Giovedì, 07 Luglio 2022

Accordo polo salotto, Romaniello (Sel): da Monti tantivo pre-elettorale di basso profilo

“Non c’è limite alla creatività di Monti-leader di partito: a Matera, nel corso della sua visita elettorale, ha annunciato per l’8 febbraio a Roma la firma dell’accordo di programma sul polo del salotto, una firma sollecitata da mesi dalle Regioni Basilicata e Puglia per attuare un’intesa voluta e sostenuta per anni dai lavoratori e dai sindacati pugliesi e lucani”.

E’ il commento del capogruppo di Sel in Consiglio Regionale Giannino Romaniello sottolineando che “l’accordo dell’8 febbraio attua l’obiettivo prefissato il 27 luglio, quando le due Regioni con il ministero dello Sviluppo economico sottoscrissero un’intesa per la costituzione di un gruppo di lavoro, che arrivasse in tempi brevi alla definizione dell’accordo.

L’intesa di luglio mise fine ad una situazione che si trascinava da cinque anni senza mai giungere ad alcun esito. Le parole del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola – aggiunge – sono la migliore risposta al tentativo pre-elettorale del professore-Premier, di basso profilo, quasi a rivendicare un provvedimento di cui non ha alcun merito. Dopo i tanti nulla di fatto di tutti questi anni finalmente siamo alla chiusura dell’accordo; la nostra tenacia espressa con grande energia in questi lunghi cinque anni per il rilancio del mobile imbottito alla fine ha centrato l’obiettivo. Il percorso non è stato semplice. Spesso il disagio degli operatori mal si è conciliato con la disattenzione dei governi che si sono succeduti, più volte sollecitati dai due Governatori.

Ed è il caso di ricordare a Monti – dice Romaniello - che le Regioni ci hanno messo risorse finanziarie proprie (40 milioni di euro la Puglia e 21 milioni la Basilicata). Ora una nuova fase si apre per un settore martoriato dalla crisi ma ancora intriso di imprese che vogliono investire nel settore e nell'area. Dalla loro iniziativa e dalla voglia di innovazione dipenderà il successo dell’accordo per la reindustrializzazione delle aree e soprattutto per dare garanzie di lavoro e di sviluppo concreto”.

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