Giovedì, 25 Luglio 2024

Valsinni ricorda il suo patrono: San Fabiano

Valsinni - Festeggiamenti in onore di S. Fabiano, papa martire, patrono della cittadina. Domenica scorsa, nonostante il gran freddo ed il tempo che minacciava pioggia, tanti fedeli si sono riversati nelle strade del paese, in processione, per rendere onore al santo protettore, noto come il santo dei miracoli. La commemorazione ha avuto inizio il giorno 19 con la celebrazione dei vespri ed è continuata con la messa solenne celebrata dal sac. don Giuseppe Labanca, parroco di Valsinni.

I cittadini sono strati svegliati di buon mattino dalle note della banda musicale “G. Tito” che ha suonato per le strade del paese. Nel pomeriggio, con inizio alle ore 15, la processione. La statua del Santo, portata a spalla da soli uomini perché in legno massiccio, ha attraversato le strade del paese nuovo e del borgo antico, preceduta dalla reliquia, costituita dall’osso del braccio montata su un baldacchino e portata, come vuole un’antica tradizione popolare, da 4 nubili, le cosiddette “vacandij”.

Questa festa del 20 gennaio, giorno della morte del santo, è indicata dai valsinnesi come la festa piccola, mentre la festa “grande” viene celebrata, invece, il giorno 10 maggio, giorno in cui arrivò la statua da Napoli. “S. Fabiano è la guida del nostro paese e fa sempre sentire la sua presenza” ha dichiarato don Giuseppe. “In questi momenti di grave crisi economica, nella nostra vita manca qualcosa e quel qualcosa è Dio. Dobbiamo ricordare che quando c’è Dio noi abbiamo sempre la forza di vivere e superare le difficoltà. La fede, però, va anche coltivata e tramandata ai nostri giovani”.

Dopo la processione ed il bacio della reliquia, il santo è stato salutato da un fragoroso applauso, accompagnato da lacrime di speranza e commozione da parte dei tanti fedeli, prima di essere riposto nella sua nicchia posta su un altare del XVII sec. S. Fabiano, romano di nascita,  fu uno dei papi che durante le persecuzioni governarono più a lungo la Chiesa di Dio. Venne eletto il 10 gennaio 236 subito dopo la morte di S. Antero.

Narra Eusebio di Cesarea nella Storia Ecclesiastica (VI, c. 29) che, mentre clero e popolo, riuniti, stavano discutendo per dare un successore al defunto pontefice, una colomba discese dall'alto e andò a posarsi sul capo di Fabiano. Il popolo ne rimase commosso; giudicandolo degno del papato, lo sollevò sulle braccia e lo collocò sulla cattedra vescovile. Fabiano fu un pastore santo e operoso. Durante i suoi quindici anni di governo consolidò la costituzione della comunità romana, dividendo il territorio in diaconie. Morì il 20 gennaio 250 secondo la testimonianza di S. Cipriano. Il suo culto è già attestato nel secolo IV in data 20 gennaio.

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