismo di salvataggio stenta ad imporsi nel nostro paese mentre invece funziona alla grande in Europa, lo vedremo nella prossima puntata.

Riccardo De Benedetti, vicepresidente ASSOCOND-CONAFI

SU Facebook: Fondo vittime fallimenti immobiliari



Read 2546 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 09:16
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